Video-Saluti

Un Saluto Escamontage da Vincenzo Salemme

 

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Video-Saluti

 

 

Un saluto EscaMontage da Alessandro Gassmann e Rocco Papaleo dalla conferenza stampa tenutasi presso l’Hotel St. Regis di Roma dell’ultimo film di Rocco Papaleo
“ONDA SU ONDA”
al cinema dal 18-02-2016

Un film di Rocco Papaleo 
Con Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Luz Cipriota, Massimiliano Gallo, Calogero Accardo
Durata 102 min – Italia 2016
Distribuzione Warner Bros Italia

Video Sanza Meta

Arte pubblica a sostegno del CSOA Corto Circuito

DA NOVEMBRE 2016 A FEBBRAIO 2017 25 ARTISTI DANNO VITA A UNA STAFFETTA DI LIVE PAINTING, IN VARI CENTRI SOCIALI ROMANI, A SOSTEGNO DEL CSOA CORTO CIRCUITO CHE DOPO 27 ANNI DI ATTIVITA’ RISCHIA LO SGOMBERO DEFINITIVO. NEL FILMATO GLI ARTISTI CI RACCONTANO L’INIZIATIVA E IL LEGAME CHE UNISCE IL MONDO DELLA STREET ART ALLE LOTTE SOCIALI.

HANNO PARTECIPATO:
5 NOVEMBRE 2016, SANS PAPIERS LUIS ALBERTO ALVAREZ CARLOS ATOCHE
13 NOVEMBRE 2016, RED LAB KRISTINA MILAKOVIC EX VOTO LUIS ALBERTO CUTRONE 20 NOVEMBRE 2016, SPARTACO RICCARDO BEETROOT CHEW-Z
26 NOVEMBRE 2016, OFFICINE NOVE FRANCO DURELLI PHOBOS MAURO SGARBI
2 DICEMBRE 2016, SCUP PINO VOLPINO ROBERTA GENTILI ALESSANDRA CARLONI
10 DICEMBRE 2016, NUOVO CINEMA PALAZZO TINA LOIODICE DHARANI FLAVIO SOLO OTHERS
17 DICEMBRE 2016, FORTE PRENESTINO MK DANIELE RONCACCIA OMINO 71
12 GENNAIO 2017, SCUP PIER SIMONE POMIDA PETER BARONE
21 GENNAIO 2017, CORTO CIRCUITO KAOS PINO VOLPINO
4 FEBBRAIO 2017, SANS PAPIERS PIER SIMONE POMIDA DIAMOND
11 FEBBRAIO 2017, B.A.M. MK DHARANI ALADIN L’INIZIATIVA E’ A CURA DI:

CSOA CORTO CIRCUITO: http://cortocircuito.sonarproject.net/
ASS. CULT OFFICINE NOVE: https://www.facebook.com/Officinenove…

VIDEO REALIZZATO DA: http://www.sanzameta.com/

Video-Saluti

Un Saluto EscaMontage da Max Gazzè

 

 

Roma, 21 giugno 2017. Max Gazzè saluta gli spettaori EscaMontage, in occasione della presentazione di un’opera che ha visto coinvolti insieme a Gazzè gli artisti Marco Manzo, e Alessandro Di Cola. Si tratta di un’istallazione scultorea che trasferisce empiricamente su trenta cerchi incisi a mano lo stile ornamentale dei tatuaggi di Marco Manzo. Questi cerchi, tramite la luce, vogliono tatuare idealmente lo spettatore ed il lungo Tevere. Per questa opera, Marco Manzo ha coinvolto Max Gazzè nella parte musicale concettuale, suonando all’interno dell’opera; il pubblico potrà interagire con essa creando dei suoni. L’opera in fusion con Alessandro Di Cola, utilizza la scultura per rappresentare il matrimonio tra l’arte del tatuaggio e l’rte della musica. Inoltre, saranno esposte le opere del Maestro scultore Marcello Simonetti, già ordinario presso ‘istituto Statale d’Arte di Urbino e socio dell’Accademia Raffaello.

VideoIntervista

Incontro con Vincenzo Salemme. “Una festa esagerata…!”

EscaMontage incontra Vincenzo Salemme
“Una festa esagerata…!”

Spettacolo teatrale
scritto, diretto e interpretato VINCENZO SALEMME

e con NICOLA ACUNZO, VINCENZO BORRINO, ANTONELLA CIOLI, SERGIO D’AURIA, TERESA DEL VECCHIO, ANTONIO GUERRIERO, GIOVANNI RIBÒ E MIREA FLAVIA STELLATO

Scene ALESSANDRO CHITI

Costumi FRANCESCA ROMANA SCUDERI

Musiche ANTONIO BOCCIA

Luci FRANCESCO ADINOLFI

Da martedì 14 febbraio 2017 a domenica 19 marzo 2017 al Teatro Diana di Napoli

Intervista a cura di Sarah Panatta e Iolanda La Carrubba
Riprese e montaggio di Iolanda La Carrubba


Recensione

Sentimenti e gag nel magico mondo di Vincenzo Salemme
di Iolanda La Carrubba

Torniamo a teatro, dove con uno spettacolo che trascrive in scena uno spaccato di vita, Salemme coinvolge il pubblico rendendolo partecipe. Siamo in “Una festa esagerata…!” un luogo fatto di comicità all’interno della dura oggettività della vita. La storia è ambientata in una casa per caso  situata nel luogo cult della borghesia di oggi, con un terrazzo panoramico forse simbolo di una dimensione altra che sfocia sulla realtà degli altri.
Qui una moglie e madre (Teresa Del Vecchio) caparbia, capricciosa, prettamente concentrata sulle apparenze, è completamente assorta nell’organizzazione della festa che presenterà sua figlia Mirea (Mirea Flavia Stellato) in società, coordinando caoticamente accanto ad un improbabile maggiordomo (Vincenzo Borrino) la disposizione dei tavoli e l’assegnazione delle bomboniere.
Lei, la figlia è il ritratto della madre non vuole altro se non riuscire ad emergere, attraverso i beni materiali, per paura di smarrirsi in un anonimato collettivo. Cardine sono le beghe condominiali, immancabili, immutabili, asfissianti tra le quali si aggira il vice – portiere (Antonio Guerriero) che tutto vede e tutto sente filtrando attraverso il suo solipsistico punto di vista, i fatti che corrono su e giù per le scale, che si affacciano ai balconi, che prendono l’ascensore il quale ingordamente intrappola i condomini in un vortice di fraintendimenti assillanti.
Il corteggiatore aspirante fidanzato di Mirea (Sergio D’Auria) è una presenza estenuante per il mal capitato Gennaro Palascandalo (Vicenzo Salemme) il quale tenta per amor della pace domestica ma non “addomesticata”, di trovare in lui un lato da apprezzare ma si ritroverà a cercare nella sua coscienza la soluzione al cubo di Rubik, senza riuscire a risolvere l’enigma.
Altri accadimenti si accaniscono sulla tranquillità anelata da Palascandalo rendendolo vittima in un complesso e intricato sistema di eventi, scritti ed interpretati magistralmente. Nella trama si aggira una presenza ostile, la vicina di casa (Antonella Cioli) la quale con la sua personalità disturbata, bipolare, detta regole e brama vendetta nascondendosi dietro l’ombra di suo padre (Giovanni Ribò) un uomo apparentemente mite e tranquillo.
Nulla è lasciato al caso ed il meccanismo comico si aggroviglia all’amara realtà con le sue ambiguità, gli affreschi imprevedibili, istantanei e simultanei dove le maschere della commedia dell’arte si contaminano tra loro simbolicamente quasi fossero una decodificazione del surrealismo intangibile. Mentre le ore vengono inghiottite dagli abissi del Tempo, implacabile e insaziabile, ancora altri giochi di ruoli si presentano in scena ed a cavallo di una motocicletta giunge il prete (Nicola Acunzo) dispensatore di consigli sottoforma di inutili luoghi comuni, buffi, arzigogolati e non-sense.
Ogni personaggio qui è vero, a tal punto da risultare grottesco, un ritratto iperreale di quei volti ostinati e contorti che soggiornano nella quotidianità, con i loro pensieri piccoli, arresi alla volontà di una società consumistica.
Straordinari, loro i personaggi di tutti i giorni, indossati da interpreti talentuosi, di forte impatto caratteriale ed è attraverso essi che viene descritto il sogno della realtà e la realtà del sogno, trasformando il tutto in un incubo incessante; c’è chi brama la fama, chi nasconde la sua identità, chi è stalker, chi  si finge qualcun altro, un via vai di personalità multiple all’interno di multi-dimensioni dove anche l’invisibile è protagonista.
Gli attori si protendono verso il capo comico d’eccezione, vulcanico, matador del palco e dell’oltre palco che travolge e sconvolge l’attenzione rivolgendosi a Lui, il mito, il mentore, il fautore del percorso artistico di Vincenzo Salemme, Eduardo De Filippo un uomo fatto per essere teatro, per essere voce e corpo, anima e ruah di un luogo immaginifico portato in scena.
In questo spettacolo si vive il lavoro completo e colto di Vincenzo Salemme il quale in ogni sua Opera non dimentica di dare spazio ad una morale efficace, accattivante che dona empaticamente spunto di riflessione, le gag che lasciano senza fiato e colmano gli occhi di lacrime gioiose, di colpo spiazzano tramutando quelle stesse lacrime in patos travolgente che si aggrappa all’emotività portandola nelle oscure profondità di un inconscio collettivo junghiano.
Vincenzo Salemme con la sua poesia ritmata ed efficace, si fa carico di filtrare attraverso una profonda comprensione e compassione della vita, la ricerca di una nuova, plausibile collettività, fatta di riflessione, amicizia, risoluzione, facendo sperare per un momento almeno, in un mondo migliore.
Nel suo lavoro tra cinema e teatro, questo è la costante e nella completezza rimangono nella memoria, indelebili messaggi conduttori di complessità artistica tra i quali il meraviglioso monologo nel film “Cose da pazzi” rivolgendosi a Maurizio Casagrande riferisce :
– … mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto, altrimenti diventerò un delinquente! E si ricordi signor Cocuzza, che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue!!!-
Salemme regista, attore, autore è amico del suo pubblico.

VideoIntervista

EscaMontage incontra Nicola Acunzo

A bordo palco dello spettacolo “…Una festa esagerata!” di e con Vincenzo Salemme

 

 

Sarah Panatta intervista Nicola Acunzo
in occasione di “Una festa esagerata…!” spettacolo teatrale scritto diretto e interpretato da Vincenzo Salemme

https://www.youtube.com/watch?v=ZPHpA…

Nicola Acunzo si racconta attraverso il teatro, ma anche nel mondo del cinema con il suo prossimo lavoro.

Riprese e montaggio: Iolanda La Carrubba

News

PRODUZIONE PROMOMUSC CORVINO PRODUZIONI

Uno spettacolo di e con MARIO INCUDINE

Mimì

Regia di MONI OVADIA e GIUSEPPE CUTINO

Con Mario Incudine

e

ANTONIO VASTA (pianoforte, fisarmonica e organetto)

ANTONIO PUTZU (fiati)

MANFREDI TUMMINELLO (chitarre e bouzouki)

PINO RICOSTA (contrabbasso)

EMANUELE RINELLA (batteria)

Testi SABRINA PETYX

Suono FERDINANDO DI MARCO

Disegno Luci GIUSEPPE CUTINO

Costumi DANIELA CERNIGLIARO

Arrangiamenti musicali MARIO INCUDINE e ANTONIO VASTA

                                                   

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        28 – 29 NOVEMBRE 2017

Un giovanissimo Domenico Modugno durante le riprese di un film, a cui partecipava con un piccolo ruolo come attore/cantante, viene notato dal protagonista Frank Sinatra  mentre canta una ninna nanna pugliese. Sinatra, incuriosito, chiede al giovane cosa fosse quella stupenda nenia e Mimì, cosi lo chiamavano tutti in paese, risponde che era un vecchio canto della sua terra, la Puglia.

Il divo americano sorrise e gli consigliò immediatamente di fingersi siciliano, perché, diceva “la Sicilia la conoscono tutti, tutti sanno dov’è e poi il dialetto è molto simile al tuo. Fingiti siciliano e conquisterai il mondo”.  E cosi il giovane Mimì Modugno, nato a Polignano a Mare, cominciò a inventare la nuova canzone d’autore in dialetto. Fu il primo a dare una voce agli animali, prima ancora che lo facesse Disney con i suoi cartoni animati e un po’ come Esopo nelle sue favole sottolineò vizi e virtù degli uomini prendendo ad esempio proprio gli animali. Da tutto questo nascono capolavori come “musciu niuru” (gatto nero), canzone sulla diversità dell’uomo; “lu grillu e la luna” poetica canzone sull’amore impossibile; “Cavaddu cecu di la miniera” e “Sciccareddu ‘mbriacu”, struggente canto il primo, ironico e divertentissimo il secondo, raccontato lo sfruttamento sul lavoro. E ancora la più grande storia d’amore tra due animali nel famosissimo brano “u pisci spata”. Aveva anticipato i tempi di tutto Modugno. Quando apriva i concerti di Gilbert Becaud, aveva già inventato il teatro canzone con brani come “lu frasulinu” cunto ironico e drammatico sulla morte improvvisa dello scemo del paese trovato congelato in una pozzanghera d’acqua di fronte alla totale indifferenza di tutti. Cantava contro la Guerra in “tamburo della guerra” , portò per la prima volta alla ribalta la pizzica della terra salentina con “pizzica po’” e cantò la sua preghiera laica nella dolcissima “notte chiara” fino a raccontare il mondo femminile con dissacrante poesia nella “donna riccia”.

Parte da qui lo spettacolo creato da Mario Incudine, con la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino e i testi di Sabrina Petyx, che annoda tutte le fila della narrazione per dipingere un personaggio unico che ha creato uno stile inimitabile.

Incudine porta sul palcoscenico tutta quell’energia del cantore fintosi siciliano che ha conquistato il mondo. Porta alla luce quel repertorio sommerso, quasi inedito, poco esplorato della canzone d’autore in dialetto che ha segnato l’inizio della carriera di Domenico Modugno in un’ originale rilettura con particolari arrangiamenti che restituiscono tutto l’incanto di un mondo che è resistito grazie alla voce di quello che sarebbe poi passato alla storia come “Mister Volare”.  Un progetto che racconta un pezzo importante della storia del nostro paese. Un’ occasione per conoscere il sud da un’altra angolazione, per guardarlo per una volta senza oleografia e senza retorica, lontano da facili folklorismi e ritratti da cartolina, ma visto con gli occhi di chi, da lontano,  fingendosi siciliano, è riuscito forse a disegnare l’immagine più autentica  e poetica di una terra agrodolce.

 

PRIMA NAZIONALE

prezzi da 23 a 17 euro

UFFICIO STAMPA SILVIA SIGNORELLI
signorellisilvia@libero.it – ufficiostampasignorelli@gmail.com

 

Reportage

Dalla mostra personale “Il segreto stupore degli alberi” di Eugenia Serafini

“Il segreto stupore degli alberi” tenutasi dal 3 al 31 marzo 2017 a Roma.

La mostra, composta da più di 20 acquerelli di grandi dimensioni su carta pregiata, ricchi di sensibilità e preziosi cromatismi, si è tenuta nello Studiolo, via dei Marsi, 11.

Questa Mostra personale dell’artista e poeta /performer EUGENIA SERAFINI nasce da una profonda ispirazione poetica, che trae origine dagli anni ’90, da alcuni suoi “Racconti brevi” nei quali immagina che gli alberi possano vivere e sentire in modo non dissimile dalle creature umane o dagli animali, che abbiano non solo una vita, una riproduzione e una morte, ma siano in grado di emettere suoni simili a musica o a parole per esprimere le proprie emozioni. “…le sembrò che gli alberi si componessero a formare una orchestra. Anzi ne fu certa! i semi, le foglie, i rami, perfino i tronchi si muovevano all’unisono emettendo suoni sottili,scrosci, fruscìi, fischiettando leggeri, mossi solo dalla carezza del vento. Eugenia Serafini”

Intervento del prof. Nicolò Brancato, intervento del prof. Umberto Maria Milizia

Riprese-regia-montaggio di Iolanda La Carrubba

PoesiCanzone

Il Progetto e il Cd-Antologia

 

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Il progetto PoesiCanzone nasce dall’unione delle idee di Iolanda La Carrubba e Amedeo Morrone, è stato presentato all’interno della rassegna culturale San Lorenzo 2011 patrocinato da Roma Capitale ed Estate Romana.
Il lavoro è stato quello di realizzare un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie di poeti nazionali e internazionali sono state tradotte in vere e proprie canzoni in un’operazione corale nella quale i poeti hanno espresso con il loro prestigioso lavoro la sensibilità su diverse tematiche che insieme all’original sound pop-rock melodico del cantautore Amedeo Morrone, viaggiano attraverso un linguaggio sinestetico.

La prima edizione del Cd-Antologia “PoesiCanzoni” è stata introdotta dall’illustre prefazione del musicologo, compositore ed antropologo Alexian Santino Spinelli (musicista virtuoso della fisarmonica, docente universitario di Lingua e cultura romaní, presidente nazionale della federazione FederArteRom) che dice “…la musica e l’original sound pop-rock di Amedeo Morrone e le sue canzoni fanno parte di noi, sono espressioni artistiche reali, esprimono emozioni vivide che irrorano le nostre vene e coinvolgono i nostri sensi… La sua arte è pregna di vita reale che diventa poesia, che diventa canzone… semplicemente invita l’ascoltatore a porgere il suo cuore prima che l’orecchio verso la PoesiCanzoni”.

Presentazioni ufficiali del progetto e del Cd-Antologia PoesiCanzoni si sono tenute presso prestigiose location tra le quali: l’Isola del Cinema di Roma diretta da Giorgio Ginori, presso la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) di Roma, presso lo Studiolo diretto da Eugenia Serafini a Roma, presso la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma.

Prezzo ci copertina € 25,00

Per info e ordinare copie: escamontage.escamontage@gmail.com

Reportage

Mi Querida Argentina di Alessandra Carrillo

Promo del reportage dall’Argentina, avventura, viaggio e non solo

 

 

WanderAle on a trip to Argentina: from Buenos Aires to Iguazu, Salta and Jujuy, Cordoba and Patagonia, plus extra in Brazil, Chile and Uruguay. Enjoy!
3 settimane in viaggio da sola, 12kg in spalla e borse varie; oltre 30.000km in volo, 7.000km in strada, quasi 400km a piedi, 500km in nave e qualcuno anche in treno; dormito su qualsiasi mezzo, fatto tappa in altri 3 Paesi (Brasile, Chile e Uruguay), parlato tutte le lingue (sì, anche il polacco!) e sempre pronta a nuove avventure ed a lasciarmi sorprendere dalla bellezza di questo meraviglioso Paese e dei suoi abitanti: mi querida Argentina!!

Timing: 29-12: Leaving Rome (flight) 30-12 / 02-01: Buenos Aires (bus) 03-01 / 05-01: Iguazu Falls (Brasilian & Argentinian side) 06-01 / 10-01: Salta, Salinas, Purmamarca, Humahuaca, Cachi, Cafayate, Dakar2017 (bus) 11-01 / 12-01: Cordoba, La Perla Centro Clandestino, Villa Carlos Paz (flight) 13-01 / 16-01: Patagonia El Calafate, Perito Moreno Big Ice, El Chalten Cerro Torres, Torres del Paine, Rios de Hielo (flight) 17-01 / 21-01: Buenos Aires, Tigre, Colonia, Buenos Aires (train, boat) 22-01: Back home (flight)

Camera: Samsung Galaxy S7 Editing software: Adobe Premiere Clip
http://www.alessandracarrillo.it

Reportage

Presentazione CdAntologia PoesiCanzoni

Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma

Reportage dalla presentazione del CdAntologia PoesiCanzoni ed esposizione presso la biblioteca Aldo Fabrizi di Roma a cura di EscaMontage associazione culturale no profit, Iolanda La Carrubba presidente, Sarah Panatta vicepresidente.

Evento dedicato a Massimo Pacetti con esposizione delle sue fotografie “Gli storni di Roma”
https://escamontage.wordpress.com/201…

Moderatrici Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

I° numero Cd-Antologia PoesiCanzone ed. EscaMontage

a cura del cantautore Amedeo Morrone

con prefazione del musicologo ed antropologo Alexian Santino Spinelli

con i poeti:

Silvana Baroni, Paolina Carli, Alessandra Carnovale, Iole Chessa Olivares, Davide Cortese, Fernando Della Posta, Carla Guidi, Fausta Genziana Le Piane, Ugo Magnanti, Tiziana Marini, Anita Napolitano, Terry Olivi, Massimo Pacetti, Roberto Piperno, Lorenzo Poggi, Tommaso Putignano, Antonella Rizzo, Eugenia Serafini

E’ intervenuto il critico e autore Luca Benassi: la traduzione poetico-musicale nell’opera PoesiCanzone

Il progetto nato da un’idea di Iolanda La Carrubba (poeta e filmmaker) e Amedeo Morrone (cantautore) è stato un lavoro corale creando un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie di poeti nazionali e internazonali sono state tradotte in vere e proprie canzoni, rendendo “note” suoni “di-versi” attraverso una cifra stilistica pop-rock melodica propria dell’original sound cantautore.

Tutte le informazioni al seguente link:

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

 

Letture dei poeti presenti in sala

EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone

Incontro con la poetessa Angela Donatelli: ReAction Poetry

Incontro con la poetessa Terry Olivi: Le Velette

 

Proiezione del primo classificato di EscaMontage a corto 2016:

Oggi è il giorno di festa di Giovanni Prisco

Incontro ricco e partecipato con il regista Giovanni Prisco

Proiezione del cortometraggio III° Shock

regia di Iolanda La Carrubba, con protagonisti Francesca Stajano e Daniele Ferrari, musiche originali di Gianni “Marock” Maroccolo.

Il cortometraggio è stato realizzato nel 2015 nell’ambito del contest “Cinema Inventato”, nato da un’idea del regista Aureliano Amadei il quale ha chiamato a raccolta i migliori tra i registi contemporanei nell’impresa di girare un cortometraggio in 16 mm, muto, con la tecnica analogica del montaggio in macchina, in un’unica location, quella dell’Isola Tiberina e nello spirito dei pionieri del cinematografo, i fratelli Lumière, prodotto da Maiora Film e Moto Produzioni

 

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=HX51vb3GR68

 

Incontro con gli attori: Francesca Stajano e Daniele Ferrari

 

Esposizione dell’opera di Valerio D’Angelo “Tu as raison. Il est vraiment vulgaire”

Esposizione delle fotografie “Gli storni di Roma” di Massimo Pacetti

News EscaMontaEditorial, “EscaMontage Magazine n°0” n°. 3 in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori

 

Link alla pagina:

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

 

In esposizione l’ultima raccolta poetica di Lorenzo Poggi

“Quel ragazzo che provava a volare” ed. Progetto Cultura 2016

 

 Presente la WebTv EscaMontage

 

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Iole Chessa Olivares, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Fabio D’Alessio, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Daniele Ferrari, Fabrizio Ferraro, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Andrew J A Bulfone, Fiorella Cappelli, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Alessandro Da Soller, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri,  Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli.

 Info PoesiCanzone

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Info e contatti

escamontage.escamontage@gmail.com

 

Spot

Orchestra sinfonica “La nota in più”

 

Il centro di Musicoterapia Orchestrale “La nota in più” nasce nel 2004 dalla volontà dell’Associazione Spazio Autismo di Bergamo, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale.Il progetto è stato possibile grazie alla disponibilità del Comune di Bergamo che ha offerto uno stabile nel quartiere di San Colombano ed ha fornito tutti gli strumenti.
Questo progetto è rivolto alla formazione musicale dei ragazzi e dei giovani con autismo e con disabilità cognitiva:una grande scommessa e un’occasione unica per rendere i ragazzi disabili partecipi di quella grande esperienza che è la musica.
I ragazzi, divisi in piccoli gruppi e affiancati da musicisti formati (con un percorso triennale) dal centro Esagramma® di Milano (con docenti tra i quali Pierangelo Sequeri, ideatore del metodo e Licia Sbattella, direttore scientifico di Esagramma® e docente universitaria del Politecnico di Milano), imparano a farsi comprendere attraverso il suono.Il lavoro musicale su se stessi, svolto in situazione di gruppo, consente di “sentire” le proprie emozioni e di capire come esprimerle, scegliendo timbro e sentimento: una possibilità aperta dalla complessità della musica sinfonica, dalla sua ricchezza emotiva e concettuale.

“Capito una volta, in musica, è capito per sempre”, dice la dott.ssa Sbattella.

Da qui, infatti, l’apprendimento si riversa nella sfera della parola e della relazione sociale.
Nelle sedute di formazione tutti suonano, utilizzando gli strumenti dell’orchestra: violini, violoncelli, contrabbassi, timpani, arpe, marimba, campane, percussioni e tanti altri.

Nell’anno 2013/2014 i corsi sono seguiti da più di 50 ragazzi guidati da circa 20 operatori.

Si inizia con il triennio di musicoterapia orchestrale; successivamente si può accedere al perfezionamento orchestrale biennale (che prevede anche l’accostamento più specialistico ad uno strumento singolo con approccio individuale) e, infine, all’Orchestra Sinfonica.

Inoltre il Centro “La nota in più”, con il progetto “La musica da condividere”, offre alle classi di tutti gli ordini di scuola, l’opportunità di un percorso musicale in orchestra per tutti ed in particolare un’esperienza di integrazione fra alunni con disabilità e compagni di classe.

Il Centro “Lanotainpiù” è sede di tirocinio riconosciuta da Esagramma® onlus Milano ed è autorizzata a svolgere tirocini per neolaureati in psicologia. Inoltre già alcuni collaboratori hanno basato la loro tesi di laurea sulle attività svolte dal Centro.

Il 14 dicembre 2013, tramite la sua direttrice e coordinatrice, il Centro e l’Orchestra Sinfonica “La Nota in Più” sono stati insigniti della Benemerenza della Città di Bergamo.

L’Orchestra Sinfonica “La nota in più” ha all’attivo più di 50 concerti in luoghi prestigiosi e legati a importanti manifestazioni.
Nel 2012 è nata una seconda Orchestra Sinfonica che ha recentemente debuttato con un concerto a Suisio.
Le Orchestre sono settimanalmente impegnate nelle prove del repertorio. Il repertorio utilizzato è tratto dalla letteratura musicale sinfonica. Le orchestrazioni sono rielaborate dai conduttori dell’Orchestra.

Nel 2010 l’Orchestra Sinfonica “Lanotainpiù” e il Centro Socio Educativo “SpazioAutismo” hanno affrontato la realizzazione dello spettacolo “Muri”, liberamente tratto da “Il Gigante Egoista” di O.Wilde per la regia di Bano Ferrari, nell’ambito della rassegna “deSidera” che ha debuttato il 24 aprile 2010 nella cornice di Piazza Vecchia.

Info e contatti sul sito:

http://www.lanotainpiu.it/

Reportage

EscaMontaTour, secondo appuntamento, special guest Marco Tullio Barboni

Lo sceneggiatore e autore presenta il suo esordio “…e lo chiamerai destino”

Secondo appuntamento, dell’EscaMontaTour, realizzato da EscaMontage associazione culturale no profit, Blog&WebTV, di cui Iolanda La Carrubba presidente e Sarah Panatta vicepresidente. Letteratura, poesia, musica live e artistiche suggestioni a bordo dell’elegante limousine gentilmente messa a disposizione da Cris Colombo.

Ospite speciale è stato lo sceneggiatore per il cinema e per la televisione Marco Tullio Barboni, autore dello straordinario esordio narrativo “…e lo chiamerai destino”, dialogo metaforico e incalzante tra Conscio e Inconscio, personificati da Oscar e Felix, che (si) raccontano testa e testa, come una celebrata coppia dello spettacolo, del più celebrato degli spettacoli: quello della vita. Avvincente psicodramma ma anche percorso di visioni, tra pensieri, emozioni, ricordi, cinema e altre dimensioni del reale all’interno della limousine.

A scandire la presentazione dell’opera, le letture dei due intensi attori Giorgio Romanelli e Roberto Andreucci, ad incarnare la tensione e l’esplorazione tra Conscio ed Inconscio. E’ intervenuta nel corso dell’evento Lisa Bernardini, in veste dell’ufficio stampa di Marco Tullio Barboni, ma anche partner culturale dell’EscaMontage Film Festival Itinerante. Colonna sonora appassionata di questo secondo EscaMontaTour è stato il live musicale del cantautore Amedeo Morrone. Era anche presente EscaMontage WebTV.

EscaMontaTour nasce dal sogno di Iolanda La Carrubba ed è quello di poter passeggiare con le Muse nell’intenso piccolo buon viaggio con la “Poesia e l’Arte in Limousine” che per una magica serata, si trasforma in palco scenico, salotto cultural-glam, live session, in un viaggio diverso che solca l’asfalto diventando spettacolo on the road per un set indimenticabile.

Il Limosino (in francese Limousin, in occitano Lemosin), era una regione della Francia con capoluogo Limoges, oggi Aquitania-Limosino-Poitou-Charentes che si trova lungo una delle quattro grandi rotte del cammino di Santiago.  Fin dal Medioevo la rotta via Lemovicensis veniva percorsa dai pellegrini che con grande probabilità indossavano mantelli simili a quelli dai pastori locali realizzati con le pelli dei bovini Limousine. Il termine in seguito fu riferito a delle auto costruite nel 1902, in cui l’autista sedeva all’esterno sotto una pensilina simile ad una carrozza. Nei rigidi inverni di quegli anni d’inizio secolo, il povero autista per ripararsi dalle intemperie indossava un mantello simile a  quello della regione Limousine e dunque leggenda metropolitana vuole che la persone vedendolo indossare il mantello, iniziarono scherzosamente a chiamare la vettura Limousine. Ricerche storiche tuttavia narrano che il nome derivi dall’evidente somiglianza del tetto in pelle dell’automobile col mantello. Negli anni ’50 il boom, i VIP viaggiano in limousine tra i quali Elvis Presley. La limousine da New York prese piede negli USA come mezzo sempre più lussuoso e accessoriato ma anche diversificato nelle sue funzionalità, trasformandosi in mezzo glamour.

Partner Cris Colombo

(http://www.criscolombo.com/)

Linkopedia Rassegna Stampa

https://barbarabraghin.blogspot.it/2017/03/escamontatour-con-marco-tullio-barboni.html?m=1

http://www.lecodellitorale.it/?p=20328&preview=true

http://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-di-benedetto/il-secondo-appuntamento-dell%E2%80%99escamontatour-realizzato-da-escamontage

http://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-di-benedetto/il-secondo-appuntamento-dell%E2%80%99escamontatour-realizzato-da-escamontage

http://www.aobmagazine.it/2017/02/25/escamontatour-marco-tullio-barboni/

http://www.lavocedelnisseno.it/Articoli/Incontri/Post/681/ESCAMONTATOUR-IERI-A-ROMA-CON-LO-SCRITTORE-MARCO-TULLIO-BARBONI

http://www.annuariodelcinema.it/annuario/news-2/2385-escamontatour-con-marco-tullio-barboni

VideoArt

III SHOCK

di Iolanda La Carrubba

 

Dal progetto “Cinema Inventato” da un’idea del regista Aureliano Amadei, é un film collettivo, prodotto da Maiora Film e da Motoproduzioni con il sostegno de L’Isola del Cinema, che coinvolge alcuni prestigiosi talenti del cinema italiano che, in omaggio al primissimo cinema dei Fratelli Lumiére, sono stati invitati a partecipare ad una sorta di film collettivo ad episodi, costruito di cortometraggi muti e realizzati interamente all’Isola Tiberina e girati in una sola giornata https://isoladelcinema.com/sezioni-ar…

III SHOCK regia, sceneggiatura e montaggio di Iolanda La Carrubba
con Francesca Stajano e Daniele Ferrari
musiche originali di Gianni “Marok” Maroccolo
prodotto da Majora e Motoproduzioni
III SHOCK #SPOT è una VideoArt dedicata ai falsi spot ironici di Federico Fellini

VideoArt

 “Fumettopoli”

di Mario La Carrubba

 

 

EscaMontage intervista Mario La Carrubba

Da dove nasce l’idea di realizzare una Video Art sulla storia del Fumetto?

Un vero e proprio inizio non esiste, esistono dei ricordi legati al primo impatto di “letteratura” infantile, un primo step per così dire che avvicina il bambino alla lettura di opere più complesse inoltre ho sempre ammirato la qualità grafica degli illustratori che a volte era veramente eccelsa.
Mi ricordo che verso gli anni ‘49 quando ancora non andavo a scuola e guardavo i fumetti, avevo come la sensazione di poter fare un viaggio immaginifico, incantato. Siamo in un periodo in cui non esistevano molte distrazioni, si c’era la radio, il cinema ma non trattavano molti argomenti per bambini, almeno non di frequente, mentre nel fumetto c’era l’attrazione per la fantasia e per il suo sviluppo futuro. Quando ancora non esisteva la tecnologia atta a poter dare modo di svago, il fumetto rappresentava una sorta di fuga dal reale. Qualche tempo fa mi ritrovai a guardare vecchie foto e ne ritrovai una dove c’erano mia madre Iolanda e mia zia Lucia mi trovavo al centro con in mano un fumetto, avevo all’incirca sei anni, così mi è sovvenuta l’idea di realizzare questo primo video intitolato “Fumettopoli” dove ho potuto “animare” i miei ricordi.

Il periodo storico di questo primo lavoro cosa comprende?

Ho iniziato da alcuni fumetti antichi dai quali ho tratto delle immagini, il periodo comprende la fine del 1800 il protagonista è “Yellow Kid”, poi ho fatto un’escursione temporale fino agli anni 50 circa, ovvero quando ancora frequentavo le elementari. Partendo quindi da questo primo fumetto sono passato a “Little Nembo” primi anni del 1900, attraversando poi gli anni ‘20 in cui primeggiava “Il corriere dei piccoli”, ho voluto solcare diversi periodi storici senza trascurarli, poiché la storia è memoria collettiva, patrimonio dell’umanità e nel bene e nel male va ricordata, affermata nella coscienza anche dei più giovani, quindi ho raccontato, sempre attraverso il fumetto anche il periodo del fascismo, d’altro canto quella era l’epoca della mia infanzia ed in particolar modo ho ricordato “L’avventuroso” fino ad approdare al dopo guerra dove esce il “Topolino libretto”. In questa raccolta mi colpì in particolar modo “l’Inferno di Topolino” di cui ancora ho alcune copie dal ‘49 fino al 2016. Sto iniziando a dare forma a ciò che ho in mente e la seconda parte del video comprenderà gli anni 60 fino ai giorni nostri.

Dal video emerge un intenso legame alla storia del fumetto, in base a cosa sono stati scelti i fumetti che compaiono in questo lavoro?

Un po’ proprio da quelli che hanno accompagnato la mia infanzia, infatti ricordo che i giornaletti erano di diversi formati, quadrati o c’erano le famose stringhe. Da piccolo ho avuto l’opportunità di avere copie di fumetti anche degli anni 30 e dei periodi precedenti, i quali mi hanno lasciato delle immagini visive e hanno contribuito a stimolare la mia curiosità con le loro storie. Ad esempio una che è ancora nitida nella mia mente fu un episodio in cui Paperon de’ Paperoni fece un regalo bizzarro ai nipotini i quali volevano una scavatrice, dunque lo zio fece l’impossibile per regalargliene una ma quando Qui Quo Qua videro che si trattava di una vera e propria scavatrice, rimasero delusi dato che loro ne volevano una giocattolo. E via via “Tira e molla”, “Tex Willer”, “Cucciolo”, da bambino mi immedesimavo in quelle storie, qualche volta ricopiavo i disegni ed altre coloravo gli stessi fumetti, e ad oggi posso dire che quei bei disegni hanno anche ispirato l’idea di alcune situazioni che ho poi rielaboro nei miei quadri.

Si potrebbe dire che c’è una fascinazione nei confronti del collezionismo?

Il collezionismo è una passione, si cerca solitamente le rarità ad esempio come il numero 1 di “Topolino libretto” . Poi il fumetto ha preso una dimensione importante nella società tant’è vero che ogni hanno si organizza la fiera del fumetto. Perché è una fascinazione artistica e gioca un ruolo fondamentale nella società; e gioca un ruolo la fantasia, e gioca un ruolo l’immaginazione collettiva è stimolo per la cultura, potremmo dire anticamera per andare oltre in special modo per un bambino e intraprendere così la lettura di libri.

Realizzare questo tipo di video quanto impegno comporta?

Intanto la ricerca dei vari fumetti, come quelli storici di oltre cento vent’anni fa è fondamentale e qui gioca un ruolo determinante Internet, attraverso il quale è ormai possibile reperire qualsiasi cosa, poi la scelta per estrapolare le immagini, logicamente dare una visione un po’ cinetica, di movimento, fin dal principio del progetto e tentare così di realizzare non l’animazione classica , per fare ciò ha una funzione basilare la fantasia perché sono tante immagini vicine che il cervello ricollega dando una visione d’insieme, creando poi una vera e propria visone personale. Per quanto riguarda il montaggio, l’ho volutamente eseguito in maniera tale che si avvicinasse il più possibile alla lanterna magica, poiché essa sviluppa il movimento da figure statiche che in seguito si vanno a sovrapporre creando così l’animazione.

Sarebbe molto interessante poter carpire qualche segreto della realizzazione.

La realizzazione è possibile grazie alla tecnologia computeristica che riassume un vero e proprio insieme di macchine principalmente la moviola. La vera e propria difficoltà e la decisione di come inserire tutti gli strati delle immagini per compenetrale l’un l’altra dando poi lo sviluppo del filmato. Quello che serve oltre al computer, è lo scanner, la macchina fotografica ed un programma di grafica con il quale si ha possibilità oltre a dare libero sfogo alla fantasia anche tecnicamente di sovrapporre le varie clip per concretizzare così il movimento. Il tempo che ho impiegato per realizzare il video è stato di circa quattro mesi. Ed ora vi auguro una buona visione!

 

VideoClip

Martina guarda il mare, Vittorio Merlo

 

 

“Una canzone dedicata a mia figlia Martina, estratta dal mio secondo CD “Aicha.it”” Vittorio Merlo

Disponibile su Amazon:
https://www.amazon.it/dp/B00CE2EZBW/r…
iTunes:
https://itunes.apple.com/us/album/aic…

Il cd è stato registrato allo studio Sanluca di Bologna e nel brano hanno suonato e cantato: Roberto Manuzzi (armonica), Marco Guerzoni (vocals), Elisa Rosselli (vocals), Pier Mingotti (basso), Stefano Peretto (batteria), Mauro Campobasso (chitarre).
Aicha.it è un’autoproduzione di Vittorio Merlo.

MARTINA GUARDA IL MARE di Vittorio Merlo

Martina guarda il mare
I sassi e le conchiglie
Ci sono tante cose da imparare
Le onde i pesci la schiuma e il sale
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
La sabbia il cielo il sole all’orizzonte
Tutta quell’acqua da dove viene
Tutta quell’acqua dove vuole andare
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
Grande come per lei
I suoi sentieri da esplorare
È grande come per noi
I suoi pensieri, il suo camminare
Martina guarda il mare
E suo padre e sua madre
La guardano guardare

Martina guarda il mare
Come un fiore in un deserto
Come qualcosa da scoprire
Come una storia da ascoltare
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
Come un libro appena aperto
Come se il tempo si fosse addormentato
Martina guarda il mare
Come se fosse appena nato

Martina guarda il mare
Grande come per lei
I suoi sentieri da esplorare
È grande come per noi
I suoi pensieri, il suo camminare
Martina guarda il mare
E suo padre e sua madre
La guardano guardare

VideoClip

Alexian Santino Spinelli inPerformance: “Romano Dives”

 

L’Alexian Group del musicista, musicologo e ambasciatore della cultura Rom, Alexian Santino Spinelli, esegue “Romano Dives” al 18° Festival Alexian & International Friends a Lanciano presso il teatro Fedele Fenaroli il 29 Ottobre 2011

VideoInterviste

Emanuele Carioti, dalla macchina da scrivere al tablet

Come è cambiato il modo di fare comunicazione

 

 

Emanuele Carioti, “dalla macchina da scrivere al tablet”, come cambia il modo di fare informazione, la cronaca, la spettacolarizzazione della notizia, le nuove frontiere.

Intervista a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta
Riprese, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba

http://www.ematube.it/
https://www.youtube.com/user/cortonotte

Link EscaMontage Blog&WebTV
https://www.youtube.com/user/Iolandal…
https://escamontage.wordpress.com

 

 

VideoPoesia

Rita Pacilio inPerformance: “Quel grido raggrumato”

 

 

Animazione poetico/teatrale per la “cultura del rispetto della persona” sulla tematica dell’emarginazione, della violenza sessuale, della diversità, della violenza verbale e psicologica, della prevaricazione mentale e fisica.
I testi sono tratti dall’omonima raccolta di Rita Pacilio edita La Vita Felice 2014
Movimenti scenici StudioDanza94 di Carmen Pepe

Cortometraggio

Il grande forse di Marco Tullio Barboni

 

 

Scritto e diretto da Marco Tullio Barboni (sceneggiatore, regista, autore)

http://marcotulliobarboni.com/

con Philippe Leroy, Roberto Andreucci, Leonardo Berti, Ginevra Barboni, Andrea Rapini, Giorgia Lo Foco, Francesca Graia, Davide Fiori, Irina Streza, Luca Di Molfetta, e Arturo Barboni (nel ruolo di Merlino)

Musica Franco Micalizzi
Montaggio Gabriele Costa
Scenografia e costumi Sandro Scarmiglia

 

Link correlati:

https://escamontage.wordpress.com/2017/02/01/marco-tullio-barboni/

https://escamontage.wordpress.com/2017/03/01/escamontatour-marco-tullio-barboni-e-lo-chiamerai-destino/

https://escamontage.wordpress.com/2016/03/01/escaintervista-marco-tullio-barboni/

 

 

VideoClip

Kronos & S.O.S. – Bi Iourselfie (feat. Nelly)

Video ufficiale di “Bi Iourselfie” (feat. Nelly), singolo estratto da “Anarchia D’Animo”, primo album di Kronos & S.O.S.

 

Regia: Piergiorgio Cito (Kronos), Marco Pagliarin.
Sceneggiatura: Piergiorgio Cito (Kronos).

Si ringrazia la partecipazione di tutti coloro che hanno donato il loro tempo, la loro pazienza e la loro comicità alle riprese del video.

Tutti i diritti sono riservati.

Contatti (HHMusic):

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Reportage

Triennale Art Of Cult Rome 2017

Sabina Tamara Fattibene racconta la mostra

 

 

La Prof.ssa Sabina Tamara Fattibene presenta la mostra collettiva “Triennale Cult Of Art Rome 2017” presso lo spazio Plus Art Plus di Roma, Viale Mazzini 1, 21-27 febbraio.

In questa edizione 2017 sono 53 gli artisti che hanno esposto le loro opere. Quest’anno anche il gruppo “Pizzoli Arte per l’Aquila”, cittadina devastata come l’Abruzzo dal terremoto: con le loro opere Grazia Alloggia, Mimmo Emanuele, Valeria Ferrarese e Simona Pesce, esprimono un gesto di dolore ma al tempo stesso di speranza per una rinascita.

Gli artisti di questa edizione: Anna Aglirà, Stefania Ambrosini, Lucia Amadio, Antonio Ariaudo, Giuseppe Ascari, Rossana Bartolozzi, Angelo Bottaro, Paolo Camiz, Ester Camprese, Valentino Carboni, Franco Cola, Roberto Del Fabbro, Fabrizio De Santis, Gianfranco Di Bernardini, Olympia Dotti, i fratelli Caterina e Pier Alberto Faina, Maurizio Falcocchio, Giacomo Fierro, Massimo Fodonipi, Patricia Glauser, Giocampo, Paola Grillo, Marida Iacona, Kimiko Ishibashi, Mario La carruba, Fabrizio Loiacono, Malisa Longo, Sery Mastropietro, Lina Morici, Lilli Nardi, Paolo Paoletti, Ettore Petrangeli, Pasquale Protesio, Mirella Rossomando, Umberto Romano, Isabelle Salari, Maria Carmen Salis, Mario Salvo, Fernando Terracina.

Le opere scelte sono state selezionate da una Commissione di Esperti tra cui il prof Egidio M. Eleuteri (critico e gallerista d’arte), Guerrino Mattei (giornalista e critico d’arte), Mara Ferloni (critica d’arte), Pino Reggiani(pittore di fama), Fattino Tedeschi (critico d’arte), Maria Rosaria Sangiulo(giornalista e critica d’arte).

Riprese, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba
Introduzione a cura di Sarah Panatta

Link EscaMontage Blog&WebTV
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https://escamontage.wordpress.com

 

Intervista

Nicola Acunzo, protagonista di Bloody River

L’arte del set e l’attorialità secondo il talentuoso attore italiano

 

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Nicola Acunzo in questa nuova esperienza made in USA ritroviamo come in Consurgo un personaggio carico di tonalità “thriller”, qui in Bloody River di Tural Manafov, si riconosce un’interazione di stili in più livelli, grottesco, drammatico, noir, pulp, come hai delineato il carattere del personaggio?

Facendo un’analisi generale delle battute, delle lines come dicono gli americani, si fa anche un’analisi psicologica del background del personaggio; questo gangster a differenza del protagonista di Consurgo che era un solitario, ha una figlia e poi viene tradito dal suo figlioccio che a sua volta gli ruba poi la figlia… Ho fatto quello che faccio di solito per rendere più credibile un personaggio, avendo sempre come riferimento il mio “mito” Al Pacino, ma cercando di mettere sempre Nicola. Metto me stesso in tutti i personaggi che preparo. Per Bloody River mi sono chiesto “che farebbe Nicola se avesse una figlia, vivesse a New York da vent’anni, fosse realmente un boss…” e poi ovviamente ho anche giocato vestendo quel ruolo, pensando Nicola gangster tradito dal suo migliore amico che gli porta anche via l’unica figlia. Analizzando la scrittura molto bella di Santochirico, lo sceneggiatore, ho cercato di capire che cosa avrebbe fatto Nicola nel complesso di quella situazione…

 

Risultati immagini per nicola acunzo bloody river

Emerge un’interpretazione catalizzatrice di diversi tratti distintivi che generano l’unicum del personaggio, esibendo l’artificiale riportando così l’interpretazione alla sua condizione, basilare, esistenziale, al grado zero?

Per abitudine faccio sempre riferimento a me stesso, almeno al 70% come dicevo… poi ovviamente prendo spunto anche da cose che possono non appartenermi, tento di arrivarci con la fantasia o con l’esempio della realtà, perché poi stando in mezzo alla strada incontro la gente, proprio come noi stasera, che stiamo qui a cenare e fare l’intervista. Anche se fossi un attore hollywoodiano non smetterei per nessuna ragione al mondo di fare queste cose, non puoi arrivare a certi personaggi se non vivi la strada, li incontri solo nella subway di New York come nella vineria romana… Ad es. come lo interpreti un molestatore seriale, un molestatore… Magari non lo incontri, non lo conosci, ma puoi ispirarti a sguardi che incontri per strada… se non osservi gli sguardi delle persone, i loro atteggiamenti nella realtà, come arrivi a capire certe sfumature per costruire i personaggi? L’artificio è normale che ci sia, vai di fantasia, ma la realtà come dico sempre supera di gran lunga la fantasia… Come quando mi capitò una volta di vedere un “pacco” per strada a Napoli, una scena osservata da lontano che ora faccio fatica a descrivere, una scena impensabile… un uomo mostrando un telefonino ad un altro, lo ha distratto allargando le braccia, mentre il compare, arrivando di lato correndo, proprio al volo, effettuava lo scambio del telefonino… Tanti mi avevano raccontato il cosiddetto “pacco”, ma l’ho visto dal vivo ed è stato incredibile… Ora se dovessi girare un film, metterei questo episodio, ma se lo inserisco devi saperlo fare o sembra esagerato… Il bello del cinema è che se inserisci un episodio come questo può sembrare costruito apposta… Questo per dire che l’interpretazione al cinema è sempre un misto di fantasia, artificio e realtà…

Risultati immagini per nicola acunzo bloody riverLa preparazione è avvenuta attraverso uno studio preliminare con il regista lavorando alla tecnica del linguaggio filmico o durante la messa in scena, finalizzata al mondo della costruzione del visibile, per scuotere l’emotività del fruitore?

Ho sempre un approccio artigianale al cinema, nella maniera più genuina e generosa possibile, soprattutto quando preparo un personaggio relativamente semplice come questo boss di Bloody River… Non ha una psicologia contorta, complessa, è un boss con la sua emotività, la sua gelosia verso la figlia… Con il regista ovviamente abbiamo fatto una serie di prove, abbiamo cercato di capire la linea del personaggio ma anche di dargli un taglio netto e deciso, soprattutto perché si tratta di uno short movie, un cortometraggio di 15 minuti, il carattere deve essere chiaro, non posso raccontare troppi colori, negli short movie non si può esagerare nelle finezze, così poi è possibile sviscerare meglio la sceneggiatura, la storia. E’ un meccanismo che vediamo anche nei cortometraggi, serve in ogni caso chiarezza, ad es. nel lavoro dei costumisti: tendono a far indossare lo stesso tipo di abiti per identificare il carattere dei personaggi. lo spettatore deve riconoscere subito la tipologia del personaggio. Ed e’ un po’ la storia che raccontava sempre Troisi: il cavallo del buono è sempre bianco e quello del cattivo è sempre nero… se scambi cavallo e cavaliere crei una contrapposizione. In un lungometraggio puoi usare questo scambio e raccontarlo, spiegarlo, magari il cattivo ha anche una parte di bontà, etc., mentre in un corto non ne hai tempo, deve esserci immediatezza, riconoscibilità del carattere. Una narrativa più complessa che abbia quindi una psicologia più dettagliata, ha necessità di essere sviluppata in un tempo ampio, con registi che insieme all’attore lavorano anche con la fotografia che con la sceneggiatura. Non puoi raccontare personaggi di grande psicologia se non hai pilastri su cui appoggiarti, anche un grande attore devi essere supportato da una grande sceneggiatura e soprattutto da tempistiche che gli consentano di raccontare tutte le sfaccettature del personaggio, altrimenti non è credibile, anche perché fondamentale è un buon montaggio ed è fondamentale la figura del regista che sappia aiutare l’attore. Nel contesto di uno short movie credo sia meglio raccontare una storia lineare, qualcosa di chiaro, infatti spesso uno dei problemi è proprio quello di capire che cosa vogliano raccontare esattamente, per approfondire una storia dove ci siano molti elementi da sviluppare, non lo si può fare attraverso l’uso dello short ma con almeno un’ora e mezza di cinema.

Nella tua esperienza made in USA, hai ritrovato dei meccanismi diversi in cui hai avuto modo di esplorare nuove dinamiche di lavoro?

In questo caso ricordiamo che era comunque un cortometraggio auto prodotto…
Per quanto riguarda il set, nell’artigianalità, per dire, ero io a volte che davo dei suggerimenti, per quello che riguarda la capacità di sapersi arrangiare e fare il cinema, come piaceva a Monicelli… A me viene in mente Monicelli e al di là della recitazione, apprezzava molto la capacità di improvvisazione e tra virgolette di organizzazione momentanea del set, ovvero quando un attore sapeva arrangiarsi, aiutare la troupe. Questa è una cosa che gli americani non hanno proprio… noi italiani se avessimo i soldi degli americani… beh questo lo dicono un po’ tutti, ma posso dire questa cosa: nel fare di necessità virtù sul set onestamente la scuola italiana a me ha dato tanto.
Lì in America magari si imbarazzavano se facevo qualcosa a cui non avevano pensato, ma a me sembra naturale ad es. crearmi una sedia se ho un piano americano: se sono seduto ad un tavolo non ho bisogno dell’attrezzista di scena che mi mette la sedia sotto, perché Nicola Acunzo viene dal set di Monicelli quindi si piglia una “cascetta” e se la mette pure giusta per dargli l’altezza del personaggio, e questa è una cosa che ti insegna il cinema italiano, non quello americano.
Veniamo all’episodio della “cascettella”: se io aspetto l’attrezzista che deve posizionare la mia seduta vicino al tavolo, per come sono fatto io mi attrezzo, mi ingegno e me la creo, mi faccio la cascettella e sono pronto; poiché la luce in faccia me la sento, sono un attore che fa cinema e la prima cosa è saper sentire la luce in faccia, insomma se sono veloce a recuperare delle cose che sono nella stanza per attrezzarmi, non è colpa mia, ma posso mettere in difficoltà qualcuno che sta là pagato per questo scopo. Però, come dicevo, io sono nato con la “cascettella”, per me è stata determinante, se non fosse stato forse per la “cascettella” Monicelli non avrebbe lavorato con me. Con lui feci “Le rose del deserto” che fu determinante. Ci fu una frase bellissima che mi disse Michele Placido, che stava sempre vicino a Monicelli, il quale gli disse “su 100 persone sul set che stanno facendo cinema qui, solo 20 sanno realmente portare avanti un set, e tra questi 20 lo vedi, c’è quel napoletano”… ero io! Placido me lo raccontò mentre mangiavamo a casa mia, lui stava facendo uno spettacolo dalle mie parti, io inorgoglito da questo tra me e me dissi, “vedi le cose semplici sono quelle veramente importanti”. Perché il set è così, il cinema è una roba artigianale, è veramente una famiglia.
Monicelli diceva sempre che il cinema italiano ha iniziato a peggiorare da quando si è imborghesito, ha iniziato il declino da quando hanno inventato i camper… Sì perché il camper fa in modo che l’attore se ne vada nel suo camerino, e gli attori così tra loro non parlano più, non fanno amicizia e se devono passarsi una sedia lo fanno ma non c’è quel rapporto… Insomma la cosa della “cascettella”… avere l’approvazione di Monicelli per questo atteggiamento che ho sul set in generale, veramente da quando ho iniziato a fare cinema, praticamente da quando ero ragazzino, ha fatto in modo che la utilizzassi sempre, mi è rimasta. Per cui quando vado sui set americani, io uso la “cascettella”!

Intervista

Il Cratere un film di Silvia Luzi e Luca Bellino

EscaMontage intervista Silvia Luzi

 

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Tra fabbriche, dittatori, occupazioni, fiere, paesi e padroni, schiavi e ribelli. E in mezzo la “strada” e i cantori del presente. Non è tutto “reality” ciò che luccica. Anzi è fiction, ma è tutta realtà. Immersa nel “cratere”. Dalla XXXII Settimana Internazionale della Critica della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2017, dove ha guadagnato abbondanti plausi, esperimento di linguaggio ibrido, per un genere di Cinema indipendente e risoluto quanto visionario e partecipe dei “suoi” e dei nostri mondi, “Il Cratere” primo lungometraggio di fiction dei documentaristi Silvia Luzi e Luca Bellino è l’unico film italiano in concorso al Festival Internazionale di Tokyo, che inizierà il 25 ottobre. Due giovani autori con una missione civile che trascende la Settima Arte e viceversa, che si sono incamminati sul sentiero di un cinema dove la finzione racconta la realtà, si lega e fonde in modo quasi impercettibile ad essa.


Come nasce questo film?https://i1.wp.com/www.kinoweb.it/cinema/il_cratere/alta/ilcratere_12.jpg
Nasce dalla fantasia, abbiamo immaginato totalmente la scenaggiatura, attingendo da un mondo che conosciamo. Per la sceneggiatura abbiamo vinto il bando ministeriale e da lì tutto ha preso corpo. La scrittura aveva già tutti gli elementi, il rapporto genitore-figlia, il desiderio di riscatto sociale, l’adolescenza, etc anche del luogo, dell’humus culturale in cui abientare tutto, eravamo certi… Poi per trovare gli intepreti siamo andati in quello spazio immaginifico e reale, nel “cratere”, tra Napoli e Caserta, e abbiamo iniziato una sorta di casting sui generis… Siamo andati in giro, tra tv private dove si esibiscono tanti giovanissimi, e poi una serie di incontri con le famiglie… ci servivano un padre e una figlia oppure una madre e una figlia che avessero tale parentela anche nella realtà, per riportare in modo forte e naturale la disfunzionalità della famiglia… avevamo trovato le storie che ci interessavano e un giorno alla Fiera della Madonna di Pompei ci siamo imbattuti in questa ragazzina che cantava e attirava molte persone, con questo peluche… che è entrato a far parte della fiction. Un padre e una figlia, due talenti se vogliamo inconsapevoli…


…costellazioni flebili, luci che lottano contro l’oscurità della società… chi rappresentano i protagonisti del film e il loro mondo?

Sono un archetipo universale… i sogni del padre che si riversano sulla figlia… In fase di scrittura Luca ed io avevamo pensato a Federica Pellegrini, questa ragazza sotto la pressione di un grande sogno, gli allenamenti, le crisi d’ansia… proveniente da tutt’altro mondo, è nei contesti più borghesi se vogliamo, che si attiva questo meccanismo… Il nostro habitat era quello del mondo neomelodico: qui il processo è più rapido, immediato… si viene pagati per le esibizioni, si paga anche solo 30 euro per poter andare in tv private a cercare gloria, riconoscimento… I due protagonisti de “Il Cratere”  rappresentano semplicemente questo contesto… Sharon è il simbolo vivente di questa adolescenza in cui i desideri genitoriali si scontrano con quelli dei figli… raccontiamo due ribellioni, un padre che vuole un riconoscimento sociale e uscir fuori dal “cratere” e una figlia nella sua fase di rivolta per eccellenza. Su tutto la famiglia come cratere nel cratere… in un cortocircuito tra realtà e fiction… tutto chiuso in un unico ambiente, fatto di primi piani che nutrono l’ossessione vissuta dai personaggi… la claustrofobia…

Silvia, con Luca Bellino, dopo due documentari di forte impronta sociale, (Dell’Arte della Guerra e La Minaccia) avete fondato la vostra casa di produzione, Tfilm, per la quale Il Cratere è il primo lungometraggio di fiction, che nel frattempo, come abbiamo da poco saputo, è l’unico film italiano selezionato al Film Festival Internazionale di Tokyo. Come vivete la sfida dell’indipendenza in questo momento di riconoscimenti?

Beh Tokyo è stata una grande sorpresa… Perché creare Tfilm? Volevamo sicuramente  sganciarci dalle “normali” logiche produttive, quindi è stato un percorso logico diventare indipendenti, per evitare di invischiarsi nei processi e nelle burocrazie della produzione. La volontà ovviamente era ed è avere maggiore indipendenza possibile e nello stesso tempo cercare i percorsi più adatti al nostro cinema anche di fiction, che si avvicina, nei modi e nei tempi produttivi, al documentario, ed ha quindi sue dinamiche proprie… Con Tfilm abbiamo prodotto anche altri autori e creato una rete di collaborazioni internazionali. Con “Il Cratere” le condizioni erano quindi ottime… RaiCinema, in coproduzione, ha lasciato carta bianca, abbiamo lavorato in libertà… Tokyo è stata una sorpresa perché è un festival enorme, il più imporante del mercato asiatico e seleziona pochissimi titoli andiamo tra i grandi “mostri” dei Cinema… Una fortissima emozione…

Si apre tutto l’universo dei festival e dei mercati internazionali, sicuramente aperti ad uno sguardo profondo e complesso come quello lanciato da “Il Cratere”. Che sembra essere per voi una vera e propria cifra stilistica. Prossimi progetti insieme in tale direzione e non solo?

Il tema della rivolta rappresenta il nostro tema principale, l’odio sociale, la ricerca del riscatto attraverso la ribellione.. a questo si è aggiunto il nucleo familiare, il grado zero di ogni rivoluzione… stiamo lavorando ad un nuovo soggetto ora in fase embrionale… Sicuramente l’amalgama fiction e non fiction è la nostra cifra… così come usare attori non professionisti e poi i nostri luoghi… E’ quello che ci piace fare e guardare al cinema… Mutuare dalla realtà, è un po’ il processo contrario a quello del documentario… qui il reale è a servizio del tuo immaginario ma è la verità… il “cratere” è vero nei luoghi nei costumi negli oggetti nei rapporti… credo sia una strada, magari non semplice, ma percorribile, che come autore ti da possibilità di ampliare gli orizzonti, di avere libertà.

 

Il Cratere
un film di SILVIA LUZI, LUCA BELLINOsoggetto e sceneggiatura    
SILVIA LUZI, LUCA BELLINOcon la collaborazione di
ROSARIO CAROCCIAfotografia, suono e montaggio        
SILVIA LUZI, LUCA BELLINO
musica originale
ALESSANDRO PAOLINI
con il brano “Na Stella” di Fausto Mesolella                    
interpretato da GIANMARIA TESTA
sound design  STEFANO GROSSO
montaggio del suono e mix
DANIELA BASSANI
MARZIA CORDÒ
GIANCARLO RUTIGLIANO
post-produzione video
MAURO VICENTINI

prodotto da
LUCA BELLINO, SILVIA LUZI
una produzione TFILM
con RAI CINEMA

con contributo economico del
MINISTERO dei BENI e delle ATTIVITÀ CULTURALI e del TURISMO DIREZIONE GENERALE CINEMA
in collaborazione con
BRITDOC
PULSE FILMS
con il sostegno di FILTEX srl
World Sales ALPHA VIOLET, Parigi

         
nazionalità ITALIANA
anno di produzione 2017
durata 93’
shooting format Sony Super35 4K

             
CAST ARTISTICO
per la prima volta sullo schermo
ROSARIO CAROCCIA
SHARON CAROCCIA

in ordine alfabetico:
Tina Amariutei
Assunta Arcella
Imma Benvenuto
Eros Caroccia
Mariaelianna Caroccia
Rosario Junior Caroccia
Rosario Petrone
Davide Russo
Genny Valentino

News

PREMIO APOXIMENO 2017

a cura di Lisa Berardini

1200px-Colin_Firth_by_Gage_Skidmore_2Appuntamento a Firenze 18 novembre 2017 per il Premio Apoxiomeno 2017 con i premiati della XXI^ Edizione, tra star nazionali e internazionali che hanno celebrato il lavoro delle Forze dell’Ordine in tutto il mondo.

Tra i premiati di questa edizione 2017 del Premio, suddiviso in otto sezioni, spiccano nomi di prestigio internazionale quali Gina Lollobrigida e Colin Firth, che saranno insigniti del riconoscimento per il cinema internazionale: il premio è dedicato ad Alberto Sordi, che era molto sensibile al tema della legalità e vicino con simpatia alle Forze dell’Ordine. Sergio De Santis sarà premiato per la letteratura e Igor Righetti per la letteratura e il giornalismo, Frank Matano e Daniele Liotti per la televisione, Franco Micalizzi riceverà il premio per la sezione musica e Marco Tullio Barboni per il cinema italiano. Nella categoria arte viene premiato l’appuntato Mariella con la sua storia a fumetti e, infine, per la cultura internazionale un riconoscimento verrà assegnato alla Polizia Metropolitana di Madrid per l’alto contributo dato nel garantire sicurezza nella capitale spagnola. Ma la preziosa statuetta d’argento, una miniatura realizzata dallo scultore Carlo Badì che riproduce una statua dello scultore Lisippo, non si fermerà qui. Oltre all’appuntamento fiorentino, infatti, il riconoscimento è già volato e volerà ancora verso destinazioni internazionali: Los Angeles, Acapulco, Madrid e Wroclaw, per premiare altri artisti e produzioni che hanno reso famoso e apprezzato il lavoro di chi, ogni giorno in tutto il mondo, si occupa della nostra sicurezza.

Il  Premio Apoxiomeno è  il prestigioso riconoscimento che viene assegnato a personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport che hanno contribuito a diffondere, con la propria professionalità, la cultura della legalità e hanno celebrato il lavoro svolto in tutto il mondo dalle Forze dell’Ordine. L’appuntamento è a Firenze, il 18 novembre, alla presenza delle più alte istituzioni dello Stato e dei media italiani e internazionali.

Sarà Firenze, con il suo splendido Teatro Niccolini del 1658 e l’Auditorium della Regione Toscana, ad ospitare quest’anno la XXI Edizione del Premio Apoxiomeno; questo riconoscimento internazionale  viene assegnato ad artisti e produzioni nazionali ed estere che si sono contraddistinti per aver, con il proprio lavoro, contribuito a diffondere la cultura della legalità e dato risalto all’azione svolta in tutto il mondo dalle Forze dell’Ordine.

Ideato da Orazio Anania, Colonnello dell’Arma dei Carabinieri e Presidente di “L’Arte di Apoxiomeno”, l’associazione che promuove l’evento, il Premio Apoxiomeno si svolgerà il 18 novembre prossimo nella bellissima città d’arte, sotto il patrocinio di importanti istituzioni quali il Ministero dell’Interno, il Mibact, la Regione Toscana, il Comune di Firenze e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. All’interno della manifestazione, che premierà attori, giornalisti, scrittori, musicisti e sportivi che hanno dato vita a personaggi di detective e a film o serie poliziesche di successo in tutto il mondo, sarà inaugurata anche la mostra di fumetti di Antonio Mariella, vignettista e carabiniere che con la sua opera grafica ha contribuito a far conoscere il lavoro svolto dai Carabinieri e ad avvicinare il pubblico all’Arma.

Info  segreteria@premioapoxiomeno.itwww.premioapoxiomeno.it

NEWS

A spasso con il mago. Merlino ed io

Il nuovo libro di Marco Tullio Barboni

a cura di Lisa Bernardini

 

 

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Giovedì 9 novembre, presso la Casa del Cinema, si è svolta una splendida serata letteraria ad invito con tanti nomi prevalentemente legati al periodo degli storici “Fagioli Western” alla presenza dello scrittore Marco Tullio Barboni: figlio di Enzo Barboni, regista del famoso genere con lo pseudonimo di E.B.Clucher.
Davvero molti gli amici intervenuti all’happening. Oltre alla famiglia dell’Autore, in ordine casuale, si sono riconosciuti l’attore Alfonso Di Vito, il presentatore Anthony Peth, l’attrice Stefania Barca, il compositore Franco Micalizzi, il regista teatrale e cinematografico Alessandro Capone, l’attrice Letizia Gorga, il produttore Raffaello Sarago’, l’attore Simone Ciampi, la sceneggiatrice Miranda Pisione, il regista Gaetano Russo, il musicista Lino Patruno II, l’attrice Adriana Russo, il direttore di doppiaggio e regista Giovanni Brusatori, l’attrice Mirca Viola, l’attore Nicholas Gallo, l’attore Lando Buzzanca, l’attrice Antonella Salvucci, l’attore e produttore Roberto Andreucci, il produttore nonche’ figlio di Bud Spencer Giuseppe Pedersoli, la psicologa e consulente RAI Paola Vinciguerra, l’attore Vincenzo Bocciarelli, la giornalista Lucilla Quaglia, la Responsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia Sylvia Irrazábal con suo marito Gianni Bernabei, consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo, lo stilista Carlo Alberto Terranova, la regista Iolanda La Carrubba, la critica cinematografica Sarah Panatta, il cantautore Amedeo Morrone e moltissimi altri.
Nonostante il maltempo e la pioggia abbondante, la serata e’ stata seguita, intensa e davvero accattivante.

Ha avviato l’evento il cortometraggio diretto da Marco Tullio Barboni, “Il Grande Forse”, con Philippe Leroy e Roberto Andreucci, con la fotografia di Maurizio Calvesi e le musiche di Franco Micalizzi. Il compianto cane Merlino, protagonista animale del corto, e’ infatti anche il protagonista letterario di “A spasso con il Mago. Merlino ed io” che ha festeggiato alla Casa del Cinema il suo debutto.


Marco Tullio Barboni e Roberto Andreucci hanno letto di fronte al pubblico alcuni passi del libro, scritto totalmente in forma dialogica, dando appieno l’atmosfera di sogno che aleggia nel volume, e regalando alcuni momenti di autentica magia. Continua pertanto lo stile del Barboni, dopo il suo “…e lo chiamerai destino” (Kappa Edizioni) uscito poco piu’ di un anno fa: tutti dialoghi, a dimostrare la sua sapienza di consumato soggettista e sceneggiatore, oltre che di uomo di profonda cultura.

Un ricco buffet, accompagnato da un beverage raffinato, ha concluso la presentazione al pubblico della Viola Editrice, con Simona Sabene che ha organizzato l’evento in collaborazione con l’Associazione Culturale Occhio dell’Arte.

Ha presentato “A spasso con il mago. Merlino ed io” il critico letterario e poeta Plinio Perilli: uomo di cinema anch’egli, ha sposato con entusiasmo e convinzione la seconda opera di Marco Tullio Barboni, scrivendone addirittura la prefazione.

Soddisfatto l’Autore, circondato da tanti amici e meritatamente al centro della scena: “La splendida atmosfera di questa serata è davvero la migliore premessa all’uscita del mio nuovo libro”. “.
“A spasso con il mago. Merlino e io” nei giorni scorsi è misteriosamente stato “accennato” in molte strade di Roma con una curiosa cartellonistica che ritraeva solo la gigantografia del cane Merlino: la vera anima del testo, immortalata da Ginevra Barboni, figlia di Marco Tullio ed anche sapiente fotografa. Il mistero è stato quindi svelato nel corso della presentazione. Lisa Bernardini, presidente dell’Occhio dell’Arte, ha dichiarato a fine incontro: “Un cinema tra passato e presente si è riunito per celebrare l’evoluzione di un noto soggettista e sceneggiatore che, dopo una vita professionale iniziata in un momento indimenticabile e di grande successo per il Cinema Italiano, quello dei fagioli western, ha celebrato nella sua Roma, quella dove e’ sempre vissuto, un passaggio ad una veste di scrittore, che si preannuncia di stile e di altrettanto talento; esattamente come i suoi trascorsi nei fasti del cinema di genere”.
“A spasso con il mago. Merlino ed io”, in sintesi, racconta il magico ritrovarsi tra l’autore e l’anima di Merlino, l’ amatissimo cane trasferitosi nel sempre e nell’ovunque. Come si legge nell’elegante sito destinato a raccogliere tutte le future notizie sugli eventi legati alla diffusione e alla vendita di quest’opera, i due protagonisti si ritrovano nella sola dimensione che può ospitare questo genere di incontri: quella del sogno. E nel sogno, campo per definizione delle infinite possibilità, ripercorrono ancora una volta il “cammino” della passeggiata serale che per tanti anni si sono concessi. Un libro di sentimenti, di profonde emozioni, ma anche di misteriose percezioni, che permettono di guardare oltre le maschere e di interpretare significati nascosti della vita. E di cio’ che sta al di là, e non conosciamo, ma possiamo solo immaginare, e sperare che esista.
Fotografi della serata: Giovanna Onofri e Marco Bonanni.

Cinerecensioni

Misteri e noir in Te absolvo

di Iolanda La Carrubba

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Ecco apparire a tutto campo,la cornice di un paesaggio incantevole, qui il Dove assume un significato sereno in un paesino del Monferrato, fin quando sopraggiunge lo scandalo. Gli abitanti del luogo coperti d’anonimato rifuggono dall’idea di poter perdonare l’imperdonabile. Il parroco Andrea Caracci (un magistrale Toni Garrani) in crisi con la sua fede da uomo ma al contempo profondamente immerso in essa, agli occhi della Chiesa pecca. Iniziano così i primi interrogativi che per volontà autoriale (dello stesso regista Carlo Benso e di Toni Garrani) forse, lasciano dei spazi vuoti colmabili solo dalla soggettività del fruitore. Un film quindi Opera che assorbe l’attenzione dello spettatore in un vortice di sensi in perpetuo mutamento.

Dunque nel procedere della narrazione sopraggiunge il personaggio chiave, il parroco musicista, sensibile ed affascinante Paolo Biancorè (l’incisivo e formidabile Igor Mattei) che ha il compito di convincere Andrea ad assumersi la responsabilità dettata dal suo stesso peccare.

La giovane donna (la bravissima Karolina Cernic) è madre single, è donna avvilita, è la speranza di un futuro migliore, la quale si trova a dover combattere contro i pregiudizi degli abitanti a scapito del suo amore (impossibile, che vuole celare in un’ovattata metafora anche un altro elemento di provocazione e riflessione, in un equilibrio precario di “in”giuste scelte, oppure l’enorme differenza di età tra i due amanti, rappresenta la rivisitazione di tutta la grande letteratura che decanta il tema dell’amore proibito?), ora costretta in sposa ad un uomo Fausto  (l’intenso Fabio Fazi) il sacrestano avvolto da una coltre misteriosa dai risvolti noir, per salvaguardare la reputazione di lei d’innanzi alle congetture dei compaesani.

La regia ben delineata, saldamente strutturata su una sensibile intelligenza artistica, è la forza del film proprio grazie alla diversa interpretazione della narrazione visiva che attraversa i molteplici punti di vista; il clergyman e i suoi dettami, la vecchia morale teologica, il sentenziare giudizi  (in completa antitesi con le parole del Cristo dal Vangelo secondo Giovanni 8,1-11 “Qui sine peccato est vestrum, primus lapidem mittat”), il discernimento, il conformismo (a)sociale, l’equivocabile spiritualità, la vita e la sua inevitabile immagine speculare, la morte (?).

Un film “Te absolvo” di non facile ed immediata comprensione, è un dramma fondato su stereotipi dei gesti strappati al quotidiano, ma carichi delle ossessioni psichiche con l’obbiettivo cardine di stimolare l’attenzione verso un inganno narrativo, una fabulazione controvertibile poiché l’insieme è da vedere/interpretare, ponendo l’attenzione su diversi piani, o meglio su di un piano multifocale, come se la linea dell’orizzonte (tra scrittura e movimenti di macchina) venisse decontestualizzata e reinterpretata in un’opera surrealista, dove non può mancare di certo il senso di stordimento fondato sul dèjà vu.

regia di: Carlo Benso cast: Toni GarraniIgor MatteiKarolina CernicFabio Fazi, Calogero Marchesi, Claudia Giaroli, Lara Miceli, Emanuela Solerio, Alessandra Tartaglia, Alberto Pelliteri, Mattia Rosellini, Fabrizio Milano, Marco De Martin Modolado, Loredana Marcarini sceneggiatura: Carlo BensoToni Garrani fotografia: Manolo Cinti montaggio: Cristiana Cerrini scenografia: Emi Ganora costumi: Giulia Accornero musica: Enzo Pietropaoli produttore: Francesco Paolo Montini produzione: Movie Factory, in associazione con Gruppo Stat, Studio Lanteri, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte

 

NEWS

FUECU E CIRASI, di Romeo Conte

Il cortometraggio con Giorgio Colangeli in proiezione a Prato il 23 ottobre

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Doppia proiezione in anteprima nazionale del cortometraggio Fuecu e Cirasi, diretto da Romeo Conte e interpretato da Nicola Nocella, Giorgio Colangeli e Valentina Corti alla presenza del regista e di tutti i protagonisti.

 

Si tiene, lunedì 23 ottobre – a entrata gratuita fino a esaurimento posti – presso il Cinema Eden di Prato (via Cairoli, 22/24) a partire dalle ore 19:00, la presentazione, con doppia proiezione (ore 19:00 e ore 21:00), in anteprima italiana del cortometraggio “Fuecu e Cirasi”, scritto e diretto dal regista pugliese Romeo Conte e interpretato da Nicola Nocella – fresco vincitore del Premio Boccalino d’Oro come Miglior Attore al Festival di Locarno – oltre che da Giorgio Colangeli e Valentina Corti. Il regista e i tre protagonisti saranno presenti all’evento – che avrà un drink di benvenuto per il pubblico – accompagnati dai giovani attori Vittorio Salonna, Samuele Leo e Monica Negro, oltre al co-sceneggiatore e montatore Valentino Conte. Tra gli altri protagonisti del film, Paolo De Vita, Teodosio Barresi, Chiara Torelli, Rosario Altavilla, Maria Conte, Pino Capone, Altea Chionna, Vito Bianchi, Francesco Minisgallo e, al suo debutto, Francesco Iaccarino. Il corto, tratto da una storia vera, è prodotto da Coar Cooperativa Artisti S.C.R.L. e da Events Production, si avvale delle musiche originali di Mimmo Epifani ed è stato girato nell’Alto Salento pugliese. Fuecu e Cirasi racconta del ritorno al proprio paese di origine di Giacinto, intenzionato a incontrare la famiglia della fidanzata Lena. I luoghi e l’incontro con il padre di lei riporteranno alla mente suo fratello Mino e un tragico evento accaduto tanti anni prima. Giacinto troverà le risposte a tanti anni di dolore e pareggerà i conti.


Questo cortodichiara il regista Romeo Conte – adatta al cinema una storia vera di quarant’anni fa e percorre i luoghi e la terra della mia infanzia. “Fuecu” (fuoco) è lo stato d’animo tipico adolescenziale, la cui fiamma rimane sempre accesa anche quando diventiamo adulti. La metafora delle “Cirasi” (ciliegie) ricorda il frutto che matura in un preciso periodo dell’anno e che, gustandolo, ci fa assaporare quel successo che spesso tarda ad arrivare. Ho girato pensando a un western: una storia all’italiana, ma universale allo stesso tempo, dove tutti gli elementi si completano tra di loro”.

Si ringraziano Podere 29, Forno Steno e Il Decanter ristorante per la collaborazione.

IL REGISTA – ROMEO CONTE
Nel 1997 debutta con la regia cinematografica con il cortometraggio “La crepa”, con cui partecipa alla 54° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, al Festival di Amsterdam e al Festival di Cannes nel 1998. Prosegue nella regia con “Via col Vento” (Premio Qualità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), “Il Calabrone” e “Tarantrance”. Nel 2010 realizza “I castelli dell’alto salento-Terra di Brindisi” e “Alla corte di Federico II di Svevia, castelli di Puglia”. Nel 2016 scrive e dirige il suo quinto cortometraggio, “Fuecu e Cirasi”. Numerosi sono inoltre i documentari realizzati e diretti, tra cui: A dream in Wakayama, La strada dellʼOro, Lu rusciu de lu mare, Zibello, Tartufo dʼAlba, Parmigiano Reggiano, Il fiume della speranza, Latiano Terra di Pietra, Il Viandante del Nord, Merletti di Pellestrina. Realizza spot pubblicitari per marche quali Euphidra, Prolife, Omega3, Fope Gioielli, La Perla, Stefano Ricci, Deha e Veneto Banca. Già coordinatore del Master Regia e organizzazione eventi del Polimoda di Firenze, ha insegnato presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e l’Università di Bologna L.U.N.A.

CineRecensioni

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2017

CineDiario I


di Sarah Panatta

 

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Apre con carrellate che raggelano il fiato e sussurrano i fasti del cinema grande Hostiles, nuovo western che tra perdite e rinascite porta ancora una volta alla Festa Scott Cooper, giovane attore e soprattutto regista, che cavalca la sua aspra America e i suoi colori desertici, nitidi, scostanti, i simbolismi contraddittori della “frontiera” e dei suoi figli disadattati. Un luogo e insieme NonLuogo, fatto di montagne e di non detti, di delitti di sangue e di brutalità illimitata, ma contemporaneamente di strani altrettanto delittuosi sentieri di redenzione, attraversato già in due insospettati gioielli quali Crazy heart (2009) a Il fuoco della vendetta (Out of the furnace – 2012, presentato e premiato dalla TaoDue all’allora denominato Festival del Cinema di Roma nel 2013). Stringe tra carrelli e primi piani il volto segnato del suo attore ormai feticcio, Christian Bale, ancora “uomo senza sonno” anch’egli imprigionato, nella routine del soldato di frontiera, spinto soltanto da rantoli di vendetta e dall’amore sepolto con i suoi compagni di battaglia e di dolore in una lotta-inseguimento con gli indiani, dove l’umanità e i suoi compromessi errori e orrori si confonde e mescola e dove l’odio razziale non ha diritto di esistere dove tutti siamo (in parte) e possiamo restare (ancora) umani.

Risultati immagini per tomorrow and thereafterCon Demain et tous les autres jours dilaga invece l’amour fou tra madri e figlie, dentro e fuori sogni preraffaeliti e voli di civetta, un romanzo di formazione firmato da Noémie Lvovsky. Una malinconica cronaca familiare quella firmata da Noémie Lvovsky con il suo Demain et tous les autres jours, presentato per la sezione Alice nella città alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Lvovsky scrive e dirige una fiaba quotidiana che parla il lessico delle paure e dei desideri d’infanzia, quella travolta dal caso quotidiano, il caos in cui la piccola Mathilde mentre canta e impara a far di conto, deve tenere a bada oltre che badare, alla mamma folle, depressa e smemorata, che sente le voci e fugge spesso, forse troppo, nella “foresta” delle voci che la chiamano e la strappano a Mathilde, che brucia faraone nel forno e tende alle finestre, fa e disfa valigie e teme di dire la verità al padre lontano, mentre la mamma si perde tra fughe metropolitane e treni fermi, nel suo tentativo di decifrare quelle voci. Intanto Mathilde parla e gioca con la sua civetta parlante, sua compagna, consigliera, insieme affrontano il significato della normalità/malattia, l’assurdo gioco dei ruoli della vita, tra scheletri rubati e cene di Natale letteralmente andate in fumo. Tra dramma classico e commedia fantastica, Lvovsky psicanalizza con luci temperate e due straordinarie protagoniste un amour fou, trascinando in una tempesta tutt’altro che quieta, la vita, che dura domani e ogni altro giorno.

Risultati immagini per metti una notteFa sorridere con garbo il notturno psichedelico e romantico firmato dal trentaduenne figlio d’arte talentuoso Cosimo Messeri, che presenta Metti una notte per la sezione Panorama Italiano del foltissimo programma di Alice nella Città, una commedia che tra i toni dell’Albero Azzurro e i “colori” della “strada” felliniani, trova il suo compromesso di realismo magico tra illusionismi e sentimenti entomologici, con una esuberante Amanda Lear nei panni della nonna viveur.

NEWS

Te absolvo, un film di Carlo Benso

Al cinema dal 19 ottobre

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TE ABSOLVO
torna al cinema MADISON
Via Chiabrera 121, Roma
19 ottobre
h.21

Due sale sold out, un pubblico entusiasta.
Te absolvo diventa un “piccolo-grande” gioiello del box office romano e non solo.
Dopo il grandissimo successo dell’anteprima romana del 17 ottobre, Movie Factory invita tutti il 19 ottobre alla seconda proiezione proiezione romana di TE ABSOLVO, il nuovo film di Carlo Benso, con due straordinari interpreti, Toni Garrani e Igor Mattei, applauditi lungamente dai tantissimi spettatori.

Una storia di vita e passione, di confronto quotidiano e di grandi dilemmi ontologici, tra esistenza individuale ed esistenza sociale, tra colpa, perdono, delitti e castighi, un intenso sorprendente dramma fatto di uomini e loro tabù.

Dopo la grande partecipazione alle proiezioni nel Monferrato, dove il film è stato girato, “Te absolvo” approda a Roma confermando una profonda empatia con il pubblico, con una forte prova di cinema d’autore, indipendente, realizzato con talento e coraggio.

Appuntamento il 19 ottobre con il grande cinema fatto da grandi passioni!

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Due uomini intrappolati nei loro ruoli. Un giovane prete arriva in un piccolo paese, sulle colline del Monferrato, per prendere il posto del vecchio parroco che, nonostante sia stato sospeso a divinis e abbandonato dalla sua comunità parrocchiale, non se ne vuole andare, vuole continuare ad essere prete e a svolgere la sua attività sacerdotale.

Il film è un confronto lacerante e doloroso che porta i due protagonisti al centro dell’eterno conflitto tra la legge e la propria coscienza. Due preti, uno giovane e uno anziano, due figure incastonate come icone nell’immaginario tradizionale e popolare alla ricerca di un’assoluzione capace di sedare i sensi di colpa.


Note di Produzione

“Dietro la produzione di ogni film si nasconde un mondo. Fatto di paure, debolezze, incertezze ma anche di slanci ed entusiasmi. E’ questo che più mi ha colpito nella voglia di raccontare di Carlo Benso quando per la prima volta ci siamo incontrati per parlare di “Te absolvo”. Quando lessi il copione mi immaginai subito il colore, l’intensità e la verità che si voleva trasmettere. La forza della terra del Monferrato legava tutta la storia narrata. E quando conobbi Carlo a tutto ciò aggiunsi la sua determinazione, il suo entusiasmo di dare forza a questo slancio. Fu quello il momento in cui decisi che “Te absolvo” meritava ogni sforzo, ogni rischio e ogni fatica che sempre accompagna la produzione di un film indipendente…” 
(Francesco Paolo Montini)

News

XXXVII FANTAFESTIVAL

MY CITYPLEX SAVOY ROMA – 22/26 NOVEMBRE

 

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La XXXVII edizione del FANTAFESTIVAL alza il sipario con le attese anteprime di Panoramica Italia, due appuntamenti con il Fantastico Televisivo, un viaggio nel mondo del Fumetto e diversi appuntamenti immancabili.

A chiudere il Festival sarà Dario Argento con un omaggio speciale a George A. Romero in cui sarà proiettata la versione restaurata in 4K del cult “Zombi”, da lui montata.

Al via dal 22 al 26 novembre la 37^ edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da Alberto Ravaglioli. Un appuntamento ricco di anteprime esclusive, eventi speciali, incontri, retrospettive, dibattiti e sezioni competitive.

Tra gli incontri attesi Luigi Cozzi, regista di Star Crash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione e protagonista del documentario a lui dedicato Fantasticozzi, diretto da Felice M. Guerra, e l’effettista e regista Sergio Stivaletti, che presenterà in anteprima una clip tratta dalla sua ultima fatica dietro la macchina da presa: Rabbia Furiosa, liberamente ispirato al terribile fatto di cronaca riguardante il cosiddetto “Canaro della Magliana”.

Il 23 novembre si terrà un appuntamento dedicato al fantastico televisivo, volto a riportare alla luce l’unico esempio di serie televisiva fantascientifica realizzata per il circuito delle emittenti locali. Alla presenza degli autori e del cast artistico e tecnico, infatti, verranno proiettati tre episodi di un piccolo tesoro perduto della storia della TV italiana: la sconosciuta Ora Zero e dintorni, realizzata nel 1979 e di stampo antologico con ambientazione post-atomica.

Sabato 25 novembre sarà dedicato, invece, ad un grande del piccolo schermo fantastico (e non solo) tricolore: Biagio Proietti. Per l’occasione verranno proiettati il rarissimo Storia senza parole, appassionante giallo senza dialoghi, e La casa della follia, uno dei migliori episodi della serie Il fascino dell’insolito, tratto da un racconto del grande Richard Matheson. Alla serata parteciperà lo stesso Proietti, pronto a rispondere alle domande del pubblico e a raccontare la sua vita e la sua carriera.

Il 24 novembre, il Fantafestival dedicherà la serata al rapporto tra Cinema e Fumetto di genere fantastico: oltre alla presentazione dei progetti editoriali di Bugs Comics il ricco programma di proiezioni prevede, tra l’altro, il documentario Splatter – La rivista proibita e il primo cortometraggio da regista di Claudio Chiaverotti, sceneggiatore Sergio Bonelli Editore di Dylan Dog, Brendon e Morgan Lost: l’horror I vampiri sognano le fate d’inverno?

Domenica 26 novembre in chiusura, invece, sarà la volta di un omaggio al recentemente scomparso maestro del cinema horror George A. Romero: la proiezione su grande schermo della versione restaurata del cult Zombi. Il film sarà proiettato nella versione europea della pellicola, con il montaggio di Dario Argento e le musiche originali dei Goblin e sarà introdotto proprio dallo stesso Argento, che con il padre degli zombi ha condiviso lavoro e amicizia. Un omaggio oltretutto preceduto da un’intervista esclusiva allo stesso Romero realizzata da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer.

Anche quest’anno la sezione Panoramica Italia si propone come vetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico e ospiterà, tra gli altri: il misterico fanta-horror The Antithesis con Crisula Stafida (Tulpa – Perdizioni mortali) e Marina Loi (Zombi 3); The Wicked Gift, opera prima di Roberto D’Antona, giovane attore/regista indipendente che ha già all’attivo diversi cortometraggi e webserie di genere e Almost Dead, thriller-horror di Giorgio Bruno, premiato a Miami al MiSciFi 2017 come “Miglior Thriller”.

Il 37° FANTAFESTIVAL dedica due proiezioni notturne agli Z-Movies e a due registi che sono riusciti ad entrare nella storia del cinema orgogliosamente dalla porta sul retro.

Andrea Marfori, regista del cult-trash horror Il Bosco 1, presenterà Zombie Soviet Invasion, episodio pilota di quella che è stata definita la risposta russa a The Walking Dead e il mediometraggio The Unfortunate Life of Georgina Spelvin Chained to a Radiator.

Protagonista della seconda serata Z-Movies sarà Marco Antonio Andolfi, regista e protagonista del film La Croce delle Sette Pietre. In occasione del trentennale di quello che è conosciuto anche come Il lupo mannaro contro la Camorra, sarà proiettato anche il mediometraggio sequel del film del 1987: Riecco Aborym!

Inoltre, all’inizio di febbraio il FANTAFESTIVAL organizzerà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, un’interessante rassegna sulla seconda generazione dei maestri del fantastico italiano. Il programma è in fase di elaborazione e sarà comunicato direttamente attraverso le newsletter.

Preparatevi ad una nuova invasione di creature ultraterrene ed esseri soprannaturali, dunque, il Fantafestival sta tornando per tenere ancora una volta alta la bandiera della sua quasi quarantennale tradizione a base di curiosità inedite, titoli emozionanti e, ovviamente, ospiti speciali!

News

 la stagione 2017/2018 del Teatro Brancaccino

e “Spazio del Racconto”

https://www.teatrobrancaccio.it/

Spazio del Racconto

rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018

III edizione

dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

 

26 – 29 ottobre 2017

Khora Teatro

L’ETERNITÀ DOLCISSIMA DI RENATO CANE

di Valentina Diana

regia Vinicio Marchioni

con Marco Vergani

costumi Fujiko Hishikaua

disegno luci Andrea Burgaretta

supervisione artistica Milena Mancini

http://www.khorateatro.it

“Come fai quando una cosa fa paura a tutti, non la vuole nessuno e tutti ne hanno paura? 
come fai a venderla? Semplice – dice il nano – basta renderla desiderabile”.

L’idea di scrivere sulla morte, di trovare un punto dal quale poter guardare ad essa senza soggezione mi affascinava. Mi sembrava utile poter indagare su ciò che la morte rappresenta per noi, noi di qua, occidentali intendo, come atto finale, ultimo, quasi teleologico, ma allo stesso tempo anche come oggetto esorcizzato, che non contiene futuro ma solo presente (un presente che non promette nulla di buono, per altro). Su questo ragiono: ci agitiamo in un mondo fondato su questi due pilastri che sono l’azione (fare, facciamo, ho fatto, farò) e il denaro (ho guadagnato, guadagnerò o non guadagnerò, eccetera), tutte le altre cose vengono come conseguenza. Ossia: se faccio, se guadagno, allora poi. E questi due pilastri (che poi non so perché li chiamo pilastri, ma visivamente mi viene così) entrambi si fondano sul tempo; infatti cosa facciamo in generale nella vita? Facciamo azioni ed ipotechiamo tempo. In ogni caso, trattando la morte come una circostanza che genera un bisogno (vestizione, bara, funerale), esattamente come nel caso in cui qualcuno senta sete, o fame, o si annoi o resti senza benzina, è con tale bisogno che ci si deve confrontare se si desidera guadagnarci qualcosa. E’ noto a tutti (quasi), che bisogno generi domanda, domanda generi offerta e offerta generi profitto. Tutto sta a capire come. Come trarre il maggior profitto possibile da questo della morte che normalmente è un ambito delicato e addirittura sacro, del quale non si parla volentieri? Mi pare estremamente interessante lavorare su queste due cose che fanno a pugni: il profitto e l’estremità assoluta, panica, dell’atto del morire. Come fai quando una cosa fa paura a tutti, non la vuole nessuno e tutti ne hanno paura? come fai a venderla? Semplice – dice il nano – basta renderla desiderabile. E’ andata così, che mettere insieme, uno vicino all’altro, il fatto tragico e mistico anche, della morte, con il lavorio trucido del trar profitto da tutto, non so, mi piaceva, per contrasto. I contrasti, son fatta così, mi danno l’idea che ci sia sotto qualcosa di vivo, appunto, una verità che c’è e non c’è, e che mostrarlo sia poetico. Valentina Diana

Note di regia

La morte è un argomento scomodo. Non ne parliamo mai a cena o durante i nostri aperitivi social. La nostra società sembra lavorare alacremente per allontanare il pensiero della morte dalle nostre vite. La nostra società ci spinge a consumare, a comprare, e a lavorare per poter mantenere quello che abbiamo comprato e per comprare ancora. Come si fa allora a vendere la cosa di cui non si deve e non si può parlare, a cui non bisogna pensare? Come si fa a vendere la morte? Renato Cane sta per morire. Ce lo dice subito. E ci fa ridere. Un uomo qualunque scopre di avere un tumore e la sua vita precipita. Entra in una assurda agenzia di pompe funebri dove promettono di vendere l’eternità. Le pitture schiacciate che una bimba gli vende saranno la sua unica consolazione. Poi un colpo di scena, che non allevierà la solitudine in cui precipita grottescamente. Renato Cane è un uomo qualunque che ci racconta la sua storia. Forse è un pretesto per farci delle domande, le stesse che gli vengono poste dall’assurdo responsabile delle pompe funebri “Trombe del Signore”: 
Tu credi, Cane? 
Che cos’è lo spirito, Cane? 
Ti piace la tua vita, Cane? 
Sei proprio sicuro, Cane, che vivere sia meglio che morire? 
Qual è la cosa che ti piace fare di più nella vita, Cane? 
Forse la malattia stessa del Signor Cane è solo un pretesto per parlare di quanto il consumismo, la pubblicità, i soldi, ci mangino la vita. Ed è attraverso un altro pretesto, quello della finzione scenica del monologo teatrale, che grazie a Renato Cane anche noi siamo obbligati a riflettere su queste domande. 
Mentre ridiamo del nostro protagonista, mentre proviamo compassione (patiamo assieme a lui) per un Cane qualsiasi. 
Perché bisogna essere leggeri per fare domande del genere, per riflettere su questi argomenti, perché ogni tanto fa bene farlo. Ma bisogna poterne ridere. Ridere di un Renato Cane qualunque che muore. E’ una storia assurda, grottesca, la sua. Che muore da solo, come un cane appunto. Come tutti noi, per quanto duro da accettare, prima o poi. Allora tanto vale riderne e, grazie al teatro, riscoprire che tutti siamo dei potenziali Renato Cane, e magari uscire dopo un’ora un po’ più felici e sollevati per la vita che ci è concessa. Vinicio Marchioni

Marco Vergani dopo la laurea Specialistica in Arti e Scienze dello Spettacolo presso La Sapienza di Roma, frequenta numerosi corsi di perfezionamento per attori come Drama in Scena, Ecole des Maitres con Giancarlo Cobelli, Centro teatrale Santacristina, diretto da Luca Ronconi. In teatro ha interpretato Edoardo II di Andrea Baracco, Falstaff di Andrea De Rosa, Becket in camera da letto di Giancarlo Sepe, Macbeth di Andrea De Rosa, A Bocca Piena (Napoli Teatro Festival) di Emanuela Giordano, Ubu Roi di Roberto Latini, Processo a Gesù di Maurizio Panici, Dracula di Sandro Mabellini, Al mercato di A. R. Shammah, Lulù di A. R. Shammah, Hameline di Manuela Cherubini (premio UBU 2008/09 come migliore novità straniera), Nel bosco degli spiriti di Luca Ronconi, Il ventaglio di Luca Ronconi, Lo specchio del diavolo di Luca Ronconi, Troilo e Cressida di Luca Ronconi, Woyzech di Giancarlo Cobelli e tanti altri.

Valentina Diana è nata a Torino nel 1968. Lavora in teatro come attrice e drammaturga. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), Swan,La comitragedia spaziale, Senza Voce – Storia di Ciccilla, La palestra della felicità, Opera Nazionale Combattenti. Come scrittrice ha pubblicato Smamma (Einaudi 2014) e Mariti o Le imperfezioni di Gi (Einaudi 2015).

Vinicio Marchioni, diplomato come Attore nel 2000 presso la Libera Accademia dello Spettacolo di Roma, e ha debuttato nel 1995 in teatro, dove vanta un ricco curriculum. Nel 2005 ha studiato con Luca Ronconi presso il Centro Santa Cristina. Frequenta la facoltà di Lettere indirizzo Spettacolo dell’Università La Sapienza seguendo la sua passione per la scrittura, per poi dedicarsi completamente al teatro. Del 2008 è la sua partecipazione, nel ruolo de Il Freddo, nella fortunata serie televisiva Romanzo criminale (2008-2010), diretta da Stefano Sollima, ispirata alla vera storia della cosiddetta Banda della Magliana. Nel 2009 debutta sul grande schermo con Feisbum! Il film, pellicola in otto episodi ispirata al social network Facebook. Nello stesso anno gira da protagonista, il film 20 sigarette, tratto dal libro Venti sigarette a Nassiriya, scritto da Aureliano Amadei, uno dei superstiti della strage di Nassiriya del 2003 e regista del film. A settembre il film viene presentato alla 67ª Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Controcampo Italiano, di cui vince il premio e una menzione speciale è dedicata a Marchioni per la prova d’attore. Nel 2011, per la sua interpretazione in 20 sigarette, ottiene una candidatura come miglior attore protagonista ai David di Donatello 2011.

2 – 12 novembre 2017

Khora Teatro

THE ALIENS

di Annie Baker, traduzione Monica Capuani

regia Silvio Peroni

con Giovanni Arezzo, Francesco Russo, Jacopo Venturiero

 

The Aliens è più uno studio sul carattere che un plot-driven. Il testo si concentra su due trentenni (KJ e Jasper) che sembrano esercitare un piccolo sforzo per muoversi attraverso la vita. Sono degli “scansafatiche”, che trovano poco stimolo dalla società, ma non sembrano avere l’energia per agire. Entrambi hanno la barba lunga, probabilmente perché il radersi potrebbe richiedere più energia e attenzione di quanto possano spendere. Non sono pigri; solo che non hanno trovato niente che serve per motivarli. Si siedono su una panchina o su vecchie sedie di plastica del patio nel retro di un bar, scegliendo di non interagire con gli avventori all’interno, isolandosi e condividere pensieri casuali uno con l’altro. Parlano di musica, di filosofia e di Charles Bukowski, poeta confessionale padre del realismo sporco. Come Bukowski, pensano alla scrittura, all’alcol, ai rapporti con le donne e alla fatica del lavoro. KJ scarabocchia periodicamente idee per un libro. Hanno formato una band, non potendo accordarsi su un nome, pensano di avere risolto la loro diatriba chiamando la loro band The Aliens, ma alla fine è solo un’altra decisione che hanno quasi fatto, ma che non hanno portato a termine. Fino a quando non decideranno, non potranno agire. Sono alieni, ma non come esseri venuti da un altro mondo ma nell’essere alienati.

Nel loro mondo privato entra Evan, un giovane ragazzo che è stato da poco assunto come cameriere del bar. Evan è un giovane timido, sessualmente inattivo, fuori dal mondo, naif con l’angoscia adolescenziale. Lentamente, decidono di insegnargli tutto sulla vita, ma dalla loro prospettiva…

Un testo delicato dove nessuna parola è sprecata, pieno di meditazione e compassionevole. Un testo che parla di musica, di amicizia, di arte, di amore e di morte.

Annie Baker, 35enne pluripremiata autrice di “The Aliens”, vincitrice nel 2014 del premio Pulitzer è considerata da molti uno dei più freschi e talentuosi drammaturghi di questo decennio; scrive di personaggi realistici che emergono in linee sottili e riflessive. Il suo stile è quello di un ritmo lento, le sue opere sono penetranti, con pause e silenzi per l’introspezione. In “The Aliens” l’illuminazione e il fumo di una sigaretta, i personaggi seduti che guardano il nulla e strimpellano una chitarra sono i mezzi per permettere questa significativa riflessione. La Baker sviluppa le sue idee attraverso la sottigliezza, non urla o non eccede nel dramma.

Silvio Peroni, regista teatrale e direttore artistico di Festival e rassegne culturali. Esordisce come regista a 22 anni. Negli anni realizza la regia di spettacoli e letture poetiche, debuttando in numerosi festival nazionali e curando l’allestimento di spettacoli nella maggiori piazze nazionali. Ha diretto artisti come Elio Germano, Isabella Ragonese, Daniela Poggi, Alessandro Tiberi, Margot Sikabonyi, Fabrizio Falco, Massimo Dapporto, Arnoldo Foà, Paola Gassman e ha realizzato spettacoli di autori come Will Eno, Nick Payne, Mike Bartlett, Cesare Zavattini, Tahar Ben Jelloun, Neil La Bute, Harold Pinter.

16 – 19 novembre 2017

Bis Tremila srl

MUSIC-HALL

di Jean-Luc Lagarce, traduzione Gioia Costa

regia Marco Carniti

con Sandra Collodel, Sebastian Gimelli Morosini, Dario Guidi

Jean Luc Lagarce, attore e regista, è il drammaturgo francese più rappresentato dopo Shakespeare e Molière. Scompare prematuramente all’età di trentotto anni, senza purtroppo avere la fortuna di veder mai rappresentata una sua opera drammaturgica.

Lagarce è abile narratore, della solitudine umana e del vuoto esistenziale.

MUSIC – HALL è un testo non testo in cui si narra la struggente carriera di un’attrice e dei suoi due boys: di teatro in teatro, di provincia in provincia, tutto accade, frammentariamente, reiteratamente, senza soluzione.

Non c’è musica, se non qualche improbabile nota di una vecchia canzone che risuona all’infinito, stancamente… “Chi può il più può il meno”… In questa frase ricorrente Lagarce racchiude la lotta alla sopravvivenza dell’attore che anche davanti a difficoltà, rinuncia all’indispensabile pur di andare in scena, perché il Teatro è per sempre… Un palcoscenico vuoto,  illuminato da un groviglio di luci, come un simbolico sipario.

Uno spazio luminoso che colloca l’attore in una dimensione di precarietà, nel rischio costante di essere  divorato dal buio…. Il nulla.

Marco Carniti teatralmente si forma come attore e aiuto regia di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa e alla UCLA di Los Angeles dove studia con J. Grotowsky e Bob Wilson. Collabora con grandi registi della scena europea: Bob Wilson, Lluis Pasqual, Giancarlo del Monaco, Frederic Amat, Elijah Mosinsky, Pet Halmen y Gilbert Deflo. Recita in cinema per Federico Fellini nell’“Intervista” e con Hanna Schygulla e Marcello Mastroianni in “Miss Arizona”. Gira il primo lungometraggio “Sleeping Around” sul disagio della sessualità delle ultime generazioni e vince numerosi premi internazionali tra cui miglior regia. Una voce fuori dal coro della regia teatrale e cinematografica italiana grazie alle numerose esperienze internazionali che gli hanno permesso di esportare il meglio del nostro repertorio e della importante scuola estetica italiana. Nel rispetto del repertorio italiano ed europeo e nella responsabilità politica di restituirlo a una platea contemporanea. Direttore Artistico per il “Progetto Giovani” al Teatro Eliseo di Roma dove fonda e dirige una compagnia di 20 giovani attori. Dirige attualmente laboratori di perfezionamento professionale per attori e registi. Firma produzioni negli Stati Uniti, Cina, Francia, Germania, Svizzera e Spagna, dove ha vissuto per lungo tempo collaborando per il Teatro Real di Madrid, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Arriaga di Bilbao, Opera di Malaga, Centro Dramatico Nacional di Madrid, Festival Mozart in Coruna, Valladolid, Anfiteatro romano di Merida. In Italia per Teatro Regio di Parma, Maggio Musicale Fiorentino, Rossini Opera Festival, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Lirico di Cagliari, Comunale di Bologna, Spoleto, Teatro Bellini di Catania, Teatro Verdi di Trieste e di Sassari e Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa, Teatro di Roma, Teatro Eliseo e Globe Theatre di Roma.

Sandra Collodel

Dopo essersi diplomata al Laboratorio di Gigi Proietti fonda la società di Produzione Teatrale LA FABBRICA 1999 con cui mette in scena con grande successo in tutta Italia: “Il Dramma della Gelosia” di Age Scarpelli Scola, “George Sand e Chopin”, “L’Amante” di Pinter, “Falstaff e le Allegre Comari di Windsor” di Shakespeare con Giorgio Albertazzi, “Stregata dalla luna” di J.P. Shanley, “Quella del piano di sopra” di Chesnot, La Santa sulla scopa di Gigi Magni , “Non ti conosco più “ di A.de Benedetti, “La Papessa Giovanna” e “La Signora dei Tulipani” di Giovannetti e Pallottini, “Xanax” di Longoni .

Con la regia di Marco Carniti al GLOBE THEATRE di Roma interpreta Caterina ne “La bisbetica domata” e la Regina Elisabetta nel “Riccardo III”.

23 – 26 novembre 2017

Le Brugole

MODERN FAMILY 1.0

di Giovanna Donini, Annagaia Marchioro e Virginia Zini

con Annagaia Marchioro e Virginia Zini

Scene e costumi di Federica Pellati

Contributo fotografico di Mario Tedeschi

Illustrazione di Anna Resmini 

Light design di Roberta Faiolo

Modern Family 1.0 è uno spettacolo che parla di famiglie. Famiglie di tanti tipi, non sempre felici, ma il più delle volte sì. Le due attrici sono partite dalle proprie famiglie di origine. Una veneta e quindi: pratica, autonoma e latifondista. L’altra Milanese: frammentata, multitasking e all’avanguardia.  Eppure anche surreali, imprevedibili e moderne. Modern family 1.0 inizia come una serata in famiglia a guardare le diapositive di famiglia con tutta la famiglia presente, ritrovo ormai in disuso quanto l’uso delle diapositive. E quasi senza accorgersene si entra nel vivo, in casa delle due protagoniste. Modern family 1.0 è uno spettacolo comico che racconta la storia di una donna che ama le donne, ma che ama anche l’idea di avere un figlio con la propria compagna. Anzi, con lei non solo vuole un figlio ma vuole proprio una famiglia, che significa anche nonni, zii, cani, gatti, piante, mutui, viaggi, liti, tradimenti, amore e lotta, colloqui con i prof, vaccinazioni, biciclette e rotelle, lezioni di guida, notti insonni e vita quotidiana. Uno spettacolo che vuole raccontare le coppie di oggi e di ieri, per capire quanto l’ideale della famiglia corrisponda al reale. E per raccontare della bellezza, della fatica, dell’universale diversità che accompagna la storia di ognuno di noi. Lasciando che sia la realtà, senza finzione, senza retorica, e soprattutto senza giudizio a raccontarsi al pubblico.

La Compagnia Le Brugole nasce nel 2011 da due attrici: Annagaia Marchioro e Roberta Lidia de Stefano, affiancate dall’autrice Giovanna Donini. La compagnia si è distinta nel tempo per aver affrontato testi di drammaturgia contemporanea, spesso mescolando il linguaggio della prosa a quello del cabaret ma non solo. Nel tempo collaborano anche con altri attori, registi, illustratori, operatori. Il primo spettacolo “Metafisica dell’amore”, nel 2011 vince il Premio Scintille al Festival di Asti. Nel 2012 nasce il secondo spettacolo “Boston Marriage” con la regia di Vittorio Borsari. Nel 2014 debutta la terza produzione “Diario di una donna diversamente etero” scritto da Giovanna Donini, diretto e adattato da Paola Galassi. Nel 2015 nasce “Per una biografia della fame” ispirato al libro di Amélie Nothomb, di e con Annagaia Marchioro. L’ultimo lavoro è “Modern Family 1.0” e nasce nel 2017 con Annagaia Marchioro e Virginia Zini.

30 novembre – 3 dicembre 2017

Bartolini/Baronio

PASSI una confessione

di e con Tamara Bartolini

scene, luci, suoni e immagini live Michele Baronio

canzone originale Ilaria Graziano

collaborazione artistica Alessandra Cristiani

foto Margherita Masè

grafica Giulia Zappa

assistente alla regia Antonio Cesari

regia Tamara Bartolini/ Michele Baronio

produzione Bartolini/Baronio e 369gradi

co-produzione Sycamore T Company

co-produzione/residenza Carrozzerie | n.o.t

con il sostegno di Teatro Argot Studio, Teatro dell’Orologio, Kilowatt Festival, Argot Produzioni, ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio

in collaborazione con Rialto Santabrogio / Ass. Il Moderno – Agliana / Kollatino Underground

vincitore del Premio Dominio Pubblico 2014

“Noi non cesseremo l’esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là onde partimmo e conoscere il luogo per la prima volta.” T.S.Eliot

Lo spettacolo è una confessione costruita su materiale a tratti autobiografico, fatto di appunti, suoni e immagini, create in tempo reale grazie a una lavagna luminosa che disegna la scena. Lo spettacolo nasce dal progetto La Caduta, in cui il duo Bartolini Baronio ha esplorato il tema dell’incidente e del dolore come possibilità e rinascita. Tante sono state le tappe di lavoro, diverse le collaborazioni durante il percorso, dalla musicista Ilaria Graziano, alla danzatrice Alessandra Cristiani, alle suggestioni arrivate dalle fotografie di Sarah Moon, alle opere di Maria Lai e, solo successivamente, all’omonimo testo di S. Beckett. Il cammino ci conduce dentro la ferita di una generazione, dentro alle costrizioni mentali, familiari, sociali ed economiche in un processo analitico ed emozionale che scandaglia l’animo umano, con una storia personale che parla a tutti. La fine “è solo la curva della strada”. Da quel punto di luce che se ne va si ricomincia. Per nascere una seconda volta bisogna morire. Dentro lo spazio di una confessione aperta, pubblica, spietata e senza compromessi, in un tempo/spazio che potrebbe essere quello di un funerale o di una veglia. Un corpo appeso, incerto, deambulante, alla ricerca disperata di approvazione. Ti piace? Va bene così? Si cammina con scarpe ortopediche, con piedi di scimmia, si sta sul filo. Si prova a ricucire la storia, a sciogliere il groviglio di fili, per non soffocare, per diventare quello che realmente siamo. E’ l’inizio di una liberazione e allo stesso tempo la nascita di un processo artistico. Tamara Bartolini

BARTOLINI/BARONIO Condividono dieci anni di lavoro all’interno della compagnia triangolo scaleno teatro, partecipando alle produzioni artistiche e alla creazione del festival Teatri di Vetro e altri eventi culturali. Dal 2009 a partire dal progetto LA CADUTA nasce un sodalizio che li vede insieme in tutte le successive creazioni tra cui: la performance TU_TWO_due alla fine del mondo, lo spettacolo CARMEN CHE NON VEDE L’ORA, il progetto REDREADING, viaggio sentimentale e appassionato tra teatro e letteratura che li vede collaborare con Erri De Luca, Wu Ming2 e altri autori. Nel 2014, con il nuovo progetto PASSI_una confessione, vincono il premio produzione di Dominio Pubblico Officine. Parallelamente portano avanti il lavoro di pedagogia teatrale (PercorsiRialto, ScuolaRoma Carrozzerie | n.o.t). La loro ricerca teatrale nasce da una forte esposizione personale, da un lavoro sulle biografie individuali e collettive che intreccia specificatamente la poetica musicale, in un dialogoconcerto tra parola e musica, tra artisti e territori.

11 – 14 gennaio 2018

Teatrodilina

QUASI NATALE

testo e regia Francesco Lagi

con Anna Bellato, Francesco Colella, Silvia D’Amico, Leonardo Maddalena

suono Giuseppe D’Amato

scene Salvo Ingala

organizzazione Regina Piperno

Ci sono tre fratelli che tornano nella loro casa di bambini perché la madre vuole rivederli tutti insieme, per dire loro una cosa. Fuori nevica, sono i giorni prima di Natale. Nessuno sa che cosa sia quella cosa. C’è anche una ragazza, la nuova fidanzata di uno dei fratelli, che si ritrova per caso a vivere con loro quei giorni così delicati. Nessuno la conosce ma ha per tutti un aspetto così familiare, sembra venire direttamente da un passato che si stenta a mettere a fuoco. Ci sono alcuni giorni da condividere, un’ attesa e una vicinanza forzata. Sullo sfondo, la presenza silente della madre e la sua fine discreta.

C’è un karaoke e una gara di peperoncini. Un pesce nuovo per l’acquario e un anello di fidanzamento. Vecchi quaderni di scuola e una corsa notturna che dura una notte intera. Un fuoco da tenere acceso e un telecomando che non si trova più, un tronco da caricarsi sulle spalle e una canzoncina di Natale. Un telefono che squilla e alcuni schiocchi di frusta. Delle polpette e una vecchia storia di sciamani pellerossa. Ci sono certi spiriti, in quella casa, che faticano ad andare via.

Note regia

La relazione tra i nostri personaggi e la chimica che si accende tra di loro sono il centro della nostra storia. Alcuni giorni,vissuti sull’orlo di una perdita,che rivelano qualcosa dei sentimenti di queste persone e il senso delle loro vite vissute a metà. Sono costretti a un contatto, a un confronto prima di allora mai avvenuto. Attraverso il racconto del viaggio di un’anima che sta passando verso un altro mondo, c’è la presa di coscienza di chi resta e che ci deve fare i conti. Quello che ci fa ridere e commuovere di loro, fra segreti non detti e liti sopite, accensioni di rabbia e schiaffi liberatori, è un’umanità piena e senza difese, che la casa della loro infanzia e l’assenza della madre dispiegano in modo potente. Sullo sfondo di questi giorni c’è anche un alberello di Natale che, con le sue lucine colorate, illumina senza sosta in modo intermittente i personaggi. Scandisce il loro buio e la loro luce, i loro slanci e le loro incertezze, il loro battito del cuore.

Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze diverse, che si sono unite con il proposito di condividere una pratica e un’idea di teatro. 

Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del lavoro c’è la volontà di inventare spettacoli restituendo frammenti dei loro percorsi e andando alla ricerca di una comune identità, che sembra perduta ma non in modo irreparabile.

Fare teatro è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente.

Premi e riconoscimenti:

2015 – Selezione InBox – Le vacanze dei signori Lagonia

2014 – Spettacolo vincitore Festival Troia Teatro – Zigulì

2013 – Selezione InBox – Zigulì

2013 – Menzione speciale premio Dante Cappelletti – Anime morte

18 – 21 gennaio 2018

Tieffe Teatro

1927 – MONOLOGO QUANTISTICO

di e con Gabriella Greison

regia Emilio Russo

In 1927 Monologo Quantistico, Gabriella Greison racconta, con foto, musica e video, i fatti più sconvolgenti, misteriosi, divertenti, umani che hanno fatto nascere la Fisica Quantistica, partendo dalla famosa foto, datata 1927, in cui sono ritratti in posa 29 uomini, quasi tutti fsici, di cui 17 erano o sarebbero diventati Premi Nobel. Gabriella Greison ricostruisce i dialoghi, le serate, i dibattiti, dopo un lungo soggiorno a Bruxelles, in cui ha raccolto informazioni, tradotto lettere, parlato con persone e parenti, che sono realmente stati presenti a quei ritrovi. Einstein li chiamava “witches’ Sabbath” (il riposo delle streghe).

Lo spettacolo è la prima rappresentazione teatrale, che racconta il ritrovo a Bruxelles di tutti i fsici del XX secolo che hanno fatto venire alla luce, quel giorno, la Fisica Quantistica.

Reduce da una tournée nei Festival, nelle aule magne delle scuole, nelle librerie e persino in una chiesa sconsacrata, che ha riscontrato in ogni occasione grande successo di pubblico, l’incontro con Tieffe Teatro Milano – Centro di Produzione Teatrale ha determinato la realizzazione dello spettacolo in una veste molto suggestiva e rinnovata e disponibile per la programmazione delle stagioni teatrali.

Gabriella Greison è fisica, scrittrice e giornalista. Si laurea in fisica nucleare a Milano e poi lavora diversi anni all’Ecole Polytechnique di Parigi. Lascia la ricerca per dedicarsi alla scrittura e al teatro. Il suo romanzo bestseller si chiama “L’incredibile cena dei fisici quantistici”, da cui ha tratto lo spettacolo teatrale “1927 monologo quantistico”: grazie al racconto umano delle vite di Einstein, Niels Bohr, Heisenberg, Schroedinger e i più grandi geni del XX Secolo, Gabriella con un monologo avvincente e ricco di colpi di scena racconta i fatti più sconvolgenti che hanno creato la fisica quantistica, partendo da una fotografia datata 1927 e scattata a Bruxelles, dove c’è stato il più grande ritrovo di cervelli della storia. Lo spettacolo ha girato tutta Italia e ha fatto il tutto esaurito nelle maggiori piazze. 

1 – 4 febbraio 2018

Le Brugole

COME SPOSARE UN FEMMINISTA

di Samantha Ellis

regia e traduzione di Monica Nappo

con Roberta Lydia De Stefano, Alberto Paradossi

Lidia adora gli uomini duri, ben piazzati e molto focosi.

Ha una particolare predilezione per gli stronzi.

Un giorno Lidia incontra Steve…

Steve è proprio un bravo ragazzo. Ed è un femminista.

Lidia ha un padre

Steve ha una madre

Anche loro sembrano piacersi. E questo è un problema.

La situazione si complica quando arrivano anche gli ex: Carina e Lorenzo.

Due dichiarazioni d’amore, qualche tradimento, due tentativi di matrimonio, una grande festa e una fuga.

Riuscirà Lidia a vincere contro la sua ossessione per i rossetti, i muffin e gli uomini rozzi?

Riuscirà Steve a fare a meno delle sue campagne etiche e ad essere un po’ più maschiaccio a letto?

Riusciranno i nostri eroi a reinventare il romanticismo di coppia nel 21esimo secolo?

Una commedia con due attori, 6 personaggi, molti gadgets e dei momenti di sfrenato karaoke

How to date a feminist ha debuttato felicemente all’Arcola theatre nel novembre 2016, andando in un successivo tour per l’ UK.

Monica Nappo

Borsa di studio dell’ERT, con i seguenti maestri: M. Martinelli, G.B. Corsetti, C.Lievi, M.Baliani, Renata Molinari Training vocale con Imke Bucholz, Serge Wilfart, Germana Giannini, Patsy Rodenburg Danza Butoh con Masaky Iwana, Yoko Muronoi, M. T. Sitzia

Workshop con Ioshi Oida, Abbas Kyarostami, Jos Houben, Enrique Pardo, Danio Manfredini, Pippo Del Bono, Remondi e Caporossi, Leo De Berardinis.

Regia con Roxana Sylbert e Khristine Landon Smith

Recitazione con Ivana Chubbuck e Bernard Hiller.

Come attrice Monica ha partecipato a tournée europee, con produzioni italiane ed europee, alternando lavori con maggiore espressività fisica a quello con attori e registi come Carlo Cecchi ( sua aiuto-regista  per  “Sik-Sik e Le nozze), Mario Martone, Tony Servillo. Come performer e regista ha introdotto in Italia testi di drammaturgia contemporanea, ed è stata la prima in Italia ad interpretare lavori come “4;48 Psychosis” di Sarah Kane e “Quale droga fa per me” di Kai Hansel ed “East Coast” di Tony Kushner. E’ stata la prima donna a vincere il premio nazionale per comici “La zanzara d’oro.” Ha al suo attivo anche un album di poesia e musica elettronica “Kyo” progetto con Marco Messina, dei 99 Posse e l’attore M. Dalisi.

1 – 4

8 – 11 febbraio 2018

Florian Metateatro – Centro di produzione teatrale

MICHELANGELO E IL PUPAZZO DI NEVE

di e con Carlo Vanoni

regia Gian Marco Montesano

collaborazione artistica e cura Giulia Basel

assistente in scena Edoardo De Piccoli

musiche originali Alex Carlà

trombone Lorenzo Passerini

voci fuori campo Giulia Basel, Umberto Marchesani, Massimo Vellaccio, Alessio Tessitore

video mapping Stefano Di Buduo

elementi scenografici Elisabetta Gabbioneta   

luci Renato Barattucci

foto di scena Federica Palmarin

produzione Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale – Pescara

residenza Festival Quartieri dell’Arte Vitorchiano- Viterbo

Lo spettacolo riporta Michelangelo Buonarroti “sulla terra”, togliendolo dalla dimensione mitologica e libresca che troppo spesso accompagna i grandi artisti del passato. Tra capolavori, aneddoti e fragilità, viene raccontato Michelangelo uomo e non solo l’artista che ha fatto grande la Firenze dei Medici e la Roma del secondo Cinquecento.

Michelangelo dal carattere duro come il marmo e Michelangelo che si commuove, Michelangelo artista che combatte come un pugile sul ring anche quando le circostanze sembrano avverse. E non si arrende. Mai. Nemmeno quando s’innamora.

In scena Carlo Vanoni, attore performatico che entra ed esce dal personaggio, che si accompagna con la chitarra elettrica e proietta immagini avvalendosi di tecnologie video, tenendo saldo il filo di una narrazione in grado di sovvertire i luoghi comuni e di stupire. Tutto questo per restituirci ciò che Michelangelo era: il più grande professionista al servizio del potere, in un’epoca in cui il potere non poteva fare a meno dell’arte.

Michelangelo mi ha sempre fatto paura. Perché i miti fanno paura. Poi, un giorno, ho letto un libro che parlava di soldi, i soldi che Michelangelo aveva guadagnato. Mi sono detto: che strano, credevo che il danaro fosse cosa da comuni mortali. E invece Michelangelo guadagnava molto, e con una parte di quei soldi comprava case, un’altra la custodiva dentro un baule, un’altra ancora la mandava a casa dai parenti. Come fanno i comuni mortali. A quel libro ne è seguito un altro che raccontava Michelangelo sessantenne innamorato di Tomaso Cavalieri, età 23 anni; e poi un altro ancora, dove il tema era il rapporto con il potere, vale a dire con in papi. “Un uomo”, mi sono detto. Michelangelo, prima di essere un artista, era un uomo. E mi è venuta voglia di raccontarlo. Ma raccontare non significa mostrare le opere e nemmeno elencare gli avvenimenti. Raccontare significa far capire. E per capire Michelangelo, bisogna attualizzarlo. Per questo, il mio Michelangelo, è un pugile. Perché lo sport, oggi, è molto più seguito dell’arte.

Perché oggi, l’arte, non ha più il ruolo che aveva nel Cinquecento. “Michelangelo è vissuto in un’epoca dove l’arte faceva mondo, dove l’arte era il mondo, e lui, in quel mondo, era il più grande di tutti”. Come un campione di oggi. Come un pugile che al posto di un altro pugile, di fronte a sé, ha un blocco di marmo. Un campione che combatte tutta la vita, e non solo contro il marmo, ma anche contro il potere e, soprattutto, contro se stesso. Un uomo. Che s’indigna e si ribella. Un uomo. Che s’arrabbia e si commuove.

Un uomo. Ma anche il più grande artista di tutti i tempi. Carlo Vanoni

Note di Regia

Michelangelo? Un grande nome, una garanzia! Così sembrerebbe ma, l’evidenza fin troppo facile, può trarre in inganno. Infatti, ad annunciare in “locandina” Michelangelo, si corre il rischio di indurre il potenziale pubblico ad evocare i fantasmi della pedanteria pedagogica, la scena trasformata in aula scolastica, il momento poetico, il Teatro ridotto a conferenza, a “spiegazione” di un capitolo della Storia dell’Arte. Al contrario, qui, parlando di Michelangelo si è cercato il Teatro, cioè la drammaturgia già contenuta nel personaggio Michelangelo, così come l’opera dello scultore è già contenuta nel marmo.

Come per la scultura che procede per sottrazioni ed eliminazione, abbiamo sottratto quanta più erudizione scolastica fosse possibile sottrarre, aggiungendo però -come in certe sculture- un elemento d’equilibrio : il Pupazzo di neve. Elemento strano, curioso e … sorprendente ma, come si vedrà, non incongruo. Cercare il Teatro, soprattutto trattando argomenti come questo, significa mutare il Sapere in Sapore.

Parlare d’arte per mezzo di un linguaggio artistico: il Teatro. Gian Marco Montesano

15 – 18 febbraio 2018

Teatro Out Off

L’IMPERATORE DELLA SCONFITTA

di Jean Fabre, traduzione Giuliana Manganelli

regia di Elena Arvigo

con Elena Arvigo e Alessandro Averone

scene Alessandro di Cola

video Project Carolina Ielardi

mix Musica e Videoriprese : Marcello Rotondella

assistente alla regia Maja Bertoldo

foto Manuela Giusto e Agnesa Dorkin

luci Daria Grispino (primo allestimento Marcello Lumaca)

tecnico Video/Luci: Alessandro Tinelli

produzione Teatro Out Off 

Dedicato all’attore Marc Moon Van Overmeir, questo testo scritto da Jan Fabre,uno degli artisti più estremi e visionari del nostro tempo, coreografo, regista e scrittore belga, da quarant’anni in prima linea in una ricerca visionaria, non è una storia, non ha un filo narrativo, né personaggi di cui raccontare, è piuttosto un flusso di coscienza, un viaggio e un rincorrersi di riflessioni, sull’essere umano e su un tema della “perdita”.

Per Fabre, la sconfitta è azione, è momento di riscatto che, senza dimenticare mai menzogna e rifiuto, permette di proseguire. È punto di partenza e di arrivo che permette di sbagliare ancora. Come in un gioco di specchi, in una ripetizione continua, sbaglio dunque sono. La sconfitta è una condizione dell’esistenza. E la ripetizione genera l’arte. Come in una poesia ermetica, il monologo di Fabre semina tracce di un discorso impossibile che raggiunge e mette a nudo l’essenza di ogni essere umano. La sconfitta dunque è l’alveolo del riscatto ed esprime la possibilità di un nuovo inizio e prevede in sé i parametri di un’azione rivoluzionaria. La scalata di ogni uomo è verso il cielo per cercare un posto dove riporre il povero cuore. E in questo errare dell’anima forse spunteranno due ali per volare.

 

Note di Regia

Dopo aver letto questo testo una decina di anni fa ho cercato Jan Fabre e ho studiato con lui un laboratorio della Biennale di Venezia. Sono stata ad Anversa nella sua Factory e penso che Jan Fabre sia un artista da “seguire “sempre” per la carica vitale e il senso profondo della sua arte. In particolare “L’Imperatore della sconfitta” offre una riflessione straordinariamente originale sulla fragilità delle nostre identità e sul valore creativo del fallimento. Di questo testo e di Jan Fabre amo lo slancio verso il mondo con il cuore in mano “fuori dal corpo” e il suo essere sempre sfuggente a qualsiasi definizione .La sfida è quella di cercare di restare “perdenti” per poter ricominciare e di provocare questa  perdita con vitalità. In amore e in guerra “vale” qualsiasi cosa. Il teatro è entrambe le cose insieme. Gli attori per Jan Fabre sono “guerrieri della bellezza”. L’effetto che mi fece studiare con Jan Fabre fu più o meno questo. Una grande provocazione – intelligente e profondamente umana. Da quell’incontro nel 2011 è nato il desiderio di viaggiare dentro questo suo testo .L’impresa è complessa ma la domanda che mi fa rimanere curiosa di continuare è sempre la stessa “Perche no ?”. L’Imperatore della sconfitta è l’uomo – l’attore che coglie ogni perdita come possibilità di ricominciare. E tra cadute e barcollamenti, provando e riprovando – all’imperatore della sconfitta – forse alla fine nasceranno due ali tra le spalle. Forse anche solo riuscire ad immaginarle – dice l’Imperatore – sarà parte di un nuovo viaggio.  

1 – 4 marzo 2018

ATIR Teatro Ringhiera

UN ALT(R)O EVEREST

di e con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi

scene Maria Spazzi

light designer Alessandro Verazzi

sound designer Silvia Laureti

scelte musicali Sandra Zoccolan

assistenti alla scenografia Erika Giuliano e Marta Vianello

produzione ATIR Teatro Ringhiera in collaborazione con NEXT 2016

Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Sono una cordata. Nel 1992 decidono di scalare… la loro montagna: il Monte Rainier nello stato di Washington, Stati Uniti. Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore, un passaggio obbligatorio per chi, nato in America, vuole definirsi Alpinista. “The Mountain” come la chiamano a Seattle.
Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima.

“L’alt(r)o Everest” è una storia vera, non è una storia famosa, da essa non è stato tratto nessun film, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. E forse lo è. Proprio per la sua spietata semplicità.
Una storia che racconta le difficoltà e i passaggi obbligatori che la vita ci mette davanti.
Crepacci.
Non possiamo voltarci dall’altra parte e non possiamo giraci intorno ma solo attraversarli.
Due amici, due vite, due destini indissolubili.

 

Note di regia

Lo spettacolo è la naturale evoluzione di (S)legati. Dopo (S)legati, infatti, abbiamo sentito la “chiamata” e in qualche modo il “dovere” di continuare l’indagine così ricca e fruttuosa, nata durante tutto il percorso nel circuito della montagna.

Per farlo però non ci bastava una semplice storia di alpinismo (in effetti, ne esistono a centinaia di imprese e avventure tra la letteratura alpinistica). Avevamo bisogno di una storia che potesse elevarsi a paradigma, che potesse, in qualche modo, contenere le storie di tutti, anche di chi la montagna non la frequenta o addirittura non la ama. Una storia che fosse, per dirla in breve, universale. E l’abbiamo trovata: la storia di Mike e Jim parla di qualcosa che tutti abbiamo conosciuto e con la quale prima o poi dobbiamo fare i conti: la perdita, il lutto, la mancanza… e assieme quel dialogo, silenzioso e profondo che continuiamo ad avere con le persone che non sono più con noi ma che in qualche modo… continuano ad essere con noi.

Siamo sicuri che non sia un caso se abbiamo incontrato questa storia proprio ora. Gli ultimi due sono stati anni dolorosi. Mamma Franca se ne è andata.Gli amici Sandro e Marco se ne sono andati.Ne sentiamo la terribile mancanza… ma siamo convinti che possiamo sentire la mancanza solo…. di chi è presente.

(Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris)

8 – 9 marzo 2018

Pupi e Fresedde-Centro Nazionale di Produzione Teatrale-Firenze/Uthopia/tra Cielo e Terra

IL GENERALE

di Emanuele Aldrovandi

regia Ciro Masella

con Ciro Masella, Giulia Eugeni, Eugenio Nocciolini

scena Federico Biancalani

luci Henry Banzi 

costumi Micol J. Medda/Federico Biancalani/Ciro Masella

suoni Angelo Benedetti cura di Julia Lomuto riprese Nadia Baldi

Segnalazione speciale per la nuova drammaturgia al Premio Calindri 2010

Testo vincitore del Premio Fersen alla drammaturgia 2013

Selezionato dal Teatro Stabile del Veneto per Racconti di guerra e di pace 2015

Dopo essere stata vittima di numerosi attacchi terroristici, una potenza mondiale invade militarmente un piccolo stato considerato responsabile degli attentati, ma il generale che comanda la “missione di pace” si comporta, fin dal suo arrivo, in modo imprevisto: chiuso fra le quattro mura del suo ufficio impartisce al sottoposto ordini apparentemente contraddittori che in un parossismo di distruzione portano all’annientamento del suo stesso esercito.

Il testo affronta alcuni temi centrali dell’attuale situazione internazionale, come il terrorismo, o il presunto “scontro di civiltà”, e racconta con linguaggio tragicomico il paradosso di un pacifista che sceglie di sconfiggere la violenza della guerra con una violenza ancora più cieca, estrema e radicale.

Segnalazione speciale per la nuova drammaturgia al Premio Tragos 2010 con la seguente motivazione: “Per la capacità di affrontare in chiave grottesca e ironica il tema sempre attuale della guerra, presente in varie zone del globo, evidenziandone follie e assurdità; per la dinamicità dell’azione e la realizzazione di dialoghi ben condotti attraverso un linguaggio scarno ed efficace”.

Dal 2010 al 2016 il testo ha avuto varie fasi di studio ed è stato riscritto diverse volte, vincendo nel frattempo il Premio Fersen 2013 e venendo selezionato nel 2015 dal Teatro Stabile del Veneto per una serie di letture incentrate sul tema della guerra.

Nel 2016, nella sua versione definitiva, debutterà con la regia di Ciro Masella.

Ciro Masella, dopo Francesco Niccolini e una lunga frequentazione con la drammaturgia di Stefano Massini, affronta un altro autore contemporaneo, il giovane ma già pluripremiato e apprezzatissimo Emanuele Aldrovandi, in un testo che ha già ricevuto diversi riconoscimenti ma non è mai stato rappresentato in forma completa, solo in lettura scenica. Aldrovandi affrontando ne “Il Generale” alcuni temi centrali dell’attuale situazione internazionale, come il terrorismo, o il presunto “scontro di civiltà”, e raccontando con linguaggio tragicomico il paradosso di un pacifista che sceglie di sconfiggere la violenza della guerra con una violenza ancora più cieca, estrema e radicale, prosegue e affina ancora di più la sua indagine sull’essere umano e le sue contraddizioni.

15 – 18 marzo 2018

Viola Produzioni

APPUNTI PER UN’ORESTEA NELLO SFASCIO

testo e regia Terry Paternoster

con Michele Degirolamo, Patrizia Ciabatta, cast in via di definizione

assistenti alla regia Nicola Boccardi, Eleonora Cadeddu, Pierfrancesco Rampino

produzione Viola Produzioni

in collaborazione con Florian Metateatro

con la partecipazione di InternoEnki

Oreste torna a casa dopo un lungo confinamento imposto dalla madre a causa della sua omosessualità marchiata a pelle. Dopo anni di esilio forzato, Oreste è costretto a rivedere la sua famiglia per via di un terribile e inaspettato evento: la morte di suo padre, scomparso prematuramente in circostanze poco chiare. Oreste ritrova sua madre devastata dal peso dei debiti e dell’usura, e per di più precipitata in un totale sfascio di valori. Grazie al confronto con sua sorella, la sua percezione del senso della vita subirà un mutamento, che lo porterà alla riscoperta di una nuova identità. Un evento inaspettato scoperchierà la coltre del silenzio, che l’ha tenuto buono per troppo tempo, rivelandosi in un orrendo e tragico atto finale.   “Appunti per un’Orestea nello sfascio” racconta le derive della nostra Società corrotta e rassegnata; ed è ambientata nel cuore della Puglia “L’Altra Terra dei Fuochi”, dove Elettra e Oreste sono al centro di un intrigo di scandali sessuali, omicidi mafiosi e rifiuti tossici.

note di regia:

Ispirandomi ai principi della Fisica quantistica, ho scelto di soffermarmi su un fenomeno non tangibile, che prolifera velocemente come un disturbo micotico: il dubbio. Ho analizzato alcune fra le infinite possibilità del percorso interiore di ciascun personaggio, cercando di sviscerare cosa c’è alla base del rapporto dialettico che innesca il meccanismo del dubbio esistenziale. Rivisitando il mito, ho messo a confronto due personaggi: Oreste e Amleto, due facce della stessa medaglia. Al contrario di quanto accade ad Amleto, il dubbio esistenziale di Oreste consegue, anziché precedere, la vendetta: un piatto che Shakespeare preferisce servire freddo. L’interrogativo esistenziale del vivere (essere) o morire (non essere), che è alla radice dell’indecisione che impedisce ad Amleto di agire, si rivelerà, in Oreste, come atto finale di una vendetta istintiva: un raptus.

Lo spettacolo è un’occasione per condividere con il pubblico non solo il processo creativo ma anche alcune riflessioni sul concetto di giustizia: se per i greci era necessario istruire la polis ad una nuova idea di giustizia, istituendo il primo tribunale umano, oggi rimane il dubbio sulla riuscita degli intenti dei nostri antenati. La giustizia potrebbe dunque divenire in questa logica un mero punto di vista, in cui l’atto vendicativo, in alcuni contesti potrebbe per assurdo diventare “un altro modo per dire GIUSTIZIA”. “Appunti per un’Orestea nello sfascio” è un affondo nella materia drammatica dell’unica trilogia tragica a noi pervenuta, l’Orestea di Eschilo. Addentrandomi tra le fila di un’opera capitale per la letteratura drammatica mondiale, non ho voluto riproporre necessariamente un’ulteriore e aproblematica interpretazione della fabula (l’orrendo ciclo di delitti che culminano con la pazzia di Oreste), ma penetrare nella decadenza dell’inconscio collettivo, in cui si inserisce lo sfascio e la crisi di valori della nostra società. È da qui che muove il progetto, proponendosi di sondare, attraverso la prassi teatrale, la relazione di un’intera collettività con la crisi sociale, politica ed economica. L’intento finale è dunque di interrogare il nostro reale, per provare a capire cosa si cela dietro la precarietà delle emozioni che asfissiano il nostro quotidiano, per smuovere l’indifferenza e pilotarla verso il cambiamento. Per cambiare l’oggi ci volgiamo indietro, ai passi che abbiamo compiuto, al mito. Un mito che continua instancabilmente a dirigerci, seppur calato in un contesto sociale nuovo. A rimanere totalmente invariato è il peso latente di un peccato originale che si tramanda di famiglia in famiglia, di generazione in generazione, di popolo in popolo. Attraverso gli occhi di Oreste, parteciperemo al sogno infranto di un ragazzo di oggi, il sogno di creazione di una nuova coscienza collettiva. “L’utopia è spesso lo smascheramento più violento della cancrena del nostro mondo”. Il teatro è un fare, un fare insieme, un fare collettivo. -La scena è una pagina tridimensionale di scrittura- come direbbe Maurizio Grande, uno dei padri della semiotica teatrale. Il mio augurio è che si possa scrivere un’altra pagina di teatro, insieme. Terry Paternoster/Collettivo Internoenki

Terry Paternoster, autrice, regista e attrice teatrale, nasce nel 1979 a Milano. Dopo il Diploma d’Arte Drammatica, si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo – Teatro e Arti Performative, alla Sapienza di Roma. Qui inizia la sua carriera professionale, occupandosi principalmente di teatro. Lavora con registi italiani e stranieri. Come attrice-autrice-regista, riceve numerosi riconoscimenti: Premio Scenario per Ustica – Napoli Teatro Festival E45 Fringe Festival – Premio RadioRAI Microfono di cristallo – Premio Pivi – Rome Web Awards – Premio Imola per il Teatro, Chiave d’Argento – Premio “In Breve” Teatro Puccini di Firenze, ecc. Nel 2015 è ideatrice, cosceneggiatrice e regista della serie “Welcome to Italy”, la prima serie web sui nuovi italiani, che racconta la realtà dell’integrazione degli immigrati di seconda generazione. Tradotta in 8 lingue, 11 nomination al Rome Web Awards, in concorso al Festival of Medellin, Colombia. Interamente girata presso il centro policulturale Baobab di Roma, la serie fa parte di un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Europeo per l’integrazione dei cittadini dei Paesi Terzi. È fondatrice e direttore artistico dell’Associazione di promozione sociale per la Ricerca INTERNOENKI (collettivo teatrale indipendente dal 2010). Dal 2014 conduce seminari e laboratori all’Università di Roma, Bologna, Udine, L’Aquila, Bari e Napoli.

24 – 25 marzo 2018

Fondazione Teatro della Toscana

LEONARDO DA VINCI. L’opera nascosta

di e con Michele Santeramo

immagini di Cristina Gardumi

Questa storia è tutta inventata.

Leonardo Da Vinci ne è il protagonista perché è uno dei pochi personaggi che, per tutta la sua sapienza e il suo ingegno e il suo genio, può risolvere, o almeno provarci, il più grande caso irrisolto che riguarda l’essere umano nella sua sfera artistica, scientifica, vitale: il passaggio.

Già, proprio quello. È l’unico al mondo a poterci riuscire. Gli viene in mente di provarci in un pomeriggio di primavera, mentre guarda una battaglia nella quale un esercito usa le armi che lui ha inventato. Le sue opere diventano così un percorso di studio, il tempo nel quale vive diventa il contesto nel quale far attecchire la sua curiosità, per inventare un’altra realtà, che si specchi nell’arte e da quella prenda nuova coscienza.

Il racconto dialoga in scena con le immagini di Cristina Gardumi, primi piani di una umanità che ha a che fare con Leonardo e la sua opera nascosta.

Ovviamente, nessuno degli episodi che qui si raccontano sono accaduti veramente. Troppo spesso scambiamo le storie vere con quelle credibili; anzi, la credibilità delle storie è spesso legata al fatto che siano accadute veramente.

Ma se così fosse, se bastasse che un fatto sia accaduto per descrivere la realtà, allora la realtà sarebbe immutabile, non sarebbe mai messa in discussione, e le cose sarebbero semplicemente quello che sono. Non ci sarebbe scoperta, né invenzione, né arte, se non si potesse tradire la realtà inventandone una plausibile.

Preferisco pensare che “le storie, raccontandole, da vere diventano inventate e da inventate, vere”. Come i sogni, che non esistono nella realtà ma che una volta sognati, eccoli lì palpitanti, a farti sudare e spaventare e ridere.

Michele Santeramo è autore di testi teatrali.

Nel 2011 vince il Premio Riccione per il Teatro con il testo “Il Guaritore”.

Nel 2013 vince il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT),

Pubblica nel 2014 il romanzo “LA RIVINCITA” edito da Baldini e Castoldi e in scena con la regia di Leo Muscato.

Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia.

Scrive, nel 2014, “Alla Luce”, per la regia di Roberto Bacci e la produzione di “Fondazione Pontedera Teatro”. Il Guaritore è fra gli spettacoli finalisti del premio UBU 2014 come migliore novità italiana e ricerca drammaturgica. Nel 2015 il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale Pontedera della Fondazione Teatro della Toscana ha prodotto lo spettacolo ‘da leggere’ “La prossima stagione” di e con Michele Santeramo. Nel 2015 scrive per la produzione del teatro di Roma e la regia di Veronica Cruciani “Preamleto”. Nel 2017 scrive per la produzione del Piccolo Teatro di Milano “Uomini e no”, dal romanzo di Elio Vittorini. Scrive per il teatro Bellini di Napoli “Tito”. Nel 2017 il Teatro della Toscana produce “Il Nullafacente”, che lo vede in scena come protagonista, per la regia di Roberto Bacci.

De “Il Nullafacente” il critico Alessandro Toppi ha scritto:

 […] “E’ così che Il Nullafacente è teatro e, per questo, è un’opera destinata non ad avere pochi spettatori ma, … “pochi spettatori per volta”: che viva, e a lungo mi auguro, nei piccoli teatri d’Italia: lì dove solo i centimetri (annullabili dalla commozione) separano l’orlo anteriore del palco e la prima fila della platea; lì dove il buio è ancora un buio assoluto e il silenzio è un atto di rispetto e di partecipazione; lì dove ciò che vediamo continuerà a riguardarci anche quando saremo tornati a casa, avendo lasciato in noi un segno che perdura nel tempo; lì dove la parola detta da quest’arte riesce ad essere ancora parola autentica, di cui sentivamo il bisogno.”

5 – 8 aprile 2018

Viola Produzioni

TRAINSPOTTING

di Irvine Welsh, versione Wajdi Mouawad

traduzione Emanuele Aldrovandi

regia Sandro Mabellini

con Michele Di Giacomo, Riccardo Festa, Valentina Cardinali, Marco Bellocchio

costumi Chiara Amaltea Ciarelli

drammaturgia scenica Festa, Di Giacomo, Bellocchio, Cardinali

La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…

La storia di T è la storia di quattro ragazzi e una ragazza.

Mark Renton, disoccupato come la maggior parte dei giovani scozzesi della sua generazione, ha trascinato nella confusione e nella dedizione ad ogni tipo di droga i suoi amici d’infanzia.

Sick Boy, un appassionato di cinema e sciupafemmine, Begbie, un pericoloso outsider sempre alla ricerca della rissa, Tommy, un seguace del bodybuilding, e Alison, fidanzata di Sick Boy, che cerca di conciliare la sua dipendenza dalla droga con il suo ruolo di madre. Per ingannare la noia, i personaggi rubano, e si distruggono di eroina, tutti tranne Tommy, che vive un’altra forma di dipendenza.

Perché abbiamo deciso di realizzare adesso questo spettacolo, visto che il film di Danny Boyle è nella testa di tutti, e che recentemente è stato rinnovato con il sequel (T2)? Per mettere in scena persone che l’uomo medio non vuole vedere; perché i personaggi di questo romanzo ci costringono a farci domande sul funzionamento della nostra società. I personaggi di T passano il tempo fuggendo le loro responsabilità: non lavorano, ricevono sussidi di disoccupazione che spendono in droghe e alcool, perché la realtà della vita non li interessa. Al di là della questione della definizione di identità, onnipresente in scena, è la questione della dipendenza.

Sandro Mabellini – regista

Vive e lavora tra l’Italia e il Belgio. Si diploma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna; si perfeziona come regista con Luca Ronconi al Centro Teatrale Santa Cristina e come performer con la Societas Raffaello Sanzio. Si specializza come regista sugli autori contemporanei, tra cui: Joel Pommerat, Jon Fosse, Davide Carnevali, Martin Crimp, Albert Ostermaier, Patrick Marber. Vince il premio di produzione al Napoli Teatro Festival con Tu (non) sei il tuo lavoro, di Rosella Postorino, e con Casa di bambola di Emanuele Aldrovandi; vince inoltre il premio di produzione al Festival I Teatri del Sacro con Stava la madre di Angela Dematté.

12 – 22 aprile 2018

Amadio/Fornasari Teatro Filodrammatici di Milano

N.E.R.D.s – sintomi

testo e regia Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Teruso

scene e costumi Erika Carretta

allestimento Enrico Fiorentino, Andrea Diana

assistenti alla regia Emanuela Caruso, Chiara Serangeli

produzione Teatro Filodrammatici di Milano

Una famiglia tradizionale. Padre, madre e quattro figli maschi. È il 50° anniversario di matrimonio dei genitori e, per l’occasione, i figli Nico, Enri, Robi e Dani – insieme ad altri parenti e conoscenti – si ritrovano in un agriturismo per festeggiare. L’idea è quella che tutto sia perfetto, con tanto di torta nuziale, discorso dei figli e fotografie agli sposini nel parco, vicino al laghetto con le paperelle, o sotto a un paio di alberi secolari sopravvissuti al tempo, proprio come il loro rapporto. I festeggiamenti si svolgeranno in tutta sicurezza perché il parco è stato da poco recintato per evitare che la marmaglia di stranieri là fuori possa entrare a disturbare i clienti. All’una in punto verranno serviti gli antipasti. È appena mezzogiorno e, a parte un eccesso di latticini nel menù, tutto sta andando come previsto. Ma l’arrivo di un ospite indesiderato rompe la quiete apparente: si tratta di Laura, una donna divorziata con due figli che non sta molto simpatica a mamma, lascia indifferente papà, ha fatto innamorare Enri ed è stata l’ultima amante di Nico. In poco tempo l’ora di attesa prima del buffet all’aperto si trasforma per i fratelli in un incubo di bruciori di stomaco, rabbia repressa, frustrazioni, paure, ansie e violenza che lascerà segni indelebili quanto invisibili in tutti quanti, ad esclusione degli ignari genitori, che intanto si godono le prime istantanee del coronamento di una vita insieme. Nico è sposato con Rita, da poco rimasta incinta, ma vorrebbe stare proprio con Laura che invece sta ricucendo con Enri una delusione patita due anni prima. In apparenza gli altri due fratelli, Dani e Robi, si direbbero estranei a qualunque triangolazione amorosa, essendo Dani omosessuale e Robi interessato solo a completare il discorso da fare per papà e mamma. Ma le apparenze, in questa micro comunità fatta di egoismi e tanti silenzi, sono bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla. Nella pratica ognuno cerca di star meglio come può e per riuscirci chiede aiuto alla medicina, alla dieta o a una qualche forma di spiritualità che possa alleviare i sintomi di una solitudine inespressa, un isolamento pubblico incapace d’includere l’altro come sollievo emotivo. N.E.R.D.s racconta, attraverso la metafora di una famiglia tradizionale a dominante maschile, l’instabilità emotiva e culturale di una generazione che tiene a modello, suo malgrado, un passato ormai anacronistico ed è incapace di un presente autentico. Sul futuro invece nessuno riesce a sbilanciarsi, perché a guardare avanti, dicono, si vede solo sfuocato. I quattro fratelli interpreteranno tutti i ruoli coinvolti nell’ora di delirio che li separa dall’inizio del pranzo, come se il vero nemico da sconfiggere fosse molto più vicino di quanto si possa immaginare. Lo spettacolo è una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte dalla famiglia come rassicurante paradigma di una società sana per raccontarci il rovescio della medaglia: un quarto stato post moderno che cerca di liberarsi da paure e inquietudini tutte contemporanee, nell’ansia di rimandare il futuro e conquistarsi un presente a lunga scadenza.

Bruno Fornasari – autore e regista dello spettacolo Autore, attore e regista, co-direttore del Teatro Filodrammatici di Milano. Ha un’esperienza registica trasversale, che va dalla prosa alla lirica, al musical e al multimediale. Tra le collaborazioni internazionali, è Associate Director di Mamma Mia! per Stage Entertainment e membro dell’Advisory Board di Ecole des Ecoles, network europeo di formazione d’eccellenza nelle arti performative. Insegna recitazione all’Accademia dei Filodrammatici e cura progetti didattici per l’Accademia della Scala. Consulente artistico per grandi eventi, è formatore in vari ambiti professionali con riferimento alla metafora teatrale.

3 maggio 2018

Piccola Compagnia Dammacco

ESILIO

con Serena Balivo e Mariano Dammacco

ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco

con la collaborazione di Serena Balivo

luci Marco Oliani

cura dell’allestimento Stella Monesi

ufficio stampa Raffaella Ilari

foto di scena Pino Montisci

produzione Piccola Compagnia Dammacco

con il sostegno di Campsirago Residenza

con la collaborazione di L’arboreto Teatro Dimora di Mondaino

e di Associazione CREA/Teatro Temple, Associazione L’Attoscuro

 

Spettacolo vincitore Last seen 2016 (miglior spettacolo dell’anno su KLP)

Spettacolo finalista al Premio Rete Critica 2016

Serena Balivo finalista al Premio Ubu 2016

 

Dedicato a Paolo Ambrosino

La Compagnia ringrazia per il confronto durante la preparazione dello spettacolo Fabio Biondi, Fulvia Crotti, Elena Di Gioia, Gerardo Guccini, Saverio La Ruina, RubidoriManshaft, Arianna Nonnis Marzano, Francesca Romana Recchia Luciani, Luigi Spezzacatene, Paola Tripoli, Clarissa Veronico.

 

ESILIO racconta la storia di un uomo come tanti al giorno d’oggi, un uomo che ha perso il suo lavoro. Quest’uomo, interpretato da Serena Balivo en travesti (seconda classificata al Premio Ubu 2016 nella categoria “Nuovo attore o attrice under 35”), insieme al suo lavoro, gradualmente perde un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità, fino a sentirsi abbandonato e solo seppure all’interno della sua città, fino a sentirsi finalmente costretto a chiedersi come e perché è finito in tale situazione. E così gli spettatori possono partecipare al goffo e grottesco tentativo di quest’uomo di venire a capo della situazione dialogando con se stesso, con la sua coscienza forse, con la sua anima o magari con le sue ossessioni.

Lo spettacolo, con drammaturgia originale e centrato sul lavoro d’attore, cerca di offrire a ogni spettatore una riflessione sul nostro presente e di creare una sorta di memoria dell’oggi. I linguaggi scelti sono quelli del surrealismo e dell’umorismo perché lo spettacolo possa offrire a ogni spettatore visioni della vita di tutti noi in una forma trasfigurata che ne evidenzi le contraddizioni e suggerisca qualche interrogativo su questo nostro modo di vivere.

ESILIO è il secondo passo della “Trilogia della Fine del Mondo” ideata nel 2010 da Mariano Dammacco e in corso di realizzazione ad opera della Piccola Compagnia Dammacco. Il primo passo è stato lo spettacolo L’ultima notte di Antonio prodotto da Piccola Compagnia Dammacco e Asti Teatro nel 2012, con la collaborazione di Campsirago Residenza e di L’arboreto Teatro Dimora di Mondaino. Il terzo passo della Trilogia è in programma per il 2018 con la realizzazione di uno spettacolo intitolato La buona educazione.

PICCOLA COMPAGNIA DAMMACCO

La Piccola Compagnia Dammacco è composta da Mariano Dammacco, attore, autore, regista e pedagogo teatrale di esperienza ventennale, Serena Balivo, attrice, e Stella Monesi, disegnatrice e tecnico. La compagnia svolge le proprie attività perseguendo un’idea di teatro etico, un teatro che sia d’arte e d’autore e, al tempo stesso popolare, ovvero accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. In particolare, si occupa della produzione di spettacoli teatrali con drammaturgia originale e centralità dell’attore nel lavoro per la scena (L’ultima notte di Antonio, L’inferno e la fanciulla, Esilio).

Premi e riconoscimenti: ESILIO è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post), è finalista al Premio Rete Critica 2016, al Premio Cassino OFF 2017, al Premio Museo Cervi, è spettacolo selezione In Box 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In Box 2016.

Serena Balivo è vincitrice del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011 e seconda classificata al Premio UBU 2016 nella categoria “nuovo attore o attrice”.

Mariano Dammacco è vincitore del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 con il testo L’ultima notte di Antonio e, precedentemente al percorso con la compagnia, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 con lo spettacolo Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 con lo spettacolo Amleto e la Statale 16.

La compagnia ha portato il proprio lavoro all’interno di prestigiosi festival: Primavera dei Teatri, Teatri di Vetro, Tramedautore, Asti Teatro, Castel dei Mondi, Vie. Scena Contemporanea Festival, Concentrica, Torino Fringe Festival, L’opera galleggiante, Il giardino delle esperidi, FIT Festival (Svizzera), Festival PAN (Slovacchia) e ha avviato collaborazioni con L’Arboreto Teatro Dimora, ERT-Emilia Romagna Teatro, ATER-Associazione Teatrale Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna.

L’arboreto Edizioni ha pubblicato i libri “L’inferno e la fanciulla” di Serena Balivo e Mariano Dammacco e “ESILIO” di Mariano Dammacco. Le pubblicazioni comprendono le drammaturgie degli spettacoli, le illustrazioni originali di Stella Monesi e un apparato critico in forma di conversazione tra Mariano Dammacco, Serena Balivo e Gerardo Guccini, docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna e attento osservatore delle interazioni fra testo e spettacolo sia nelle esperienze storiche che in quelle contemporanee.

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma – http://www.teatrobrancaccio.it

Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p.

card open 5 ingressi: 55 €

Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali

BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO 

Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

22-23 febbraio 2018

22-23 marzo 2018

26-27 aprile 2018

10-11 maggio 2018

Sala Umberto / Stap

CLASSICI DEL SECOLO FUTURO

Quattro riscritture senza paura

Rassegna di atti unici degli allievi attori della STAP Brancaccio

 

I “Classici del secolo futuro” sono quattro spregiudicate riscritture di alcuni testi teatrali classici nella forma di atti unici della durata massima di un’ora. Riappropriarsi senza paura né timore reverenziale della comica e disperata vitalità di questi oggetti spettacolari significa restituire loro non solo la contemporaneità, ma rileggerli alla luce di quello che intanto è accaduto nelle vite nostre e del pubblico. Si occupano, infatti, della riscrittura e dell’interpretazione dei testi gli allievi del Terzo anno della Stap, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia, provocati e sostenuti dagli insegnanti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio.

biglietto: 8 € | fuori abbonamento

Laboratorio di visione e scrittura critica

a cura di Teatro e Critica

La scena ha bisogno di sguardi aperti per poter essere osservata, interpretata e messa in crisi; la scrittura può essere il mezzo adatto per ragionare sulle arti performative.

Il workshop mira a costruire una visione approfondita, consapevole e costantemente aperta al dialogo e alla condivisione. I partecipanti saranno coinvolti in un gruppo di lavoro che seguirà 10 spettacoli della rassegna 2017/2018 di Spazio del racconto e, simulando una redazione giornalistica, produrrà contenuti editoriali pubblicati sul web. Il laboratorio sarà articolato durante la stagione da fine ottobre a inizio maggio con due incontri al mese.

Costo 150 euro

Per info e modalità di iscrizione teatroecriticalab@gmail.com

Scadenza iscrizioni entro il 20 ottobre 2017

23 – 24 – 25 marzo 2018

SECONDA MANO

da un romanzo a una drammaturgia

laboratorio di Michele Santeramo

Spesso, nel corso dei laboratori di drammaturgia che mi è capitato di tenere, è arrivato un momento in cui qualcuno ha chiesto: ma se abbiamo una storia già scritta in un’altra forma, e ne vogliamo fare una drammaturgia, che facciamo? Normalmente, i tempi dei laboratori consentivano risposte brevi, rari approfondimenti, e spesso ci si è lasciati con la domanda ancora aperta e qualche tentativo di risposta appena accennato. È da questo che nasce l’idea di questo laboratorio, dal tentativo di condividere un metodo che consenta di avere qualche strumento in più per fare questo esercizio di mestiere e, quando si è fortunati, d’arte, che è quello di far prendere forma di drammaturgia a un’opera che è nata come un romanzo. Si lavorerà sulla struttura narrativa e sui dialoghi, con una particolare attenzione a questi ultimi. Nel tentativo di capire com’è possibile che una battuta ben scritta sulla pagina di un romanzo, quando la si mette in scena, a volte risulta stonata, fuori contesto; per approfondire la forma del dialogo “esploso” come quello del romanzo, e cambiarla in quella del dialogo “imploso” che è tipico della drammaturgia. Un approfondimento su una dinamica del lavoro che è alla base delle richieste che sempre più spesso vengono fatte agli autori: non la riscrittura ma la scrittura di “seconda mano”, dalla pagina verso il corpo della scena

Costo 150 euro

Per info e modalità di iscrizione brancaccino@teatrobrancaccio.it

Scadenza iscrizioni entro il 10 marzo 2018

CineRecensioni

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2017

CineDiario II

di Sarah Panatta

Risultati immagini per last flag flying

 

Arriva alla terza giornata il “film”. From Vietnam to the funeral. Larry “Doc” Shepherd, impiegato diligente e capo famiglia coscienzioso. Salvatore Nealon, marine inappuntabile e altrettanto sfacciato anarcoide ubriacone senza pelo sulla lingua e tanto meno nelle ciniche budella (cardine della storia, il sublime Bryan Cranston della serie ormai cult Breacking Bad). Richard Mueller, prima puttaniere in lidi bellicosi poi reverendo fedele, infuocato predicatore e diligente consorte, sia della moglie pragmatica che della comunità devota. I tre cavaliere di neo apocalissi da station-wagon, dopo aver servito insieme in Vietnam si riuniscono, diversamente travolti da tumultuose decadi di drammi quotidiani, per dare degna sepoltura al figlio Marines di Doc. Un nitido scrutare nell’oscuro poco scrutato o scrutabile, nel nuovo film di uno tra i più eclettici, coerenti e produttivi “autori” della nuovissima Hollywood. Last Flag Flying, di Richard Linklater in concorso alla XII Festa del Cinema di Roma.

Tre star, Bryan Cranston, Steve Carell, Laurence Fishburne. Tre “ex”… Loro in Vietnam sparavano ai “musi gialli”, cercavano prostitute e si facevano di anfetamine. Poi ognuno di loro ha affogato o redento la propria esistenza riciclandola in abiti borghesi. Collante e motore dell’azione il pacato Larry, che per seppellire il corpo e la morte stessa del suo unico figlio (e di parte della sua vita) richiama a sé i vecchi commilitoni strappandoli all’incerta nuova quiete della routine e gettandoli in un rocambolesco viaggio. In mezzo scorre un fiume, di ricordi e di ricomposizioni, di verità come di salme, di scheletri dentro e fuori l’armadio, di amici morti in circostanze assurde e allucinate, di guerre inutili e ingiuste, di governi mendaci, di propositi sinceri e spudorati nel Paese delle maschere e degli inganni.

Risultati immagini per last flag flyingBar alla deriva, prediche raffinate, cazzi duri e cazzi depressi, camion con montacarichi idraulici e idrauliche dell’emozione, viaggi abissali e cimiteri rifiutati, colletti da rete e stelline di divise, ammutinamenti inevitabili e bevute rivelatrici. Autore della trilogia iniziata con Before Sunrise con il suo attore feticcio Ethan Hawke protagonista poi di Boyhood; ma anche di esperimenti come A Scanner Darkly del quale alcune tematiche ritroviamo in Last Flag – tra le quali la paranoia (anti)sociale, gli “abiti” che disindividuano le identità e le stratificano, i meccanismi oppressivi e appunto “oscuranti” del potere e il doc Fast Food Nation. Linklater scrive e struttura un’opera serrata travolgente e perfino ricattatoria nel fluido magnetismo di dialoghi esilaranti e laceranti al tempo stesso. Il tempo di una storia divertente e paradigmatica, di bandiere mentali e di affetti reali.
Fratelli nella notte, pronti ad ogni ultimo e insieme primo viaggio. From the funerali to a “waking life”.

 

Risultati immagini per stronger film


Controparte retorica di Last Flag: Stronger. Eroe all american, che risorge dalle ceneri del terrorismo, dalla sedia a rotelle agli stadi, Jake  Gyllenhaal è Jeff Bauman.

A Jeff i capelli puzzano di pollo morto, la sua birra porta fortuna al campionato di baseball, la sua ragazza lo ha mollato per l’ennesima volta, a sua madre tocca l’ennesima sbronza in quella casa piena di calore e di rimpianti. Jeff crede nella fatalità e nell’amore e a ricomporre pezzi, anche quelli del proprio corpo.

Ricostruisce la storia di un vero eroe americano, in una storia dalle retorica prettamente WASP il melodramma firmato da David Gordon Green, Stronger, in concorso alla XII edizione della Festa del Cinema di Roma, con un sempre strepitoso e camaleontico Jake Gyllenhaal, uno dei più smaglianti interpreti della sua generazione e non solo. Prova d’attore magistrale in un film che infiltra l’epos più tipicamente americano, di buoni sentimenti e insieme di alcune macro contraddizioni della famiglia disfunzionale, altrettanto americana.
Gordon Green racconta tra immagini reali e romanzo cinematografico, lo sfortunato percorso del giovane Jeff, che per incitare la sua ex forse di nuovo futuro fidanzata Erin durante la maratona di Boston del 15 aprile 2013 da lei percorsa, finisce nel mezzo dell’attentato che con due deflagrazioni causate da due pentole a pressione riempite di oggetti contundenti e fatte esplodere con comune polvere da sparo, ferì 264 persone e ne uccise tre. Jeff resta mutilo delle gambe e a fianco della sua compagna Erin inizia la riabilitazione, la ricerca delle “nuove” gambe tra madri tossiche, dipendenze e sensi di colpa misti, popolarità mediatica e senso di inadeguatezza, bisogno di crescita personale e di libertà.

Risultati immagini per strongerRacconto di formazione oltre che di propaganda nazionale abilmente confezionata. La narrazione poco si sofferma sulle origini dell’attentato, additando gli attentatori come “terroristi”, appellativo generico e ancor più inquietante a cui ci hanno abituato le breaking news prima e i titoli quotidiani e social oggi, e illuminando il film del messaggio filo occidentale già conosciuto per cui l’America deve imparare dai suoi paladini per difendersi dalla continua minaccia esterna, quel “terrorismo”. Mitologia della frontiera che prosegue, la stessa tramandata da tantissima cinematografia made in USA, non ultimo in parte il colossal di Cooper visto al Festival quest’anno, Hostile.

 

CineRecensioni

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2017

CineDiario III

di Sarah Panatta

 

Risultati immagini per I Tonya

“Fottetevi, sono la migliore”, è spudoratamente falso-vero il biopic sulla celebre pattinatrice Tonya Harding e il suo incubo americano che ha infiammato il pubblico della quarta giornata della Festa.
Perché il terrore corre, anzi volteggia, sul ghiaccio. Piste delittuose e sogni infranti.
I, Tonya. Vera falsa vicenda di una vera famiglia “ammazzatutti”, covo di bugie e violenze che ha nutrito uno dei miti (americani), la pattinatrice (poi pugile e madre) Tonya Harding, raccontata con ritmo incessante e primi piani ammiccanti, tra scaltro quasi alleniano mockumentary e dramedy travolgente, da Craig Gillespie, in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2017.
Alla gente Tonya piace o non piace. Come l’America. Tonya è l’America…
Abituato al racconto del sur-reale americano (vedi Lars e una ragazza tutta sua, ad esempio) Craig Gillespie spettacolarizza senza prudenze, sfruttando i virtuosismi più moderni della messa in scena, la sceneggiatura ad incastro di Steven Rogers, che depreda arguta e clinica quanto sfacciata (come i suoi protagonisti) la storia e le cronache, le testimonianze e le supposizioni sulla vita della pattinatrice più famosa del mondo, la “volgare” Tonya. Figura ancora controvera e quanto mai simbolica di un’America in perenne ristrutturazione e negazione delle proprie identità, Tonya è un poderoso ensamble di complessi psicologici e di innate doti fisiche, che le permisero di battere record sportivi (fu la prima pattinatrice americana ad effettuare il difficilissimo e pericoloso salto chiamato triplo “axel”) e di devastare il proprio vissuto privato. Povera campagnola che non sa fare altro che pattinare, e meglio di chiunque altro forse, vittima di una società ottusa e omertosa, di una madre-manager glaciale, manesca e dittatoriale oltre ogni limite genitoriale valicabile, Tonya molla la scuola e mentre vede la madre franare tra fumo e mariti in fuga, si allena senza sosta e si sposa troppo inesperta con Jeff Gillooly, un uomo patetico e ricattatorio, alter ego debole e idiota della madre. Nei fatti, una storia di idioti, come dice uno dei giornalisti che Gillespie “intervista” in questa artificiale barocca e cinica ricostruzione che non può trovare la verità ma fa parlare tutti ognuno con una sua multipla ambigua versione. Idioti che si infilano nel vicolo cieco del crimine, quando la competizione per le Olimpiadi diventa sempre più affannosa e mentre Tonya cerca di restare in forma, stressata dalle percorsse del marito e dalla propria coazione ad autosabotarsi con uomini narcisisti e cruenti, proprio Jeff sembra tradirla più pesantemente di tutti, commissionando un attentato alla principale rivale di Tonya, Nancy Kerrigan, a cui viene rotto un ginocchio. Nonostante le rocambolesche avventure sui rotocalchi, la pressione delle televisioni, l’odio familiare e i terremoti dell’opinione pubblica, le due si affrontano alle Olimpiadi. Il resto è storia. Quella dei giornali e dei processi, che videro Tonya bandita dal pattinaggio e dagli allori mediatici.
Prodotta e rigurgitata dai massmedia, a cavallo tra anni ’80 e anni ’90, la più “VIP” dopo Clinton all’epoca dei fatti, colpevole e insieme innocente, arrogante e insieme genuina star (interpretata da una formidabile Margot Robbie) di un sistema alle soglie della massificazione social e già in piene guerre del petrolio, un sistema che si divora bulimico ammalando i suoi figli, Tonya è una di loro, una i noi, imperfetta e in fondo sola.
Tonya, l’America.
Sola e straniera, anche la protagonista di Prendre le large, favola postcoloniae e dramma intimista firmato da Gaël Morel. Delocalizzazione, cambio di clima, scambio di solitudini. Edith e la sua emigrazione marocchina.Risultati immagini per Prendre le large
Dalla campagna francese, enormemente desolata, all’incatato caos di Tangeri, città “più di matti che di gatti”. Edith, vedova e con un figlio che non vede mai e che ha smesso di volerla nella sua quotidianità (tanto da non dirle che si è unito civilmente con il suo compagno), deve lasciare il suo lavoro di operai tessile a causa della chiusura degli stabilimenti europei, spostati in lidi dove la manodopera è sfruttata con conveniente ribasso. Accetta così nello sbugottimento delle colleghe e delle loro “cazzate sindacali” il tarsferimento africano, in una fabbrica dove tra assoggettamento fascistoide, macchinari dissestati, ricatti continui e politiche blindate la delicata e intimorita Edith scivola dalla padella alla brace.  A, dopo scippi, lavori forzati e nuovi licenziamenti, Tangeri trova il “suo” posto solo nella pensione a buon mercato diretta dalla scorbutica (perché) emancipata problematica Mina, divorziata e con un figlio a carico. Dal loro rapporto, inizialmente litigioso, inizia il risveglio di Edith.
Viaggio di nostalgia, storia di non detti e di rinascite, di lotte al femminile e di famiglie allargate possibili, quella firmata da Gaël Morel, Prendre le large, in concorso alla XII Festa del Cinema di Roma. Un melting pot aggraziato, pacato, ritratto pittorico e introspettivo di un percorso di cambiamento o meglio di ri-conoscimento per la protagonista, attualizzato alla società che si ritira sempre più in barricate razziste mentre è costretta dai suoi stessi meccanismi ad aprire varchi o forse uscite di sicurezza tra le sue barriere econimiche e culturali. Morel si affida al nitore della fotografia e al contrappunto solido ed equilibrato tra le due magistrali protagoniste interpretate dalla veterana bionda Sandrine Bonnaire e dalla affascinante e bizzosa “autoctona” Moune Fettou. Ne emerge unimplosivo e ottimistico scontro di civiltà per un ristorante nella periferia portuale di Tangeri.
Luogo dell’anima dove si cuciono nuovi punti sul finito eppure infinitamente sorprendente tessuto della vita.

News

uno sguardo raro

Cinema e Malattie Rare:
Prorogato al 18 novembre 2017 il bando gratuito del festival
“Uno Sguardo Raro”

Primo festival cinematografico internazionale dedicato alle malattie rare, che si terrà a Roma il 10 e 11 febbraio 2018, con presidente di giuria la regista Cinzia TH Torrini

Prorogato al 18 novembre 2017 il bando di concorso per “Uno sguardo raro”, il festival di cinema dedicato alle malattie rare, alla sua terza edizione, che si terrà a Roma, presso la Casa del Cinema, il 10 e 11 febbraio 2018, a ingresso gratuito.

Il bando, a iscrizione gratuita, ha come tema quello del mondo delle malattie rare, descritto da varie angolazioni ed è aperto a professionisti e non professionisti per cortometraggi, cortometraggi Under 30, documentari, spot e cortissimi realizzati con smartphone e tablet, che saranno giudicati e premiati da una giuria di prestigio presieduta dalla regista Cinzia TH Torrini. Tutte le informazioni sul bando e sul festival al link www.unosguardoraro.org mentre per iscrivere la propria opera: https://filmfreeway.com/festival/Unosguardoraro

Il festival, che anticipa la celebrazione della Giornata delle Malattie Rare del 28 febbraio prossimo, vede la direzione artistica dell’attrice e sceneggiatrice Claudia Crisafio, presidente della Nove Produzioni, che produce il festival. Nato da un’idea della stessa Crisafio e di Serena Bartezzati, da tempo attiva nel mondo delle malattie rare, Uno Sguardo Raro è gemellato con lo storico concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”, dedicato a chi soffre di queste patologie, prodotto dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e in scadenza il prossimo 15 novembre (www.iss.it/pega/). Collabora con l’iniziativa la UNIAMO FIMR onlus, Federazione che raccoglie oltre 100 associazioni pazienti di malattia rara in Italia. Raccontare cosa significa vivere in modo diverso, accompagnati da difficoltà e, spesso, dal dolore è sempre difficile. I malati rari e le associazioni pazienti che li affiancano nel loro percorso quotidiano, fatto di piccole e grandi conquiste, hanno raccolto la sfida e negli anni hanno prodotto delle opere in cui aprono il loro complesso universo al pubblico. Il festival internazionale “Uno Sguardo Raro” nasce per dare spazio a queste narrazioni e stimolare una riflessione su come si stia evolvendo il registro di comunicazione di questo particolare tema.

L’obiettivo – sottolinea la direzione artistica – è quello di promuovere le migliori opere video sulle malattie rare per creare un punto d’incontro solidale tra il mondo del cinema e questo mondo e dare un impulso alla produzione di nuovi registri di comunicazione visiva sul tema. Un punto di partenza per raccontare come l’esperienza di chi ha già lottato e magari raggiunto qualche vittoria, sia una ricchezza da condividere. La nostra missione diventa quindi trasformare l’invisibilità dei malati rari in visibilità”. ‘Uno Sguardo Raro 2018′ ha il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, di Ferpi, 100 Autori, Anac e Agis Scuola e collabora con la Casa del Cinema di Roma e il Perugia Social Photo Fest.

Le malattie rare

In Europa una malattia è definita rara quando colpisce meno 1 persona ogni 5mila, ma il numero delle patologie è di circa 8mila. Si calcola che in Europa gli affetti da una patologia rara siano circa 30 milioni. In Italia sono 670mila le persone ufficialmente registrate come ‘malate rare’, ma si stima che siano circa un milione e mezzo, un numero che aumenta molto considerando i familiari coinvolti nell’assistenza. Molte sono malattie complesse, gravi, degenerative e invalidanti, fattori che possono portare all’impoverimento della famiglia, al suo isolamento e al suo sfaldamento. Alcune patologie, però, con una diagnosi precoce e adeguati trattamenti, consentono una buona qualità di vita.

Per informazioni, per il bando completo e iscrizioni al festival
www.unosguardoraro.org
info@unosguardoraro.org
www.facebook.com/unosguardoraro/
https://filmfreeway.com/festival/Unosguardoraro
cell. 392 0612821

Ufficio Stampa
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it

News

EscaMontage Film Festival Itinerante al Cinelab

Grande successo per la serata del agosto all’Isola del Cinema di Roma

 

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Si è svolto il 30 agosto 2017 presso il Cinelab dell’Isola del Cinema di Roma EscaMontage Film Festival Itenerante, moderato dalle ideatrici Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, un incontro emozionante nel cuore storico della Capitale, presenti numerosi ospiti del mondo della cultura, del cinema, dello spettacolo, della musica e della poesia.
 
Grande entusiasmo per le proiezioni avvenute in un dialogo osmotico tra le arti, viaggiando tra poesia e cinema.
 
In concorso
 
Per EscaMontage a corto 2017, il I classificato “Mokusatsu” cortometraggio diretto da Nour Gharbi, alla presenza del regista e della produttrice Alessandra Ruggieri e degli attori Jun Ichikawa e Yoon C. Joyce; il II classificato “Eve al desnudo” di Tania Innamorati, alla presenza della regista e dell’attrice e produttrice Eva Basteiro Bertolì
 
 
Nell’ambito di EscaMontage Film Festival Itinerante la sezione dedicata ai cortometraggi si afferma come evento di rilievo fin dalla prima edizione in collaborazione con importanti manifestazioni tra le quali l’Amarcort Film Festival, un evento organizzato da SMArt Academy e SMArt Lab, il Tuscia Film Fest, a cura di Mauro Morucci, Il PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” a cura di Lisa Bernardini.
 
In questa edizione la giuria è rappresentata da: Catello Masullo, Raffaello Sasson, Emanuele Carioti, Francesca Stajano, Valerio D’Angelo.
 
 
Fuori concorso
 
” Cinema inventato” nato da un’idea del regista Aureliano Amadei, un film collettivo, prodotto da Maiora Film e da Motoproduzioni con il sostegno de L’Isola del Cinema, che coinvolge alcuni prestigiosi talenti del cinema italiano che, in omaggio al primissimo cinema dei Fratelli Lumiére, sono stati invitati a partecipare ad una sorta di film collettivo ad episodi, costruito di cortometraggi muti e realizzati interamente all’Isola Tiberina, girati in una sola giornata.
NEll’ambito del progetto: “Lumiere Legacy” di Nicolas Martre, omaggio ironico e futuristico ai fratelli pionieri del Cinema, con Fabio Morici, Tiziano Caputo, Fabrizio Milano, Suzanna Rose, Matteo Cirillo, con la partecipazione speciale di Aureliano Amadei.
 
“Fumettopoli” VideoArt di Mario La Carruba, storia del fumetto e della cultura, da Yellow Kid a Tex, fino ai nostri giorni, passando per le vie dei “ricordi”, attraverso la visione onirica ed eclettica dell’artista visivo, esperto di storia e tecniche del cinema.
 
“Cinema sulle impalcature – Generazioni Molluschi” un progetto del film maker e compositore Angelo Onorato, che con il linguaggio della Video Art, percorre attraverso il reportage di viaggio, le bellezze paesaggistiche dell’Italia, soffermando l’attenzione con ironia sulle impalcature dei lavori in corso di undici città.
 
“E vota e gira” videoclip del singolo estratto dal disco “l’amuri veni di l’amuri” Akusma, regia di Mauro Nigro, premio EscaMontage a corto sezione “Videoclip” nell’ambito della Festa del Videoclip 2016 a cura di Francesca Piggianelli.
 
Dal cinema sperimentale all’Arte nel Cinema, per la nuova rubrica “Parlando di CinemArte”, Valerio D’Angelo, storico dell’arte e cinefilo, ha condotto il pubblico per il terzo appuntamento live in un dialogo tra il figurativo ottocentesco di Millet e il cinema del maestro surrealista Bunuel.
 
Un ringraziamento ai poeti (in ordine alfabetico) Andrew J.A.Bulfone, Alessandra Carnovale, Mel Carrara, Federico D’Angelo Di Paola, Terry Olivi, Luciana Raggi, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro, Therezinha Teixeira De Siqueira.
 
Un ringraziamento a Marco Pagliarin e Valerio Di Gianfelice, videomakers, per le fotografie dell’evento, a Manuela Faini, al giornalista ed editore Giò Di Giorgio, direttore di Inciucio.it e ai suoi ospiti, la principessa Conny Caracciolo e Roselyne Mirialachi attrici per GoogleBox in onda su Italia1, e Antonio Quattromani truccatore delle dive dello spettacolo, allo sceneggiatore e regista Marco Tullio Barboni
 
EscaMontage WebTv
 
 
Novità EscaMontaEditorial in arrivo la nuova antologia interattiva attraverso un QRcode che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste, video etc.
 
Per maggiori informazioni e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com
 
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giorgio Ginori, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca AldoFabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza, Conny Caracciolo, Giovanni Brusatori.
 
 
Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it
 
 
Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

NEWS

ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE AL CINELAB

Isola del Cinema

 

Risultati immagini per isola del cinema di roma

 

30 agosto 2017
Isola del Cinema di Roma
ore 20.00 – 22.00 Cinelab

EscaMontage Film Festival Itinerante
a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

Piazza S. Bartolomeo All’Isola, 21
Ingresso libero


V edizione EscaMontage a corto 2017


Nell’ambito di EscaMontage Film Festival Itinerante la sezione dedicata ai cortometraggi si afferma come evento di rilievo fin dalla prima edizione in collaborazione con importanti manifestazioni tra le quali l’Amarcort Film Festival, un evento organizzato da SMArt Academy e SMArt Lab, il Tuscia Film Fest, a cura di Mauro Morucci, Il PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” a cura di Lisa Bernardini.
Per questa edizione la giuria è composta da grandi artisti ed esperti del settore: Catello Masullo, Raffaello Sasson, Emanuele Carioti, Francesca Stajano, Valerio D’Angelo

Proiezione del I classificato “Mokusatsu” cortometraggio diretto da Nour Gharbi,
presenti il regista e la produttrice Alessandra Ruggieri

lettura della Menzioni della TOP30 dei cortometraggi
presenti degli autori e lo staff artistico e tecnico

https://escamontage.wordpress.com/2014/04/30/film-festival-escamontage


Incontri e dibattiti:

“InfoTecnoLogie”, Belinda Patta, giornalista ed esperta in comunicazione, tra i nuovi linguaggi della comunicazione, dalla cronaca allo spettacolo, passando per le trasformazioni del web. Nuova video-rubrica di EscaMontage WebTV

“Parlando di CinemArte”, Valerio D’Angelo, storico dell’arte e cinefilo, conduce il terzo appuntamento live della video-rubrica di EscaMontage WebTV, nelle sorprendenti connessioni tra estetica cinematografica e storia delle arti

Ospite il giornalista ed editore Giò Di Giorgio, direttore di Inciucio.it

” Cinema inventato” nato da un’idea del regista Aureliano Amadei, é un film collettivo, prodotto da Maiora Film e da Motoproduzioni con il sostegno de L’Isola del Cinema, che coinvolge alcuni prestigiosi talenti del cinema italiano che, in omaggio al primissimo cinema dei Fratelli Lumiére, sono stati invitati a partecipare ad una sorta di film collettivo ad episodi, costruito di cortometraggi muti e realizzati interamente all’Isola Tiberina e girati in una sola giornata

https://isoladelcinema.com/sezioni-artistiche/edizioni-precedenti/edizione-2015-2/


Proiezioni:

“Lumière legacy” con Fabio Morici, Tiziano Caputo, Fabrizio Milano, Suzanna Rose, Matteo Cirillo e con la partecipazione speciale di Aureliano Amadei

“Fumettopoli” VideoArt di Mario La Carruba, la storia del fumetto attraverso la visione onirica ed eclettica dell’artista visivo ed esperto di storia e tecniche del cinema

“Cinema sulle impalcature – Generazioni Molluschi” un progetto del film maker e compositore Angelo Onorato che con il linguaggio della Video Art, percorre attraverso il reportage di viaggio, le bellezze paesaggistiche dell’Italia, soffermando l’attenzione con ironia sulle impalcature dei lavori in corso di undici città. Incontro con il regista

“Le Chat Noir”, cortometraggio stato realizzato attraverso alcune scene del lungometraggio “Senza chiedere permesso” di Iolanda La Carrubba – con Fabio Traversa, Tiziana Lucattina e con la partecipazione amichevole di Antonio Catania, Catello Masullo, Alessandro Benvenuti, Silvia Scola, Aureliano Amadei – prossimamente in proiezione distribuito sui canali online di Minerva Pictures sezione Film&Clips

https://www.youtube.com/watch?v=Rxke4Mmio2s


Reading
con i poeti: Alessandra Carnovale, Federico D’Angelo Di Paola, Tiziana Marini, Terry Olivi, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Therezinha Teixeira De Siqueira, e con i poeti presenti


EscaMontaEditorial

“EscaMontage Magazine N.0”, terzo numero edizione speciale in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato a Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

Novità EscaMontaEditorial in arrivo la nuova antologia interattiva attraverso un QRcode che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste, video etc.

Per maggiori informazioni e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com

N.B. Il programma può subire dei cambiamenti indipendenti dalla volontà delle organizzatrici

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giorgio Ginori, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma, Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza, Conny Caracciolo

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it, Bumbi mediapress

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

In mostra la collettiva degli artisti Mario La Carrubba e Lina Morici presso lo spazio Vino e Calvino diretto da Giorgio De Rossi (associazione culturale A Trevignano Romano)

Prossimi eventi

settembre Arena Alphaville Cineclub (quartiere Pigneto-Roma).

WebTV

https://escamontage.wordpress.com/

Reportage

ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE ALL’ISOLA DEL CINEMA

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FotoReportage del videomaker Marco Pagliarin

Si è svolto il secondo appuntamento con EscaMontage Film Festival Itenerante presso l’Arena Groupama dell’Isola del Cinema il 25 agosto 2017, un incontro emozionante in musica, poesia, arte. Hanno moderato le ideatrici Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, molti gli illustri ospiti del mondo che hanno condiviso la loro espressione artistica. Un ringraziamento ai poeti (in ordine alfabetico) Andrew J.A.Bulfone, Flaminia Cruciani, Federico D’Angelo Di Paola, Renato Fiorito, Tiziana Marini, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Therezinha Teixeira De Siqueira, al poeta e critico letterario Luca Benassi, che ha dialogato in versi con il poeta e narratore danese Niells Hav.

Presentazione EscaMontaEditorial:

“Oltre la linea dell’emozione”, poesie e pensieri, esordio letterario di Valentina Ciurleo (fotografia di copertina di Stefano Bonazzi). Un denso contrappunto tra parola e immagini “una sorta di diario intimo… in composizioni costruite per flashes emozionali …” come scrive nella prefazione di Giacomo Caruso.

https://sites.google.com/site/valentinaciurleoversi/

“EscaMontage Magazine N.0” terzo numero edizione speciale in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato a Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

Music live a cura del cantautore Amedeo Morrone, che ha trascinato il pubblico con l’intensità di alcune PoesiCanzoni tratte dal primo Cd-Antologia omonimo (presentato ufficialmente presso la FUIS)

Link alla pagina ufficiale: https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Luca Benassi:

http://copertischianti.blogspot.it/?m=1

Niells Hav

https://www.poemhunter.com/niels-hav/

EscaMontage WebTv

http://escamontage.worpress.com

Novità EscaMontaEditorial in arrivo  la nuova antologia interattiva attraverso un QRcode che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste, video etc.

Per maggiori informazioni e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com 

Prossimi appuntamenti EscaMontage Film Festival Itinerante

30 agosto dalle h. 20.00 alle h. 22.00, presso lo spazio Q8 dell’Isola del Cinema di Roma, con proiezioni, dibattiti e performances, ingresso libero

Mostra collettiva di Mario La Carrubba e Lina Morici, presso lo spazio Vino e Calvino diretto da Giorgio De Rossi, (associazione culturale A Trevignano Romano)

Settembre Arena Alphaville Cineclub (quartiere Pigneto-Roma), Arena Ladispoli

 

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giorgio Ginori, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca AldoFabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato,  Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza, Conny Caracciolo.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

NEWS

EscaMontage Film Festival all’Isola del Cinema di Roma

Arena Groupama 25 agosto 2017

 

EFFI logo blu

 

Il 25 agosto 2017

ore 19.00

Isola del Cinema di Roma

spazio Arena Groupama

Piazza S. Bartolomeo All’Isola,21

EscaMontage Film Festival Itinerante

a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

Ingresso libero

Presentazioni EscaMontaEditorial:

“EscaMontage Magazine N.0”, terzo numero edizione speciale in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato a Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

“Oltre la linea dell’emozione”, poesie e pensieri, esordio letterario di Valentina Ciurleo (fotografia di copertina di Stefano Bonazzi). Un contrappunto tra parola e immagini “una sorta di diario intimo… in composizioni costruite per flashes emozionali …” (dalla prefazione di Giacomo Caruso).

https://sites.google.com/site/valentinaciurleoversi/

Incontro in poesia con Luca Benassi, poeta e critico letterario, letture e dialoghi tra linguaggi di ieri e di oggi

http://copertischianti.blogspot.it/?m=1

MusicLive con il cantautore Amedeo Morrone dall’ultimo Cd-Antologia PoesiCanzone

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Reading con i poeti (in ordine alfabetico) Andrew J.A.Bulfone, Flaminia Cruciani, Federico D’Angelo Di Paola, Renato Fiorito, Emiliano Scorzoni e dei poeti presenti

N.b. Il programma può subire dei cambiamenti indipendenti dalla volontà delle organizzatrici

NEWS:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social). L’antologia sarà presente in vari saloni del libro nazionali ed internazionali del 2018. Per maggiori informazioni inviare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com con oggetto “Info antologia”

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

Prossimi appuntamenti dell’EscaMontage Film Festival Itinerante:

30 agosto schermo Q8 di Roma dell’Isola del Cinema; per tutto il mese di agosto mostra collettiva di Mario La Carrubba e Lina Morici presso lo spazio Vino e Calvino diretto da Giorgio De Rossi (associazione culturale A Trevignano Romano); settembre Arena Alphaville Cineclub (quartiere Pigneto-Roma).

Info su:

https://escamontage.wordpress.com

FotoReportage

EscaMontage Film Festival Itinerante all’Isola del Cinema di Roma

Scatti dall’Arena Groupama, 18 agosto 2017

 

Momenti dall’evento a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta. Con: Lorenzo Poggi, Amedeo Morrone, Alessandro greyVision, Giò Di Giorgio, Alessandra Carnovale, Angela Donatelli, Emiliano Scorzoni, Anita Tiziana Laura Napolitano,  Marcello Soro, Marino Santalucia, Antonietta Tiberia, Therezinha Teixeira De Siqueira, Conny Caracciolo.

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NEWS

ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE ALL’ISOLA DEL CINEMA

 

 

CAM02390

 

Il 18 agosto 2017 presso l’Arena Groupama dell’Isola del Cinema di Roma, nella scenografia suggestiva delle sponde tiberine, si è svolta una serata di poesia, cinema, arte e musica, nell’ambito del Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta.

Molti gli illustri ospiti del mondo dell’arte e della cultura che hanno arricchito l’evento, che si è aperto con le note travolgenti intonate dal cantautore Amedeo Morrone.

Per lo spazio dedicato ad EscaMontaEditorial si è tenuta la presentazione di “Stretti sentieri” la nuova raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi nata, come dice lo stesso autore “per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi…”. Una raccolta emozionante e filosofica, che “come l’edera/alle corde del cuore” si attorciglia, uscendo dai binari “rigidi” della composizione formale, andando “a cercare cantucci inesplorati in cui fare poesia…”.

https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

Coinvolgente l’incontro tra arte visiva e poesia, con gli interventi di alcuni degli autori pubblicati sul III numero dell’EscaMontage Magazine N.0 realizzato in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato alla memoria dello scrittore, poeta, giornalista e fotografo Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

Al reading hanno preso parte (in ordine alfabetico) Alessandra Carnovale, Angela Donatelli, Anita Tiziana Laura Napolitano, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro, Terezinha Teixeira De Siqueira, Antonietta Tiberia.

“Parlando di CinemArte” (nuova video-rubrica cinematografica), Valerio D’Angelo, storico dell’arte e cinefilo, ha condotto la rubrica tra  linguaggi cinematografici e la storia dell’arte, nella puntata pilota “Horror e dintorni”,  viaggiando con il pubblico tra i linguaggi della letteratura e del cinema e le loro affascinanti contaminazioni in “Tre passi nel delirio” un film in tre episodi diretto nel 1968 da Federico Fellini, Louis Malle e Roger Vadim, liberamente ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe. Presto online su EscaMontage WebTv.

Music live a cura del cantautore Amedeo Morrone, che ha trascinato il pubblico con l’intensità di alcune PoesiCanzoni tratte dal primo Cd-Antologia omonimo (presentato ufficialmente presso la FUIS)

Link alla pagina ufficiale: https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Ospite in musica il musicista, compositore e fotografo Alessandro greyVision

https://www.youtube.com/user/greyvisions

Un ringraziamento a: Giò’ Di Giorgio direttore editoriale de http://inciucio.it/, principessa Conny Caracciolo, Nour Gharbi ed Alessandra Ruggieri, rispettivamente regista e produttrice di “Mokusatsu” cortometraggio vincitore di EscaMontage a corto 2017, Belinda Patta giornalista, Valerio Di Gianfelice e Marco Pagliarin, videomakers, Stefano Coccia giornalista, Giovanni Brusatori.

Coming Soon:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social). Per maggiori informazioni inviare una e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com o consultare le pagine social EscaMontage

Prossimi appuntamenti EscaMontage Film Festival Itinerante

Tutto il mese di agosto collettiva degli artisti Mario La Carrubba e Lina Morici presso Trevignano Romano, spazio Vino e Calvino a cura di Giorgio De Rossi, associazione culturale A Trevignano Romano, ingresso libero

25 agosto dalle h. 19.00 alle h. 20.20, presso lo spazio Arena Groupama dell’Isola del Cinema di Roma, ingresso libero

30 agosto dalle h. 20.00 alle h. 22.oo, presso lo spazio Q8 dell’Isola del Cinema di Roma, ingresso libero

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato,  Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

https://escamontage.wordpress.comCAM02390

 

Recensione

Scrivere per vivere

Una riflessione sull’esordio editoriale di Emiliano Scorzoni “Scrivo quindi vivo”

di Iolanda La Carrubba

 

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Questa piccola raccolta possiede un vero e proprio Big-Bang del microuniverso del poeta, qui vi è racchiuso il susseguirsi di epoche stratificate nella terra della poesia contaminata nell’adesso, nel luogo più segreto del sentire. Emiliano Scorzoni possiede una forza di scrittura solare e al contempo lunare, così che il suo diventa un equilibrato versificare, sa giocare ed interpretare l’oggi, l’ovvio, la vita e la morte con delicata espressione funzionale alla struttura della sua poesia.
Tra i diVersi componimenti della silloge ce n’è una che porta attraverso il titolo un dolore profondo, intimo, conscio, 23 marzo 2016 mi manchi papà:
“…poche ore dopo te ne andasti./Lascandoci il ricordo./Lasciandoci un vuoto impossibile da colmare./ I tuoi occhi verdi come il mare/ saranno per sempre nei miei.”

Dalla prefazione a cura di Anita Tiziana Laura Napolitano si legge:
“…La scrittura per il nostro poeta ha funzione terapeutica e la sua azione è selvatica, oltre a esorcizzare il dolore, accentuare la gioia, osannare l’amore, libera dalla gabbia degli stilemi imposti…”
in effetti nella poesia di Emiliano Scorzoni, il tutto diventa simbolo, accompagnando il moto e la sua essenziale ed esistenziale metrica, verso un verso liberato, esorcizzato appunto dal suo sguardo sul mondo sensibile e rivelatore. In Parole abbiamo un concentrato di quanto sia evidente questo dato:
“…Parole su pietre/ incise nel burro./ Scritte veloci/ che trovi su un muro…”

Il suo è un vivere ed uno scrivere sincero, genuino, a prima lettura o nel leggere i suoi componimenti nella fretta della quotidianità, potrebbe apparire una scrittura semplicistica, ridondante, petulante ma nell’approfondire la sua poetica, leggendola e al contempo Vivendola, si evince uno stile poetico composto principalmente da risonanze melodiche, ovvero dall’affermazione emotiva e solipsistica del più profondo significato delle parole e del valore che esse assumono, viste dalla soggettività dell’autore. Qui sembra quindi affermarsi il principio di indeterminazione di Heisenberg dove una particella elementare, in questo caso dunque la scrittura, cambia la sua identità in base all’osservazione dello scienziato, quindi del poeta, poiché esso nell’osservare, aziona una reazione nella particella. Quinto Orazio Flacco precorre il concetto con straordinaria veridicità emblematica asserendo:
“Niente è bello sotto tutti i punti di vista”
La consapevolezza di Emiliano sfodera con fierezza la sua visione sulle brutture dell’Umanità e armandosi di penna, le grida nel silenzio di un foglio bianco approdando fino alla poesia civile con coraggio, empatia e solidarietà, un esempio è La speranza:
“… sono le onde del mare che/prima cullano dolcemente/ poi uccidono alacremente./E’ l’aguzzino che ti guida nel viaggio/ ti mostra la vita/ ma è solo un miraggio…”

Nell’introduzione all’opera a cura di Maria Teresa Infante si legge:
“… Non esiste discrepanza tra la mente e la mano che obbedisce ai dettami razionalmente orchestrati, e non c’è divario tra cuore e versi, sviscerati con la semplicità di chi vive alla stessa stregua del pensiero…”
Di fatti in lui vi è celato il legame profondo alla vita, al suo presenziare nel bene e nel male il giorno che audace divora Tempo elargendo esperienze ed in Preghiera all’estate il pensare ed il diventare pensiero conferma la forza poetica dell’autore:
“…Sole caldo d’estate/ riscalda questo cuore/abbraccia queste ossa.”

In “Scrivo quindi vivo” edizioni L’Oceano dell’Anima, emerge quanto la sua scrittura diventi un scienza esatta, approfondita e collegata casualmente o non, alla fisica quantistica spirituale la quale si occupa di studiare tutti quei fenomeni legati all’esistenza dell’umanità a all’inscindibilità dal Cosmo, dunque da tutte quelle forze invisibili ed inspiegabili. Come emerso dalla ricerca del prof. Vittorio Marchi (tra l’altro mio professore di Fisica):
“Se riusciranno a superare quel LIMEN, un punto liminale o limite di separazione, causato da una soglia sensoriale, psicofisiologica, che procura all’ uomo l’illusione ottica di essere Altro dall’essere un unico con il Tutto si capirà che Osservatore e Osservato (come asserisce la fisica quantistica) sono UNO. Non per niente il termine “Uomo” deriva dal sanscrito “Manava”, a sua volta derivato da “Manas”, il “Pensiero” o “Coscienza Empirica”. Si tratta quindi di incominciare a riconoscere che esiste una realtà fatta di una certa identità presente tra uomo e cosmo, relazione che si va facendo sempre più stretta, fino ad essere sostenuta oggi dalla stessa PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia)”, questa fondamentale affermazione conduce immediatamente alla riflessione che l’ispirazione umana è un sentire attraverso le più sottili energie che oltrepassano il pensiero stesso, nell’individuo diventa forma d’Arte ispirata grazie ad una qualche forza cosmica. Emiliano Scorzoni si compenetra nell’argomento componendo la poesia Ispirazione:
“…Mi spoglio/mostrandomi nudo/da inutili orpelli./Capo chino./ Mi avvicino al cospetto tuo./ Poesia.

Questo esordio editorile di Emiliano Scorzioni, è promettente ed in se trasporta il vero segreto del voler fare e vivere la poesia, quello della temerarietà, della determinazione. Charles Bukowski nel componimento Tira i dadi, scrive un incoraggiamento unico, esemplare:

Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare…
…Fallo fino in fondo…
…potrebbe voler dire…
…gelare in una panchina nel parco,
potrebbe voler dire prigione,
potrebbe voler dire derisione,
scherno, isolamento…
… E lo farai,
nonostante il rifiuto
e le peggiori avversità…

…E sarà meglio di qualsiasi altra cosa
tu possa immaginare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo,
non ci sono altre sensazioni
come questa.
Sarai solo con gli dei
e le notti
arderanno tra le fiamme…

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ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE

Risultati immagini per escamontage film festival

 

Il 18 agosto 2017 ore 19.00
 Isola del Cinema di Roma
spazio Arena
Piazza S. Bartolomeo All’Isola, 21
EscaMontage Film Festival Itinerante
a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta
Ingresso libero

Presentazione EscaMontaEditorial

“Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi
la nuova raccolta è nata, come dice lo stesso autore “per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi… Ovviamente per noi europei e italiani è facile e direi “provocatorio” non seguire (dopo averle però affrontate e superate) passivamente le regole rigide dell’haiku che, pur restando dentro i binari del 5 -7- 5, si vorrebbe che non servano solo a fotografare poeticamente farfalle e i loro geroglifici in volo, ma anche a cercare cantucci inesplorati in cui fare poesia…”. Una raccolta emozionante e filosofica, che “come l’edera/alle corde del cuore” si attorciglia.

https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

Presentazione dell’EscaMontage Magazine N.0 terzo numero edizione speciale in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato a Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

Parlando di CinemArte: Valerio D’Angelo storico dell’arte e cinefilo, conduce la rubrica tra  linguaggi cinematografici e la storia dell’arte, in questa puntata pilota “Horror e dintorni”

MusicLive con il cantautore Amedeo Morrone 
dall’ultimo Cd Antologia PoesiCanzone

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Ospite in musica Alessandro greyVision

Reading con; Angela Donatelli, Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro e letture dei poeti presenti 

N.b. Il programma può subire dei cambiamenti indipendenti dalla volontà delle organizzatrici

NEWS:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social). L’antologia sarà presente in vari saloni del libro nazionali ed internazionali del 2018.
Per maggiori informazioni inviare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com con oggetto “Info antologia”

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato,  Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

Prossimi appuntamenti dell’EscaMontage Film Festival Itinerante: 25 agosto Arena 30 agosto schermo Q8 di Roma dell’Isola del Cinema, settembre Arena Alphaville Cineclub (Pigneto – Roma). 

Info su:

https://escamontage.wordpress.com

VideoPoesia

Rita Pacilio. Io bacio

 

Video – poesia di Rita Pacilio
tratta da “Alle lumache di Aprile” (LietoColle – 2010)
Brano dell’album “Infedele” – Voce Rita Pacilio
Testo di Rita Pacilio
Rita Pacilio vocal and electronics
Special guest :
Claudio Fasoli tenor and soprano saxes
Antonello Rapuano piano and keyboards
Giovanni Francesca guitars and electronics
Carlo Lomanto drums and rhythmic speech
Video e foto floreali e paesaggistiche di Susanna Pasqualetti e Roberto Bruni

Recensione

Le memorie nella raccolta di Rita Pacilio

di Iolanda La Carrubba

Risultati immagini per prima di andare rita pacilioLa o meglio Le Memorie sono la chiave di lettura della raccolta poetica “Prima di andare” di Rita Pacilio, un lavoro completato dalla stesura di alcune lettere, intimamente rivolto all’Altro, al Tempo che lento divora istanti di totalità ed agile elargisce esperienze, fatti, storie, luoghi dove ritrovare e rielaborare il trascorso, tra rimpianti adagiati cautamente su di un percorso disseminato di sensazioni. 
Non è il silenzio a padroneggiare l’andamento metrico del linguaggio, ma compare visionario il sound design dei rumori di tutti i giorni, elevati all’infinito ritmo del Cosmo:

“Si filosofeggia sugli uccelli 
sul suono che si perpetua da secoli…”

Il suono stesso dunque, divine spazio abitato da nostalgie migratorie che hanno il compito di dissipare dubbi per affermare e fermare, in quelle stesse memorie; domande, riflessioni, continuità dello stupore proprio di chi con occhi colmi d’esperienza ma in cerca ancora di altri approdi, guarda lo scorrere della vita e non del Tempo einsteiniano che illusoriamente separa il passato dal futuro, ma del tragitto che esso segna a partire dalla nascita, fino all’ultimo istante in cui il corpo si trova ancora ospite della Terra.
Nella lettera seconda l’autrice scrive:

“Ci sono momenti in cui i sentimenti arrivano a un punto luminoso e profondissimo, senza spiegazione logica come gli anni passati quando li ricordi in una sola azione, in un fatto accaduto, senza consequenzialità cronologica, immobili tutti in una sola scena.”

L’immagine che emerge dal raffinato stile di Rita Pacilio, non è il congelamento dell’attimo come se si trattasse di un’istantanea con i volti immortalati per l’eternità sorridenti, ma si tratta di una complessa azione scenica dove si descrive l’amore, la delusione, la felicità e il pianto attraverso un lavoro che riporta alla mente un soggetto cinematografico. La suggestione filmica qui suggerita ha una nota malinconica, strettamente legata alle turbolenze emotive, solitamente accompagnate da metaforiche intemperie descritte da tuoni all’orizzonte e scosciante pioggia, quasi fosse la volontà dell’anima a muovere il mal-tempo. Ė qui celata la forza poetica intimamente legata al fruscio della pellicola, la quale golosa cattura la quotidianità di eventi romantici che riportano alla mente il meraviglioso film di Charlie Chaplin Luci della città, dove vi è contenuto il senso dell’abbandono, di una solitudine aspra condivisa tra due persone pronte ad innamorarsi, lo stesso regista in seguito affermerà:
“la vita non è una tragedia in primo piano, ma una commedia a campo lungo.”
e nell’opera totale di Rita Pacilio il fil rouge è l’Amore, i suoi segreti, le sue discinte sensualità, ci sono confidenze e confessioni dove:
“…i ricordi erano chiusi a chiave nella cassaforte che nessuno voleva scassinare.”

e reminescenze private contenevano e contengono brevi testamenti che sobbalzano dal luogo dell’altrove, dove vanno a nascondersi gli adii. Qui si è raggiunto uno stato alto di coscienza, la quale insegue la meta di un’età diversa, piú matura e consapevole dei suoi limiti, una nuova era enigmatica, capace di gustare anche il sapore amaro della sfida vissuta, la quale segna un solco doloroso sulla nudità del foglio bianco, arreso al racconto colto, elargito attraverso l’inchiostro che scorre nelle vene di Rita Pacilio.  I suoi volti, i volti dei suoi personaggi, sono perturbati mentre danzano all’interno del meccanismo di una società asfittica:

“…il martirio porta guanti bianchi, nei capelli 
l’aria dell’inverno, che stupida la gente 
spinge corre senza sguardi, senza piedi.”

un mondo imprigionatore che non permette l’evasione della felicità, del possibile e plausibile raggiungimento di essa o di una delle sue forme mutevoli, costituite da trepidante speranza shakespeariana descritta nel sonetto n° 73:

“In me tu vedi quel periodo dell’anno
 quando nessuna o poche foglie gialle ancor resistono
 su quei rami che fremon contro il freddo,
 nudi archi in rovina ove briosi cantarono gli uccelli.
 In me tu vedi il crepuscolo di un giorno
 che dopo il tramonto svanisce all’occidente
 e a poco a poco viene inghiottito dalla notte buia,
 ombra di quella vita che tutto confina in pace.”

Mentre si procede verso il finale tutto è sovvertito, c’è un nuovo inizio a completare l’andamento naturale delle cose, i flashback che fin qui hanno fatto credere si trattasse della fine, ritornano a moderare un’armonia sentimentale dove si evince il potere misterioso dell’amore:

“…Stordisciti di sapienza… di polmoni vuoti e verità.”

Nota dell’autrice
Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, collaboratrice editoriale, sociologa, mediatrice familiare, si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Curatrice di lavori antologici, editing, lettura/valutazione testi poetici e brevi saggi, dirige la collana ‘Opera prima’ per La Vita Felice. Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarra (La Vita Felice 2012) trad. francese L’Harmattan, 2016, Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014), Il suono per obbedienza – poesie sul jazz (Marco Saya Edizioni 2015), Prima di andare (La Vita Felice, 2016). Per la narrativa: Non camminare scalzo (Edilet Edilazio Letteraria 2011). La principessa con i baffi (Scuderi Edizioni 2015) è la sua fiaba per bambini.

News

EscaMontage Film Festival a Trevignano Romano

 

Il 12 agosto 2017 presso lo spazio artistico-culturale Vino e Calvino, a cura di Giorgio De Rossi (associazione culturale A Trevignano Romano) nella splendida cittadina ai bordi del lago di Bracciano, si è svolta la serata di premiazione della V edizione di “EscaMontage a corto” nell’ambito del Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta.

Molti gli illustri ospiti del mondo dell’arte e della cultura che hanno arricchito la serata, che si è aperta con il vernissage della collettiva dei pittori Mario La Carrubba, che con la sua pennellata onirica e polidimensionale compie una “ricerca cromatico-cinetica” che compenetra il dato reale, e Lina Morici, pittrice naif raffinata che trasferisce nella sua pittura nitida, incisiva e nel contempo rapida e morbida, una realtà sognante, visionaria.

Sito web degli artisti: http://www.webalice.i t/linartista/

Ospite speciale Marco Tullio Barboni, sceneggiatore, regista, scrittore, intervistato da Lisa Bernardini, giornalista, fotografa, direttrice del PhotoFestival “Attraverso Le Pieghe del Tempo” partner di EscaMontage.
Un dialogo che ha affascinato il pubblico attraversando frammenti di storia del cinema fino all’esperienza personale di Marco Tullio Barboni, che ha raccontato il suo esordio letterario “…E lo chiamerai destino”, viaggio sorprendente tra conscio, inconscio, visioni, cinema e altre dimensioni del reale e la genesi del suo suggestivo corto proiettato in chiusura della serata, “Il grande forse”, interpretato da Philippe Leroy e Roberto Andreucci, musiche del Maestro Franco Micalizzi (2010).

Sito web ufficiale: http://marcotulliob arboni.com/
http://www.elochiameraidestino .com/

 

Premiati i vincitori della V edizione di EscaMontage a corto, alla presenza dei giurati: Valerio D’Angelo storico dell’arte, Catello Masullo critico cinematografico, Raffaello Sasson regista, Francesca Stajano attrice.
Ai presenti sono state consegnate le pergamene e sono stati proiettati i primi cinque classificati. Un premio speciale è stato assegnato al I corto, “Mokusatsu” di  Nour Gharbi, un’opera d’arte del Maestro Mario La Carrubba. 

I cortometraggi saranno distribuiti previa autorizzazione degli autori, su EscaMontage WebTv e su emittenti televisive (v. bando EscaMontage a corto)

Di seguito la Top30 di EscaMontage a corto 2017 
(a breve le menzioni e i video su EscaMontage WebTV)

1° Nour Gharbi “Mokusatsu”

2° Tania Innamorati “Eve al desnudo”

3° Paolo Budassi “Senza occhi, mani e bocca”

4° Alessandro Haber “Monica”

5° Mauro Nigro “A woman with brain”

6° Marco Marcigliano “Moto di rivoluzione”

7° Fabio Garreffa “Col bene che ti voglio”

8° Carlo Francanzani “Bollicine”

9° Andrea Laudisio “L’abbracciatore”

10° Alessandro Concas “Paper worlds”

11° Leonardo Monetti Lenner “Natantia Lumina”

12° Fabrizio Cavallaro “Placenta”

13° Sebastiano Caceffo “19 Maggio 2012, Mirandola (MO). Ultima Proiezione”

14° Giuliano Cremasco “Contando le formiche”

15° Enzo Recchia e Fabio Romanelli “In fila”

16° Giuseppe Barbato “(E)Migranti”

17° Alessandra Angeli “Asphyxia”

18° Mario Mangiapia “Nameless”

19° Vittoria Citerni Di Siena “Plasma”

20° Serena Di Marco “Goccia”

21° Rocco Alvaro “16,30”

22° Linda Fratini “Spider boy”

23° Rita Giordano “Ajala M”
 (15)

24° Alberto Vianello e Rosanna Reccia “End game”

25° Valentina Tereskova “Superhero discount” (videoclip)

26° Fabio Garreffa “3 squarci nell’iride”

27° Mimmo Argentino e Paola Pisanelli “Vivere il mio tempo”

28° Nicole Zampini “Buon compleanno”

29° Joe Inchincoli “Ciao amore”

30° Alessio Marzilli “_let”

A trasportare il folto pubblico tra cinema e poesia,  alcuni degli autori pubblicati sul III numero dell’EscaMontage Magazine N.0 realizzato in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori): Eugenia Serafini, Emiliano Scorzoni, Franco Falasca, Alessandra Carnovale, Irene Sabetta.

L’attrice Francesca Stajano ha dato commossa lettura della poesia Enigmi, del compianto amico e scrittore Massimo Pacetti, a cui è stata dedicata la serata.

Ospite in poesia Marcello Soro.

Tra gli interventi Valerio D’Angelo, storico, critico d’arte e pittore vincitore del concorso di I di copertina dell’EscaMontage Magazine N°0 con l’opera acrilico su tela “Tu as raison, il est vraiment tres vulgaire”, che ha illustrato la genesi compositiva dell’opera in un percorso tra fisica e metafisica dei linguaggi, tra cinema e arte visiva tutta. Valerio D’Angelo sarà presto online su EscaMontage WebTv con una video-rubrica di pillole cinematografiche
Un ringraziamento a Giò’ Di Giorgio direttore editoriale de http://inciucio.it/ 

Music live a cura del cantautore Amedeo Morrone, che ha trascinato il pubblico con l’energia e l’intensità dei suoi brani e di alcune PoesiCanzoni tratte dal primo Cd-Antologia omonimo (presentato ufficialmente presso la FUIS)

Link alla pagina ufficiale: https://escamontage .wordpress.com/category/ poesicanzone/

Un saluto speciale e di sostegno alla Protezione Civile del lago di Bracciano.

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I cortometraggi di EscaMontage a corto 2017 e le nuove video rubriche saranno prossimamente distribuiti sulla Nuova WebTv EscaMontage.

Link al FotoReportage dall’evento

https://escamontage.wordpress.com/2017/05/04/fotoreportage-trevignano-effi/

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Coming Soon:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social).
Per maggiori informazioni inviare una e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com o consultare le pagine social EscaMontage

Prossimi appuntamenti dell’EscaMontage Film Festival Itinerante: 18 e 25 agosto Arena dell’Isola del Cinema di Roma; agosto – settembre Arena Alphaville (Pigneto – Roma). Il Festival si compone di proiezioni di cortometraggi vincitori di EscaMontage a corto 2017, lungometraggi, dibattiti, reading, performance, musica live, presentazioni letterarie, in diverse location. Info su:

https://escamontage.wordpress. com/category/film-festival/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma, Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori,Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte

per Informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per vostre proposte, inviare una e-mail a: escamontage.escamontage@gma il.com

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Marco Tullio Barboni all’Isola del Cinema di Roma

31 agosto 2017, spazio Q8

a cura di Lisa Bernardini

Da non perdere il prossimo appuntamento letterario a Roma di  Marco Tullio Barboni: sceneggiatore, regista, scrittore all’esordio letterario con “…E lo chiamerai destino”, un percorso suggestivo tra conscio, inconscio, visioni, cinema e altre dimensioni del reale, Marco Tullio sarà presente ancora una volta nella sua Roma, dove e’ tornato piu’ volte durante l’anno di itineranza italiana della sua opera prima.

Come dice egli stesso, Marco Tullio, “appartiene ad una famiglia di cinematografari”. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia ed il padre Enzo prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher. Frequentatore di set fin da bambino, molto spesso nelle vesti di comparsa. Come, ad esempio, in occasione delle lavorazioni di “La baia di Napoli”, “Beh Hur”, “Barabba”. Il primo incarico ufficiale arriva come aiutoregista per “Lo chiamavano Trinità”, poi una folta e fortunatissima carriera da sceneggiatore e soggettista anche di prodotti a diffusione internazionale. Diventando anche autore di narrativa e regista di raffinati cortometraggi. Marco Tullio racconta la sua storia, la sua nuova strada da narratore e i nuovi progetti.

Il prossimo 31 Agosto, dalle ore 19.00 alle 20.15, sara’ lo Spazio Q8 dell’Isola del Cinema a vederlo protagonista indiscusso con il suo volume “…e lo chiamerai destino” (Kappa Edizioni).  A curare l’incontro di fine agosto sarà Plinio Perilli, con letture di Nina MaroccoloPadrino per l’occasione, che consiste nel contest “Un libro per il Cinema” che vede anche “…e lo chiamerai destino” tra le opere in concorso, sara’ il grande compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi, amico da sempre della Famiglia Barboni.

Ingresso libero.

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FotoReportage dall’EscaMontage Film Festival Itinerante

12 agosto 2017 Trevignano Romano

 

Fotoreportage dall’evento dell’EscaMontage Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, tenutosi presso lo spazio artistico-culturale “Vino e Calvino”, associazione culturale A Trevignano Romano a cura di Giorgio De Rossi. Vernissage degli artisti Mario La Carrubba e Lina Morici
Un ringraziamento ai fotografi che hanno costruito il fotoreportage e a tutti coloro che hanno partecipato. Tra i quali Marco Tullio Barboni, Lisa Bernardini, Gio’ Di Giorgio, Catello Masullo, Francesca Stajano, Raffaello Sasson, Amedeo Morrone, Eugenia Serafini, Franco Falasca, Irene Sabetta, Alessandra Carnovale, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro, Monia Guredda, gli autori e i cast dei cortometraggi di EscaMontage a corto 2017, tra i quali il vincitore Nour Gharbi.

Link alla news
https://escamontage.wordpress.com/2017/05/04/news-12/

 

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NEWS

PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” VII Edizione

Rassegna itinerante di incontri tra sociale, cultura e spettacolo

a cura di Lisa Bernardini

 

 

LOCANDINA 1 SETTEMBRE 2017 copia (Small)Nella giornata di venerdi’ primo settembre avrà luogo, dopo quella del 7 luglio, un’altra tappa ad Anzio della VII Edizione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo”, nota rassegna culturale nazionale sull’Immagine contemporanea, che da un paio d’anni ha cambiato abiti ed è diventa itinerante. La manifestazione è ideata e curata dall’Associazione culturale “Occhio dell’Arte”, ed ha inaugurato lo scorso 22 maggio a Roma i battenti per l’anno in corso, assegnando a Palazzo Firenze il Premio “La Leonessa” ad Anita Garibaldi ed annunciando i contenuti del gemellaggio 2017 con ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo.

L’evento del primo settembre, presentato da Anthony Peth,  sara’ ospitato durante una cena spettacolo  nel locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia, sito in Anzio in   Via Nettunense km 31.500 angolo Via Giove 1, che organizzerà nel dettaglio la serata. Sarà oltremodo un’occasione per ospitare  la  Cooperativa Sociale La Coccinella, che in zona accoglie e si prende cura di minori e ragazzi provenienti da situazioni di grave disagio sociale. Il Photofestival ha scelto in piu’ occasioni   di sostenere questa realta’, che  si presentera’ il primo sera al pubblico, raccogliera’ offerte libere ed esporra’ per la vendita graziosi  oggetti artigianali di propria realizzazione.

L’unica mostra fotografica presente nel territorio anziate appartenente al circuito Photofestival 2017 si inaugurerà il giorno 29 Agosto, alle ore 18.00 a Villa Corsini Sarsina, con il Patrocinio della Citta’: GEOMETRIE URBANE, di Massimilano Bartesaghi. Berlino, New York, Parigi, Roma e Tokyo: sono queste le città che originano le geometrie urbane viste dallo sguardo di Massimiliano Bartesaghi e che faranno parte della mostra omonima,  appunto, che si chiudera’ il 5 settembre. Ingresso libero.

Nella suggestiva cornice esterna del locale di Mauro Boccuccia, a conclusione di un programma intenso di attività estive dell’Occhio dell’Arte, si svolgerà pertanto la serata di fine estate  dedicata interamente al fulcro della VII  edizione del Photofestival , che vedrà arrivare ad Anzio come protagonisti  personaggi illustri del mondo della fotografia, della musica, dello spettacolo e del giornalismo italiano.

 “Occasioni di rilievo – dichiara convinta il direttore artistico Lisa Bernardini – che proiettano una Associazione locale come l’Occhio dell’Arte in una realta’ culturale a largo spettro e dai confini geografici di fatto travalicati in senso internazionale e  con notevole risvolto mediatico,  a dimostrazione soprattutto di come cultura,arte, spettacolo e sociale possano convivere, rivalutando le pieghe del tempo. Il Photofestival vuole essere  testimonianza, soprattutto, di come la passione individuale e la ferrea volontà di tante persone  possano trasformarsi in momenti di pubblico interesse, accendendo le luci su un territorio e le sue tante risorse”.

Giornalismo come Impegno Civile, in collaborazione con la testata “Il Granchio”, verrà assegnato al fotoreporterFrancesco Barilaro; Premio Creatività a Verteramo; Fotogiornalismo d’Autore a Marcello Carrozzo; Premio della Critica al Prof. Antonio Enrico Maria Giordano. Tutti nomi che verranno presentati al pubblico  con filmati e documentazioni visive e/o intervistati dal vivo. 

Premi Speciali Cultura a Maria Laura Annibali (attuale presidente del Di’Gay Project, è nota attivista, documentarista e film maker; testimonial della legge sulle unioni civili; il suo operato, insieme a quello del movimento, è stato fondamentale per l’approvazione della legge Cirinnà) ed Edda Billi (poeta raffinata, una delle principali protagoniste del lesbofemminismo; è Presidente onorario dell’AFFI, l’Associazione Federativa Femminista Internazionale che unisce circa sessanta associazioni tra cui “Telefono Rosa” e “Il paese delle Donne”; fondatrice della Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica femminista, nonchè fautrice negli anni ‘70 del celebre collettivo di Via Pompeo Magno).

Premi Speciali alla carriera ad  Anthony Pasquale da ICN Radio New York, al Prof. Francesco Petrino Presidente S.N.A.R.P., alla Presidente AISL_O Maria Grazia De Angelis: tre professionisti che nei loro campi di afferenza hanno raggiunto i massimi livelli per competenze e risultati.

Ospiti musicali ad allietare gli astanti saranno a turno Massimo Di Muro, Deborah Xhako, i Getting Louder

Premio Musica ed. 2017, infine,  ad un nome che non ha bisogno di molte presentazioni: il M° Stelvio Cipriani, per una carriera internazionale vissuta ai massimi livelli, che ha contribuito a portare in alto il nome del nostro Paese nel mondo. 

Tanti i nomi di prestigio  presenti anche tra il pubblico che si è già prenotato a questa grande serata, per lo piu’ ad invito.

Il PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” ha fra i suoi scopi quelli di promuovere eventi sociali e culturali  connessi tra loro, ed e’ nato nel 2011, prefigurandosi oramai come principale manifestazione di riferimento dell’Associazione stessa. Nelle sue diverse edizioni, esso e’ stato patrocinato in primis dal Comune di Nettuno (Roma), ma pure da numerose altre istituzioni pubbliche e private, provenienti anche da altre regioni (come nel caso del Comune di Milano o di quello di Modena nell’edizione 2012). La rassegna dalla nascita e per i suoi primi quattro anni si e’ svolta esclusivamente nella cornice del cinquecentesco Forte Sangallo a Nettuno. L’edizione 2015, invece, ha visto spostare  ad Anzio il fulcro principale della kermesse, e completare il programma con tappe itineranti durante l’anno solare.

Rimane conservata la sostanza dei suoi componenti: prevedere diverse occasioni di incontro e di confronto fra Arte, Cultura e Musica, in un programma che coinvolge anche nomi noti dello spettacolo e della comunicazione non dimenticando la Solidarieta’.

Riconfermati gemellaggi importanti e vecchie amicizie (oltre ad incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterrraneo e a  FotoArte in Puglia,   l’EscaMontage Film Festival itinerante– lo Spoleto Festival Art); nate anche nuove collaborazioni (il Premio Musa d’Argento in Sicilia ideato e diretto da Lucia Aparo), per una kermesse italiana che si prefigura in continua evoluzione, sia spaziale che temporale, alla ricerca di una dimensione cosmopolita e contemporanea sempre piu’ contaminata nei linguaggi e negli abiti via via adottati.

Uno specchio multiriflettente……”Attraverso le Pieghe del Tempo”.

Dopo il Primo Settembre, in preparazione la tappa inmediatamente successiva, quella di Spoleto,  dal 22 al 25 Settembre.

Le Sculture Premio costitutive di “Attraverso le pieghe del Tempo” ed. 2017 sono a firma del Maestro Valerio Capoccia.

Alcuni omaggi speciali distribuiti in serata saranno firmati dal fotografo Euro Rotelli,  conosciutissimo nel collezionismo d’Autore, che ha donato all’Occhio dell’Arte per quest’anno una immagine  d’Autore 24×30 cm serializzata a dieci stampe e  tratta da una sua serie work in progress “bamboo” (Inkjet print, carta moab 300g 100% cotone).

Principali MEDIA PARTNER cartacei ed on line : IMAGE IN PROGRESS, AGENZA ITALIA INFORMA,  L’ECO DEL LITORALE,   IL GRANCHIO,  i podcast di Discorsi Fotografici – Bumbi Media Press – La Voce del Nisseno – Annuario del Cinema Italiano – Radio Omega Sound – ICN Radio NY- GP Magazine

I principali  collaboratori  ed. 2017:  PASTA PRIMO di MOLINO FALCO srl – MOTORSTYLE – LUISA LUBRANO ATELIER – AISL_O – FOTODIGITAL DISCOUNT ANZIO – – CONCERTI DEL TEMPIETTO – AGRIZETA PIANTE DI ANZIO – M.T.M. EVENTS –  RISTORANTE MAURO BOCCUCCIA – F.LLI ROSATI s.n.c. di Rosati Nazzareno & C. – HOTEL LIDO GARDA  – HOTEL L’APPRODO –  TUTTO TONDO VIAGGI di Mara Spada – 

Ringraziamenti speciali  a: Giovanni Falco, Maestro Fabbro Mario Righini, Daria Collovini, Simonetta Bumbi, Anthony Peth, Marco Bersaglini,  Massimo Meschino (Responsabile Lazio e Molise per la kermesse nazionale  “Una ragazza per il cinema”).

Tutti i protagonisti della kermesse “Attraverso le pieghe del tempo” nel dettaglio, cosi’ come l’intero programma di ogni tappa prevista quest’anno, si possono conoscere  consultando i siti ufficiali www.occhiodellarte.org e www.attraversolepieghedeltempo.it  

Fotografo ufficiale: Marco Bonanni