Video-Saluti

 

 

Un saluto EscaMontage da Alessandro Gassmann e Rocco Papaleo dalla conferenza stampa tenutasi presso l’Hotel St. Regis di Roma dell’ultimo film di Rocco Papaleo
“ONDA SU ONDA”
al cinema dal 18-02-2016

Un film di Rocco Papaleo 
Con Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Luz Cipriota, Massimiliano Gallo, Calogero Accardo
Durata 102 min – Italia 2016
Distribuzione Warner Bros Italia

Video-Saluti

 

 

Un saluto EscaMontage da Stefano Fresi.

Presso il Teatro Golden di Roma, in attesa dello spettacolo “Brava, suoni come un uomo” con Cristiana Polegri (e con Urbano Lione e con le voci di Rita Savagnone, Pino Insegno, Stefano Fresi, scritto da A. Fornari, S.Fresi, E.Luccisano, G.Marciano, G.Pellegrini, C.Polegri, regia Emiliano Luccisano).

VideoIntervista

EscaMontage incontra Nicola Acunzo

A bordo palco dello spettacolo “…Una festa esagerata!” di e con Vincenzo Salemme

 

 

Sarah Panatta intervista Nicola Acunzo
in occasione di “Una festa esagerata…!” spettacolo teatrale scritto diretto e interpretato da Vincenzo Salemme

https://www.youtube.com/watch?v=ZPHpA…

Nicola Acunzo si racconta attraverso il teatro, ma anche nel mondo del cinema con il suo prossimo lavoro.

Riprese e montaggio: Iolanda La Carrubba

VideoIntervista

“Oltre la linea dell’emozione”

L’esordio letterario della poetessa Valentina Ciurleo

 

 
“Oltre la linea dell’emozione”
raccolta di poesie e pensieri di
Valentina Ciurleo
ed. EscaMontage a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

La pagina Youtube della poetessa:
https://www.youtube.com/watch?v=feowK…

Il blog del libro Oltre la line dell’emozione:
https://sites.google.com/site/valenti…

VideoIntervista a cura di EscaMontage

regia e riprese Iolanda La Carrubba

montaggio Sarah Panatta

Reportage

Dalla mostra personale “Il segreto stupore degli alberi” di Eugenia Serafini

“Il segreto stupore degli alberi” tenutasi dal 3 al 31 marzo 2017 a Roma.

La mostra, composta da più di 20 acquerelli di grandi dimensioni su carta pregiata, ricchi di sensibilità e preziosi cromatismi, si è tenuta nello Studiolo, via dei Marsi, 11.

Questa Mostra personale dell’artista e poeta /performer EUGENIA SERAFINI nasce da una profonda ispirazione poetica, che trae origine dagli anni ’90, da alcuni suoi “Racconti brevi” nei quali immagina che gli alberi possano vivere e sentire in modo non dissimile dalle creature umane o dagli animali, che abbiano non solo una vita, una riproduzione e una morte, ma siano in grado di emettere suoni simili a musica o a parole per esprimere le proprie emozioni. “…le sembrò che gli alberi si componessero a formare una orchestra. Anzi ne fu certa! i semi, le foglie, i rami, perfino i tronchi si muovevano all’unisono emettendo suoni sottili,scrosci, fruscìi, fischiettando leggeri, mossi solo dalla carezza del vento. Eugenia Serafini”

Intervento del prof. Nicolò Brancato, intervento del prof. Umberto Maria Milizia

Riprese-regia-montaggio di Iolanda La Carrubba

VideoPoesia

Rita Pacilio inPerformance: “Quel grido raggrumato”

 

 

Animazione poetico/teatrale per la “cultura del rispetto della persona” sulla tematica dell’emarginazione, della violenza sessuale, della diversità, della violenza verbale e psicologica, della prevaricazione mentale e fisica.
I testi sono tratti dall’omonima raccolta di Rita Pacilio edita La Vita Felice 2014
Movimenti scenici StudioDanza94 di Carmen Pepe

Reportage

Mi Querida Argentina di Alessandra Carrillo

Promo del reportage dall’Argentina, avventura, viaggio e non solo

 

 

WanderAle on a trip to Argentina: from Buenos Aires to Iguazu, Salta and Jujuy, Cordoba and Patagonia, plus extra in Brazil, Chile and Uruguay. Enjoy!
3 settimane in viaggio da sola, 12kg in spalla e borse varie; oltre 30.000km in volo, 7.000km in strada, quasi 400km a piedi, 500km in nave e qualcuno anche in treno; dormito su qualsiasi mezzo, fatto tappa in altri 3 Paesi (Brasile, Chile e Uruguay), parlato tutte le lingue (sì, anche il polacco!) e sempre pronta a nuove avventure ed a lasciarmi sorprendere dalla bellezza di questo meraviglioso Paese e dei suoi abitanti: mi querida Argentina!!

Timing: 29-12: Leaving Rome (flight) 30-12 / 02-01: Buenos Aires (bus) 03-01 / 05-01: Iguazu Falls (Brasilian & Argentinian side) 06-01 / 10-01: Salta, Salinas, Purmamarca, Humahuaca, Cachi, Cafayate, Dakar2017 (bus) 11-01 / 12-01: Cordoba, La Perla Centro Clandestino, Villa Carlos Paz (flight) 13-01 / 16-01: Patagonia El Calafate, Perito Moreno Big Ice, El Chalten Cerro Torres, Torres del Paine, Rios de Hielo (flight) 17-01 / 21-01: Buenos Aires, Tigre, Colonia, Buenos Aires (train, boat) 22-01: Back home (flight)

Camera: Samsung Galaxy S7 Editing software: Adobe Premiere Clip
http://www.alessandracarrillo.it

Reportage

Presentazione CdAntologia PoesiCanzoni

Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma

Presentazione CdAntologia PoesiCanzoni ed esposizione presso la biblioteca Aldo Fabrizi di Roma a cura di EscaMontage associazione culturale no profit, Iolanda La Carrubba presidente, Sarah Panatta vicepresidente.

Evento dedicato a Massimo Pacetti con esposizione delle sue fotografie “Gli storni di Roma”
https://escamontage.wordpress.com/201…

Moderatrici Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

I° numero Cd-Antologia PoesiCanzone ed. EscaMontage

a cura del cantautore Amedeo Morrone

con prefazione del musicologo ed antropologo Alexian Santino Spinelli

con i poeti:

Silvana Baroni, Paolina Carli, Alessandra Carnovale, Iole Chessa Olivares, Davide Cortese, Fernando Della Posta, Carla Guidi, Fausta Genziana Le Piane, Ugo Magnanti, Tiziana Marini, Anita Napolitano, Terry Olivi, Massimo Pacetti, Roberto Piperno, Lorenzo Poggi, Tommaso Putignano, Antonella Rizzo, Eugenia Serafini

E’ intervenuto il critico e autore Luca Benassi: la traduzione poetico-musicale nell’opera PoesiCanzone

Il progetto nato da un’idea di Iolanda La Carrubba (poeta e filmmaker) e Amedeo Morrone (cantautore) è stato un lavoro corale creando un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie di poeti nazionali e internazonali sono state tradotte in vere e proprie canzoni, rendendo “note” suoni “di-versi” attraverso una cifra stilistica pop-rock melodica propria dell’original sound cantautore.

Tutte le informazioni al seguente link:

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

 

Letture dei poeti presenti in sala

EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone

Incontro con la poetessa Angela Donatelli: ReAction Poetry

Incontro con la poetessa Terry Olivi: Le Velette

 

Proiezione del primo classificato di EscaMontage a corto 2016:

Oggi è il giorno di festa di Giovanni Prisco

Incontro ricco e partecipato con il regista Giovanni Prisco

Proiezione del cortometraggio III° Shock

regia di Iolanda La Carrubba, con protagonisti Francesca Stajano e Daniele Ferrari, musiche originali di Gianni “Marock” Maroccolo.

Il cortometraggio è stato realizzato nel 2015 nell’ambito del contest “Cinema Inventato”, nato da un’idea del regista Aureliano Amadei il quale ha chiamato a raccolta i migliori tra i registi contemporanei nell’impresa di girare un cortometraggio in 16 mm, muto, con la tecnica analogica del montaggio in macchina, in un’unica location, quella dell’Isola Tiberina e nello spirito dei pionieri del cinematografo, i fratelli Lumière, prodotto da Maiora Film e Moto Produzioni

 

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=HX51vb3GR68

 

Incontro con gli attori: Francesca Stajano e Daniele Ferrari

 

Esposizione dell’opera di Valerio D’Angelo “Tu as raison. Il est vraiment vulgaire”

Esposizione delle fotografie “Gli storni di Roma” di Massimo Pacetti

News EscaMontaEditorial, “EscaMontage Magazine n°0” n°. 3 in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori

 

Link alla pagina:

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

 

In esposizione l’ultima raccolta poetica di Lorenzo Poggi

“Quel ragazzo che provava a volare” ed. Progetto Cultura 2016

 

 Presente la WebTv EscaMontage

 

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Iole Chessa Olivares, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Fabio D’Alessio, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Daniele Ferrari, Fabrizio Ferraro, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Andrew J A Bulfone, Fiorella Cappelli, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Alessandro Da Soller, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri,  Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli.

 Info PoesiCanzone

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Info e contatti

escamontage.escamontage@gmail.com

 

Spot

Orchestra sinfonica “La nota in più”

 

Il centro di Musicoterapia Orchestrale “La nota in più” nasce nel 2004 dalla volontà dell’Associazione Spazio Autismo di Bergamo, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale.Il progetto è stato possibile grazie alla disponibilità del Comune di Bergamo che ha offerto uno stabile nel quartiere di San Colombano ed ha fornito tutti gli strumenti.
Questo progetto è rivolto alla formazione musicale dei ragazzi e dei giovani con autismo e con disabilità cognitiva:una grande scommessa e un’occasione unica per rendere i ragazzi disabili partecipi di quella grande esperienza che è la musica.
I ragazzi, divisi in piccoli gruppi e affiancati da musicisti formati (con un percorso triennale) dal centro Esagramma® di Milano (con docenti tra i quali Pierangelo Sequeri, ideatore del metodo e Licia Sbattella, direttore scientifico di Esagramma® e docente universitaria del Politecnico di Milano), imparano a farsi comprendere attraverso il suono.Il lavoro musicale su se stessi, svolto in situazione di gruppo, consente di “sentire” le proprie emozioni e di capire come esprimerle, scegliendo timbro e sentimento: una possibilità aperta dalla complessità della musica sinfonica, dalla sua ricchezza emotiva e concettuale.

“Capito una volta, in musica, è capito per sempre”, dice la dott.ssa Sbattella.

Da qui, infatti, l’apprendimento si riversa nella sfera della parola e della relazione sociale.
Nelle sedute di formazione tutti suonano, utilizzando gli strumenti dell’orchestra: violini, violoncelli, contrabbassi, timpani, arpe, marimba, campane, percussioni e tanti altri.

Nell’anno 2013/2014 i corsi sono seguiti da più di 50 ragazzi guidati da circa 20 operatori.

Si inizia con il triennio di musicoterapia orchestrale; successivamente si può accedere al perfezionamento orchestrale biennale (che prevede anche l’accostamento più specialistico ad uno strumento singolo con approccio individuale) e, infine, all’Orchestra Sinfonica.

Inoltre il Centro “La nota in più”, con il progetto “La musica da condividere”, offre alle classi di tutti gli ordini di scuola, l’opportunità di un percorso musicale in orchestra per tutti ed in particolare un’esperienza di integrazione fra alunni con disabilità e compagni di classe.

Il Centro “Lanotainpiù” è sede di tirocinio riconosciuta da Esagramma® onlus Milano ed è autorizzata a svolgere tirocini per neolaureati in psicologia. Inoltre già alcuni collaboratori hanno basato la loro tesi di laurea sulle attività svolte dal Centro.

Il 14 dicembre 2013, tramite la sua direttrice e coordinatrice, il Centro e l’Orchestra Sinfonica “La Nota in Più” sono stati insigniti della Benemerenza della Città di Bergamo.

L’Orchestra Sinfonica “La nota in più” ha all’attivo più di 50 concerti in luoghi prestigiosi e legati a importanti manifestazioni.
Nel 2012 è nata una seconda Orchestra Sinfonica che ha recentemente debuttato con un concerto a Suisio.
Le Orchestre sono settimanalmente impegnate nelle prove del repertorio. Il repertorio utilizzato è tratto dalla letteratura musicale sinfonica. Le orchestrazioni sono rielaborate dai conduttori dell’Orchestra.

Nel 2010 l’Orchestra Sinfonica “Lanotainpiù” e il Centro Socio Educativo “SpazioAutismo” hanno affrontato la realizzazione dello spettacolo “Muri”, liberamente tratto da “Il Gigante Egoista” di O.Wilde per la regia di Bano Ferrari, nell’ambito della rassegna “deSidera” che ha debuttato il 24 aprile 2010 nella cornice di Piazza Vecchia.

Info e contatti sul sito:

http://www.lanotainpiu.it/

Reportage

EscaMontaTour, secondo appuntamento, special guest Marco Tullio Barboni

Lo sceneggiatore e autore presenta il suo esordio “…e lo chiamerai destino”

Secondo appuntamento, dell’EscaMontaTour, realizzato da EscaMontage associazione culturale no profit, Blog&WebTV, di cui Iolanda La Carrubba presidente e Sarah Panatta vicepresidente. Letteratura, poesia, musica live e artistiche suggestioni a bordo dell’elegante limousine gentilmente messa a disposizione da Cris Colombo.

Ospite speciale è stato lo sceneggiatore per il cinema e per la televisione Marco Tullio Barboni, autore dello straordinario esordio narrativo “…e lo chiamerai destino”, dialogo metaforico e incalzante tra Conscio e Inconscio, personificati da Oscar e Felix, che (si) raccontano testa e testa, come una celebrata coppia dello spettacolo, del più celebrato degli spettacoli: quello della vita. Avvincente psicodramma ma anche percorso di visioni, tra pensieri, emozioni, ricordi, cinema e altre dimensioni del reale all’interno della limousine.

A scandire la presentazione dell’opera, le letture dei due intensi attori Giorgio Romanelli e Roberto Andreucci, ad incarnare la tensione e l’esplorazione tra Conscio ed Inconscio. E’ intervenuta nel corso dell’evento Lisa Bernardini, in veste dell’ufficio stampa di Marco Tullio Barboni, ma anche partner culturale dell’EscaMontage Film Festival Itinerante. Colonna sonora appassionata di questo secondo EscaMontaTour è stato il live musicale del cantautore Amedeo Morrone. Era anche presente EscaMontage WebTV.

EscaMontaTour nasce dal sogno di Iolanda La Carrubba ed è quello di poter passeggiare con le Muse nell’intenso piccolo buon viaggio con la “Poesia e l’Arte in Limousine” che per una magica serata, si trasforma in palco scenico, salotto cultural-glam, live session, in un viaggio diverso che solca l’asfalto diventando spettacolo on the road per un set indimenticabile.

Il Limosino (in francese Limousin, in occitano Lemosin), era una regione della Francia con capoluogo Limoges, oggi Aquitania-Limosino-Poitou-Charentes che si trova lungo una delle quattro grandi rotte del cammino di Santiago.  Fin dal Medioevo la rotta via Lemovicensis veniva percorsa dai pellegrini che con grande probabilità indossavano mantelli simili a quelli dai pastori locali realizzati con le pelli dei bovini Limousine. Il termine in seguito fu riferito a delle auto costruite nel 1902, in cui l’autista sedeva all’esterno sotto una pensilina simile ad una carrozza. Nei rigidi inverni di quegli anni d’inizio secolo, il povero autista per ripararsi dalle intemperie indossava un mantello simile a  quello della regione Limousine e dunque leggenda metropolitana vuole che la persone vedendolo indossare il mantello, iniziarono scherzosamente a chiamare la vettura Limousine. Ricerche storiche tuttavia narrano che il nome derivi dall’evidente somiglianza del tetto in pelle dell’automobile col mantello. Negli anni ’50 il boom, i VIP viaggiano in limousine tra i quali Elvis Presley. La limousine da New York prese piede negli USA come mezzo sempre più lussuoso e accessoriato ma anche diversificato nelle sue funzionalità, trasformandosi in mezzo glamour.

Partner Cris Colombo

(http://www.criscolombo.com/)

Linkopedia Rassegna Stampa

https://barbarabraghin.blogspot.it/2017/03/escamontatour-con-marco-tullio-barboni.html?m=1

http://www.lecodellitorale.it/?p=20328&preview=true

http://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-di-benedetto/il-secondo-appuntamento-dell%E2%80%99escamontatour-realizzato-da-escamontage

http://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-di-benedetto/il-secondo-appuntamento-dell%E2%80%99escamontatour-realizzato-da-escamontage

http://www.aobmagazine.it/2017/02/25/escamontatour-marco-tullio-barboni/

http://www.lavocedelnisseno.it/Articoli/Incontri/Post/681/ESCAMONTATOUR-IERI-A-ROMA-CON-LO-SCRITTORE-MARCO-TULLIO-BARBONI

http://www.annuariodelcinema.it/annuario/news-2/2385-escamontatour-con-marco-tullio-barboni

VideoArt

 “Fumettopoli”

di Mario La Carrubba

 

 

EscaMontage intervista Mario La Carrubba

Da dove nasce l’idea di realizzare una Video Art sulla storia del Fumetto?

Un vero e proprio inizio non esiste, esistono dei ricordi legati al primo impatto di “letteratura” infantile, un primo step per così dire che avvicina il bambino alla lettura di opere più complesse inoltre ho sempre ammirato la qualità grafica degli illustratori che a volte era veramente eccelsa.
Mi ricordo che verso gli anni ‘49 quando ancora non andavo a scuola e guardavo i fumetti, avevo come la sensazione di poter fare un viaggio immaginifico, incantato. Siamo in un periodo in cui non esistevano molte distrazioni, si c’era la radio, il cinema ma non trattavano molti argomenti per bambini, almeno non di frequente, mentre nel fumetto c’era l’attrazione per la fantasia e per il suo sviluppo futuro. Quando ancora non esisteva la tecnologia atta a poter dare modo di svago, il fumetto rappresentava una sorta di fuga dal reale. Qualche tempo fa mi ritrovai a guardare vecchie foto e ne ritrovai una dove c’erano mia madre Iolanda e mia zia Lucia mi trovavo al centro con in mano un fumetto, avevo all’incirca sei anni, così mi è sovvenuta l’idea di realizzare questo primo video intitolato “Fumettopoli” dove ho potuto “animare” i miei ricordi.

Il periodo storico di questo primo lavoro cosa comprende?

Ho iniziato da alcuni fumetti antichi dai quali ho tratto delle immagini, il periodo comprende la fine del 1800 il protagonista è “Yellow Kid”, poi ho fatto un’escursione temporale fino agli anni 50 circa, ovvero quando ancora frequentavo le elementari. Partendo quindi da questo primo fumetto sono passato a “Little Nembo” primi anni del 1900, attraversando poi gli anni ‘20 in cui primeggiava “Il corriere dei piccoli”, ho voluto solcare diversi periodi storici senza trascurarli, poiché la storia è memoria collettiva, patrimonio dell’umanità e nel bene e nel male va ricordata, affermata nella coscienza anche dei più giovani, quindi ho raccontato, sempre attraverso il fumetto anche il periodo del fascismo, d’altro canto quella era l’epoca della mia infanzia ed in particolar modo ho ricordato “L’avventuroso” fino ad approdare al dopo guerra dove esce il “Topolino libretto”. In questa raccolta mi colpì in particolar modo “l’Inferno di Topolino” di cui ancora ho alcune copie dal ‘49 fino al 2016. Sto iniziando a dare forma a ciò che ho in mente e la seconda parte del video comprenderà gli anni 60 fino ai giorni nostri.

Dal video emerge un intenso legame alla storia del fumetto, in base a cosa sono stati scelti i fumetti che compaiono in questo lavoro?

Un po’ proprio da quelli che hanno accompagnato la mia infanzia, infatti ricordo che i giornaletti erano di diversi formati, quadrati o c’erano le famose stringhe. Da piccolo ho avuto l’opportunità di avere copie di fumetti anche degli anni 30 e dei periodi precedenti, i quali mi hanno lasciato delle immagini visive e hanno contribuito a stimolare la mia curiosità con le loro storie. Ad esempio una che è ancora nitida nella mia mente fu un episodio in cui Paperon de’ Paperoni fece un regalo bizzarro ai nipotini i quali volevano una scavatrice, dunque lo zio fece l’impossibile per regalargliene una ma quando Qui Quo Qua videro che si trattava di una vera e propria scavatrice, rimasero delusi dato che loro ne volevano una giocattolo. E via via “Tira e molla”, “Tex Willer”, “Cucciolo”, da bambino mi immedesimavo in quelle storie, qualche volta ricopiavo i disegni ed altre coloravo gli stessi fumetti, e ad oggi posso dire che quei bei disegni hanno anche ispirato l’idea di alcune situazioni che ho poi rielaboro nei miei quadri.

Si potrebbe dire che c’è una fascinazione nei confronti del collezionismo?

Il collezionismo è una passione, si cerca solitamente le rarità ad esempio come il numero 1 di “Topolino libretto” . Poi il fumetto ha preso una dimensione importante nella società tant’è vero che ogni hanno si organizza la fiera del fumetto. Perché è una fascinazione artistica e gioca un ruolo fondamentale nella società; e gioca un ruolo la fantasia, e gioca un ruolo l’immaginazione collettiva è stimolo per la cultura, potremmo dire anticamera per andare oltre in special modo per un bambino e intraprendere così la lettura di libri.

Realizzare questo tipo di video quanto impegno comporta?

Intanto la ricerca dei vari fumetti, come quelli storici di oltre cento vent’anni fa è fondamentale e qui gioca un ruolo determinante Internet, attraverso il quale è ormai possibile reperire qualsiasi cosa, poi la scelta per estrapolare le immagini, logicamente dare una visione un po’ cinetica, di movimento, fin dal principio del progetto e tentare così di realizzare non l’animazione classica , per fare ciò ha una funzione basilare la fantasia perché sono tante immagini vicine che il cervello ricollega dando una visione d’insieme, creando poi una vera e propria visone personale. Per quanto riguarda il montaggio, l’ho volutamente eseguito in maniera tale che si avvicinasse il più possibile alla lanterna magica, poiché essa sviluppa il movimento da figure statiche che in seguito si vanno a sovrapporre creando così l’animazione.

Sarebbe molto interessante poter carpire qualche segreto della realizzazione.

La realizzazione è possibile grazie alla tecnologia computeristica che riassume un vero e proprio insieme di macchine principalmente la moviola. La vera e propria difficoltà e la decisione di come inserire tutti gli strati delle immagini per compenetrale l’un l’altra dando poi lo sviluppo del filmato. Quello che serve oltre al computer, è lo scanner, la macchina fotografica ed un programma di grafica con il quale si ha possibilità oltre a dare libero sfogo alla fantasia anche tecnicamente di sovrapporre le varie clip per concretizzare così il movimento. Il tempo che ho impiegato per realizzare il video è stato di circa quattro mesi. Ed ora vi auguro una buona visione!

 

Cortometraggi

Neuroticos. “Quiero fracasar”

 

 

Brevi momenti di ironia arguta e senza filtri!

Dal sito Film&Clips

“Micros humorísticos, reflexivos, sensibles y, sobre todo, neuróticos, narrados con la velocidad de una línea de pensamiento, y que retratan los diferentes enrosques nuestros de cada día”.

 

 

VideoClip

Martina guarda il mare, Vittorio Merlo

 

 

“Una canzone dedicata a mia figlia Martina, estratta dal mio secondo CD “Aicha.it”” Vittorio Merlo

Disponibile su Amazon:
https://www.amazon.it/dp/B00CE2EZBW/r…
iTunes:
https://itunes.apple.com/us/album/aic…

Il cd è stato registrato allo studio Sanluca di Bologna e nel brano hanno suonato e cantato: Roberto Manuzzi (armonica), Marco Guerzoni (vocals), Elisa Rosselli (vocals), Pier Mingotti (basso), Stefano Peretto (batteria), Mauro Campobasso (chitarre).
Aicha.it è un’autoproduzione di Vittorio Merlo.

MARTINA GUARDA IL MARE di Vittorio Merlo

Martina guarda il mare
I sassi e le conchiglie
Ci sono tante cose da imparare
Le onde i pesci la schiuma e il sale
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
La sabbia il cielo il sole all’orizzonte
Tutta quell’acqua da dove viene
Tutta quell’acqua dove vuole andare
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
Grande come per lei
I suoi sentieri da esplorare
È grande come per noi
I suoi pensieri, il suo camminare
Martina guarda il mare
E suo padre e sua madre
La guardano guardare

Martina guarda il mare
Come un fiore in un deserto
Come qualcosa da scoprire
Come una storia da ascoltare
Martina guarda il mare

Martina guarda il mare
Come un libro appena aperto
Come se il tempo si fosse addormentato
Martina guarda il mare
Come se fosse appena nato

Martina guarda il mare
Grande come per lei
I suoi sentieri da esplorare
È grande come per noi
I suoi pensieri, il suo camminare
Martina guarda il mare
E suo padre e sua madre
La guardano guardare

VideoClip

Alexian Santino Spinelli inPerformance: “Romano Dives”

 

L’Alexian Group del musicista, musicologo e ambasciatore della cultura Rom, Alexian Santino Spinelli, esegue “Romano Dives” al 18° Festival Alexian & International Friends a Lanciano presso il teatro Fedele Fenaroli il 29 Ottobre 2011

Cortometraggio

Il grande forse di Marco Tullio Barboni

 

 

Scritto e diretto da Marco Tullio Barboni (sceneggiatore, regista, autore)

http://marcotulliobarboni.com/

con Philippe Leroy, Roberto Andreucci, Leonardo Berti, Ginevra Barboni, Andrea Rapini, Giorgia Lo Foco, Francesca Graia, Davide Fiori, Irina Streza, Luca Di Molfetta, e Arturo Barboni (nel ruolo di Merlino)

Musica Franco Micalizzi
Montaggio Gabriele Costa
Scenografia e costumi Sandro Scarmiglia

 

Link correlati:

https://escamontage.wordpress.com/2017/02/01/marco-tullio-barboni/

https://escamontage.wordpress.com/2017/03/01/escamontatour-marco-tullio-barboni-e-lo-chiamerai-destino/

https://escamontage.wordpress.com/2016/03/01/escaintervista-marco-tullio-barboni/

 

 

VideoInterviste

Emanuele Carioti, dalla macchina da scrivere al tablet

Come è cambiato il modo di fare comunicazione

 

 

Emanuele Carioti, “dalla macchina da scrivere al tablet”, come cambia il modo di fare informazione, la cronaca, la spettacolarizzazione della notizia, le nuove frontiere.

Intervista a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta
Riprese, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba

http://www.ematube.it/
https://www.youtube.com/user/cortonotte

Link EscaMontage Blog&WebTV
https://www.youtube.com/user/Iolandal…
https://escamontage.wordpress.com

 

 

Reportage

Triennale Art Of Cult Rome 2017

Sabina Tamara Fattibene racconta la mostra

 

 

La Prof.ssa Sabina Tamara Fattibene presenta la mostra collettiva “Triennale Cult Of Art Rome 2017” presso lo spazio Plus Art Plus di Roma, Viale Mazzini 1, 21-27 febbraio.

In questa edizione 2017 sono 53 gli artisti che hanno esposto le loro opere. Quest’anno anche il gruppo “Pizzoli Arte per l’Aquila”, cittadina devastata come l’Abruzzo dal terremoto: con le loro opere Grazia Alloggia, Mimmo Emanuele, Valeria Ferrarese e Simona Pesce, esprimono un gesto di dolore ma al tempo stesso di speranza per una rinascita.

Gli artisti di questa edizione: Anna Aglirà, Stefania Ambrosini, Lucia Amadio, Antonio Ariaudo, Giuseppe Ascari, Rossana Bartolozzi, Angelo Bottaro, Paolo Camiz, Ester Camprese, Valentino Carboni, Franco Cola, Roberto Del Fabbro, Fabrizio De Santis, Gianfranco Di Bernardini, Olympia Dotti, i fratelli Caterina e Pier Alberto Faina, Maurizio Falcocchio, Giacomo Fierro, Massimo Fodonipi, Patricia Glauser, Giocampo, Paola Grillo, Marida Iacona, Kimiko Ishibashi, Mario La carruba, Fabrizio Loiacono, Malisa Longo, Sery Mastropietro, Lina Morici, Lilli Nardi, Paolo Paoletti, Ettore Petrangeli, Pasquale Protesio, Mirella Rossomando, Umberto Romano, Isabelle Salari, Maria Carmen Salis, Mario Salvo, Fernando Terracina.

Le opere scelte sono state selezionate da una Commissione di Esperti tra cui il prof Egidio M. Eleuteri (critico e gallerista d’arte), Guerrino Mattei (giornalista e critico d’arte), Mara Ferloni (critica d’arte), Pino Reggiani(pittore di fama), Fattino Tedeschi (critico d’arte), Maria Rosaria Sangiulo(giornalista e critica d’arte).

Riprese, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba
Introduzione a cura di Sarah Panatta

Link EscaMontage Blog&WebTV
https://www.youtube.com/user/Iolandal…
https://escamontage.wordpress.com

 

VideoIntervista

Incontro con Vincenzo Salemme. “Una festa esagerata…!”

EscaMontage incontra Vincenzo Salemme
“Una festa esagerata…!”

Spettacolo teatrale
scritto, diretto e interpretato VINCENZO SALEMME

e con NICOLA ACUNZO, VINCENZO BORRINO, ANTONELLA CIOLI, SERGIO D’AURIA, TERESA DEL VECCHIO, ANTONIO GUERRIERO, GIOVANNI RIBÒ E MIREA FLAVIA STELLATO

Scene ALESSANDRO CHITI

Costumi FRANCESCA ROMANA SCUDERI

Musiche ANTONIO BOCCIA

Luci FRANCESCO ADINOLFI

Da martedì 14 febbraio 2017 a domenica 19 marzo 2017 al Teatro Diana di Napoli

Intervista a cura di Sarah Panatta e Iolanda La Carrubba
Riprese e montaggio di Iolanda La Carrubba


Recensione

Sentimenti e gag nel magico mondo di Vincenzo Salemme
di Iolanda La Carrubba

Torniamo a teatro, dove con uno spettacolo che trascrive in scena uno spaccato di vita, Salemme coinvolge il pubblico rendendolo partecipe. Siamo in “Una festa esagerata…!” un luogo fatto di comicità all’interno della dura oggettività della vita. La storia è ambientata in una casa per caso  situata nel luogo cult della borghesia di oggi, con un terrazzo panoramico forse simbolo di una dimensione altra che sfocia sulla realtà degli altri.
Qui una moglie e madre (Teresa Del Vecchio) caparbia, capricciosa, prettamente concentrata sulle apparenze, è completamente assorta nell’organizzazione della festa che presenterà sua figlia Mirea (Mirea Flavia Stellato) in società, coordinando caoticamente accanto ad un improbabile maggiordomo (Vincenzo Borrino) la disposizione dei tavoli e l’assegnazione delle bomboniere.
Lei, la figlia è il ritratto della madre non vuole altro se non riuscire ad emergere, attraverso i beni materiali, per paura di smarrirsi in un anonimato collettivo. Cardine sono le beghe condominiali, immancabili, immutabili, asfissianti tra le quali si aggira il vice – portiere (Antonio Guerriero) che tutto vede e tutto sente filtrando attraverso il suo solipsistico punto di vista, i fatti che corrono su e giù per le scale, che si affacciano ai balconi, che prendono l’ascensore il quale ingordamente intrappola i condomini in un vortice di fraintendimenti assillanti.
Il corteggiatore aspirante fidanzato di Mirea (Sergio D’Auria) è una presenza estenuante per il mal capitato Gennaro Palascandalo (Vicenzo Salemme) il quale tenta per amor della pace domestica ma non “addomesticata”, di trovare in lui un lato da apprezzare ma si ritroverà a cercare nella sua coscienza la soluzione al cubo di Rubik, senza riuscire a risolvere l’enigma.
Altri accadimenti si accaniscono sulla tranquillità anelata da Palascandalo rendendolo vittima in un complesso e intricato sistema di eventi, scritti ed interpretati magistralmente. Nella trama si aggira una presenza ostile, la vicina di casa (Antonella Cioli) la quale con la sua personalità disturbata, bipolare, detta regole e brama vendetta nascondendosi dietro l’ombra di suo padre (Giovanni Ribò) un uomo apparentemente mite e tranquillo.
Nulla è lasciato al caso ed il meccanismo comico si aggroviglia all’amara realtà con le sue ambiguità, gli affreschi imprevedibili, istantanei e simultanei dove le maschere della commedia dell’arte si contaminano tra loro simbolicamente quasi fossero una decodificazione del surrealismo intangibile. Mentre le ore vengono inghiottite dagli abissi del Tempo, implacabile e insaziabile, ancora altri giochi di ruoli si presentano in scena ed a cavallo di una motocicletta giunge il prete (Nicola Acunzo) dispensatore di consigli sottoforma di inutili luoghi comuni, buffi, arzigogolati e non-sense.
Ogni personaggio qui è vero, a tal punto da risultare grottesco, un ritratto iperreale di quei volti ostinati e contorti che soggiornano nella quotidianità, con i loro pensieri piccoli, arresi alla volontà di una società consumistica.
Straordinari, loro i personaggi di tutti i giorni, indossati da interpreti talentuosi, di forte impatto caratteriale ed è attraverso essi che viene descritto il sogno della realtà e la realtà del sogno, trasformando il tutto in un incubo incessante; c’è chi brama la fama, chi nasconde la sua identità, chi è stalker, chi  si finge qualcun altro, un via vai di personalità multiple all’interno di multi-dimensioni dove anche l’invisibile è protagonista.
Gli attori si protendono verso il capo comico d’eccezione, vulcanico, matador del palco e dell’oltre palco che travolge e sconvolge l’attenzione rivolgendosi a Lui, il mito, il mentore, il fautore del percorso artistico di Vincenzo Salemme, Eduardo De Filippo un uomo fatto per essere teatro, per essere voce e corpo, anima e ruah di un luogo immaginifico portato in scena.
In questo spettacolo si vive il lavoro completo e colto di Vincenzo Salemme il quale in ogni sua Opera non dimentica di dare spazio ad una morale efficace, accattivante che dona empaticamente spunto di riflessione, le gag che lasciano senza fiato e colmano gli occhi di lacrime gioiose, di colpo spiazzano tramutando quelle stesse lacrime in patos travolgente che si aggrappa all’emotività portandola nelle oscure profondità di un inconscio collettivo junghiano.
Vincenzo Salemme con la sua poesia ritmata ed efficace, si fa carico di filtrare attraverso una profonda comprensione e compassione della vita, la ricerca di una nuova, plausibile collettività, fatta di riflessione, amicizia, risoluzione, facendo sperare per un momento almeno, in un mondo migliore.
Nel suo lavoro tra cinema e teatro, questo è la costante e nella completezza rimangono nella memoria, indelebili messaggi conduttori di complessità artistica tra i quali il meraviglioso monologo nel film “Cose da pazzi” rivolgendosi a Maurizio Casagrande riferisce :
– … mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto, altrimenti diventerò un delinquente! E si ricordi signor Cocuzza, che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue!!!-
Salemme regista, attore, autore è amico del suo pubblico.

VideoPoesia

Rita Pacilio. Io bacio

 

Video – poesia di Rita Pacilio
tratta da “Alle lumache di Aprile” (LietoColle – 2010)
Brano dell’album “Infedele” – Voce Rita Pacilio
Testo di Rita Pacilio
Rita Pacilio vocal and electronics
Special guest :
Claudio Fasoli tenor and soprano saxes
Antonello Rapuano piano and keyboards
Giovanni Francesca guitars and electronics
Carlo Lomanto drums and rhythmic speech
Video e foto floreali e paesaggistiche di Susanna Pasqualetti e Roberto Bruni

Recensione

Le memorie nella raccolta di Rita Pacilio

di Iolanda La Carrubba

Risultati immagini per prima di andare rita pacilioLa o meglio Le Memorie sono la chiave di lettura della raccolta poetica “Prima di andare” di Rita Pacilio, un lavoro completato dalla stesura di alcune lettere, intimamente rivolto all’Altro, al Tempo che lento divora istanti di totalità ed agile elargisce esperienze, fatti, storie, luoghi dove ritrovare e rielaborare il trascorso, tra rimpianti adagiati cautamente su di un percorso disseminato di sensazioni. 
Non è il silenzio a padroneggiare l’andamento metrico del linguaggio, ma compare visionario il sound design dei rumori di tutti i giorni, elevati all’infinito ritmo del Cosmo:

“Si filosofeggia sugli uccelli 
sul suono che si perpetua da secoli…”

Il suono stesso dunque, divine spazio abitato da nostalgie migratorie che hanno il compito di dissipare dubbi per affermare e fermare, in quelle stesse memorie; domande, riflessioni, continuità dello stupore proprio di chi con occhi colmi d’esperienza ma in cerca ancora di altri approdi, guarda lo scorrere della vita e non del Tempo einsteiniano che illusoriamente separa il passato dal futuro, ma del tragitto che esso segna a partire dalla nascita, fino all’ultimo istante in cui il corpo si trova ancora ospite della Terra.
Nella lettera seconda l’autrice scrive:

“Ci sono momenti in cui i sentimenti arrivano a un punto luminoso e profondissimo, senza spiegazione logica come gli anni passati quando li ricordi in una sola azione, in un fatto accaduto, senza consequenzialità cronologica, immobili tutti in una sola scena.”

L’immagine che emerge dal raffinato stile di Rita Pacilio, non è il congelamento dell’attimo come se si trattasse di un’istantanea con i volti immortalati per l’eternità sorridenti, ma si tratta di una complessa azione scenica dove si descrive l’amore, la delusione, la felicità e il pianto attraverso un lavoro che riporta alla mente un soggetto cinematografico. La suggestione filmica qui suggerita ha una nota malinconica, strettamente legata alle turbolenze emotive, solitamente accompagnate da metaforiche intemperie descritte da tuoni all’orizzonte e scosciante pioggia, quasi fosse la volontà dell’anima a muovere il mal-tempo. Ė qui celata la forza poetica intimamente legata al fruscio della pellicola, la quale golosa cattura la quotidianità di eventi romantici che riportano alla mente il meraviglioso film di Charlie Chaplin Luci della città, dove vi è contenuto il senso dell’abbandono, di una solitudine aspra condivisa tra due persone pronte ad innamorarsi, lo stesso regista in seguito affermerà:
“la vita non è una tragedia in primo piano, ma una commedia a campo lungo.”
e nell’opera totale di Rita Pacilio il fil rouge è l’Amore, i suoi segreti, le sue discinte sensualità, ci sono confidenze e confessioni dove:
“…i ricordi erano chiusi a chiave nella cassaforte che nessuno voleva scassinare.”

e reminescenze private contenevano e contengono brevi testamenti che sobbalzano dal luogo dell’altrove, dove vanno a nascondersi gli adii. Qui si è raggiunto uno stato alto di coscienza, la quale insegue la meta di un’età diversa, piú matura e consapevole dei suoi limiti, una nuova era enigmatica, capace di gustare anche il sapore amaro della sfida vissuta, la quale segna un solco doloroso sulla nudità del foglio bianco, arreso al racconto colto, elargito attraverso l’inchiostro che scorre nelle vene di Rita Pacilio.  I suoi volti, i volti dei suoi personaggi, sono perturbati mentre danzano all’interno del meccanismo di una società asfittica:

“…il martirio porta guanti bianchi, nei capelli 
l’aria dell’inverno, che stupida la gente 
spinge corre senza sguardi, senza piedi.”

un mondo imprigionatore che non permette l’evasione della felicità, del possibile e plausibile raggiungimento di essa o di una delle sue forme mutevoli, costituite da trepidante speranza shakespeariana descritta nel sonetto n° 73:

“In me tu vedi quel periodo dell’anno
 quando nessuna o poche foglie gialle ancor resistono
 su quei rami che fremon contro il freddo,
 nudi archi in rovina ove briosi cantarono gli uccelli.
 In me tu vedi il crepuscolo di un giorno
 che dopo il tramonto svanisce all’occidente
 e a poco a poco viene inghiottito dalla notte buia,
 ombra di quella vita che tutto confina in pace.”

Mentre si procede verso il finale tutto è sovvertito, c’è un nuovo inizio a completare l’andamento naturale delle cose, i flashback che fin qui hanno fatto credere si trattasse della fine, ritornano a moderare un’armonia sentimentale dove si evince il potere misterioso dell’amore:

“…Stordisciti di sapienza… di polmoni vuoti e verità.”

Nota dell’autrice
Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, collaboratrice editoriale, sociologa, mediatrice familiare, si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Curatrice di lavori antologici, editing, lettura/valutazione testi poetici e brevi saggi, dirige la collana ‘Opera prima’ per La Vita Felice. Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarra (La Vita Felice 2012) trad. francese L’Harmattan, 2016, Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014), Il suono per obbedienza – poesie sul jazz (Marco Saya Edizioni 2015), Prima di andare (La Vita Felice, 2016). Per la narrativa: Non camminare scalzo (Edilet Edilazio Letteraria 2011). La principessa con i baffi (Scuderi Edizioni 2015) è la sua fiaba per bambini.

Recensione

Il profondo (amaro) amore nei “Percorsi” di Cinzia Marulli

di Iolanda La Carrubba

 

percorsi-330053L’occasione è quella dell’incontro in questo prezioso libro fatto di Percorsi, dove il protagonista è lo scorrere del tempo. Passa il tempo per le strade poetiche di Cinzia Marulli, giunge il ritorno mentre si “…sparge la clorofilla della follia…” al ritmo di “…360 battiti scanditi su un foglio bianco…” ed arriva il momento dell’attesa. Così allo scandire di nuove pause calme, s’avvicendano floride e sofferte le ore del lavoro, provate, affaticate dalle loro stesse parole, gravide di vita.

E’ attraverso i miti, le leggende, le fiabe che si svela l’archetipo dell’Eroe, l’autenticità del suo vagabondare alla ricerca sempre più estrema, della propria identità in “…quella sospensione concreta del cosmo…”e Cinzia Marulli accompagna il lettore nel suo più intimo dedalo, disegnando Percorsi con perizia riflettendo sul significato delle singole parole, riuscendo con il suo stilema forte a volte solipsistico, a fare e vivere Poesia. La potenza della sua espressione poetica, si staglia contro il velo oscuro dell’indifferenza, riaffermando nell’inconscio collettivo junghiano, la propria testimonianza con la volontà indomita di scuotere gli animi ed affrontare coraggiosamente il proprio malessere.

“Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.”  (Carl Gustav Jung)

Qui vi è racchiuso il profondo amaro amore per la vita tutta, le sue eclissi oscure e dolorose, le memorie tragiche, le amicizie che oscillano danzanti al sussurro introspettivo della calda fiamma, fuoco materno, che illumina il tortuoso sentiero. E come impeto funesto s’innalza il dolore sacrilego che tutto paralizza e si arrende tacito ma pur sempre riflessivo, agli orrori prodotti dall’umanità,  c’è morte una morte devastatrice, incattivita e violenta che porta il nome della guerra, c’è tormento e sacrificio nell’intimità femminea seviziata.

Cinzia senza alcun preavviso lancia un grido muto e penetrante, profanando il suo stesso poetare, furiosamente con la forza e l’audacia della speranza, elargendo con fervore un breve ma intenso racconto. Amine è prosa, è denuncia, è voglia di mutare l’orrido in serenità utopica.

Tra le turbolenze del saper vedere, si anima un tormento indomabile ma al contempo cauto e ponderato facendo sovvenire alla mente le parole di Virginia Woolf:

“Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dall’altro flagello, che si annida nel calamaio e supera la penna.”

Non sono percorsi facili quelli suggeriti da Cinzia Marulli, ma è un’andare “… su questa terra tonda…” con l’eroismo di solcare sulla propria pelle, il viaggio di un’intera vita, immaginandone la fine come un nuovo percorso da intraprendere:

“Voglio scrivere della mia morte ora
ora che sono in vita
perché non la conosco
e posso dire tutto quello che mi pare

così nessuno mi potrà dare della bugiarda.”

E’ un libro questo da divorare nelle ore più amare del giorno ed è da amare in quegl’impercettibili attimi di realtà dove la patologia dell’età che avanza, inevitabilmente s’appella allo sguardo incredulo dello specchio che tuttavia rimane incantato agli occhi del cuore ancora fanciullo, che vaga alla ricerca costante dell’incontro.

“Non è nel profumo dei gelsi
e nel quieto mistero del lago
che ci incontreremo
ma tra i ghiacci del nord
nella dimensione sconosciuta dell’oltre
lì, dove il tempo non esiste
e la materia è puro pensiero.”

Video: Antology Experimental Video-Poetry

 

created by Iolanda La Carrubba
presentato presso la II edizione di EscaMontage Film Festival Itinerante

con le poesie di:
Paolo Carlucci
Rosaria Di Donato
Tiziana Marini
Massimo Pacetti
Lorenzo Poggi
Antonella Rizzo

Distribuito da Neobar
http://neobar.wordpress.com/2014/05/29/iolanda-la-carrubba-video-antologia-per-la-ii-edizione-del-bracciano-film-festival/

Recensione

Itinerari intimi nella poesia di Serena Maffia

di Iolanda La Carrubba

 

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E’ immediato l’impatto emozionale elargito generosamente all’interno della pregevole silloge Roma mi somiglia (ed. Passigli) di Serena Maffia, è un itinerario intimo, complesso, organico, voluttuoso e attuale, costruito con efficaci parole che compongono e completano uno stile elegante, profondamente riflessivo nella sua compostezza linguistica.

Appare nitido il volere poetico che si presenzia confidente e audace, completandosi nell’esperienza sensoriale attraverso quel rimando colto, proprio della poetessa, a metafore acute e mai ridondanti, colme di un’efficacia visiva e visionaria. Sapienti si dispongono diversi orizzonti sul piano cartesiano, prono al potere immaginifico delle parole raffinate, la cui totale composizione trasporta il lettore in un opera pittorica dai rimandi metafisici:

“…capitale sparita, gente impazzita/borgo che nutre, che fa leone o drago/Roma alla sera profuma di Roma”.

Qui vi è racchiusa una struttura potente, alchemica che sconvolge l’ordine naturale delle cose quasi a voler far predominare i sensi sulla ragione, una passione femminea ardente, conturbante che sa nutrire e nutrirsi di attese e rinvii, forse soffrendo l’assenza:

“e se fossi l’acqua?/ che inghiotte la pietra e intorno acqua / che tutto inghiotte senza ingoiare”.

Persuasivo è il viaggio intrapreso oltre l’altro, tra gli altri, nell’ arte tra gli altari e i rituali degl’intimi momenti che mutano la notte in giorno, cambiando il volto di lei che vede Roma Serena, come il suo nome semplice che aspetta di accompagnarsi all’andare e il venire del tempo.

Ed è in questa attesa che la poesia di Serena Maffia si completa, percorrendo, attraversando e solcando l’andamento metrico dei classici fino ad approdare, superando le controversie del mondo fisico quotidiano, alla poesia erotica.

Viaggio dunque di sensi, desiderosi d’estasi e di assaggiare il volto segreto delle emozioni, delle reminiscenze immaginate e tangibili tratte dalle suggestioni di lei che poeticamente va nel suo Se di bambina, fino a raggiungere il suo oggi di donna:

“Firenze di me ha i capelli bagnati /occhi allungati e gelato in mano / tornata ragazzina”

Colta, vigorosa, amante della passione fatta di carne e penna,  passa ed oltrepassa se stessa raggiungendo l’origine materica del dato oggettivo, che si immerge nel subinconscio poetante di Serena, fatto di un insieme di elementi accattivanti, provocatori e vertiginosamente eroici:

“e giù per il viottolo segreto/intorno al Teatro Marcello / su per il ghetto liberato / anche dai turisti, in un sogno desiderato”.

Forte è l’esperienza materna spesso presente, altre volte più latente quasi fosse una protezione cosciente ricercata e ritrovata all’improvviso, mentre passeggia o mangia un gelato e la vede tra le bellezze del suo andare, nei gesti di una vita prosperosa:

“Napoli che bella donna/e tiene per mano i bambini / e lattanti appesi ai seni / come l’albero della cuccagna”

E’ sorprendente come si lascia anche cullare da una malinconia abbandonica, proveniente da un mondo fenomenico solipsistico, a volte illusorio che discende nelle viscere del mare interiore, dove lei si troverà armata di penna, a lottare contro il kraken dei ricordi:

“ti scorgo nel bordo concavo/della tazza adombrata/prigioniera del giorno e/di una scodella di latte”.

Passeggia riflessiva nei vicoli di un dove totale, prevalentemente composto delle tappe di un’intera vita, qui si tinge di mestizia il tracciato, valicato con cautela e ponderato fino all’atto finale:

“Assisi ti spoglia del nero / e ti veste d’aria/ti spinge per strada / su fino al sepolcro.”

Provocatoria indaga se stessa senza trascurare nulla e si fa portatrice di sfide giocose, conducendo anche il lettore verso l’analisi del suo esistere, condividendolo senza censure:

“guardami ora che ti mangio vivo/guardami è solo un gioco/che mi diverte, rido/ nel farti sentire in balia/ del mio umore lunatico.”

Mentre l’andamento poetico delinea musicale il pensiero e il suo pensare, si raggiunge una meta onirica:

“Palermo è l’impronta del mondo/sulla strada calda / serenità d’edera riflessa / calice d’ambrosia”.

Qui avviene una circumnavigazione avventurosa che riporterà Serena Maffia a somigliare all’amor per Roma:

“Roma mi somiglia, è una ragazza stanca / seduta sulla sponda della Tiberina / a sgambettare al tempo”.

 

VideoPoesia

Anno misericordiae

VideoArt di – Mario La Carrubba

Testo poetico di- Anita Napolitano

 

 

Kyrie eleison
Il Rabbi si alzò da tavola,
versò dell’acqua nel catino
lavò i piedi ai suoi discepoli,
e con un asciugatoio li asciugò.
Anche al figlio di Simone li lavò
sebbene sapesse della trama
nell’orto dei Getsemani.
“In verità in verità vi dico,
uno di voi mi tradirà”
e non solo il figlio di Simone,
che il bacio in spina tramutò.
A rinnegarlo prima
che il gallo cantasse
e per ben tre volte
anche Pietro, di Giona figlio
e di Andrea fratello.
Kyrie elèison, Signore, abbi pietà
Non perirà di spada
chi di spada ferirà,
clandestini in viaggio
sullo stesso relitto
lasciate che l’amore curi l’ odio,
quantunque doloranti
scaraventate il marcio dalla rupe.
Sullo spalto più alto del castello
rinfoderate l’ offesa
e la peste cesserà.
Lasciate che sugli aridi
e sterposi campi
la pioggia cada copiosa
“dopo la tempesta la quiete”
e quando il sole tra le colonne del cielo
regnerà sovrano, le lotte intestine avranno fine.
Fate che i bambini santi d’ ogni colore e credo,
perché i bambini sono santi,
non guarderanno più negli occhi le guerre
il flagello del ferro, né in cielo, né in terra.
“Il Rabbi disse,
amatevi gli uni gli altri”
bevete alla stessa fonte
e il pane in parti uguali dividete.
Nessuno Abele dovrà più perire
per mano di Caino,
accostatevi ai lebbrosari
non abbiate timore
delle piaghe altrui, del contagio
fatevi carico del fardello degli oppressi,
inimicatevi il livore
e perdonate gli oppressori
morti più dei morti.
Prima di imbracciare
le armi della giustizia
guardate il trave che acceca
e non la pagliuzza nell’ occhio
del fratello.
Solo così le greggi pasceranno
e le ferite verranno suturate.
“E chi non ha peccato la prima pietra scagli”
nessuno la scagliò, nè gli Scribi,
i Farisei, nè i sommi Sacerdoti,
il pregiudizio uccide
non farne uno stendardo
e il verbo è aratro e falce,
il male è spada.

Un documento che ha richiesto un’ intesa ricerca, un excursus a ritroso dal primo Giubileo promulgato da papa Bonifacio VIII nel febbraio del 1300 ai giorni nostri, proclamato Giubileo straordinario della Misericordia da Jorge Mario Bergoglio papa Francesco, salito al soglio pontificio il 13 marzo 2013. Il Giro delle Sette Chiese è un pellegrinaggio a piedi praticato già precedentemente ma formalizzato e rivitalizzato da San Filippo Neri. Nella sua forma originaria esso consiste in un percorso ad anello di 20 km circa che tocca le principali chiese di Roma all’epoca in cui visse il santo, le prime quattro sono le Basiliche Papali Maggiori:
Basilica di San Giovanni in Laterano
Basilica di San Pietro in Vaticano
Basilica di San Paolo fuori le mura
Basilica di Santa Maria Maggiore
Basilica di San Lorenzo fuori le mura
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Basilica di San Sebastiano fuori le mura
Data la lunghezza dell’itinerario esso viene spesso percorso dai pellegrini in due giornate. Originariamente si impiegava una giornata intera per completare il giro, dai primi Vespri, ai primi del giorno successivo[1]. La Via delle Sette Chiese copre il percorso tra San Paolo fuori le mura e San Sebastiano. Attualmente il Giro delle Sette Chiese si svolge in forma collettiva in notturna due volte l’anno, a settembre e a maggio, poco prima della festa di San Filippo Neri, guidato da un Padre della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. È anche considerato un atto di devozione tipico del Venerdì Santo e/o del Sabato Santo, che consiste nell’entrare in sette differenti chiese e nel soffermarsi in ciascuna di esse a pregare nei pressi del Cristo morto.

 

News

I vampiri sono tra noi, quelli veri

AL VIA LA PRODUZIONE DELLA NUOVA SERIE TV “IL DIARIO DELLA BESTIA”

 

Serie tv Horror-Sociale dedicata all’universo dei Real Life Vampires.
82 attori tra protagonisti, coprotagonisti, primari e oltre 60 comparse sono i numeri che saltano all’occhio nel piano di realizzazione della prima serie tv dedicata ai REAL LIFE VAMPIRES prodotta dalla BLUE SCREEN FILM di Torino, per la regia di Max Ferro e la produzione esecutiva di Antonio Castronovo.
I Real Life Vampires sono una realtà che dopo aver scosso l’America intera, sta facendo ora discutere anche l’Italia; soprattutto dopo il coming out di Horus Sat (all’anagrafe Davide Santandrea) che nel 2013 si dichiarò Real Life Vampire alle telecamere dei programmi tv Mistero e Lucignolo, svelando l’esistenza in Italia di persone che si alimentano di sangue umano. Proprio Horus Sat è l’ideatore della serie tv che vedremo prossimamente e che sta catalizzando un notevole interesse mediatico.
I temi che tratta sono di indubbio peso e toccano dalla discriminazione nei confronti delle coppie gay al bullismo giovanile, dalla diversità tout court alle minoranze sociali, dagli esperimenti di mutazione genetica sul DNA al microchip impiantato sulle persone.
Dimenticate quindi per un momento tutto ciò che sapete, o credete di sapere, sui vampiri letterari e cinematografici: i Real Life Vampires sono persone viventi, in carne e ossa, con caratteristiche psicofisiche diverse da quelle di un ‘normale’ essere umano. In America, da qualche tempo, medici e ricercatori stanno studiando il fenomeno e le peculiarità che contraddistinguono i Real Vampires sono ormai comprovate.

In Italia, i Real Vampires sono rappresentati dall’Associazione “Lega Italiana Real Vampires – L.I.R.V.”, fondata da Horus Sat, che riunisce undicimila iscritti tra RV, donatori e altre categorie tra minoranze e diversità.
La serie racconta – in chiave horror e drammatica – fatti di vita reale vissuti da un Real Life Vampire italiano di nome Davide (Horus Sat). Solitario e nascosto tra le colline di Meldola, viene trasferito a New York per lavoro e si imbatte in una comunità vampiro della città: il Darkblood. Qui conosce Steve Barnes (il vampiro capo-clan) con il quale nasce dapprima una profonda amicizia e poi un’intensa storia d’amore. In seguito a una vera e propria iniziazione, Davide giura rispetto e lealtà al Clan e al suo “Sceriffo” Steve e gli viene dato il nome di Jacob.
La coppia vampiro dovrà affrontare tutte le problematiche legate a una doppia diversità che ovviamente, renderà tutto più difficile.
Tra i Real Life Vampires del Darkblood, un prete di nome Don Eligio, la Detective Annabelle e il Capitano del 25° distretto di polizia di New York, nasce una forte collaborazione rivolta a smantellare i progetti criminosi di diverse bande illegali: la compagnia dei combattenti dell’Arcangelo (ovvero i “Cacciatori” di Real Vampires), il corpo della V.E.R.A., guidato dal professor Connor, che effettua atroci esperimenti di mutazione genetica su cavie umane, il tavolo contro i diritti dei Real Life Vampires diretto dal Colonnello Knez e una setta voodoo estremamente pericolosa.
Gran parte delle storie raccontate negli episodi sono state realmente vissute in prima persona dai membri esistenti del Darkblood. La stessa storia romantica e passionale della coppia vampiro è ispirata alla realtà. Il vampiro protagonista è lo stesso Jacob – Horus Sat e, particolarità delle serie, sarà l’alternarsi tra il “Jacob” del passato, interpretato da un attore, e il “Jacob” del presente interpretato da Horus Sat in persona.

Tra i protagonisti Daniele Ferrari (nella foto), noto attore italiano, che si è detto soddisfatto dell’esperienza della serie nei panni di uno dei protagonisti, Ryan, ringraziando l’autore Davide Santandrea, il produttore Antonio AC Castronovo, il regista Max Ferro e Maria Amico.

La prima Stagione sarà composta di 12 episodi da 50’.

 

 

 

 

Approfondimenti e ulteriori info:
• pagina facebook della serie
https://www.facebook.com/diariodellabestia/
• sito ufficiale della serie
http://www.the-diary-of-the-beast.com
• pagina facebook della Blue Screen Film
https://www.facebook.com/BlueScreenFilm/
• sito ufficiale della Blue Screen Film
http://www.bluescreenfilm.it/
• L.I.R.V. Lega Italiana Real Vampires
https://youtu.be/aLZswN8G-D8
https://www.facebook.com/comunitalegaitalianarealvampires/
http://legaitalianarv.wixsite.com/lega-real-vampires
http://lirv.blogfree.net

News

Roma Cocktail Week

Roma Officine Farneto 17-18-19 giugno 

 

 

Visualizzazione di ROMA COCKTAIL WEEK 2017 locandina.jpg

Si tiene a Roma, presso le Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina, 77) il 17, 18 e 19 giugno 2017 la terza edizione della Roma Cocktail Week, progetto nato dal format Spirits, ideato e curato daNufactory in collaborazione con Smash e Wooow e con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, uno dei più grandi barman italiani. Il programma completo del festival al sito ufficiale www.spiritsevent.com

Un grande evento – il primo grande festival a Roma dedicato alla cultura del bere bene e all’arte della miscelazione – che prevede un’offerta vasta ed eterogenea: sei top cocktail bar, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass e degustazioni, abbinamenti drink-food, sfida tra scuole di bartending, il ‘barman per un giorno’, concerti e dj set fino a notte inoltrata. Novità di quest’edizione della Roma Cocktail Week sarà la mostra mercato, uno spazio dedicato all’esposizione e vendita al pubblico. Grande attenzione verrà rivolta al ‘bere responsabile’: far crescere la cultura e la conoscenza del ‘saper bere bene’ è infatti uno degli obiettivi della Roma Cocktail Week, evento dedicato al consumatore e rivolto a un pubblico eterogeneo, dai semplici curiosi agli amanti dell’arte della miscelazione di qualità.

Sei tra i migliori cocktail bar e speakeasy di Roma – The Barber Shop; The Race Club Speakeasy; Banana Republic; Pimm’s Good; Bootleg e Spirito – saranno ospitati per la produzione di loro cocktail e creazioni. I relativi Bartender leader, rappresentanti del top della mixology romana, creeranno drink list specifiche per la Roma Cocktail Week e ogni bar sarà specializzato in una linea di prodotto, nell’ottica del ‘tailor made’ e della sperimentazione, dalla vodka al gin, passando per vermouth, tequila e whisky & rum. Ospiti della manifestazione saranno quindi le migliori scuole di Roma per barman professionisti: Flair Project; Bartendence; FBS e Aibes. Ad accompagnare la ricca offerta dedicata al beverage, la Roma Cocktail Week presenterà anche un’area food con proposte culinarie studiate per soddisfare per tutti i gusti. La domenica invece è prevista una cena gourmet con una special guest chef di uno dei ristoranti più interessanti di Roma che preparerà in esclusiva per il festival il menù abbinato a una drink list speciale (l’accesso avverrà solo tramite prenotazione).
La gara tra scuole di bartender si svolgerà nel bar centrale della location e sarà una sfida basata sulla valutazione del comportamento e del modus operandi dei bartenders durante i due giorni. I criteri che guideranno i giudici nelle valutazioni saranno dettati dal rispetto della filosofia di un bar e dei propri barman: il riguardo nei confronti del cliente è al primo posto e il bere responsabile deve guidare gli intenti professionali.

In un’area dedicata sarà possibile – previa prenotazione – diventare ‘Barman per un giorno’l’occasione per apprendere i segreti del mestiere del bartender in una mezz’ora di lezione individuale. Professionisti del settore terranno delle lezioni dedicate alla presentazione di un prodotto scelto e proposto attraverso la preparazione di diversi cocktail. A differenza di altre masterclass, queste non saranno rivolte unicamente a esperti del settore, ma anche al pubblico meno esperto che potrà degustare i prodotti oggetto della masterclass.

Domenica 18 giugno la Roma Cocktail Week darà la possibilità di assaporare un menu interamente studiato per accompagnare gustosi drink a base tequila. La cena sarà accompagnata dall’abbinamento di drink list costruite ad hoc, realizzate con prodotti leader nel mondo del beverage, pronte ad esaltare il sapore delle pietanze. Una cucina che parte dalla tradizione e che viene rielaborata con stile e soluzioni d’avanguardia. Il menù si snoda dagli antipasti delle Fajitas di pollo al Jalapeno ripieno al formaggio, con i primi del riso alla messicana e le mezze maniche alle melanzane piccanti, i secondi ali di pollo tex mex e spiedino di salsiccia in salsa bbq e riso soffiato e due cocktail a scelta tra Crafted Paloma, Altos Margarita e Altos Aguacatona.

Quindi la Social Table, occasione unica per conoscere tutti i segreti del Plantation Rum e dell’Elephant Gin. Quattro appuntamenti per un viaggio fatto di profumi, aromi e sensazioni che riportano ai Caraibi e all’Africa, accompagnati da Marco GalassoFrancesco Animobono e Gian Paolo Di Piero, attraverso gli assaggi di differenti tipologie di gin e rum, condotti attraverso un’esperienza degustativa unica nel suo genere.

Domenica 19 giugno è la giornata interamente dedicata al trade, realizzata in collaborazione con BlueBlazer, con grandi ospiti internazionali, rivolta solo agli addetti ai lavori, con master al mattino e al pomeriggio forum di approfondimento e una tavola rotonda con tutti gli operatori delle aziende coinvolte. Fulcro della giornata,l’International Forum che si terrà dalle 15:00 alle 18:30 presso il Chorus Cafè in via della Conciliazione, 4. Un momento di incontro, aperto solo agli addetti al settore, che si preannuncia come un appuntamento unico nel suo genere a Roma e non solo. Ospiti internazionali, punti di riferimento nell’universo del mixology e del beverage, per la prima volta riuniti attorno ad un tavolo per una giornata di incontro e confronto. I primi relatori confermati sono: William Drew (Group EditoWorld 50’s best bar); Damiano Coren (Bar manager del Tarallucci e Vino di New York); Diego Ferrari (Bar manageRotonda Bistro di Milano); Giuseppe Gallo (Founder dItalspirits Italicus – Rosolio di Bergamotto); Brandon Khoo (Bar manager 28 Hong Kong Street di Singapore). Al termine del forum Open Bar a cura di Alex Kratena, ex capo barman dell’Artesian Bar del Langham Hotel di Londra per ben quattro volte ha guadagnato la prima posizione nel World’s 50 Best Bar Awards. L’evento è presentato da Compagnia dei Caraibi e Italicus – Rosolio di bergamotto.

Due giorni ricchi non solo di ottimi cocktail ma anche di buona musica. Due sound: il Drink Garden e la Terrasse Plantation. Sabato 17 giugno il programma della Roma Cocktail Week prosegue, a partire dalle 22.00 e fino le 04.00, con la proposta di una serata musicale in collaborazione con i partner Smash e WoooW, affermate realtà nel mondo della nightlife romana, per assaporare il sabato sera del festival in compagnia di dj set e musica dal vivo.

Il direttore artistico – Massimo D’Addezio

Massimo D’Addezio nasce in una famiglia di ristoratori e prosegue sulle stesse orme specializzandosi nell’arte della miscelazione arrivando a gestire un suo locale fino al 2000, quando decide di intraprendere l’avventura dell’apertura dell’Hotel de Russie, che nei piani originari sarebbe dovuta essere un’esperienza di tre anni al massimo ma il divertimento è stato tanto e tale da farlo rimanere al timone dello Stravinskij Bar per più di tredici anni creando un ambiente cosmopolita e totalmente indirizzato all’internazionalità. Nel 2006 viene premiato con lo Stravinskij Bar come miglior Hotel Bar d’Europa. Nel 2008 è stato premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia per la guida dei ristoranti dell’Espresso. Nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Dal 2005 ad oggi  è presente sulla guida dei bar del Gambero Rosso come uno dei migliori barman in Italia. Nel 2014 apre uno nuovo concept bar “Co.So. Cocktail & Social” cocktail bar basato sulla cura della qualità del servizio e sulla scoperta da parte del cliente, di un modo di bere moderno e fuori dagli schemi. Nel 2016, il suo progetto “Chorus Café” di Roma, partito a gennaio del 2015, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo. Massimo negli anni si rende protagonista all’interno di Gambero Rosso Channel, della creazione di contenuti televisivi sul mondo degli spirits e della miscelazione, tra questi il programma Spirits – I Maestri del Cocktail.

Orari:

Sabato 17 giugno – dalle 16.00 alle 04.00

Domenica 18 giugno – dalle 16.00 alle 23.00

Lunedì 19 giugno (brand day – giornata dedicata alle aziende) – dalle 14.00 alle 18.00

Prezzi:
Biglietto singolo: 6 euro
Abbonamento per due giorni: 20 euro (comprende anche: 2 cocktail e una consumazione food, non comprende la serata di sabato con djset)
Cocktail Night di sabato: 12 euro

 

Per maggiori informazioni:

www.spiritsevent.com

www.facebook.com/RomaCocktailWeekOfficial
www.instagram.com/romacocktailweek
tel. 06 70614597
info@nufactory.it

News

 

EscaMontage logo definitivo HD

 

EscaMontage

Associazione Culturale No Profit

Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta

in collaborazione con la FUIS

vi invita alla presentazione editoriale

del libro

“Stretti sentieri”

raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka

di Lorenzo Poggi

e del terzo numero di

“EscaMontage Magazine N.0”

27 giugno dalle h.17.30

presso la FUIS

– Federazione Unitaria Italiana Scrittori –

Piazza Augusto Imperatore 4 (Roma)

Ingresso libero

EscaMontage è lieta di presentare presso la prestigiosa sede romana della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) le novità editoriali “Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi e il terzo numero di “EscaMontage Magazine N.0” realizzato in collaborazione con la FUIS.

“Stretti sentieri”, la nuova elegante raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi, nata, come dice lo stesso Poggi”per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi… Ovviamente per noi europei e italiani è facile e direi “provocatorio” non seguire (dopo averle però affrontate e superate) passivamente le regole rigide dell’haiku che, pur restando dentro i binari del 5-7- 5, si vorrebbe che non servano solo a fotografare poeticamente farfalle e i loro geroglifici in volo, ma anche a cercare cantucci inesplorati in cui fare poesia…”. Una raccolta emozionante e filosofica, che “come l’edera/alle corde del cuore” si attorciglia.

Lorenzo Poggi è, per propria ammissione, un “giovane poeta romano (ma tanto vecchio d’anni) esploso come un vulcano da troppo tempo dormiente. La lava dei suoi versi ormai scorre ininterrottamente da otto anni, un flusso copioso che riflette la gioia, la voglia, la rabbia, la pena di fare poesia. È una febbre, un destino. É stato per oltre venti anni capo redattore e responsabile di produzione della “Guida delle regioni d’Italia”. Dismessa questa attività, è tornato alla sua vecchia passione: l’attività poetica è iniziata (o ripresa) nel dicembre del 2009 e si è concretizzata nella produzione di oltre 2000 poesie pubblicate su vari siti e in quattro raccolte pubblicate.

https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

“EscaMontage Magazine N.0” è una pubblicazione cartacea aperiodica, giunta al terzo numero, con contenuti creativi che attraversano la letteratura, l’arte, la cultura, l’attualità e la storia, passando per l’arte visiva e i suoi mutamenti, divenendo osservatorio di integrazione e divulgatore di tendenze intellettuali. I primi due numeri del Magazine sono stati presentati presso spazi quali il Centro Gabriella Ferri di Roma con patrocinio del comune di Roma Capitale e di Zetema Cultura, presso la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia (RM) con ospiti Aureliano Amadei e Antonio Catania, presso la sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) a Roma, lo Studiolo di Eugenia Serafini a Roma.

Presenti in questo terzo numero in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), dedicato alla memoria di Massimo Pacetti, autori e personaggi di spicco dell’arte e della cultura nazionale e internazionale (in ordine alfabetico): Marco Tullio Barboni, Marco Belocchi, Carlo Bernardi, Lisa Bernardini, Alessandra Carnovale, Sabino Caronia, Mel Carrara, Diana Cavorso, Davide Cortese, Fabio D’Alessio, Ugo De Angelis, Carla De Angelis, Fernando Della Posta, Angela Donatelli, Franco Falasca, Renato Fiorito, Carla Guidi, Alessandro greyVision, Mario La Carrubba, Serena Maffia, Tiziana Marini, Monica Martinelli, Eleonora Mazzoni, Lina Morici, Amedeo Morrone, Iole Chessa Olivares, Terry Olivi, Massimo Pacetti, Rita Pacilio, Lorenzo Poggi, Daniela Quieti, Luciana Raggi, Rosario Romeo, Irene Sabetta, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Eugenia Serafini, Patrizia Veroli.

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

PROGRAMMA

Moderano Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

Intervento e letture dal libro “Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi

Presentazione di “EscaMontage Magazine N.0” terzo numero, con interventi dei poeti, scrittori ed artisti presenti

Antonella Covatta legge Massimo Pacetti

Intervento di Antonio Natale Rossi, Simone di Conza, Giovanni Prattichizzo

EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone con brani tratti dal suo repertorio autoriale e dal progetto PoesiCanzone

Proiezione della videoart “La storia del fumetto” di Mario La Carrubba

Anticipazioni dall’EscaMontage Film Festival Itinerante, V edizione, quest’anno tra gli ospiti Silvia Scola, Antonio Catania, Stefano Fresi, Luigi Sardiello e tanti altri!

N.B. Il programma può essere soggetto a variazioni indipendenti dall’organizzazione dell’evento.

Presente EscaMontage Blog&WebTV

https://escamontage.wordpress.com/

Per info e contatti

escamontage.escamontage@gmail.com

EscaMontage – Chi siamo

EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta (giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Le attività EscaMontage che intraprendendo divenute un vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma, l’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori, la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia.

https://escamontage.wordpress.com/category/chi-siamo/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Simone Di Conza, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Nina Maroccolo, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo

News

KarawanFest a Roma

Dal 6 all’11 giugno, ingresso gratuito

 

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Dal 6 all’11 giugno torna a Roma KarawanFest, il primo e unico evento cinematografico che – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – tratta i temi della convivenza e dell’incontro tra culture in tono programmaticamente non drammatico, puntando a ribaltare stereotipi e cliché e proponendo visioni non convenzionali.

Per la sua sesta edizione Karawan torna alle origini nomadi, migrando di sera in sera nei cortili di Tor Pignattara e del Pigneto, e illuminando con la luce del grande cinema le paure e le diffidenze, per favorire momenti di incontro proprio nei cortili, luoghi naturali dello scambio e della condivisione. Nato a Tor Pignattara nel 2012, il progetto mette il cinema al centro di un percorso di coesione sociale e reciproca conoscenza, per riappropriarsi di spazi comuni nel segno della condivisione e dell’arricchimento culturale.

Dal 6 all’11 giugno, Karawan presenterà, ogni sera in un cortile diverso, commedie, racconti di formazione e documentari brillanti, con un’attenzione sempre particolare rivolta alle nuove generazioni di autori e registi emergenti. 8 film rappresentativi delle comunità più numerose del territorio, tutti in lingua originale con sottotitoli in Italiano, molti dei quali in anteprima. Film da tutto il mondo, che raccontano storie di paure superate, rovesciate, cancellate attraverso piccoli grandi atti di coraggio e apertura. Che non sono atti eroici o gesta esemplari, ma creazioni, scoperte, dialoghi, scommesse, amori. Gesti semplici, che ogni giorno si osservano nelle strade dei nostri quartieri, e che sono rievocate nei film in programma, nei laboratori, nelle storie che saranno raccontate al festival. Insieme.

Ogni film sarà introdotto da incursioni e performance artistiche per avvicinare il pubblico alla cultura delle comunità presenti, a cura di Asinitas Onlus, partner del progetto, che presenterà anche racconti provenienti da diverse tradizioni culturali con Narramondi: un gruppo misto di giovani donne cantastorie italiane e straniere.

Un’altra importante novità del 2017 è il gemellaggio con l’analoga manifestazione milaneseCinema di Ringhiera, ideata e diretta da Antonio Augugliaro, co-regista di Io sto con la sposae realizzata dall’associazione Nuovo Armenia. Entrambe le manifestazioni sono sostenute dal MiBACT con il contributo di MigrArti II edizione 2017, e condividono oltre alle tematiche, la natura itinerante nei cortili dei palazzi, a stretto contatto con le comunità e la cittadinanza. Anche il tema sarà comune: illuminando le paure. Con la luce del cinema, della cultura, dell’incontro, della condivisione. Questo gemellaggio, insieme alla collaborazione con Yalla Shebab Film Festival di Lecce, ha l’obiettivo di costituire un network su scala nazionale per lo scambio e la circuitazione dei film selezionati, e creare una tessitura che unisca le realtà in un racconto corale, radicato nel locale ma che assume contestualmente anche una dimensione nazionale.

Si parte martedì 6 giugno, dal cortile della Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto dove verrà proiettato in anteprima europea, grazie alla collaborazione dell’Ambasciata del Bangladesh,Kingdom of Clay Subjects, la folgorante opera prima del giovane regista bengalese Bijon. Nel segno di Satyajit Ray e Vittorio De Sica, il film è un’ode al diritto al sogno e al futuro, alla conoscenza come forma di libertà. Sarà presente per incontrare il pubblico il creative producer del film, Arifur Rahman. Abbiamo scelto di partire dal Bangladesh con un’opera così potente per dare voce ai talenti artistici e alla ricchezza culturale del paese da cui proviene la più grande comunità bengalese d’Europa, quella di Tor Pignattara.

Proprio per guardare alle comunità e al territorio con uno spirito europeo, Karawan in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e il Forum Austriaco di Cultura per il secondo anno propone il progetto Making Heimat, per contribuire a illuminare di nuovi significati i concetti di identità e cittadinanza, a partire dall’intraducibile parola tedesca Heimat, e sollecitare l’opinione pubblica su quanto i confini possano essere spostati per includere e non per escludere. Con il Forum Austriaco verrà presentato il docufilm KINDERS, scelto per la consueta matinée che Karawan dedica alle scuole del territorio. In collaborazione con il Goethe-Institut Rom verrà presentato martedì 7 giugno 300 Worte Deutsch (300 parole in tedesco), frizzante commedia turco-tedesca sull’Islamofobia, in cui un corso accelerato di tedesco per far ottenere la cittadinanza a un gruppo di giovani turche, diventa anche l’occasione della presa di coscienza come donne. Sarà presente l’attrice protagonista Pegah Ferydoni, star di Donne senza uomini e Kebab for Breakfast, che incontrerà il pubblico e le donne della scuola di italiano per donne straniere del Centro Interculturale Miguelim, con le quali condivideremo prima della proiezione anche il momento dell’Iftar, il pasto serale che spezza il digiuno del Ramadan.

Il 10 giugno Karawan Fest accoglie a Roma gli amici di Cinema di Ringhiera, che presenteranno il docufilm Patience, patience… Tu iras au paradis in vista dello “scambio” che avverrà il 24 giugno, quando Karawan porterà a Milano il documentario Luoghi comuni di Angelo Loy, prodotto da Asinitas. Infine, domenica 11 giugno gran finale in salsa carioca a Largo Raffaele Pettazzoni, adiacente il parco Giordano Sangalli: una festa dedicata all’unione di popoli e culture nel segno di sport e cinema. Verranno proiettati due film legati al mondo del calcio, dove il campo diventa luogo di socialità e spazio pubblico di condivisione. Per l’occasione saranno coinvolte associazioni della rete G2 che operano per la promozione dei diritti delle seconde generazioni e per portare un nuovo concetto di cittadinanza.

KarawanFest 2017 aderisce ai festeggiamenti per i 90 anni di Tor Pignattara e alla campagna per il riconoscimento del quartiere come nuovo rione di Roma.


Per maggiori informazioni

www.karawanfest.it

info@karawanfest.it

 

PROGRAMMA

>>Tutti i film di KarawanFest sono in lingua originale con i sottotitoli in Italiano. Ingresso gratuito.

Martedì 6 giugno | Eventi speciali di apertura

> ore 10.30_presso Il KINO proiezione riservata alle scuole del territorio

KINDERS in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura

di Arman e Arash T. Riahi, Austria, 2016, 95’ V.O. (Tedesco, Bosniaco, Inglese, Turco) sott. ITA

Dopo il successo di Everyday Rebellion, il documentario sulle forme creative di protesta non-violenta, la coppia di registi iraniani naturalizzati austriaci si cimenta in un’opera che segue con grande delicatezza alcuni giovani di varie origini e provenienze alle prese con gli alti e bassi e le sfide quotidiane del diventare “grandi”. Ragazze e ragazzi che fanno parte del programma europeo di educazione musicale “Superar”, che aiuta bambini e adolescenti a superare le paure e le turbolenze tipiche dell’età e a crescere andando oltre i propri confini. 

> ore 20.30_presso Biblioteca G. Mameli (Pigneto)

KINGDOM OF CLAY SUBJECTS | anteprima italiana alla presenza del produttore Arifur Rahman

in collaborazione con l’Ambasciata del Bangladesh

di Bijon, Bangladesh, 2016, 88′ V.O. (Bengali) sott. ITA

Uno dei più folgoranti esordi del nuovo millennio: nel segno di Satyajit Ray e Vittorio De Sica, l’opera prima di Bijon è un racconto sul diritto al sogno e al futuro, sulla conoscenza come forma di libertà. Jamal ha 10 anni e vive in un villaggio del Bangladesh rurale, con la madre Fatima, giovane donna dal passato doloroso. Quando la migliore amica di Jamal, la giovane Lokkhi, è costretta dalla famiglia a diventare una sposa bambina, Jamal si confronta per la prima volta con le regole e le norme sociali della sua comunità. Il desiderio di andare a scuola e l’incontro con l’hujur Razzak lo condurranno alla ricerca di una chiara definizione di sé. Struggente e malinconico, tenero e ricco di humour, un film palpitante di verità, un inno al coraggio di superare il proprio destino e ogni paura.

> prima del film performance di musica e danza con Sushmita Sultana e i Moon Stars Studio, due generazioni di artisti della comunità bengalese di Roma a confronto.

Mercoledì 7 giugno ore 20.30 | presso la Casa delle Arti e del Gioco del Municipio V

(v. Policastro 34)

300 WORTE DEUTSCH (300 parole in Tedesco)

alla presenza della protagonista Pegah Ferydoni | in collaborazione con Goethe-Institut Rom

di Züli Aladag, Germania, 2013, 90′ V.O. (Tedesco, Turco) sott. ITA

Una commedia scoppiettante sul conflitto culturale e sull’islamofobia dilagante in Europa, che racconta a tinte vivaci la mentalità turca e quella tedesca attraverso le vicende della giovane e determinata Lale (Pegah Ferydoni, star di Donne senza uomini e Kebab for Breakfast), pronta a “tradire” il padre musulmano tradizionalista per Marc, nipote adorabile del responsabile (xenofobo) dell’ufficio preposto all’integrazione degli immigrati… Un film frizzante e tutto da ridere che smonta i pregiudizi e i risentimenti con humor beffardo e che sa raccontare in modo spiritoso ma non disimpegnato il ruolo difficile delle “seconde generazioni”: sanare i conflitti.

> prima del film estratto dello spettacolo Narramondi a cura di Asinitas Onlus

Giovedì 8 Giugno ore 20.30 | presso il cortile della scuola elementare Grazia Deledda

(V. Filarete 94)

THE KID FROM THE BIG APPLE | anteprima italiana

di Jess Teong, Cina / Malesia, 2016, 120V.O. (Mandarino, Cantonese, Inglese) sott. ITA

Sarah ha 12 anni ed è cresciuta a New York insieme a sua madre Sophia (la superstar della tv Jessica Hsuan), ma all’improvviso è costretta a trasferirsi e si ritrova a vivere per un periodo in Malesia, con il nonno (Ti Lung, leggenda del cinema di Hong Kong) che non ha mai conosciuto. Dopo una partenza difficile, segnata dalla diffidenza dell’anziano nei confronti delle abitudini occidentalizzate della nipote, che a sua volta rifiuta le tradizioni cinesi del nonno, tra i due si instaura un legame profondo di complicità ed affetto. Una family comedy divertente e toccante che ha fatto incetta di premi al Macao Film Festival, il festival di cinema che più di ogni altro coniuga Oriente e Occidente.

> prima del film performance a cura della scuola orientale Dong Fang

Venerdì 9 Giugno ore 20.30 | presso il cortile del condominio di via Tor Pignattara 29

EASTERN BUSINESS (Afacerea Est) | anteprima italiana

di Igor Cobileanski, Romania, 2016, 84V.O. (Romeno) sott. ITA

Marian, timido cantante di un coro di provincia in Moldavia, è il simbolo di tutti gli uomini buoni incapaci di realizzare i loro sogni, se determinati a seguire le regole. Deciso a sposare l’amata fidanzata Veronica, Marian decide di avviare un’impresa: quando incontra Petro, un operaio pieno di risorse ma losco e piegato dall’alcol, lo coinvolge in un “affare orientale”, che comporta un passo dall’altra parte della legge. Una rocambolesca e acida commedia on the road, che offre risate generose e amare narrando con empatia le vicissitudini di questa umanità sgangherata che vive ai margini dell’Europa, e in alcuni fulminanti battute mette alla berlina la paura verso l’altro che sta invadendo il continente.

> prima del film performance teatrale di Arcadie Vizitiu con Massimiliano Cutrera

Sabato 10 Giugno ore 20.30 | presso il cortile del Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca 6

PATIENCE, PATIENCE… T’IRAS AU PARADIS | presentato da Cinema di Ringhiera di Milano

di Hadja Lahbib, Belgio, 2014, 85V.O. (Francese, Arabo) sott. ITA

Negli anni Sessanta migliaia di Maghrebini partirono verso il Belgio per lavorare. Fra loro, delle donne che un giorno hanno lasciato tutto per seguire il proprio uomo in una terra sconosciuta. “Patience, patience. T’iras au paradis!” (“Porta pazienza e andrai in paradiso!”) è il ritornello ripetuto mille volte per aiutare queste donne a subire la propria vita senza mai lamentarsene. Cinquant’anni dopo, sono il gusto e la curiosità per l’emancipazione a muoverle. Queste donne si riscoprono incredibilmente gioiose, capaci di un’autoironia profonda e assolutamente disinibita. La giornalista, regista e presentatrice Hadja Lahbib le accompagna nelle loro molteplici scoperte, con la semplicità delle loro ballate, il calore della loro femminilità e del loro humour.

> Il film è introdotto dagli organizzatori di Cinema di Ringhiera (Milano)

Domenica 11 giugno ore 20.30 | Festa di chiusura presso Largo R. Pettazzoni

(parco Giordano Sangalli)

in collaborazione con QuestaèRoma

LA POLVERERA

di Manuela Borgetti, Maria Rosa Jijon, Sonia Maccari, Italia, 2005, 31V.O. (Spagnolo) sott. ITA

Ogni domenica, attorno a un campo di terra battuta chiamato la “Polverera”, prende vita il Sud America di Roma: squadre amatoriali di giovani donne si riuniscono nello storico campetto al Colle Oppio, di fronte al Colosseo. Partite ininterrotte e banchetti a far da intervallo, squadre che sembrano di professionisti con meno soldi e più risate, e con il campionato femminile che primeggia per spettatori e agonismo. La “Polverera” è la Bombonera di Buenos Aires dei migranti, e Colle Oppio il “Parque de la Carolina” di Quito: all’ombra del Colosseo, la parola d’ordine è integrazione.

JULES AND DOLORES (O ROUBO DA TAÇA) di Caìto Ortiz, Brasile, 2016, 90

V.O. (Portoghese) sott. ITA

Brasile, 1982. I mondiali sono finiti (male) e il Paese è piegato dalla crisi. Peralta è un assicuratore spiantato e truffaldino, malato di gioco d’azzardo. I debiti accumulati, il lavoro, l’ultimatum della fidanzata Dolores per sposarsi. Quando tutto sembra perduto, Peralta escogita un piano che risolverà tutti i suoi problemi: con l’aiuto del suo amico Borracha, decide di rubare la “Jules Rimet”, la Coppa del Mondo di calcio vinta dal Brasile nel 1970! Basata su un fatto realmente accaduto, una scatenata crime comedy che ha vinto il Premio del Pubblico al South by Southwest di Austin.

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KarawanFest 2017 è sostenuto da

MiBACT-MigrArti

con il supporto di

Goethe Institut-Rom

Ambasciata del Bangladesh in Italia

Forum Austriaco di Cultura

SIAE

con il patrocinio di

Comune di Roma-Biblioteche di Roma –Municipio V

IILA – Istituto Italiano Latino Americano

Accademia di Romania a Roma

ideato e organizzato da

BIANCO E NERO associazione culturale

in collaborazione con

ASINITAS Onlus

News

EscaMontaEditorial presenta Stretti sentieri

In arrivo l’ultimo libro di Lorenzo Poggi

 

 

“Haiku e Senryu mischiati insieme
per cogliere il senso dell’uomo
che non s’accontenta
di flash immaginifici sulla natura
vestita dalle quattro stagioni,
ma s’interroga sul perché
ne percepisca la bellezza”.

Lorenzo Poggi

A breve la pubblicazione di “Stretti sentieri”, Lorenzo Poggi, raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka, viaggio inatteso nei mondi e modi possibili del sentire, cercando “cantucci inesplorati” tra esperienze, ricordi, visioni ed oltre.

Link al blog del libro
https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

Per info e copie 
escamontage.escamontage@gmail.com

News

“EscaMontage a corto 2017”, V edizione

Scadenza prevista per il 25 giugno 2017    

L’Associazione Culturale No Profit EscaMontage, indice la quinta edizione di “EscaMontage a corto, concorso di cortometraggi”, la cui premiazione si svolgerà nel corso dell’EscaMontage Film Festival Itinerante 2017 , tra il lago di Bracciano (Roma) ed altre location nel Lazio e non solo (le date saranno consultabili sul Blog&WebTv EscaMontage http://www.escamontage.wordpress.com, sui Social e su altre piattaforme online).

1. ISCRIZIONE
L’iscrizione è gratuita!  Dopo l’avvenuta Selezione da parte della giuria interna a EscaMontage, per poter procedere all’ammissione a ”La Finale” i selezionati saranno tenuti a versare  una quota di 5,00 euro pena l’esclusione (le modalità del versamento saranno comunicate  tramite un’e-mail ufficiale che dal momento della ricezione convaliderà l’avvenuta Selezione). Entro un mese dalla convalidata Selezione e relativo versamento della quota, i Finalisti saranno avvisati tramite e-mail del giorno della cerimonia di premiazione.

2. SEZIONI di “EscaMontage a corto 2017”
– Biografico – Commedia –Dramma –Fantascienza –Fantasy –Fiction –Horror – Noir – Storico – Documentario – Reportage – Videoclip – Videopoesia – Animazione – Pilot per serie tv & web tv – Spot
.
I cortometraggi non dovranno superare i 15’ pena l’esclusione. Potranno essere realizzati con qualsiasi mezzo.

– SEZIONI SPECIAL

“Cinema Velico” da un’idea del regista Aureliano Amadei: potranno concorrere cortometraggi di qualsiasi genere della durata massima di 15’ realizzati con qualsiasi mezzo, con i temi legati al mare, al lago e a tutti gli sport ad essi collegati.

“Cinema a Costo Zer0” potranno concorrere cortometraggi di qualsiasi genere della durata massima di 15’ realizzati a costo zero (es. girati con telefonini, web cam, gopro, handy cam, etc.)

3. IN PREMIO
– Verranno assegnate pergamene a tutti i finalisti con firma della giuria, il giorno della cerimonia di premiazione.
– In premio divulgazione dei comunicati stampa con la classifica ufficiale di tutti i finalisti.
– Al primo classificato verrà consegnata un’opera d’arte.  
– Ai primi 25 cortometraggi in premio la distribuzione online sul Blog&WebTv EscaMontage (e piattaforme online collegate).
– Ai primi 5 cortometraggi in premio la distribuzione su canali televisivi e webTv (la messa in onda verrà comunicata tramite e-mail e tramite tutti i canali online EscaMontage).
– Ai primi 3 cortometraggi in premio la proiezione in vari eventi di EscaMontage e ad esso collegati (i vincitori saranno avvisati tramite e-mail del calendario dei suddetti eventi).
– A tutti i finalisti in premio Menzioni Speciali con brevi recensioni da parte dei giurati sui loro lavori.

4. La partecipazione al bando è senza limiti di età, possono concorrere opere edite o inedite, che abbiano o meno partecipato ad altri concorsi (in caso di partecipazione di minore è necessaria autorizzazione da parte di un genitore o di chi ne fa le veci, pena l’esclusione). Tutte le opere, se in lingua straniera, dovranno essere sottotitolate in italiano, pena l’esclusione.  L’iscrizione avviene entro il 25 giugno 2017, tramite l’invio di una e-mail al seguente indirizzo: escamontage.escamontage@gmail.com, con scheda di partecipazione adeguatamente compilata (in calce al presente regolamento). Per la Selezione inviare un link del video caricato anzitempo sulle piattaforme Youtube o Vimeo, al seguente indirizzo: escamontage.escamontage@gmail.com.

5. La giuria dell’EscaMontage Film Festival Itinerante, sezione “EscaMontage a corto 2017”, sarà composta da artisti, registi, giornalisti, critici, ed esperti del settore cinematografico. Le decisioni della giuria sono inappellabili e verranno comunicate il giorno della cerimonia di premiazione.

6. L’Organizzazione può autorizzare una o più emittenti televisive, radiofoniche o quant’altro, a riprendere e registrare EscaMontage a corto, per l’utilizzo nella propria programmazione, senza una liberatoria aggiuntiva, né un rimborso specifico ai finalisti in gara, né per la serata stessa né in futuro.

7. L’iscrizione implica l’accettazione integrale e incondizionata del presente regolamento.

8. Tutti i partecipanti sono tenuti a inviare una liberatoria autografa in cui dichiarano di detenere tutti i diritti dell’opera, di autorizzare l’organizzazione EscaMontage a pubblicizzare e proiettare l’opera nell’ambito del Film Festival Itinerante EscaMontage e degli eventi ad esso collegati e di non avere nulla in contrario e nulla a pretendere dall’Organizzazione direttamente o indirettamente tramite i soggetti o partner tecnici coinvolti nel Festival per mezzo di riprese televisive, web, fotografi, emittenti radiofoniche, interviste ecc. L’autore dichiara di essere titolare di tutti i diritti di utilizzazione dell’opera stessa, nessun escluso, e che i contenuti della stessa non violano le leggi vigenti e che l’opera non presenta contenuti a carattere diffamatorio. L’autore solleva altresì l’organizzazione da ogni responsabilità per il contenuto del corto proiettato in pubblico. I partecipanti al concorso, con l’iscrizione, autorizzano EscaMontage, organizzatore di “EscaMontage a corto 2017”, ai sensi della Legge 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni, al trattamento dei dati personali e ad utilizzare le informazioni inviate per tutti gli usi connessi esclusivamente ad “EscaMontage a corto 2017” ed alle manifestazioni collegate.

9. Per la proiezione dei cortometraggi vincitori in occasione della cerimonia di premiazione, gli autori dovranno portare copia dvd e altro supporto dei cortometraggi con anticipo di un’ora sull’orario dell’evento, per consentire le prove (qualora il dvd e il supporto non funzionassero regolarmente, l’organizzazione è sollevata da qualsiasi responsabilità). Nel caso gli autori non possano essere presenti dovranno avvisare tempestivamente l’organizzazione ed inviare i dvd e altro supporto via posta ordinaria con spese a carico del mittente (tutte le comunicazioni ed informazioni collegate ad “EscaMontage a corto 2017” saranno tempestivamente inviate tramite e-mail).

N.B: La scadenza può subire eventuali proroghe che saranno comunicate sui media online.
Il presente regolamento può subire lievi variazioni indipendenti dalla volontà degli organizzatori.

SCHEDA TECNICA

Regista: _______________________________________ ________

Aiuto regista:_______________________________ ____________

Soggetto._______________________________________________

Sceneggiatura:___________________________________________

Montaggio:___________________________ __________________

Musiche:_____________________________ __________________

Durata:_______________________________ __________________

Lingua:_______________________________ __________________

Anno di produzione:__________________________ ____________

Sinossi:_______________________________ __________________
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Premi vinti: _______________________________________________
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Vacancy

REMIX

Tre documentari sulla migrazione, tre punti di vista inediti

(news a cura di Carlo Dutto, ufficio stampa Kino)

 

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Dal 26 al 28 maggio si svolgerà presso il cinema KINO di Roma (via Perugia 34) la seconda edizione dellarassegna REMIX, evento che intende coniugare racconto cinematografico e approccio scientifico per affrontare la sfaccettata realtà delle migrazioni e della convivenza.

Il progetto è realizzato dal cinema nel quartiere Pigneto, dal DSU (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale) e dall’ILIESI – Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR.

Tre le opere attorno alle quali ruotano proiezioni e incontri della rassegna: I Migrati, diretto da Francesco Paolucci, lo spagnolo En tierra extraña di Icíar Bollaín e Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio.en tierra extrana 1

Tre documentari che raccontano la percezione – e il vissuto – delle migrazioni da parte di persone comuni e si tramutano in tre occasioni di riflessione sui temi del viaggio e della mobilità umana. Un approccio che racconta i sentimenti e le scelte di vita, senza false retoriche. “Perché una cultura delle migrazioni – sottolinea Maria Eugenia Cadeddu – si costruisce non solo con studi e dati, ma anche attraverso il racconto di storie, incontri, esperienze di quotidiana convivenza”. Ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro fra autori dei documentari ed esperti. In questa edizione della rassegna si segnala in particolare l’autorevole presenza di Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Venerdì 26 maggio, alle ore 20.30 la proiezione de I Migrati, diretto da Francesco Paolucci e a seguire incontro con il regista e con Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR.

Ore 22.30, seconda proiezione. Prodotto dalla “Comunità XXIV luglio – handicappati e non” de L’Aquila, il documentario racconta il viaggio di quattro ospiti della comunità, divenuti giornalisti per l’occasione, nei paesi dell’Appennino che accolgono richiedenti asilo e rifugiati. Attraverso interviste ai migranti e agli abitanti dei luoghi visitati, discussioni e riflessioni, il risultato è un’Italia differente da quella spesso descritta dai media.

Sabato 27 maggio, sempre alle ore 20.30 e alle 22.30, proiezione del documentario spagnolo En tierra extraña, di Icíar Bollaín, che sarà discusso in sala da Iris Martín Peralta, direttore del Festival del Cinema Spagnolo, e da Maria Eugenia Cadeddu, ricercatore CNR-ILIESI. Il documentario presenta la storia di Gloria e di altri spagnoli emigrati a Edimburgo per sfuggire alla crisi economica e costruirsi una vita migliore. Attraverso la simbologia di un guanto perduto e l’opera d’arte collettiva Ni perdidos, ni callados, gli spagnoli intervistati raccontano in modo originale la loro condizione di migranti, emblematica dei flussi migratori interni all’Europa.

Ultimo appuntamento della rassegna domenica 28 maggio, alle ore 20.30 e 22.30, con la proiezione del documentario Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio, che sarà presente in sala per discutere con Michele Colucci, ricercatore CNR-ISSM. A Lampedusa, Vincenzo, custode (in pensione) del cimitero, si preoccupa di seppellire i migranti vittime dei naufragi, nonostante le critiche per l’uso della croce in tombe destinate a persone non di fede cattolica. A Zarzis, in Tunisia, il postino Mohsen Lidhabi raccoglie indumenti e oggetti restituiti dal mare alla terra, a seguito di naufragi. Fra i due inizia una singolare corrispondenza.

Il cinema Kino ha creato negli anni un marchio riconosciuto nella diffusione del cinema di qualità a livello nazionale ed europeo. Il DSU è istituzione di riferimento nei migration studies e diversi Istituti ad esso afferenti sono impegnati in progetti di ricerca sulle migrazioni, promossi anche dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Lavoro. La rassegna Remix rientra in un progetto di collaborazione incentrato sulla relazione tra fenomeni migratori e loro rappresentazione audiovisiva, al fine di esaminare i modi in cui tali fenomeni sono narrati nella contemporaneità.

Per informazioni

KINO
via Perugia 34 – Roma

tel. 06 96525810

info@ilkino.it
http://www.ilkino.it

Ufficio stampa KINO

Carlo Dutto

carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089

 

 

 

 

News

Novità editoriale, Darkana di Davide Cortese

Uscito presso Lieto colle l’ultimo lavoro del poeta eoliano

 

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C’è altrove un mio volto
che emerge dalle acque
e si fa isola.
E’ la punta di un iceberg
sepolto dall’abisso.
C’è altrove un’isola arcana
che non è che il mio volto
emerso
in un altro tempo.

(una poesia tratta da Darkana, di Davide Cortese, Ed. Lieto Colle, Como 2017)

 

“La nuova raccolta di Davide Cortese, Darkana, è l’ottava prova in versi di una voce interessante e inquieta e anche, con quest’ultimo libro, davvero singolare, che ha in attivo anche una buona produzione narrativa e versi nel dialetto della sua isola d’origine. Si tratta di un libro di poesia vero e proprio, che si presenta con i tratti peculiari di marcata e di consapevole distanza, tonale e ritmica, dal presente linguistico: non è casuale ed è una scelta voluta, precisa ed insistita, consapevole e rischiosa. Come se l’autore ci tenesse a rimarcare il proprio dissenso, o piuttosto, la propria disappartenenza a una lingua della poesia contemporanea comunemente connotata da formularità lineari e da medietà tonali e sintattiche spesso tendenti a una comunicazione tanto semplificata quanto ovvia, e spesso sconfinante nelle lingue di sabbia o di plastica della comunicazione e della prosa più adiacente o prossima. Sarà questa una delle ragioni per le quali assistiamo, da lettori, ad una progressiva discesa nell’enigma, tesa alla ricerca delle ragioni più intime, o propriamente, ‘buie’ dell’essere, nel continuo affronto o combattimento dualistico tra sé e altro da sé, tra bene e male, tra inferno e salvezza. Il viaggio è dunque da intendere quale continuo affondo nell’immaginario linguistico e nell’imagerie fisica e psichica: una catabasi… Cortese volesse condurre la sua ricerca linguistica in un’area vintage, anteriore alla cultura post-moderna di cui noi
tutti siamo intrisi. Per questo ricorda Il canto della tenebra, per questo attinge ad un modello unico, quasi irripetibile. Coniugando poi l’orizzonte campaniano con l’istanza plastica, meglio, pittorica, della drammatizzazione chiaroscurale caravaggesca.
..” (dalla prefazione di Manuel Cohen).

 

Davide Cortese è nato nell’ isola di Lipari nel 1974 e vive a Roma. Si è laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Messina con una tesi sulle “Figure meravigliose nelle credenze popolari eoliane”. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, titolata “ES”, alla quale sono seguite le sillogi: “Babylon Guest House”, “Storie del bimbo ciliegia”, “ANUDA”, “OSSARIO”, “MADREPERLA”, e “Lettere da Eldorado”.
I suoi versi sono inclusi in numerose antologie e riviste cartacee e on-line, tra cui “Poeti e Poesia” e “I fiori del male”. Le poesie di Davide Cortese nel 2004 sono state protagoniste del “Poetry Arcade” di Post Alley, a Seattle. Il poeta eoliano, che nel 2015 ha ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale “Don Luigi Di Liegro” per la Poesia, è anche autore di due raccolte di racconti: “Ikebana degli attimi” e “NUOVA OZ”, del romanzo “Tattoo Motel” e di un cortometraggio: “Mahara”, che è stato premiato dal Maestro Ettore Scola alla prima edizione di EOLIE IN VIDEO e all’EscaMontage Film Festival Itinerante.

 

L'immagine può contenere: una o più persone e occhiali

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Vacancy

Secondo tempo – operetta buffa per uno scrittore

Spettacolo di e con Nicola Macchiarlo

 

secondo

Uno studio televisivo, siamo alle ultime battute di un talk show dove l’argomento del giorno è stato ampiamente trattato e gli animi sono caldi; è il momento dell’ultimo ospite, il famoso scrittore Nicola Macchiarlo che leggerà alcuni dei suoi scritti, vincitori di numerosi premi in tutto il globo. I suoi personaggi, stanchi di essere relegati tra le pagine di un libro si palesano per raccontare ciò che si nasconde tra le pieghe del romanzo.

Opera di e con Nicola Macchiarlo

venerdì 13 maggio h. 21-23

biglietto 5 euro + 2 di tessera

Teatro Furio Camillo

Via Camilla, 44, 00181 Roma
06 9761 6026
teatrofuriocamilloroma@gmail.com

Racconto

Una casa che è la fine del mondo

di Monia Guredda


[Racconto pubblicato nell’antologia Racconti di Sogno, nata dal 1° Concorso Letterario di YouPopcorn.net, e edita da Ilmiolibro.it, in cui sono presenti i 25 migliori racconti sul tema “sogno”, scelti da un team di giudici legati al sito di arte di YouPopcorn].

casa bambola

E pure questa domenica ci tocca passarla a casa dei nonni.
Che palle.
Cinzia ha solo cinque anni, quindi non può dirlo, ma può almeno pensarlo. E lo fa! Lo pensa per tutto il tragitto da casa sua a quella dei nonni, che è troppo vicina per giustificare l’uso della macchina, ma abbastanza lontana per stancarsi percorrendo il tragitto. D’estate si cuociono sotto il sole impietoso di una via senza un grammo di benevola ombra e d’inverno tira sempre un vento gelido che ti taglia naso e orecchie.
Ora è inverno e Cinzia cammina infagottata e infreddolita tra i genitori, pensando cheppallecheppallecheppalle. Una volta varcata quella soglia sarà prigioniera di quella casa. Gli uomini seguono le partite e tutti quei patetici programmi in cui persone “adulte” urlano e si insultano per difendere o offendere un branco di miliardari analfabeti che tira calci ad un pallone. Le donne inizieranno con il parlare male degli assenti per poi, quando gli assenti entreranno a loro volta in casa, abbracciarli, baciarli e fargli mille complimenti fasulli. In quella casa è pericoloso anche andare in bagno; chissà cosa possono dire di te nell’arco di quei due minuti!
Cinzia ha cinque anni e ha il potere dell’invisibilità, nel senso che gli adulti non se la filano proprio. Ha capito tempo fa che se sta in silenzio si dimenticano di lei. Se prova a dire una parola viene zittita, soprattutto dagli uomini che seguono le partite in salotto, ma se sta zitta zitta può girare libera per casa e ascoltare tutto.
Cinzia ha cinque anni, ma ha già perfettamente capito le dinamiche familiari. E non le piacciono. Mamma e papà, a casa loro, parlano con lei, guardano i cartoni con lei, disegnano con lei… ma quando entrano nella casa dei nonni si adattano alla indifferenza ed alla falsità che lì regnano sovrane.
Cinzia ha cinque anni, ma capisce che lì i genitori indossano una maschera, che lo fanno per non litigare con i nonni e gli zii che invece sono così sempre e ovunque.
Ma Cinzia, che ha cinque anni, proprio non capisce perché qualcuno dovrebbe dimostrarsi peggiore di quello che è solo per abbassarsi al livello di persone che sono brutte e cattive.
Quando in casa dei nonni c’è il suo zio preferito, il fratello più piccolo di papà, Cinzia è felice, perché insieme vedono i cartoni e i film horror, in camera, lontano dalle partite di calcio e dalle chiacchiere. È una piccola isola tranquilla in quel mare ostile. Ma quando non c’è zio Matteo, Cinzia è sola. Gira per casa, tranquilla ed in silenzio, ascoltando le malignità delle zie e gli urli sportivi degli zii. Cinzia sta zitta, ma ascolta tutto. E capisce. Capisce che non vuole far parte di quel gruppo di persone, e che quando sarà grande e potrà scegliere non andrà più a passare le domeniche e le feste in quella casa, con quelle persone. E spera che anche la mamma ed il papà restino con lei, lontano da quella casa.
Le partite sono finite e gli uomini escono per andare a bere l’amaro al bar.
Le donne si impadroniscono del salotto e si siedono al tavolo per giocare una partita a scala 40. Giocano e chiacchierano. Parlano male di chi non è presente. Ma non si stancano mai?
Cinzia si siede sul divano in salotto con loro, che a malapena la notano, assorte come sono nell’analizzare ogni singola parola detta da una prozia durante il matrimonio di un cugino di secondo grado che si è celebrato tre mesi fa a Genzano.
Cheppallecheppallecheppalle
Cinzia parte da casa sempre armata: blocchi da disegno e matite colorate, almeno una Barbie da acconciare e vestire e/o un peluche e tanta pazienza e fantasia.
Ha da passà a jurnata!
Cinzia disegna, e le donne chiacchierano e giocano a carte.
Cinzia impara a fare la treccia ai lunghi capelli biondi di Barbie Sci e le zie chiacchierano e giocano.
La televisione è spenta.
È un pomeriggio invernale particolarmente buio. E lento. Il tempo scorre come una lumaca in stato semi-comatoso.
Cinzia è seduta per terra e sta finendo di costruire una casa con i mattoncini colorati.
Le sta riuscendo proprio bene. È un villino a due piani, in mattoncini rossi, con un patio bianco che gira tutto intorno. Ora Cinzia inizia ad incastrare gli infissi delle finestre. Bianchi.
“Ciao Cinzia.”
Cinzia si gira e non capisce da dove viene la voce. Una voce maschile.
“Qui, Cinzia.”
Cinzia si gira verso la casa di mattoncini.
La voce viene da lì.
“Ciao Cinzia. Come stai?”
Cinzia fissa la casetta che ha appena finito di costruire. È un oggetto inanimato, fermo, immobile. Ma lo fissa talmente intensamente che le sembra che le finestre con gli infissi bianchi somiglino vagamente a degli occhi. E che la porta potrebbe sembrare proprio una bocca…
“Cinzia, tesorina, ti annoi?”
Non ci sono più dubbi. La voce viene dalla casa. Mentre parlava, Cinzia ha visto muoversi impercettibilmente, ma inequivocabilmente le finestre del primo piano e la porta d’ingresso a pianterreno. E poi emana una specie di leggera luminescenza.
“Chi sei?”
“Sono tuo amico. Avevo visto che ti stavi annoiando e ho deciso di farti compagnia.”
“Ma io non ti conosco.”
“Ma se mi hai creato tu!”
“Non è vero! Io ho costruito una casa con i vecchi mattoncini di zio. Tu sei un’altra cosa.”
Cinzia si gira verso il tavolo dove sua madre, la nonna e due zie stavano giocando a scala 40 e spargendo veleno sui parenti assenti.
“Mamma! Mamma, aiuto, ho paura!”
Ma la mamma non risponde. Non si muove.
Cinzia si alza dal pavimento dove era ancora seduta e si avvicina lentamente al tavolo.
Le quattro donne sono sedute ai quattro punti cardinali del tavolino rotondo. Ognuna di loro tiene, con entrambe le mani, cinque carte disposte a ventaglio. I polsi sono appoggiati sul bordo del tavolino. Le quattro donne, con le schiene rigide appoggiate agli schienali delle sedie, fissano con occhi vacui le carte, con le teste leggermente inclinate verso il basso, ma con il collo rigido. La pelle di tutte ha uno strano colorito; è rosa, ma non è il rosa naturale della pelle. È il rosa delle matite colorate, come quello che usa Cinzia per colorare la pelle dei personaggi dei cartoni che ama disegnare.
Cinzia le chiama una per una, a voce sempre più alta, fino ad urlare, lei che in quella casa a malapena sussurra. Se le donne stessero bene la zittirebbero subito con un’occhiataccia. Ma restano immobili e in silenzio.
Cinzia ora ha davvero paura. Ma nella paura per la sorte di sua madre e delle altre ha dimenticato il problema originario: la casa di mattoncini.
E infatti quella, sentendosi trascurata, torna a far sentire la sua voce.
“Cinzia, amorino, in questa casa sei quasi sempre completamente sola. Io sono qui per giocare con te. Non vuoi giocare con me?”
La voce è melliflua, profonda. Tenta di apparire dolce, ma c’è uno stridore di fondo che solo un orecchio allenato alle malignità come quello di Cinzia potrebbe cogliere.
In casa Cinzia è sola con quei quattro manichini che simulano sua madre e le altre. Fuori è buio, freddo e la strada è isolata. Ma Cinzia prende una decisione. Punta la porta, dando le spalle al tavolino con i manichini ed alla casa di mattoncini.
Sta per raggiungere la porta ed è fermamente intenzionata ad uscire, anche senza cappotto.
Si sente circondare la caviglia. Abbassa lo sguardo. Una nebbia verde acido, fluorescente, le avvolge la caviglia. E la blocca. Con gli occhi segue la scia verde e vede che parte dalla casa di mattoncini. La casetta emana quella luce inquietante, che è gassosa e solida ad un tempo. Fasci di luce vengono proiettati all’esterno attraverso le finestre e le porte, come scariche elettriche. Sembra che un temporale si stia scatenando dentro la casetta e che questa stia per esplodere. Ma non esplode.
Il laccio di luce verde serra la presa sulla caviglia di Cinzia e inizia a tirare. Cinzia si sente trascinare sul pavimento. Oppone resistenza, rischia di cadere in avanti e di sbattere la testa, ma all’ultimo momento riesce ad afferrarsi con entrambe le mani alla mostra della porta del salotto. Questo le permette anche di ancorarsi e resistere alla forza che cerca di trascinarla verso la casa di mattoncini.
La casetta ora è arrabbiata e getta la maschera dell’amicizia.
“Perché mi resisti? Perché non vuoi far parte del mio mondo? Tu DEVI entrare e giocare al mio gioco!”
“NOOOO! Non vogliooo!”
In quel momento la porta d’ingresso si apre e, insieme ad una ventata gelida, entrano il papà, il nonno e gli zii che erano andati a bere l’amaro al bar. C’è anche zio Matteo!
“Abbiamo portato le pastarelle, signore!” annuncia uno degli zii sorreggendo un vassoio.
Le quattro donne al tavolo da gioco tornano umane .
Il fascio di luce verde scioglie il suo abbraccio dalla caviglia di Cinzia, striscia a ritroso verso la casetta che si spegne e torna ad essere una banalissima casa giocattolo di mattoncini.
Tutto questo si svolge in una manciata di secondi.
Cinzia si lancia al collo del padre, felice e sollevata.
“Che succede Cinzia?”
“Papà, la casa di mattoncini è cattiva…” inizia a dire, avendo paura di non essere ascoltata o di essere ascoltata e presa per matta. Ma deve raccontare al padre quello che è successo.
Il papà di Cinzia si avvicina alla casa di mattoncini, alza il piede e lo cala distruggendo la costruzione.
“Problema risolto!” annuncia e sorride rivolto a sua figlia.
Cinzia prova un sollievo indescrivibile.
Ora sa che nessuna situazione è senza via d’uscita.

“Cinzia! Cinzia, dai che la cena è in tavola.”
Cinzia apre gli occhi. Si era appisolata sul divano del salotto, mentre faceva la treccia a Barbie Pista da Sci. Guarda per terra. Nessuna casa di mattoncini. Guarda i suoi parenti: non sono manichini. Guarda la tavola imbandita. Guarda la televisione; c’è Dribbling. Quella dannata musichetta la perseguiterà per anni. Ma almeno seduto a tavola c’è zio Matteo. Il posto vicino al suo è libero, per lei. Sa che dovranno parlare poco e a voce bassa, ma è comunque felice.
Cinzia ha cinque anni, ma ha già imparato a cogliere il lato positivo dalle situazioni negative. E sa che quando sarà più grande potrà scegliere da sola chi frequentare e chi no.
E decide che trasformerà questi suoi pensieri in storie da scrivere e da far leggere a chi lo vorrà.

N.d.A. Un po’ storia di vita vissuta, un po’ sogno, un po’ auto-psicoanalisi.

Links

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1205255/#!%5D
http://youpopcorn.net/

CineRecensione

Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

La nuova commedia di Anna Di Francisca made in Spagna

di Sarah Panatta

 

Risultati immagini per due uomini quattro donne e una mucca depressaA.A.A. Cercasi, sinfoniche per ruminanti (umani e non) depressi.
Non una corte dei miracoli, non un borgo per turisti fai-da-te, forse un’oasi di routinaria infedeltà alla coerenza del sopravvivere. Un paesino di campagna che brulica tranquillo di istinti repressi e sogni evasi. E’ qui che sua sponte il geniale Edoardo Leri cerca di ritrovare il sentiero della propria vita.
Edoardo, compositore italiano di fama internazionale, divorziato e molto legato ad una irrequieta figlia adolescente, emotivamente e artisticamente congelato nel famigerato immancabile empasse, bloccato al crocevia della svendita creativa, che chiaramente non riesce ad accettare, decide per un ritiro filosofico spirituale, recandosi da un fidato amico (coltivatore di pomodori inca e innamorato di una dolce zitella difficile da accalappiare) in una ridente, apparentemente arcaica, provincia spagnola. Qui impegnato in una perenne seduta di terapia di gruppo, tra innamorati cronici, generali (non ancora) in pensione, nidi sulle antenne, mucche nervose, donne insoddisfatte, relazioni omosessuali infrante, relazioni eterosessuali stritolate da bigotterie illogiche, Edoardo inizia a riscoprire il desiderio di comporre musica, per sé e per la comunità, lasciandosi andare mite ma guardingo, a scambi inaspettatamente sinceri con esseri umani inaspettatamente generosi e affini.
Riti iniziatici per vite da ricostruire, verso la riscossa dei “bruttini stagionati” che hanno sempre lasciato tutto a metà nonostante il proprio grande talento. Un inno calviniano, gentile e a tratti salacemente umoristico, al coraggio di prendere la vita per le proverbiali “corna”.
Anna Di Francisca, autrice di documentari, regista di fiction televisiva e cinematografica, autrice di film commedia sottilmente naif nel loro ironico appiglio alla realtà ancor più assurda della finzione (La bruttina stagionata, Fate un bel sorriso, Il mondo di Mad) firma un lungometraggio che si richiama dialetticamente, per visionarietà e brio “andante”, l’estetica e l’analisi socio-psicologica di alcuni lavori precedenti. Due uomini, quattro donne e una mucca depressa, in uscita l’8 giugno in terra italica (distribuito da Mariposa Cinematografica) e prodotto in Spagna, si presenta con un cast all star, affiatato e a suo agio nella composizione piana e trascinante di una Di Francisca che scrive e dirige secondo moduli teatrali lucidi e nitidi, interconnessi alla intemperanza della sua liquidità cinematografica, intessendo di dialoghi arguti e non sense la noluntas bonaria che ammanta i personaggi, lasciando che il racconto scorra sui binari paralleli di una metodica infallibile ricerca di “accordo”, facendo ri-nascere il coro polifonico, vero eclettico protagonista del film.

Regia: Anna Di Fracisca
Sceneggiatura: Anna Di Fracisca
Con Miki Manojlovic, Maribel Verdù, Neri Marcorè, Eduard Fernàndez, Laia Marull, Ana Caterina Morariu, Gloria Muñoz, Hector Alterio, Carmen Mangue, Manuela Mandracchia, con Serena Grandi, con l’amichevole partecipazione di Antonio Resines.
Fotografia: Duccio Cimatti
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Paolo Perna
Produzione: Paypermooniii
Ita/Spa 2015
Distribuzione: Mariposa Cinematografica
Durata: 95′
Uscita: 8 giugno 2017

News

“Disegnando il borgo”, i vincitori

I quadri premiati al concorso indetto dall’Associazione Culturale “Casa delle Arti ” a Sambuca di Sicilia

a cura di Enzo Maniscalco

 

Sono stati premiati dall’Associazione Culturale “Casa delle Arti ” a Sambuca di Sicilia, domenica 11 giugno alle h 19,00 presso il Palazzo Panitteri, alla presenza del sindaco Leo Ciaccio, il dirigente del Liceo Artistico di Sciacca Giovanna Pisano e il dirigente dell’Istituto Comprensivo di Sambuca Silvana Genco:


Liceo Artistico

1) Sparacio Salvatore 5 A


L'immagine può contenere: spazio all'aperto

 

 

2) Bivona Gloria 5 A

L'immagine può contenere: cielo, montagna, oceano, nuvola, spazio all'aperto, natura e acqua

 

 

Istituto Comprensivo

1) Proietto Elena 3 C

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

 

2) Cacioppo Elena 3 C

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

I quadri premiati, saranno esposti per un mese presso la stanza del sindaco Leo Ciaccio del Comune di Sambuca di Sicilia.

Intervista

Incontro con la regista Anna Di Francisca

L’autrice di Due uomini, quattro donne e una mucca depressa e la sua via per un cinema “muticulturale” e non solo…

 

Risultati immagini per anna di franciscaDue uomini, quattro donne e una mucca depressa. Tra commedia corale e viaggio filosofico-ironico nel senso della vita e molto “oltre” la routine di un compositore di “folli sinfonie per ruminanti”. Come nasce l’idea di questo film? Come arrivi al contesto spagnolo?

 

Il film nasce dall’idea di raccontare una situazione di spaesamento, vissuta dal protagonista, Edoardo, compositore di colonne sonore. Il suo punto di vista diventa anche il mio punto di vista  sulla Spagna, come luogo di evasione. Edoardo è in conflitto con la sua realtà culturale e con la propria vita privata e lavorativa, vive poi l’ingerenza della Chiesa sul suo lavoro in modo claustrofobico… Rifiuta infatti una commissione ed è la goccia che fa traboccare il vaso. Quella di Edoardo vuole essere una situazione condivisibile credo a molti di noi italiani in questi tempi di confusione e di conflitto con la propria società … La Spagna entra quindi nel film come possibilità di fuga, è l’approdo di Edoardo per il suo periodo sabbatico… Poteva essere scelto un altro paese ma il senso era proprio realizzare una commedia che non fosse “italiana” nel senso stretto del termine, senza nulla togliere alla nostra meravigliosa commedia italiana, ma desideravo un taglio europeo, anche ragionando da spettarore (penso a film come Calendar girl, La cena dei cretini, Full monty, Caramel…)… Il mio mondo di sensibilità è quel mondo, e ovviamente come regista dovevo prendere una direzione, tutto ciò senza snobismi, è sicuramente un fatto di gusto, personalmente mi ritrovo più nella commedia europea, sia da spettatrice che da regista… Servivano perciò paesi che dessero respiro internazionale al film, credo che quando le queste cose siano naturalmente importanti nella storia stessa, avere poi coproduzioni che rispondano a questa esigenza e corispondenza di luoghi e atmosfere vitali all’opera, ti porti a realizzare esattamente il film che cercavi.

Un film quindi multilingue e multiculturale…

Risultati immagini per due uomini quattro donne e una mucca depressaSì, l’incontro tra culture per me è importante… sono affascinata dalla multiculturalità in generale… ovviamente  nel mio film viene affrontata in modo ironico, le tematiche sono trattate con leggerezza, per citare un episodio, il generale che spara alla cicogna dandole della “migrante di merda”…

A proposito di cicogne, mucche e altri compagni di avventura… Episodi particolarmente curiosi dal set?

La mucca depressa ha avuto anche un suo doppio, abbiamo dovuto cercare un’altra mucca pezzata che fosse uguale, poiché dovevamo girare in più posti…
Molto bello è stato lavorare con Neri Marcorè, bella persona oltre che grande attore, che porta una grande armonia sul set, e d
al punto di vista linguistico è talmente una spugna che quando lavoravamo col coach di lingua in Spagna, Neri aveva un accento talmente vicino al  dialetto valenciano che il coach gli ha chiesto di toglierlo… è stato esilarante perché Neri in realtà non parla una parola di spagnolo… è la magia a volte di certi attori… Ha lavorato in modo fantastico con lo stupendo attore argentino Héctor Alterio. Neri ha confessato che gli è piaciuto tanto perché era come lavorare con suo nonno… Héctor è un attore fenomenale, l’unica volta che ha sbagliato un ciak ha dato lui stesso lo stop alle riprese, per ripetere, e ha chiesto scusa alla troupe… penso a quanti attori dovrebbero imparare da un professionista così, che fa ancora i teatri pieni a Madrid nonostante l’età… ha avuto tante esperienze… tra tutte, Héctor partì per un festival in Spagna da giovane e la moglie lo chiamò dall’Argentina per dirgli di non tornare o li avrebbero eliminati tutti, tanto che la famiglia lo raggiunse poi in Spagna… Un uomo e attore carismatico e di esempio per tutti…
Nell’insieme c’è stata una grande comunione tra attori, un cast di stranieri, multiculturale appunto, anche la presenza di Serena Grandi è stata molto generosa, ha sposato questo suo personaggio in modo divertito e autoironico, all’inizio spaventata di essere ingoffita, poi molto felice… anche Manuela Mandracchia è stata incredibile, è attrice teatrale ma ha un grande carisma al cinema ed è un esempio di quegli attori meno scoperti per il grande schermo che meritano molto di più…

Come e dove possiamo vedere in questi giorni il film?

Mariposa, la distribuzione, sta lavorando con grande professionalità, sono molto combattivi, siamo attualmente in circa 30 sale e a Roma saremo al Farnese per tutta la settimana… torneremo anche all’Apollo11… Siamo anche allo Stardust e aspettiamo nuove sale!

Qualche anticipazione sui tuoi nuovi progetti?

Diciamo che i due progetti su cui sto lavorando di più si ambienteranno uno in un paesino emiliano e uno in paesino umbro… ma torna il fattore multiculturalità con storie totalmente differenti unite da questo filo che per me è molto interessante e mi segue sempre, come del resto i microcosmi… nei quali guardo i personaggi come in un acquario con una lente… sono affascinata dai posti piccoli e quindi cercare storie che si leghino a tutto ciò, a quei mondi da cui osservare la realtà…

Bando

Concorso “Disegnando il borgo”

a cura di Enzo Maniscalco

L'immagine può contenere: una o più persone e sMS

L’Associazione culturale e ricreativa “Casa delle Arti”, nell’ambito della valorizzazione del territorio, dell’arte, della didattica e della cultura, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Fra Felice da Sambuca” bandisce il concorso “Disegnando il Borgo”.

Attraverso esperienze dirette, concrete e coinvolgenti proponiamo agli alunni della scuola secondaria di primo grado degli spunti di riflessione sulla valorizzazione dei beni culturali del borgo in cui vivono con l’intento di trasformare gli studenti di oggi in adulti responsabili di domani. Lo scopo del concorso è proprio quello di conoscere e vivere il borgo di Sambuca di Sicilia (Borgo dei borghi 2016) a 360 gradi, analisi ed osservazione mirata forniranno nuovi punti di vista che guideranno gli alunni in un percorso di scoperta verso la storia e il fascino dei monumenti sambucesi. Durante le uscite didattiche per il paese, gli alunni guidati dagli insegnanti dovranno analizzare e descrivere i monumenti del borgo tramite schizzi e bozzetti grafici dal vero. L’itinerario didattico-culturale per le vie del borgo guiderà gli studenti alla conoscenza dei monumenti del paese con particolare attenzione alla tutela, alla salvaguardia ambientale e alla fruizione consapevole del patrimonio culturale del borgo. Il percorso multidisciplinare coinvolge i docenti di Arte e Immagine, Italiano, Geografia e Storia.

Conoscenza, valorizzazione e sensibilizzazione nei confronti della tutela dei beni culturali sono quindi le principali finalità del progetto che sfocerà nella realizzazione di elaborati grafico-pittorici ai quali verranno attribuiti dei premi.

Regolamento

Il concorso “Disegnando il Borgo” si concretizza nella produzione di materiale artistico ispirata dalle esperienze vissute dai partecipanti all’interno della scuola, della famiglia e del territorio. Il tema potrà essere descritto e sviluppato tramite il linguaggio visivo realizzando degli elaborati pittorici su cartone telato (formato massimo cm 35 x 50) scegliendo una o varie tecniche artistiche compresa la contaminazione tra le stesse (matite, matite colorate, pennarelli, pastelli a cera, acquerelli, tempere, collage).

Ogni lavoro dovrà essere realizzato e presentato dai singoli alunni entro il 10 maggio riportando il timbro e la sigla della scuola. L’Associazione “Casa delle Arti” provvederà alla valutazione degli elaborati tenendo conto dei seguenti elementi qualitativi:

– Capacità di sviluppo dell’idea;

– Padronanza della tecnica artistica;

– Personalizzazione e originalità.

Verranno selezionati n. 10 elaborati cui saranno attribuiti attestati di merito. Tra i 10 elaborati verranno individuati e premiati 2 finalisti.

I dieci elaborati verranno esposti presso “Casa delle Arti” per una mostra collettiva che si terrà dal 14 maggio al 30 maggio 2017.

Info e contatti

Associazione culturale e ricreativa “Casa delle Arti”

Presidente Enzo Maniscalco – pittore

P.I. 02823290842 – Largo San Michele, 22 Sambuca di Sicilia (AG)

Tel. 3288759871 – email: enzomaniscalco20@libero.it

Rubrica

CineLinkando. Trailers: il “primo” Ben Hur

a cura di Mario La Carrubba, artista e cinefilo

 

Con l’indimendicabile protagonista Ramon Novarro, questo trailer ci racconta di un impero fastoso e decadente e di un cinema che, contemporaneamente, stava per vedere l’alba del sonoro e il cambiamento di un’intera visione della Settima Arte. Interessante notare la grande spettacolarità di questo, tra gli ultimi e più celebri film muti dell’era pre-sonora.

ArtRecensione

Enzo Maniscalco, pittore di nostalgiche visioni

di Mario La Carrubba

Sempre presente, come trasparente avvolgente velo, sapientemente elaborato dall’artista, colore oltremare  blu, che evaporando in cobalto prima, in cerulo poi, avvolge e plasma arcaiche oscure, verità.

Nostalgiche e atemporali visioni, nate da mitica classica cultura, si svelano ad attoniti e perplessi fruitori, come  magica  Demetra, da Omero cantata, madre terra dispensatrice di grano, emergente in statica dinamicità, solinga, statuaria, in contrastante  caldo colore,  inviare  il suo  al nostro enigmatico sguardo.

Mentre con abile inserimento surreale, si erge, emergendo da caldo siculo mare, un contorto, evanescente satiro torso, non gravato da  gravità, ma fluttuante all’apice di  composizione, costretto da moderni metalliche zip, vera traslazione temporale, ad assurgere la vetta triangolare, come composizione rinascimentale, e agave, roccia, formano la base.

Sotto astrale oscuro cielo,dove infinita immensità porta a filosofici pensieri, e di vita e di morte, misteriosamente, anime pregne di speme, nascono  improvvise coppie di alberi,  ombre, che ci avvinghiano nel loro essere, e noi diventiamo loro, e loro noi, e finiamo ad essere tutt’uno con l’opera.

Come tragedia greca, sotto mosse acque, al di sopra nuda roccia, lo straziante silenzioso urlo si spande nell’etere, dolore di donna, che, come pioggia, si riversa sull’immenso mare, spandendosi lentamente, viene trasportato  all’intera umanità, come tremendo  monito, e sopra  livido tramonto, distaccato dalle umani passioni, il cielo tingersi di scuro  inchiostro blu.

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Ed ecco stagliarsi, racchiusa nella sua inconfondibile lignea struttura, colma di pastoso colore, simbolo di quotidiane fatiche artistiche, emergere, fluttuante, affascinante tavolozza.

La semplice tavoletta costituita da un grande unico occhio, novello Polifemo, è pronta a donarsi completamente al volere del pittore.

Pennelli mescolano colori spremuti da variopinti tubetti, giallo limone, ocra dorata, verde smeraldo e… il blu oltremare, già sanno la posizione che toccherà loro assumere, mentre gioiscono di essere elaborati ed inseriti nel dipinto.

L’opera è terminata, e, finalmente, in una variopinta stratificazione cromatica, la tavolozza stanca, ma felice, riposa, fluttuando e mollemente dondolando resta in attesa di iniziare una nuova avventura artistica.

L’arte di Enzo Maniscalco si nutre di  lontani orizzonti, e sognanti ricordi, ricordi rivisitati e rielaborati in frammenti di quotidianità, che si evolvono in una  nostalgica interpretazione congelata in un non tempo, un non tempo irreale che  l’artista riesce a captare, e quindi a trasferire con abilità, supportata da una buona  tecnica, nelle sue opere.

Sono opere avvolte da una latente cinetica-staticità, che avvolte in enormi spazi, quasi monocromi, si evolvono in visioni metafisiche, e, che insieme al contrastato, ma equilibrato cromatismo, unito ad un disegno pulito, efficace ed a una solida  composizione, contraddistinguono in questo artista uno stile personale e inconfondibile.

Vacancy

In memoria di Massimo Pacetti

di Lidia Popa


Era il 9 novembre 2016. Eravamo usciti dalla Biblioteca Renato Nicolini a Corviale che era stata una giornata intensa perché oltre me erano state presentate le autrici Tiziana Marini e Stefania Di Lino. Massimo veniva spesso a partecipare a questi eventi organizzati dalla biblioteca. Ogni tanto cambiavamo delle opinioni tra noi.
Quella sera ci siamo fermati in quattro Massimo Pacetti, Sabino Caronia, io e Giuseppe Tacconelli davanti alla biblioteca a discutere sulla poesia, perché dentro e sempre poco il tempo che ti viene assegnato per presentarti ad altri. Parlavamo sulle modalità di scrittura e la concezione di analisi attraverso l’osservazione. Una riflessione di lui che mi ha particolarmente colpita, che lui aveva intravisto tra le mie qualità poetiche, essendo intervenuto nell’evento del giorno. Massimo Pacetti aveva letta una delle sue poesie appena scritte a matita particolarmente bella, ma che descriveva molto la verità di questo tempo che ci appartiene, che non sappiamo più dare un valore a cose che veramente valgono. Diceva allora che bisognava uscire a sentire la gente il polso delle strade, osservare, discutere con le persone che incontriamo anche se fossero dei barboni, cercare di capire quella gente spesso umile e trasandata. Perché in quella gente troveremo parte di ognuno di noi da scoprire e da raccontare persino con i versi. Perché anche la poesia può fare molto per portare alla luce il sommerso.
Mi trovai perfettamente d’accordo con i suoi punti di vista e lo espressi anche. Come al solito abbiamo finito la discussione con qualche sua battuta scherzosa. Diceva, parlando delle donne e uomini di strada: “Una zingara mi ha predetto che entro alla fine del mese non ci sarò. Però in tanto vivo e non penso.”. E abbiamo iniziato tutti a ridere, per quanto era inverosimile. Poi ci siamo separati ognuno per andare a casa perché aspettato a cena dalla famiglia. Era ultimo giorno che l’ho incontrato. E mi manca.

Roma 22 aprile 2017 alla FUIS

Vacancy

In memoria di Massimo Pacetti

di Antonella Rizzo

 

Io di Massimo ricordo il modo gentile con cui cercava di non ferire la sensibilità di nessuno. La sua tempra forte di uomo venuto dalla terra, dolori come zolle da rimestare. Così in difetto con la sua sopraggiunta posizione di autorevolezza da dover scontare in ogni momento con atti garbati. Eravamo  contenti di incontrarci agli eventi di poesia per dissacrare bonariamente gli intellettuali ingessati e la politica mondiale giocando a fare i nostalgici del comunismo reale, tu,  vero ragazzone politicamente scorretto e generoso fino al midollo.
Sono felice di aver presentato il tuo libro La terra di tutti a Velletri insieme al caro amico comune Marco Onofrio e di aver ricevuto le tue belle parole alla mia presentazione solo qualche mese fa, da Lettere Caffè.  Era autentico il tuo entusiasmo verso l’arte degli altri e il tuo bisogno di essere in pace con tutti, tu che avevi perso il bene più prezioso e ti scandalizzava di certe conseguenze del narcisismo umano. 

Ci mancherai, sul serio stavolta.

Vacancy

Omaggio a Bud Spencer

Alla presenza della Famiglia Pedersoli e di Marco Tullio Barboni – Il M° Franco Micalizzi e la sua big orchestra all’Auditorium Parco della Musica

 

a cura di Lisa Bernardini

 

Da sx_ Franco Micalizzi e Marco Tullio Barboni durante l omaggio a Bud Spencer (Small)

Da sinistra il Maestro Franco Micalizzi con lo sceneggiatore e autore Marco Tullio Barboni

L’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con il M° Franco Micalizzi, è stato lieto di presentare presso la Sala Petrassi di Roma, lo scorso 28 Aprile, un concerto unico e raffinato, iniziato puntualissimo alle ore 21.00 come da programma, che ha guardato  con un filo di nostalgia e anche di ironia ai memorabili temi musicali che il celebre compositore e direttore d’orchestra ha creato negli anni ‘70 e ‘80 per tanti film di successo (Lo chiamavano Trinità – L’ultima neve di Primavera – Italia a Mano Armata …).

A riproporre questi temi sono per l’occasione stati chiamati  cantanti che all’epoca li eseguirono con successo, come ad esempio EDOARDO VIANELLO e WILMA GOICH (Roma parlaje tu); tra i grandi  interpreti di Musica da Cinema, ospite della serata  una  concertista unica come GILDA BUTTA’; si sono susseguite durante lo spettacolo, infine, altre autorevoli presenze canore che corrispondono ai nomi di VALENTINA DUCROS, MIKEE INTRONA, DOUGIE MEAKIN e del tenore internazionale GIANLUCA PAGANELLI.

Considerato che i temi musicali destinati al cinema e composti da Micalizzi hanno suscitato un forte interesse perfino nel mondo dell’hip hop, che ha attinto a larghe mani nel suo repertorio musicale, campionando e rappando sulla sua musica, durante il concerto si sono fatti  cenni a queste partecipazioni.

A sostenere il concerto, una grande orchestra dal vivo, composta da musicisti tra i migliori del panorama italiano,  e la partecipazione come pubblico di tanti fedelissimi appassionati.  Per gran parte della serata  ha presenziato anche una troupe di RAI3 capitanata da Antonella Pallante.

Tra gli ospiti in platea, Giuseppe Pedersoli (figlio di Bud Spencer – salito poi anche sul palco durante il momento omaggio riservato al celebre attore durante la serata) accompagnato dalla moglie Zoila Maria Guadalupe Barriga Costa (soprannominata Lupita),   Maria Amato, vedova di Bud, e  lo sceneggiatore e scrittore  Marco Tullio Barboni, figlio del mitico regista Enzo Barboni, alias E.B. Clucher.

Molto emozionato, Giuseppe dal palco : “Credo che questa serata sia il modo migliore per ricordare papa’ a 10 mesi dalla sua scomparsa. Papa’ amava molto la musica, e nel tempo libero si dilettava a cantare e scrivere canzoni”.

Barboni, invece, ha tenuto a sottolineare l’importanza del Film che unisce tutti i protagonisti de “Lo chiamavano Trinita’”, ancora oggi dopo decenni. Di Bud Spencer ha detto: “Per me, appena diciottenne, Bud con i suoi trascorsi sportivi, era un mito assoluto e lavorare con lui era parte della magia di quel film“.

Si sono riconosciuti altri volti noti, tra cui Maria Lucia De Sica, vedova del compianto compositore Manuel; il celebre bandoneonista noto in tutto il mondo, Héctor Ulises Passarella, arrivato in teatro con  Tania Colangeli del Centro del Bandoneón di Roma;    la cantante Nancy Cuomo; il regista e direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori (che è stato all’inizio del concerto anche la prestigiosa voce fuori campo che ha presentato il Maestro Micalizzi al pubblico prima che lo stesso entrasse in scena); il Presidente dell’ordine degli avvocati di Caltagirone, Walter Pompeo, giunto in serata con la sua signora appositamente dalla Sicilia; la Presidente A.I.S.L_O. Maria Grazia De Angelis; Simona Tuliozzi Sabene (direttrice editoriale della casa editrice VIOLA EDITRICE, che pubblicherà prossimamente una completa autobiografia del M° Micalizzi).

E poi, in ordine casuale,  presenze provenienti dagli universi piu’ disparati: Carlo Marino, Angelo Martini, Antonio Ranalli, Ruggero Po, Paola Zanoni,  Gerry MottolaAndrea Marchegiani, Federica Pansadoro (campo del Giornalismo); Anthony Peth, Sabina Fattibene, Eleonora Altamore, Sergio Bartalucci, Floriana Rignanese, Davide Mottola,  Tony Malco, Maurizio Gaudio, Andrea Arriga, Giancarlo Sirolesi (Cultura e Spettacolo). E tantissimi altri.

A sigillo della serata, sicuramente le parole pronunciate dal M°  Micalizzi :”Bud, l’amico piu’ sincero, spiritoso, a cui devo un grande successo. Grazie, Bud“.

Appuntamento al prossimo concerto!

 

Vacancy

EscaMontage pubblica “Oltre la linea dell’emozione”

ciurleo

EscaMontage
Associazione Culturale No Profit
Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta

ha presentato il libro

“Oltre la linea dell’emozione”
poesie e pensieri

di Valentina Ciurleo

sabato 6 maggio, dalle h. 18.00
Centro Artistico Culturale Il Leone
Diretto dal Prof. Ginco Portacci
Roma, Via Aleardo Aleardi 12
Ingresso libero

 

In una serata vibrante di emozione partecipata e condivisa, EscaMontage ha presentato, nella magnifica scenografia del Centro Artistico Culturale Il Leone nel cuore di Roma, diretto dal Prof. Ginco Portacci, l’opera “Oltre la linea dell’emozione”, poesie e pensieri, esordio letterario di Valentina Ciurleo, edizione EscaMontage (in copertina foto di Stefano Bonazzi).

“Questa sua prima raccolta di poesie può essere magnificamente descritta direttamente dalle parole dell’autrice: ‘Esterno emozioni e stati d’animo mettendoli in versi in una composizione tutta personale, accompagnata da immagini. Una penna mi ha insegnato a sentire: la parola è parte di me, ciò che sento, l’essenza che dà voce alla profondità’. Ne nasce una sorta di diario intimo, una parata di emozioni, di desideri, di considerazioni, in composizioni costruite per immagini, per flashes emozionali, per frammenti accostati e giustapposti. Se la parola trasmette emozione, allora è veramente poesia. Ed è, chiaramente, il caso dell’autrice, capace di intuizioni notevoli nella creazione di immagini di rara efficacia… (dalla prefazione di Giacomo Caruso)

Biografia di Valentina Ciurleo

Valentina Ciurleo è nata a Roma il 12/10/1973 e insegna alla scuola primaria in una classe terza – ha cominciato a insegnare all’età di diciotto anni – e svolge il suo lavoro con passione e dedizione. Si dedica alla lettura e ai gruppi letterari on line: Libri che passione, Leggo Letteratura Contemporanea. Appassionata di poesia e scrittura, da ottobre 2015 partecipa al laboratorio di poesia “…in bilico sui versi”, presso il caffè letterario Mangiaparole. Ha pubblicato alcune poesie con “Poeti e Poesia” nell’opera Impronte67. Scrive sulla rivista letteraria “La Recherche” in un suo spazio gratuito. Ha pubblicato scritti grazie alla rivista on-line Diwali Rivista Contaminata. Ha pubblicato poesie e racconti nelle antologie di Giulio Perrone Editore: “Fermarti non posso”, ispirata al tema tempo, “Un’estate a Roma”, nell’ambito del concorso letterario letti di notte, “Non solo bianco è il Natale”.
Esterno emozioni e stati d’animo mettendoli in versi in una composizione tutta personale, accompagnata da immagini. Una penna mi ha insegnato a sentire: la parola è parte di me, ciò che sento, l’essenza che dà voce alla profondità.

https://www.youtube.com/channel/UCr55K4DCqvjxUV6AYQ-GDoQ

Hanno partecipato i poeti Giacomo Caruso, Gloria Imparato, Laura Pezzola, Marcello Soro, Lidia Popa, Marzia Spinelli, Giuseppe Tacconelli, Alessandra Carnovale, Diana Cavorso, con interventi e letture. Grande entusiasmo per l’EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone per il Cd-Antologia “PoesiCanzone” 

 

Tra le News EscaMontaEditorial

– Gelati al pistacchio (ovvero, scritture che si apprezzano da grandi) esordio letterario del giovane talento Luca Masculo Legato

– I° numero Cd-Antologia PoesiCanzone, con prefazione del musicologo ed antropologo Alexian Santino Spinelli
a cura del cantautore Amedeo Morrone

– anteprima del progetto “EscaMontage Magazine n°0” n°.3
in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori)

INFO EscaMontaEditorial:
https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

Sarà possibile acquistare copie delle pubblicazioni del catalogo EscaMontaEditorial scrivendo a escamontage.escamontage@gmail.com

Presente EscaMontage Blog&WebTV
https://escamontage.wordpress.com/

EscaMontage – Chi siamo

EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta (giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Le attività EscaMontage che intraprendendo divenute un vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma, l’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori, la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia.

https://escamontage.wordpress.com/category/chi-siamo/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Simone Di Conza, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Nina Maroccolo, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo

News

RINO GAETANO DAY

“Raduno Nazionale” 2 giugno 2017 – Roma

a cura dell’Associazione culturale italiana “Rino Gaetano”

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L’Associazione culturale italiana “Rino Gaetano” è MOLTO FELICE DI ANNUNCIARE che, in questa VII edizione del RINO GAETANO DAY, saliranno a cantare anche @iSeiOttavi e i nipoti del cantautore – Alessandro e Danilo – già noti a questo palco.

Il RINO GAETANO DAY è il CONCERTONE in omaggio al giovane cantautore prematuramente scomparso il 2 giugno 1981, in seguito a un incidente stradale.

Il RINO GAETANO DAY è un APPUNTAMENTO FISSO, il raduno nazionale annuale di fan, colleghi musicisti, amici, parenti e chiunque voglia conoscere un po’ della discografia del cantautore, riproposta – LIVE – dalla RINO GAETANO BAND.

Il RINO GAETANO DAY è – e rimane – l’unico evento nazionale e ufficiale DEDICATO A RINO GAETANO ed è ormai alla sua VII EDIZIONE.

UN OMAGGIO alla memoria di un cantautore semplice e geniale, nella piazza del quartiere ove visse con la sua famiglia, trasferitasi dalla Calabria a Roma, in cerca di lavoro.

Il RINO GAETANO DAY – oltre a essere un omaggio al cantautore, nel giorno della sua scomparsa – è sempre legato a uno SCOPO BENEFICO-SOLIDALE, grazie ad Associazioni e Onlus per il sociale, presenti all’evento, sul palco e tra la gente in piazza, per informare su temi sempre estremamente delicati e sentiti.

✔️VI ASPETTIAMO, COME SEMPRE, PIÙ DI SEMPRE!

📌INGRESSO LIBERO • STREET FOOD AND DRINK • RINO GAETANO BAND • AMICI • OSPITI • MUSICA E CANZONI DI RINO GAETANO

 

Dalle h. 20.00

Piazza Sempione, 00141 Roma RM, Italia