VideoPoesia

Eugenia Serafini in Wild in Prosa

 

 

Eugenia Serafini artista e performer protagonista di un evento curato e ideato da un gruppo di giovani della cittadina laziale di Tolfa, a favore dell’ambiente e di una onlus che sostiene i malati di cancro. Per l’occasione della clip Eugenia Serafini è stata anche  membro nella Giuria che avrebbe premiato i poeti dell’ultima serata della kermesse suddetta. 

Rubrica

CineLinkando

a cura di Mario La Carrubba, artista e cinefilo

 

 

Ad inaugurare questa rubrica, dedicata al Cinema come viaggio spazio temporale in mondi inimmaginabili anche se reali, un filmato del 1938 in cui sembra si possa scorgere una donna che parla al telefono. Al di là della bizzarra e forse impossibile coincidenza di un telefono cellulare capitato in una qualsiasi strada a ridosso degli anni ’40, qui è interessante vedere come un filmato, in tal caso documentario, ci catapulti senza fronzoli ma non senza smarrimento, direttamente nell’epoca che ci racconta, che non solo ci mostra quanti e di che portata siano i cambiamenti tecnologici e di costume avvenuti, ma addirittura i gesti, i dettagli, gli oggetti, le strade, il modo di camminare etc.

Come eravamo?

Fotogallery

FellinHalloween 2016, Fotoreportage di Mel Carrara

Scatti d’autore, realizzati dal fotografo e poeta Mel Cararra, in occasione della terza edizione del FellinHalloween a cura di EscaMontage, presso lo studiolo di Eugenia Serafini (Via dei Marsi 11, Roma)

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Fotoreportage

V.V.V. Villa Ada. Gli scatti artistici di Mel Carrara Melamar

Il reportage fotografico ufficiale del fotografo e poeta Mel Carrara Melamar dall’evento poetico-performativo V.V.V. Versi Volti Voci, organizzato da Maria Letizia Avato con la collaborazione mediatica di EscaMontage, presso Villa Ada (Roma), 25 settembre 2016.

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EVENTI

Storie di Donne 2016
La Donna dell’Anno dell’Occhio dell’Arte è Lorella Ridenti

 

La Kermesse sul mondo femminile dal titolo “Storie di Donne“, organizzata dall’Associazione Occhio dell’Arte e giunta al secondo anno di vita, si è inaugurata come da programma a Roma con una Mostra artistica il 25 Novembre scorso, nella giornata internazionale contro la Violenza femminile, e terminerà il giorno 8 Dicembre, ultimo giorno in cui sarà possibile visionare le opere prescelte ed in esposizione per questa edizione. Similmente alla prima edizione, una giornata del periodo doveva essere dedicata a decretare la Donna dell’Anno dell’Occhio dell’Arte. Spostandoci ad Anzio, infatti, nel locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia, lo scorso 2 Dicembre, è stata premiata la bionda direttrice di ORA per la sua tenacia, intraprendenza e versatilità: Lorella Ridenti.

lorella-ridenti-smallLorella Ridenti, nuova “Donna dell’Anno” di “Storie di Donne 2016”, è stata omaggiata di un prezioso riconoscimento firmato dal Maestro Scultore Valerio Capoccia, creato appositamente per questa occasione.

Lorella Ridenti è approdata alla Direzione del settimanale “ORA” dopo essere stata a lungo nel settore del Disegn e dell’Architettura con le riviste “GAP casa” e “La mia casa”, di cui è stata Direttore per oltre 10 anni. In questo ultimo anno, grazie al rilancio del settimanale “Ora”, ha vinto tre premi: Premio Anna Magnani, Premio Luigi Centra e Premio Anpoe.

L’hanno affiancata nella serata altre donne di carattere, premiate con altri riconoscimenti: l’attrice Adriana Russo; la giornalista e speaker radiofonica Roberta Beta; la modella ed attrice Modestina Cicero, la ballerina Patrizia Viglianti.

L’evento è stato brillantemente presentato dal conduttore radio-televisivo Anthony Peth.

Ospite speciale della serata è stato Marco Baldini.

Inserito nel magnifico parterre rosa, anche il cantante italo-americano Francesco Caro Valentino, che ha ricevuto un Premio Speciale Musica. Prima dell’inizio della serata, l’imprenditore Mauro Boccuccia è stato in diretta su Radio ICN New York con Tony Pasquale.

Molti gli ospiti presenti e provenienti dai campi più disparati, fra cui, in ordine casuale: Mirco Petrilli, vincitore del Grande Fratello 13; Giuseppina Iannello, storica top model internazionale; il giornalista nonché Presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro; Franco Micalizzi noto compositore e direttore d’orchestra; il Prof. Luca Filipponi , Alessandro Maugeri e Paola Biadetti dallo Spoleto Art Festival; il press agent Massimo Meschino con alcune splendide Miss di scuderia (Cristina Alexandra, Vernonica Caruso, Marilena Pavlovic, Federica Pizi, Elisa Pepè Sciarria) ; il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone; il Dott. Giannino Bernabei dal Comitato Sociale ed Economico Europeo; la Responsabile Culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia Sylvia Irrazábal; il regista Michele Conidi; la fotografa Marcella Pretolani; il fisico Sergio Bartalucci; il regista Giuseppe Racioppi; la casting director Patrizia Ceruleo; il Prof. Francesco Petrino; il cantante Alessandro La Cava; il cantante Sandro Presta; il pittore Gino Di Prospero; la disegnatrice Daniela Prata; la giornalista  Iolanda Pomposelli; l’ufficio stampa Francesco Caruso Litrico.

Un clima gioioso, vissuto con tanta allegria, tra balli, canti, vino e prelibatezze culinarie, con medaglie di partecipazione e torta acquario per tutti.

Durante la serata è stato ricordato anche l’evento di beneficenzaL’Isola dei Fiori“, dalle musiche del Maestro Franco Micalizzi, che il prossimo 11 Dicembre vedrà protagoniste alcune delle più brave scuole di ballo del Lazio (una anche dalla Campania) presso l’Auditorium San Leone Magno di Roma, per raccogliere fondi a favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (presenterà quella serata Lorenza Mario, con la straordinaria collaborazione artistica di Simona Marchini e molti personaggi dello spettacolo che presenzieranno).

Tutte le foto sono visionabili su Facebook alla Pagina Ufficiale di Storie di Donne

Siti Ufficiali:

www.occhiodellarte.orgstoriedidonneblog.wordpress.com/

Pagina sociale Facebook di Storie di Donne

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 Responsabili Comunicazione: Occhio dell’Arte e bumbiMediaPress

RECENSIONI

La Moda dei Suicidi

Tra denuncia, pathos e ironia, per non “buttarsi” giù

Da un atroce quanto misconosciuto evento di cronaca nera avviluppato alle maglie del neocapitalismo e sue derive, un gioco ironico e sconvolgente di volti, storie e ruoli. Una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale e sempre diversa.

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“La Moda dei Suicidi” uno spettacolo scritto da Marco Avarello, con la regia di Linda Di Pietro e in collaborazione con Solco srl e Vox Communication srl.

Date e orari:
9-10-11 | 16-17-18 Dicembre
Venerdì e Sabato spettacoli ore: 20.00 e 21.30
Domenica spettacoli ore: 18.00 e 19.30

Con Marius Bizău, Vittorio Ciardo, Antonella Civale, Giuseppe Grifasi, Letizia Letza, Fabio Morici, Marta Nuti,Tiziana Scrocca, Marco Zingaro e con: Valentina Daneo, Sabina Mancusi, Uberta Paoluzzi, Piergiorgio Petrilli, Loretta Di Chio.

Ispirato alla storia vera di France Télécom, la Moda dei suicidi è una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale e sempre diversa.

La storia:

Tra il 2008 e il 2010, 58 dipendenti della società di telefonia France Telecom si sono tolti la vita. Nel mirino l’attività dei manager durante il piano di riorganizzazione.
Il pubblico è introdotto e guidato nei luoghi dove possiamo immaginare che i fatti avvennero. Nel percorso, attraverso le storie di alcuni dipendenti, si ricostruisce la vicenda della privatizzazione del colosso di telefonia francese attuata con un uso spietato e sistematico del mobbing. Realtà e finzione si confondono. I personaggi si rivelano, nell’intimità di una stanza, ripercorrono il passaggio dalla normalità al momento in cui si frantuma. E a tratti le parole dei personaggi si mescolano con quelle realmente scritte, lasciate sotto una finestra dai dipendenti che si tolsero la vita.
Morire di lavoro è inaccettabile, eppure la follia a quanto pare resta una tentazione forte laddove le leggi del mercato hanno reso il rapporto tra una grande organizzazione e le persone che lavorano al suo interno mostruoso e a tratti addirittura ridicolo. La follia diventa liberazione da un ordine che è profondamente disumano, perchè esige la perdita dell’uomo. La salvezza sembra impossibile da trovare eppure è vicinissima.
Lo scontro non voluto tra due personaggi agli estremi produrrà una situazione grottesca e perfino comica, in un continuo ribaltamento di ruoli destinato a condurci verso un finale imprevedibile.
“Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi lo abbiamo smarrito…” (Charlie Chaplin)

Intervista

“Immergendoci” con la rock band Dasvidania

Dalle origini al nuovo album, passando per la contemporaneità

di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

 

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Dasvidania in concerto


Dasvidania un nome che suggerisce  influenze geografiche ma anche emotive con suggestioni reali e surreali da dove proviene la scelta di questo “epiteto” e come nasce il gruppo?

Si tratta di un input derivato dalla nostra prima canzone: Leningrado, ispirata e dedicata al poeta russo Sergej Aleksandrovič Esenin. “Mi sono innamorato prestissimo di questo poeta contadino (parla Davide Matera), in particolare di Confessioni di un teppista e di  Arrivederci, amico mio, arrivederci

Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Tu sei nel mio cuore.
Una predestinata separazione
.
Un futuro incontro promette.
Arrivederci, amico mio,
 senza strette di mano, senza parole.
Non rattristarti e niente
Malinconia sulle ciglia:
Morire in questa vita non è nuovo
Ma più nuovo non è nemmeno vivere.

La band nacque nel modo più naturale possibile poiché il primo nucleo era formato da amici perlopiù studenti di conservatorio, quindi musicisti che si stavano formando e che cominciavano ad esplorare le infinite possibilità del fare musica. Non avendo problemi tecnici siamo passati subito alla fase creativa.

 

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(da sin.) Marcellino Matera e Davide Matera (foto di Giuseppe Tagliavia)


La band siciliana esordisce con il cd Leningrado, nello stesso anno la vittoria a Chianciano Rock e Anagrumba a Firenze. Si susseguono quindi le vittorie di altri concorsi e editano lavori con importanti etichette discografiche tra le quali BMG, Cleverhead Production, Un viaggio intenso ricco di prestigiose collaborazioni, quali le motivazioni e le scelte che portano a decidere le etichette con cui collaborare? Ora in uscita il nuovo singolo Noi ci immergeremo, come nasce?

Noi ci immergeremo è un pezzo la cui origine risale agli anni ’80. Nasce dalla collaborazione con Luigi Armetta, autore palermitano. L’ispirazione è legata a letture ed incontri di filosofia indiana, ma comunque è pur sempre un gioco semi-serio, sulla scia di tormentoni estivi che andavano in voga allora, come Vamos A La Playa o Un’estate al mare. Col tempo ha acquistato caratteristiche più punk-rock.

Come avete approcciato al “mercato” musicale, quale identità avete scelto e quali i lati positivi e quelli negativi nell’intraprendere un percorso musicale ?

I lati negativi sono infiniti, quello della discografia è un mondo veramente terribile, che poco ha a che fare con la musica. Quello positivo è il non aver avuto pressioni, avendo scelto, col tempo, di rimanere liberi da contratti discografici e sposando una concezione della musica “artigianale”: faccio la musica, la produco, e lo faccio per il mio pubblico, senza l’ansia di raggiungere a qualsiasi costo la notorietà, malattia inaspritasi nell’ultimo decennio a causa dell’illusione del successo facile data dai vari Talent.

Il vostro è un pop, alternativo, sperimentale, che tipo di evoluzione, studio, esplorazione ha caratterizzato il vostro “fare musica”?

Alla  vena “classica” dovuta alla nostra formazione si è innestato un misto di influenze folk, rock e punk, non dimenticando la tradizione dei più illustri cantutori italiani. Tutto qui.

Una vibrante carica di impegno critico ed attivo nell’attualità sociale, ricordiamo ad esempio  il concerto in diretta nazionale per l’anniversario della morte del giudice Borsellino a Palermo, a fianco di Franco Battiato e Carmen Consoli,  il videoclip l’Aquila per  l’associazione Amnesty International  e ancora il concerto al Derby di Milano, “Live for Iran” a sostegno degli studenti iraniani in rivolta, come avete scelto di procedere verso “l’impegno civile” e cosa significa secondo i Dasvidania oggi approcciarsi a questo genere di lavoro per un musicista?

E’ impossibile restare “calmi e indifferenti” davanti a quello che succede intorno a noi. Quindi è una necessità quella di dichiarare il nostro pensiero su certi temi.
Ci tengo a sottolineare che questi impegni vanno sempre accompagnati dal senso del pudore, non ci piace sfruttare il malessere della società per tornaconto personale, per pubblicità. Si aiuta una causa nel modo più delicato possibile. Mettendo un po’ da parte l’Ego che tutto divora.

Molte le tournée e i concerti, potete raccontare qualche aneddoto del “dietro le quinte?”

Sarebbero davvero tanti, forse il più eclatante è quello di quando fummo costretti ad improvvisare un pezzo con Piero Pelù dietro le richieste insistenti del pubblico. Provammo davanti a loro prima di eseguire il suo pezzo Bomba Boomerang.

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Dalla sessione di registrazione del coro di voci bianche del nuovo singolo “Noi ci immergeremo”

 

Qualche anticipazione sui progetti in corso?

Il nuovo cd in preparazione, lo stiamo finendo e conterrà molti nuovi brani, molte ballads in perfetto stile Dasvidania.

Intervista

Eugenia Serafini, artista a tutto campo, tra “aurore”, “nubi” e altre dimensioni

 

Artista a tutto campo, tra poesia, arte visiva, performance ed esplorazioni nel mondo della comunicazione e dell’educazione culturale, sei stata recentemente protagonista della mostra personale “Plus Florence” a cura del Prof. Carlo.Franza. Puoi darci qualche dettaglio?

e-serafini1996giralune2A Firenze il prof. Carlo Franza mi ha invitato per ben due volte a tenere una mia mostra personale a Firenze  al PlusFlorence, oltre che più volte a Milano e Berlino. Queste mie  mostre si inseriscono in un progetto artistico internazionale più ampio da lui ideato e diretto, intitolato “Scenari”, che egli stesso definisce così: “Scenari” si campiona  ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte  di frontiera, assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto che si vuole indicare e sorreggere l’arte nuova,  bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell’eterno”.
La mia prima Mostra personale si intitolava “Tra aurore e nubi del mondo” e l’ho strutturata in due sezioni, la prima dedicata a cantare la natura attraverso i colori, le forme dell’Universo, le esplosioni planetarie, la formazione delle stelle e l’emanazione dell’energia che si genera dal caos originario.
La seconda sezione ha avuto per soggetto un altro caos: quello che viviamo ogni giorno nel dolore dei migranti, nei corpi affogati che galleggiano sul mare, nella resistenza tenace e disperata di donne e uomini che dalla Siria al Kurdistan all’Africa difendono disperatamente la dignità del loro essere “umani,  dalla barbarie di interessi economici anteposti alla vita dei popoli.

La mia seconda Mostra personale a Firenze “Universi di cielo e di terra” prosegue ed amplia la tematica elaborata nella precedente Personale fiorentina. Già dalla mia Personale di Berlino del 2013 al PlusBerlin: “Storie e cronistorie da Boccaccio ai nostri giorni” avevo iniziato ad affrontare il discorso sulla sofferenza attuale dei popoli mediterranei sacrificati agli interessi economici di biechi imprenditori, partendo dall’occasione della commemorazione dei 700 anni della nascita di Boccaccio, ma preferisco a questo punto dare la parola al prof. Franza che così interpreta quel mio lavoro: “E’ per i 700 anni della nascita di Boccaccio, prosatore illustre del Trecento, autore del “Decamerone”, che l’artista Eugenia Serafini, toscana per parte di madre e che è stata docente di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara negli Anni ‘90, ha pensato, prendendone spunto e facendone poi omaggio, di sviluppare una serie di capitoli pittorici su una tematica colta e cinematografica, carica di un tempo tutto nostro, che sa di cronaca e di storia, di travestimenti e di lotte, di sesso e libertà, di rivendicazioni e crisi, di politica azzerata e condizione umana. Quaranta lavori su carta che l’artista ha mosso partendo dai temi forti del Decamerone – astuzia, sesso, fortuna, inganno ecc. – e quindi da un tempo lontano, per arrivare a un’arte politica, storica, identitaria, simbolica, umana, pur con immagini crude, provocatorie nel loro eccesso, che insistono su fragilità e debolezze, su soprusi e assoggettamenti, su iconografie dove ironia, sberleffo, miseria e teatralità hanno dato modo all’astista romana di sviluppare come pochi un vero e proprio romanzo visivo dei nostri tempi. Un capolavoro unitario in cui le immagini fenomeniche fanno saltare in aria colori, tracce, scritture, collage e mille altre accensioni. E’ così che si sviluppano i due cicli delle opere, il primo tutto mosso da “tracce”, una sorta di operazione di neo-decollage in cui forti pennellate dagli accesi colori assolutizzano gli eventi e la storia contemporanea con una sintesi visiva capace di raccontare in modo forte il vivere quotidiano, l’alienazione urbana, il destino dell’umanità offesa, i tabù sociali, i grandi traumi e i problemi impellenti del ventunesimo secolo; il secondo che potremmo chiamare “Romance” prende il suo incipit dallo STRAPPO di un bel volto di donna africana e sviluppa una ventina di opere sulla tematica del SOGNO, il SOGNO del migrante (“arrivano aggrappati al FERRO delle NAVI”, “Pescatori di sOgni”, “VIA! con TE!”), un memento mori di dolore, di criticità, di forte meditazione dove multiculturalismo e arte tengono corpo di dati e contorni reali. Ecco allora come ancora una volta Eugenia Serafini, illustre artista dei nostri tempi, con tecniche personalissime e sempre nuove, affina ricerche e sorregge narrazioni, un nuovo Decamerone, crocivia di mille storie e umanità.”

 

L’esperienza in Norvegia con CONTAMINAZIONI ARTISTICHE ARTISTIC CONTAMINATIONS – Evento Itinerante “Under the sign of excellence” dell’Ambasciata Italiana nel Regno di Norvegia?

E.Serafini, Performance e InstallazioneWild in Prosa.JPGUna esperienza artistica, esistenziale e umana di grande valore. Ho sempre sentito l’esigenza di uscire dai confini dell’Italia, degli schemi e della società nella quale vivo abitualmente, per cercare, conoscere, sperimentare, emozionarmi con la fantasia e la creatività mia e degli altri.
Quando l’assessore alla Cultura di Tolfa Cristiano Dionisi mi aveva chiesto come potevamo incrementare i rapporti culturali sul territorio norvegese, forte delle mie esperienze all’estero in questo campo, gli suggerii che si poteva realizzare uno scambio che permettesse ai nostri artisti italiani di essere ospitati in Norvegia e ai norvegesi di essere contraccambiati in Italia, realizzando Mostre collettive e facendo conoscere contemporaneamente il nostro territorio e i nostri prodotti. Da ciò è nata l’idea delle Mostre itineranti che in seguito hanno preso il nome di “Contaminazioni artistiche-Artistic Contaminations”, tra Roma, Tolfa, l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo e il Kulturisten Art Festival di Nesodden. E infatti dopo le Mostre in Italia e l’accoglienza di alcuni artisti norvegesi e della delegazione culturale di Nesodden a Tolfa in agosto, all’inizio di settembre sono partita per la Norvegia con la rappresentanza del Comune di Tolfa e gli altri artisti romani.
Nel frattempo la Mostra era stata inserita dall’Ambasciatore d’Italia nel Regno di Norvegia, S.E. il dottor Novello, nel Progetto “50 Eventi in 12 mesi sotto il segno dell’Eccellenza” . Per me è stata veramente una grande emozione arrivare in Norvegia e sentirmi subito accolta con grande affetto ed empatìa, tanto più che avevo coinvolto in questo viaggio anche mio marito, Nicolò Giuseppe Brancato, strappandolo alle sue pubblicazioni archeologiche! Mi aspettavo freddo, pioggia e nebbie, invece ho trovato lo stesso caldo che avevo lasciato a Roma e un bellissimo sole e all’uscita dell’aeroporto una porta girevole automatica che mi ha fatto fare due o tre girotondi allucinanti, con la paura di restare incastrata!…Oslo è indubbiamente una grande e bella città, direi mitteleuropea, moderna, dotata di tutti i comfort, piena di fiori e di fascino.
Però devo dirvi che la cittadina di Nesodden è ammaliatrice: un borgo abitato dal 18% di tutti gli artisti norvegesi, con case di legno dai vivaci colori rossi, azzurri, verdi che fanno capolino tra foresta, laghetti,  giardini ornati di fiori e legni e pietre ornamentali…qualcosa che mi rubato il cuore, mi ha fatto sentire parte di una natura che viveva dentro di me da sempre ma non avevo ancora trovato espressa così chiaramente, tanto da commuovermi! e poi le attenzioni delle due responsabili del Comune, l’assessore Ellen Knutsen e la direttrice del Festival Jutta Bachmann, che si sono prodigate perché ci sentissimo tutti come a casa nostra e hanno organizzato le nostre visite ai musei: dal Parco Vigeland con le sue sculture dedicate al ciclo della vita, ora inquietanti ora stupefacenti, tra fontane e aiuole fiorite ricchissime di begonie e rose, al Museo di Arte Contemporanea dove erano in mostra gli autori tra ‘800 e ‘900 ed una collezione dedicata all’arte giapponese, il Museo Astrup Fearnley progettato da Renzo Piano… I concerti di musica italiana, Donizetti e Morricone, suonati e cantati per noi in apertura e chiusura del tour artistico…una delicatezza segno di grande sensibilità . E poi le inaugurazioni della Mostra “Contaminazioni Artistiche…”, sia all’Istituto di Cultura Italiano, con la presentazione del nostro Ambasciatore e del Direttore dell’IIC , curata nei minimi particolari e al Kulturisten Festival,  immersa nel verde della foresta norvegese…Il mio quadro, “Lirica degli elementi1”, ho voluto che restasse per sempre in dono all’Amasciata italiana, e una mia “GIRALUNA” al Comune di Nesodden perché ricordassero nel tempo che una artista italiana era passata da lì.

Artista internazionale e abituata a viaggiare, in che misura credi nello scambio culturale e nella collaborazione tra culture molto diverse?

EugeniaAria-Fuoco.jpgNon sai niente degli altri se non vai nei loro luoghi, se non entri nelle loro vite, nei luoghi della loro spiritualità, nei riti pagani del vivere, bere e mangiare. Se non vedi come coltivano la terra e allevano gli animali. Se non vedi le loro strade e molte sono le strade non asfaltate nel mondo, e ti meravigliano ancor oggi, se non  sali sui treni e gli autobus e senti i loro odori e vai nei mercati a fare la spesa e vedi bancarelle di uova tutte bianche come a Bucureşti o carretti di pani rotondi come a Luxor. Se non vedi ragazzi egiziani spingere greggi di capre agli ultimi piani di palazzi mai finiti, a brucare l’erba che non cresce nei prati. Se non trovi un folle che alle due di notte a Luxor, ti indica un vero albergo all’occidentale, mentre trascini il trolley e porti sulle spalle tele, pennelli e tubetti di colori acrilici e imprechi alla guida che invece ti ha solo fregato!
 Questo mio desiderio di conoscere, mi ha portato in tanti paesi del mondo a condividere posti e genti: con la D’ARS di  Milano, diretto da Pierre Restany, ho collaborato per una decina di anni, esponendo negli Stati Uniti d’America a San Francisco nel 1994 alla State University , che ha acquisito nella Frank de Bellis Collection due mie installazioni: “Nido” e “Fax”; a New York City , nel 1997, alla Scuola New York G. Marconi portando nella Mostra “Aria”, patrocinata dal Console Generale d’Italia Ministro Franco Mistretta , l’Istituto Italiano di Cultura e la Casa Italiana Zerilli Merimo New York University esponendo le mie sculture leggere “Giralune” e alla Monserrat Gallery, Soho-NYC, nella Mostra “Dedicated to a small seagull”, con una installazione Site specific.
Nel 1998 sono stata invitata dal Presidente del Sindacato degli Artisti della Macedonia, Giotto Ciulakosky, alla 41^ Colony Exibition, Center of Contemporary Visual Arts, di Prilep, dove per quasi venti giorni ho dipinto e mi sono esibita in performance, condividendo la mia esperienza con circa venti artisti internazionali. Ho mangiato International food con l’odore dei peperoni che invadeva la hall dell’albergo dove ci ospitavano, dalle 7 del mattino e cash cavall che poi è proprio il cacio cavallo,  ma non so esattamente come lo scrivono, uova, bacon e grappa, per chi ce la fa, a quell’ora. Ho visitato le loro cave di marmo, belle, suggestive, ma quelle di Carrara di più! Parlavamo un miscuglio di lingue, perfino latino e greco antico, forse era il vero Esperanto…
E ancora la partecipazione nel 1998, 2000, 2003 al Simposio d’Arte Micu Klein di Blaj, in Transilvania (Romania), a cura del maestro Horea Cucerzan cui ha fatto seguito la fondazione del Museo Internazionale d’Arte Contemporanea Micu Klein, che ospita anche le mie opere,  e nel 2002 a Craiova la presentazione del mio libro di poesie “Piccola utopia-frammenti per un ideale”, tradotto dal prof. George Popescu, al quale si deve tra l’altro la traduzione di Pasolini, Vittorio Sereni, Alfredo Luzi, e pubblicato in lingua romena dall’editore Valentin Dascalu , 2001, con il titolo “Oglinda sufletului”.  E ho mangiato mic e ciliegie nel giardino di Nicu, che cantava in russo e romeno come un Pavarotti.
Poi è venuto l’Egitto, con l’invito alla Facoltà di Belle Arti di Luxor, nel 1999. In questa occasione ho lavorato con un gruppo di artisti sia italiani che egiziani, condividendo anche l’esperienza dello stage per gli studenti. La visita alla valle dei Re e delle Regine, con quel polverino biancastro che offuscava la visuale rendendola quasi un miraggio, il traghetto sul Nilo fra capre e pescatori e turisti: una babele di lingue e volti e a mezzanotte il profumo del pane appena sfornato che si alzava tra le vie affollate di bambini, uomini e donne, usciti nel refrigerio notturno , dopo la calura soffocante del giorno e il ragazzino di tredici anni che ci veniva a prendere con la carrozza a cavallo per portarci all’University of Fine Arts o al bazar dei tappeti…con il quale si contrattava il prezzo della corsa e poi si finiva per dargli anche la mancia e bere il tè caldo nella sua casa di terra cruda col pavimento in creta color zafferano. Tutto nuovo per me, emozioni a 360 gradi.
Emozioni a non finire, che mi hanno dato tanto da dipingere ma anche da scrivere e performare. La diversità della luce dei vari paesi, i colori della natura, la personalità degli uomini e delle donne incontrate…In Transilvania e in Macedonia la straordinaria bellezza e singolarità degli eremi, arroccati tra le montagne e le foreste, con le chiese buie, illuminate appena dalle tante candeline accese da chi va a chiedere la grazia…e le bellissime figure affrescate, di Angeli e Arcangeli, Gesù e Madonne…I macedoni chiamano il loro medioevo “Il Rinascimento macedone” per la bellezza dei santuari e delle pitture e mostrano gli occhi dei santi graffiati via dai turchi durante le loro invasioni. Le montagne grandiosi dinosauri addormentati, con le loro forme mastodontiche. La presenza di Alessandro Magno aleggiava sul territorio perennemente nella mia memoria: frammento degli studi classici prendeva corpo nel volteggiare di un falco che ci seguì per tutto il viaggio…

Esiste un ruolo “militante” per l’artista oggi? In che modo lo vivi, tu che negli anni ti sei sempre spesa per i diritti e la libertà di espressione?

E.SerafiniFotoPerformancediAngelaNoya.jpgL’artista vive il suo tempo e non può sottrarsi, non ce la fa a non vedere e prendere posizione: ieri le ingiustizie sociali, poi le difficoltà lavorative dei giovani, la chiusura degli schemi sociali o meglio l’impossibilità di transitare da una classe sociale all’altra, perché esistono , oh se esistono e resistono alla faccia dei filosofi dell’800 e delle rivoluzioni cavalcate dal nemico!.. i migranti, il mare Mediterraneo un cimitero di sogni in fuga, di paure affogate…le ricchezze naturali come il gas o il petrolio, una maledizione per i popoli! eppure possiamo ancora intenerirci per un passero sulla neve o un fiore che nasce dall’asfalto. Ecco la nostra salvezza.
PREMIUM INTERNATIONAL FLORENCE SEVEN STAR “ARTISTA DELL’ANNO” EUGENIA SERAFINI
E’ venuto così, all’improvviso, senza che me lo aspettassi, da una giuria di Lugano presieduta dal porf. Carlo Franza che segue da tanti anni il mio lavoro di artista e me lo sono preso con gioia, commossa. Certo, quel tale Dylan avrebbe detto “non posso ritiralo, sono troppo impegnato”! Però sette stelle sono già una Costellazione.

 

 

Vacancy

Fantasticherie nel macro mondo delle sofisticazioni alimentari

di Iolanda La Carrubba

Corre l’anno 2016 epoca in cui Internet padroneggia l’intero sistema di informazione pubblica, nonostante questo potente mezzo, ancora è la TV la protagonista della “notizia”. Il problema principale è il fatto che la TV è sorretta fondamentalmente dagli sponsor i quali per combattere la concorrenza, divulgano attraverso slogan “semi-notizie” sui propri prodotti. In questa nota si vuole porre attenzione sul misterioso mondo delle sofisticazioni alimentari.

Prima di procedere occorre fare una premessa tra le sostanziali differenze tra intolleranza e l’allergia alimentare:

l’intolleranza alimentare coinvolge il metabolismo ma non il sistema immunitario, per allergia invece si intende la reazione anomala del sistema immunitario che si esprime con la produzione di IgE; può presentarsi con sintomi gravi e sfociare nello shock anafilattico. Nel primo caso si deve semplicemente ridurre l’assunzione dell’alimento che porta l’individuo all’intolleranza, compiendo una dieta detta “a rotazione”, quindi fare brevi o lunghi periodi di astinenza dall’alimento, senza tuttavia eliminarlo completamente. Nel secondo caso al contrario, si deve completamente interrompere l’assunzione dell’alimento specifico, inoltre bisogna eseguire gli adeguati test per capire qual’è la patologia di cui si è affetti, dato che i sintomi base sono simili.

Una delle più gravi forme di allergia è quella al Nikel, che comporta una dieta ridottissima ed un’attenzione particolare alle pentole e stoviglie che si usano, ad esempio anche nell’acqua erogata dal rubinetto di casa c’è una percentuale di Nikel elevatissima.

Differente è l’allergia al glutine (si faccia attenzione che in questo caso si sta parla di allergia e non di intolleranza) negli ultimi tempi tuttavia è esploso il boom dell’intolleranza al glutine, così facendo riferimento nuovamente al magico macrocosmo della TV, molte case di produzione alimentari hanno iniziato a sostituire la normale farina 00 con quella detta KAMUT. Seguendo i consigli del grande e potente OZ televisivo, tutti gli intolleranti hanno cominciato la dieta drastica, sostituendo la prima farina con la seconda, gridando al miracolo e felici di spendere grandi quantità di soldi, per una pia illusione. Il Kamut non è un grano privo di glutine (causa dell’intolleranza/allergia), ma un marchio commerciale che la società Kamut International ltd (K.Int.) ha posto su una varietà di frumento registrata negli Stati Uniti con la sigla QK-77, coltivata e venduta in regime di monopolio e famoso in tutto il mondo grazie ad un’operazione di marketing senza precedenti.

Se quindi gli intolleranti hanno avuto un miglioramento nei sintomi, è dovuto principalmente ad un effetto placebo (d’altronde è noto in molte discipline che il più potente mezzo di guarigione è la mente umana), e in secondo luogo al fatto di porre più attenzione all’assunzione delle farine e quindi compiendo inconsapevolmente, la dieta a rotazione dando così tempo all’organismo di metabolizzare l’alimento.

Oggi ci si pone di fronte ad un’altra e importante sfida televisiva, quella cioè di non comprare/assumere alimenti contenti olio di Palma, questo olio non è meno insalubre di altri destinati ad uso alimentare, il vero punto su quello di Palma è che essendo molto grasso, aumenta il quantitativo di colesterolo cattivo nel sangue e provoca altre disfunzioni metaboliche, la sostanza responsabile che genera questo tipo di reazioni fisiche è detta acido palmitico che è contenuto anche in altri oli tra cui quello di oliva.

Altri grandi nemici per la salute sono i conservanti, gli addensanti e i coloranti chimici (spesso la vera causa delle intolleranze alimentari), terrificante sono anche tutte quelle sostanze che servono per rendere “bello e lucente” ad esempio un frutto ma che tuttavia lo trasformano in tossico come nell’esempio della foto, dove vi è riportata una scritta che solo nei fumetti di fantascienza ci si augurava di trovare:

“Buccia non destinabile ad uso alimentare”

sofisticazioni-alimentari

Ma il vero, grande flagello di quest’epoca sono le coltivazioni intensive, che oltre al tragico problema della deforestazione e all’uso improprio di grandi quantità d’acqua, adoperano pesticidi e sostanze chimiche per consentire il maggior sviluppo e così facendo, vanno ad inquinare le falde acquifere, oltre a rendere non edibile  il prodotto stesso. Oltre alla palma e alla colza sono svariati; dal mais alla soia, dal girasole alle mandorle, etc, non si dovrebbe dunque sottovalutare l’importanza di porre maggior attenzione a tutti quei prodotti che per l’appunto provengono da questo tipo di coltivazioni. La mala-informazione o disinformazione condotta dai mass media è allarmante, la quale riesce a spostare l’attenzione pubblica su di un’unica realtà. Per l’appunto oggi c’è l’invasione del “No olio di Palma” i supermercati, i piccoli alimentari e in tutti i punti vendita si vedono confezioni di cibo che riportano a caratteri cubitali “Senza olio di palma” distraendo dalle microscopiche scritte del componimento dell’alimento stesso che continuano a riportare, coloranti artificiali, conservanti e addensificanti di soia o mais e laddove tutto sembrerebbe d’origine naturale, non chiariscono un altro fondamentale punto, il confezionamento.

Infatti anche le merci d’imballaggio spesso sono inquinanti e non biodegradabili, queste quindi possono risultare nocive per il metabolismo, trasferendo sostanze chimiche nell’alimento e per aumentarne la produzione delle stesse, vengono costruite fabbriche le quali contaminano l’aria e il suolo con sostanze tossiche.

Anche gli alimenti Bio non sono del tutto lontani da queste realtà, infatti in alcuni casi, si ritrovano sostanze chimiche, coloranti e conservanti e laddove l’etichetta sembrerebbe suggerire la perfetta genuinità dell’alimento, bisognerebbe sempre porsi in stato di domanda e sapere da dove provengono i prodotti primari usati, come: uova, farina, legumi, pomodori etc. poiché potrebbero nascondere retroscena inquietanti.

Spesso tuttavia i commercianti, abili venditori, non hanno l’attenzione di informare il consumatore sull’origine dei loro prodotti e gli ignari acquirenti rischiano di comprare un inganno.

L’informazione, la sensibilizzazione, la ricerca verso determinati argomenti sono un diritto e solo attraverso la comunicazione e il dibattito si può coronare il sogno che un domani, si spera non troppo lontano da oggi, si potrà vivere in un mondo più verde. Si può veramente fare la differenza anche partendo da impensabili progetti futuribili, un esempio viene dal designer olandese Daan Roosegaarde che ha ideato una torre di purificazione dell’aria la quale trasforma come per magia lo smog in piccole gemme quadrate.

 

Smog free tower:

http://www.elledecor.it/london-design-festival-2016/inquinamento-atmosferico-daan-roosegaarde-intervista

https://www.greenme.it/abitare/arredo-urbano/17561-smog-free-tower-depura-aria-anelli

alcune delle informazioni riportate sono state prese da siti internet, di seguito l’elenco dei link:

http://www.centroallergiealimentari.eu/FAQ_allergie_alimentari_intolleranze.php

http://www.eufic.org/article/it/expid/basics-allergie-intolleranze-alimentari/

https://www.dietagenetica.it/allergie-intolleranze-alimentari-differenze-sintomi-test-per-individuarle

http://www.disinformazione.it/kamut.htm

http://thefielder.net/19/05/2015/la-ridicola-fobia-per-lolio-di-palma-operazione-verita/

http://www.tuttogreen.it/deforestazione-globale-la-vera-causa-e-lagricoltura/

 

 

 

 

POESIA

Una sensazione forte…

di Matteo Castorino

 

Una sensazione forte:

il gatto grigio che mangia un pipistrello

nel giardino di casa.

Un tremore spaventoso:

il fischio della metropolitana.

Quando arriva il treno e può succedere di tutto.

Puoi cadere giù,

possono spingerti giù,

puoi spingere qualcuno giù,

puoi fare un salto lungo

e andare giù.

Voi non ve ne rendete conto,

ma è una situazione di altissima tensione.

Una parola tremenda:

tendenzialmente.

Che la usano sempre gli stronzi come me.

Che è un modo per pararsi il culo.

Significa:

io sto facendo di tutto per farvi sorridere.

Ma, se mi dovesse capitare

di rovinarvi le domeniche pomeriggio

e gli altri giorni della settimana,

ricordatevi che vi avevo avvertito.

Tendenzialmente voglio stare con te e

tendenzialmente mi piaci.

Significa: stai un pochetto lì

e fai tutte le cose belle che ami fare.

Se poi un giorno

dovessi incontrarti

mi piacerebbe un botto sudare con te

sul pavimento freddo.

La storia è più o meno questa:

non apprezzo nessun tipo di moralità.

Non mi piacciono le frasi di circostanza

e le cose che non cambiano mai.

La parte più bella del telegiornale

è la storia di quello che si sveglia a mezzogiorno

e va in giro a prendere a martellate i passanti.

La parte più brutta sono i discorsi effimeri dei presidenti

e dei ministri.

E i servizi sugli animali

e quelli sulle malattie e la ricerca medica.

Penso funzioni così: cresci in una cesta d’ovatta profumata

e decidi di iniziare a combattere

tutto ciò che è rassicurante.

Ho cominciato a spaccare i soldatini americani

per un sentimento di estrema afflizione

nei confronti della loro omogeneità.

E sono andato a giocare con i sassi.

Giocavo con i sassi

e avevo sempre le mani sporche

e le nocche sanguinanti.

Giocavo sempre con questi sassi

e la cosa più bella di tutte è il rumore

di un sasso piccolo che sbatte

contro un sasso grande.

Io

quando vedo il gatto grigio

che si mangia i pipistrelli morti

voglio essere come lui.

E banchettare con lo schifo.
Ma manco per il cazzo.

Scappo

da tutte le cose e da tutte le persone.

E la parola tendenzialmente,

secondo le nostre dettagliate statistiche,

è ancora la parola più utilizzata

da chi ha paura.

EVENTI

“Storie di Donne,” Una Kermesse tutta in Rosa

Tra gli ospiti EscaMontage e il progetto PoesiCanzone, 25 novembre, Hotel Villa Eur Roma

a cura di Lisa Bernardini

invitoLa kermesse sul mondo femminile dal titolo “Storie di Donne”, organizzata dall’Associazione Occhio dell’Arte e giunta al secondo anno di vita, si inaugurerà con una mostra artistica  il  prossimo 25 novembre a Roma,  alle ore 17:30, presso  l’Hotel Villa Eur Parco dei Pini, con il taglio del nastro effettuato da  una madrina di grande prestigio: la Responsabile Culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, Dottoressa Sylvia Irrazabal.
Come nella Prima Edizione, la rassegna inizierà   nella giornata internazionale contro la Violenza femminile, il 25 Novembre, e terminerà il giorno 8 Dicembre, ultimo giorno in cui sara’ possibile visionare le opere prescelte ed in esposizione per questa edizione.
Gli artisti protagonisti sono  Gino Di Prospero (con una splendida personale con tema il Mare) e una collettiva a tema libero di tutte donne: Roberta Gulotta, Daniela Prata, Eugenia Serafini, Sabrina Falasca, Mapi, Malisa Longo, Loredana Giannuzzi, Tatèv Hakobyan (nazionalità armena), Natalia Cojocari (nazionalità moldava).

Solo nel giorno della inaugurazione esporranno anche lo scultore Valerio Capoccia ed il Presidente di associazioni umanitarie Giorgio Ceccarelli, con alcuni quadri raffiguranti importanti temi come  l’Infanzia rubata e l’importanza della bi-genitorialità in caso di separazione.

“Storie di Donne” e’ un progetto culturale (anche interculturale) senza scopo di lucro che ha come fine il raggiungimento di un omaggio spontaneo al Mondo Femminile nelle sue variegate e molteplici sfaccettature; un inno  visivo e sensoriale che possa essere semplice narrazione di esistenza quotidiana oppure sottolineatura di profondità introspettive oppure testimonianza di amore per il mondo femminile. Si vuole al contempo porre l’attenzione, attraverso una tematica attuale che si apre a numerose interpretazioni anche sociali, sull’importanza delle possibilità espressive, estetiche, comunicative e costruttive dei vari elaborati artistici,nel parlare di Contemporaneità.

Tante novità attendono gli amanti dell’Arte e della Cultura, che potranno accedere liberamente alla mostra a Villa Eur. Molti gli ospiti presenti e provenienti dai campi più disparati, fra cui, in ordine casuale: Giuseppina Iannello, storica top model internazionale; Romano Benini, giornalista economico e docente di Politiche del Lavoro e di Sociologia del Made in Italy presso l’Università La Sapienza di Roma; il Duca Carlo D’Abenantes; l’ex Uomo Nero della RAI Lino Bon; l’attore e cantante Angelo Sorino; la critica d’arte Loredana Finicelli; la giornalista e speaker radiofonica  Roberta Beta; la manager Aurora Colladon; l’attore, regista e doppiatore Giovanni Brusatori; l’attrice Adriana Russo; il giornalista nonché Presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro; la Presidente dell’Associazione culturale La Casa Boliviana in Italia Susana Mamani Machaca; Maria Grazia De Angelis Presidente AISL_O; Franco Micalizzi noto compositore e direttore d’orchestra; lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni; Pierfrancesco Campanella regista e produttore; la cantante e ballerina Gisela Josefina Lopez Montilla ed il pianista e compositore Giovanni Caruso; il Prof. Luca Filipponidello Spoleto Art Festival; la poetessa Simonetta Bumbi.

A rappresentare EscaMontage, Associazione Culturale no-profit ideata e diretta dalla regista  Iolanda La Carrubba (Presidente) e dalla critica cinematografica Sarah Panatta (Vicepresidente), saranno presenti, giusto per citare qualcuno tra i loro ospiti  che presenzieranno,  anche poetesse come Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Terry Olivi, Massimo Pacetti ed il cantautore Amedeo Morrone.

A rappresentare la scuderia del press agent Massimo Meschino,  invece, saranno Giulia Pietrosanti (Ragazza Occhio dell’Arte e finalista nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016), Ilenia Pisicchio (Finalista del Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2016 nonché Concorso nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016) e Giorgia Succu (Finalista del Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2016 nonché Concorso nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016).

L’Architetto Ugo De Angelis, infine,  interverrà con il tema dal titolo: “La Violenza di genere nella Mitologia attraverso l’Arte Figurativa”.

Attese tante altre figure e personalità; l’Ingresso è libero, ma il  momento conviviale del vernissage sarà destinato ai soli invitati.

Ancora segreti i dettagli della  serata dedicata alla Donna dell’Anno, che si svolgerà il prossimo 2 dicembre ad Anzio,  con la collaborazione dell’imprenditore locale Mauro Boccuccia.

Ulteriori info: storiedidonneblog.wordpress.com

Responsabile Comunicazione:  Occhio dell’arte e Bumbi Mediapress

Video

 Una Terrible Fazzenda I

EscaTelenovelando, puntata pilota:
“Una terrible fazzenda”

Soggetto, sceneggiatura,regia,montaggio audio e video,effetti speciali, trucco e parrucco e cameo alla vaniglia – Iolanda La Carrubba
Operatore di macchina e attore(ice) – Sarah Pantta
con Lina Morici e Mario La Carrubba

Ogni riferimento è puramente casuale
Dedicato ad Alessandro & Greta
Produced by EscaMontage

VideoClip

Il relitto volante di Marco Fioramanti

Recupero del relitto ideato e costruito da Marco Fioramanti con la collaborazione di Vincenzo e Alberto Bambina, per l’opera in versi Eroiedeide scritta e diretta da Mariaelena Masetti Zannini.

Riprese e montaggio Claudio Colomba

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Orizzonti nuovi
di Iolanda La Carrubba

Forte impatto sopraggiunge nel vedere ed ascoltare la storia de “Il relitto volante”. Vive il ricordo di ciò che venne condotto per mari, nel luogo immaginifico e dualistico del non ritorno. Ecco dunque che la visionarietà poetica di questo lavoro corale, domina il raziocinio conducendolo verso lo Zenit e il Nadir, ricollocando abilmente il punto focale dell’osservazione, verso orizzonti senza confini!

 

 

 

EVENTI

Poetry Slam FellinHalloween

 

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Ritratto di Davide Cortese di Mel Carrara Melamar


La poesia di Davide Cortese, vincitore del primo Poetry Slam EscaMontage in occasione della IV° edizione del FellinHalloween, 31 ottobre 2016 

Le mie mani, secoli or sono

furono tatuate sul petto

di un giovane marinaio di Lisbona.

(Stringevano l’elsa di una spada.)

E’ già accaduto

nella canzone di un vecchio di Baghdad

il bacio che io e te ci siamo appena dati

dicendoci: “tu sei il mio demone”,

“il mio demone sei tu”.

Qualcuno mi ha già conosciuto

a un ballo in maschera a Dresda

nel 1723.
Davide Cortese

EVENTI

…e lo chiamerai destino

Continua il tour letterario di Marco Tullio Barboni

e-lo-chiamerai-destinoSi e’ svolta con grande attenzione di  pubblico  l’ennesima tappa italiana del tour letterario  di …e lo chiamerai destino – edizioni Kappa.
Il 26 Ottobre scorso, nella Sala Teresina Degan a Pordenone, il circolo della Cultura e delle Arti di Pordenone, in collaborazione con il Lions Club Naonis, hanno curato un interessante incontro con l’autore, lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni, che ha ripercorso la sua vita tra Cinema e Letteratura.
Ricordato, con la collaborazione del conduttore Max Rizzotto, anche l’attore Bud Spencer, che ha dato il via ad un chiacchierata sull’indimenticabile attore, amico di famiglia da sempre, che è stato  ricordato con affetto tra profilo pubblico e privato.  
I presenti hanno anche gradito molto la proiezione de  “Il Grande Forse”, prodotto da Roberto Andreucci, con Barboni che ne ha curato la regia e la sceneggiatura. Tra gli interpreti di questo cortometraggio, un incisivo Philippe Leroy.

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Da sin Vera Casagrande, Pietro Tropeano, Marco Tullio Barboni, Lisa Bernardini

L’assessore alla Cultura Pietro Tropeano ha presenziato sia all’incontro pomeridiano che alla cena serale offerta dal Lions Club Naonis. Soddisfatto dell’incontro tutto il direttivo del Circolo della Cultura e delle Arti di Pordenone, ed in primis la Presidente Vera Casagrande, ed anche il Club Lions Naonis ed il suo Presidente, Alessandro Pazzaglia.

Durante il momento conviviale serale hanno recitato alcuni passi del volume Antonio Rocco (che ha rappresentato l’Inconscio del protagonista del romanzo)  e Francesco Bressan (che ne ha invece rappresentato la  parte cosciente), a cui Marco Tullio Barboni ha esternato i complimenti per la  performance eseguita.
…e lo chiamerai destino tratta infatti un dialogo impossibile quanto affascinante: Conscio vs. Inconscio. Come due celebrati personaggi dello spettacolo. Del più celebrato degli spettacoli: quello della vita. E’ un faccia a faccia raccontato come mai nessuno prima. I lettori trovano nel volume un dialogo animato, sorprendente, sfrontato e finanche rivelatore tra due entità cui e’ affidata la più grande delle responsabilità: quella di scegliere. Come ribadisce ad ogni tappa letteraria Marco Tullio Barboni : “Se parlare o tacere, amare od odiare, combattere o fuggire. Oscar e Felix danno voce al Conscio e all’Inconscio di George Martini in un botta e risposta serrato e senza esclusioni di colpi. Ne deriva il racconto di una vita, metafora di milioni di altre vite, anche della nostra”.

al-tavolo-presidenziale-durante-la-cena-del-lions-club-naonisAl termine dell’incontro, che dal tardo  pomeriggio nella Sala della Biblioteca Civica è di fatto continuato per molti ospiti anche a  cena in un noto locale della Citta’,  l’Autore ha ringraziato di cuore  tutti i presenti, esprimendo il desiderio di ritornare a Pordenone in occasione del suo prossimo romanzo. Tra gli intervenuti:  Lisa Bernardini in qualita’ di  Presidente dell’Occhio dell’Arte che sta curando il tour letterario italiano di Marco Tullio Barboni; colei che ha contribuito molto alla diffusione conoscitiva di questo appuntamento culturale a Pordenone, Franca Benvenuti (ex Presidente del Circolo delle Arti e della Cultura); il noto fotografo internazionale  Euro Rotelli, presente all’incontro in compagnia della sua signora, Daria Collovini; la giornalista Clelia Delponte


L’Associazione Occhio dell’Arte, il Circolo della Cultura e delle Arti ed il Lions Club Naonis si sono vicendevolmente scambiati omaggi ricordo in occasione del  gradito incontro.

Credits foto di Angelo Simonella

A cura di Lisa Bernardini
Presidente Occhio dell’Arte
Direttore Artistico
http://www.occhiodellarte.org
http://www.attraversolepieghedeltempo.it

Racconto

14

di Luca Masculo Legato


Questa prosa nasce da un ricordo di qualche anno fa. Era il tempo in cui mi recavo ogni mattina contento a lavoro, certo che ogni presenza là dentro contribuiva ad aggiornare il contatore delle ferie maturate. Quel Natale, durante il mio ritorno a casa per le feste, regalai a mio fratello, allora poco più che un infante, un libro tanto bellissimo quanto illuminante (mi sono accorto della geniale rima solo nel rileggere la frase, ndr), Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Io da quando l’ho letto, non ho mai smesso di sognare la mia volpe addomesticata…

Comunque, confezionai il regalo, con tutto compreso nel prezzo, una dedica di cui non ricordo le parole precise, ma diceva lui qualcosa come il fatto che: non spettava a me indicargli la vita, ma che però avrei potuto sforzarmi sino al collasso nel ripetergli di non smettere mai di sognare.

Speravo un giorno avrebbe capito quanta leggerezza può dare il peso di quelle parole. Ed a meno di brutali e future delusioni, mi pare il mio fratellino abbia saputo leggere davvero!

Da sempre sono stato attratto dal colore viola. Prima non capivo, ma poi ho ricordato che, in pittura, nasce mischiando il blu col rosso. Miei colori preferiti: quelli dell’immenso e della passione. E poco più di qualche giorno fa, nella stessa mia stanza ove, solo pochi mesi prima, vidi raffigurata la mia Caporetto durante un azzardato tentativo di orgiastica redenzione, m’imbattei ne I Fiumi di Ungaretti. “Il mio supplizio è quando non mi credo in armonia” – dice testualmente. Proprio così. L’armonia, che bella e necessaria cosa l’armonia. Sono anch’io come Giuseppe, analizzai.

Ma sono anche un romantico di merda. E credo troppo in quella sciagurata giustizia che troppe volte mi ha negato la grazia. Sicché, sono sempre stato insofferente al cannibalismo dell’anima perpetrato da taluna gentaglia. Intollerante a cittadini le cui foto-tessera sono ottime durante un’indigestione. Più potenti di due dita in gola.

Stomacato da una città che vorresti vedere di colpo saltare in aria. Così, una botta sola. Una bella botta. BAM !!! Come se con questa, fosse possibile veder svolazzare tutto il suo cinismo, l’odio, l’indifferenza per l’essenziale. E la sua rincorsa al superfluo.

Quello stesso pomeriggio de I Fiumi, “armonicamente” adagiai le valigie sul letto. Non credendo più alla città, non credendo più alla lotta. Non credendo più a niente.

Con grazia da manuale, mi misi a piegare il primo maglione, indiscutibilmente convinto che nel prossimo viaggio a ritorno da definire, avrei fatto a meno di lui e di tutta la sua compagnia invernale. Operazione che subì il primo rallentamento dei lavori a causa di una suoneria, attraverso la quale il telefono annunciava di essere ancora tra i vivi. Allo stesso modo in cui, così limpida, baritonale e viva era la voce dall’altra parte della linea. Ed io ancora troppo morto per credere che con una telefonata, nemmeno pagata da me, mi ero levato dai cabbasisi tutti i colloqui-farsa del Sistema-Paese.

La voce era di un umano, tra i pochi cui penso abbiano davvero un’anima. Mi sono chiesto spesso se, anche lui come la Maga del romanzo di Cortazàr, ha capito che per arrivare al Cielo bastano solo un sassolino e la punta di una scarpa. A me non sono ancora bastati quindici mesi per espiare la colpa di averlo ferito, deluso, straziato. Chiamava per buttare sul tavolo (visto che il letto era occupato!) i suoi progetti. Tra quei progetti c’ero anch’io. C’era la mia seconda possibilità.

“La mia più grande vittoria, in un’Italia martoriata, spolpata, umiliata, dove il lavoro è più facile perderlo, è quella di dimostrare che si può rischiare e riuscirlo a dare!”

Quella poetica rivoluzionaria mi ha commosso. Al pari di Pertini che dice: “non ci prendono più, non ci prendono più!”

È buio da più di un pezzo. Da molti pezzi, preciserei per rendere meglio l’idea. Il bar è lo stesso. I bicchieri forse pure, ma sembrano puliti:

  • Cicchetti, direi che ho fatto 13!
  • Hai fatto 14, Luca!

 

 

Vacancy

Mario La Carrubba nasce il 15 gennaio 1944, ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte e l’Accademia Nazionale delle Belle Arti di Roma, tra i suoi maestri i pittori della Scuola Romana – tra i quali Ziveri, Ceracchini, Mazzullo, Guttuso, Maccari. La prima mostra personale che ha segnato il suo denso impegno professionale si è svolta agli inizi degli anni ’70 presso la galleria il Trifalco. Di rilevante importanza è stato l’incontro con il fotografo italiano Mario Carbone e la critica d’arte e gallerista Elisa Magri, grazie al quale inizia una seria di importanti mostre a Cosenza. Prosegue il lungo percorso che lo vede impegnato nell’evolvere la visione fantastica, attraverso un mai sopito rapporto con le diverse arti visive, tra cui lo spiccato amore per il cinematografo. Realizza diverse VideoArt tra le quali l’omaggio ad Anna Magnani andato in onda nel 2012 sullo speciale del TG di Rai 2. Ha partecipato a numerose collettive, rassegne d’arte e personali.

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La quadrimensionale visione cromatica

di Iolanda La Carrubba

In questa turbolenta atmosfera, a dominarne i sensi, è un velato vapore dalle nuance fredde come fosse il “respiro vitale” dell’opera stessa. Il punto focale, l’orizzonte, l’aggancio visivo nell’ ”inquadratura” dell’artista, appaiono caotici ma metodici, un incontro nella terra di confine tra inconscio e razionalità dove protagonista è il colore e la sua vaporizzazione, elargito con saggezza e pazienza sopra i diversi strati “a velo” della pittura ad olio del maestro.

Cronache visive di una realtà parallela ad un mondo inadeguatamente oggettivo, dove il soggetto è protetto all’interno di una sfera simile ad una bolla di sapone, essa è mutevole, riflette minuziosamente la visione totale d’insieme ed in quelle rare occasioni quando nell’opera è ingiustificatamente assente, vuoto voluto, pare dunque manchi la materia primigenia, la consapevolezza dell’Es, o forse l’autoritratto?
Le geometrie  che tacciono altre ipotesi di nuovi orizzonti sconosciuti, si stagliano imponenti come strutture di una civiltà futuribile, arresa alla disarmante combinazione tra l’uomo e la natura. Lo Zenit e il Nadir appaiono compromessi indefiniti nel caos percettivo dell’impalpabile ambientazione, eppure in questa oasi del colore sembra sia approdata un’incontaminazione sociale, la tecnologia diventa neoarchitettura, avanguardistica, frastagliata e frastornata da uno status apparentemente pacifico, forse pattuito dall’armistizio tra scienza e natura.

mario 1 ok.jpgNella totalità dell’opera vige una componente fondamentale, lo spazio-tempo, il suggerimento dell’artista è la rivisitazione dei piani cartesiani, una nuova inesplorata dimensione, la “quadrimensionale visione cromatica” di un paradosso quantistico einsteiniano, di variabili nascoste nel groviglio fenomenico nel quale è possibile viaggiare salendo a bordo della sfera trasparente, simbolo presente nei suoi lavori dai memorabili quadri definiti dalla critica d’arte Elisa Magri “gli orrorifici”, dove in un’ambientazione post-apocalittica, percorrendo in punta di pennello le orme del surrealismo, il protagonista è rappresentato da un corpo umanoide che sfoggia possente, ma al contempo fragile, i muscoli principali del suo corpo senza protezione epidermica.

Mario La Carrubba  ha un legame intimo con la pittura e tra i diversi periodi si ricorda quello dedicato al panneggio, ai chiaroscuri alla drammaticità del silenzio, arreso all’osservazione del dettaglio reso cinetico nel delicato equilibrio degli elementi dove, tra gli altri, padroneggia l’Aria che tutto muove nel parallelismo anassimenico tra l’origine del Cosmo e l’anima umana, essa stessa soffio vivificante “pnéon” dalla quale si genera il suono primigenio.

L’importanza della phonè è celata all’interno delle opere e  laddove fino a poche opere prima si potevano trovare elementi figurativi, andando avanti questi, sono stati in parte trasmutati in lettere e numeri, quasi a voler simboleggiare il suono lasciato, dai quattro elementi in una complessa formula alchimia visiva.   

L’artista fin dai suoi primi lavori mette al centro dell’opera il fruitore come se egli stesso fosse il passe-partout per varcare l’ingresso di un universo a colori, un viaggio visionario tra le possibili combinazioni di dimensioni paralelle.

 

 

CineRecensione

CineCronache flash

Festa del Cinema di Roma 2016

di Sarah Panatta

 

SNOWDEN

Risultati immagini per snowden filmNon è solo (science)fiction, quando il Grande Fratello ci guarda. La distopia iper realistica della storia vera di Edward Snowden e del nostro mondo ipercontrollato. Strategia difensiva terroristica conservatrice: spiare tutti per alimentare i mercati inscenando proficue nuove (vecchissime) crociate, guerre stantie per sabbia, petrolio e alta finanza. In un cosmo fittizio, fatto di frequenze, obiettivi, telecamere, cimici, specchi, illusioni. Dove l’identità individuale è labile quanto quella nazionale è stentorea e vuota, dove siamo tutti “classified”, secretati, ma non segreti per il “sistema”. Una lezione etica e divulgativa, basato sui due libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena e sulle inchieste dei giornalisti coinvolti, Snowden – tra W e il precedente biblico JFK – il nuovo film di Oliver Stone, narra la cronaca più recente, già oblitera, lo scandalo della violazione delle informazioni private dei cittadini americani da parte dell’intelligence, che ha travolto nel 2013/2014 il mandato Obama. Edward “Biancaneve” Snowden, ex genio dell’intelligence americana, tradito nel suo fiabesco mito di un’America e di un Occidente costruiti e mossi da una banda di sette nani saggi e integerrimi, scopre la truffa che cementa il kafkiano castello di progresso democratico in cui è cresciuto diventando esperto informatico per la Difesa e super spia informatica per le agenzie governative americane. Snowden scopre le falle e le iprocrisie fraudolente del suo sistema, e decide di denunciare tutto, e Stone scava nelle viscere della sacra famiglia americana, come “bug” di sistema lui stesso si e ci interroga sui modelli e sulle forme di una società che ruba, viola, estirpa e riformula identità e coscienza (individuale e collettiva).

Regia di Oliver Stone
Sceneggiatura di Oliver Stone e Kieran Fitzgerald
Con: Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Scott
Eastwood, Rhys Ifans, Logan Marshall-Green, Nicolas Cage, Timothy Olyphant, Joely Richardson,
Ben Schnetzer
Montaggio: Alex Marquez
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Musica: Craig Armstrong
Scenografia: Mark Tildesley
USA, Germania – 2016
Durata 134’

 

THE LAST LAUGH

Risultati immagini per the last laugh film

Non just a funny joke… Mai scherzare col fuoco, forni crematori inclusi. A meno che non si sia ebrei, forse. Chi può prendere in giro cosa? La commedia può distruggere i ghetti della memoria e della coscienza collettiva, costruire sentieri di analisi, conoscenza, identità? Nel mondo iperconnesso, soffocato dalle informazioni spazzatura e devastato da stragi guerre genocidi soprusi e stupidità manipolabili, l’ironia può permettersi di scardinare la retorica della tragedia più recente/imminente? IE’ il dibattito al centro del documentario The Last Laugh firmato da Ferne Pearlstein, che interpella il mitico Mel Brooks, la comica Sarah Silverman, il regista di Borat, eminenze grigie della cultura ebraica, uomini e donne sopravvissuti all’Olocausto, creando un contrappunto divulgativo e divertente senza mai essere irriverente. La commedia come strumento di distruzione dell’autocensura, come momento di elevazione sorprendente sin nella sua più greve ma consapevole declinazione. Una risata ci incenerirà…se non sapremo cogliere ogni assurda, esilarante quanto tragica contraddizione dell’essere umano.

Regia di Ferne Pearlstein
Sceneggiatura di Robert Edwards, Ferne Pearlstein
Con Renee Firestone, Klara Firestone, Gilbert Gottfried, Rob Reiner, Mel Brooks, Judy Gold, Sarah Silverman, Carl Reiner, Robert Clary, Etgar Keret, Aaron Breitbart, Jake Ehrenreich, Alan Zweibel, Susie Essman, Larry Charles, Deb Filler, Elly Gross, Jeffrey Ross, Harry Shearer, David Steinberg, Lisa Lampanelli, Roz Weinman, Abraham Foxman, David Cross, Shalom Auslander, Hanala Sagal
Fotografia e montaggio di Ferne Pearlstein
USA 2016 – Documentario – Durata 89’

 

7 MINUTI

Risultati immagini per 7 minuti filmProcesso sociale e parafrasi emotiva (a corto) di parola e senza sangue. Storia vera, news, non tanto breaking: fusione delle aziende, magna magna delle corporation, interessi chiavizzanti dei capitalisti e dei capitalismi. Una multinazionale di base in Francia rileva una fabbrica tessile laziale e la nuova proprietà impone una clausola alle undici rappresentanti del consiglio di fabbrica, che non verranno licenziate, ma dovranno decidere in poche ore e gravate dalle proprie inevitabili problematiche personali e familiari, del destino di centinaia di colleghe. Michele Placido, qui attore, regista e cosceneggiatore, attinge da una vicenda d’Oltralpe che non pesta i piedi alla tabula rasa di tante “nostre” vere piccole e medie imprese devastate da mafie interne e inter-nazionali. E mette in scena la sua “parola ai giurati” o meglio giurate, alle quote rosa di un mondo incapsulato dai soprusi. Undici ritratti “di signore” che devono venire a patti con se stesse, con la propria integrità, identità, desideri di riscatto, egoismi, disabilità, amori violent(at)i e così via, ma senza fuga. Undici polli in batteria, cervelli in scatola, zombie in formalina che si confrontano sul senso della vita, strette tra etica civile e opportunismo dei “padroni”. Se Placido non cerca manicheismi li trova tuttavia facilmente lanciandosi nella diatriba inconcludente anche se conclusiva di una pièce filmata che poco spazio lascia ai volti e ai “sensi” reali di quelle 11 donne in quei 7 minuti.

Regia Michele Placido
Sceneggiatura Michele Placido, Stefano Massini, Toni Trupia
Con Cristiana Capotondi, Violante Placido, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Clémence Poésy, Sabine Timoteo, Anne Consigny
Fotografia Arnaldo Catinari
Montaggio Consuelo Catucci
Musiche  Paolo Buonvino
Produzione Goldenart Production, Manny Films, Ventura Film
ITA 2016
Durata 92’
Distribuzione Koch Media
In sala dal 3 novembre 2016

CineRecensione

The Assassin del taiwanese Hsiao-Hsien

di Cristina Oliva Patrick

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Il film più recente di Hsiao-Hsien The Assassin, che gli è valso la miglior regia al Festival di Cannes lo scorso anno, è la storia di un’assassina invincibile Nie Yinniang (Shu Qi), tradita dalla sua famiglia, che si trova di  fronte a una decisione che cambierà per sempre la sua vita. Il film è ambientato nella Cina del 9º secolo e, per la prima volta nella sua carriera, il regista di Taiwan ha deciso di rappresentare la tradizione wuxia. Ma rispetto ad altri film ad alto ritmo di arti marziali, che sfidano la gravità, The Assassin è privo di CGI, ha un ritmo lento e la storia viene raccontata attraverso un paesaggio mozzafiato, un sonoro accattivante e dettagli minuziosi.

Hou Hsiao-Hsien è maestro di un cinema  contemplativo, lento, ma  emotivamente e storicamente denso. Insieme a quello di altri registi taiwanesi come Edward Yang e Tsai Ming-liang, il lavoro di Hsiao-hsien si pone nella New Wave cinese in netto contrasto con la sfilza di film d’azione hollywoodiani al cardiopalma. Hsiang-hsien  torna alla radice della Settima Arte, i suoi film sono caratterizzati da campi lunghi, panoramiche, luce naturale, grande attenzione ai particolari e spesso poco spazio è lasciato al dialogo.

IRisultati immagini per the assassin filmn The Assassin gli  interni e i paesaggi si crogiolano al lume di candela o alla luce del sole, i magnifici costumi dei personaggi aggiungono sfumatura alla scena già ricca di  tonalità. Un florilegio di oggetti e scenografie coreograficamente perfette, per la gioia degli occhi, dai tessuti ai mobili, dai guanti di pelle nera di Yinniang agli ornamenti a forma di pugnale tra i capelli. Per poter godere di questo film si deve soccombere al suo ritmo e permettere a se stessi di accettare una trama troppo stratificata per preoccuparsi di essa.
la messa in scena di Hsiao-Hsien è impegnativa e la trama labirintica, le scene di combattimento sono un fulmine veloce, e si sente spesso, prima o piuttosto che vedere, il fruscio della lama o della freccia, con un’eleganza unica, in armonia con il resto del film. Non c’è spargimento di sangue, non c’è gore. Ci rendiamo conto che qualcuno è stato ferito, da una spaccatura in una maschera di metallo o da uno squarcio su una cintura.

Risultati immagini per the assassin filmIl mondo del cinema è ancora molto maschilista, ma al di fuori di Hollywood, registi come Hsiao-Hsien stanno cercando di raccontare storie femminili. La combinazione di tecniche cinematografiche lente e studiatissime e la narrazione di forti personaggi femminili porta una nuova dimensione nelle storie, i film di Hsiao-Hsien trasportano il pubblico al cuore dell’esperienza femminile.

Godetevi questo film come se steste ammirando un’opera di Dong Yuan, pittore del 9º secolo.

Recensione

Mia nonna mi ha scritto
Il mare che c’è di Giovanna Grimaldi

di Sergio D’Amaro

   Risultati immagini per il mare che c'è giovanna grimaldiLe note di un’antica musica si sarebbero potute disperdere nel passaggio veloce di moltissime voci che hanno attraversato il Novecento. Hanno invece preferito raccogliersi in un intimo pentagramma e ricostruire il profilo di una vicenda dissoltasi oltre le finestre di una casa affacciata a Piazza dei Martiri nel bel mezzo di Napoli. Pian piano dipanandone il filo, Giovanna Grimaldi, scrittrice di Formia e autrice di sceneggiati per la Rai, ha individuato nella pianista Laura Comperti e nella nipote Angelica i due poli entro i quali far scoccare la scintilla di un rapporto non terminato tra passato e presente.
   Nel libro Il mare che c’è (Ghenomena, pp. 130, € 16) riacquistano importanza i valori della memoria incentrati sul legame affettivo tra anziani e giovani, e in particolare tra la generazione pre-Internet e quella nata a cavallo dei due millenni. Come capirsi, come comunicare le proprie esperienze, come esprimere il succo di una collaudata consapevolezza a chi sembra tutto intento a digitare e strisciare il suo magico desktop? Per l’autrice la chiave è stata la cara, vecchia lettera scritta a mano in cui riversare con discrezione e affabilità sentimenti, pensieri, desideri, insegnamenti, ma senza alcun intento cattedratico e senza alcuna mentalità di rifiuto o di condanna del mondo attuale.
   Tutto è avvenuto all’insegna del classico mannello di lettere fatte giungere dalla nonna alla nipote attraverso l’amica Sara, depositaria della voce della protagonista. La Grimaldi ha scelto esattamente di impersonare e trasmettere la ‘’voce’’ di un’epoca che rischia di dissolversi nel gran mare delle comunicazioni, ma che chiede umilmente e insistentemente ascolto. Così, lo spazio sempre più denso e largo della telematica non soffoca il diritto di parlare a coloro che idealmente prendono il testimone di una famiglia e lo consegnano al futuro. L’alto valore morale di un tale messaggio resta salvo, anche se arriva attraverso l’ormai disusato strumento epistolare, reperto archeologico che ci parla di una donna, di una storia, delle sue amicizie, dei suoi famigliari.
   Non a caso il libro è una suite (come recita il sottotitolo), si svolge come uno spartito, costringe il lettore ad inventarsi la musica del passato, invita a figurarsi scenari lontani che si sono andati modificando e sono diventati l’attualità pulsante di oggi. Quale il destino di nonna Laura e quale il destino della nipote Angelica? L’autrice ha tramato un filo sottile tra questi destini e ha raccolto nella terza parte del libro la quintessenza della sua scienza del mondo. Appena dissimulato, se ne può leggere in queste pagine l’indice analitico o il lessico di base: le parole importanti sono ad esempio ‘’bellezza’’, ‘’scuola’’ (non a caso, essendo la Grimaldi una ex insegnante), ‘’casa’’, ‘’viaggio’’, ‘’incontro’’ e il finale ‘’mare’’, che richiama il titolo e acquista evidentemente un significato metaforico, i cui riferimenti principali vanno alla sua sonorità, alla sua musicalità. Di tutte e note incontrate, di tutti gli spartiti suonati, la pianista Laura ha privilegiato i suoni diretti al futuro rappresentato dalla nipote Angelica. ‘’Nella casa al mare il pianoforte era proprio vicino alla finestra che dava direttamente sulla spiaggia e lì io mi esercitavo per ore soprattutto prima dei concerti. A volte di notte lasciavo le mie partiture per cercare di afferrare con le note il fruscio che non è proprio un fruscio, che cede un momento e poi riprende più in basso, più in alto, che accelera e rallenta e resta in attesa’’. Quello che cercava prima di morire, prima di consegnare le sue lettere a Sara, era questo sentore del futuro, questo tentennante orizzontamento nel mondo di domani.
   Davvero magistrale la chiusura del libro: l’ultima lettera datata ‘’Napoli, 12 novembre 2006’’ contiene la parola più impegnativa per Angelica: perdono. Un invito, un appello a non condannare gli altri, vicini e lontani, a capire le loro paure e i loro difetti, imparando quanto sia difficile il mestiere di vivere. Perdonare significa sentirsi concorde con l’ordine del mondo e può significare anche amare. In fondo, se c’è ancora un legame tra nonni e nipoti questo è l’amore, una rinnovata fiducia in ciò che si fa e si sente. Giovanna Grimaldi ha usato la sua abilità ‘’teatrale’’ e ‘’musicale’’ arricchendo la sua opera di ‘’voci’’ drammaturgiche fuori campo, per offrirci un emozionante spaccato di rapporti affettivi, quasi a giocare anche una rivincita di vivi testimoni che usano la penna contro ogni sopraffazione o presunta superiorità della scrittura telematica.

Rubrica

Prosa Blues. Caccia al morto di Luca Colombo

a cura di Laura Bonelli

luca colombo foto di Chiara Trentadue.jpgLuca Colombo ha trent’anni, è nato a Borgomanero e vive ad Oleggio, in provincia di Novara. La sua passione per la scrittura l’ha portato ad un esordio letterario originale e che tratta un argomento ostico, per certi versi. La morte raccontata dal punto di vista di chi, in questo campo, fa affari.
Filippo, il protagonista, è un aspirante scrittore, lavora nell’agenzia di onoranze funebri del suo paese con l’intenzione “filosofica” di cercare spunti per la sua attività artistica. La realtà con la quale avrà a che fare sarà molto diversa. Verrà catapultato in situazioni tragicomiche al limite del paradossale in cui “il caro estinto” ha davvero poco a che fare con tutto il resto.

caccia al morto cover.jpgScritto con grande verve e uno humor acido, il libro di Luca Colombo è un concentrato di dialoghi incalzanti e spassosi, di dinamiche che rasentano la follia e di bizzarre avventure amorose.

«Cominciamo subito. Primo incarico: superamento trauma bara».

Spassoso. Sono avvezzo alle bare. Chissà se avranno rinnovato il locale da quando ci venivo con mio padre.

«C’è da fare una cremazione. Trasporto bara da qui al crematorio».

Ah, una simulazione vera e propria: mi carica una bara vuota in macchina, vado al crematorio e torno indietro. Vuole farmi fare un tu per tu con la bara.

«È questione di un’ora. I documenti da consegnare sono questi».

«Documenti per cosa?»

«Autorizzazione alla cremazione e generalità salma. Non la puoi buttare nel forno come una pizza».

«Quale salma?»

«Filippo, la salma da cremare».

Coltellata.

«Di quale funerale?»

«Quello da cui siamo appena rientrati».

«E i parenti?»

«I parenti attendono a casa. Non gli importa della cremazione, credo avessero litigato. Meglio per noi, ci guadagniamo sul trasporto dell’urna, ricordi?»

«Ricordo»

(tratto da Caccia al morto)

Poesia

Incubo

di Lorenzo Poggi

 

L’urlo della luna

fece eco nel piatto

apparecchiato

a predire il futuro.

Stridendo emergevano riflessi

di volti deformati e ombre

approssimate

con occhi di civetta.

Rami nudi s’agitavano

nella luce senza contorno

come braccia scardinate

in cerca di vittime sacrificali.

Il vento s’era nascosto

nella quercia

e l’aria se ne stava appollaiata

sul rumore del silenzio.

Cortometraggio

Limousine Night

 

 

Soggetto: Davide Cortese, Iolanda La Carrubba
Sceneggiatura: Davide Cortese, Iolanda La Carrubba, Amedeo Morrone, Sarah Panatta
Con la partecipazione amichevole di Francesca Stajano
e con in ordine alfabetico: Davide Cortese, Iolanda La Carrubba, Amedeo Morrone, Sarah Panatta, Emiliano Scorzoni, Giorgio Zela
La Limousine è stata messa gentilmente a disposizione da Cris Colombo
http://www.criscolombo.com/

Intervista

I “tempi comici” di Francesca Stajano

L’attrice racconta di sé e dello spettacolo “Affittasi camera da letto” fino al 30 ottobre al Teatro delle Muse di Roma

a cura di Sarah Panatta

Una commedia brillante e serrata, come è nata la tua partecipazione in veste di attrice coprotagonista in “Affittasi camera da letto” diretta da Massimo Milazzo, e che cosa ti ha convinto e affascinato del tuo divertente e seduttivo ruolo?

369.JPGPrima di essere nel cast di questa brillante e divertente commedia sono stata spettatrice dello spettacolo per ben tre repliche, ad ogni replica ridevo sempre di più, capendo meglio i sottili intrecci ed ingranaggi del testo. Amo ridere e amo chi non si prende troppo sul serio e adoro la comicità di Luciana Frazzetto, protagonista dello spettacolo, una comicità che è stata paragonata a quella di Bice Valori. Lavorare con un vero e proprio talento della comicità non era un’occasione da lasciarsi scappare per nulla al mondo, così quando ho saputo che si erano liberati alcuni ruoli mi sono fatta avanti per un provino su parte e sono stata presa dal regista Massimo Milazzo. Luciana è una vera professionista, generosa e leale, mi sono lasciata guidare anche un po da lei su alcune battute, dalla sua incredibile capacità di carpire il tempo comico, c’è sempre da imparare nel nostro mestiere.

528.JPGIl mio ruolo, che è quello della tremenda fidanzata del coprotagonista Filippo, interpretato da Andrea Venditti, che è uno dei due inquilini a cui Luciana affitta lo stesso appartamento, mi ha creato qualche problema all’inizio. Il regista Milazzo ha da subito avuto una visione particolare del mio personaggio, basata anche probabilmente sulla mia fisicità, doveva essere una kapò dei campi di sterminio nazisti, efferata, crudele, sadica ma allo stesso tempo comica. Seguendo le indicazioni di regia il ritmo dello spettacolo doveva essere incalzante, entrate e uscite, battuta e risposta, senza un attimo di pausa. Le prove sono state soprattutto improntate ad acquisire questa incredibile velocità e a plasmare lentamente la terribile Barbara. Essendo io un’attrice stanislavskijana ho fatto una ricerca sulle kapò, ho visionato centinaia di loro foto, ho visto video di donne violente, insomma ho esplorato quel lato oscuro che mi sarebbe servito per dare spessore e verità alla mia Barbara. Durante le prove il regista era sconcertato, davo sempre una versione diversa di Barbara, dipendeva da quello che avevo letto o visto il giorno prima, il mio fidanzato di scena si lamentava che non lo ascoltassi, era vero, io stavo cercando Barbara. Un giorno ho una idea, una parrucca nera, l’elemento che mi ha fatto attraversare il labirinto nel quale ero piombata per la ricerca di questo personaggio. La difficoltà di questo ruolo è che essendo un ruolo di contrasto nella commedia è diverso da tutti gli altri, Barbara parla italiano mentre gli altri usano il dialetto, picchia selvaggiamente il fidanzato, entra in scena come un panzer tedesco appunto… ma nonostante questo deve fare ridere. Ecco la scommessa dunque, rendere un personaggio antipatico ed odioso divertente, mi sono aiutata con espressioni del volto, con toni di voce buffi ed esagerati, con una camminata a metà tra la falcata fascista e la casalinga disperata. E’ uscito fuori un personaggio, come potete vedere dalle foto di scena, buffo e contraddittorio al limite dello psicopatico che però fa divertire il pubblico, che chiaramente si augura di non avere mai a che fare con un simile soggetto. Trovato il personaggio ho iniziato anche, da personaggio, ad ascoltare il mio compagno di scena anche se mi sono detta che poi in fondo Barbara è la tipa che non ascolta mai veramente nessuno, neanche chi ama, eccezione fatta per il padre avvocato interpretato da Stefano Santini, del quale è innamorata pazza. 

Che cosa racconta simbolicamente questa brillante commedia ?

E’ una commedia che si basa su un sottile umorismo inglese strisciante, del resto è stata scritta da due autori inglesi Anthony Marriot e Bob Grant, in cui i ruoli che ognuno di noi crede di svolgere nella società vengono ribaltati ed analizzati sotto una lente di ingrandimento fornita dalla menzogna, che smaschera in realtà i personaggi tirando fuori la loro vera natura. L’operazione interessante è però che questo testo è stato completamente stravolto dalla stessa Frazzetto e da Giacomozzi che hanno conservato l’ingranaggio del testo ma modificato i personaggi e trasportato il tutto in Italia, ma una ossatura british si avverte sempre, ed è proprio quella che unita alla comicità italiana fa scattare l’ilarità del pubblico che da metà del primo atto inizia a ridere e non si ferma più.

Come è stato lavorare con il regista Massimo Milazzo e come hai interagito con l’altra esuberante protagonista Luciana Frazzetto?

403.JPGLavorare con Milazzo è stato faticoso ma molto interessante, lui capisce esattamente il tuo percorso formativo dopo poche prove, essendo anche lui un bravissimo attore, nel dirigere un attore cerca di scardinare tutti i vezzi o vizi che noi attori ci portiamo dietro da scuole o laboratori, in un certo senso cerca di farti essere in scena quello che sei e non ama la rappresentazione del sé, o sei o non sei, o ti credo o non ti credo. Questo metodo mi ha portato ad analizzare molto il mio stile interpretativo, ad asciugarlo e a renderlo più solido, meno altalenante. Per la parte registica invece tende a costruire un reticolo entro il quale l’attore deve muoversi con precisione millimetrica, nulla è affidato al caso, è come avere delle linee tracciate sul palco e non si deve sgarrare e tutto con un ritmo velocissimo. Dunque è stata una  esperienza formativa e bellissima e spero davvero dal profondo del cuore che possa ripetersi su altri testi e altri personaggi.

La mia scena con Luciana è stata molto curata sia da Milazzo che da Luciana stessa, io mi sono lasciata guidare come è mia abitudine, facendo qualche proposta in sede di prova. Lavorare con un vero talento della comicità, ora dirò una cosa stupida, è molto divertente e si impara tantissimo, spero in futuro di avere ancora questa occasione, Luciana è simpaticissima, una vera professionista e molto molto simpatica, dunque perché no?

Femminilità e personalità a confronto. Quali le peculiarità e le sfide maggiori del tuo personaggio?

Sicuramente ho dovuto abdicare alla femminilità per interpretare Barbara nell’abbigliamento, un costume molto castigato pantalone nero, camicetta bianca e giacca nera, senza fantasia, senza colori, ballerine ai piedi. Questo però è stato funzionale al mio personaggio che non doveva essere bella ma intrigante, una donna dal fascino quasi maschile e violento rispetto ad un fidanzato sottomesso e consenziente. La sfida come ho detto prima è stata quella di far ridere e non risultare odiosa, un po’ come i soldati tedeschi di Sturmtruppen, ve li ricordate?

Un’attrice (nonché autrice) a tutto campo. A quali modelli ti ispiri e che cosa ami del teatro?

Sembrerà assurdo ma non ho dei modelli precisi, credo che ogni artista possa darmi qualcosa e quindi pesco un po qui un po lì.

Cerco di vivere e filtrare tutto attraverso la mia esperienza, non cerco di somigliare ma di capire e di entrare in sintonia con l’universo, credo infatti che sia lui il principale artefice del pensiero artistico, noi siamo solo degli strumenti attraverso cui l’arte si manifesta.

Il teatro per me è come l’aria, devo respirarlo e devo viverlo e non posso starne lontano per troppo tempo, è un luogo nel quale mi sento a casa, una casa fatta di sacrifici, di studio, di sfide, di incontri con colleghi simpatici o odiosi, ma anche e soprattutto di tante tantissime soddisfazioni che arrivano quando hai la netta sensazione di arrivare al pubblico, di lasciare il segno e in questo caso un segno fatto di allegria! Non lo lascerò mai.

Un pensiero sul Maestro Dario Fo, scomparso in questi giorni.

Ebbi la fortuna di incontrarlo ad una cena qualche tempo fa. Mi colpì la sua eleganza di uomo di altri tempi, la sua signorilità, era vestito tutto di bianco con un panama dello stesso colore, aveva un bastone, sembrava uscito da un quadro dei primi del ‘900.

Mi chiese cosa facessi nella vita e io risposi che avrei dovuto essere un’attrice… lui mi guardò e mi disse che anche se stavo facendo altro in quel momento io ero un’attrice e che non aveva mai sopportato gli attori che vogliono solo fare gli attori. Un artista secondo il suo pensiero, anche secondo la sua vita, deve poter fare tutto, cantare, danzare, dipingere, scrivere testi e poesie, disegnare stoffe ecc ecc. Ecco il mio incontro con il Maestro Fo al quale debbo il mio coraggio nell’intraprendere diverse strade nel variegato mondo dell’arte, non ho mai più avuto occasione di incontrarlo ma i grandi basta incontrarli un giorno che ti cambiano la vita per sempre… grazie Maestro Fo, un bacio.

Se mi permettete voglio anche ricordare tutto il cast della commedia che è composto da Vincenzo Della Corte, Anna Tognetti , Cristina Galardini e Massimiliano Buzzanca che ha sostituito Gioacchino Mazzoli per un problema di salute improvviso.

Noi comunque siamo in scena al Teatro delle Muse ancora fino al 30 Ottobre e vi aspettiamo a braccia aperte!

EVENTI

VERSO LE FINALI DEL MUSA D’ARGENTO

I EDIZIONE

a cura di Lisa Bernardini

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Lucia Aparo con Antony Peth

Resa finalmente nota ai media l’intera commissione della Sezione Arte delle finali nazionali a Ragusa del Musa d’Argento.

La siciliana  Lucia Aparo,  Presidente della Associazione culturale Academy Stars e  fondatrice del Premio Nazionale Musa D’Argento,  sta rivelando via via i dettagli sulla prima edizione di questo importante evento. 

Quattro membri autorevoli giudicheranno gli artisti rimasti in gara: il giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Gianpaolo Balsamo; la critica d’Arte Loredana Finicelli;  l’Artista dell’Arte dei Led Francesca Guidi ed il fotografo e calligrafo Amjed Al Rifaie.

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Elizabeth Missland

Questi illustri professionisti vanno ad aggiungersi – come annunci dati alla stampa finora dalla direzione del Festival – ai  membri componenti della giuria della sezione Cinema:  un Presidente del calibro della grande giornalista Elizabeth Missland, che è stata per 22 anni Direttore Artistico e Presidente Onorario dei Globi D’Oro dell’Associazione Stampa Estera in Italia e dal  2000 fa parte del Comitato Artistico del fortunato Monte-Carlo Film Festival de la Comedie di Ezio Greggio;  una Madrina come il Premio David di Donatello Barbara Enrichi; l’attrice e regista Lucia Sardo; il grande compositore e direttore d’Orchestra Franco Micalizzi, autore di alcune delle piu’ indimenticabili musiche da Film del Cinema italiano; il regista e  sceneggiatore nonché scrittore Marco Tullio Barboni, figlio del mitico E.B. Clucher re degli spaghetti western; il regista Pierfrancesco Campanella.

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Franco Micalizzi

Prossimamente, verrà rivelata anche la giuria della sezione Talenti, di cui sappiamo il nome della madrina: la giovanissima attrice e ballerina  Sara Santostasi.  

Il Premio Musa d’Argento, con il patrocinio straordinario della Camera Nazionale Moda e Costume,  è alla sua prima edizione ed in dirittura di finale nazionale nei giorni  21-22-23 Ottobre in quel di Ragusa, presso l’  Athena Resort (Kastalia);   e’ nato circa un anno fa per valorizzare l’arte ed il talento in tutte le sue sfaccettature. Obiettivo principale del Premio e’ quello di creare una rete di collegamento tra Produttori – Registi – Distributori e Artisti vari, favorendo una rilevante visibilità per tutti i partecipanti.  Una nota che contraddistingue in senso sicuramente meritorio questa kermesse itinerante  e’ la possibilità che anche i Diversamente Abili, purché dotati di talento, possano accedervi. Tutti gli artisti selezionati in giro per l’Italia e che hanno avuto accesso alla finale, in ciascuna categoria in gara, potranno dire di avere esperti  di prima qualità che li esamineranno.

A presentare l’evento, il conduttore radiofonico e televisivo Anthony Peth.

Info a: www.musadargento.it     Direzione Musa: luciaaparo2010@hotmail.it
Tel.   377-1346233

Stampa Nazionale Lisa Bernardini
Presidente Occhio dell’Arte  occhiodellarte@gmail.com  –  347-1488234 

Stampa Locale Lucio Di Mauro

News

“EscaMontage Magazine N.0”, terzo numero, under construction

EscaMontage Magazine N.0 è una pubblicazione aperiodica centrata su argomenti di arte e cultura. Guardando alla rivista traspaiono contenuti creativi, attraverso la storia  della critica come strumento di propaganda culturale, divenendo osservatorio di integrazione e divulgatore di tendenze intellettuali. Il Magazine esprime su carta il contemporaneo, il fascino di una rivista non solo per chi è del settore, influenzata dalla presenza di argomenti caratterizzati da una struttura trasversale; letteratura, cinema, fashion, costume, interviste, saggi, e molto altro. La relazione tra i grandi fenomeni dell’attualità, è stato lo sviluppo dell’arte visiva a partire dalle pitture rupestri fino ad arrivare a campagne pubblicitarie ad ampio spettro.  A cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 si espande la necessità di pubblicizzare, attraverso il sapiente uso dell’arte, eventi concentrati sullo sviluppo e la riforma  della società allora attuale attraverso la comunicazione visiva. In un preciso momento storico la grafica fu fortemente influenzata dai linguaggi delle avanguardie artistiche europee: in Italia tra Futurismo e Dadaismo, nell’Unione Sovietica i linguaggi nati con la Rivoluzione del 1917, in Germania il Bauhaus. Artisti quali Henri de Toulouse-Lautrec, Alphonse Mucha fino ad arrivare ai contemporanei street artist tra i quali il più influente ad oggi è Banksy, hanno rivoluzionato il messaggio pubblicitario innalzandolo fino a Espressione artistica. L’integrazione tra  i diversi spazi occupati dai caratteri tipografici e quelli destinati all’immagine diventano simbiotici, sintonizzandosi tra passato e futuro  rendendo il tutto un organismo complesso soggetto ai gusti individuali dell’immaginario collettivo. La configurazione grafica dell’EscaMontage Magazine N°0 è dunque volta alla trasformazione del prodotto editoriale in oggetto artistico, prestando particolare attenzione nel mantenere un equilibrio del rapporto tra la qualità e i costi di realizzazione ricercando il pregio estetico che possa disegnare una sua identità. A dare ulteriore valore sono le immagini di copertina che di volta in volta vengono firmate da prestigiosi autori.

La diffusione di “EscaMontage Magazine N.0” avviene tramite canali indipendenti, tra i quali tutti gli eventi dell’EscaMontage Film Festival Itinerante:
https://escamontage.wordpress. com/2014/04/30/film-festival-e scamontage/ 
e in tutte le manifestazioni dove sarà ospite il Festival stesso.

I primi due numeri del Magazine sono stati presentati presso spazi quali il Centro Gabriella Ferri di Roma con patrocinio del comune di Roma Capitale e di Zetema Cultura, presso la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia (RM) con ospiti Aureliano Amadei e Antonio Catania, presso la sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) a Roma, lo Studiolo di Eugenia Serafini a Roma.
Tutte le nuove presentazioni saranno comunicate tempestivamente tramite e-mail e i canali online di informazione che verranno resi noti sul Blog&WebTV EscaMontage.

Il terzo numero del Magazine è in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).

Per il terzo numero del Magazine, EscaMontage indice il Concorso per la I e la IV di copertina.

Concorso

L’iscrizione è gratuita, la data di scadenza è fissata per il 31 dicembre 2016. I lavori selezionati saranno pubblicati gratuitamente sulla copertina anteriore e posteriore del Magazine N°0, gli autori saranno avvisati dell’avvenuta selezione tramite email entro e non oltre 15 giorni dall’invio. Possono partecipare fotografie, disegni, collages, opere di arte visiva, edite o inedite, a tema libero e/o che abbiano già partecipato ad altri concorsi. Inviare un’immagine in formato jpg. (300 dpi/ HD) indicando autore, titolo, anno di realizzazione, eventuali premi, al seguente indirizzo di posta elettronica escamontage.escamontage@gmail.com, indicando in oggetto Concorso I e IV di copertina, allegando una liberatoria in cui si cede il diritto di divulgazione dell’immagine selezionata per il terzo numero del “Magazine N.0” e si dichiara che l’autore ne detiene tutti i diritti. Non saranno considerati validi metodi diversi e/o incompleti di invio. Il magazine vivrà nell’ambito di un circuito di diffusione indipendente e verrà presentato e distribuito all’interno di diverse manifestazioni culturali e cinematografiche (vedi sopra), le cui date saranno comunicate agli autori via e-mail. Gli autori potranno ritirare la loro copia nel corso di uno degli eventi di presentazione/distribuzione del Magazine; nel caso in cui non fosse possibile, la copia del magazine verrà spedita tramite posta ordinaria, con spese a carico del destinatario (da versare in anticipo secondo le modalità che verranno comunicate tramite via mail).


Sezioni per la partecipazione al terzo “EscaMontag Magazine N.0”

Poesia

La partecipazione è gratuita, la data di scadenza è fissata per il 12- 2016. Possono partecipare Poesie a tema libero di massimo 15 versi, edite o inedite e/o che abbiano partecipato ad altri concorsi, inviando  massimo due poesie a tema libero,  indicando autore, titolo, anno, eventuali premi ricevuti, al seguente indirizzo di posta elettronica escamontage.escamontage@gmail. com, specificando in oggetto “Sezione Poesia” le poesie dovranno pervenire in file formato word specificandone, qualora la stessa poesia lo richiedesse, l’impaginazione di versi e capoversi.. Una volta ricevuta la conferma della selezione, l’autore si impegna a pre-acquistare  numero una copia del Magazine al prezzo di copertina di € 12,75 (pena l’esclusione). Tale quota di pre-acquisto del Magazine è destinata a coprire i costi di editing, produzione e stampa del Magazine stesso. La modalità di versamento della quota suddetta verrà comunicata tramite e-mail insieme alla conferma di avvenuta selezione.

Il magazine vivrà nell’ambito di un circuito di diffusione indipendente e verrà presentato e distribuito all’interno di diverse manifestazioni culturali e cinematografiche (vedi sopra), le cui date saranno comunicate agli autori via e-mail. Gli autori potranno ritirare la loro copia nel corso di uno degli eventi di presentazione/distribuzione del Magazine; nel caso in cui non fosse possibile, la copia del magazine verrà spedita tramite posta ordinaria, con spese a carico del destinatario (da versare in anticipo secondo le modalità che verranno comunicate tramite via mail).

Racconti brevi

La partecipazione è gratuita, la data di scadenza è fissata per il 12- 2016. Possono partecipare Racconti a tema libero di massimo 6000 battute, editi o inediti e/o che abbiano già partecipato ad altri concorsi, inviando  massimo due poesie a tema libero,  indicando autore, titolo, anno, eventuali premi ricevuti, al seguente indirizzo di posta elettronica escamontage.escamontage@gmail. com, specificando in oggetto “Sezione Racconti brevi” I racconti dovranno pervenire in file formato word. Una volta ricevuta la conferma della selezione, l’autore si impegna a pre-acquistare  numero una copia del Magazine al prezzo di copertina di € 12,75 (pena l’esclusione). Tale quota di pre-acquisto del Magazine è destinata a coprire i costi di editing, produzione e stampa del Magazine stesso. La modalità di versamento della quota suddetta verrà comunicata tramite e-mail insieme alla conferma di avvenuta selezione.

Il magazine vivrà nell’ambito di un circuito di diffusione indipendente e verrà presentato e distribuito all’interno di diverse manifestazioni culturali e cinematografiche (vedi sopra), le cui date saranno comunicate agli autori via e-mail. Gli autori potranno ritirare la loro copia nel corso di uno degli eventi di presentazione/distribuzione del Magazine; nel caso in cui non fosse possibile, la copia del magazine verrà spedita tramite posta ordinaria, con spese a carico del destinatario (da versare in anticipo secondo le modalità che verranno comunicate tramite via mail).

Fotografia e Arte Visiva

La partecipazione è gratuita, la data di scadenza è fissata per il 12 – 2016. Possono partecipare Fotografie, disegni, collages, opere di arte visiva, edite o inedite, a tema libero e/o che abbiano già partecipato ad altri concorsi. Inviare massimo due immagini in formato jpg. (300 dpi/ HD) indicando autore, titolo, anno di realizzazione, eventuali premi, al seguente indirizzo di posta elettronica escamontage.escamo ntage@gmail.com, indicando in oggetto Sezione Fotografia e Arte Visiva, allegando una liberatoria in cui si cede il diritto di divulgazione dell’immagine selezionata per il terzo numero del “Magazine N.0” e che l’autore ne detiene tutti i diritti. Non saranno considerati validi metodi diversi e/o incompleti di invio.

Una volta ricevuta la conferma della selezione, l’autore si impegna a pre-acquistare  numero una copia del Magazine al prezzo di copertina di € 12,75 (pena l’esclusione). Tale quota di pre-acquisto del Magazine è destinata a coprire i costi di editing, produzione e stampa del Magazine stesso. La modalità di versamento della quota suddetta verrà comunicata tramite e-mail insieme alla conferma di avvenuta selezione. Il magazine vivrà nell’ambito di un circuito di diffusione indipendente e verrà presentato e distribuito all’interno di diverse manifestazioni culturali e cinematografiche (vedi sopra), le cui date saranno comunicate agli autori via e-mail. Gli autori potranno ritirare la loro copia nel corso di uno degli eventi di presentazione/distribuzione del Magazine; nel caso in cui non fosse possibile, la copia del magazine verrà spedita tramite posta ordinaria, con spese a carico del destinatario (da versare in anticipo secondo le modalità che verranno comunicate tramite via mail).

Nota informativa

La pubblicazione del Magazine è possibile grazie ad un reperimento fondi realizzato tramite la formula delle adesioni degli autori al Magazine stesso, che avviene con il pre-acquisto di una copia come unico onere da parte dell’autore, al prezzo di copertina di € 12,75. Qualora si raggiungesse un numero superiore di partecipanti, EscaMontage si impegna alla realizzazione di più numeri successivi del Magazine (investendo il tempo necessario per reperire nuovi contenuti), programmandone la cadenza periodica con un lasso di tempo variabile, tra l’uscita di ogni numero. Per garantire l’equiparazione tra gli autori che aderiranno, verrà seguito il criterio di ordine alfabetico nella pubblicazione all’interno dei diversi numeri del Magazine. Ogni autore verrà tenuto aggiornato sugli sviluppi del Magazine tramite e-mail.

n.b. Ogni autore selezionato per il Magazine ha diritto ad uno sconto per l’acquisto delle successive copie del Magazine stesso, pari al 35 % del costo di copertina (questa potrebbe essere una delle formule per poter lasciare il prezzo di copertina invariato, oppure si dovranno trovare altre soluzioni).

Info e contatti:

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EVENTI

Parma International Music Fest – IV edizione

VINCITORI E PREMIAZIONI

Riccardo J.Moretti, Eddy Lovaglio, Stefania Rocca, Valerio Merola e il compositore Attila Tozser, vincitore della Violetta D'oro

Riccardo J.Moretti, Eddy Lovaglio, Stefania Rocca, Valerio Merola e il compositore Attila Tozser, vincitore della Violetta D’oro

Si è svolta domenica 25 settembre la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Parma International Music Film Festival.
Durante la cena di gala al Circolo di Lettura a Parma, il conduttore della serata, Valerio Merola con l’organizzatrice del festival Eddy Lovaglio e la madrina, l’attrice Stefania Rocca hanno proclamato  i vincitori.
Tre film su tutti si sono contesi i premi più importanti. Fever at down del regista ungherese Peter Gardos, basato su una storia vera che narra l’amore tra due sopravvissuti all’ Olocausto nei campi di riabilitazione svedesi durante l’autunno e l’inverno del 1945 ha avuto il premio più importante, la Violetta d’ Oro alla miglior colonna sonora ed è stato ritirato dal compositore del lungometraggio, Attila Pacsay. La giuria ha motivato il riconoscimento per la capacità di sottolineare con estrema eleganza e raffinatezza i vari aspetti drammaturgici della storia. Lo stesso film ha ricevuto anche il premio alla miglior fotografia, consegnato da uno dei giurati, il direttore della fotografia Giovanni Battista Marras per l’uso del bianco e nero che ricorda i capaci maestri del Neorealismo.
La Violetta d’ Argento per il miglior film è stata aggiudicata al film austriaco Cuore frantumato di Timm Kroger, l’incontro di un giovane compositore con un maestro di musica. Il film ha avuto il giudizio unanime della giuria per il garbo e l’eleganza con cui la regia ha saputo raccontare il carattere intimista della storia.
Oggetto di maggiori discussioni è stata la premiazione di Peter and Wendy, come ha spiegato Michele Guerra, docente di cinema all’ Università di Parma e giurato, perchè il film era in lizza per un riconoscimento sia per la conduzione che per la colonna sonora. Alla fine la giuria ha decretato un Premio Speciale per la miglior regia a Diarmuid Lawrence per l’adattamento cinematografico e musicale con finalità sociale del film ed è stato ritirato dal compositore delle musiche, l’italiano Maurizio Malagnini..
Il Premio Malerba per la sceneggiatura del miglior cortometraggio è andato a Inagibile di Giulia Natalia Comito e Tommaso Cassinis, documentario narrato in prima persona dal musicista Bob Corn sul terremoto in Emilia. L’attore e musicista Marco Cocci si è aggiudicato il premio come miglior attore per il film Spiral..
l miglior cortometraggio è risultato Adaptation del polacco Bartosz Bruhlik..
Il premio MUP alla miglior produzione italiana è stato consegnato dal prof. Marzio Dall’ Acqua per il cortometraggio Camper di Alessandro Tamburini.
Infine il premio alla carriera è stato assegnato proprio alla madrina del festival, Stefania Rocca, che ha ringraziato per la serata sperando di poter nuovamente intervenire ad una prossima edizione di questo festival unico in Europa proprio perchè legato alla musica.
Il direttore artistico del festival, Riccardo J. Moretti ha concluso incoraggiando i compositori di musiche per immagini ed i registi a proseguire nel loro importante lavoro artistico.

Fotogallery

Fotoreportage “Roma dar fiume” di Cosimo Ruggeri

 

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Scatti dal post-umano nella periferia del cosmofluviale romano, tra scarti dell’era di Jeeg Robot, atmosfera in bilico tra vecchio Mississippi, luci hopperiane e sguardi di Alici nel paese dei molti disastri.

Fotogallery

Scatti da V.V.V. by Fernando Della Posta

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Reportage fotografico di Fernando Della Posta.
Dall’incontro poetico V.V.V. Versi voci volti, ideato da Maria Letizia Avato, in collaborazione con EscaMontage, set fotografico di Mel Carrara Melamar.

CineRecensione

Cercando M.B.

di Iolanda La Carrubba

Risultati immagini per haoyu dangSimbologie passeggiano nel viaggio/avventura dell’ultimo lavoro cinematografico di Aureliano Amadei, tra le tradizioni cinesi e la Roma Capitale dove fin dall’incipit, si percepisce il fil rouge strettamente legato anche ai suoni. Essi potrebbero infatti essere interpretati come phéon, suono primigenio, assioma, dove il reale kantiano è anticipazione della percezione e dunque è contenitore dell’oggettività. Il Ritmo è in relazione con il canto del grillo che per l’antica simbologia cinese, rappresenta prosperità e la raffinata gioia di poter ascoltare, nel mezzo della stagione invernale, quella meravigliosa, avvolgente voce primaverile. Esso è protagonista nel romanzo di Charles Dickens Il grillo del focolare (1845) dove anche qui rappresenta un portatore di saggezza
come nel Grillo parlante (1883) di Carlo Collodi, il cui canto raggiunge la dimensione dell’adesso cinematografico, unendosi in un collage di frame dal fascino tutto fotografico, al suono dei campanellini che un mastro calzolaio cinese applica sulle scarpe del protagonista Haoyu Dang.
Risultati immagini per haoyu dangInaspettatamente Dang giunge attraverso un sogno lucidamente visionario, alla ricerca della “sua Roma” ed è proprio qui che incontra nuovi amici, i quali lo condurranno nel paese dei balocchi forse (?). Ecco dunque che la realtà inventata del regista Aureliano Amadei, diviene sì fiaba metropolitana ma anche gag, momenti di forte ironia quasi rubati alla quotidianità, nella quale tuttavia si cela l’amaro amore beffardo, il disincanto dove è proprio il sogno (desiderio) a mutarsi in disavventura nell’intersecato dedalo della vita.
Duale è qui la figura del protagonista, reale e al contempo irreale, fumettistico ed anche archetipo dell’inconscio collettivo junghiano. Non a caso infatti Dang, il Dang fanciullo di soli 7 anni (almeno nello spirito) si avventura nella foresta incantata fatta di un complesso sistema di scatole cinesi, dove incontra altre realtà parallele oltre la sua; manifestazioni, fotografi, veggenti, bancarelle, nuove strade, nuove storie e fatti cuciti su una colonna sonora (im)portante, filtrata nei rumori di una città asfittica ma pulsante e carismatica.
Cerca Dang in questo unicum, ricerca se stesso attraverso il “desiderio” di incontrare la sua Beatrice, l’attrice Monica Bellucci, così viene preso per mano da un contemporaneo Virgilio (Daniele) amichevole ed ammaliatore dal temperamento goliardico che lo porta tuttavia a “smarrire” la sua valigia (dei sogni?) dove vi è racchiuso un aspetto metaforico multiplo, decontestualizzato dal suo stesso “vagabondare”. In questo modo si origina il vero nesso d’insieme ovvero la continua ricerca di Dang, ed è curioso notare che egli spesso affermerà agli amici di passaggio:
-I looking for… Monica Bellucci and My Bag (M.B.).
La forza narrativa del Film/Opera relativa alla realtà, è nutrita di analogie strutturali nitide, equilibrate, intimamente legate al linguaggio sinestetico, concentrato e correlato ad una trama apparentemente documentaristica che tuttavia esula dal continuum percepire, approdando verso più complesse combinazioni di eventi. I volti delle persone che Dang incontrerà (o forse ha già incontrato in altre dimensioni) caratterizzano il racconto attraverso una serie di situazioni singolari, da performances ad action painting dello
stesso protagonista, a provini cinematografici fino al viaggio immaginifico verso un luogo onirico dove la nostalgia, diviene essa stessa fonte di bellezza.

CineRecensione

I magnifici 7 – il remake

ActionWestern times per Antoine Fuqua

di Sarah Panatta

 

Mi viene in mente la storia di quel tale che è precipitato dal decimo piano… Ad ogni piano diceva “per ora va bene”. 
Risultati immagini per i magnifici 7Quelli che gli scocchi quattro frecce indemoniate in corpo e continuano ad avanzare, tra sabbia torrida e sangue. Quelli che gli pianti una pallottola in petto e ti coprono dal fuoco nemico – anzi dal fuoco amico di chi parla la stessa lingua ma è indemoniato dal “verbo” Dollaro – sorridendo sfiancati e soddisfatti. Quelli che si appiattiscono all’ombra di un campanile aspettando l’alba della vendetta. Quei derelitti che perdono sempre. Quei sette magnifici loosers, balordi, cacciatori di taglie, teste distrattamente appese al collo, drop outs, outlaws. Quei sette arraffati dal caso che non conoscono una causa, se non la mera sopravvivenza (forse), ma che conoscono la purezza della lealtà. L’adrenalinico autore di Training Day e The Equalizer, figlioccio coloured del compianto Tony Scott, Antoine Fuqua, dirige l’ennesima “sua” storia di un misterioso granitico ronin armato di minimale pazienza (saggezza atavica e loquacità killer minima sindacale), e dei suoi sei compagni orfani di terra giustizia ma non di libertà.
Dalle catene feudali spezzati dalla nobiltà tragica de I sette samurai di Akira Kurosawa al simil-letterale remake de I magnifici 7 di John Sturges (1960), l’epico oliato polpettone firmato da Fuqua investe lo spettatore di carrelli e mucchi selvaggi, tette al vento e venti di atavico schematizzato odio, in un montaggio chirurgico e avvincente che non reca tuttavia in sé il calore viscerale della passione meticcia lurida e disperante di quei mitici incauti perdenti che pretende di raccontare.
La piccola cittadina mineraria di Rose Creek è assediata dall’esercito poco regolare del magnate senza scrupoli Bogue, che minaccia di radere al suolo ogni casa e alito vitale e di strappare la terra agli abitanti che la occupano per nascita e per duro lavoro di generazioni non ancora wasp, per accaparrarsi, col bene placito delle cosiddette, svendute autorità locali, il dominio della regione e il suo sfruttamento ad libitum. Risultati immagini per i magnifici 7Assoldato da una giovane vedova in consolabile, il cacciatore di teste Sam Chisolm, spinto da un mal celato desiderio di riscatto da orribili torti subiti in un recente passato, aiuta la donna a liberare la città, reclutando al suo fianco una allegra meticcia banda di disperati, riproducendo, in un marasma primordiale post secessionista il tipico melting pot americano, tra neri spazza-crimine adottati dalle istituzioni, accoltellatori cinesi, ex ufficiali depressi e (in)fallibili, irlandesi ubriaconi e così via nella waste land degli anti eroi, mine vaganti della giustizia di frontiera.
Non quella analizzata e sbudellata nonché impiccata dal gioco intellettuale e 
politico del tagliente (pur citazionistico esercizio di stili) The hateful eight di Quentin Tarantino, che mette alla berlina con sarcasmo verboso, deliberatamente inglorioso, gli stessi stereotipi del sogno democratico americano sommariamente tracciati da questo nuovo I magnifici 7. Che invece non si sposta (nonostante la cosceneggiatura dell’altrove ottimo Nic Pizzolato, autore di True detective) dal polverone action, buddie movie a cavallo e a mano armata, incastonato con nitore tonitruante ma senza pathos né catarsi nell’arido wildwildwest in cui i barbari si confondono agli indigeni, gli invasori agli invasi, tutte figurine divertenti ma amorfe di una storia troppo vista, poco magnifica.

 

 

Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: John Lee Hancock, Nic Pizzolatto
Montaggio: John Refoua
Fotografia: Mauro Fiore
Musica: James Horner, Simon Franglen
Con: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Haley Bennett, Peter Sarsgaard,
Vincent D’Onofrio, Matt Bomer, Lee Byung-hun, Cam Gigandet, Vinnie Jones, Sean Bridgers, Luke Grimes, William Lee Scott
Produzione: Metro-Goldwyn- Mayer, Sony Pictures Entertainment, Village Roadshow Pictures
USA 2016 – Azione/ Western/ Drammatico – Durata 133’
Distribuito da Warner Bros. Italia
In sala dal 22 settembre

Rubrica

Prosa Blues. Uno sguardo nuovo sull’alunno

a cura di Laura Bonelli

 

Risultati immagini per uno sguardo nuovo sull'alunnoRegine Zekri-Hurstel  è una neurologa che vive in Francia. La sua branca di studio è quella che viene definita “neurologia funzionale”, un approccio umanistico e globale del cervello. A contatto con circa 5000 bambini con problemi scolastici ha inventato un nuovo alfabeto basato più sulla percezione che sul segno grafico vero e proprio.
Il libro “Uno sguardo nuovo sull’alunno – linguaggio gesti e posture” (Epsylon Editrice) spiega e chiarisce questo metodo innovativo.
L’alfabeto sensoriale l’autrice ha una doppia valenza: apprendere attraverso tutti i sensi e imparare a mangiare per parlare meglio.  Ad esempio: “un’alimentazione oleosa e salata sollecita i ricettori collocati al centro della lingua: favorisce pertanto lo sviluppo della cavità buccale mediana, nella parte più anteriore del palato.”
Esiste un occhio direttore neurologico al di là dell’occhio fisico che può essere destro o sinistro. In base allo “sguardo sulla realtà”  si avrà un tipo di apprendimento diverso.
Quindi l’insegnamento a scuola dovrebbe essere differenziato a seconda della caratteristica dei bambini. Se l’ occhio  neurologico direttore è il destro  il ragazzo potrà avere bisogno di una spiegazione con punti fermi e precisi e in una materia come la storia richiederà date, epoche, eventi.  Se, al contrario, l’occhio direttore è il sinistro la capacità di apprendimento sarà maggiore se verrà dato spazio alla tensione emotiva, alle gioie e ai dolori vissuti dai protagonisti per permettere all’alunno di proiettarsi nelle epoche passate.
L’autrice pone l’attenzione sulla necessità di “scrivere con tutto il corpo” perché la postura adottata dal ragazzo può contribuire o bloccare  “Niente deve essere lasciato al caso: polso, gomito, spalla, ginocchio, appoggio del bacino e dei piedi, rotazione della testa, stabilità dell’occhio. La persona che scrive esegue dunque un gesto estremamente fine, e gli artigiani di questo capolavoro di oreficeria sono l’intero cervello e l’intero corpo.  Più precisamente, osservando con attenzione i miei piccoli pazienti, ho capito che scrivere in equilibrio passa attraverso un armonioso asse mano/piede/occhio”.

Rubrica

Esca’Antologica. Bridget, “ Austen Power”

di Antonella Putignano

 

Risultati immagini per bridget's jones babyAbbiamo amato da subito l’eroina moderna Bridget Jones. Sin dal primo film, abbiamo colto i riferimenti alla scrittrice Jane Austen in una Londra da cartolina moderna.

Per la ultra quarantenne Jones, arriva la gravidanza e… novità per noi italiani: la gravidanza è un fatto normale. In tutto il film, la protagonista affronta la gravidanza non piena di imprevisti ma inserita in un contesto normale di lavoro, vita. Rapporti sociali. Si, perché da che mondo è mondo, i figli si sono sempre fatti. O anche no.  Una donna è donna prima, dopo e durante la propria maternità. Insomma, la “mistica “da concepimento è una cosa che non riguarda altri paesi, giustamente civilizzati e che sanno che per mantenere un figlio ci sono costi. E forse, chissà, se il nostro paese adottasse regole meno severe sull’adozione, impareremmo che l’amore si può moltiplicare.
Chicca del film è l’interpretazione di Emma Thompson nei panni di una ginecologa anticonformista e sarcastica. Ecco, se pensiamo che da noi è possibile che nelle scuole l’educazione sessuale, possa essere sostituita dall’educazione alla fertilità, è facile rendersi conto del contesto culturale che è anni lontano dal vedere la luce. E vissero tutti.. Orgoglioni e pieni di pregiudizi. Può-Darcy.

Poesia

Senza attenuanti

di Iole Chessa Olivares

 

Con balzo inatteso

pene, soprusi, lutti

perdono

le croste delle ustioni

nel fermento

che fa di sé vita

orma per ogni direzione

senza attenuanti.

 

Ah…l’amore…l’amore

cammina libero

non affonda nella sua dismisura

Insiste, inonda

mette in salvo

per il meglio

un tenere estremo

sua soave promessa

ogni istante

diversamente annunciata

Illuminando le pupille.

 

Da Nel finito…Mai finito, Nemapress, 2015

Poesia

Serre

di Fausta Genziana Le Piane

 

Improvvisamente

serre di morte

sventrate

e aperte sul nulla

lasciano intravedere

punteggiamenti colorati.

 

Rivivono

dopo il suicidio

la finta stagione

della primavera.

 

Da Incontri con Medusa, Calabria Letteraria Editrice, 2000

Collabora con noi

EscA.A.A. Collaborazioni

L’associazione culturale no profit EscaMontage ricerca figure professionali a titolo di collaborazione gratuita, per ampliare il proprio organico nell’ambito delle diverse attività svolte

(v.d escamontage.wordpress.com/2014/05/01/who-are-we/).

I nuovi collaboratori saranno menzionati nelle diverse pubblicazioni e comunicazioni online, riceveranno laddove richiesto attestati di collaborazione e potranno usufruire di accrediti stampa (ove gratuiti) per eventi cinematografici , teatrali, mostre, festival., etc.

Informazione per la collaborazione:

EscaMontage è una realtà in continua evoluzione, sempre alla ricerca di nuove collaborazioni. E’ possibile inviare un curriculum vitae allegando un breve progetto che si vuole proporre al seguente indirizzo e-mail:

escamontage.escamontage@gmail.com 

Si ricercano:

– Correttori di bozze/impaginatori per tutte le pubblicazioni cartacee EscaMontage e per il Blog

– Redattori

– Articolisti/Giornalisti

– Autori

– Sceneggiatori

– Video maker

– Montatori

– Fonici

– Promoter

 

EscA.A.A. Sostegno

Per sostenere le attività EscaMontage è possibile diventare “soci collaboratori”, con una quota annuale minima di 15 euro, che comprende l’iscrizione alla newsletter dell’Associazione e due accrediti stampa annuali  di eventi culturali.

Inviare una mail al al seguente indirizzo di posta elettronica con la richiesta, seguiranno dettagli per l’invio della quota:
escamontage.escamontage@gmail.com

 

Showreel delle attività EscaMontage


EVENTI

limousine_bianca_big.jpgEscaMontaTour  prima partenza sabato 24 settembre a bordo della limousine di Cris Colombo. Una crociera metropolitana ai confini del sogno di Iolanda La Carrubba, quello di poter passeggiare con le Muse nell’intenso piccolo buon viaggio con la Poesia e l’Arte in Limousine, che per  magia sabato si trasformerà in palcoscenico, salotto cultural-glam, live session, verso un tragitto onirico diventando spettacolo on the road per un set indimenticabile.

A bordo per questa prima partenza i poeti Cinzia Marulli Ramadori, Davide Cortese, Emiliano Scorzoni, l’attrice Francesca Stajano, il giovanissimo attore Giorgio Zela,  il cantautore Amedeo Morrone.

 Un sentito ringraziamento allo sponsor: http://www.criscolombo.com/

L’evento inoltre è divenuto Set Cinematografico a cura dalla filmmaker Iolanda La Carrubba che ne ha realizzato un cortometraggio.

https://escamontage.wordpress.com/2016/10/01/limousine-night-iolanda-la-carrubba/

Cenni Storici

Il Limosino (in francese Limousin, in occitano Lemosin), era una regione della Francia con capoluogo Limoges, oggi Aquitania-Limosino-Poitou-Charentes che si trova lungo una delle quattro grandi rotte del cammino di Santiago.  Fin dal Medioevo la rotta via Lemovicensis veniva percorsa dai pellegrini che con grande probabilità indossavano mantelli simili a quelli dai pastori locali realizzati con le pelli dei bovini Limousine. Il termine in seguito fu riferito a delle auto costruite nel 1902, in cui l’autista sedeva all’esterno sotto una pensilina simile ad una carrozza. Nei rigidi inverni di quegli anni d’inizio secolo, il povero autista per ripararsi dalle intemperie indossava un mantello simile a  quello della regione Limousine e dunque leggenda metropolitana vuole che la persone vedendolo indossare il mantello, iniziarono scherzosamente a chiamare la vettura Limousine. Ricerche storiche tuttavia narrano che il nome derivi dall’evidente somiglianza del tetto in pelle dell’automobile col mantello. Negli anni ’50 il boom, i VIP viaggiano in limousine tra i quali Elvis Presley. La limousine da New York prese piede negli USA come mezzo sempre più lussuoso e accessoriato ma anche diversificato nelle sue funzionalità, trasformandosi in mezzo glamour.


EscaMontage Film Festival Itinerante
diretto da Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, si afferma essere una giovane kermesse nell’ambito di un’operazione corale per valorizzare l’importanza dell’arte. Da quattro anni impegnato a promuovere uno sguardo panoramico  sul cinema, che si focalizza su quello indipendente, esplorando il dialogo tra le arti, realizzando mostre collettive, performances, live musicali e reading poetici di rilevanza internazionale. Costruendo spazi di confronto per nuove idee, tra le varie realtà il Festival ha anche ospitato la proiezione dei cortometraggi vincitori dell’Amarcort Film Festival, Il Festival, nato nel 2013 presso Bracciano, ha intrapreso nel corso del tempo ricche collaborazioni con eclettiche realtà socio-culturali, divenendo vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM  onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma. Tanti gli illustri ospiti nazionali e internazionali, tra i quali; l’attore Antonio Catania, il critico Catello Masullo, il reporter Fulvio Grimaldi, il regista Aureliano Amadei, l’attrice Francesca Stajano, il musicologo e linguista Rom Alexian Santino Spinelli, il giornalista Giò Di Giorgio, il critico d’arte Giorgio Di Genova, il documentarista Davide Demichelis, l’organizzatrice culturale Lisa Bernardini. EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta(giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Iole Chessa Olivares, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Fabio D’Alessio, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Daniele Ferrari, Fabrizio Ferraro, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Andrew J A Bulfone, Fiorella Cappelli, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Alessandro Da Soller, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri,  Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli.

 

Info e contatti

www.escamontage.wordpress.com

e-mail escamontage.escamontage@gmail.com

 

Eventi

Il “fascino” dell’arte a confronto

EscaMontage all’Hotel Villa Eur di Roma

 

ok-escaeurPresso la Sala Umanesimo dell’elegante Hotel Villa Eur di Roma, il 16 settembre 2016 si è tenuto un nuovo emozionante appuntamento nell’ambito dell’EscaMontage Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta.


Una serata che ha visto protagonista la potenza visiva del grande cinema e la sensibilità poliedrica della poesia. Indimenticabile la proiezione de Il fascino dell’invisibile, l’ultimo documentario di Silvano Agosti, che ha tenuto un intenso incontro con il pubblico, viaggiando su temi cardine del suo cinema sempre al di là dell’ordinario e delle leggi del mercato.

Successo per la proiezione dei primi cinque cortometraggi vincitori del concorso  “EscaMontage a corto 2016”: Oggi è il giorno di festa di Giovanni Prisco, Mirror di Daniele Barbiero, Natura morta? di Fabio D’Alessio, Città del Vaticano di Angelo Onorato, (presente in sala e che ha tenuto un breve incontro sul suo ultimo lavoro nell’ambito del progetto “Generazione Molluschi”), Un arbitro in fuori gioco di Andrea Gentile e Massimiliano Licchelli. Presenti in sala due membri della giuria del concorso, gli attori Francesca Stajano e Marco Belocchi.

Per il sipario EscaMontaEditorial presentatiChiaro inchiostro, silloge poetica di Massimo Pacetti e Nuova Oz raccolta di racconti di Davide Cortese (edizioni EscaMontage). Magnifica presenza dell’attrice Francesca Stajano che ha interpretato alcuni racconti da Nuova Oz.

La serata si è inoltre arricchita della presenza di: i poeti Maria Letizia Avato, Marco Belocchi, Giuseppe Stefano Biuso, Anita Napolitano, Roberto Piperno, Emiliano Scorzoni, l’attore Daniele Ferrari, Giò di Giorgio direttore della testata online  “Inciucio.it”.

Un sentito ringraziamento per il supporto tecnico al film maker Francesco Spagnoletti.

Media partners: Centraldocinema, Cineclandestino, Close-Up, Terzo Binario, Inciucio.it

Sponsor: OutLaw Pub – Via dell’Arazzeria 67, Bracciano (RM)
http://www.outlawcult.com/

EscaMontaEditorial

EscaMontaEditorial è un progetto editoriale nato dalla giovane casa editrice a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta. Della progetto fanno parte le collane: Magazine N.0, PoesiCanzone CD-antologia, Poesie, Racconti e Prosa.

1 Copertina copia

EscaMontage Magazine N.0 è una pubblicazione aperiodica centrata su argomenti di arte e cultura. Guardando alla rivista traspaiono contenuti creativi, attraverso la storia  della critica come strumento di propaganda culturale, divenendo osservatorio di integrazione e divulgatore di tendenze intellettuali. Il Magazine esprime su carta il contemporaneo, il fascino di una rivista non solo per chi è del settore, influenzata dalla presenza di argomenti caratterizzati da una struttura trasversale; letteratura, cinema, fashion, costume, interviste, saggi, e molto altro. La relazione tra i grandi fenomeni dell’attualità, è stato lo sviluppo dell’arte visiva a partire dalle pitture rupestri fino ad arrivare a campagne pubblicitarie ad ampio spettro.  A cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 si espande la necessità di pubblicizzare, attraverso il sapiente uso dell’arte, eventi concentrati sullo sviluppo e la riforma  della società allora attuale attraverso la comunicazione visiva. In un preciso momento storico la grafica fu fortemente influenzata dai linguaggi delle avanguardie artistiche europee: in Italia tra Futurismo e Dadaismo, nell’Unione Sovietica i linguaggi nati con la Rivoluzione del 1917, in Germania il Bauhaus. Artisti quali Henri de Toulouse-Lautrec, Alphonse Mucha fino ad arrivare ai contemporanei street artist tra i quali il più influente ad oggi è Banksy, hanno rivoluzionato il messaggio pubblicitario innalzandolo fino a Espressione artistica. L’integrazione tra  i diversi spazi occupati dai caratteri tipografici e quelli destinati all’immagine diventano simbiotici, sintonizzandosi tra passato e futuro  rendendo il tutto un organismo complesso soggetto ai gusti individuali dell’immaginario collettivo. La configurazione grafica dell’EscaMontage Magazine N°0 è dunque volta alla trasformazione del prodotto editoriale in oggetto artistico, prestando particolare attenzione nel mantenere un equilibrio del rapporto tra la qualità e i costi di realizzazione ricercando il pregio estetico che possa disegnare una sua identità. A dare ulteriore valore sono le immagini di copertina che di volta in volta vengono firmate da prestigiosi autori.

Il progetto PoesiCanzone è un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie di poeti nazionali e internazionali sono state tradotte in vere e proprie canzoni in un’operazione corale nel quale i poeti hanno espresso con il loro prestigioso lavoro la sensibilità su diverse tematiche che insieme all’original sound pop-rock melodico del cantautore Amedeo Morrone, viaggiano attraverso un linguaggio sinestetico. La prima edizione del Cd-Antologia “PoesiCanzoni” è stata introdotta dall’illustre prefazione del musicologo, compositore ed antropologo Alexian Santino Spinelli (musicista virtuoso della fisarmonica, docente universitario di Lingua e cultura romaní, presidente nazionale della federazione FederArteRom).

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Chiaro inchiostro silloge poetica di Massimo Pacetti (con prefazione di Tiziana Marini) esplora con una panoramica intima tabù, realtà, compromessi sociali e culturali, in un viaggio poetico in piano sequenza che rispecchia e riflette visioni tra esistenzialismo e beat generation.
https://sites.google.com/site/chiaroinchiostro/

https://escamontage.wordpress.com/2015/09/01/escaeditoria-con-chiaro-inchiostro-prende-il-via-escamonteditorial/

Risultati immagini per nuova oz davide cortese

Nuova Oz raccolta di racconti di Davide Cortese (con disegni dell’autore e prefazione a cura di Margherita Altieri), poeta “vulcanico” e “iridescente” (Agostino Raff, Neobar – marzo 2014), dà vita ad un universo parallelo, un “oltre” surreale narrato tra il ricordo di Frank Baum e spazi senza limite di tempo di timburtoniana visione.

https://escamontage.wordpress.com/2016/05/01/escaintervista-davide-cortese-e-nuova-oz/

NEWS

Gelati al pistacchio (ovvero, scritture che si apprezzano da grandi) esordio editoriale di Luca Masculo Legato, raccolta di racconti e poesie, un viaggio sui “binari” poco ortodossi di un viaggiatore irriverente della quotidianità.

https://www.youtube.com/watch?v=lASe1MSh-k8

Oltre la linea dell’emozione di Valentina Ciurleo, raccolta di poesie e pensieri. “Questa sua prima raccolta di poesie può essere magnificamente descritta direttamente dalle parole dell’autrice: ‘Esterno emozioni e stati d’animo mettendoli in versi in una composizione tutta personale, accompagnata da immagini. Una penna mi ha insegnato a sentire: la parola è parte di me, ciò che sento, l’essenza che dà voce alla profondità’.” (dalla prefazione di Giacomo Caruso)
https://sites.google.com/site/valentinaciurleoversi/


SERVIZI ESCAMONTAEDITORIAL


ESEMPIO DI PROPOSTA DI PUBBLICAZIONE

15 copie omaggio all’autore. Servizi: (con possibilità di personalizzazione) e stampa del volume, promozione e diffusione online sul blog EscaMontage e su tutte le pagine ad esso collegate; una presentazione del libro e promozione durante l’EscaMontage Film Festival Itinerante. Assegnazione del codice ISBN. COSTO 150 euro

INFO

Per informazioni, ordini copie, prenotazione servizi EscaMontaEditorial, inviare una mail al seguente indirizzo:
escamontage.escamontage@gmail.com

Reportage

Rationalis Chaos

 

Reportage dalla mostra personale di Mario La Carrubba
presso Le Terme di Bonifacio VIII Fiuggi, a cura di Giovanni Stella

con Lina Morici
intervista di Sarah Panatta
reportage di Iolanda La Carrubba
foto di scena di Amedeo Morrone

PoesiCanzoni

Serata straordinaria il 31 agosto presso l’Isola del Cinema di Roma

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Presso la prestigiosa cornice nella XXII° edizione dell’Isola del Cinema di Roma, manifestazione culturale che da anni si afferma come appuntamento imperdibile nella cornice dell’Estate Romana, nell’incantevole panorama dell’Isola Tiberina dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il 31 agosto si è tenuta la presentazione del progetto “PoesiCanzoni”, nell’ambito dell’EscaMontage Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, nello spazio Renault Lounge. Una serata all’insegna dell’arte della musica, della poesia e del teatro  con l’incontro entusiasmante dei poeti presenti nel primo cd-antologia PoesiCanzoni (ed. EscaMontage) e il live del cantautore Amedeo Morrone, presente sulla scena musicale da diversi anni, ha realizzato colonne sonore per cinema e teatro collaborando con personaggi del panorama musicale nazionale e internazionale, ora impegnato in questo ultimo progetto quello di tradurre i versi di poeti contemporanei in vere e proprie canzoni. Vibrante la presenza dell’eclettica attrice Francesca Stajano che ha convogliato la sua esperienza cinematografica e teatrale in un’emozionante lettura poetica. In esposizione l’opera acrilico su tela di Valerio D’Angelo “Tra le due e le cinque… non più tardi delle cinque” (2014) di ispirazione cinematografica dal film Bella di giorno di Luis Buñuel con specifico omaggio, con il suo stilema pittorico dal richiamo tra l’optical e pop art, all’alternarsi tra realtà e fantasie della protagonista. Ospiti speciali Tiziana Lucattini e Fabio Traversa che hanno interpretato un commovente dialogo teatrale dalla delicata tematica, la devastante e inaspettata forza distruttrice della natura, che ha deturpato il volto del bel paese con un tremendo terremoto, la loro toccante interpretazione si è unita al sentimento di solidarietà di tutti i presenti nei confronti delle popolazioni colpite dalla recente tragedia.

In anteprima è stata presentata la proiezione dello showreel EscaMontage Associazione Culturale No Profit nata nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di  Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta(giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTv, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Il cd-antologia PoesiCanzoni di cui l’uscita è prevista entro la fine del corrente anno  è un’operazione corale nella quale i poeti hanno espresso la propria sensibilità su tematiche che vanno dall’impegno civile, all’amore, dalla joie de vivre, alla interrelazioni, che insieme all’original sound pop-rock melodico del cantautore, viaggiano attraverso un linguaggio sinestetico, divenendo motore propulsivo per l’interezza del progetto editoriale curato da EscaMontage. La prima edizione sarà introdotta dall’illustre prefazione del musicologo, compositore, antropologo, virtuoso della fisarmonica, docente universitario di Lingua e cultura romaní, presidente nazionale della federazione FederArteRom Alexian Santino Spinelli e saranno presenti i componimenti poetici di: Silvana Baroni, Paolina Carli, Alessandra Carnovale, Sabino Caronia, Iole Chessa Olivares, Davide Cortese, Fernando Della Posta, Carla Guidi, Fausta Genziana Le Piane, Ugo Magnanti, Tiziana Marini, Anita Napolitano, Terry Olivi, Massimo Pacetti, Roberto Piperno, Lorenzo Poggi, Tommaso Putignano, Antonella Rizzo, Eugenia Serafini.

Lo spot del progetto “PoesiCanzoni” sarà curato dal giovane film maker Francesco Spagnoletti, autore di cortometraggi e videoclips.

La serata si è inoltre arricchita della presenza di: Giò di Giorgio direttore della testata online  Inciucio.it, la principessa Conny Caracciolo, i poeti Francesca Farina, Paolo Carlucci, Gabriella Giuliani, Emiliano Scorzoni, Matteo Castorino, i fotografi Laura Pelargonio (inciucio.it), Roberto Guglielman.

Media partners: Centraldocinema, Cineclandestino, Terzo Binario, Inciucio.it

Partner: OutLaw Pub – Via dell’Arazzeria 67, Bracciano (RM)

Un sentito ringraziamento agli ospiti EscaMontage tra i quali: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Iole Chessa Olivares, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Fabio D’Alessio, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Daniele Ferrari, Fabrizio Ferraro, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Andrew J A Bulfone, Fiorella Cappelli, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Alessandro Da Soller, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri,  Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli,

Link al Blog&WebTV:
www.escamontage.wordpress.com

Info e contatti
escamontage.escamontage@gmail.com

 

FOTOGALLERY

ANZIO – Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” 

31 Agosto 2016

Importante serata charity al Photofestival Attraverso le pieghe del tempo, svoltosi a fine agosto nel locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia ad Anzio.

Arte, Cultura, Cinema, Spettacolo e Solidarietà: tutti letteralmente rapiti i duecento invitati alla festa davvero in grande stile organizzata in occasione della sesta edizione della kermesse, con tanto di spettacolare torta finale con acquario e pesci rossi al seguito.
Madrina l’attrice Adriana Russo; special guest l’attrice e regista Mirca Viola.
La serata, incentrata sulla Sorridendo Onlus, ha ricordato nella sua fase iniziale anche le tragiche vittime del terremoto di Amatrice.
Le testimonial solidali per l’occasione sono state le inviate RAI Laura e Silvia Squizzato.
Tra i riconoscimenti principali consegnati ad Anzio, a Carlo Riccardi e’ andato il Fotogiornalismo d’Autore; a Guido Maria Ferilli il Premio Musica del Maestro Scultore Valerio Capoccia; al Prof. Luca Filipponi il Premio della Critica e il Premio Creativita’ a Roberta Gulotta.
Anche alcuni premi speciali sono stati affiancati a quelli canonici: Ruggero Po (Alla Carriera), Pierfrancesco Campanella (Cinema), Nicholas Gallo (Artista e Spettacolo categoria Artista emergente), Massimiliano Drapello (Musica), Thomas Grazioso (Musica), Elizabeth Missland (Giornalismo).
Impossibile citare il parterre di spessore tra il pubblico e proveniente dai campi piu’ disparati. Dal mondo musicale personaggi come il Compositore e Direttore D’Orchestra Franco Micalizzi e il M° Raffaele Ramunto, Direttore del celebre Conservatorio Licino Refice; dal mondo politico e diplomatico nomi come l’Ambasciatore onorario della Citta’ di Santo Domingo Andrea Tasciotti, il Dr. Riccardo Mastrangeli Assessore alle Finanze e al Bilancio della Citta’ di Frosinone; il Dr. Giannino Cesare Bernabei Consigliere al comitato economico e sociale europeo; la Responsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, la dottoressa Sylvia Irrazabal; il Presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro. Dall’ambito della Cultura e del Cinema gli ospiti numericamente piu’ numerosi: Lino Bon , l’ex Uomo Nero della RAI, lo scrittore e sceneggiatore Marco Tullio Barboni, il direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori, il regista Daniele Falleri, il Professor Francesco Petrino, rinomato Docente di Sovranita’ Monetaria e Diritto Bancario; il Prof. Massimo Danese, Responsabile Flebochirurgia Ospedale San Giovanni in Roma.
Dalla Fondazione Garibaldi presente Maria Cristina Romano; i poeti Angelo Sagnelli e Simonetta Bumbi ; l’architetto e ricercatore storico Ugo De Angelis; la fotografa Marcella Pretolani; Maria Grazia De Angelis Presidente A.I.S.L._O; il fisico Sergio Bartalucci; il life coach Evaldo Cavallaro; da altre regioni d’Italia sono arrivati numerosi operatori culturali ed artistici come Alfonso Bottone, direttore organizzativo di “incostieraaamalfitana.it” e Raimondo Musolino Direttore Artistico del circuito pugliese FOTOARTE.
Anche un orgoglio sportivo del nostro Paese ha assistito alla serata: il campione di tiro a volo nella specialita’ double trap Francesco D’Aniello, argento olimpico a Pechino 2008, che vanta numerose medaglie d’Argento e d’Oro in carriera conquistate in numerosissime competizioni internazionali, compresi Coppe del Mondo, campionati Europei e Campionati del Mondo.
Dal campo dell’Arte, presenze dalla copiosa attivita’ internazionale come Paola Biadetti, Valerio Capoccia, Ignazio Colagrossi o la italoamericana Grey Est, quest’ultima fortemente impegnata nella lotta al razzismo e alla discriminazione. E ‘ salita sul palco anche la disegnatrice Daniela Prata, la cui mostra e’ attualmente gia’ visitabile nella cittadina neroniana nel contesto di VIlla Corsini Sarsina fino al prossimo 12 settembre.
Non sono mancate rappresentanti della Bellezza, come la detentrice della fascia nazionale “Una Ragazza per il Cinema” attualmente in carica, Elisa Pepè Sciarria; l’ex top model internazionale Pina Iannello; la prima Miss Sorda al Mondo Elisabetta Viaggi.
Numerosissimi i rappresentanti della stampa, a partire da giornalisti come Federica Pansadoro, Maurizio Pizzuto Direttore di Prima Pagina News e Maurizio Riccardi Direttore A.G.R Press.
Accenti internazionali all’evento da presenze provenienti dal Venezuela, dalla Bolivia, dalla Comunita’ Capoverdiana in Italia.
Gisela Lopez ha incantato con il primo momento musicale; in scaletta anche la voce da brivido del tenore Drapello; a concludere l’energia trascinante di un altro protagonista della serata, Thomas Grazioso, uscito dai talent tv e con la carriera in costante ascesa.
La conduzione, agevole e brillante, e’ stata affidata al presentatore radiofonico e televisivo Sky Anthony Peth, coadiuvato da Lisa Bernardini in qualita’ di Presidente dell’Occhio dell’Arte e direttore artistico del Photofestival.
Come ad ogni tappa, il Photofestival costituisce di fatto un ritratto dell’Immagine contemporanea a tutto tondo, attraverso le pieghe del tempo, preso ogni volta da angolazioni diverse.

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Organizzazione MAURO BOCCUCCIA; per info : 06-9870567 info@boccuccia.it
Associazione Sorridendo!
ONLUS: https://www.facebook.com/SorridendoOnlus/?fref=ts&pnref=story

Direzione artistica : http://www.occhiodellarte.org (Lisa Bernardini 347-1488234)

EVENTI

EscaMontage a corto 2016 IV° edizione 

Alloro EscaMontage


Presso la prestigiosa cornice nella XXII° edizione della prestigiosa manifestazione culturale dell’Isola del Cinema di Roma, una rassegna che da anni si afferma come appuntamento imperdibile nella cornice dell’Estate Romana, nell’incantevole panorama dell’Isola Tiberina dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, si è tenuta la serata inaugurale di “EscaMontage a corto 2016”. S
traordinario l’entusiasmo e il calore di tutti coloro che hanno preso parte alla serata. Tra le centinaia dei cortometraggi iscritti, nella serata del 26 agosto sono stati proclamati i vincitori selezionati dalla giuria.

La giuria 2016 di EscaMontage a corto è rappresentata da Marco Belocchi (regista, autore e attore), Emanuele Carioti (giornalista e direttore del programma tv Cortonotte – Tele Roma56), Catello Masullo (critico cinematografico, direttore “Il parere dell’Ingegnere”), Francesca Piggianelli (ideatrice e organizzatrice di Roma Video Clip), Francesca Stajano (attrice, autrice, sceneggiatrice e produttrice), Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta (EscaMontage).

Un sentito ringraziamento agli ospiti speciali, gli attori Francesca Stajano e Daniele Ferrari, la fotografa Laura Pelargonio (www.inciucio.it), allo staff dell’Isola del Cinema e a Francesco Spagnoletti come consulente tecnico.

Di seguito la “Classifica Ufficiale” e le “Menzioni Speciali”.


CLASSIFICA UFFICIALE

I°  Oggi è il giorno di festa di Giovanni Prisco

II° Mirror di Daniele Barbiero

III° Natura morta? di Fabio D’Alessio

IV° Città del Vaticano di Angelo Onorato

V° Un arbitro in fuori gioco di Andrea Gentile e Massimiliano Licchelli

VI° La guardia di Ludovica De Santis

VII° La slitta di Emanuela Ponzano

VIII° Love story di Diego Zichetti

IX° Gianni di Fry J. Apocaloso

X° Pollicino di Alberto Vianello

XI° La patata azzurra di Nicola Piovesan

XII° Un’altra sigaretta di Caterina Salvadori

XIII° Take care di Andrea Natale

XIV° Trasparenze di Alberto Vianello

XV° Blues del Bar50 di Giuseppe De Marco

XVI° Centro Barca Okkupato. La Mediazione di Adam Selo

XVII° Piccola storia di donna di Adriano Cerroni

XVIII° Il telescopio di Giovanni Grandoni

XIX° Un quarto alle otto di Gianluca Zonta

XX° Una volta sì di Raffaele Massano 


MENZIONI SPECIALI

(in ordine alfabetico)

Immenso, di Stefano Aderenti: per soggetto, regia, interpretazione, fotografia e montaggio

Waiting for Harry, di Antonio Benedetto per regia, fotografia, soggetto, interpretazione, montaggio

- Bellissima (drammatico) di Alessandro Capitani: per regia, fotografia, interpretazione

Carmen, di Giuseppe Cardaci: per soggetto, regia, interpretazione

Dammi la mano e sorridi, di Roberto Carvelli: per soggetto, regia, interpretazione, montaggio

Spot contro l’abuso dell’alcol e sulla guida sicura, di Sergio Cimarosa: per soggetto e montaggio

Haunting memories, di Paolo Damiano Dolce: per montaggio, postproduzione

L’anniversario di Thomas Francesconi, per soggetto e fotografia

Storia di una bella storia, di Dario Gaspari: per tecnica e soggetto

Moments of art di Lavinia Magnani, per soggetto, regia, interpretazione

Il nostro piccolo segreto, di Franco Montanaro: per soggetto, regia, interpretazione, sceneggiatura, fotografia e montaggio

Eucantu, di Mattia Petullà: per menzione, regia, soggetto, interpretazione, montaggio

Medea Eu Thanatos, di Rosanna Reccia: per regia, interpretazione, fotografia e soggetto

Domani, di Rosanna Reccia e Alberto Vianello  : per regia, interpretazione e fotografia


Encounter, di Fabrizio Rinaldi: per regia, fotografia, soggetto, costumi

Il riso tra i capelli, di Alberto Vianello: per regia, soggetto, interpretazione e montaggio

Inattesa, di Alberto Vianello: per soggetto, interpretazione e montaggio

I tre colori dell’incanto, di Daniele Violante: per regia, fotografia e interpretazione


L’evento del 26 agosto è stato dedicato in un pensiero corale di solidarietà rivolto a tutte le persone colpite dal terribile terremoto che ha devastato l’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. La Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia il 25 agosto è stata adibita a centro per gestire l’emergenza delle popolazioni coinvolte.

In questa data si sarebbe dovuta tenere la serata inaugurale di EscaMontage a corto, con la proiezione della “Classifica Ufficiale” e la proclamazione delle “Menzioni” che avverranno in tale sede appena la Protezione Civile dichiarerà che la fase emergenziale è stata superata, ci uniamo nel sostegno a tutti gli operatori e i volontari che si stanno mobilitando in merito.

I cortometraggi della “Classifica Ufficiale” saranno prossimamente distribuiti (previa autorizzazione degli autori) su EscaMontage Blog&WebTV.

Vacancy

Nicola Acunzo in Consurgo

Ad aprile 2017 le riprese del lungometraggio

13936792_10155470469798532_43969528_n-218x150Essere, non essere, trasformasi. Il desiderio di vestire i panni e il volto di qualcun altro, soluzioni estreme, estremi conflitti. Un lustrascarpe in apparenza mite trascina nel panico la frenetica Grande Mela, una graffiante caotica New York che respira atmosfere vicine a quelle di Taxy Driver. Un ruolo affascinante e drammatico per Nicola Acunzo, mattatore italiano di set di maestri come Monicelli, Placido, Salemme, qui protagonista di uno psyco-thriller dalle grandi promesse, Consurgo, cortometraggio diretto da Luigi Comandatore. 
Il trailer è stato proiettato in anteprima europea il 24 agosto presso la XXII edizione della storica kermesse romana dell’Isola del cinema.
Dal corto Acunzo e Comandatore (già autore di Green Pressure, 2015 – Project Brave, 2016) hanno tratto il soggetto per il lungometraggio omonimo, che ha acceso l’entusiasmo di un produttore americano indipendente. Le riprese inizieranno infatti ad aprile 2017 tra New York, Roma, Napoli e Salerno.
E New York nnicola-acunzo-1-300x200on si lascia intanto scappare Acunzo, che negli ultimi mesi è stato impegnato sul set di Bloody River, in cui diventa lo spietato protagonista, il potente temibile gangster italo-americano Mr. Groosvelort, che arriva a scommettere la propria stessa vita in una partita a poker.

Ruoli senza confini per una carriera intensa ed eclettica. Corteggiato tanto dal teatro, dove si è cimentato con i classici, da Plauto a De Filippo, e con i migliori autresize.php.jpgori contemporanei, quanto dal cinema, Nicola Acunzo, tra i più talentati interpreti internazionali, è stato diretto per il grande schermo, tra gli altri, da Monicelli, Placido, Salemme. Esilaranti i suoi recenti ruoli ne Il professor Cenerentolo di Leonardo Pieraccioni (2015) ed ….E fuori nevica!, di Vincenzo Salemme (2014). 
Acunzo ha contemporaneamente intrapreso la propria esplorazione del mondo anche dall’altra parte della macchina da presa, firmando il suo primo cortometraggio, Il Silenzio di Lorenzo, in cui interpreta Lorenzo Rago, coraggioso, anticonformista e generoso sindaco di Battipaglia misteriosamente scomparso in una notte d’inverno nel 1953. 
From New York with love, aspettiamo Acunzo sui prossimi set.

Vacancy

Orecchie, il film di Alessandro Aronadio
in Prima Mondiale a Biennale College
73esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

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Sarà presentato in anteprima mondiale alla 73a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nell’ambito di Biennale College, Orecchie, lungometraggio scritto e diretto da Alessandro Aronadio (Due vite per caso) e interpretato da un ricco cast, che comprende il protagonista, Daniele Parisi, al suo esordio al cinema e Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmüller, Niccolò Senni, Francesca Antonelli, Sonia Gessner e Paolo Giovannucci. Un piccolo film dai toni grotteschi, girato in bianco e nero e destinato a diventare un cult del festival.

Un uomo si sveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie. Un biglietto sul frigo recita: “È morto il tuo amico Luigi. P.S. Mi sono presa la macchina”. Il vero problema è che non si ricorda proprio chi sia, questo Luigi. Inizia così una tragicomica giornata alla scoperta della follia del mondo, una di quelle giornate che ti cambiano per sempre. Le tre proiezioni si terranno a Venezia Lido, giovedì 1 settembre alle ore 11:30 e alle ore 17:00 (proiezione ufficiale), entrambe presso la Sala Giardino e venerdì 2 settembre alle ore 20:00 presso la Sala Pasinetti. ‘Orecchie’ ha come unica location la città di Roma, con una variegata selezione di esterni da Via Merulana a Torpignattara, dalle ex caserme di Via Guido Reni al Metropoliz sulla Prenestina, dal Ponte Umberto I alla scalinata di San Pietro in Vincoli, ma anche via di Tor Marancia, il Villaggio Olimpico e Piazza delle Vaschette a BorgoPio.

Il film, prodotto da Costanza Coldagelli per Matrioska, in collaborazione con Roma Lazio Film Commission, Frame by Frame, Rec e Timeline, è uno dei quattro progetti internazionali sostenuti e prodotti da Biennale College, alla sua quarta edizione, esperienza innovativa e complessa che integra tutti i Settori della Biennale di Venezia, promuovendo i giovani talenti, realizzato dalla Biennale di Venezia, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema e si avvale della collaborazione accademica con IFP di New York e del TorinoFilmLab.

“Orecchie – sottolinea il regista palermitano che ha recentemente scritto gli inediti Cosa vuoi che sia, di Edoardo Leo e Classe Z, di Guido Chiesa – è una commedia sul senso di smarrimento, di scollamento dalla realtà che ci circonda. Un mondo che spesso appare folle, incomprensibile, minaccioso. Sul timore e il desiderio dell’anonimato che combattono continuamente dentro ognuno di noi. Su quel fischio alle orecchie che proviamo ogni giorno a ignorare, nascondendolo sotto la vita. Come polvere sotto il tappeto”.

(Ufficio Stampa Carlo Dutto)

CineRecensione

El abrazo de la serpiente

di Sarah Panatta

el_abrazo_de_la_serpiente_subita_2015.jpgL’anaconda, il caucciù, il sogno, la memoria. Storia di uomini nell’Amazzonia di ieri e di oggi filmata da un colombiano giovane premio Oscar

Fiume tra sponde cangianti e misteriche. Fiume che narra a chi può o vuole ascoltare. Fiume che sotto liquida maestà mimetizza e muove la gigantesca anaconda che recò sul suo dorso alieni doni dalla Via Lattea. Fiume che scorre trascinando in sé le regole di cui è costruita la vita e che l’uomo ha assorbito, messo in pratica ma anche smarrito. Storia di sogni e di dimenticanza. Storia di convivenza, spiriti, emozioni, culture, possibilità. Uomini che si cercano, musica tra fronde ataviche, ferite grondanti, foresta che piange, la strada del fiume dentro il cuore di tenebra.
Storia di misteri e di meta-fisiche evoluzioni per Ciro Guerra, regista colombiano che con il suo lungometraggio El abrazo de la serpente vince il premio Oscar 2016 per il Miglior Film Straniero mostrando ma non traducendo vecchio e nuovo mondo sperduto e ricomposto in amazzoniche ancestrali visioni, in una pellicola 35mm in bianco e nero che senza virtuosismi o calligrafismi da National Geographic e senza dirompenti sparate post-colonialiste, si insinua tra presente e passato, tra gente e terre che sente “sue”, tentando di sfidare ed imprimere, novello cinematografico Fitzcarraldo, l’organica plasticità di un mondo che pulsa di un afflato ancora da comprendere, poiché esso stesso è il senso della vita da tutti bramato e temuto.
Sono infatti creature svuotate nell’Amazzonica squarciata di ombre grigie e lattescenti mutazioni, i protagonisti del film, l’americano etno-botanico Evan, che vuole trovare la leggendaria pianta della “yakruna”, rara e imperscrutabile, che ha il potere di insegnare agli uomini a sognare rintracciando il proprio spirito guida; il saggio Karamakate, sciamano ultimo erede della sua tribù sterminata dai conquistatori bianchi e guida paziente di Evan tra le spire del “serpente”; Theodor, etnologo tedesco che 40 anni prima aveva viaggiato in quei stessi luoghi, con il medesimo intento e con la stessa guida (Karamakate novello Virgilio che impedisce ai suoi discepoli di trasformarsi in deliranti colonnelli Kurtz).
Tour allucinogeno più che allucinante tra comunità di indios semi-civilizzati da santoni sacrileghi e lussuriosi laddove non schiavizzate da multinazionali occidentali; convenzioni imposte e inospitali, versioni di realtà, canonizzata, demolita, recuperata, oscura. Nell’Amazzonia delle miniere, waste land influenzata dalle verità “bianche”, false e pericolose, poiché parziali e ottusamente prevaricatrici. Così come Thedor non riesce a descrivere con il linguaggio umano la “bellezza” complessa di quel mondo, in lotta perpetua per fondare un equilibrio di sentimenti ed elementi, così Ciro Guerra non può tradurre ma si limita a trasmettere, in un flusso di coscienze tra loro “abbracciate” un elegante informale documento sulla sete di conoscenza e sul bisogno di consapevolezza della fallacia e dell’incompletezza della cultura umana laddove non contempli l’incontro paritetico con l’alterità.
E’ svuotato e inutile colui che non sa più ascoltare il dialogo della natura, che tutto sa e dice. Il messaggio del mondo vive, in ogni gesto, paesaggio, verso, nell’intreccio perenne tra dimensioni temporali, che si specchiano l’un l’altra, proprio come nel bianco e nero di Guerra, esplorazione tutta interiore, che della pasta del sogno fa respirare la sua pellicola, filtrando la trasformazione dell’essere e dell’esistere. Non esiste cultura superiore, non esiste “la” via, bianco e nero sono formalità deteriori e approssimative. Tutto dipende dalla prospettiva. In quanto siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. E non solo…

Regia: Ciro Guerra
Soggetto: Theodor Koch-Grunberg,  Richard Evans Schultes
Sceneggiatura: Jacques Toulemonde Vidal, Ciro Guerra
Fotografia:  David Gallego
Montaggio: Etienne Boussac
Musiche: Nascuy Linares
Produzione: Buffalo Films, Buffalo Producciones, Caracol Televisión
Colombia, Venezuela, Argentina 2015 – Avventura/Drammatico – Durata 125’
Cast:  Jan Bijvoet , Nilbio Torres, Brianne Davis, Antonio Bolivar
Distribuzione: Movies Inspired
In sala dal 4 agosto 2016

Recensione

L’adolescenza aiuta a guarire

Il secondo romanzo di Alessandro Moscè


di Sergio D’Amaro

etaNon so fino a che punto si possa parlare di uno spietato referto autobiografico a proposito del secondo romanzo di Alessandro Moscè, L’età bianca, pubblicato da Avagliano (pp. 228, € 15). Certo, esso ha tutta l’aria di una resa dei conti con sé stessi e una strenua volontà di arrivare a un punto fermo, di chiarire con nettezza dove finisce un periodo della vita e dove ne comincia un altro. Bisogna arrivare a pagina 98 per saperne qualcosa di più sul metodo impiegato: ‘’Io, Es e Super io, hai presente? Schiacciali sotto il peso dell’inquisizione. Condanna, senza appello. Una sconfitta che rimarrà per sempre. Lascia che Alessandro si confessi. Racconta senza inventare alcunché, ma riproducendo fedelmente […] Scava e metti per iscritto. Anche i fatti minimi, gli aneddoti. Il malato immaginario si scoprirà ipersensibile e saprà anche perché’’.
È, sostanzialmente, la lezione di Svevo o di Moravia, e c’è quel di più di sensibilità che si acquisisce non trattando semplicemente di una malattia, ma avendola contratta e superata. Moscè risulta perfettamente, così, fedele alle sue scelte, giacché L’età bianca è la seconda puntata del suo romanzo di formazione incentrato sul trauma infantile di una miracolosa guarigione dal sarcoma di Ewing (una forma rara di tumore osseo). Esso che ha assunto nella sua vita di scrittore la dimensione allegorica di una sfida da vincere e ha configurato una personalità che si plasma al fuoco di una sofferenza esposta al rischio incombente della morte.

Il romanzo è strutturato così intorno all’antico, paradigmatico, nucleo tematico amore-morte, anzi, come indicato dallo stesso Moscè in un’intervista, intorno a quello eros-morte, dove il primo termine acquista anche il significato platonico di tendenza al bene, di volontà di bene e di conoscenza contro ogni resa al buio dell’inconsistenza e dell’assurdità. L’età bianca è l’età dell’adolescenza che per l’autore ha coinciso con gli anni ottanta, con un tempo storico di stordimento e di dispersione che ha inaugurato quel narcisismo e quell’egotismo pervasivo alla base dell’epoca presente. Attraverso il rapporto con Elena, prima coetanea nell’adolescenza, poi ritrovata adulta e anticonformista, il protagonista compie la sua crescita aiutato da qualche buon maestro come il famoso poeta Mario Luzi, incontrato a Senigallia, e accompagnato dalla figura per lui salvifica e mitica di un estroso giocatore come Giorgio Chinaglia.

Per vincere la partita, tuffandosi anche nella conoscenza del sesso elargito dalla sua coraggiosa compagna, occorre che Alessandro (l’omonimo alter ego di Moscè) ritrovi l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e la stanza ormai abbandonata dove si consumò trent’anni prima la sua aspra battaglia contro il cancro. Dopo una malattia importante si rimane convalescenti per tutta la vita, e questo è tanto più vero per lo scrittore di Fabriano che ama mettere le carte in tavola e affida alla letteratura una missione morale. Rompere col passato è per il protagonista rompere letteralmente gli oggetti presenti anche nella sua stanza d’ospedale, espellere fragorosamente da sé il passato che non passa, ritrovando però di quel tempo la fragranza di una rinascita, di un ringiovanimento vivificante.

In quest’opera di autenticazione della propria esperienza, di denudamento del male e dell’incombenza della morte, Moscè ritrova un racconto vibrante di vita e di attesa, filtrato attraverso la sofferenza di un cammino tormentato. Con l’autore, pensiamo che molta della letteratura debba essere questo, un atto di necessità e di coraggio, nato nel silenzio della propria coscienza e nel nutrimento della memoria.

Racconto

Hide & Seek

di Monia Guredda

 

19-07-16 (2).jpgLa ragazza camminava tranquilla. I suoi due cani avrebbero voluto, se non correre, almeno aumentare di una tacca la velocità, ma quella era la passeggiata serale, e doveva essere rilassante. Nelle orecchie la musica della sua playlist, i suoi cani al fianco e tutt’intorno la campagna romana.

Uno dei pochi lati positivi di quel paesino fuori dal mondo era che si poteva passeggiare tranquilli anche la sera tardi. Tanto, a San Gaetano, l’età media era di 87 anni, quindi, anche se ci fosse stato un maniaco in giro, la ragazza avrebbe fatto in tempo a scappare, tornare a casa, mettere una torta in forno e fare una doccia, e intanto il maniaco avrebbe fatto sì e no sette passi malfermi nella sua precedente direzione. O più probabilmente sarebbe stramazzato a terra per un coccolone.
Quindi Matilda, il suo mp3 e i suoi cani, stavano passeggiando tranquilli e beati in una zona totalmente disabitata. La musica aveva guidato la ragazza su una stradina sterrata, lontana dalla via principale (fa ridere chiamare così una via su cui passano trattori e vecchi Pandini guidati alla roboante velocità di 40 km/h da vecchietti con la scoppola), in cui, a destra e a sinistra, sorgevano scheletri di villini iniziati e mai finiti. Storie di mazzette. Probabilmente non ne avevano sganciate abbastanza.
I loro sorrisi sdentati ferivano il paesaggio circostante con la loro incongruenza e davano fastidio alla vista che era costretta, per una strana malia, a soffermarsi maggiormente su di loro che sui colori della natura che li circondava. Che anzi, ormai li aveva quasi completamente inglobati, portando a termine ciò che l’uomo aveva iniziato, dando però vita ad abitazioni fiabesche, uscite dall’illustrazione di un racconto dei fratelli Grimm.
Il crepuscolo aveva trasformato il cielo nella tavolozza di un pittore impressionista, ma ora i colori pastello erano sfumati, lasciando il posto solo a quell’intenso violetto che precede la notte vera e propria.
“Baby i can see your halo, you know your my saving grace…” Questo cantava Beyonce nelle orecchie della ragazza, che respirava a pieni polmoni quell’aria profumata delle sere d’estate. I cani tiravano i guinzagli e, per annusare tutto ciò che li circondava, facevano uno strano balletto, alla fine del quale di solito si trovavano intrecciati come escapologi alle prime armi.
A Matilda piaceva il contrasto tra la musica ad alto volume nella sua testa e la tranquillità assoluta del paesaggio nel quale era immersa. Un film tutto suo.
La campagna era tranquilla, ma viva. Le era capitato di vedere gli animali più incredibili (per una che nata e cresciuta in città). Topi, di varie forme, colori e dimensioni, volpi, ricci, spinose col muso da demone, cinghiali, mucche, pecore, capre, asinelli, tartarughe, lucertole, gechi, serpenti e insetti di mille tipi diversi. Ormai non saltava più spaventata come i primi tempi, quando avvertiva un fruscio o notava un movimento con la coda dell’occhio.
Ma adesso qualcosa la costrinse a girare la testa. In una delle case mai finite intorno a lei, notò, percepì, un movimento.
Ovviamente, in quelle costruzioni dimenticate, ci saranno state intere colonie delle più strane specie di animali. Ma in quanti si affacciavano alla finestra?
La ragazza teneva lo sguardo fisso sulla finestrella di una mansarda con tetto spiovente di un villino bifamiliare, mai finito e mai abitato da nessuna famiglia.
E lo vide. Vide un volto bianco, con grandi occhi neri, che sembrava galleggiare nell’oscurità della mansarda in cui mai nessun bambino aveva potuto giocare.
La ragazza fissava il volto, ed il volto fissava la ragazza. Quell’ovale bianco venne inghiottito dal buio che lo circondava e Matilda tornò padrona dei suoi muscoli. Anche il cuore riprese a battere. La ragazza riuscì a distogliere lo sguardo dalla finestra e iniziò a pensare di aver scambiato uno straccio o un riflesso per un volto. Iniziò a calmarsi. Ma poi guardò i suoi cani e li vide puntare quella casa, con il naso fremente, le orecchie alzate e i denti scoperti. Dunque non era pazza, non soffriva di allucinazioni ed era certo che in quel villino ci fosse qualcosa. Questo pensiero non la tranquillizzava. Tirò il guinzaglio dei suoi cani e si avviarono insieme verso casa a passo spedito.

Non trascorse una nottata serena.

La mattina dopo si alzò di buon’ora (tanto aveva dormito poco o niente) e decise di andare alla biblioteca della città vicina, più grande e maggiormente civilizzata del paese in cui viveva.
Matilda si sedette ad una delle scrivanie presenti nella sala internet, di fronte ad un pc vecchio modello, ma con una buona connessione. Li valeva due euro l’ora.
Era partita con le migliori intenzioni, ma ora che si trovava di fronte la barra bianca di Google non sapeva che cercare. Frodi edilizie? Facce bianche volanti? Fantasmi della tradizione romana?
Alla fine decise di partire da una base ovvia e digitò San Gaetano (Rm).
E ne uscirono di risultati! Sembrava che l’ameno paesino fosse stato teatro non solo di set cinematografici, ma anche di diversi fatti di cronaca nera (hai capito i tranquilli paesani!).
Trovò diversi articoli di giornale su un bambino che avrebbe tempo addietro ucciso il padre con l’attizzatoio del camino, per difendere la madre; altri su una donna, la più vecchia del paese, una sorta di leggenda locale, che viveva segregata in casa da quando aveva vent’anni a causa di un sogno in cui sua madre le preannunciava la sua morte.
La ragazza scorse decine di notizie e alla fine cliccò su un articolo datato 29/10/83: 
“Bambino scomparso: ancora nessuna traccia”:
Ancora nessuna traccia del piccolo Edo Radelli (7 anni), scomparso dalla casa in cui viveva con la madre dopo la separazione dei genitori, il 22 ottobre scorso. Le forze dell’ordine hanno setacciato il paese, la stazione e anche alcuni dei paesi lungo la linea ferroviaria. Gli inquirenti hanno parlato con i parenti e gli amici di famiglia e gli psicologi della polizia stanno interrogando gli amici ed i compagni di scuola di Edo. Ne sta emergendo il ritratto di un bambino scosso dalla violenta separazione dei genitori. Le maestre del piccolo dichiarano che Edo era cambiato, negli ultimi mesi; i suoi ottimi voti erano bruscamente peggiorati e litigava spesso con i suoi amichetti. Gli psicologi stanno analizzando i disegni del bambino. Sembra che il piccolo Edo amasse disegnare grandi case con giardino, animali e cieli azzurri, ma che negli ultimi disegni il cielo fosse nero e che gli animali in giardino fossero sporchi di sangue. “La colpa è evidentemente del mio ex marito, che non si è mai curato dell’educazione del bambino! Anche prima del divorzio non stava mai con lui. Il piccolo è sempre stato con me”. Queste le dure parole della ex signora Radelli, a cui fa immediatamente seguito la replica del legale del signor Radelli: “Il mio assistito è sinceramente sconvolto per la scomparsa di suo figlio. Offre una generosa ricompensa a chiunque saprà fornire informazioni sul piccolo. E ricorda alla sua ex moglie che del bambino si occupava la tata, Consuela Rodriguez, non certo lei.”

Matilda lesse sullo schermo questo terribile articolo e le vennero le lacrime agli occhi. Forse era poco per trarre delle conclusioni, ma le pareva di capire in quale ambiente familiare vivesse il piccolo Edo, che nel 1983, l’anno in cui lei era venuta al mondo, aveva appena sette anni. Erano passati 32 anni da allora. La ragazza dimenticò il motivo per cui fosse lì e continuò a cercare notizie su Edo.

La Gazzetta di San Gaetano  03/11/83:
“BAMBINO DEL LUOGO  SCOMPARSO: GENITORI E COMPAESANI POCO COLLABORATIVI”
Polizia e Carabinieri continuano a cercare tracce del piccolo Edo, il bambino che tiene col fiato sospeso tutta Italia, tranne i suoi genitori ed il paesino di San Gaetano, in provincia di Roma, dove il bimbo vive con la madre. Gli inquirenti sono sgomenti dinanzi alla totale mancanza di collaborazione da parte di compaesani che continuano a ripetere: “E’ un bambino. Salterà fuori.”come se non ci fosse nulla di allarmante. I genitori di Edo, dopo aver passato i primi giorni chiusi nelle rispettive case a lanciarsi insulti ed accuse, ora parlano solo tramite i loro rispettivi legali, che ci assicurano che “I nostri assistiti non stanno risparmiando mezzi né risorse nel tentativo di trovare loro figlio”. Ciò non toglie che non si sono mai uniti alle squadre di ricerca, particolare, questo, che non manca di suscitare indignazione nell’opinione pubblica e perplessità tra gli inquirenti.

Matilda ne fu allibita. Sospettava che ad Edo fossero toccati in sorte quel tipo di genitori, ma vedere i suoi sospetti confermati, nero su bianco, in modo così atroce, la sconvolse. Continuò la ricerca e trovò:
11/11/83: “Inviati avvisi di garanzia ai genitori ed alla tata del piccolo Edo”.
Dopo aver interrogato parenti, amici e collaboratori degli ex coniugi Radelli ed aver controllato tabulati telefonici e conti in banca, gli inquirenti hanno scoperto il motivo del violento divorzio. Emerge dalle indagini che il signor Radelli intrattenesse da mesi una relazione extra-coniugale con la ventottenne tata del figlio, la salvadoregna Consuela Rodriguez. A riprova di ciò, la polizia ha  confrontato i prelievi dal conto personale del signor Radelli con i versamenti sul conto della signorina Rodriguez, che avvenivano puntualmente a distanza di poche ore. Si parla di svariati milioni di lire. La ex signora Radelli avrebbe scoperto la tresca del marito proprio grazie ad un controllo sul conto del coniuge. La tata è stata immediatamente licenziata ed il marito sbattuto fuori di casa. Con queste prove, il signor Radelli, sarà costretto a versare un mantenimento faraonico alla moglie tradita, alla quale ha già dovuto cedere la villa in cui viveva col piccolo Edo.

Povero Edo, che famiglia di merda avevi.
La ragazza continuò la ricerca sul piccolo e si avvide che l’inchiesta, vista questa svolta, si era inevitabilmente trasferita dalle colonne di cronaca dei quotidiani alle pagine scandalistiche dei settimanali per casalinghe.

DONNE & CRIMINI. 13/11/83:
“TUTTA LA VERITA’  SULLA TORBIDA VICENDA DEL BIMBO SCOMPARSO.  LA TATA DI EDO E SUO PADRE: UN TRIANGOLO IN CASA”
Sconvolgenti rivelazioni sulla famiglia del povero, piccolo Edo.
Dai racconti fatti da personale licenziato o fuggito da quella casa, sembra che Edo vivesse nella sua gabbia dorata con un padre fisicamente assente ed una madre che c’era, ma che non si curava minimamente di lui.
Edo veniva svegliato lavato e vestito dalle varie tate che si avvicendavano nella sua giovane vita. La ex signora Radelli aveva qualcosa da ridire su ognuna di loro e le licenziava, come faceva con cuochi, giardinieri e cameriere. Chi non veniva licenziato se ne andava di sua spontanea volontà, come ci racconta in esclusiva Maria (un nome di fantasia per proteggerne la privacy). “In quella casa si viveva in una tensione costante. Un alone su un tovagliolo, una sedia leggermente storta, un tappeto con un angolo piegato, potevano generare altrettante crisi isteriche della signora. Si aveva paura di respirare, in quella casa. Il piccolo era un angelo, parlava poco e giocava in silenzio in camera sua. Cenava con la madre e rispondeva solo alle domande che lei gli faceva. Sembrava sempre un esame. Ha avuto più tate lui che il principe d’Inghilterra; non faceva quasi in tempo ad imparare il nome. Poi è arrivata Consuela. Si sono piaciuti subito. La signora, dopo neanche tre mesi voleva licenziarla perché il bambino aveva la camicia fuori dai pantaloni. E lì, una scena incredibile. Edo ha urlato ‘NO!’ e si è attaccato alla gonna di Consuela, guardando fisso la madre, che, shockata da questo atteggiamento del figlio, era diventata rossa di stizza. La signora stava per aprire bocca, quando Edo l’ha preceduta: ‘Non voglio che Consuela va via! Lei mi legge le mie storie preferite, mi prepara i dolci del suo paese, mi vuole bene. Tu non mi vuoi bene!’ Immagini la faccia della signora Radelli dopo che il figlio le aveva fatto fare una figura simile davanti a tutto il personale di servizio! Ma ha ingoiato il rospo. Evidentemente da allora ha tenuto d’occhio Consuela fino a quando non ha scoperto che non solo se la intendeva col marito, ma che soprattutto le stava prosciugando il conto in banca. Quella scena è stata mille volte peggio; il signor Radelli, a testa china, negava, la signora Radelli più che urlare, sibilava, sventolando gli estratti conto della banca. E Consuela era salita con calma in camera sua, aveva fatto le valigie ed era scesa di nuovo nell’ingresso. Stava per uscire quando il piccolo le è corso incontro piangendo. Io ero lì vicino e ho visto e sentito tutto. La signora Radelli si tirava dietro il bambino neanche fosse una scimmia e Edo tendeva le braccia verso Consuela. Alla fine è riuscito a divincolarsi dalla presa della madre ed è corso ad abbracciare la sua tata; lei lo ha stretto e gli ha detto ‘Torno a prenderti e ti porto via con me’. L’ho sentito con le mie orecchie e l’ho detto agli investigatori!”.
E sembra che gli investigatori stiano dando un certo peso alle dichiarazioni di Maria, infatti hanno iscritto nel registro degli indagati sia i genitori di Edo che la sua ex tata. Da indiscrezioni emerge che la salvadoregna Consuela Rodriguez aveva ritirato dal suo conto i milioni che le aveva versato il suo amate proprio la mattina precedente il suo licenziamento. Non si hanno tracce della presenza della Rodriguez in Italia. Gli inquirenti hanno chiesto la collaborazione dei colleghi del Salvador, ma per ora della donna nessuna traccia. Potrebbe aver mantenuto la promessa fatta al bimbo ed averlo portato con sé? E se sì, ora dove sono?

15/11/1983:
Le forze dell’ordine continuano a seguire le tracce di Consuela Rodriguez. “Non è facile; la donna dispone di una grande quantità di contanti ed è difficile tracciare i suoi movimenti” ci dice il Comandante Florenzi, che aggiunge “Siamo comunque riusciti a rintracciare un uomo noto alla giustizia che, messo sotto torchio, ha ammesso di aver fornito alla donna una carta d’identità ed un passaporto con un nome falso. Seguendo questa nuova pista abbiamo scoperto che la donna, che ora si fa chiamare Mariana Lux, è atterrata all’aeroporto di La Pax. Da lì in poi se ne perdono le tracce. Sospettiamo che abbia cambiato nuovamente identità”.

Matilda leggeva e non sapeva che cosa sperare. Forse Edo viveva felice nel Salvador, dove era scappato con l’unica persona che gli aveva dimostrato affetto. Ma ora sembrava tristemente evidente che quell’affetto era interessato. Povero piccolo, chi gli voleva davvero bene?
La ragazza continuava a scorrere i titoli di vari giornali, ma si parlava sempre più delle truffe immobiliari e delle relazioni extra-coniugali del signor Radelli che del piccolo Edo. Le cadde l’occhio su un titolo: “Bloccata la costruzione del nuovo complesso residenziale in zona San Gaetano della Radelli costruzioni s.r.l.; il G.I.P. sospetta un giro di mazzette tra la società di Radelli ed il Comune”.
Il complesso residenziale a San Gaetano… le villette mai finite… non può essere un caso.
Matilda spense il pc, paga per le due ore di cui aveva usufruito e si avviò direttamente alla scuola elementare della cittadina, che si trovava a poche centinaia di metri dalla biblioteca. Sapeva dai giornali che Edo aveva frequentato la seconda elementare proprio in quella scuola intitolata a Dante Alighieri.
Mentre camminava elaborò un piano. Arrivata in segreteria disse, con una tranquillità che non provava, ma che simulava bene: “Buongiorno, sono una laureanda in psicologia infantile. Sto scrivendo una tesi sullo stretto legame tra disegno ed emotività nei bambini; potrei consultare i vostri archivi e vedere qualche disegno dei vostri alunni? Ovviamente non citerò i loro nomi”.
La bidella restò un momento perplessa, ma la ragazza aveva proprio la faccia della brava studentessa e la accompagnò all’archivio. Ovviamente aveva intenzione di restare comunque con lei, ma venne chiamata da una collega per un’emergenza: uscendo dalla mensa un paio di ragazzini avevano dato di stomaco in corridoio. Di nuovo.
“Signorina, io devo proprio andare… la posso lasciare da sola? Mi fa stare tranquilla?”. Matilda non ci sperava davvero in questo colpo di fortuna, così sfoderò il suo miglior sorriso da sonounabravaragazza, e disse: “Vada tranquilla, non la metto nei guai. Do un’occhiata e rimetto tutto dove stava”.
La vecchia bidella se ne andò tranquilla e Matilda puntò dritta alle cartelle dell’anno 1983. Cercò e trovò quella con su scritto Edo Radelli. C’erano decine di fogli con disegni e temi fatti dal piccolo. Matilda iniziò a sfogliarli. Quello che dicevano i giornali era vero: Edo disegnava una casa, immersa in un giardino assolato, con un bel cane scodinzolante, un bimbo che rideva ed una donna con una torta in mano. Il bimbo aveva la pelle rosa mentre la pelle della donna era stata colorata con una matita marrone. Il disegno portava la data 12 maggio 1983.
Matilda prese un foglio protocollo dove, con una sghemba grafia infantile, trovò scritto:

28 maggio 1983
Tema: Il mio sogno, di Edo Radelli
Svolgimento
Il mio sogno è vivere in una casa nuova nuova, che ancora non è stata costruita, e di andarci a vivere con Consuela e con il cane che mi farà prendere al canile. Mamma non mi fa prendere un cane, anche se io lo chiedo sempre e dice che un giorno me ne comprerà uno bello, non uno zozzo del canile. Nella casa nuova io giocherò in giardino con un cane zozzo ma buono e ci rotoleremo nell’erba fresca, mentre Consuela ci prepara tante cose buone da mangiare e ci canta le sue canzoni, che io non capisco, ma mi piace il suono. Papà è gentile con Consuela e forse a lui qualche volta lo inviteremo nella casa nuova. Ma ci viviamo solo noi. Questo è il mio sogno, ma Consuela mi ha detto che è una cosa vera, che se desideri tanto tanto una cosa poi succede e che un giorno io e lei avremo davvero una casa nuova tutta nostra e che se uno dei due arriva prima deve aspettare l’altro. Io sono un bambino che mantiene le promesse e anche Consuela è come me.

Matilda finì di leggere il tema e sentì nella mente le informazioni che andavano ognuna al suo posto, come i pezzi di un puzzle. Continuò a guardare i lavori di Edo. Trovò un altro disegno. La data scritta in alto a sinistra era 30 settembre 1983. Questo disegno era lo specchio del precedente, ma uno specchio deformante. C’era la stessa casa, sviluppata su due piani più una mansarda con tetto spiovente. Lo stesso giardino. C’era un cane, ma accucciato, triste, sotto la pioggia che cadeva da un cielo nero. Non c’era nessuna donna e tantomeno la torta. Non c’era traccia del bambino.
Matilda stava per chiudere il fascicolo quando notò uno scarabocchio che le era sfuggito. Si vedevano segni di matita cancellati sul foglio. Matilda cercò nella sua borsa e trovò una matita; la passò di piatto sui segni vecchi di 32 anni. Affiorò in negativo la scritta ti aspetto. Queste due parole erano scritte all’interno della finestrella della mansarda.
L’ultimo pezzo del puzzle andò al suo posto e Matilda vide l’immagine nel suo insieme.
La consapevolezza le causò un capogiro. Riuscì a riprendersi, mise tutto a posto come aveva promesso, salì in macchina e torna a San Gaetano. Ma prima si ferma alla pasticceria lungo la strada di ritorno.

Adesso Matilda era ferma davanti l’ingresso senza porta di quella casa mai finita. Nella mano sinistra reggeva una torta, nella mano destra i guinzagli dei suoi cani, che scodinzolavano felici.
Fece un colpo di tosse per schiarirsi la voce e annunciò: “Edo! Mi chiamo Matilda, e ti ho portato una torta e degli amici per giocare. Scendi?”.

N.d.A. L’incipit è la trascrizione fedele di fatti e pensieri. Avevo portato fuori i cani  per la passeggiata serale e ho visto gli scheletri di alcune ville in costruzione. Ho pensato: e se si affacciasse qualcosa? Ho voluto dare corda a questa domanda assurda.

Poesia

di Emiliano Scorzoni

 

Mentre ascolto i poeti

che danzano / con le parole

in questo posto magico

dove una magnolia impera

Rimango con i piedi per terra

io che provo ad usarle

ho tanto da imparare

non riesco ancora a danzare

Alzo lo sguardo

vedo lettere volare

leggere / sinuose / sopra di noi

Creano un balletto poetico

formando rime nel cielo

non mi rimane che scriverle

cercando di essere sincero

(letta presso il Tempietto – Chiostro di Santa Maria in Campitelli, Roma, 10 luglio 2016)

Poesia

di Lorenzo Poggi

 

Sento le dita affondare nella melma delle parole.
C’è leggera corrente che porta al largo.
Ma non posso stringere l’acqua.
Non riesco a dar forma al corpo sommerso.

Ce l’ho sulla punta della lingua
la poesia che ho sempre sognato.

Eventi

Alloro EscaMontage

 

EscaMontage logo definitivo HDlogo isola

EscaMontage Film Festival Itinerante diretto da Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, si afferma essere una giovane kermesse nell’ambito di un’operazione corale per valorizzare l’importanza del Cinema. Da quattro anni impegnato a promuovere uno sguardo panoramico  sul cinema, che si focalizza su quello indipendente, esplorando il dialogo tra le arti, realizzando mostre collettive, performances, live musicali e reading poetici di rilevanza internazionale. Costruendo spazi di confronto per nuove idee,  tra le varie realtà il Festival ha anche ospitato la proiezione dei cortometraggi vincitori dell’Amarcort Film Festival.  

Il 26 e il 31 agosto 2016, EscaMontage Film Festival Itinerante torna ospite nella XXII° edizione della prestigiosa manifestazione culturale dell’Isola del Cinema di Roma, una rassegna che da anni si afferma come appuntamento imperdibile nella cornice dell’Estate Romana, nell’incantevole e suggestivo panorama dell’Isola Tiberina dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il Festival, nato nel 2013 sulle sponde del lago di Bracciano, ha intrapreso nel corso del tempo ricche collaborazioni con eclettiche realtà socio-culturali, divenendo vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM  onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma. Tanti gli illustri ospiti e i talentuosi autori nazionali e internazionali, tra i quali; l’attore Antonio Catania, il critico Catello Masullo, il reporter Fulvio Grimaldi, il regista Aureliano Amadei, l’attrice Francesca Stajano, il musicologo e linguista Rom Alexian Santino Spinelli, il giornalista Giò Di Giorgio, il critico d’arte Giorgio Di Genova, il documentarista Davide Demichelis, l’organizzatrice culturale Lisa Bernardini.

Il 26 agosto dalle h. 19,15 presso il Cinelab si terrà la serata inaugurale di EscaMontage Film Festival Itinerante con le proiezioni e le proclamazioni delle menzioni speciali del contest EscaMontage a corto.  

PROGRAMMA:

Proiezione della “Classifica Ufficiale” e proclamazione delle “Menzioni Speciali”
incontro con gli autori presenti in sala.

Consegna delle pergamene di EscaMontage a corto 2016.
La classifica ufficiale dei cortometraggi vincitori sarà pubblicata nei giorni che seguiranno l’evento, è intanto possibile consultare di seguito la seguente lista:


Classifica Ufficiale

(in ordine alfabetico)

– Gianni (drammatico) di Fry J. Apocaloso

– Mirror (drammatico) di Daniele Barbiero

– Piccola storia di donna (drammatico) di Adriano Cerroni

– Natura morta? di Fabio D’Alessio (videopoesia)

– Blues del Bar50 (videopoesia) di Giuseppe De Marco

–  La guardia (drammatico) di Ludovica De Santis

– Oggi è il giorno di festa (drammatico) di Giovanni Prisco

– Un arbitro in fuori gioco (commedia) di Andrea Gentile

– Il telescopio (commedia/animazione) di Giovanni Grandoni

– Una volta sì (drammatico) di Raffaele Massano

– Take care (drammatico) di Andrea Natale

– Città del Vaticano (videoart)di Angelo Onorato

– La patata azzurra (commedia) Nicola Piovesan

– La slitta (drammatico) di Emanuela Ponzano

– Love story (animazione) di Diego Zichetti

– Un’altra sigaretta (drammatico) di Caterina Salvadori

– Centro Barca Okkupato. La Mediazione (documentario) di Adam Selo

– Pollicino (drammatico) di Alberto Vianello

– Trasparenze (drammatico) di Alberto Vianello

– Un quarto alle otto (commedia) di Gianluca Zonta

 

Menzioni Speciali

(in ordine alfabetico)

– Immenso (videopoesia) di Stefano Aderenti

– Waiting for Harry (drammatico) di Antonio Benedetto

– Bellissima (drammatico) di Alessandro Capitani

– Carmen (commedia) di Giuseppe Cardaci

– Dammi la mano e sorridi (biografico) di Roberto Carvelli

– Spot contro l’abuso dell’alcol e sulla guida sicura (spot) di Sergio Cimarosa

– Haunting memories (video art) di Paolo Damiano Dolce

– L’anniversario (noir) di Thomas Francesconi

– Storia di una bella storia (videoart) di Dario Gaspari

– Moments of art (commedia) di Lavinia Magnani

– Il nostro piccolo segreto (drammatico) di Franco Montanaro

– Eucantu (drammatico) di Mattia Petullà

– Medea Eu Thanatos (drammatico) di Rosanna Reccia

– Domani (drammatico) di Rosanna Reccia e Alberto Vianello

– Encounter (fantascienza) di Fabrizio Rinaldi

– Il riso tra i capelli (drammatico) di Alberto Vianello

– Inattesa (drammatico) di Alberto Vianello


Proiezione speciale del cortometraggio III° Shock, regia di Iolanda La Carrubba, con protagonisti Francesca Stajano e Daniele Ferrari, direttore della fotografia Andrea Gabriele, girato nell’estate 2015 nell’ambito del contest “Cinema Inventato” nato da un’idea del regista Aureliano Amadei (Venti sigarette, Il leone di Orvieto) il quale ha chiamato a raccolta i migliori tra i registi contemporanei nell’impresa di girare un cortometraggio in 16 mm, muto, con la tecnica analogica del montaggio in macchina, in unica location quella dell’Isola Tiberina e nello spirito dei pionieri del cinematografo, i fratelli Lumière, prodotto da Maiora Film e Moto Produzioni. III° Shock è stato musicato da Gianni “Marock” Maroccolo, bassista, compositore e produttore discografico.

Giuria 2016 di EscaMontage a corto: Marco Belocchi (regista, autore e attore), Emanuele Carioti (giornalista e direttore del programma tv Cortonotte – Tele Roma56), Catello Masullo (critico cinematografico, direttore “Il parere dell’Ingegnere”), Francesca Piggianelli (ideatrice e organizzatrice di Roma Video Clip), Francesca Stajano (attrice, autrice, sceneggiatrice e produttrice), Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta (EscaMontage).

A quarantottore dalla terribile calamità che ha ferito il cuore degl’italiani con il terremoto che ha ricordato quello avvenuto nel 2008  a L’Aquila, una forza di magnitudo 6,0 ha devastato l’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.  E’ difficile contenere il dolore  provato in queste drammatiche ore, e vogliamo dedicare questa serata a tutte le persone coinvolte esprimendo tutta la nostra  commozione protese in un abbraccio di solidarietà.

EscaMontage a corto  2016 Piazza di San Bartolomeo all’isola, Isola del Cinema spazio Cinelab ore 19:15, Free entry!

n.b. il programma può subire variazioni

Prossimi appuntamenti EscaMontage  31 agosto 2016 presso Isola del Cinema di Roma, spazio Renault Lounge.
Hotel Villa Eur di Roma, con data da stabilire.

www.escamontage.wordpress.com

Media partners: Centraldocinema, Cineclandestino, Terzo Binario

Partner: OutLaw Pub – Via dell’Arazzeria 67, Bracciano (RM)

Un sentito ringraziamento agli ospiti EscaMontage tra i quali: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Alessandro Benvenuti, Valentina Benvenuti, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Mario Carbone, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Iago, Fiorella Cappelli, Iole Chessa Olivares, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fabio D’Alessio, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Fernando Della Posta, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Fabrizio Ferraro, Mariagrazia Garbarino, Donatella Giancaspero, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Dona Amati, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti,Tiziana Marini, Monica Martinelli, Massimo Pacetti, Cinzia Marulli, Antonella Rizzo, Andrew J A Bulfone, Davide Cortese, Anita Tiziana Napolitano, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Mauro Morucci, Amedeo Morrone, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Patrizia Nizzo, Alcidio, Marco Onofrio, Plinio Perilli, Roberto Piperno, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Tomaso Binga, Luigi Sardiello, Francesco Spagnoletti, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Maria Carla Trapani, Therezinha Teixeira de Siqueira, Antonio Amendola.

Linkopedia:

https://escamontage.wordpress.com/2016/07/01/escavideo-20/

https://escamontage.wordpress.com/2014/04/30/film-festival-escamontage/

Info e contatti

escamontage.escamontage@gmail.com

 

 

EVENTI

ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE

IV EDIZIONE

25 agosto 2016

dalle h. 19,30

presso la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia

Via Anguillarese 145 (RM)

ingresso libero

Con il Patrocinio del Comune di Anguillara Sabazia

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Estate con l’EscaMontage Film Festival Itinerante
. Ritorna la manifestazione diretta da Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, giunta alla sua quarta edizione. Un festival di arte e culture nato sulle sponde del lago di Bracciano e divenuto viaggio attraverso suggestive location del Lazio, che dalla sua ideazione nel 2013 ha dato spazio alla libertà d’espressione, creando ponti tra cultura indipendente e nuove forme di linguaggio artistico. Tanti nel corso delle edizioni, gli illustri ospiti del cinema e dell’arte nazionale e internazionale e tanti giovani autori e interpreti di talento, tra i quali l’attore Antonio Catania, il critico Catello Masullo, il giornalista Fulvio Grimaldi, il regista Aureliano Amadei, la regista Sabina Guzzanti e tanti altri.

25 agosto

dalle h. 19,30

Inaugurazione EscaMontage Film Festival Itinerante 2016. Proiezione della “Classifica Ufficiale” e proclamazione delle “Menzioni speciali” dei cortometraggi selezionati per la finale di EscaMontage a corto 2016 – concorso per cortometraggi – selezionati dalla prestigiosa giuria composta da: Marco Belocchi (regista, autore e attore), Emanuele Carioti (giornalista e direttore del programma tv Cortonotte – Tele Roma56), Catello Masullo (critico cinematografico, direttore “Il parere dell’Ingegnere”), Francesca Piggianelli (ideatrice e organizzatrice Roma Video Clip), Francesca Stajano (attrice, autrice, sceneggiatrice e produttrice), Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta (EscaMontage).

Classifica Ufficiale

(in ordine alfabetico)

– Gianni (drammatico) di Fry J. Apocaloso

– Mirror (drammatico) di Daniele Barbiero

– Piccola storia di donna (drammatico) di Adriano Cerroni

– Natura morta? di Fabio D’Alessio (videopoesia)

– Blues del Bar50 (videopoesia) di Giuseppe De Marco

–  La guardia (drammatico) di Ludovica De Santis

– Oggi è il giorno di festa (drammatico) di Giovanni Prisco

– Un arbitro in fuori gioco (commedia) di Andrea Gentile

– Il telescopio (commedia/animazione) di Giovanni Grandoni

– Una volta sì (drammatico) di Raffaele Massano

– Take care (drammatico) di Andrea Natale

– Città del Vaticano (videoart)di Angelo Onorato

– La patata azzurra (commedia) Nicola Piovesan

– La slitta (drammatico) di Emanuela Ponzano

– Love story (animazione) di Diego Zichetti

– Un’altra sigaretta (drammatico) di Caterina Salvadori

– Centro Barca Okkupato. La Mediazione (documentario) di Adam Selo

– Pollicino (drammatico) di Alberto Vianello

– Trasparenze (drammatico) di Alberto Vianello

– Un quarto alle otto (commedia) di Gianluca Zonta

Menzioni Speciali

(in ordine alfabetico)

– Immenso (videopoesia) di Stefano Aderenti

– Waiting for Harry (drammatico) di Antonio Benedetto

– Bellissima (drammatico) di
Alessandro Capitani

– Carmen (commedia) di Giuseppe Cardaci

– Dammi la mano e sorridi (biografico) di Roberto Carvelli

– Spot contro l’abuso dell’alcol e sulla guida sicura (spot) di Sergio Cimarosa

Haunting memories (video art) di Paolo Damiano Dolce

– L’anniversario (noir) di Thomas Francesconi

– Storia di una bella storia (videoart) di Dario Gaspari

– Moments of art (commedia) di Lavinia Magnani

– Il nostro piccolo segreto (drammatico) di Franco Montanaro

– Eucantu (drammatico) di Mattia Petullà

– Medea Eu Thanatos (drammatico) di Rosanna Reccia

– Domani (drammatico) di Rosanna Reccia e Alberto Vianello


– Encounter (fantascienza) di
Fabrizio Rinaldi

– Il riso tra i capelli (drammatico) di Alberto Vianello

– Inattesa (drammatico) di Alberto Vianello

EscaMontage Film Festival Itinerante, in partnership con importanti manifestazioni, sarà ospite prossimamente presso il Cinelab della XXII edizione dell’Isola del Cinema di Roma.

Presente la WebTv EscaMontage: www.escamontage.wordpress.com

Media partners: Centraldocinema, Cineclandestino, Terzo Binario

Partner: OutLaw Pub – Via dell’Arazzeria 67, Bracciano (RM)

Ospiti speciali delle scorse edizioni degli eventi EscaMontage, tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Ciro De Caro, Davide Demichelis, Alessandro greyVision, Alessandro Benvenuti, Alexian Santino Spinelli, Lisa Bernardini, Mariella Anziano, Silvano Agosti, Giuseppe Bonito, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Iago, Fiorella Cappelli, Iole Chessa Olivares, Toni D’Angelo, Francesco Del Grosso, Fernando Della Posta, Giò Di Giorgio, Stefano Grossi, Gabriella Di Trani, Gaetano Di Vaio, Franco Fracassi, Giorgio Ginori, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Roberto Mariotti, Massimo Lauria, Dona Amati, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Cinzia Marulli, Andrew J A Bulfone, Anita Tiziana Napolitano, Mauro Morucci, Marco Onofrio, Plinio Perilli, Roberto Piperno, Luigi Sardiello.


Linkopedia:

https://escamontage.wordpress.com/2016/07/01/escavideo-20/

https://escamontage.wordpress.com/2014/04/30/film-festival-escamontage/

Spot

“Stanco dei soliti festival?”

Spot della IV edizione dell’EscaMontage Film Festival Itinerante


Sceneggiatura: Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta con la collaborazione di Nicola Macchiarlo

Eventi

Il Maestro Franco Micalizzi incanta il pubblico a Frosinone


Una platea foltissima e attenta ha seguito, in una affollatissima sera di mezza estate, a luglio, l’intervento del Maestro Franco Micalizzi dal palco di piazzale Vittorio Veneto, la panoramica location selezionata per la quarta edizione del Festival Nazionale dei conservatori  – Città di Frosinone.

Il momento della premiazione

A sin. il Maestro Franco Micalizzi durante la premiazione

Compositore e direttore d’orchestra noto a livello internazionale, il Maestro, intervistato dalla bravissima Mary Segneri, ex gieffina ed attualmente brava presentatrice tv,  ha ripercorso una carriera lunghissima. A riannodare i fili di una vita professionale costellata di soddisfazioni, le foto che sono apparse sullo schermo dietro i due protagonisti: Micalizzi e Bud Spencer (foto accolta da un caloroso applauso), Micalizzi con Renato Cestiè all’epoca della composizione della colonna sonora de “L’ultima neve di primavera”, il maestro con il gotha degli autori italiani (tra cui Mogol), con la Big Bubbling Band e circondato da un manipolo di breakdancer (il Maestro è, infatti, rispettatissimo nel circuito hip hop nazionale).

In serata sono stati rivelati molti particolari della vita di una dei compositori più amati di sempre: la strana sensazione di ascoltare “Lo chiamavano Trinità”, suo primo lavoro, utilizzata da tanti come suoneria del cellulare; la stima di Quentin Tarantino nei suoi confronti; la voglia di mettersi sempre in gioco, affrontando nuove sfide artistiche. Sempre guidato, in questo, dall’ispirazione e nient’altro.

Mary Segneri durante l intervista a Micalizzi

Mary Segneri in un momento dell’intervista a Franco Micalizzi

Il consiglio che il Maestro ha voluto dare ai tanti giovani: “Seguire il proprio cuore, la propria ispirazione. Perché, come disse il grande produttore Quincy Jones durante un’intervista, “Quando insegui la musica per i soldi, Dio esce dalla stanza”.
Il Maestro ha ricevuto un riconoscimento dalla parte della città di Frosinone da Riccardo Mastrangeli, assessore al bilancio e alle finanze nonché presidente del premio “Città del Leone”. 

Una veduta parziale della plateaPresenti  anche gli assessori Gianpiero Fabrizi (cultura) e Rossella Testa (centro storico), oltre che il direttore del conservatorio “Refice”, Raffaele Ramunto. In piazzale Vittorio Veneto si sono poi diffuse le note di “L’isola dei fiori”, che hanno accompagnato la lunga fila formatasi per ottenere un autografo da parte del Maestro. 

 (Uff. Stampa Lisa Bernardini)
 

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banner poesicanzone

La prima compilation “audioAntologia PoesiCanzoni” nata da un’idea di Iolanda La Carrubba (poeta e filmmaker) e Amedeo Morrone (cantautore), è stata presentata all’interno della rassegna culturale San Lorenzo in Piazza 2011 patrocinato da Roma Capitale ed Estate Romana 2011, alla presenza del consigliere comunale Alfredo Spositi, con ospiti in poesia Dona Amati, Tomaso Binga, Francesca Farina, Massimo Giannotta, Dante Maffia, Serena Maffia, Ugo Magnanti, Nina Maroccolo, Francesco Muzzioli, Marco Palladini, Plinio Perilli, Roberto Piperno, Daniela Rampa, Lidia Riviello. Il lavoro è stato un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie sono state tradotte in vere e proprie canzoni, dando così vita alla musica autoriale di Amedeo Morrone, per rendere “note” suoni “di-versi”. Inoltre la compilation è stata presentata all’interno dell’importante rassegna culturale dell’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori.

Il progetto oggi diventa anche editoriale, divenendo opera unendo così la compilation interpretata dal cantautore Amedeo Morrone, ad un’imperdibile antologia poetica edizione EscaMontage, associazione culturale no profit a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta.

Tra le diverse PoesiCanzoni realizzate, anche quelle di importanti poeti nazionali e internazionali che renderanno prezioso un lavoro corale coinvolgente, il quale si pone come principale obbiettivo quello della diffusione al fine di far vivere  la poesia, non solo nei canali già esistenti ma anche in kermesse, festival cinematografici, rassegne culturali e attraverso partner del progetto. L’opera è ricca di tematiche che vanno dall’impegno civile, all’amore, dalla joie de vivre, alla interrelazioni e insieme viaggiano su una cifra stilistica pop-rock melodica propria del cantautore.

Il progetto completo ancora in forma embrionale è stato ospite lo scorso 25 novembre c.a. durante il prestigioso evento a cura di Lisa Bernardini “Storie di donne” che ha visto come protagonisti, pittori, poeti, fotografi, attori, registi e notori nomi della moda.

 

Partecipate alla realizzazione della nuova compilation e antologia poetica PoesiCanzoni…
Questo progetto aspetta il vostro prezioso contributo per diventare realtà.

Il vostro sostegno ci aiuterà a coprire i costi per:

  • produzione esecutiva ed artistica
  • ufficio stampa e comunicazione
  • realizzazione e stampa CD
  • realizzazione e stampa antologia poetica

si può partecipare alla realizzazione del progetto partendo da una quota minima di 5,00 €

Per ringraziare i nostri sostenitori, i loro nomi verranno inseriti nei comunicati ufficiali e in tutte le nostre pubblicazioni (previa autorizzazione).

 

PoesiCanzone original sound tra arte in stock, pop, stream, top and Rock, un’esperienza di versi dove la poesia viaggia nella canzone!

 

Live della PoesiCanzone “Non” di Iolanda La Carrubba presso il Teatro Valle occupato, 2011

https://www.youtube.com/watch?v=VuGShXcYLEA

 

Video-clip “Fantasticamente”

https://www.youtube.com/watch?v=UIkm5Bo3bVs

 

Link alla pagina EscaMontage Blog&WebTV delle PoesiCanzoni

https://escamontage.wordpress.com/category/poesi-canzone/

 

 

per info e contatti: escamontage.escamontage@gmail.com

iolandalacarrubba@gmail.com

sarahpanatta@gmail.com

 

N.B. i tempi di realizzazione dell’intero progetto variano nell’arco di 18 mesi.