Recensione

Scrivere per vivere

Una riflessione sull’esordio editoriale di Emiliano Scorzoni “Scrivo quindi vivo”

di Iolanda La Carrubba

 

 

Risultati immagini per emiliano scorzoni poesie

Questa piccola raccolta possiede un vero e proprio Big-Bang del microuniverso del poeta, qui vi è racchiuso il susseguirsi di epoche stratificate nella terra della poesia contaminata nell’adesso, nel luogo più segreto del sentire. Emiliano Scorzoni possiede una forza di scrittura solare e al contempo lunare, così che il suo diventa un equilibrato versificare, sa giocare ed interpretare l’oggi, l’ovvio, la vita e la morte con delicata espressione funzionale alla struttura della sua poesia.
Tra i diVersi componimenti della silloge ce n’è una che porta attraverso il titolo un dolore profondo, intimo, conscio, 23 marzo 2016 mi manchi papà:
“…poche ore dopo te ne andasti./Lascandoci il ricordo./Lasciandoci un vuoto impossibile da colmare./ I tuoi occhi verdi come il mare/ saranno per sempre nei miei.”

Dalla prefazione a cura di Anita Tiziana Laura Napolitano si legge:
“…La scrittura per il nostro poeta ha funzione terapeutica e la sua azione è selvatica, oltre a esorcizzare il dolore, accentuare la gioia, osannare l’amore, libera dalla gabbia degli stilemi imposti…”
in effetti nella poesia di Emiliano Scorzoni, il tutto diventa simbolo, accompagnando il moto e la sua essenziale ed esistenziale metrica, verso un verso liberato, esorcizzato appunto dal suo sguardo sul mondo sensibile e rivelatore. In Parole abbiamo un concentrato di quanto sia evidente questo dato:
“…Parole su pietre/ incise nel burro./ Scritte veloci/ che trovi su un muro…”

Il suo è un vivere ed uno scrivere sincero, genuino, a prima lettura o nel leggere i suoi componimenti nella fretta della quotidianità, potrebbe apparire una scrittura semplicistica, ridondante, petulante ma nell’approfondire la sua poetica, leggendola e al contempo Vivendola, si evince uno stile poetico composto principalmente da risonanze melodiche, ovvero dall’affermazione emotiva e solipsistica del più profondo significato delle parole e del valore che esse assumono, viste dalla soggettività dell’autore. Qui sembra quindi affermarsi il principio di indeterminazione di Heisenberg dove una particella elementare, in questo caso dunque la scrittura, cambia la sua identità in base all’osservazione dello scienziato, quindi del poeta, poiché esso nell’osservare, aziona una reazione nella particella. Quinto Orazio Flacco precorre il concetto con straordinaria veridicità emblematica asserendo:
“Niente è bello sotto tutti i punti di vista”
La consapevolezza di Emiliano sfodera con fierezza la sua visione sulle brutture dell’Umanità e armandosi di penna, le grida nel silenzio di un foglio bianco approdando fino alla poesia civile con coraggio, empatia e solidarietà, un esempio è La speranza:
“… sono le onde del mare che/prima cullano dolcemente/ poi uccidono alacremente./E’ l’aguzzino che ti guida nel viaggio/ ti mostra la vita/ ma è solo un miraggio…”

Nell’introduzione all’opera a cura di Maria Teresa Infante si legge:
“… Non esiste discrepanza tra la mente e la mano che obbedisce ai dettami razionalmente orchestrati, e non c’è divario tra cuore e versi, sviscerati con la semplicità di chi vive alla stessa stregua del pensiero…”
Di fatti in lui vi è celato il legame profondo alla vita, al suo presenziare nel bene e nel male il giorno che audace divora Tempo elargendo esperienze ed in Preghiera all’estate il pensare ed il diventare pensiero conferma la forza poetica dell’autore:
“…Sole caldo d’estate/ riscalda questo cuore/abbraccia queste ossa.”

In “Scrivo quindi vivo” edizioni L’Oceano dell’Anima, emerge quanto la sua scrittura diventi un scienza esatta, approfondita e collegata casualmente o non, alla fisica quantistica spirituale la quale si occupa di studiare tutti quei fenomeni legati all’esistenza dell’umanità a all’inscindibilità dal Cosmo, dunque da tutte quelle forze invisibili ed inspiegabili. Come emerso dalla ricerca del prof. Vittorio Marchi (tra l’altro mio professore di Fisica):
“Se riusciranno a superare quel LIMEN, un punto liminale o limite di separazione, causato da una soglia sensoriale, psicofisiologica, che procura all’ uomo l’illusione ottica di essere Altro dall’essere un unico con il Tutto si capirà che Osservatore e Osservato (come asserisce la fisica quantistica) sono UNO. Non per niente il termine “Uomo” deriva dal sanscrito “Manava”, a sua volta derivato da “Manas”, il “Pensiero” o “Coscienza Empirica”. Si tratta quindi di incominciare a riconoscere che esiste una realtà fatta di una certa identità presente tra uomo e cosmo, relazione che si va facendo sempre più stretta, fino ad essere sostenuta oggi dalla stessa PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia)”, questa fondamentale affermazione conduce immediatamente alla riflessione che l’ispirazione umana è un sentire attraverso le più sottili energie che oltrepassano il pensiero stesso, nell’individuo diventa forma d’Arte ispirata grazie ad una qualche forza cosmica. Emiliano Scorzoni si compenetra nell’argomento componendo la poesia Ispirazione:
“…Mi spoglio/mostrandomi nudo/da inutili orpelli./Capo chino./ Mi avvicino al cospetto tuo./ Poesia.

Questo esordio editorile di Emiliano Scorzioni, è promettente ed in se trasporta il vero segreto del voler fare e vivere la poesia, quello della temerarietà, della determinazione. Charles Bukowski nel componimento Tira i dadi, scrive un incoraggiamento unico, esemplare:

Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare…
…Fallo fino in fondo…
…potrebbe voler dire…
…gelare in una panchina nel parco,
potrebbe voler dire prigione,
potrebbe voler dire derisione,
scherno, isolamento…
… E lo farai,
nonostante il rifiuto
e le peggiori avversità…

…E sarà meglio di qualsiasi altra cosa
tu possa immaginare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo,
non ci sono altre sensazioni
come questa.
Sarai solo con gli dei
e le notti
arderanno tra le fiamme…

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News

ESCAMONTAGE FILM FESTIVAL ITINERANTE

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Il 18 agosto 2017 ore 19.00
 Isola del Cinema di Roma
spazio Arena
Piazza S. Bartolomeo All’Isola, 21
EscaMontage Film Festival Itinerante
a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta
Ingresso libero

Presentazione EscaMontaEditorial

“Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi
la nuova raccolta è nata, come dice lo stesso autore “per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi… Ovviamente per noi europei e italiani è facile e direi “provocatorio” non seguire (dopo averle però affrontate e superate) passivamente le regole rigide dell’haiku che, pur restando dentro i binari del 5 -7- 5, si vorrebbe che non servano solo a fotografare poeticamente farfalle e i loro geroglifici in volo, ma anche a cercare cantucci inesplorati in cui fare poesia…”. Una raccolta emozionante e filosofica, che “come l’edera/alle corde del cuore” si attorciglia.

https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

Presentazione dell’EscaMontage Magazine N.0 terzo numero edizione speciale in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) dedicato a Massimo Pacetti

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/escamontage-magazine-n-0/

Parlando di CinemArte: Valerio D’Angelo storico dell’arte e cinefilo, conduce la rubrica tra  linguaggi cinematografici e la storia dell’arte, in questa puntata pilota “Horror e dintorni”

MusicLive con il cantautore Amedeo Morrone 
dall’ultimo Cd Antologia PoesiCanzone

https://escamontage.wordpress.com/category/poesicanzone/

Ospite in musica Alessandro greyVision

Reading con; Angela Donatelli, Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro e letture dei poeti presenti 

N.b. Il programma può subire dei cambiamenti indipendenti dalla volontà delle organizzatrici

NEWS:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social). L’antologia sarà presente in vari saloni del libro nazionali ed internazionali del 2018.
Per maggiori informazioni inviare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com con oggetto “Info antologia”

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Marco Tullio Barboni, Catello Masullo, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma,Giorgio De Rossi e la sua Galleria d’Arte a Trevignano Romano, Francesco Mirabile, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Antonio Natale Rossi, Silvia Capo, Alphaville Cineclub del Pigneto, Giò Di Giorgio, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Angelo Onorato,  Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Alessandro Da Soller, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Alessandra Carnovale, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte, L’inciucio.it

Per informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per inviare proposte, mandare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

Prossimi appuntamenti dell’EscaMontage Film Festival Itinerante: 25 agosto Arena 30 agosto schermo Q8 di Roma dell’Isola del Cinema, settembre Arena Alphaville Cineclub (Pigneto – Roma). 

Info su:

https://escamontage.wordpress.com

VideoPoesia

Rita Pacilio. Io bacio

 

Video – poesia di Rita Pacilio
tratta da “Alle lumache di Aprile” (LietoColle – 2010)
Brano dell’album “Infedele” – Voce Rita Pacilio
Testo di Rita Pacilio
Rita Pacilio vocal and electronics
Special guest :
Claudio Fasoli tenor and soprano saxes
Antonello Rapuano piano and keyboards
Giovanni Francesca guitars and electronics
Carlo Lomanto drums and rhythmic speech
Video e foto floreali e paesaggistiche di Susanna Pasqualetti e Roberto Bruni

Recensione

Le memorie nella raccolta di Rita Pacilio

di Iolanda La Carrubba

Risultati immagini per prima di andare rita pacilioLa o meglio Le Memorie sono la chiave di lettura della raccolta poetica “Prima di andare” di Rita Pacilio, un lavoro completato dalla stesura di alcune lettere, intimamente rivolto all’Altro, al Tempo che lento divora istanti di totalità ed agile elargisce esperienze, fatti, storie, luoghi dove ritrovare e rielaborare il trascorso, tra rimpianti adagiati cautamente su di un percorso disseminato di sensazioni. 
Non è il silenzio a padroneggiare l’andamento metrico del linguaggio, ma compare visionario il sound design dei rumori di tutti i giorni, elevati all’infinito ritmo del Cosmo:

“Si filosofeggia sugli uccelli 
sul suono che si perpetua da secoli…”

Il suono stesso dunque, divine spazio abitato da nostalgie migratorie che hanno il compito di dissipare dubbi per affermare e fermare, in quelle stesse memorie; domande, riflessioni, continuità dello stupore proprio di chi con occhi colmi d’esperienza ma in cerca ancora di altri approdi, guarda lo scorrere della vita e non del Tempo einsteiniano che illusoriamente separa il passato dal futuro, ma del tragitto che esso segna a partire dalla nascita, fino all’ultimo istante in cui il corpo si trova ancora ospite della Terra.
Nella lettera seconda l’autrice scrive:

“Ci sono momenti in cui i sentimenti arrivano a un punto luminoso e profondissimo, senza spiegazione logica come gli anni passati quando li ricordi in una sola azione, in un fatto accaduto, senza consequenzialità cronologica, immobili tutti in una sola scena.”

L’immagine che emerge dal raffinato stile di Rita Pacilio, non è il congelamento dell’attimo come se si trattasse di un’istantanea con i volti immortalati per l’eternità sorridenti, ma si tratta di una complessa azione scenica dove si descrive l’amore, la delusione, la felicità e il pianto attraverso un lavoro che riporta alla mente un soggetto cinematografico. La suggestione filmica qui suggerita ha una nota malinconica, strettamente legata alle turbolenze emotive, solitamente accompagnate da metaforiche intemperie descritte da tuoni all’orizzonte e scosciante pioggia, quasi fosse la volontà dell’anima a muovere il mal-tempo. Ė qui celata la forza poetica intimamente legata al fruscio della pellicola, la quale golosa cattura la quotidianità di eventi romantici che riportano alla mente il meraviglioso film di Charlie Chaplin Luci della città, dove vi è contenuto il senso dell’abbandono, di una solitudine aspra condivisa tra due persone pronte ad innamorarsi, lo stesso regista in seguito affermerà:
“la vita non è una tragedia in primo piano, ma una commedia a campo lungo.”
e nell’opera totale di Rita Pacilio il fil rouge è l’Amore, i suoi segreti, le sue discinte sensualità, ci sono confidenze e confessioni dove:
“…i ricordi erano chiusi a chiave nella cassaforte che nessuno voleva scassinare.”

e reminescenze private contenevano e contengono brevi testamenti che sobbalzano dal luogo dell’altrove, dove vanno a nascondersi gli adii. Qui si è raggiunto uno stato alto di coscienza, la quale insegue la meta di un’età diversa, piú matura e consapevole dei suoi limiti, una nuova era enigmatica, capace di gustare anche il sapore amaro della sfida vissuta, la quale segna un solco doloroso sulla nudità del foglio bianco, arreso al racconto colto, elargito attraverso l’inchiostro che scorre nelle vene di Rita Pacilio.  I suoi volti, i volti dei suoi personaggi, sono perturbati mentre danzano all’interno del meccanismo di una società asfittica:

“…il martirio porta guanti bianchi, nei capelli 
l’aria dell’inverno, che stupida la gente 
spinge corre senza sguardi, senza piedi.”

un mondo imprigionatore che non permette l’evasione della felicità, del possibile e plausibile raggiungimento di essa o di una delle sue forme mutevoli, costituite da trepidante speranza shakespeariana descritta nel sonetto n° 73:

“In me tu vedi quel periodo dell’anno
 quando nessuna o poche foglie gialle ancor resistono
 su quei rami che fremon contro il freddo,
 nudi archi in rovina ove briosi cantarono gli uccelli.
 In me tu vedi il crepuscolo di un giorno
 che dopo il tramonto svanisce all’occidente
 e a poco a poco viene inghiottito dalla notte buia,
 ombra di quella vita che tutto confina in pace.”

Mentre si procede verso il finale tutto è sovvertito, c’è un nuovo inizio a completare l’andamento naturale delle cose, i flashback che fin qui hanno fatto credere si trattasse della fine, ritornano a moderare un’armonia sentimentale dove si evince il potere misterioso dell’amore:

“…Stordisciti di sapienza… di polmoni vuoti e verità.”

Nota dell’autrice
Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, collaboratrice editoriale, sociologa, mediatrice familiare, si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Curatrice di lavori antologici, editing, lettura/valutazione testi poetici e brevi saggi, dirige la collana ‘Opera prima’ per La Vita Felice. Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarra (La Vita Felice 2012) trad. francese L’Harmattan, 2016, Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014), Il suono per obbedienza – poesie sul jazz (Marco Saya Edizioni 2015), Prima di andare (La Vita Felice, 2016). Per la narrativa: Non camminare scalzo (Edilet Edilazio Letteraria 2011). La principessa con i baffi (Scuderi Edizioni 2015) è la sua fiaba per bambini.

News

EscaMontage Film Festival a Trevignano Romano

 

Il 12 agosto 2017 presso lo spazio artistico-culturale Vino e Calvino, a cura di Giorgio De Rossi (associazione culturale A Trevignano Romano) nella splendida cittadina ai bordi del lago di Bracciano, si è svolta la serata di premiazione della V edizione di “EscaMontage a corto” nell’ambito del Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta.

Molti gli illustri ospiti del mondo dell’arte e della cultura che hanno arricchito la serata, che si è aperta con il vernissage della collettiva dei pittori Mario La Carrubba, che con la sua pennellata onirica e polidimensionale compie una “ricerca cromatico-cinetica” che compenetra il dato reale, e Lina Morici, pittrice naif raffinata che trasferisce nella sua pittura nitida, incisiva e nel contempo rapida e morbida, una realtà sognante, visionaria.

Sito web degli artisti: http://www.webalice.i t/linartista/

Ospite speciale Marco Tullio Barboni, sceneggiatore, regista, scrittore, intervistato da Lisa Bernardini, giornalista, fotografa, direttrice del PhotoFestival “Attraverso Le Pieghe del Tempo” partner di EscaMontage.
Un dialogo che ha affascinato il pubblico attraversando frammenti di storia del cinema fino all’esperienza personale di Marco Tullio Barboni, che ha raccontato il suo esordio letterario “…E lo chiamerai destino”, viaggio sorprendente tra conscio, inconscio, visioni, cinema e altre dimensioni del reale e la genesi del suo suggestivo corto proiettato in chiusura della serata, “Il grande forse”, interpretato da Philippe Leroy e Roberto Andreucci, musiche del Maestro Franco Micalizzi (2010).

Sito web ufficiale: http://marcotulliob arboni.com/
http://www.elochiameraidestino .com/

 

Premiati i vincitori della V edizione di EscaMontage a corto, alla presenza dei giurati: Valerio D’Angelo storico dell’arte, Catello Masullo critico cinematografico, Raffaello Sasson regista, Francesca Stajano attrice.
Ai presenti sono state consegnate le pergamene e sono stati proiettati i primi cinque classificati. Un premio speciale è stato assegnato al I corto, “Mokusatsu” di  Nour Gharbi, un’opera d’arte del Maestro Mario La Carrubba. 

I cortometraggi saranno distribuiti previa autorizzazione degli autori, su EscaMontage WebTv e su emittenti televisive (v. bando EscaMontage a corto)

Di seguito la Top30 di EscaMontage a corto 2017 
(a breve le menzioni e i video su EscaMontage WebTV)

1° Nour Gharbi “Mokusatsu”

2° Tania Innamorati “Eve al desnudo”

3° Paolo Budassi “Senza occhi, mani e bocca”

4° Alessandro Haber “Monica”

5° Mauro Nigro “A woman with brain”

6° Marco Marcigliano “Moto di rivoluzione”

7° Fabio Garreffa “Col bene che ti voglio”

8° Carlo Francanzani “Bollicine”

9° Andrea Laudisio “L’abbracciatore”

10° Alessandro Concas “Paper worlds”

11° Leonardo Monetti Lenner “Natantia Lumina”

12° Fabrizio Cavallaro “Placenta”

13° Sebastiano Caceffo “19 Maggio 2012, Mirandola (MO). Ultima Proiezione”

14° Giuliano Cremasco “Contando le formiche”

15° Enzo Recchia e Fabio Romanelli “In fila”

16° Giuseppe Barbato “(E)Migranti”

17° Alessandra Angeli “Asphyxia”

18° Mario Mangiapia “Nameless”

19° Vittoria Citerni Di Siena “Plasma”

20° Serena Di Marco “Goccia”

21° Rocco Alvaro “16,30”

22° Linda Fratini “Spider boy”

23° Rita Giordano “Ajala M”
 (15)

24° Alberto Vianello e Rosanna Reccia “End game”

25° Valentina Tereskova “Superhero discount” (videoclip)

26° Fabio Garreffa “3 squarci nell’iride”

27° Mimmo Argentino e Paola Pisanelli “Vivere il mio tempo”

28° Nicole Zampini “Buon compleanno”

29° Joe Inchincoli “Ciao amore”

30° Alessio Marzilli “_let”

A trasportare il folto pubblico tra cinema e poesia,  alcuni degli autori pubblicati sul III numero dell’EscaMontage Magazine N.0 realizzato in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori): Eugenia Serafini, Emiliano Scorzoni, Franco Falasca, Alessandra Carnovale, Irene Sabetta.

L’attrice Francesca Stajano ha dato commossa lettura della poesia Enigmi, del compianto amico e scrittore Massimo Pacetti, a cui è stata dedicata la serata.

Ospite in poesia Marcello Soro.

Tra gli interventi Valerio D’Angelo, storico, critico d’arte e pittore vincitore del concorso di I di copertina dell’EscaMontage Magazine N°0 con l’opera acrilico su tela “Tu as raison, il est vraiment tres vulgaire”, che ha illustrato la genesi compositiva dell’opera in un percorso tra fisica e metafisica dei linguaggi, tra cinema e arte visiva tutta. Valerio D’Angelo sarà presto online su EscaMontage WebTv con una video-rubrica di pillole cinematografiche
Un ringraziamento a Giò’ Di Giorgio direttore editoriale de http://inciucio.it/ 

Music live a cura del cantautore Amedeo Morrone, che ha trascinato il pubblico con l’energia e l’intensità dei suoi brani e di alcune PoesiCanzoni tratte dal primo Cd-Antologia omonimo (presentato ufficialmente presso la FUIS)

Link alla pagina ufficiale: https://escamontage .wordpress.com/category/ poesicanzone/

Un saluto speciale e di sostegno alla Protezione Civile del lago di Bracciano.

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I cortometraggi di EscaMontage a corto 2017 e le nuove video rubriche saranno prossimamente distribuiti sulla Nuova WebTv EscaMontage.

Link al FotoReportage dall’evento

https://escamontage.wordpress.com/2017/05/04/fotoreportage-trevignano-effi/

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Coming Soon:

Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria con: poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste etc. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social).
Per maggiori informazioni inviare una e-mail a: escamontage.escamontage@gmail.com o consultare le pagine social EscaMontage

Prossimi appuntamenti dell’EscaMontage Film Festival Itinerante: 18 e 25 agosto Arena dell’Isola del Cinema di Roma; agosto – settembre Arena Alphaville (Pigneto – Roma). Il Festival si compone di proiezioni di cortometraggi vincitori di EscaMontage a corto 2017, lungometraggi, dibattiti, reading, performance, musica live, presentazioni letterarie, in diverse location. Info su:

https://escamontage.wordpress. com/category/film-festival/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma, Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori,Marco Pagliarin, Valerio Di Gianfelice, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo, Francesca Farina, Simone Di Conza.

Un ringraziamento ai media partner di EscaMontage tra i quali: Close Up, Il parere dell’ingegnere, Cineclandestino, L’occhio dell’arte

per Informazioni, ordinare copie dal catalogo EscaMontaEditorial e per vostre proposte, inviare una e-mail a: escamontage.escamontage@gma il.com

NEWS

Marco Tullio Barboni all’Isola del Cinema di Roma

31 agosto 2017, spazio Q8

a cura di Lisa Bernardini

Da non perdere il prossimo appuntamento letterario a Roma di  Marco Tullio Barboni: sceneggiatore, regista, scrittore all’esordio letterario con “…E lo chiamerai destino”, un percorso suggestivo tra conscio, inconscio, visioni, cinema e altre dimensioni del reale, Marco Tullio sarà presente ancora una volta nella sua Roma, dove e’ tornato piu’ volte durante l’anno di itineranza italiana della sua opera prima.

Come dice egli stesso, Marco Tullio, “appartiene ad una famiglia di cinematografari”. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia ed il padre Enzo prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher. Frequentatore di set fin da bambino, molto spesso nelle vesti di comparsa. Come, ad esempio, in occasione delle lavorazioni di “La baia di Napoli”, “Beh Hur”, “Barabba”. Il primo incarico ufficiale arriva come aiutoregista per “Lo chiamavano Trinità”, poi una folta e fortunatissima carriera da sceneggiatore e soggettista anche di prodotti a diffusione internazionale. Diventando anche autore di narrativa e regista di raffinati cortometraggi. Marco Tullio racconta la sua storia, la sua nuova strada da narratore e i nuovi progetti.

Il prossimo 31 Agosto, dalle ore 19.00 alle 20.15, sara’ lo Spazio Q8 dell’Isola del Cinema a vederlo protagonista indiscusso con il suo volume “…e lo chiamerai destino” (Kappa Edizioni).  A curare l’incontro di fine agosto sarà Plinio Perilli, con letture di Nina MaroccoloPadrino per l’occasione, che consiste nel contest “Un libro per il Cinema” che vede anche “…e lo chiamerai destino” tra le opere in concorso, sara’ il grande compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi, amico da sempre della Famiglia Barboni.

Ingresso libero.

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FotoReportage dall’EscaMontage Film Festival Itinerante

12 agosto 2017 Trevignano Romano

 

Fotoreportage dall’evento dell’EscaMontage Film Festival Itinerante a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta, tenutosi presso lo spazio artistico-culturale “Vino e Calvino”, associazione culturale A Trevignano Romano a cura di Giorgio De Rossi. Vernissage degli artisti Mario La Carrubba e Lina Morici
Un ringraziamento ai fotografi che hanno costruito il fotoreportage e a tutti coloro che hanno partecipato. Tra i quali Marco Tullio Barboni, Lisa Bernardini, Gio’ Di Giorgio, Catello Masullo, Francesca Stajano, Raffaello Sasson, Amedeo Morrone, Eugenia Serafini, Franco Falasca, Irene Sabetta, Alessandra Carnovale, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro, Monia Guredda, gli autori e i cast dei cortometraggi di EscaMontage a corto 2017, tra i quali il vincitore Nour Gharbi.

Link alla news
https://escamontage.wordpress.com/2017/05/04/news-12/

 

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PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” VII Edizione

Rassegna itinerante di incontri tra sociale, cultura e spettacolo

a cura di Lisa Bernardini

 

 

LOCANDINA 1 SETTEMBRE 2017 copia (Small)Nella giornata di venerdi’ primo settembre avrà luogo, dopo quella del 7 luglio, un’altra tappa ad Anzio della VII Edizione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo”, nota rassegna culturale nazionale sull’Immagine contemporanea, che da un paio d’anni ha cambiato abiti ed è diventa itinerante. La manifestazione è ideata e curata dall’Associazione culturale “Occhio dell’Arte”, ed ha inaugurato lo scorso 22 maggio a Roma i battenti per l’anno in corso, assegnando a Palazzo Firenze il Premio “La Leonessa” ad Anita Garibaldi ed annunciando i contenuti del gemellaggio 2017 con ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo.

L’evento del primo settembre, presentato da Anthony Peth,  sara’ ospitato durante una cena spettacolo  nel locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia, sito in Anzio in   Via Nettunense km 31.500 angolo Via Giove 1, che organizzerà nel dettaglio la serata. Sarà oltremodo un’occasione per ospitare  la  Cooperativa Sociale La Coccinella, che in zona accoglie e si prende cura di minori e ragazzi provenienti da situazioni di grave disagio sociale. Il Photofestival ha scelto in piu’ occasioni   di sostenere questa realta’, che  si presentera’ il primo sera al pubblico, raccogliera’ offerte libere ed esporra’ per la vendita graziosi  oggetti artigianali di propria realizzazione.

L’unica mostra fotografica presente nel territorio anziate appartenente al circuito Photofestival 2017 si inaugurerà il giorno 29 Agosto, alle ore 18.00 a Villa Corsini Sarsina, con il Patrocinio della Citta’: GEOMETRIE URBANE, di Massimilano Bartesaghi. Berlino, New York, Parigi, Roma e Tokyo: sono queste le città che originano le geometrie urbane viste dallo sguardo di Massimiliano Bartesaghi e che faranno parte della mostra omonima,  appunto, che si chiudera’ il 5 settembre. Ingresso libero.

Nella suggestiva cornice esterna del locale di Mauro Boccuccia, a conclusione di un programma intenso di attività estive dell’Occhio dell’Arte, si svolgerà pertanto la serata di fine estate  dedicata interamente al fulcro della VII  edizione del Photofestival , che vedrà arrivare ad Anzio come protagonisti  personaggi illustri del mondo della fotografia, della musica, dello spettacolo e del giornalismo italiano.

 “Occasioni di rilievo – dichiara convinta il direttore artistico Lisa Bernardini – che proiettano una Associazione locale come l’Occhio dell’Arte in una realta’ culturale a largo spettro e dai confini geografici di fatto travalicati in senso internazionale e  con notevole risvolto mediatico,  a dimostrazione soprattutto di come cultura,arte, spettacolo e sociale possano convivere, rivalutando le pieghe del tempo. Il Photofestival vuole essere  testimonianza, soprattutto, di come la passione individuale e la ferrea volontà di tante persone  possano trasformarsi in momenti di pubblico interesse, accendendo le luci su un territorio e le sue tante risorse”.

Giornalismo come Impegno Civile, in collaborazione con la testata “Il Granchio”, verrà assegnato al fotoreporterFrancesco Barilaro; Premio Creatività a Verteramo; Fotogiornalismo d’Autore a Marcello Carrozzo; Premio della Critica al Prof. Antonio Enrico Maria Giordano. Tutti nomi che verranno presentati al pubblico  con filmati e documentazioni visive e/o intervistati dal vivo. 

Premi Speciali Cultura a Maria Laura Annibali (attuale presidente del Di’Gay Project, è nota attivista, documentarista e film maker; testimonial della legge sulle unioni civili; il suo operato, insieme a quello del movimento, è stato fondamentale per l’approvazione della legge Cirinnà) ed Edda Billi (poeta raffinata, una delle principali protagoniste del lesbofemminismo; è Presidente onorario dell’AFFI, l’Associazione Federativa Femminista Internazionale che unisce circa sessanta associazioni tra cui “Telefono Rosa” e “Il paese delle Donne”; fondatrice della Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica femminista, nonchè fautrice negli anni ‘70 del celebre collettivo di Via Pompeo Magno).

Premi Speciali alla carriera ad  Anthony Pasquale da ICN Radio New York, al Prof. Francesco Petrino Presidente S.N.A.R.P., alla Presidente AISL_O Maria Grazia De Angelis: tre professionisti che nei loro campi di afferenza hanno raggiunto i massimi livelli per competenze e risultati.

Ospiti musicali ad allietare gli astanti saranno a turno Massimo Di Muro, Deborah Xhako, i Getting Louder

Premio Musica ed. 2017, infine,  ad un nome che non ha bisogno di molte presentazioni: il M° Stelvio Cipriani, per una carriera internazionale vissuta ai massimi livelli, che ha contribuito a portare in alto il nome del nostro Paese nel mondo. 

Tanti i nomi di prestigio  presenti anche tra il pubblico che si è già prenotato a questa grande serata, per lo piu’ ad invito.

Il PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo” ha fra i suoi scopi quelli di promuovere eventi sociali e culturali  connessi tra loro, ed e’ nato nel 2011, prefigurandosi oramai come principale manifestazione di riferimento dell’Associazione stessa. Nelle sue diverse edizioni, esso e’ stato patrocinato in primis dal Comune di Nettuno (Roma), ma pure da numerose altre istituzioni pubbliche e private, provenienti anche da altre regioni (come nel caso del Comune di Milano o di quello di Modena nell’edizione 2012). La rassegna dalla nascita e per i suoi primi quattro anni si e’ svolta esclusivamente nella cornice del cinquecentesco Forte Sangallo a Nettuno. L’edizione 2015, invece, ha visto spostare  ad Anzio il fulcro principale della kermesse, e completare il programma con tappe itineranti durante l’anno solare.

Rimane conservata la sostanza dei suoi componenti: prevedere diverse occasioni di incontro e di confronto fra Arte, Cultura e Musica, in un programma che coinvolge anche nomi noti dello spettacolo e della comunicazione non dimenticando la Solidarieta’.

Riconfermati gemellaggi importanti e vecchie amicizie (oltre ad incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterrraneo e a  FotoArte in Puglia,   l’EscaMontage Film Festival itinerante– lo Spoleto Festival Art); nate anche nuove collaborazioni (il Premio Musa d’Argento in Sicilia ideato e diretto da Lucia Aparo), per una kermesse italiana che si prefigura in continua evoluzione, sia spaziale che temporale, alla ricerca di una dimensione cosmopolita e contemporanea sempre piu’ contaminata nei linguaggi e negli abiti via via adottati.

Uno specchio multiriflettente……”Attraverso le Pieghe del Tempo”.

Dopo il Primo Settembre, in preparazione la tappa inmediatamente successiva, quella di Spoleto,  dal 22 al 25 Settembre.

Le Sculture Premio costitutive di “Attraverso le pieghe del Tempo” ed. 2017 sono a firma del Maestro Valerio Capoccia.

Alcuni omaggi speciali distribuiti in serata saranno firmati dal fotografo Euro Rotelli,  conosciutissimo nel collezionismo d’Autore, che ha donato all’Occhio dell’Arte per quest’anno una immagine  d’Autore 24×30 cm serializzata a dieci stampe e  tratta da una sua serie work in progress “bamboo” (Inkjet print, carta moab 300g 100% cotone).

Principali MEDIA PARTNER cartacei ed on line : IMAGE IN PROGRESS, AGENZA ITALIA INFORMA,  L’ECO DEL LITORALE,   IL GRANCHIO,  i podcast di Discorsi Fotografici – Bumbi Media Press – La Voce del Nisseno – Annuario del Cinema Italiano – Radio Omega Sound – ICN Radio NY- GP Magazine

I principali  collaboratori  ed. 2017:  PASTA PRIMO di MOLINO FALCO srl – MOTORSTYLE – LUISA LUBRANO ATELIER – AISL_O – FOTODIGITAL DISCOUNT ANZIO – – CONCERTI DEL TEMPIETTO – AGRIZETA PIANTE DI ANZIO – M.T.M. EVENTS –  RISTORANTE MAURO BOCCUCCIA – F.LLI ROSATI s.n.c. di Rosati Nazzareno & C. – HOTEL LIDO GARDA  – HOTEL L’APPRODO –  TUTTO TONDO VIAGGI di Mara Spada – 

Ringraziamenti speciali  a: Giovanni Falco, Maestro Fabbro Mario Righini, Daria Collovini, Simonetta Bumbi, Anthony Peth, Marco Bersaglini,  Massimo Meschino (Responsabile Lazio e Molise per la kermesse nazionale  “Una ragazza per il cinema”).

Tutti i protagonisti della kermesse “Attraverso le pieghe del tempo” nel dettaglio, cosi’ come l’intero programma di ogni tappa prevista quest’anno, si possono conoscere  consultando i siti ufficiali www.occhiodellarte.org e www.attraversolepieghedeltempo.it  

Fotografo ufficiale: Marco Bonanni

News

Pippo Mezzapesa inizia le riprese de Il bene mio

Sul set Sergio Rubini, una produzione Altre Storie con Rai Cinema

 

IMMAGINE IL BENE MIO 5

 

Il film in cui la realtà inciampa nella magia, una produzione Altre Storie con Rai Cinema, prodotto da Cesare Fragnelli, avrà come protagonista Sergio Rubini, diretto da Pippo Mezzapesa, che ha scritto la sceneggiatura insieme ad Antonella Gaeta e Massimiliano De Angelis.

Pippo Mezzapesa, regista

Primo ciak per il nuovo film di Pippo MezzapesaIL BENE MIO, ambientato in un paese fantasma: Provvidenza. Le riprese dureranno sei settimane, delle quali quattro girate in Puglia in luoghi incantati tra Gravina in Puglia e Poggiorsini. Nelle due settimane successive la produzione si sposterà in Campania, in particolare nel borgo storico di Apice.

Accanto a Sergio Rubini, tra gli attori troviamo Sonya Mellah, Teresa SaponangeloDino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi. La fotografia è affidata a Giorgio Giannoccaro, la scenografia a Michele Modafferi e i costumi a Sara Fanelli.

Provvidenza da dieci anni, da quando ha conosciuto la devastazione del terremoto, è un paese fantasma. Elia (Sergio Rubini) è rimasto l’ultimo ad occupare quelle case senza anima. Si è sempre rifiutato, infatti, di trasferirsi nel ‘paese nuovo’, fatto di casermoni di cemento costruiti ai piedi della collina, dove tutti gli altri sono stipati. Elia vive in una delle poche case rimaste in piedi e, nel corso degli anni, è diventato custode della memoria di quel borgo. Per l’illusione di poter riportare la vita tra quelle pietre morte, per l’incapacità di liberarsi dal ricordo di sua moglie Maria che proprio tra quelle pietre ha perso la vita. Una scelta, la sua, non condivisa dagli abitanti del paese di sotto che vorrebbero portarlo giù e, finalmente, spegnere l’ultima luce accesa di quel che un tempo era Provvidenza. Il ricordo di Maria e il suo compito di custode della memoria di una comunità perduta tornano a far sentire la loro forza ed Elia si troverà di fronte a una scelta.

Il regista, Pippo Mezzapesa, dichiara: “Torno al lungometraggio con una storia che mi appartiene profondamente, racconta di una comunità perduta, dissolta con un terremoto, e di un uomo che si ostina a difenderne la memoria. La sua è una voce fuori dal coro, appartiene a un personaggio che resiste, visionario e lucido, allo stesso tempo. E’ un film in cui la realtà inciampa nella magia, fatto di pietre abbandonate e incontri, rivelazioni e scontri, paradosso e sogno”.

Il produttore, Cesare Fragnelli, aggiunge: “Il film di Mezzapesa è un film da farsi, per la sua forma diversa, poetica, saggia, commovente. È meraviglioso l’insieme di amore, solitudine e felicità che dona. Un film difficile da produrre, per la sua ambientazione, per le sue molteplici esigenze produttive. Film di qualità come IL BENE MIO oggi possono essere realizzati solo con il sostegno di Rai Cinema, del MiBact – Direzione Generale per il Cinema e di Regioni audaci come la Puglia. A questi ultimi va un mio ringraziamento particolare e all’Apulia Film Commission per il suo supporto”.

Pippo Mezzapesa è già regista di numerosi film brevi, documentari e di un lungometraggio. Fra i suoi lavori: Zinanà (vincitore del David di Donatello), Come a Cassano (menzione speciale Nastro d’Argento), L’Altra Metà (Globo d’Oro), Pinuccio Lovero – Sogno di una morte di mezza estate (presentato alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia – SIC), Pinuccio Lovero – Yes I can (presentato al Festival Internazionale del Film di Roma – Prospettiva Italia) e Settanta (vincitore del Nastro d’Argento), Il paese delle spose infelici (in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma).

Altre Storie è una società di produzione e distribuzione nata dall’esperienza produttiva e distributiva cinematografica del suo socio fondatore e amministratore unico: Cesare Fragnelli.  Il cuore di tutti i progetti Altre Storie è nella parola ‘storie’. Nel 2014 la società ha iniziato con la costruzione di una factory di giovani autori con cui percorrere un cammino condiviso e fondato sull’importanza della narrazione. Scommettere e sostenere i grandi “autori del domani” è la sua mission. Tutto questo perché in Altre Storie esiste una certezza: “c’è sempre una Nouvelle Vague da scoprire…”. 

 

Recensione

Il profondo (amaro) amore nei “Percorsi” di Cinzia Marulli

di Iolanda La Carrubba

 

percorsi-330053L’occasione è quella dell’incontro in questo prezioso libro fatto di Percorsi, dove il protagonista è lo scorrere del tempo. Passa il tempo per le strade poetiche di Cinzia Marulli, giunge il ritorno mentre si “…sparge la clorofilla della follia…” al ritmo di “…360 battiti scanditi su un foglio bianco…” ed arriva il momento dell’attesa. Così allo scandire di nuove pause calme, s’avvicendano floride e sofferte le ore del lavoro, provate, affaticate dalle loro stesse parole, gravide di vita.

E’ attraverso i miti, le leggende, le fiabe che si svela l’archetipo dell’Eroe, l’autenticità del suo vagabondare alla ricerca sempre più estrema, della propria identità in “…quella sospensione concreta del cosmo…”e Cinzia Marulli accompagna il lettore nel suo più intimo dedalo, disegnando Percorsi con perizia riflettendo sul significato delle singole parole, riuscendo con il suo stilema forte a volte solipsistico, a fare e vivere Poesia. La potenza della sua espressione poetica, si staglia contro il velo oscuro dell’indifferenza, riaffermando nell’inconscio collettivo junghiano, la propria testimonianza con la volontà indomita di scuotere gli animi ed affrontare coraggiosamente il proprio malessere.

“Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.”  (Carl Gustav Jung)

Qui vi è racchiuso il profondo amaro amore per la vita tutta, le sue eclissi oscure e dolorose, le memorie tragiche, le amicizie che oscillano danzanti al sussurro introspettivo della calda fiamma, fuoco materno, che illumina il tortuoso sentiero. E come impeto funesto s’innalza il dolore sacrilego che tutto paralizza e si arrende tacito ma pur sempre riflessivo, agli orrori prodotti dall’umanità,  c’è morte una morte devastatrice, incattivita e violenta che porta il nome della guerra, c’è tormento e sacrificio nell’intimità femminea seviziata.

Cinzia senza alcun preavviso lancia un grido muto e penetrante, profanando il suo stesso poetare, furiosamente con la forza e l’audacia della speranza, elargendo con fervore un breve ma intenso racconto. Amine è prosa, è denuncia, è voglia di mutare l’orrido in serenità utopica.

Tra le turbolenze del saper vedere, si anima un tormento indomabile ma al contempo cauto e ponderato facendo sovvenire alla mente le parole di Virginia Woolf:

“Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dall’altro flagello, che si annida nel calamaio e supera la penna.”

Non sono percorsi facili quelli suggeriti da Cinzia Marulli, ma è un’andare “… su questa terra tonda…” con l’eroismo di solcare sulla propria pelle, il viaggio di un’intera vita, immaginandone la fine come un nuovo percorso da intraprendere:

“Voglio scrivere della mia morte ora
ora che sono in vita
perché non la conosco
e posso dire tutto quello che mi pare

così nessuno mi potrà dare della bugiarda.”

E’ un libro questo da divorare nelle ore più amare del giorno ed è da amare in quegl’impercettibili attimi di realtà dove la patologia dell’età che avanza, inevitabilmente s’appella allo sguardo incredulo dello specchio che tuttavia rimane incantato agli occhi del cuore ancora fanciullo, che vaga alla ricerca costante dell’incontro.

“Non è nel profumo dei gelsi
e nel quieto mistero del lago
che ci incontreremo
ma tra i ghiacci del nord
nella dimensione sconosciuta dell’oltre
lì, dove il tempo non esiste
e la materia è puro pensiero.”

Video: Antology Experimental Video-Poetry

 

created by Iolanda La Carrubba
presentato presso la II edizione di EscaMontage Film Festival Itinerante

con le poesie di:
Paolo Carlucci
Rosaria Di Donato
Tiziana Marini
Massimo Pacetti
Lorenzo Poggi
Antonella Rizzo

Distribuito da Neobar
http://neobar.wordpress.com/2014/05/29/iolanda-la-carrubba-video-antologia-per-la-ii-edizione-del-bracciano-film-festival/

Recensione

Itinerari intimi nella poesia di Serena Maffia

di Iolanda La Carrubba

 

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E’ immediato l’impatto emozionale elargito generosamente all’interno della pregevole silloge Roma mi somiglia (ed. Passigli) di Serena Maffia, è un itinerario intimo, complesso, organico, voluttuoso e attuale, costruito con efficaci parole che compongono e completano uno stile elegante, profondamente riflessivo nella sua compostezza linguistica.

Appare nitido il volere poetico che si presenzia confidente e audace, completandosi nell’esperienza sensoriale attraverso quel rimando colto, proprio della poetessa, a metafore acute e mai ridondanti, colme di un’efficacia visiva e visionaria. Sapienti si dispongono diversi orizzonti sul piano cartesiano, prono al potere immaginifico delle parole raffinate, la cui totale composizione trasporta il lettore in un opera pittorica dai rimandi metafisici:

“…capitale sparita, gente impazzita/borgo che nutre, che fa leone o drago/Roma alla sera profuma di Roma”.

Qui vi è racchiusa una struttura potente, alchemica che sconvolge l’ordine naturale delle cose quasi a voler far predominare i sensi sulla ragione, una passione femminea ardente, conturbante che sa nutrire e nutrirsi di attese e rinvii, forse soffrendo l’assenza:

“e se fossi l’acqua?/ che inghiotte la pietra e intorno acqua / che tutto inghiotte senza ingoiare”.

Persuasivo è il viaggio intrapreso oltre l’altro, tra gli altri, nell’ arte tra gli altari e i rituali degl’intimi momenti che mutano la notte in giorno, cambiando il volto di lei che vede Roma Serena, come il suo nome semplice che aspetta di accompagnarsi all’andare e il venire del tempo.

Ed è in questa attesa che la poesia di Serena Maffia si completa, percorrendo, attraversando e solcando l’andamento metrico dei classici fino ad approdare, superando le controversie del mondo fisico quotidiano, alla poesia erotica.

Viaggio dunque di sensi, desiderosi d’estasi e di assaggiare il volto segreto delle emozioni, delle reminiscenze immaginate e tangibili tratte dalle suggestioni di lei che poeticamente va nel suo Se di bambina, fino a raggiungere il suo oggi di donna:

“Firenze di me ha i capelli bagnati /occhi allungati e gelato in mano / tornata ragazzina”

Colta, vigorosa, amante della passione fatta di carne e penna,  passa ed oltrepassa se stessa raggiungendo l’origine materica del dato oggettivo, che si immerge nel subinconscio poetante di Serena, fatto di un insieme di elementi accattivanti, provocatori e vertiginosamente eroici:

“e giù per il viottolo segreto/intorno al Teatro Marcello / su per il ghetto liberato / anche dai turisti, in un sogno desiderato”.

Forte è l’esperienza materna spesso presente, altre volte più latente quasi fosse una protezione cosciente ricercata e ritrovata all’improvviso, mentre passeggia o mangia un gelato e la vede tra le bellezze del suo andare, nei gesti di una vita prosperosa:

“Napoli che bella donna/e tiene per mano i bambini / e lattanti appesi ai seni / come l’albero della cuccagna”

E’ sorprendente come si lascia anche cullare da una malinconia abbandonica, proveniente da un mondo fenomenico solipsistico, a volte illusorio che discende nelle viscere del mare interiore, dove lei si troverà armata di penna, a lottare contro il kraken dei ricordi:

“ti scorgo nel bordo concavo/della tazza adombrata/prigioniera del giorno e/di una scodella di latte”.

Passeggia riflessiva nei vicoli di un dove totale, prevalentemente composto delle tappe di un’intera vita, qui si tinge di mestizia il tracciato, valicato con cautela e ponderato fino all’atto finale:

“Assisi ti spoglia del nero / e ti veste d’aria/ti spinge per strada / su fino al sepolcro.”

Provocatoria indaga se stessa senza trascurare nulla e si fa portatrice di sfide giocose, conducendo anche il lettore verso l’analisi del suo esistere, condividendolo senza censure:

“guardami ora che ti mangio vivo/guardami è solo un gioco/che mi diverte, rido/ nel farti sentire in balia/ del mio umore lunatico.”

Mentre l’andamento poetico delinea musicale il pensiero e il suo pensare, si raggiunge una meta onirica:

“Palermo è l’impronta del mondo/sulla strada calda / serenità d’edera riflessa / calice d’ambrosia”.

Qui avviene una circumnavigazione avventurosa che riporterà Serena Maffia a somigliare all’amor per Roma:

“Roma mi somiglia, è una ragazza stanca / seduta sulla sponda della Tiberina / a sgambettare al tempo”.

 

NEWS

Libri. Ernesto il randagio, di Gerardo Rossomando

 

Risultati immagini per ernesto il randagioCome scrive l’autore è “racconto è dedicato a tutti coloro, animali o persone, che ad un certo punto della loro vita si sentono abbandonati, sentono venir meno le loro sicurezze, i loro punti di riferimento.
A volte può capitare che anche il nostro stesso Io vacilla e a quel punto nascono dal nulla milioni di domande alle quali non sempre sappiamo rispondere.
Ma Ernesto si! Ernesto ce l’ha fatta, lui è riuscito a rispondere a tutte le domande e a conquistarsi il super premio finale: la consapevolezza di se stesso”.

Un libro che denuncia comportamenti sociali distruttivi e insieme incita alla speranza, all’umanità, alla condivisione.

https://www.facebook.com/ernestoilrandagio/

Per acquistare copie
https://www.amazon.it/Ernesto-il-randagio-Gerardo-Rossomando-ebook/dp/B06Y1WKQS3/ref=sr_1_1/258-1873962-9850618?ie=UTF8&qid=1502118078&sr=8-1&keywords=ernesto+il+randagio

PoesiCanzone

 

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IL PROGETTO


Il progetto PoesiCanzone è nato da un’idea di Iolanda La Carrubba (poeta e filmmaker) e Amedeo Morrone (cantautore), ed è stato presentata all’interno della rassegna culturale San Lorenzo in Piazza 2011 patrocinato da Roma Capitale ed Estate Romana 2011, alla presenza del consigliere comunale Alfredo Spositi.  

PoesiCanzone è un’opera di trasposizione letteraria, in cui le poesie di poeti nazionali e internazionali sono state tradotte in vere e proprie canzoni in un’operazione corale nel quale i poeti hanno espresso con il loro prestigioso lavoro la sensibilità su diverse tematiche che insieme all’original sound pop-rock melodico del cantautore Amedeo Morrone, viaggiano attraverso un linguaggio sinestetico.  

Il progetto completo ancora in forma embrionale è stato ospite il 25 novembre 2015 durante l’evento a cura di Lisa Bernardini “Storie di donne” che ha visto come protagonisti, pittori, poeti, fotografi, attori, registi e notori nomi della moda. Mentre la prima presentazione del progetto si è tenuta il 21 marzo presso lo Studiolo di Eugenia Serafini (Roma) e in seguito all’interno dell’importante rassegna culturale dell’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori.

 

IL CD-ANTOLOGIA

La prima edizione del Cd-Antologia “PoesiCanzoni”, ed. EscaMontage 2017, è stata introdotta dall’illustre prefazione del musicologo, compositore ed antropologo Alexian Santino Spinelli (musicista virtuoso della fisarmonica, docente universitario di Lingua e cultura romaní, presidente nazionale della federazione FederArteRom) che sulle PoesiCanzoni afferma “… Stabiliscono un contatto immediato con l’ascoltatore a cui si parla al cuore …”.

Il primo Cd-Antologia è stato presentato ufficialmente presso la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) di Roma.

 

INFO

Per informazioni, ordinare copie e organizzare presentazioni inviare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com

VideoPoesia

Anno misericordiae

VideoArt di – Mario La Carrubba

Testo poetico di- Anita Napolitano

 

 

Kyrie eleison
Il Rabbi si alzò da tavola,
versò dell’acqua nel catino
lavò i piedi ai suoi discepoli,
e con un asciugatoio li asciugò.
Anche al figlio di Simone li lavò
sebbene sapesse della trama
nell’orto dei Getsemani.
“In verità in verità vi dico,
uno di voi mi tradirà”
e non solo il figlio di Simone,
che il bacio in spina tramutò.
A rinnegarlo prima
che il gallo cantasse
e per ben tre volte
anche Pietro, di Giona figlio
e di Andrea fratello.
Kyrie elèison, Signore, abbi pietà
Non perirà di spada
chi di spada ferirà,
clandestini in viaggio
sullo stesso relitto
lasciate che l’amore curi l’ odio,
quantunque doloranti
scaraventate il marcio dalla rupe.
Sullo spalto più alto del castello
rinfoderate l’ offesa
e la peste cesserà.
Lasciate che sugli aridi
e sterposi campi
la pioggia cada copiosa
“dopo la tempesta la quiete”
e quando il sole tra le colonne del cielo
regnerà sovrano, le lotte intestine avranno fine.
Fate che i bambini santi d’ ogni colore e credo,
perché i bambini sono santi,
non guarderanno più negli occhi le guerre
il flagello del ferro, né in cielo, né in terra.
“Il Rabbi disse,
amatevi gli uni gli altri”
bevete alla stessa fonte
e il pane in parti uguali dividete.
Nessuno Abele dovrà più perire
per mano di Caino,
accostatevi ai lebbrosari
non abbiate timore
delle piaghe altrui, del contagio
fatevi carico del fardello degli oppressi,
inimicatevi il livore
e perdonate gli oppressori
morti più dei morti.
Prima di imbracciare
le armi della giustizia
guardate il trave che acceca
e non la pagliuzza nell’ occhio
del fratello.
Solo così le greggi pasceranno
e le ferite verranno suturate.
“E chi non ha peccato la prima pietra scagli”
nessuno la scagliò, nè gli Scribi,
i Farisei, nè i sommi Sacerdoti,
il pregiudizio uccide
non farne uno stendardo
e il verbo è aratro e falce,
il male è spada.

Un documento che ha richiesto un’ intesa ricerca, un excursus a ritroso dal primo Giubileo promulgato da papa Bonifacio VIII nel febbraio del 1300 ai giorni nostri, proclamato Giubileo straordinario della Misericordia da Jorge Mario Bergoglio papa Francesco, salito al soglio pontificio il 13 marzo 2013. Il Giro delle Sette Chiese è un pellegrinaggio a piedi praticato già precedentemente ma formalizzato e rivitalizzato da San Filippo Neri. Nella sua forma originaria esso consiste in un percorso ad anello di 20 km circa che tocca le principali chiese di Roma all’epoca in cui visse il santo, le prime quattro sono le Basiliche Papali Maggiori:
Basilica di San Giovanni in Laterano
Basilica di San Pietro in Vaticano
Basilica di San Paolo fuori le mura
Basilica di Santa Maria Maggiore
Basilica di San Lorenzo fuori le mura
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Basilica di San Sebastiano fuori le mura
Data la lunghezza dell’itinerario esso viene spesso percorso dai pellegrini in due giornate. Originariamente si impiegava una giornata intera per completare il giro, dai primi Vespri, ai primi del giorno successivo[1]. La Via delle Sette Chiese copre il percorso tra San Paolo fuori le mura e San Sebastiano. Attualmente il Giro delle Sette Chiese si svolge in forma collettiva in notturna due volte l’anno, a settembre e a maggio, poco prima della festa di San Filippo Neri, guidato da un Padre della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. È anche considerato un atto di devozione tipico del Venerdì Santo e/o del Sabato Santo, che consiste nell’entrare in sette differenti chiese e nel soffermarsi in ciascuna di esse a pregare nei pressi del Cristo morto.

 

NEWS

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EscaMontage
Associazione Culturale No Profit
Iolanda La Carrubba, Sarah Panattapresenta
“EscaMontage Film Festival Itinerante”14 luglio h.17,30 – 19,00
presso la
Biblioteca Aldo Fabrizi
Via Treia 14 – Roma
Ingresso libero

EscaMontage è lieta di presentare presso la Biblioteca Aldo Fabrizi di Roma l’EscaMontage Film Festival Itinerante, una serata dedicata al cinema e all’editoria con ospiti speciali da mondo della cultura e dello spettacolo, con proiezioni e la presentazione del terzo numero di “EscaMontage Magazine N.0” realizzato in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).

PROGRAMMA

Moderano Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

Presentazioni EscaMontaEditorial:

“Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi. Presentata il 27 giugno scorso presso la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) nata, come dice lo stesso Poggi: “per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi… “
Link al blog dedicato alla raccolta: https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/
“EscaMontage Magazine N.0” terzo numero, pubblicazione cartacea aperiodica che attraversa la letteratura, l’arte, l’attualità, la storia, con la partecipazione di personalità di spicco della cultura nazionale e internazionale. Interventi dei poeti, scrittori e gli artisti presenti in sala, tra i quali Carlo Bernardi, Alessandra Carnovale, Fabio D’Alessio, Angela Donatelli, Fernando Della Posta, Franco Falasca, Irene Sabetta, Eugenia Serafini

L’attrice Francesca Stajano di ritorno dal Cayman International Film Festival, vincitrice di prestigiosi premi tra i quali il premio per migliore interprete al Southern Shorts Awards Film Festival di Roswell in Georgia, per il cortometraggio “Frammenti” di Raffeallo Sasson, leggerà la poesia presente sul Magazine EscaMontage N.0, di Massimo Pacetti

Il pittore e storico dell’arte Valerio D’Angelo racconta il cinema con un breve intervento live sul cult movie “Tre passi nel delirio”, anteprima della sua rubrica video di CineRecensioni coming soon su EscaMontage WebTV.

Proiezioni:

Cortometraggio “Dietro la finestra” una storia ricca di conflitti psicologici, narrata con una prospettiva intima e dalle tonalità drammatiche, con un cast di giovani attori, diretti con sensibilità da Silvia Zacchi, incontro e dibattito con il cast

Altri ospiti in video

News:
Dalla fucina EscaMontaEditorial in arrivo il bando per la nuova idea di antologia interattiva che vuole raccogliere sguardi sul contemporaneo e sulla memoria attraverso poesie, racconti brevi, immagini, saggi, recensioni, articoli, interviste. Attraverso un QRcode sarà inoltre possibile accedere a contenuti online di approfondimento ad essa collegati (quali video di repertorio, documentaristici, reportage, interviste, etc., i blog degli autori partecipanti, pagine social). Per maggiori informazioni inviare una e-mail a escamontage.escamontage@gmail.com o consultare le pagine social EscaMontage. Presto un comunicato stampa che sarà inviato alla mailing list e sarà pubblicato online.
Nasce il nuovo progetto ReaActionPoetry un movimento di rivoluzione attraverso la cultura tutta, l’idea nata da Iolanda La Carrubba e sviluppata insieme ad Angela Donatelli vuole principalmente coinvolgere la poesia, con tematiche sociali e civili, con il principale obbiettivo di sensibilizzare il singolo verso tutte le tipologie di ingiustizie  che inquinano l’odierno cancellando la memoria storica. Si è consolidato un primo gruppo formato dalle poetesse ed artiste Alessandra Carnovale, Sarah Panatta, Maria Pia Dell’Olmo, Iole Chessa Olivares ed altri. Dalle Avanguardie fino ad approdare alla StreetArt i temi sociali sono stati presenti e hanno avuto un ruolo rilevante per la reAzione, partendo quindi da questi esempi si vogliono invitare quanti più artisti, poeti, giornalisti e uomini di cultura a prendere parte a questo movimento. Informazioni e news sulla pagina Facebook dedicata e sulla WebTv EscaMontage.

Nel calendario dell’EscaMontage Film Festival Itinerante, V edizione, si conferma la preziosa presenza di Lisa Bernardini, direttrice del PhotoFestival “Attraverso le pieghe del tempo”, fotografa e attrice, che ha partecipato tra le altre iniziative, all’EscaMontaTour a bordo della limousine di CrisColombo, insieme al regista e sceneggiatore Marco Tullio Barboni, autore del libro “…e lo chiamerai destino” che sarà nuovamente ospite del Festival anche con la proiezione del cortometraggio “Il grande forse” interpretato da Philippe Leroy e Roberto Andreucci, musiche del Maestro Franco Micalizzi (2010).
Anche quest’anno saranno ospiti del Festival personaggi di spicco del Cinema, tra i quali Silvia Scola, Antonio Catania, Stefano Fresi, Luigi Sardiello e tanti altri. Tra le location della manifestazione l’Isola del Cinema a cura di Giorgio Ginori, il comune di Trevignano Romano presso la Galleria d’Arte diretta da Giorgio De Rossi.

Media partner: Carlo Dutto per Close Up Magazine, Il Parere dell’Ingegnere, Cineclandestino

Linkopedia:
EscaMontaEditorial
https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

EscaMontage Film Festival
https://escamontage.wordpress.com/category/film-festival/

“Chi siamo”
https://escamontage.wordpress.com/category/chi-siamo/

Servizio curato dalla giornalista Mariella Anziano per la trasmissione Buongiorno Regione, Rai3
https://www.youtube.com/watch?v=MGaOEKJI4XQ

N.B. Il programma può essere soggetto a variazioni indipendenti dall’organizzazione dell’evento.

Presente EscaMontage Blog&WebTV

https://escamontage.wordpress.com/

Per info e contatti
escamontage.escamontage@gmail.com

—

EscaMontage – Chi siamo

EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta (giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Le attività EscaMontage sono divenute un vero e proprio viaggio attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma, l’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori, la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia, l’Archivio Storico di Bracciano.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Rita Pacilio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Simone Di Conza, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo

News

 

EscaMontage logo definitivo HD

 

EscaMontage

Associazione Culturale No Profit

Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta

in collaborazione con la FUIS

vi invita alla presentazione editoriale

del libro

“Stretti sentieri”

raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka

di Lorenzo Poggi

e del terzo numero di

“EscaMontage Magazine N.0”

27 giugno dalle h.17.30

presso la FUIS

– Federazione Unitaria Italiana Scrittori –

Piazza Augusto Imperatore 4 (Roma)

Ingresso libero

EscaMontage è lieta di presentare presso la prestigiosa sede romana della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) le novità editoriali “Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi e il terzo numero di “EscaMontage Magazine N.0” realizzato in collaborazione con la FUIS.

“Stretti sentieri”, la nuova elegante raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi, nata, come dice lo stesso Poggi”per cogliere il senso dell’uomo che non s’accontenta di flash immaginifici sulla natura… ma si interroga sul perché ne percepisca la bellezza” seguendo la volontà di “riuscire a far riflettere su concetti complessi mediante pochi versi… Ovviamente per noi europei e italiani è facile e direi “provocatorio” non seguire (dopo averle però affrontate e superate) passivamente le regole rigide dell’haiku che, pur restando dentro i binari del 5-7- 5, si vorrebbe che non servano solo a fotografare poeticamente farfalle e i loro geroglifici in volo, ma anche a cercare cantucci inesplorati in cui fare poesia…”. Una raccolta emozionante e filosofica, che “come l’edera/alle corde del cuore” si attorciglia.

Lorenzo Poggi è, per propria ammissione, un “giovane poeta romano (ma tanto vecchio d’anni) esploso come un vulcano da troppo tempo dormiente. La lava dei suoi versi ormai scorre ininterrottamente da otto anni, un flusso copioso che riflette la gioia, la voglia, la rabbia, la pena di fare poesia. È una febbre, un destino. É stato per oltre venti anni capo redattore e responsabile di produzione della “Guida delle regioni d’Italia”. Dismessa questa attività, è tornato alla sua vecchia passione: l’attività poetica è iniziata (o ripresa) nel dicembre del 2009 e si è concretizzata nella produzione di oltre 2000 poesie pubblicate su vari siti e in quattro raccolte pubblicate.

https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

“EscaMontage Magazine N.0” è una pubblicazione cartacea aperiodica, giunta al terzo numero, con contenuti creativi che attraversano la letteratura, l’arte, la cultura, l’attualità e la storia, passando per l’arte visiva e i suoi mutamenti, divenendo osservatorio di integrazione e divulgatore di tendenze intellettuali. I primi due numeri del Magazine sono stati presentati presso spazi quali il Centro Gabriella Ferri di Roma con patrocinio del comune di Roma Capitale e di Zetema Cultura, presso la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia (RM) con ospiti Aureliano Amadei e Antonio Catania, presso la sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) a Roma, lo Studiolo di Eugenia Serafini a Roma.

Presenti in questo terzo numero in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), dedicato alla memoria di Massimo Pacetti, autori e personaggi di spicco dell’arte e della cultura nazionale e internazionale (in ordine alfabetico): Marco Tullio Barboni, Marco Belocchi, Carlo Bernardi, Lisa Bernardini, Alessandra Carnovale, Sabino Caronia, Mel Carrara, Diana Cavorso, Davide Cortese, Fabio D’Alessio, Ugo De Angelis, Carla De Angelis, Fernando Della Posta, Angela Donatelli, Franco Falasca, Renato Fiorito, Carla Guidi, Alessandro greyVision, Mario La Carrubba, Serena Maffia, Tiziana Marini, Monica Martinelli, Eleonora Mazzoni, Lina Morici, Amedeo Morrone, Iole Chessa Olivares, Terry Olivi, Massimo Pacetti, Rita Pacilio, Lorenzo Poggi, Daniela Quieti, Luciana Raggi, Rosario Romeo, Irene Sabetta, Marino Santalucia, Emiliano Scorzoni, Eugenia Serafini, Patrizia Veroli.

https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

PROGRAMMA

Moderano Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

Intervento e letture dal libro “Stretti sentieri” raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka di Lorenzo Poggi

Presentazione di “EscaMontage Magazine N.0” terzo numero, con interventi dei poeti, scrittori ed artisti presenti

Antonella Covatta legge Massimo Pacetti

Intervento di Antonio Natale Rossi, Simone di Conza, Giovanni Prattichizzo

EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone con brani tratti dal suo repertorio autoriale e dal progetto PoesiCanzone

Proiezione della videoart “La storia del fumetto” di Mario La Carrubba

Anticipazioni dall’EscaMontage Film Festival Itinerante, V edizione, quest’anno tra gli ospiti Silvia Scola, Antonio Catania, Stefano Fresi, Luigi Sardiello e tanti altri!

N.B. Il programma può essere soggetto a variazioni indipendenti dall’organizzazione dell’evento.

Presente EscaMontage Blog&WebTV

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EscaMontage – Chi siamo

EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta (giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Le attività EscaMontage che intraprendendo divenute un vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma, l’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori, la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia.

https://escamontage.wordpress.com/category/chi-siamo/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Simone Di Conza, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Nina Maroccolo, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo

News

KarawanFest a Roma

Dal 6 all’11 giugno, ingresso gratuito

 

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Dal 6 all’11 giugno torna a Roma KarawanFest, il primo e unico evento cinematografico che – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – tratta i temi della convivenza e dell’incontro tra culture in tono programmaticamente non drammatico, puntando a ribaltare stereotipi e cliché e proponendo visioni non convenzionali.

Per la sua sesta edizione Karawan torna alle origini nomadi, migrando di sera in sera nei cortili di Tor Pignattara e del Pigneto, e illuminando con la luce del grande cinema le paure e le diffidenze, per favorire momenti di incontro proprio nei cortili, luoghi naturali dello scambio e della condivisione. Nato a Tor Pignattara nel 2012, il progetto mette il cinema al centro di un percorso di coesione sociale e reciproca conoscenza, per riappropriarsi di spazi comuni nel segno della condivisione e dell’arricchimento culturale.

Dal 6 all’11 giugno, Karawan presenterà, ogni sera in un cortile diverso, commedie, racconti di formazione e documentari brillanti, con un’attenzione sempre particolare rivolta alle nuove generazioni di autori e registi emergenti. 8 film rappresentativi delle comunità più numerose del territorio, tutti in lingua originale con sottotitoli in Italiano, molti dei quali in anteprima. Film da tutto il mondo, che raccontano storie di paure superate, rovesciate, cancellate attraverso piccoli grandi atti di coraggio e apertura. Che non sono atti eroici o gesta esemplari, ma creazioni, scoperte, dialoghi, scommesse, amori. Gesti semplici, che ogni giorno si osservano nelle strade dei nostri quartieri, e che sono rievocate nei film in programma, nei laboratori, nelle storie che saranno raccontate al festival. Insieme.

Ogni film sarà introdotto da incursioni e performance artistiche per avvicinare il pubblico alla cultura delle comunità presenti, a cura di Asinitas Onlus, partner del progetto, che presenterà anche racconti provenienti da diverse tradizioni culturali con Narramondi: un gruppo misto di giovani donne cantastorie italiane e straniere.

Un’altra importante novità del 2017 è il gemellaggio con l’analoga manifestazione milaneseCinema di Ringhiera, ideata e diretta da Antonio Augugliaro, co-regista di Io sto con la sposae realizzata dall’associazione Nuovo Armenia. Entrambe le manifestazioni sono sostenute dal MiBACT con il contributo di MigrArti II edizione 2017, e condividono oltre alle tematiche, la natura itinerante nei cortili dei palazzi, a stretto contatto con le comunità e la cittadinanza. Anche il tema sarà comune: illuminando le paure. Con la luce del cinema, della cultura, dell’incontro, della condivisione. Questo gemellaggio, insieme alla collaborazione con Yalla Shebab Film Festival di Lecce, ha l’obiettivo di costituire un network su scala nazionale per lo scambio e la circuitazione dei film selezionati, e creare una tessitura che unisca le realtà in un racconto corale, radicato nel locale ma che assume contestualmente anche una dimensione nazionale.

Si parte martedì 6 giugno, dal cortile della Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto dove verrà proiettato in anteprima europea, grazie alla collaborazione dell’Ambasciata del Bangladesh,Kingdom of Clay Subjects, la folgorante opera prima del giovane regista bengalese Bijon. Nel segno di Satyajit Ray e Vittorio De Sica, il film è un’ode al diritto al sogno e al futuro, alla conoscenza come forma di libertà. Sarà presente per incontrare il pubblico il creative producer del film, Arifur Rahman. Abbiamo scelto di partire dal Bangladesh con un’opera così potente per dare voce ai talenti artistici e alla ricchezza culturale del paese da cui proviene la più grande comunità bengalese d’Europa, quella di Tor Pignattara.

Proprio per guardare alle comunità e al territorio con uno spirito europeo, Karawan in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e il Forum Austriaco di Cultura per il secondo anno propone il progetto Making Heimat, per contribuire a illuminare di nuovi significati i concetti di identità e cittadinanza, a partire dall’intraducibile parola tedesca Heimat, e sollecitare l’opinione pubblica su quanto i confini possano essere spostati per includere e non per escludere. Con il Forum Austriaco verrà presentato il docufilm KINDERS, scelto per la consueta matinée che Karawan dedica alle scuole del territorio. In collaborazione con il Goethe-Institut Rom verrà presentato martedì 7 giugno 300 Worte Deutsch (300 parole in tedesco), frizzante commedia turco-tedesca sull’Islamofobia, in cui un corso accelerato di tedesco per far ottenere la cittadinanza a un gruppo di giovani turche, diventa anche l’occasione della presa di coscienza come donne. Sarà presente l’attrice protagonista Pegah Ferydoni, star di Donne senza uomini e Kebab for Breakfast, che incontrerà il pubblico e le donne della scuola di italiano per donne straniere del Centro Interculturale Miguelim, con le quali condivideremo prima della proiezione anche il momento dell’Iftar, il pasto serale che spezza il digiuno del Ramadan.

Il 10 giugno Karawan Fest accoglie a Roma gli amici di Cinema di Ringhiera, che presenteranno il docufilm Patience, patience… Tu iras au paradis in vista dello “scambio” che avverrà il 24 giugno, quando Karawan porterà a Milano il documentario Luoghi comuni di Angelo Loy, prodotto da Asinitas. Infine, domenica 11 giugno gran finale in salsa carioca a Largo Raffaele Pettazzoni, adiacente il parco Giordano Sangalli: una festa dedicata all’unione di popoli e culture nel segno di sport e cinema. Verranno proiettati due film legati al mondo del calcio, dove il campo diventa luogo di socialità e spazio pubblico di condivisione. Per l’occasione saranno coinvolte associazioni della rete G2 che operano per la promozione dei diritti delle seconde generazioni e per portare un nuovo concetto di cittadinanza.

KarawanFest 2017 aderisce ai festeggiamenti per i 90 anni di Tor Pignattara e alla campagna per il riconoscimento del quartiere come nuovo rione di Roma.


Per maggiori informazioni

www.karawanfest.it

info@karawanfest.it

 

PROGRAMMA

>>Tutti i film di KarawanFest sono in lingua originale con i sottotitoli in Italiano. Ingresso gratuito.

Martedì 6 giugno | Eventi speciali di apertura

> ore 10.30_presso Il KINO proiezione riservata alle scuole del territorio

KINDERS in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura

di Arman e Arash T. Riahi, Austria, 2016, 95’ V.O. (Tedesco, Bosniaco, Inglese, Turco) sott. ITA

Dopo il successo di Everyday Rebellion, il documentario sulle forme creative di protesta non-violenta, la coppia di registi iraniani naturalizzati austriaci si cimenta in un’opera che segue con grande delicatezza alcuni giovani di varie origini e provenienze alle prese con gli alti e bassi e le sfide quotidiane del diventare “grandi”. Ragazze e ragazzi che fanno parte del programma europeo di educazione musicale “Superar”, che aiuta bambini e adolescenti a superare le paure e le turbolenze tipiche dell’età e a crescere andando oltre i propri confini. 

> ore 20.30_presso Biblioteca G. Mameli (Pigneto)

KINGDOM OF CLAY SUBJECTS | anteprima italiana alla presenza del produttore Arifur Rahman

in collaborazione con l’Ambasciata del Bangladesh

di Bijon, Bangladesh, 2016, 88′ V.O. (Bengali) sott. ITA

Uno dei più folgoranti esordi del nuovo millennio: nel segno di Satyajit Ray e Vittorio De Sica, l’opera prima di Bijon è un racconto sul diritto al sogno e al futuro, sulla conoscenza come forma di libertà. Jamal ha 10 anni e vive in un villaggio del Bangladesh rurale, con la madre Fatima, giovane donna dal passato doloroso. Quando la migliore amica di Jamal, la giovane Lokkhi, è costretta dalla famiglia a diventare una sposa bambina, Jamal si confronta per la prima volta con le regole e le norme sociali della sua comunità. Il desiderio di andare a scuola e l’incontro con l’hujur Razzak lo condurranno alla ricerca di una chiara definizione di sé. Struggente e malinconico, tenero e ricco di humour, un film palpitante di verità, un inno al coraggio di superare il proprio destino e ogni paura.

> prima del film performance di musica e danza con Sushmita Sultana e i Moon Stars Studio, due generazioni di artisti della comunità bengalese di Roma a confronto.

Mercoledì 7 giugno ore 20.30 | presso la Casa delle Arti e del Gioco del Municipio V

(v. Policastro 34)

300 WORTE DEUTSCH (300 parole in Tedesco)

alla presenza della protagonista Pegah Ferydoni | in collaborazione con Goethe-Institut Rom

di Züli Aladag, Germania, 2013, 90′ V.O. (Tedesco, Turco) sott. ITA

Una commedia scoppiettante sul conflitto culturale e sull’islamofobia dilagante in Europa, che racconta a tinte vivaci la mentalità turca e quella tedesca attraverso le vicende della giovane e determinata Lale (Pegah Ferydoni, star di Donne senza uomini e Kebab for Breakfast), pronta a “tradire” il padre musulmano tradizionalista per Marc, nipote adorabile del responsabile (xenofobo) dell’ufficio preposto all’integrazione degli immigrati… Un film frizzante e tutto da ridere che smonta i pregiudizi e i risentimenti con humor beffardo e che sa raccontare in modo spiritoso ma non disimpegnato il ruolo difficile delle “seconde generazioni”: sanare i conflitti.

> prima del film estratto dello spettacolo Narramondi a cura di Asinitas Onlus

Giovedì 8 Giugno ore 20.30 | presso il cortile della scuola elementare Grazia Deledda

(V. Filarete 94)

THE KID FROM THE BIG APPLE | anteprima italiana

di Jess Teong, Cina / Malesia, 2016, 120V.O. (Mandarino, Cantonese, Inglese) sott. ITA

Sarah ha 12 anni ed è cresciuta a New York insieme a sua madre Sophia (la superstar della tv Jessica Hsuan), ma all’improvviso è costretta a trasferirsi e si ritrova a vivere per un periodo in Malesia, con il nonno (Ti Lung, leggenda del cinema di Hong Kong) che non ha mai conosciuto. Dopo una partenza difficile, segnata dalla diffidenza dell’anziano nei confronti delle abitudini occidentalizzate della nipote, che a sua volta rifiuta le tradizioni cinesi del nonno, tra i due si instaura un legame profondo di complicità ed affetto. Una family comedy divertente e toccante che ha fatto incetta di premi al Macao Film Festival, il festival di cinema che più di ogni altro coniuga Oriente e Occidente.

> prima del film performance a cura della scuola orientale Dong Fang

Venerdì 9 Giugno ore 20.30 | presso il cortile del condominio di via Tor Pignattara 29

EASTERN BUSINESS (Afacerea Est) | anteprima italiana

di Igor Cobileanski, Romania, 2016, 84V.O. (Romeno) sott. ITA

Marian, timido cantante di un coro di provincia in Moldavia, è il simbolo di tutti gli uomini buoni incapaci di realizzare i loro sogni, se determinati a seguire le regole. Deciso a sposare l’amata fidanzata Veronica, Marian decide di avviare un’impresa: quando incontra Petro, un operaio pieno di risorse ma losco e piegato dall’alcol, lo coinvolge in un “affare orientale”, che comporta un passo dall’altra parte della legge. Una rocambolesca e acida commedia on the road, che offre risate generose e amare narrando con empatia le vicissitudini di questa umanità sgangherata che vive ai margini dell’Europa, e in alcuni fulminanti battute mette alla berlina la paura verso l’altro che sta invadendo il continente.

> prima del film performance teatrale di Arcadie Vizitiu con Massimiliano Cutrera

Sabato 10 Giugno ore 20.30 | presso il cortile del Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca 6

PATIENCE, PATIENCE… T’IRAS AU PARADIS | presentato da Cinema di Ringhiera di Milano

di Hadja Lahbib, Belgio, 2014, 85V.O. (Francese, Arabo) sott. ITA

Negli anni Sessanta migliaia di Maghrebini partirono verso il Belgio per lavorare. Fra loro, delle donne che un giorno hanno lasciato tutto per seguire il proprio uomo in una terra sconosciuta. “Patience, patience. T’iras au paradis!” (“Porta pazienza e andrai in paradiso!”) è il ritornello ripetuto mille volte per aiutare queste donne a subire la propria vita senza mai lamentarsene. Cinquant’anni dopo, sono il gusto e la curiosità per l’emancipazione a muoverle. Queste donne si riscoprono incredibilmente gioiose, capaci di un’autoironia profonda e assolutamente disinibita. La giornalista, regista e presentatrice Hadja Lahbib le accompagna nelle loro molteplici scoperte, con la semplicità delle loro ballate, il calore della loro femminilità e del loro humour.

> Il film è introdotto dagli organizzatori di Cinema di Ringhiera (Milano)

Domenica 11 giugno ore 20.30 | Festa di chiusura presso Largo R. Pettazzoni

(parco Giordano Sangalli)

in collaborazione con QuestaèRoma

LA POLVERERA

di Manuela Borgetti, Maria Rosa Jijon, Sonia Maccari, Italia, 2005, 31V.O. (Spagnolo) sott. ITA

Ogni domenica, attorno a un campo di terra battuta chiamato la “Polverera”, prende vita il Sud America di Roma: squadre amatoriali di giovani donne si riuniscono nello storico campetto al Colle Oppio, di fronte al Colosseo. Partite ininterrotte e banchetti a far da intervallo, squadre che sembrano di professionisti con meno soldi e più risate, e con il campionato femminile che primeggia per spettatori e agonismo. La “Polverera” è la Bombonera di Buenos Aires dei migranti, e Colle Oppio il “Parque de la Carolina” di Quito: all’ombra del Colosseo, la parola d’ordine è integrazione.

JULES AND DOLORES (O ROUBO DA TAÇA) di Caìto Ortiz, Brasile, 2016, 90

V.O. (Portoghese) sott. ITA

Brasile, 1982. I mondiali sono finiti (male) e il Paese è piegato dalla crisi. Peralta è un assicuratore spiantato e truffaldino, malato di gioco d’azzardo. I debiti accumulati, il lavoro, l’ultimatum della fidanzata Dolores per sposarsi. Quando tutto sembra perduto, Peralta escogita un piano che risolverà tutti i suoi problemi: con l’aiuto del suo amico Borracha, decide di rubare la “Jules Rimet”, la Coppa del Mondo di calcio vinta dal Brasile nel 1970! Basata su un fatto realmente accaduto, una scatenata crime comedy che ha vinto il Premio del Pubblico al South by Southwest di Austin.

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KarawanFest 2017 è sostenuto da

MiBACT-MigrArti

con il supporto di

Goethe Institut-Rom

Ambasciata del Bangladesh in Italia

Forum Austriaco di Cultura

SIAE

con il patrocinio di

Comune di Roma-Biblioteche di Roma –Municipio V

IILA – Istituto Italiano Latino Americano

Accademia di Romania a Roma

ideato e organizzato da

BIANCO E NERO associazione culturale

in collaborazione con

ASINITAS Onlus

News

EscaMontaEditorial presenta Stretti sentieri

In arrivo l’ultimo libro di Lorenzo Poggi

 

 

“Haiku e Senryu mischiati insieme
per cogliere il senso dell’uomo
che non s’accontenta
di flash immaginifici sulla natura
vestita dalle quattro stagioni,
ma s’interroga sul perché
ne percepisca la bellezza”.

Lorenzo Poggi

A breve la pubblicazione di “Stretti sentieri”, Lorenzo Poggi, raccolta di Haiku, Senryu, Tanka e Waka, viaggio inatteso nei mondi e modi possibili del sentire, cercando “cantucci inesplorati” tra esperienze, ricordi, visioni ed oltre.

Link al blog del libro
https://sites.google.com/site/strettisentierilorenzopoggi/

Per info e copie 
escamontage.escamontage@gmail.com

Bando

ESCA A CORTO 2018

“EscaMontage a Corto VI° edizione 2018!”

Scadenza prevista per il 1 maggio 2018
L’Associazione Culturale No Profit EscaMontage, Iolanda La Carrubba (presidente),  Emiliano Scorzoni (vicepresidente), Sarah Panatta (presidente della giuria), indice la VI° edizione di “EscaMontage a Corto”, concorso di cortometraggi, la cui premiazione si svolgerà nel corso dell’EscaMontage Film Festival Itinerante 2018 , in diverse location di Roma, attraverso il circuito delle Biblioteche, presso l’Alphaville Cineclub del Pigneto e presso prestigiose cornici nazionali ed internazionali. Verranno rese pubbliche le date delle diverse tappe di EscaMontage a Corto sul Blog&WebTv EscaMontage e sui canali ad esso collegati (Social e su altre piattaforme online)
www.escamontage.wordpress.com

1. ISCRIZIONE 
L’iscrizione al concorso è gratuita, ci sarà una prima Selezione da parte della giuria interna a EscaMontage, una volta superata la Selezione, per poter accedere alla Finale si dovrà versare una quota di 5,00 euro (pena l’esclusione dal concorso), le modalità del versamento saranno comunicate nell’e-mail ufficiale dell’avvenuta Selezione. Entro due mesi dalla convalidata Selezione e relativo versamento della quota, i Finalisti saranno avvisati tramite e-mail del giorno della cerimonia di premiazione e degli appuntamenti ad essa correlati. La partecipazione al bando è senza limiti di età, possono concorrere opere edite o inedite, che abbiano o meno partecipato ad altri concorsi (in caso di partecipazione di minore è necessaria autorizzazione da parte di un genitore o di chi ne fa le veci, pena l’esclusione). Tutte le opere, se in lingua straniera, dovranno essere sottotitolate in italiano, pena l’esclusione. L’iscrizione avviene entro il 1 maggio 2018, tramite l’invio di una e-mail al seguente indirizzo: escamontage.escamontage@gmail. com, con scheda di partecipazione adeguatamente compilata (in calce al presente regolamento). Per la Selezione inviare un link del video caricato anzitempo sulle piattaforme Youtube o Vimeo, al seguente indirizzo: escamontage.escamontage@gmail.com

2. SEZIONI
I cortometraggi non dovranno superare i 15’ pena l’esclusione. Potranno essere realizzati con qualsiasi mezzo, essere editi o inediti ed aver partecipato ad altri concorsi

Biografico – Commedia –Dramma – Fantascienza –Fantasy –Fiction – Horror – Noir –Storico – Documentario – Reportage – Parodia – Videoclip – Videopoesia – Animazione – Pilot per serie tv & web tv – Spot

SEZIONI SPECIAL

“Cinema Velico”: da un’idea del regista Aureliano Amadei potranno concorrere cortometraggi di qualsiasi genere realizzati con qualsiasi mezzo, con i temi legati al mare, al lago a tutti gli sport collegati e/o reportage di viaggio.
“Cinema a Costo Zer0”: potranno concorrere cortometraggi di qualsiasi genere e dal tema libero (fin dove questo non leda la sensibilità e non abbia contenuti offensivi) realizzati a costo zero (es. girati con telefonini, web cam, gopro, handy cam, etc.)

3. PREMI
Al primo classificato Distribuzione Indipendente EscaMontage sulla WebTv con proiezione (e le piattaforme online collegate) in diverse location inoltre verrà consegnata un’opera d’arte 
Al secondo e terzo classificato la distribuzione sulla WebTv EscaMontage (e le piattaforme online collegate)
Ai primi 10 cortometraggi la distribuzione sulla WebTv EscaMontage
Verranno assegnate pergamene a tutti i finalisti con firma della giuria, il giorno della cerimonia di premiazione ed in altre occasioni, EscaMontage inoltre fornrà i servizi di uffici stampa con divulgazione dei comunicati stampa con la classifica ufficiale di tutti i finalisti

4. LA GIURIA 
sarà composta da artisti, registi, giornalisti, critici, ed esperti del settore cinematografico. Le decisioni della giuria sono inappellabili e verranno comunicate il giorno della cerimonia di premiazione

5. LIBERATORIA 
Tutti i partecipanti sono tenuti a inviare una liberatoria autografa in cui dichiarano di detenere tutti i diritti dell’opera, di autorizzare l’organizzazione EscaMontage a pubblicizzare e proiettare l’opera nell’ambito del Film Festival Itinerante EscaMontage e degli eventi ad esso collegati e di non avere nulla in contrario e nulla a pretendere dall’Organizzazione direttamente o indirettamente tramite i soggetti o partner tecnici coinvolti nel Festival per mezzo di riprese televisive, web, fotografi, emittenti radiofoniche, interviste ecc. L’autore dichiara di essere titolare di tutti i diritti di utilizzazione dell’opera stessa, nessun escluso, e che i contenuti della stessa non violano le leggi vigenti e che l’opera non presenta contenuti a carattere diffamatorio. L’autore solleva altresì l’organizzazione da ogni responsabilità per il contenuto del corto proiettato in pubblico. I partecipanti al concorso, con l’iscrizione, autorizzano EscaMontage, organizzatore del Concorso, ai sensi della Legge 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni, al trattamento dei dati personali e ad utilizzare le informazioni inviate per tutti gli usi connessi esclusivamente al Concorso ed alle manifestazioni collegate.

Inoltre
L’Organizzazione può autorizzare una o più emittenti televisive, radiofoniche o quant’altro, a riprendere e registrare EscaMontage a corto, per l’utilizzo nella propria programmazione, senza una liberatoria aggiuntiva, né un rimborso specifico ai finalisti in gara, né per la serata stessa né in futuro.
L’iscrizione al concorso implica l’accettazione integrale e incondizionata del presente regolamento.
Per la proiezione dei cortometraggi vincitori, gli autori dovranno portare copia dvd o altro supporto (penna USB con file MP4) dei cortometraggi con anticipo di un’ora sull’orario dell’evento, per consentire le prove (qualora il dvd e il supporto non funzionassero regolarmente, l’organizzazione è sollevata da qualsiasi responsabilità). Nel caso gli autori non possano essere presenti dovranno avvisare tempestivamente l’organizzazione ed inviare i dvd e altro supporto via posta ordinaria con spese a carico del mittente (tutte le comunicazioni ed informazioni collegate ad “EscaMontage a corto 2018” saranno tempestivamente inviate tramite e-mail)
N.B: La scadenza può subire eventuali proroghe che saranno comunicate sui media online. Il presente regolamento può subire lievi variazioni indipendenti dalla volontà di EscaMontage
Per Info e contatti escamontage.escamontage@gmail.com

SCHEDA TECNICA 
Regista: _______________________________________ ________
Aiuto regista:_______________________________ ____________
Soggetto._____________________ __________________________
Sceneggiatura:________________ __________________________ Montaggio:___________________________ __________________

Musiche:_____________________________ __________________

Durata:_______________________________ __________________ Lingua:_______________________________ __________________ 
Anno di produzione:__________________________ _________

Sinossi:_______________________________ __________________ _______________________________________ _________________ _______________________________________ _________________ _______________________________________ _________________ _______________________________________ _________________ _______________________________________ _________________ 
Premi vinti: ______________________________ _________________ ________________________ ___________________________ ______________________________ ___________________________ ______________________________ __________________________

 

Vacancy

REMIX

Tre documentari sulla migrazione, tre punti di vista inediti

(news a cura di Carlo Dutto, ufficio stampa Kino)

 

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Dal 26 al 28 maggio si svolgerà presso il cinema KINO di Roma (via Perugia 34) la seconda edizione dellarassegna REMIX, evento che intende coniugare racconto cinematografico e approccio scientifico per affrontare la sfaccettata realtà delle migrazioni e della convivenza.

Il progetto è realizzato dal cinema nel quartiere Pigneto, dal DSU (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale) e dall’ILIESI – Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR.

Tre le opere attorno alle quali ruotano proiezioni e incontri della rassegna: I Migrati, diretto da Francesco Paolucci, lo spagnolo En tierra extraña di Icíar Bollaín e Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio.en tierra extrana 1

Tre documentari che raccontano la percezione – e il vissuto – delle migrazioni da parte di persone comuni e si tramutano in tre occasioni di riflessione sui temi del viaggio e della mobilità umana. Un approccio che racconta i sentimenti e le scelte di vita, senza false retoriche. “Perché una cultura delle migrazioni – sottolinea Maria Eugenia Cadeddu – si costruisce non solo con studi e dati, ma anche attraverso il racconto di storie, incontri, esperienze di quotidiana convivenza”. Ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro fra autori dei documentari ed esperti. In questa edizione della rassegna si segnala in particolare l’autorevole presenza di Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Venerdì 26 maggio, alle ore 20.30 la proiezione de I Migrati, diretto da Francesco Paolucci e a seguire incontro con il regista e con Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR.

Ore 22.30, seconda proiezione. Prodotto dalla “Comunità XXIV luglio – handicappati e non” de L’Aquila, il documentario racconta il viaggio di quattro ospiti della comunità, divenuti giornalisti per l’occasione, nei paesi dell’Appennino che accolgono richiedenti asilo e rifugiati. Attraverso interviste ai migranti e agli abitanti dei luoghi visitati, discussioni e riflessioni, il risultato è un’Italia differente da quella spesso descritta dai media.

Sabato 27 maggio, sempre alle ore 20.30 e alle 22.30, proiezione del documentario spagnolo En tierra extraña, di Icíar Bollaín, che sarà discusso in sala da Iris Martín Peralta, direttore del Festival del Cinema Spagnolo, e da Maria Eugenia Cadeddu, ricercatore CNR-ILIESI. Il documentario presenta la storia di Gloria e di altri spagnoli emigrati a Edimburgo per sfuggire alla crisi economica e costruirsi una vita migliore. Attraverso la simbologia di un guanto perduto e l’opera d’arte collettiva Ni perdidos, ni callados, gli spagnoli intervistati raccontano in modo originale la loro condizione di migranti, emblematica dei flussi migratori interni all’Europa.

Ultimo appuntamento della rassegna domenica 28 maggio, alle ore 20.30 e 22.30, con la proiezione del documentario Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio, che sarà presente in sala per discutere con Michele Colucci, ricercatore CNR-ISSM. A Lampedusa, Vincenzo, custode (in pensione) del cimitero, si preoccupa di seppellire i migranti vittime dei naufragi, nonostante le critiche per l’uso della croce in tombe destinate a persone non di fede cattolica. A Zarzis, in Tunisia, il postino Mohsen Lidhabi raccoglie indumenti e oggetti restituiti dal mare alla terra, a seguito di naufragi. Fra i due inizia una singolare corrispondenza.

Il cinema Kino ha creato negli anni un marchio riconosciuto nella diffusione del cinema di qualità a livello nazionale ed europeo. Il DSU è istituzione di riferimento nei migration studies e diversi Istituti ad esso afferenti sono impegnati in progetti di ricerca sulle migrazioni, promossi anche dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Lavoro. La rassegna Remix rientra in un progetto di collaborazione incentrato sulla relazione tra fenomeni migratori e loro rappresentazione audiovisiva, al fine di esaminare i modi in cui tali fenomeni sono narrati nella contemporaneità.

Per informazioni

KINO
via Perugia 34 – Roma

tel. 06 96525810

info@ilkino.it
http://www.ilkino.it

Ufficio stampa KINO

Carlo Dutto

carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089

 

 

 

 

NEWS

Whisky Festival by Spirit of Scotland

 

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Si tiene a Roma, sabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) la settima edizione di Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.romawhiskyfestival.it

Imperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Roma Whisky Festival è un evento ricco di degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati a esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt”. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultant, Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie.

Di seguito il video riassunto della scorsa edizione:
www.youtube.com/watch?v=QN22…

La settima edizione presenterà masterclass di noti brand e ospiti internazionali del mondo della miscelazione, che terranno seminari e talk. Tra le masterclass confermate, quella di Ken Lindsay, International Brand Ambassador di Chivas Brothers, che tratterà delle nuove referenze legate a Ballantine’s e la Masterclass Glenfarclas con 2 single cask family reserve e 2 original bottling non ancora svelati dall’azienda. Inoltre, i mini-corsi da 25 minuti sull’ABC del whisky per i neofiti, ma anche spazio ai libri con la presentazione della nuova edizione di “Iconic whisky. Single malts & more. La guida degli esperti alla degustazione”, di Cyrille Mald e Alexandre Vingtier. Inoltre, il premio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del festival, valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting. Tre le categorie per questa edizione: Best Scottish Malt, Best Rest of the World Malt e Best World Single Cask, con il premio speciale “Whisky & Smile”, che sarà assegnato alla migliore bottiglia in assoluto.

Al festival si potranno degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche l’unico whisky – ad ora – prodotto in Italia, ma come novità in termini di offerta al pubblico, la nuova area dedicata ai Cognac e Armagnac. Sei i cocktail bar dell’area mixology che misceleranno per il pubblico: tre da Roma, il The Jerry Thomas Project, l’Argot e il Freni e Frizioni e altri tre bar provenienti dal resto d’Italia.

All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata di Roma Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche bretoni al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis. Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte di Rachel Rennie, ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. La compagine si è allargata con l’arrivo di Pino Perrone, Emiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

In questi sette anni sottolinea Andrea Fofi sono stati tanti i cambiamenti e di pari passo la crescita della manifestazione, che ad oggi è considerata tra le più importanti a livello internazionale, con oltre 50 aziende partecipanti, oltre 1500 etichette in degustazione, brand provenienti da tutto il mondo e guest di livello internazionale che animano la due giorni con masterclass, seminari mixology, talk tutti ad alto contenuto alcolico (responsabile). In considerazione di questa importante crescita si è reso necessario, a causa del numero sempre più crescente di brand, aziende e distillerie non scozzesi che prendono parte al Festival, il cambiamento di denominazione della manifestazione in Roma Whisky Festival“.

Orari _Sabato 3 marzo, dalle ore 14:00 alle 23:00
Domenica 4 marzo dalle ore 14:00 alle ore 21:30

Biglietto: _Intero: 10 euro – da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida
Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.

Per informazioni:
www.romawhiskyfestival.it
info@romawhiskyfestival.it
tel. 06 32650514
Facebook: www.facebook.com/Spirit-of-S…
Instagram: www.instagram.com/romawhisky…
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=QN22wiVltB8 

 

 

NEWS

La Mélodie

Il film di Rachid Hami dal 29 marzo al cinema

 

 

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È in arrivo nelle sale italiane dal 29 marzo con Officine UBU, l’emozionante pellicola francese La Mélodie, una storia sulla forza della rinascita attraverso le proprie passioni, diretta da Rachid Hami. Il regista traduce in immagini e parole le situazioni difficili realmente vissute dai giovani allievi delle scuole multietniche parigine. Un film sull’amore per la vita e per l’arte, dove i protagonisti affrontano le disillusioni con una nuova speranza, cercando di ottenere il loro riscatto sociale.

Una rivalsa che ha il suono di un violino accordato sulle note della vita.

Simon, un famoso musicista ormai disilluso, arriva in una scuola alle porte di Parigi per dare lezioni di violino. I suoi metodi d’insegnamento rigidi non facilitano il suo rapporto con alcuni allievi problematici. Tra loro c’è Arnold, un timido studente affascinato dal violino che scopre di avere una forte predisposizione per lo strumento. Grazie al talento di Arnold e all’incoraggiante energia della sua classe, Simon riscopre a poco a poco le gioie della musica. Riuscirà a ritrovare l’energia necessaria per ottenere la fiducia degli allievi e mantenere la promessa di portare la classe ad esibirsi al saggio finale alla Filarmonica di Parigi?

distribuito da Officine UBUhttp://www.officineubu.com

Ufficio Stampa

Ornato Comunicazione

Via Flaminia, 954

00191 – Roma

Tel. +39. 06.33.41.017

Fax +39.06.33.21.33.74

segreteria@ornatocomunicazione.it

http://www.ornatocomunicazione.it

 

NEWS

L’IMPERATORE DELLA SCONFITTA
L’opera di Jan Fabre al Brancaccino

 

Dedicato all’attore Marc Moon Van Overmeir, questo testo scritto da Jan Fabre, uno degli artisti più estremi e visionari del nostro tempo, coreografo, regista e scrittore belga, da quarant’anni in prima linea in una ricerca visionaria, non è una storia, non ha un filo narrativo, né personaggi di cui raccontare, è piuttosto un flusso di coscienza, un viaggio e un rincorrersi di riflessioni, sull’essere umano e su un tema della “perdita”.
Per Fabre, la sconfitta è azione, è momento di riscatto che, senza dimenticare mai menzogna e rifiuto, permette di proseguire. È punto di partenza e di arrivo che permette di sbagliare ancora. Come in un gioco di specchi, in una ripetizione continua, sbaglio dunque sono. La sconfitta è una condizione dell’esistenza. E la ripetizione genera l’arte. Come in una poesia ermetica, il monologo di Fabre semina tracce di un discorso impossibile che raggiunge e mette a nudo l’essenza di ogni essere umano. La sconfitta dunque è l’alveolo del riscatto ed esprime la possibilità di un nuovo inizio e prevede in sé i parametri di un’azione rivoluzionaria. La scalata di ogni uomo è verso il cielo per cercare un posto dove riporre il povero cuore. E in questo errare dell’anima forse spunteranno due ali per volare.

Note di Regia (Elena Arvigo)
Dopo aver letto questo testo una decina di anni fa ho cercato Jan Fabre e ho studiato con lui un laboratorio della Biennale di Venezia. Sono stata ad Anversa nella sua Factory e penso che Jan Fabre sia un artista da “seguire sempre” per la carica vitale e il senso profondo della sua arte. In particolare “L’Imperatore della sconfitta” offre una riflessione straordinariamente originale sulla fragilità delle nostre identità e sul valore creativo del fallimento. Di questo testo e di Jan Fabre amo lo slancio verso il mondo con il cuore in mano “fuori dal corpo” e il suo essere sempre sfuggente a qualsiasi definizione .La sfida è quella di cercare di restare “perdenti” per poter ricominciare e di provocare questa perdita con vitalità. In amore e in guerra “vale” qualsiasi cosa. Il teatro è entrambe le cose insieme. Gli attori per Jan Fabre sono “guerrieri della bellezza”. L’effetto che mi fece studiare con Jan Fabre fu più o meno questo. Una grande provocazione – intelligente e profondamente umana. Da quell’incontro nel 2011 è nato il desiderio di viaggiare dentro questo suo testo .L’impresa è complessa ma la domanda che mi fa rimanere curiosa di continuare è sempre la stessa “Perche no ?”. L’Imperatore della sconfitta è l’uomo – l’attore che coglie ogni perdita come possibilità di ricominciare. E tra cadute e barcollamenti, provando e riprovando – all’imperatore della sconfitta – forse alla fine nasceranno due ali tra le spalle. Forse anche solo riuscire ad immaginarle – dice l’Imperatore – sarà parte di un nuovo viaggio.

https://www.teatrobrancaccio.it/brancaccino/stagione-2017-2018/1045-l-imperatore-della-sconfitta.html

 

Regia di Elena Arvigo,
Cn Elena Arvigo e Caterina Gramaglia
TEATRO BRANCACCINO
15-18 febbraio 2018
dal giovedì al sabato ore 20
domenica ore 18.45

Recensioni

Darkana
di Davide Cortese Edizioni Lietocolle

Recensione a cura di Luciana Raggi

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A pag. 21 l’autore scrive: “Ti prometto […] di ruggire luce”.

La promessa dell’autore è stata mantenuta. Dopo aver letto questo libro di poesie si può ben dire che il poeta ha urlato parole capaci di ruggire luce. Una luce simbolica e una luce forte e vera che nella sua isola natale colora tutto e ha impregnato i suoi ricordi che s’infilano nel presente, in mezzo al nero e al grigio. Accanto alle parole che ricorrono più frequentemente- arcano, nero, notte, buio, ombre…-c’è spesso un riferimento alla luce. Nel titolo, DARKANA, troviamo insieme nero (dark ) e arcano declinato al femminile, a formare un unico nome proprio che pare s’addica alla donna che vediamo in copertina (disegno dell’autore stesso intitolato Odessa ) Qualche esempio:
il buio non è che una luce acerba (pag. 71 ) ; luce nera (pag 41), Il buio mi dona (pag 40); La mia gondola di tenebra lucente (pag. 34)¸ “oscuro è il sapere del poeta”. “intingo la penna nel mio buio/per scrivere un ultimo verso di luce” (pag 76); La descrizione di questa realtà arcana, misteriosa, oscura, ci mostra un’inquietudine irrisolta. Il suo volto che emerge dall’acqua, punta di un iceberg sepolto dall’abisso, è un’isola arcana; anche il bosco, dove nelle fiabe ci si perde, è oscuro, arcano… Nera non è solo la notte, ma anche la giostra, la lancetta del tempo …e nero è il carnevale e l’abito, le città sono nere…ecc.; poi…c’è una burrasca di luce, un pianto di luce, una goccia di luce, un verso di luce… Nel libro troviamo molte poesie brevi: una composta di 1 solo verso (“ Il buio mi dona”), 5 di 2 versi, 5 di 3 versi, 5 di 4 versi, 7 di 5 versi…). E’ una poesia essenziale, una poesia priva di enfasi e di sentimentalismi, mai banale né ovvia. Ama le immersioni nel profondo e attinge energia dall’inconscio per portare alla luce immagini e simboli, parole e metafore che arricchiscono i significanti di molteplici significati. La sua voce è potente proprio per questo, perché nelle sue parole sono cristallizzati messaggi dell’es. Quando scrive poesie Davide Cortese opera al di fuori delle consuete categorie logiche e perciò quello che leggiamo, pur essendo legato strettamente al reale, sia nella sua concretezza che nella sua connotazione emotiva, lo supera e lo pone in una dimensione atemporale.Vera poesia!

News

Concorso “Storie dal Futuro”

YouPopoCorn invita i creativi tra scrittura e disegno, scadenza 12 dicembre 2017

 

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Dopo il successo dello scorso concorso, quello che ha dato alla luce Racconti di Sogno torniamo a scrivere racconti con il nuovo doppio concorso: Storie dal Futuro.

Perché doppio concorso?
Perché saranno ben due i modi per partecipare: come Scrittore e come Disegnatore.

Il concorso per scrittori
Come per Racconti di Sogno, anche questo nuovo contest si propone per creare una raccolta di racconti scritti dalla vasta platea di scrittori di YouPopcorn. Tali racconti verranno votati per attinenza, gusto, scrittura ed originalità, portando ad avere una classifica ben definita. Quest’anno si parla di Futuro, in tutte le sue forme e senza un genere prestabilito. Potrete scrivere di tutto, dalla fantascienza al romanzo rosa all’interno di un futuro non tanto remoto, dal mondo distopico al dramma della guerra. L’importante è che si parli nel o del futuro.

Trovate tutto il regolamento a QUESTO LINK

Il concorso per disegnatori
Questa volta, con Storie dal Futuro abbiamo deciso di dare spazio anche ai disegnatori per creare una copertina del libro originale e ben fatta. Ogni disegnatore potrà mandare la propria opera (purché sia attinente al tema del futuro) che, dopo essere passata al vaglio della redazione che ne attesterà l’attinenza e la mancanza di elementi non pubblicabili, verrà inserito in un album sulla pagina facebook e verrà votato da tutta la community.

Trovate tutto il regolamento in QUEST’ALTRO LINK

Cosa aspettate?
Non perdete tempo: il futuro è alle porte.

 

 

http://youpopcorn.net/storie-dal-futuro-concorso-per-scrittori-e-disegnatori/

VideoArt

I ragazzi del ’99

di Mario La Carrubba

 

 

 

 

Caporetto 24 ottobre 1917, un secolo, cento anni sono passati ed è giusto ricordare Giustino Tuveri che, uscito di scena nel 2007 a 107 anni, fu uno dei tanti giovanissimi contemporanei che combatterono nell’ottobre del 1917, nella battaglia di Caporetto passando alla storia come “I ragazzi del ’99”. Ed è per non relegare nei recessi della mente, per ricordare un fatto storico, per consolidare nella nostra Memoria questo stralcio di “Vita” che ho dedicato la videoArt ai ragazzi del ’99, al loro coraggio, al loro giovane eroismo, al loro sacrificarsi per amor di Patria.

Mario La Carrubba

News

Novità editoriale, Darkana di Davide Cortese

Uscito presso Lieto colle l’ultimo lavoro del poeta eoliano

 

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C’è altrove un mio volto
che emerge dalle acque
e si fa isola.
E’ la punta di un iceberg
sepolto dall’abisso.
C’è altrove un’isola arcana
che non è che il mio volto
emerso
in un altro tempo.

(una poesia tratta da Darkana, di Davide Cortese, Ed. Lieto Colle, Como 2017)

 

“La nuova raccolta di Davide Cortese, Darkana, è l’ottava prova in versi di una voce interessante e inquieta e anche, con quest’ultimo libro, davvero singolare, che ha in attivo anche una buona produzione narrativa e versi nel dialetto della sua isola d’origine. Si tratta di un libro di poesia vero e proprio, che si presenta con i tratti peculiari di marcata e di consapevole distanza, tonale e ritmica, dal presente linguistico: non è casuale ed è una scelta voluta, precisa ed insistita, consapevole e rischiosa. Come se l’autore ci tenesse a rimarcare il proprio dissenso, o piuttosto, la propria disappartenenza a una lingua della poesia contemporanea comunemente connotata da formularità lineari e da medietà tonali e sintattiche spesso tendenti a una comunicazione tanto semplificata quanto ovvia, e spesso sconfinante nelle lingue di sabbia o di plastica della comunicazione e della prosa più adiacente o prossima. Sarà questa una delle ragioni per le quali assistiamo, da lettori, ad una progressiva discesa nell’enigma, tesa alla ricerca delle ragioni più intime, o propriamente, ‘buie’ dell’essere, nel continuo affronto o combattimento dualistico tra sé e altro da sé, tra bene e male, tra inferno e salvezza. Il viaggio è dunque da intendere quale continuo affondo nell’immaginario linguistico e nell’imagerie fisica e psichica: una catabasi… Cortese volesse condurre la sua ricerca linguistica in un’area vintage, anteriore alla cultura post-moderna di cui noi
tutti siamo intrisi. Per questo ricorda Il canto della tenebra, per questo attinge ad un modello unico, quasi irripetibile. Coniugando poi l’orizzonte campaniano con l’istanza plastica, meglio, pittorica, della drammatizzazione chiaroscurale caravaggesca.
..” (dalla prefazione di Manuel Cohen).

 

Davide Cortese è nato nell’ isola di Lipari nel 1974 e vive a Roma. Si è laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Messina con una tesi sulle “Figure meravigliose nelle credenze popolari eoliane”. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, titolata “ES”, alla quale sono seguite le sillogi: “Babylon Guest House”, “Storie del bimbo ciliegia”, “ANUDA”, “OSSARIO”, “MADREPERLA”, e “Lettere da Eldorado”.
I suoi versi sono inclusi in numerose antologie e riviste cartacee e on-line, tra cui “Poeti e Poesia” e “I fiori del male”. Le poesie di Davide Cortese nel 2004 sono state protagoniste del “Poetry Arcade” di Post Alley, a Seattle. Il poeta eoliano, che nel 2015 ha ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale “Don Luigi Di Liegro” per la Poesia, è anche autore di due raccolte di racconti: “Ikebana degli attimi” e “NUOVA OZ”, del romanzo “Tattoo Motel” e di un cortometraggio: “Mahara”, che è stato premiato dal Maestro Ettore Scola alla prima edizione di EOLIE IN VIDEO e all’EscaMontage Film Festival Itinerante.

 

L'immagine può contenere: una o più persone e occhiali

https://www.facebook.com/groups/1702494503355743/permalink/1923249481280243/

Reportage

Incontro con Germain Droogenbroodt, musica live & ReAction Poetry

 

 

Reportage dell’Incontro con Germain Droogenbroodt, a cura di Luca Benassi e Flaminia Cruciani, presso lo “Studiolo Artecom Onlus” a cura di Eugenia Serafini e Nicolò Giuseppe Brancato.
Evento in collaborazione con EscaMontage.
Video a cura di Iolanda La Carrubba.

Vacancy

Secondo tempo – operetta buffa per uno scrittore

Spettacolo di e con Nicola Macchiarlo

 

secondo

Uno studio televisivo, siamo alle ultime battute di un talk show dove l’argomento del giorno è stato ampiamente trattato e gli animi sono caldi; è il momento dell’ultimo ospite, il famoso scrittore Nicola Macchiarlo che leggerà alcuni dei suoi scritti, vincitori di numerosi premi in tutto il globo. I suoi personaggi, stanchi di essere relegati tra le pagine di un libro si palesano per raccontare ciò che si nasconde tra le pieghe del romanzo.

Opera di e con Nicola Macchiarlo

venerdì 13 maggio h. 21-23

biglietto 5 euro + 2 di tessera

Teatro Furio Camillo

Via Camilla, 44, 00181 Roma
06 9761 6026
teatrofuriocamilloroma@gmail.com

CinemArte

“Tre passi nel delirio”

a cura di Valerio d’Angelo

 

In questa prima puntata della videorubrica “CinemArte” lo storico d’arte e pittore parla del film “Tre passi nel delirio” di Roger Vadim, Louis Malle, e Federico Fellini, descrivendo curiosità sul set e le contaminazioni tra cinema e arte.

Racconto

Una casa che è la fine del mondo

di Monia Guredda


[Racconto pubblicato nell’antologia Racconti di Sogno, nata dal 1° Concorso Letterario di YouPopcorn.net, e edita da Ilmiolibro.it, in cui sono presenti i 25 migliori racconti sul tema “sogno”, scelti da un team di giudici legati al sito di arte di YouPopcorn].

casa bambola

E pure questa domenica ci tocca passarla a casa dei nonni.
Che palle.
Cinzia ha solo cinque anni, quindi non può dirlo, ma può almeno pensarlo. E lo fa! Lo pensa per tutto il tragitto da casa sua a quella dei nonni, che è troppo vicina per giustificare l’uso della macchina, ma abbastanza lontana per stancarsi percorrendo il tragitto. D’estate si cuociono sotto il sole impietoso di una via senza un grammo di benevola ombra e d’inverno tira sempre un vento gelido che ti taglia naso e orecchie.
Ora è inverno e Cinzia cammina infagottata e infreddolita tra i genitori, pensando cheppallecheppallecheppalle. Una volta varcata quella soglia sarà prigioniera di quella casa. Gli uomini seguono le partite e tutti quei patetici programmi in cui persone “adulte” urlano e si insultano per difendere o offendere un branco di miliardari analfabeti che tira calci ad un pallone. Le donne inizieranno con il parlare male degli assenti per poi, quando gli assenti entreranno a loro volta in casa, abbracciarli, baciarli e fargli mille complimenti fasulli. In quella casa è pericoloso anche andare in bagno; chissà cosa possono dire di te nell’arco di quei due minuti!
Cinzia ha cinque anni e ha il potere dell’invisibilità, nel senso che gli adulti non se la filano proprio. Ha capito tempo fa che se sta in silenzio si dimenticano di lei. Se prova a dire una parola viene zittita, soprattutto dagli uomini che seguono le partite in salotto, ma se sta zitta zitta può girare libera per casa e ascoltare tutto.
Cinzia ha cinque anni, ma ha già perfettamente capito le dinamiche familiari. E non le piacciono. Mamma e papà, a casa loro, parlano con lei, guardano i cartoni con lei, disegnano con lei… ma quando entrano nella casa dei nonni si adattano alla indifferenza ed alla falsità che lì regnano sovrane.
Cinzia ha cinque anni, ma capisce che lì i genitori indossano una maschera, che lo fanno per non litigare con i nonni e gli zii che invece sono così sempre e ovunque.
Ma Cinzia, che ha cinque anni, proprio non capisce perché qualcuno dovrebbe dimostrarsi peggiore di quello che è solo per abbassarsi al livello di persone che sono brutte e cattive.
Quando in casa dei nonni c’è il suo zio preferito, il fratello più piccolo di papà, Cinzia è felice, perché insieme vedono i cartoni e i film horror, in camera, lontano dalle partite di calcio e dalle chiacchiere. È una piccola isola tranquilla in quel mare ostile. Ma quando non c’è zio Matteo, Cinzia è sola. Gira per casa, tranquilla ed in silenzio, ascoltando le malignità delle zie e gli urli sportivi degli zii. Cinzia sta zitta, ma ascolta tutto. E capisce. Capisce che non vuole far parte di quel gruppo di persone, e che quando sarà grande e potrà scegliere non andrà più a passare le domeniche e le feste in quella casa, con quelle persone. E spera che anche la mamma ed il papà restino con lei, lontano da quella casa.
Le partite sono finite e gli uomini escono per andare a bere l’amaro al bar.
Le donne si impadroniscono del salotto e si siedono al tavolo per giocare una partita a scala 40. Giocano e chiacchierano. Parlano male di chi non è presente. Ma non si stancano mai?
Cinzia si siede sul divano in salotto con loro, che a malapena la notano, assorte come sono nell’analizzare ogni singola parola detta da una prozia durante il matrimonio di un cugino di secondo grado che si è celebrato tre mesi fa a Genzano.
Cheppallecheppallecheppalle
Cinzia parte da casa sempre armata: blocchi da disegno e matite colorate, almeno una Barbie da acconciare e vestire e/o un peluche e tanta pazienza e fantasia.
Ha da passà a jurnata!
Cinzia disegna, e le donne chiacchierano e giocano a carte.
Cinzia impara a fare la treccia ai lunghi capelli biondi di Barbie Sci e le zie chiacchierano e giocano.
La televisione è spenta.
È un pomeriggio invernale particolarmente buio. E lento. Il tempo scorre come una lumaca in stato semi-comatoso.
Cinzia è seduta per terra e sta finendo di costruire una casa con i mattoncini colorati.
Le sta riuscendo proprio bene. È un villino a due piani, in mattoncini rossi, con un patio bianco che gira tutto intorno. Ora Cinzia inizia ad incastrare gli infissi delle finestre. Bianchi.
“Ciao Cinzia.”
Cinzia si gira e non capisce da dove viene la voce. Una voce maschile.
“Qui, Cinzia.”
Cinzia si gira verso la casa di mattoncini.
La voce viene da lì.
“Ciao Cinzia. Come stai?”
Cinzia fissa la casetta che ha appena finito di costruire. È un oggetto inanimato, fermo, immobile. Ma lo fissa talmente intensamente che le sembra che le finestre con gli infissi bianchi somiglino vagamente a degli occhi. E che la porta potrebbe sembrare proprio una bocca…
“Cinzia, tesorina, ti annoi?”
Non ci sono più dubbi. La voce viene dalla casa. Mentre parlava, Cinzia ha visto muoversi impercettibilmente, ma inequivocabilmente le finestre del primo piano e la porta d’ingresso a pianterreno. E poi emana una specie di leggera luminescenza.
“Chi sei?”
“Sono tuo amico. Avevo visto che ti stavi annoiando e ho deciso di farti compagnia.”
“Ma io non ti conosco.”
“Ma se mi hai creato tu!”
“Non è vero! Io ho costruito una casa con i vecchi mattoncini di zio. Tu sei un’altra cosa.”
Cinzia si gira verso il tavolo dove sua madre, la nonna e due zie stavano giocando a scala 40 e spargendo veleno sui parenti assenti.
“Mamma! Mamma, aiuto, ho paura!”
Ma la mamma non risponde. Non si muove.
Cinzia si alza dal pavimento dove era ancora seduta e si avvicina lentamente al tavolo.
Le quattro donne sono sedute ai quattro punti cardinali del tavolino rotondo. Ognuna di loro tiene, con entrambe le mani, cinque carte disposte a ventaglio. I polsi sono appoggiati sul bordo del tavolino. Le quattro donne, con le schiene rigide appoggiate agli schienali delle sedie, fissano con occhi vacui le carte, con le teste leggermente inclinate verso il basso, ma con il collo rigido. La pelle di tutte ha uno strano colorito; è rosa, ma non è il rosa naturale della pelle. È il rosa delle matite colorate, come quello che usa Cinzia per colorare la pelle dei personaggi dei cartoni che ama disegnare.
Cinzia le chiama una per una, a voce sempre più alta, fino ad urlare, lei che in quella casa a malapena sussurra. Se le donne stessero bene la zittirebbero subito con un’occhiataccia. Ma restano immobili e in silenzio.
Cinzia ora ha davvero paura. Ma nella paura per la sorte di sua madre e delle altre ha dimenticato il problema originario: la casa di mattoncini.
E infatti quella, sentendosi trascurata, torna a far sentire la sua voce.
“Cinzia, amorino, in questa casa sei quasi sempre completamente sola. Io sono qui per giocare con te. Non vuoi giocare con me?”
La voce è melliflua, profonda. Tenta di apparire dolce, ma c’è uno stridore di fondo che solo un orecchio allenato alle malignità come quello di Cinzia potrebbe cogliere.
In casa Cinzia è sola con quei quattro manichini che simulano sua madre e le altre. Fuori è buio, freddo e la strada è isolata. Ma Cinzia prende una decisione. Punta la porta, dando le spalle al tavolino con i manichini ed alla casa di mattoncini.
Sta per raggiungere la porta ed è fermamente intenzionata ad uscire, anche senza cappotto.
Si sente circondare la caviglia. Abbassa lo sguardo. Una nebbia verde acido, fluorescente, le avvolge la caviglia. E la blocca. Con gli occhi segue la scia verde e vede che parte dalla casa di mattoncini. La casetta emana quella luce inquietante, che è gassosa e solida ad un tempo. Fasci di luce vengono proiettati all’esterno attraverso le finestre e le porte, come scariche elettriche. Sembra che un temporale si stia scatenando dentro la casetta e che questa stia per esplodere. Ma non esplode.
Il laccio di luce verde serra la presa sulla caviglia di Cinzia e inizia a tirare. Cinzia si sente trascinare sul pavimento. Oppone resistenza, rischia di cadere in avanti e di sbattere la testa, ma all’ultimo momento riesce ad afferrarsi con entrambe le mani alla mostra della porta del salotto. Questo le permette anche di ancorarsi e resistere alla forza che cerca di trascinarla verso la casa di mattoncini.
La casetta ora è arrabbiata e getta la maschera dell’amicizia.
“Perché mi resisti? Perché non vuoi far parte del mio mondo? Tu DEVI entrare e giocare al mio gioco!”
“NOOOO! Non vogliooo!”
In quel momento la porta d’ingresso si apre e, insieme ad una ventata gelida, entrano il papà, il nonno e gli zii che erano andati a bere l’amaro al bar. C’è anche zio Matteo!
“Abbiamo portato le pastarelle, signore!” annuncia uno degli zii sorreggendo un vassoio.
Le quattro donne al tavolo da gioco tornano umane .
Il fascio di luce verde scioglie il suo abbraccio dalla caviglia di Cinzia, striscia a ritroso verso la casetta che si spegne e torna ad essere una banalissima casa giocattolo di mattoncini.
Tutto questo si svolge in una manciata di secondi.
Cinzia si lancia al collo del padre, felice e sollevata.
“Che succede Cinzia?”
“Papà, la casa di mattoncini è cattiva…” inizia a dire, avendo paura di non essere ascoltata o di essere ascoltata e presa per matta. Ma deve raccontare al padre quello che è successo.
Il papà di Cinzia si avvicina alla casa di mattoncini, alza il piede e lo cala distruggendo la costruzione.
“Problema risolto!” annuncia e sorride rivolto a sua figlia.
Cinzia prova un sollievo indescrivibile.
Ora sa che nessuna situazione è senza via d’uscita.

“Cinzia! Cinzia, dai che la cena è in tavola.”
Cinzia apre gli occhi. Si era appisolata sul divano del salotto, mentre faceva la treccia a Barbie Pista da Sci. Guarda per terra. Nessuna casa di mattoncini. Guarda i suoi parenti: non sono manichini. Guarda la tavola imbandita. Guarda la televisione; c’è Dribbling. Quella dannata musichetta la perseguiterà per anni. Ma almeno seduto a tavola c’è zio Matteo. Il posto vicino al suo è libero, per lei. Sa che dovranno parlare poco e a voce bassa, ma è comunque felice.
Cinzia ha cinque anni, ma ha già imparato a cogliere il lato positivo dalle situazioni negative. E sa che quando sarà più grande potrà scegliere da sola chi frequentare e chi no.
E decide che trasformerà questi suoi pensieri in storie da scrivere e da far leggere a chi lo vorrà.

N.d.A. Un po’ storia di vita vissuta, un po’ sogno, un po’ auto-psicoanalisi.

Links

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1205255/#!%5D
http://youpopcorn.net/

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Mondo Za all’Apollo 11

20 dicembre ore 21.00, per la rassegna Racconti dal vero

 

L'immagine può contenere: albero, cielo, sMS e spazio all'aperto

Mondo Za, un film di Gianfranco Pannone, in anteprima romana mercoledì 20 dicembre ore 21.00 presso Centro Aggregativo Apollo 11, c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio 80/a, (angolo via Conte Verde) – Roma, nell’ambito di “Racconti dal vero”, con il sostegno di SIAE.


Alle 20.45 prima della proiezione verrà offerto Parmigiano Reggiano e Lambrusco, in omaggio alla Bassa zavattiniana.

A seguire concerto breve per pianoforte di DANIELE FURLATI (compositore delle musiche di Mondo Za)

Introduce il film MARCO PISTOIA (Università degli Studi di Salerno)
che al termine della proiezione ne discute con il regista GIANFRANCO PANNONE, il distributore MARIO MAZZAROTTO, l’autore delle musiche DANIELE FURLATI e UGO ADILARDI per l’Aamod.

Cesare Zavattini e la Bassa reggiana. La Bassa reggiana e Cesare Zavattini. Un rapporto di reciprocità ricco e complesso, che in questo film intreccia passato e presente, creando un nuovo tempo sospeso attraverso le testimonianze di quattro uomini d’età e condizioni sociali diverse. Un film a partire dal grande Za, che incontra idealmente la sua gente in questo pezzo d’Emilia che lambisce il Po.

Regia Gianfranco Pannone Sceneggiatura Nico Carrato, Primo Giroldini, Gianfranco Pannone Montaggio Nicola Tasso Fotografia Pierpolo Pessini Musica originale Daniele Furlati Produttore Primo Giroldini, Giovanna Beghi Produzione Poligraphic/Effetto Notte in collaborazione con Rai Cinema e con Film Commission Emilia Romagna, BPER Banca, Conad, Fondazione Un Paese in associazione con Movimento Film e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

Ingresso con tessera associativa Apollo 11
(sottoscrivibile in loco)

Per prenotazioni booking@apolloundici.it
Le prenotazioni dovranno essere convertite in biglietti presso la biglietteria almeno 30 minuti prima dell’inizio dell’evento. La prenotazione non convertita non dà diritto di accesso all’evento.

 

https://www.facebook.com/events/382231535575172/

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Successo per la IV edizione di “Genova calibro 9”

di Lisa Bernardini

 

Gadgets da Genova Calibro9 (Medium)
Si è svolta a Villa Bombrini, a Cornigliano, nei giorni 25 e 26 novembre 2017, la quarta edizione di “Genova calibro 9” con ospite d’onore il maestro e compositore Franco Micalizzi, autore delle più belle colonne sonore del genere poliziesco italiano e del motivo musicale di “lo chiamavano Trinità”. Intervistato da Riccardo Storti in una intervista pubblica nella sala Solimena davanti ad un folto parterre di appassionati, il noto compositore e direttore d’orchestra ha raccontato la sua storia, aneddoti e vicende della sua esperienza musicale.
Franco_MICALIZZI (Medium)“E’ stato un appuntamento emozionante : l’incontro con un  pubblico caloroso che mi ama e mi segue da sempre è  per me ogni volta motivo di grande gioia e condivisione di affettuosi ricordi. Ringrazio l’Associazione RedBag e tutto lo staff del Festival per l’invito e la spendida accoglienza” – ha dichiarato il Maestro Micalizzi a fine serata di sabato.
Nel pomeriggio di domenica, invece,  si sono svolte le proiezioni degli 11 cortometraggi finalisti del concorso dedicato al genere noir e poliziesco. Questi i vincitori e le motivazioni: vince la quarta edizione del concorso “Genova calibro 9” “L’ombra di Caino” di Antonio De Palo. Il film si distingue per la qualità dell’interpretazione, della storia, della fotografia del montaggio e della colonna sonora. Un’originale storia di fantascienza realizzata con maestria, ma anche capace di far riflettere sulle insidie del progresso tecnologico. Vince il premio della critica “Vita fuori campo” di Alessandro Marinaro per aver raccontato una storia surreale e pirandelliana in un contesto noir, riuscendo a ottenere l’attenzione dello spettatore pur nella complessità della trama. 
Lo staff di Genova Calibro9 con al centro Lisa Bernardini Presidente Occhio dell'Arte (Medium)
Patrocini alla manifestazione 2017, in collaborazione con l’Associazione Culturale Occhio dell’Arte: la Citta’ di Genova, l’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, Genova-Liguria Film Commission, Museo Passatempo, Società per Cornigliano, VideoVoyager, Radio Babboleo Suono, Club amici del Cinema.

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Roma Whisky Festival
VII ed. by Spirit of Scotland

Roma, 3 e 4 marzo 2018


Risultati immagini per Roma Whisky Festival


Si tiene a
Roma, sabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) la settima edizione di Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.romawhiskyfestival.it

I
mperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Roma Whisky Festival è un evento ricco di degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati a esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultant, Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie.

La settima edizione presenterà
masterclass di noti brand e ospiti internazionali del mondo della miscelazione, che terranno seminari e talk. Tra le masterclass confermate, quella di Ken Lindsay, International Brand Ambassador di Chivas Brothers, che tratterà delle nuove referenze legate a Ballantine’s e la Masterclass Glenfarclas con 2 single cask family reserve e 2 original bottling non ancora svelati dall’azienda. Inoltre, i mini-corsi da 25 minuti sull’ABC del whisky per i neofiti, ma anche spazio ai libri con la presentazione della nuova edizione di Iconic whisky. Single malts & more. La guida degli esperti alla degustazione”, di Cyrille Mald e Alexandre Vingtier. Inoltre, il premio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del festival, valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting. Tre le categorie per questa edizione: Best Scottish Malt, Best Rest of the World Malt e Best World Single Cask, con il premio speciale “Whisky & Smile”, che sarà assegnato alla migliore bottiglia in assoluto. 

Al festival si potranno degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche l’unico whisky – ad ora – prodotto in Italia, ma come novità in termini di offerta al pubblico, la nuova area dedicata ai Cognac e Armagnac. Sei i cocktail bar dell’area mixology che misceleranno per il pubblico: tre da Roma, il The Jerry Thomas Project, l’Argot e il Freni e Frizioni e altri tre bar provenienti dal resto d’Italia.

All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata di Roma Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche bretoni al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis. Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte di Rachel Rennie, ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. La compagine si è allargata con l’arrivo di Pino Perrone, Emiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

In questi sette annisottolinea Andrea Fofisono stati tanti i cambiamenti e di pari passo la crescita della manifestazione, che ad oggi è considerata tra le più importanti a livello internazionale, con oltre 50 aziende partecipanti, oltre 1500 etichette in degustazione, brand provenienti da tutto il mondo e guest di livello internazionale che animano la due giorni con masterclass, seminari mixology, talk tutti ad alto contenuto alcolico (responsabile). In considerazione di questa importante crescita si è reso necessario, a causa del numero sempre più crescente di brand, aziende e distillerie non scozzesi che prendono parte al Festival, il cambiamento di denominazione della manifestazione in Roma Whisky Festival“.


Orari
Sabato 3 marzo, dalle ore 14:00 alle 23:00 
Domenica 4 marzo dalle ore 14:00 alle ore 21:30
Biglietto:
Intero: 10 euro – da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida
Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.

Per informazioni:

www.romawhiskyfestival.it


 

NEWS

Animeland, 19 ottobre
Proiezione evento ore 21:00 alla Sala cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma

 

 

Sarà presentato giovedì 19 ottobre 2017 alle ore 21:00 alla Sala cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma (entrata dalla scalinata di via Milano, 9a) – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – il documentario autoprodotto Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay, opera prima diretta da Francesco Chiatante, che sarà presente alla proiezione con il giornalista Luca Raffaelli. La proiezione di Animeland apre la rassegna Anime dedicata ai capolavori del cinema d’animazione giapponese che vedrà proiettati al Palazzo delle Esposizioni, fino al 5 novembre, film quali Nausicaa nella valle del vento, Akira, Ghost in the shell e La città incantata.

Recensione

A volte la storia si volta indietro per mordersi la coda

Riflessioni sparse su Stecca, mutismo e rassegnazione. Storia di una naja non tripudians di Marco Palladini – Editrice Zona 2017

 di Donato di Stasi

 

Protasi et alia. Marco Palladini saggia a suo modo la fabbrica del mondo con quest’ultimo romanzo-diario-saggio, strutturato su tre livelli: i ricordi poco tripudianti del servizio militare prestato nel 1980; una riflessione a margine, circostanziata e tagliente, sul problema dell’identità singola e collettiva; le numerose incursioni nella sociologia, nell’antropologia, nella filosofia, nella musica, nella letteratura tout court per rendere al meglio il mood di un’epoca intera.

Il passato viene recuperato secondo una prospettiva profonda e veritiera, senza nulla a che fare con i falsi teatrini delle fiction televisive e cinematografiche attuali.

La bravura dell’autore consiste nel rivitalizzare tutta la rigatteria sociologica legata alla naja (lo stupidario militaresco, l’ottusità delle gerarchie, la coazione a ripetere delle vessazioni) per trasformarla in una sedula metafora esistenziale: da un lato l’ovvia volontà di scappare dalla caserma-prigione, dall’altro l’assurdo e incomprimibile desiderio di rimanervi intrugliato, quasi a dar corpo a un istinto ingenuo di autoconservazione, di estrema difesa dal nichilismo freddo che avrebbe fatto seguito alla calda stagione rivoluzionaria degli anni 1966-1977.

Nell’adolescenza di Marco Palladini c’è stato l’assoluto politico, c’est à dire una militanza spinta fino alla linea d’ombra (mai varcata) della lotta armata. Con la prima maturità la poesia, la letteratura, il teatro lo hanno soverchiato, imponendosi come un compito altrettanto spossante del precedente (l’assoluto poietico).

Fra queste due esperienze sub specie aeternitatis si colloca l’intermezzo della naja, quando esplodono le ubbie e i terrori, le aspirazioni confuse e un confuso sentire, assieme ai vortici di una coscienza sconvolta. In sostanza una terza tranche de vie anch’essa totalizzante, che non conosce gli estremi del meglio e del peggio, ma solamente la sconfinata mediocrità dell’obbedir tacendo. Eppure una tale grigia mediocritas funge da salvavita, frena le spinte autocefale alla distruzione di sé: Marco Palladini, sotto le spoglie romanzate di Michele Parravicini, va incontro al servizio militare con timore ma anche con fervore, avvertendo inconsciamente di trovarsi di fronte a una rassicurante regressione tribale, pervasa di rigide norme e convenzioni, di sacri e inviolabili tabù.

Proprio la ferma militare, funzionando a circuito chiuso per stratificazioni che si sono composte nel tempo, sublima una ritualità di gruppo che copre e protegge, che impedisce al pensiero di fluttuare libero e che proietta la coscienza in una zona franca di limbica sospensione.

Se è vero che la naja è stata cancellata da anni, Marco Palladini riattualizza ciò che si è estinto, recupera una forma sociale desueta (l’incontro e la reciproca conoscenza delle culture dialettali più disparate e più lontane della penisola). Il suo intento tuttavia non è il revival, l’heimweh, intesa come la malinconica e passiva nostalgia del ritorno. L’obiettivo è di restituire la sehnsucht, vale a dire l’anelito spirituale e materiale verso ciò che non si può più raggiungere.

Suchen in tedesco esprime il significato di cercare, di desiderare il desiderio inestinguibile (tale l’atteggiamento di Michele-Marco nel corso dell’intero libro).

Il pendolo rovesciato non conosce i ritmi dell’andata e ritorno. “Trovandosi in una fase oramai crepuscolare del proprio ciclo vitale” (p. 216), Michele ricorda e in questo modo colma il grande cratere della sua mente: ha su di sé il marchio a fuoco del Novecento, il secolo breve delle lunghe distruzioni. È un tardoadolescente venticinquenne alle prese con le contraddizioni dell’esistenza che rimangono lì, dentro e fuori di lui, come sospese, a tracciare la loro linea di dolore e di angoscia.

Michele appare innamoratissimo della vita, eppure si dimostra come apatico e chiuso in sua epoché: ha inseguito il piacere della rivoluzione non il dovere di realizzarla e di sporcarla. Allo stesso modo avverte una stolida consonanza con Telemaco (il figlio) e un’equivalente dissonanza con Ulisse (il padre, il principio di autorità). Per strapparsi di dosso le stigmate dell’indecisione va a ingorgarsi nel perimetro totalitario dell’esercito, kraken e bonaccia, il mostro geometrico che succhia ai sottoposti ogni rigagnolo di spirito critico e che, a un tempo, li scaraventa sull’isola delle Regole Assurde, sorta di entità semiplatoniche, lontane un iperuranio dalla caoticità del vivere quotidiano.

Così Michele attraversa il suo Acheronte: da militante di Avanguardia Operaia, impegnato a trasformare le condizioni materiali dell’esistere collettivo, a soldato-ingranaggio dello Stato borghese e padronale contro cui ha indirizzato la sua azione teorico-politica. Lui che ha rifiutato il drammatico settarismo della sinistra extraparlamentare, si ritrova in pieno 1980 a respirare i miasmi del leviatano militare, respingente e pietrificante, con la sua efferata crudeltà e stupidità.

“Tutti i suoi anni giovani erano stati percorsi da un’ansia di assoluto, da una sete (para-religiosa) di orizzonte totale” (p.11): disempatico ontologicamente con il mondo, distonico con la narrazione del piccoloborghese da istradare perbenisticamente verso la trimurti casa-famiglia-lavoro, Michele dubita al cospetto della verità, relativizza al cospetto dell’universale, ricategorizza le modalità del pensiero. Né eroe, né antieroe, piuttosto figura di errante nel duplice e ambiguo senso di colui che non teme di sbagliare, affrontando l’imprevisto, e di colui che si getta con la giusta dose di incoscienza nell’ignoto, nell’altro da sé, nel tempo a venire.

Per sessanta capitoli del libro Michele vive nel passato, ma appartiene toto corde al presente e, più ancora, al futuro. È l’aufheben hegeliano: toglie e conserva, diventa paradigmatico, specchio ustorio per bruciare le ceneri e le rovine della nostra malata contemporaneità, con la speranza e la disperazione di veder rinascere una forma di vita autentica.

Borgesianamente. Se stendiamo la narrazione su un unico asse diacronico, Michele ha sbriciolato tanti io successivi: è stato un bambino solitario, concentratissimo nei suoi giochi, poi l’adolescente-candela che ha spento il rumore e la furia della passione amorosa e politica. Ha percorso successivamente le strade polverose e fangose dell’età adulta, quando l’io ha gettato le sue spore dentro le molteplici attività di scrittore, poeta, drammaturgo, performer, critico teatrale. Michele-Marco vuole sapere di che cosa è fatto il suo passato. Di quale materia. Interroga la consistenza dei ricordi e, soprattutto, intende accertare chi è rimasto dietro la porta della sua memoria. Probabilmente nessuno, o forse tutti, a cominciare da Pedru, il barbaricino che si fa riformare, altrimenti sarebbe morto di inedia, oppure Gulinucci, detto il Tatà, meccanico, ballerino provetto, ciclista dilettante, per continuare con Bernardi, l’autotrasportatore. Proprio questi ultimi due sarebbero perfetti per sostituirsi ai virgiliani Eurialo e Niso: un taciturno e un dispensatore di ciarle, pazzi dall’aria sensata, giovanottoni di una provincia (in quegli anni) ancora ottimistica e vitale, perché l’uno salva l’altro, perdono e riguadagnano, in un gioco di diritto e rovescio.

In caserma si incontrano nemici, indifferenti e amici di tutta una vita: quel che è certo è che l’io collettivo si spezza in mille frantumi, ciascuno dei quali assume le fattezze di “un rampante io neobarbaro” (p.85)

Frizzi e lazzi, scherzi mortali e mortalmente stupidi, le guardie, le fughe, le licenze brevi e lunghe, il cameratismo e il nonnismo, le spine e i rituali da fine impero romano, gli amori perduti (Giovanna) e le storie in cui si inciampa (Rosy), gli amori solo immaginati (Vincenza, l’avvocatessa femminista incontrata in treno) compongono gli infiniti labirinti riconducibili all’universo concentrazionario della caserma, nel quale il bozzetto realistico, l’episodio esemplare e lo stantuffo del pensiero pensante convivono, in virtù della sapienza scrittoria dell’autore, capace di squadernare il romanzo, di ridefinirlo come genere, aprendolo alle infinite prospettive del divertissement, dell’ironia sagace, della meditazione acuta e penetrante (“In ogni caso, lui e Massimone con Forlivetti, Mercurio e Baraldi costituirono in breve un balzano quintetto tanto più affiatato e internamente empatico, quanto più era eterogeneo e intrinsecamente spurio. Ma quella non purezza e disomogeneità si raccordava magicamente e si sintonizzava su una intelligenza del vivere sempre all’insegna dello spirito critico-ludico, un po’ come la compagnia degli àpoti di Prezzolini. Al quintet ganzo non glie la davano a bere e loro non si piegavano supinamente agli automatismi, ai conformismi, agli opportunismi” p. 128).

Formidabili quegli anni. Marco Palladini non ha (per nostra fortuna) l’occhio vitreo dei laudatori acritici del passato, interessati unicamente a proporre un edulcorato quadretto idillico, tanto per stornare l’attenzione dalle pressanti questioni del presente. Quegli anni, in apparenza formidabili, cadevano a pezzi come tutto il resto della storia italiota: “C’era un sacco di gente che non aveva niente da dire, epperò lo diceva benissimo” (p. 84). Si era nell’epoca dell’incanto e dell’incarto verbale, dei parolai che muovevano intere montagne con la forza delle loro frasi fatte, né più, né meno di quanto non accada oggi con i sedicenti opinionisti televisivi. Potremmo parlare di invarianti antropologiche e in questo il Nostro è bravissimo a elencarle.

À la guerre comme à la guerre. Questo libro-labirinto offre al lettore sapide occasioni di godibilissime letture. Vedasi a mo’ di esempio le splendide pagine dedicate alla rievocazione del match pugilistico, svoltosi a Kinshasa il 30 ottobre 1974, tra l’apocalittico ribelle Cassius Clay-Muhammad Alì e l’integrato George Foreman. Alla prosaicità e alla banalità del quotidiano, Marco Palladini oppone il plafond etico-poietico della boxe dei tempi eroici (“Un jab di Alì era per lui pari a un verso di Rimbaud o di César Vallejo, a un Bluespoem di Kerouac. Augh”, p. 118).

Questioni di stile. La frase palladiniana mescida la rotondità classica con la spigolosità contemporanea, distillandone un personalissimo andamento spiraleggiante dal ritmo sincopato e fluido nello stesso tempo. Lettura gradevolissima e nutriente, derivante da un sapiente impasto lessicale e sintattico, vero marchio di fabbrica del Nostro. Derivante anche da una lingua pacificata e onnivora, zeppa di teneri vezzeggiativi (maschiotto, uffizialetto), di necessari modernismi (skizzato, shockante), di pane-al-pane vino-al-vino (ecchecazzo), di contraccolpi aulici (rappresa, repentinamente, serotino), di discese gergali (naja, canaja, gentaja). In definitiva un helzapoppin ordinatissimo, lucidamente assemblato al fine di una comunicazione ampia e intellettualmente onesta.

Apodosi. Adesso che i libri si vendono a chili come le patate, Stecca, mutismo e rassegnazione dovrebbe stare in bella vista sui banconi di tutte le librerie, perché è un libro a suo modo struggente senza essere piagnucoloso, capace di interrogare senza moralismi e sguardi dall’alto.

Ai giovani sperabili lettori Marco Palladini ricorda che allora, nel 1980, si era giovani, poi maturi, signori di mezza età, anziani, matusalemme. Oggi, al contrario, si è solo giovani, giovani per sempre, con l’ossessione della jeunesse blanche attaccata alla pelle e alle ossa.

Michele Parravicini è stato giovane una volta sola, in una sola stagione della vita, nel fiume eracliteo di una breve tornata d’anni nei quali non si può tornare a bagnarsi una seconda volta.

Allora nel 1980 c’era un prima (la militanza politica), un dopo (le scelte successive) e un durante (l’autocastrazione psicologica della naja), ora si vive in un eterno presente mummificato, dove quasi più nessuno sente le unghiate dell’assoluto e le blandizie del relativo.

Nereidi, fine novembre 2017

Linkopedia

http://malacoda4.webnode.it/a-volte-la-storia-si-volta-indietro-per-mordersi-la-coda/
 
http://www.zonacontemporanea.it/steccamutismoerassegnazione.htm

Recensione

Senza alcuna paura lo chiamerai Destino…

di Iolanda La Carrubba

 

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L’ouverture se questo esordio letterario “… e lo chiamerai Destino” di Marco Tullio Barboni fosse un dramma musicale di concezione  wagneriana, sarebbe sicuramente di forte impatto tragico. La vicenda infatti principia da un incontro in ospedale, dove si tiene un’improbabile conversazione dai richiami bukowskiani tra Felix (l’Inconscio) ed Oscar (il Conscio). In quest’opera si ha la percezione di piombare in una situazione a metà tra il goethiano Faust ed un giallo di Agatha Christie, la forma dialogica è veloce, in grado di dare mnemonicamente vita alle immagini cinematografiche, suggerite dai due indivisibili personaggi. Fin da subito si scorge il divertissement dell’autore, quando porge al lettore la chiave di volta per proseguire nell’intrigato filo narrativo, invitandolo a vedere il Conscio come un software e l’Inconscio come un hardware.
All’interno del flusso dialogico, viene enfatizzato l’eterno conflitto tra “l’Hardware e il Software” attraverso un duello colto, fatto di citazioni e profonde riflessioni che sfociano in un’ironia effervescente e che solcano e attraversano “piani di confluenza astrale”. Le tematiche si fanno forti, adrenaliniche, cariche di una denuncia contro un “Dio” (cattolico? cristiano? univoco?) fino a giungere o meglio raggiungere l’Incipit umano originatosi nel caldo ventre materno. Qui i veri protagonisti sono i ricordi di primordiali sensazioni, non a caso infatti l’autore cita il motto gesuita “Datemi un bambino nei primi sette anni di vita ed io vi mostrerò l’uomo” riuscendo a collegare in maniera magistrale, il dibattito fin ora sostenuto alla concezione junghiana del “tempio sotterraneo” dove si concepisce un intrigo situazionale, nel quale si genera la causa e l’effetto di una tragoedia.
Continuano i battibecchi tra i due protagonisti, ora dallo slang affilato, divertenti, mordaci, profondamente colti, acuti, irriverenti, composti su una trama discorsiva e al contempo riflessiva. In questo non-luogo della mente, la strana coppia (non a caso infatti i protagonisti si chiamano Oscar e Felix, proprio come i personaggi interpretati dai grandi attori Jack Lemmon e Walter Matthau) procede analiticamente, verso la ricostruzione dei fatti o meglio dei substrati degli eventi trascorsi e quelli futuri; l’americanizzazione, la censura italiota, lo pseudo oblio psicologico direttamente determinato dallo studio freudiano del legame tra sesso e psiche, la morbosità dei rapporti, i sensi di colpa, incalzanti, dovuti a convenzioni teologiche, luce ed ombra degli aspetti sensoriali, cognitivi, la nascita e i lutti.
L’intenso dialogo divora riflessioni sulla natura umana, soffermando l’attenzione sull’età dello sviluppo dell’individuo, l’autore costruisce intorno a questi argomenti uno schema esatto, colmo di patos riuscendo a catturare l’attenzione del lettore, all’interno di un’intrigata struttura concernente rimandi cinematografici autoriali. Procedendo in questo labirinto emozionale, si avverte un momento di stasi descritto come se il punto di vista ora, sia quello dellla macchina da presa la quale con un carrello lento e verticale, attraversa, solca, ripercorre la storia dello stesso individuo, fino a raggiungere quel luogo forse immaginifico, o forse parafisico denominato morte, giunti in questo Dove, calza perfettamente il rimando al Settimo Sigillo del regista svedese Ingmar Bergman. Immergendosi sempre più nelle profonde viscere del Kraken,  si rievocano esperienze attraverso fatti di cronaca, formati in un giorno di ordinaria follia, la borghesia costretta nella sua stessa costrizione, la ribellione anarcoide che in vano tenta di farsi anarchia, le feste comandate, le reminiscenze odorose deliziose e contemporaneamente disgustose, i gangster, i social media, le stragi nelle scuole, l’anelata Pace.
Approfondendo con l’aiuto delle due inscindibili guide questo che potrebbe essere considerato un viaggio all’interno del Sé, si viene sopraffatti da un’inspiegabile sensazione di assenza di gravità quando, riemergendo da quelle stesse situazioni, adesso appartenenti a diversi piani paralleli, si avverte un’empatia indiscutibile nei confronti di un unicum composto da epoche che contaminano l’adesso.
Adesso infatti il punto focale è la riflessione, attuata rielaborando l’excursus di un’individualità sopraffatta dall’incapacità di comprendere l’originarsi della sofferenza, ecco dunque ripiombare in un posto rarefatto, metafisico, astratto, dai paesaggi danteschi, dove il punto di fuga dell’orizzonte (arrivo/comprensione/serendipità) si concentra in un piccolo punto posto al centro della fronte di un qualsiasi essere vivente ovvero nel Terzo Occhio (ghiandola pineale), in questo microcosmo contenuto e contenente il macrocosmo, la considerazione del filosofo francese Blaise Pascal, spicca tra le altre citate con maestria dall’autore:
“E’ incomprensibile che Dio esista ed è incomprensibile che non esista.”
Con l’uso cauto ed acuto della penna di Marco Tullio Barboni, nel libro “…e lo chiamerai destino” si affronta un dedalo affascinante, paradossale, dove si evincono nette distinzioni in quella causa che ha generato effetto, si delineano le nette distinzioni tra gli usi e i costumi dei popoli, tra i vinti e i vincitori, dove la coscienza acquisisce la consapevolezza della supremazia oppressiva di un magma divoratore dalle sembianze umane. Il profondo rapporto tra uomo e creato viene analizzato dall’autore con minuziosa perizia, andando a descrivere come sia netta la distinzione tra giusto e sbagliato, adoperando le parole del Grande Capo Sealth indirizzata all’allora presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Pierce:
“ … noi siamo una parte della Terra, e la Terra una parte di noi… Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi è il sangue dei nostri padri… tutto ciò di buono arriva sulla Terra arriva anche ai figli della Terra. Se gli uomini spuntano su di essa, sputano su se stessi…”.
Interessante come in questo passo del libro, la citazione del Grande Capo sia incastonata in un contesto metaforico importante, quando dunque viene presentata e sottoposta agli sguardi indagatori dei due instancabili detective, l’età che separa il bambino dall’uomo. Qui si arriva in una multidimensione che abbraccia concetti meticolosi con interessanti allegorie intersecate nei momenti del quotidiano quali: le prime volte, le preoccupazioni materne e gli incoraggiamenti paterni, la libido, le promesse fatte e quelle infrante, lo stupore per tutto quanto questo e tutto il resto, il pensiero positivo, le scalate sociali attraverso un umile negozio di scarpe, i soprusi, il privato reso pubblico, la collera che si infiamma in questo umano semplice, il protagonista che è contenitore di Oscar e Felix, dal trascorso difficile con voglia di reagire senza nessuna paura.

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Marco Tullio Barboni

In quest’opera, paradossalmente si viene  travolti da continui ed osmotici evoluzioni dei piani cartesiani, dove l’hic e il nunc si susseguono in un torneo evocativo, trascendentale, un iperbolico volo pindarico che solo apparentemente fa smarrire la ragione, in questo moto oscillatorio sembra delinearsi un percorso ascetico, fatto di un codice signico prestabilito, emblematico, costituito da “La grande macchina per non dimenticare”. L’oblio dunque è un rischio concreto, feroce che viene combattuto a suon di cogitazioni cognitive, adoperando un’attenta analisi determinata dalla psicologia applicata, per sprofondare nei livelli dei diversi stati di coscienza. Ed è proprio qui in un Altro Essere ed Esistere, altro resistere nell’UniversoMondo descritto dalla sapiente penna di Marco Tullio Barboni, si riscopre un luogo antropomorfizzato nella meticolosa ricerca di un senso Alto, poi sul far della sera quando il silenzio della notte dell’uomo cela il Gran Finale, ritorna forte l’ironia autoriale, torna folgorante, la quale viene suggerita fin dall’immagine di copertina di “…e lo chiamerai destino” dai giovani occhi di Bambino Marco che vedono quest’ironia paladina contro l’efferato – Grande Forse – che attende di chiudere il sipario.

CineRecensione

Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

La nuova commedia di Anna Di Francisca made in Spagna

di Sarah Panatta

 

Risultati immagini per due uomini quattro donne e una mucca depressaA.A.A. Cercasi, sinfoniche per ruminanti (umani e non) depressi.
Non una corte dei miracoli, non un borgo per turisti fai-da-te, forse un’oasi di routinaria infedeltà alla coerenza del sopravvivere. Un paesino di campagna che brulica tranquillo di istinti repressi e sogni evasi. E’ qui che sua sponte il geniale Edoardo Leri cerca di ritrovare il sentiero della propria vita.
Edoardo, compositore italiano di fama internazionale, divorziato e molto legato ad una irrequieta figlia adolescente, emotivamente e artisticamente congelato nel famigerato immancabile empasse, bloccato al crocevia della svendita creativa, che chiaramente non riesce ad accettare, decide per un ritiro filosofico spirituale, recandosi da un fidato amico (coltivatore di pomodori inca e innamorato di una dolce zitella difficile da accalappiare) in una ridente, apparentemente arcaica, provincia spagnola. Qui impegnato in una perenne seduta di terapia di gruppo, tra innamorati cronici, generali (non ancora) in pensione, nidi sulle antenne, mucche nervose, donne insoddisfatte, relazioni omosessuali infrante, relazioni eterosessuali stritolate da bigotterie illogiche, Edoardo inizia a riscoprire il desiderio di comporre musica, per sé e per la comunità, lasciandosi andare mite ma guardingo, a scambi inaspettatamente sinceri con esseri umani inaspettatamente generosi e affini.
Riti iniziatici per vite da ricostruire, verso la riscossa dei “bruttini stagionati” che hanno sempre lasciato tutto a metà nonostante il proprio grande talento. Un inno calviniano, gentile e a tratti salacemente umoristico, al coraggio di prendere la vita per le proverbiali “corna”.
Anna Di Francisca, autrice di documentari, regista di fiction televisiva e cinematografica, autrice di film commedia sottilmente naif nel loro ironico appiglio alla realtà ancor più assurda della finzione (La bruttina stagionata, Fate un bel sorriso, Il mondo di Mad) firma un lungometraggio che si richiama dialetticamente, per visionarietà e brio “andante”, l’estetica e l’analisi socio-psicologica di alcuni lavori precedenti. Due uomini, quattro donne e una mucca depressa, in uscita l’8 giugno in terra italica (distribuito da Mariposa Cinematografica) e prodotto in Spagna, si presenta con un cast all star, affiatato e a suo agio nella composizione piana e trascinante di una Di Francisca che scrive e dirige secondo moduli teatrali lucidi e nitidi, interconnessi alla intemperanza della sua liquidità cinematografica, intessendo di dialoghi arguti e non sense la noluntas bonaria che ammanta i personaggi, lasciando che il racconto scorra sui binari paralleli di una metodica infallibile ricerca di “accordo”, facendo ri-nascere il coro polifonico, vero eclettico protagonista del film.

Regia: Anna Di Fracisca
Sceneggiatura: Anna Di Fracisca
Con Miki Manojlovic, Maribel Verdù, Neri Marcorè, Eduard Fernàndez, Laia Marull, Ana Caterina Morariu, Gloria Muñoz, Hector Alterio, Carmen Mangue, Manuela Mandracchia, con Serena Grandi, con l’amichevole partecipazione di Antonio Resines.
Fotografia: Duccio Cimatti
Montaggio: Simona Paggi
Musiche: Paolo Perna
Produzione: Paypermooniii
Ita/Spa 2015
Distribuzione: Mariposa Cinematografica
Durata: 95′
Uscita: 8 giugno 2017

News

“Disegnando il borgo”, i vincitori

I quadri premiati al concorso indetto dall’Associazione Culturale “Casa delle Arti ” a Sambuca di Sicilia

a cura di Enzo Maniscalco

 

Sono stati premiati dall’Associazione Culturale “Casa delle Arti ” a Sambuca di Sicilia, domenica 11 giugno alle h 19,00 presso il Palazzo Panitteri, alla presenza del sindaco Leo Ciaccio, il dirigente del Liceo Artistico di Sciacca Giovanna Pisano e il dirigente dell’Istituto Comprensivo di Sambuca Silvana Genco:


Liceo Artistico

1) Sparacio Salvatore 5 A


L'immagine può contenere: spazio all'aperto

 

 

2) Bivona Gloria 5 A

L'immagine può contenere: cielo, montagna, oceano, nuvola, spazio all'aperto, natura e acqua

 

 

Istituto Comprensivo

1) Proietto Elena 3 C

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

 

2) Cacioppo Elena 3 C

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

I quadri premiati, saranno esposti per un mese presso la stanza del sindaco Leo Ciaccio del Comune di Sambuca di Sicilia.

Intervista

Incontro con la regista Anna Di Francisca

L’autrice di Due uomini, quattro donne e una mucca depressa e la sua via per un cinema “muticulturale” e non solo…

 

Risultati immagini per anna di franciscaDue uomini, quattro donne e una mucca depressa. Tra commedia corale e viaggio filosofico-ironico nel senso della vita e molto “oltre” la routine di un compositore di “folli sinfonie per ruminanti”. Come nasce l’idea di questo film? Come arrivi al contesto spagnolo?

 

Il film nasce dall’idea di raccontare una situazione di spaesamento, vissuta dal protagonista, Edoardo, compositore di colonne sonore. Il suo punto di vista diventa anche il mio punto di vista  sulla Spagna, come luogo di evasione. Edoardo è in conflitto con la sua realtà culturale e con la propria vita privata e lavorativa, vive poi l’ingerenza della Chiesa sul suo lavoro in modo claustrofobico… Rifiuta infatti una commissione ed è la goccia che fa traboccare il vaso. Quella di Edoardo vuole essere una situazione condivisibile credo a molti di noi italiani in questi tempi di confusione e di conflitto con la propria società … La Spagna entra quindi nel film come possibilità di fuga, è l’approdo di Edoardo per il suo periodo sabbatico… Poteva essere scelto un altro paese ma il senso era proprio realizzare una commedia che non fosse “italiana” nel senso stretto del termine, senza nulla togliere alla nostra meravigliosa commedia italiana, ma desideravo un taglio europeo, anche ragionando da spettarore (penso a film come Calendar girl, La cena dei cretini, Full monty, Caramel…)… Il mio mondo di sensibilità è quel mondo, e ovviamente come regista dovevo prendere una direzione, tutto ciò senza snobismi, è sicuramente un fatto di gusto, personalmente mi ritrovo più nella commedia europea, sia da spettatrice che da regista… Servivano perciò paesi che dessero respiro internazionale al film, credo che quando le queste cose siano naturalmente importanti nella storia stessa, avere poi coproduzioni che rispondano a questa esigenza e corispondenza di luoghi e atmosfere vitali all’opera, ti porti a realizzare esattamente il film che cercavi.

Un film quindi multilingue e multiculturale…

Risultati immagini per due uomini quattro donne e una mucca depressaSì, l’incontro tra culture per me è importante… sono affascinata dalla multiculturalità in generale… ovviamente  nel mio film viene affrontata in modo ironico, le tematiche sono trattate con leggerezza, per citare un episodio, il generale che spara alla cicogna dandole della “migrante di merda”…

A proposito di cicogne, mucche e altri compagni di avventura… Episodi particolarmente curiosi dal set?

La mucca depressa ha avuto anche un suo doppio, abbiamo dovuto cercare un’altra mucca pezzata che fosse uguale, poiché dovevamo girare in più posti…
Molto bello è stato lavorare con Neri Marcorè, bella persona oltre che grande attore, che porta una grande armonia sul set, e d
al punto di vista linguistico è talmente una spugna che quando lavoravamo col coach di lingua in Spagna, Neri aveva un accento talmente vicino al  dialetto valenciano che il coach gli ha chiesto di toglierlo… è stato esilarante perché Neri in realtà non parla una parola di spagnolo… è la magia a volte di certi attori… Ha lavorato in modo fantastico con lo stupendo attore argentino Héctor Alterio. Neri ha confessato che gli è piaciuto tanto perché era come lavorare con suo nonno… Héctor è un attore fenomenale, l’unica volta che ha sbagliato un ciak ha dato lui stesso lo stop alle riprese, per ripetere, e ha chiesto scusa alla troupe… penso a quanti attori dovrebbero imparare da un professionista così, che fa ancora i teatri pieni a Madrid nonostante l’età… ha avuto tante esperienze… tra tutte, Héctor partì per un festival in Spagna da giovane e la moglie lo chiamò dall’Argentina per dirgli di non tornare o li avrebbero eliminati tutti, tanto che la famiglia lo raggiunse poi in Spagna… Un uomo e attore carismatico e di esempio per tutti…
Nell’insieme c’è stata una grande comunione tra attori, un cast di stranieri, multiculturale appunto, anche la presenza di Serena Grandi è stata molto generosa, ha sposato questo suo personaggio in modo divertito e autoironico, all’inizio spaventata di essere ingoffita, poi molto felice… anche Manuela Mandracchia è stata incredibile, è attrice teatrale ma ha un grande carisma al cinema ed è un esempio di quegli attori meno scoperti per il grande schermo che meritano molto di più…

Come e dove possiamo vedere in questi giorni il film?

Mariposa, la distribuzione, sta lavorando con grande professionalità, sono molto combattivi, siamo attualmente in circa 30 sale e a Roma saremo al Farnese per tutta la settimana… torneremo anche all’Apollo11… Siamo anche allo Stardust e aspettiamo nuove sale!

Qualche anticipazione sui tuoi nuovi progetti?

Diciamo che i due progetti su cui sto lavorando di più si ambienteranno uno in un paesino emiliano e uno in paesino umbro… ma torna il fattore multiculturalità con storie totalmente differenti unite da questo filo che per me è molto interessante e mi segue sempre, come del resto i microcosmi… nei quali guardo i personaggi come in un acquario con una lente… sono affascinata dai posti piccoli e quindi cercare storie che si leghino a tutto ciò, a quei mondi da cui osservare la realtà…

Bando

Concorso “Disegnando il borgo”

a cura di Enzo Maniscalco

 

 

L’Associazione culturale e ricreativa “Casa delle Arti”, nell’ambito della valorizzazione del territorio, dell’arte, della didattica e della cultura, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Fra Felice da Sambuca” bandisce il concorso “Disegnando il Borgo”.

Attraverso esperienze dirette, concrete e coinvolgenti proponiamo agli alunni della scuola secondaria di primo grado degli spunti di riflessione sulla valorizzazione dei beni culturali del borgo in cui vivono con l’intento di trasformare gli studenti di oggi in adulti responsabili di domani. Lo scopo del concorso è proprio quello di conoscere e vivere il borgo di Sambuca di Sicilia (Borgo dei borghi 2016) a 360 gradi, analisi ed osservazione mirata forniranno nuovi punti di vista che guideranno gli alunni in un percorso di scoperta verso la storia e il fascino dei monumenti sambucesi. Durante le uscite didattiche per il paese, gli alunni guidati dagli insegnanti dovranno analizzare e descrivere i monumenti del borgo tramite schizzi e bozzetti grafici dal vero. L’itinerario didattico-culturale per le vie del borgo guiderà gli studenti alla conoscenza dei monumenti del paese con particolare attenzione alla tutela, alla salvaguardia ambientale e alla fruizione consapevole del patrimonio culturale del borgo. Il percorso multidisciplinare coinvolge i docenti di Arte e Immagine, Italiano, Geografia e Storia.

Conoscenza, valorizzazione e sensibilizzazione nei confronti della tutela dei beni culturali sono quindi le principali finalità del progetto che sfocerà nella realizzazione di elaborati grafico-pittorici ai quali verranno attribuiti dei premi.

Regolamento

Il concorso “Disegnando il Borgo” si concretizza nella produzione di materiale artistico ispirata dalle esperienze vissute dai partecipanti all’interno della scuola, della famiglia e del territorio. Il tema potrà essere descritto e sviluppato tramite il linguaggio visivo realizzando degli elaborati pittorici su cartone telato (formato massimo cm 35 x 50) scegliendo una o varie tecniche artistiche compresa la contaminazione tra le stesse (matite, matite colorate, pennarelli, pastelli a cera, acquerelli, tempere, collage).

Ogni lavoro dovrà essere realizzato e presentato dai singoli alunni entro il 10 maggio riportando il timbro e la sigla della scuola. L’Associazione “Casa delle Arti” provvederà alla valutazione degli elaborati tenendo conto dei seguenti elementi qualitativi:

– Capacità di sviluppo dell’idea;

– Padronanza della tecnica artistica;

– Personalizzazione e originalità.

Verranno selezionati n. 10 elaborati cui saranno attribuiti attestati di merito. Tra i 10 elaborati verranno individuati e premiati 2 finalisti.

I dieci elaborati verranno esposti presso “Casa delle Arti” per una mostra collettiva che si terrà dal 14 maggio al 30 maggio 2017.

Info e contatti

Associazione culturale e ricreativa “Casa delle Arti”

Presidente Enzo Maniscalco – pittore

P.I. 02823290842 – Largo San Michele, 22 Sambuca di Sicilia (AG)

Tel. 3288759871 – email: enzomaniscalco20@libero.it

Reportage

Incontro con Germain Droogenbroodt, musica live e ReActionPoetry

 

 

Reportage dell’Incontro con Germain Droogenbroodt a cura di Luca Benassi e Flaminia Cruciani presso lo “Studiolo Artecom Onlus” a cura di Eugenia Serafini e Nicolò Giuseppe Brancato, con EscaMontage WebTV

News

I vampiri sono tra noi, quelli veri

AL VIA LA PRODUZIONE DELLA NUOVA SERIE TV “IL DIARIO DELLA BESTIA”

 

Serie tv Horror-Sociale dedicata all’universo dei Real Life Vampires.
82 attori tra protagonisti, coprotagonisti, primari e oltre 60 comparse sono i numeri che saltano all’occhio nel piano di realizzazione della prima serie tv dedicata ai REAL LIFE VAMPIRES prodotta dalla BLUE SCREEN FILM di Torino, per la regia di Max Ferro e la produzione esecutiva di Antonio Castronovo.
I Real Life Vampires sono una realtà che dopo aver scosso l’America intera, sta facendo ora discutere anche l’Italia; soprattutto dopo il coming out di Horus Sat (all’anagrafe Davide Santandrea) che nel 2013 si dichiarò Real Life Vampire alle telecamere dei programmi tv Mistero e Lucignolo, svelando l’esistenza in Italia di persone che si alimentano di sangue umano. Proprio Horus Sat è l’ideatore della serie tv che vedremo prossimamente e che sta catalizzando un notevole interesse mediatico.
I temi che tratta sono di indubbio peso e toccano dalla discriminazione nei confronti delle coppie gay al bullismo giovanile, dalla diversità tout court alle minoranze sociali, dagli esperimenti di mutazione genetica sul DNA al microchip impiantato sulle persone.
Dimenticate quindi per un momento tutto ciò che sapete, o credete di sapere, sui vampiri letterari e cinematografici: i Real Life Vampires sono persone viventi, in carne e ossa, con caratteristiche psicofisiche diverse da quelle di un ‘normale’ essere umano. In America, da qualche tempo, medici e ricercatori stanno studiando il fenomeno e le peculiarità che contraddistinguono i Real Vampires sono ormai comprovate.

In Italia, i Real Vampires sono rappresentati dall’Associazione “Lega Italiana Real Vampires – L.I.R.V.”, fondata da Horus Sat, che riunisce undicimila iscritti tra RV, donatori e altre categorie tra minoranze e diversità.
La serie racconta – in chiave horror e drammatica – fatti di vita reale vissuti da un Real Life Vampire italiano di nome Davide (Horus Sat). Solitario e nascosto tra le colline di Meldola, viene trasferito a New York per lavoro e si imbatte in una comunità vampiro della città: il Darkblood. Qui conosce Steve Barnes (il vampiro capo-clan) con il quale nasce dapprima una profonda amicizia e poi un’intensa storia d’amore. In seguito a una vera e propria iniziazione, Davide giura rispetto e lealtà al Clan e al suo “Sceriffo” Steve e gli viene dato il nome di Jacob.
La coppia vampiro dovrà affrontare tutte le problematiche legate a una doppia diversità che ovviamente, renderà tutto più difficile.
Tra i Real Life Vampires del Darkblood, un prete di nome Don Eligio, la Detective Annabelle e il Capitano del 25° distretto di polizia di New York, nasce una forte collaborazione rivolta a smantellare i progetti criminosi di diverse bande illegali: la compagnia dei combattenti dell’Arcangelo (ovvero i “Cacciatori” di Real Vampires), il corpo della V.E.R.A., guidato dal professor Connor, che effettua atroci esperimenti di mutazione genetica su cavie umane, il tavolo contro i diritti dei Real Life Vampires diretto dal Colonnello Knez e una setta voodoo estremamente pericolosa.
Gran parte delle storie raccontate negli episodi sono state realmente vissute in prima persona dai membri esistenti del Darkblood. La stessa storia romantica e passionale della coppia vampiro è ispirata alla realtà. Il vampiro protagonista è lo stesso Jacob – Horus Sat e, particolarità delle serie, sarà l’alternarsi tra il “Jacob” del passato, interpretato da un attore, e il “Jacob” del presente interpretato da Horus Sat in persona.

Tra i protagonisti Daniele Ferrari (nella foto), noto attore italiano, che si è detto soddisfatto dell’esperienza della serie nei panni di uno dei protagonisti, Ryan, ringraziando l’autore Davide Santandrea, il produttore Antonio AC Castronovo, il regista Max Ferro e Maria Amico.

La prima Stagione sarà composta di 12 episodi da 50’.

 

 

 

 

Approfondimenti e ulteriori info:
• pagina facebook della serie
https://www.facebook.com/diariodellabestia/
• sito ufficiale della serie
http://www.the-diary-of-the-beast.com
• pagina facebook della Blue Screen Film
https://www.facebook.com/BlueScreenFilm/
• sito ufficiale della Blue Screen Film
http://www.bluescreenfilm.it/
• L.I.R.V. Lega Italiana Real Vampires
https://youtu.be/aLZswN8G-D8
https://www.facebook.com/comunitalegaitalianarealvampires/
http://legaitalianarv.wixsite.com/lega-real-vampires
http://lirv.blogfree.net

News

Roma Cocktail Week

Roma Officine Farneto 17-18-19 giugno 

 

 

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Si tiene a Roma, presso le Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina, 77) il 17, 18 e 19 giugno 2017 la terza edizione della Roma Cocktail Week, progetto nato dal format Spirits, ideato e curato daNufactory in collaborazione con Smash e Wooow e con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, uno dei più grandi barman italiani. Il programma completo del festival al sito ufficiale www.spiritsevent.com

Un grande evento – il primo grande festival a Roma dedicato alla cultura del bere bene e all’arte della miscelazione – che prevede un’offerta vasta ed eterogenea: sei top cocktail bar, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass e degustazioni, abbinamenti drink-food, sfida tra scuole di bartending, il ‘barman per un giorno’, concerti e dj set fino a notte inoltrata. Novità di quest’edizione della Roma Cocktail Week sarà la mostra mercato, uno spazio dedicato all’esposizione e vendita al pubblico. Grande attenzione verrà rivolta al ‘bere responsabile’: far crescere la cultura e la conoscenza del ‘saper bere bene’ è infatti uno degli obiettivi della Roma Cocktail Week, evento dedicato al consumatore e rivolto a un pubblico eterogeneo, dai semplici curiosi agli amanti dell’arte della miscelazione di qualità.

Sei tra i migliori cocktail bar e speakeasy di Roma – The Barber Shop; The Race Club Speakeasy; Banana Republic; Pimm’s Good; Bootleg e Spirito – saranno ospitati per la produzione di loro cocktail e creazioni. I relativi Bartender leader, rappresentanti del top della mixology romana, creeranno drink list specifiche per la Roma Cocktail Week e ogni bar sarà specializzato in una linea di prodotto, nell’ottica del ‘tailor made’ e della sperimentazione, dalla vodka al gin, passando per vermouth, tequila e whisky & rum. Ospiti della manifestazione saranno quindi le migliori scuole di Roma per barman professionisti: Flair Project; Bartendence; FBS e Aibes. Ad accompagnare la ricca offerta dedicata al beverage, la Roma Cocktail Week presenterà anche un’area food con proposte culinarie studiate per soddisfare per tutti i gusti. La domenica invece è prevista una cena gourmet con una special guest chef di uno dei ristoranti più interessanti di Roma che preparerà in esclusiva per il festival il menù abbinato a una drink list speciale (l’accesso avverrà solo tramite prenotazione).
La gara tra scuole di bartender si svolgerà nel bar centrale della location e sarà una sfida basata sulla valutazione del comportamento e del modus operandi dei bartenders durante i due giorni. I criteri che guideranno i giudici nelle valutazioni saranno dettati dal rispetto della filosofia di un bar e dei propri barman: il riguardo nei confronti del cliente è al primo posto e il bere responsabile deve guidare gli intenti professionali.

In un’area dedicata sarà possibile – previa prenotazione – diventare ‘Barman per un giorno’l’occasione per apprendere i segreti del mestiere del bartender in una mezz’ora di lezione individuale. Professionisti del settore terranno delle lezioni dedicate alla presentazione di un prodotto scelto e proposto attraverso la preparazione di diversi cocktail. A differenza di altre masterclass, queste non saranno rivolte unicamente a esperti del settore, ma anche al pubblico meno esperto che potrà degustare i prodotti oggetto della masterclass.

Domenica 18 giugno la Roma Cocktail Week darà la possibilità di assaporare un menu interamente studiato per accompagnare gustosi drink a base tequila. La cena sarà accompagnata dall’abbinamento di drink list costruite ad hoc, realizzate con prodotti leader nel mondo del beverage, pronte ad esaltare il sapore delle pietanze. Una cucina che parte dalla tradizione e che viene rielaborata con stile e soluzioni d’avanguardia. Il menù si snoda dagli antipasti delle Fajitas di pollo al Jalapeno ripieno al formaggio, con i primi del riso alla messicana e le mezze maniche alle melanzane piccanti, i secondi ali di pollo tex mex e spiedino di salsiccia in salsa bbq e riso soffiato e due cocktail a scelta tra Crafted Paloma, Altos Margarita e Altos Aguacatona.

Quindi la Social Table, occasione unica per conoscere tutti i segreti del Plantation Rum e dell’Elephant Gin. Quattro appuntamenti per un viaggio fatto di profumi, aromi e sensazioni che riportano ai Caraibi e all’Africa, accompagnati da Marco GalassoFrancesco Animobono e Gian Paolo Di Piero, attraverso gli assaggi di differenti tipologie di gin e rum, condotti attraverso un’esperienza degustativa unica nel suo genere.

Domenica 19 giugno è la giornata interamente dedicata al trade, realizzata in collaborazione con BlueBlazer, con grandi ospiti internazionali, rivolta solo agli addetti ai lavori, con master al mattino e al pomeriggio forum di approfondimento e una tavola rotonda con tutti gli operatori delle aziende coinvolte. Fulcro della giornata,l’International Forum che si terrà dalle 15:00 alle 18:30 presso il Chorus Cafè in via della Conciliazione, 4. Un momento di incontro, aperto solo agli addetti al settore, che si preannuncia come un appuntamento unico nel suo genere a Roma e non solo. Ospiti internazionali, punti di riferimento nell’universo del mixology e del beverage, per la prima volta riuniti attorno ad un tavolo per una giornata di incontro e confronto. I primi relatori confermati sono: William Drew (Group EditoWorld 50’s best bar); Damiano Coren (Bar manager del Tarallucci e Vino di New York); Diego Ferrari (Bar manageRotonda Bistro di Milano); Giuseppe Gallo (Founder dItalspirits Italicus – Rosolio di Bergamotto); Brandon Khoo (Bar manager 28 Hong Kong Street di Singapore). Al termine del forum Open Bar a cura di Alex Kratena, ex capo barman dell’Artesian Bar del Langham Hotel di Londra per ben quattro volte ha guadagnato la prima posizione nel World’s 50 Best Bar Awards. L’evento è presentato da Compagnia dei Caraibi e Italicus – Rosolio di bergamotto.

Due giorni ricchi non solo di ottimi cocktail ma anche di buona musica. Due sound: il Drink Garden e la Terrasse Plantation. Sabato 17 giugno il programma della Roma Cocktail Week prosegue, a partire dalle 22.00 e fino le 04.00, con la proposta di una serata musicale in collaborazione con i partner Smash e WoooW, affermate realtà nel mondo della nightlife romana, per assaporare il sabato sera del festival in compagnia di dj set e musica dal vivo.

Il direttore artistico – Massimo D’Addezio

Massimo D’Addezio nasce in una famiglia di ristoratori e prosegue sulle stesse orme specializzandosi nell’arte della miscelazione arrivando a gestire un suo locale fino al 2000, quando decide di intraprendere l’avventura dell’apertura dell’Hotel de Russie, che nei piani originari sarebbe dovuta essere un’esperienza di tre anni al massimo ma il divertimento è stato tanto e tale da farlo rimanere al timone dello Stravinskij Bar per più di tredici anni creando un ambiente cosmopolita e totalmente indirizzato all’internazionalità. Nel 2006 viene premiato con lo Stravinskij Bar come miglior Hotel Bar d’Europa. Nel 2008 è stato premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia per la guida dei ristoranti dell’Espresso. Nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Dal 2005 ad oggi  è presente sulla guida dei bar del Gambero Rosso come uno dei migliori barman in Italia. Nel 2014 apre uno nuovo concept bar “Co.So. Cocktail & Social” cocktail bar basato sulla cura della qualità del servizio e sulla scoperta da parte del cliente, di un modo di bere moderno e fuori dagli schemi. Nel 2016, il suo progetto “Chorus Café” di Roma, partito a gennaio del 2015, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo. Massimo negli anni si rende protagonista all’interno di Gambero Rosso Channel, della creazione di contenuti televisivi sul mondo degli spirits e della miscelazione, tra questi il programma Spirits – I Maestri del Cocktail.

Orari:

Sabato 17 giugno – dalle 16.00 alle 04.00

Domenica 18 giugno – dalle 16.00 alle 23.00

Lunedì 19 giugno (brand day – giornata dedicata alle aziende) – dalle 14.00 alle 18.00

Prezzi:
Biglietto singolo: 6 euro
Abbonamento per due giorni: 20 euro (comprende anche: 2 cocktail e una consumazione food, non comprende la serata di sabato con djset)
Cocktail Night di sabato: 12 euro

 

Per maggiori informazioni:

www.spiritsevent.com

www.facebook.com/RomaCocktailWeekOfficial
www.instagram.com/romacocktailweek
tel. 06 70614597
info@nufactory.it

Poesia

Elegia dei regali riciclati

di Pier Paolo Carbone
Immagine correlata
Più che un lamento,
la loro è una canzone orgogliosa
che sale dalla polvere
di armadi, ripostigli e depositi improvvisati
per la mancanza di spazio.
Il canto di liberazione
di un popolo biblico
di regali scartati,
riciclati,
meravigliosamente inutili.
Sono da sempre in marcia,
di casa in casa,
di festa in festa,
di festeggiato in festeggiato,
vedono la luce una volta all’anno
per poco
e tutto il resto del tempo sognano
la terra promessa,
una mensola
una cristalliera esposta al sole,
una domenica in cui possano esibirsi
di fronte a una famiglia riunita,
in un’occasione qualsiasi.
Li condanna
la loro bellezza incompresa;
non può ossidarsi,
non può essere scalfita dall’incuria,
dall’indifferenza,
dai giochi dei bambini.
Centinaia di migliaia di posate,
orfane,
draghi dipinti sulla porcellana
in attesa di gloria.
ceramiche non più giovani,
vasi dai colli allungati
in cui la vita entra
per un istante
e continua a suonare,
per sempre.

POESIA

A THOUGHT

di Fuad Rifka

 

Between his eyes and her tears
is always that suitcase,
and the distance from so many trips

to insight
to the fire of poetry
in a foreign country.

 

Fuad Rifka, Libano (1930-2011)
Traduzione di Germain Droogenbroodt

POESIA

Gebed – Preghiera

di Germain Droogenbroodt

 

Gebed

Nu de avond valt
die van de dag
de wimpers sluit

en van de hemel opbergt
het tedere blauw

geef ook mij, ster
die van de nacht
het blinde oog verlicht

meer helderheid
meer zicht.

 

PREGHIERA

Adesso, che scende la notte
a chiudere gli occhi
al giorno

e del cielo nasconde
il tenero blu

concedimi, o stella
che della notte
illumini l’occhio cieco

più chiarezza
più comprensione.

Da:  Il Cammino
tr. Luca Benassi

Rubrica

CineLinkando. Trailers: il “primo” Ben Hur

a cura di Mario La Carrubba, artista e cinefilo

 

Con l’indimendicabile protagonista Ramon Novarro, questo trailer ci racconta di un impero fastoso e decadente e di un cinema che, contemporaneamente, stava per vedere l’alba del sonoro e il cambiamento di un’intera visione della Settima Arte. Interessante notare la grande spettacolarità di questo, tra gli ultimi e più celebri film muti dell’era pre-sonora.

ArtRecensione

Enzo Maniscalco, pittore di nostalgiche visioni

di Mario La Carrubba

Sempre presente, come trasparente avvolgente velo, sapientemente elaborato dall’artista, colore oltremare  blu, che evaporando in cobalto prima, in cerulo poi, avvolge e plasma arcaiche oscure, verità.

Nostalgiche e atemporali visioni, nate da mitica classica cultura, si svelano ad attoniti e perplessi fruitori, come  magica  Demetra, da Omero cantata, madre terra dispensatrice di grano, emergente in statica dinamicità, solinga, statuaria, in contrastante  caldo colore,  inviare  il suo  al nostro enigmatico sguardo.

Mentre con abile inserimento surreale, si erge, emergendo da caldo siculo mare, un contorto, evanescente satiro torso, non gravato da  gravità, ma fluttuante all’apice di  composizione, costretto da moderni metalliche zip, vera traslazione temporale, ad assurgere la vetta triangolare, come composizione rinascimentale, e agave, roccia, formano la base.

Sotto astrale oscuro cielo,dove infinita immensità porta a filosofici pensieri, e di vita e di morte, misteriosamente, anime pregne di speme, nascono  improvvise coppie di alberi,  ombre, che ci avvinghiano nel loro essere, e noi diventiamo loro, e loro noi, e finiamo ad essere tutt’uno con l’opera.

Come tragedia greca, sotto mosse acque, al di sopra nuda roccia, lo straziante silenzioso urlo si spande nell’etere, dolore di donna, che, come pioggia, si riversa sull’immenso mare, spandendosi lentamente, viene trasportato  all’intera umanità, come tremendo  monito, e sopra  livido tramonto, distaccato dalle umani passioni, il cielo tingersi di scuro  inchiostro blu.

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Ed ecco stagliarsi, racchiusa nella sua inconfondibile lignea struttura, colma di pastoso colore, simbolo di quotidiane fatiche artistiche, emergere, fluttuante, affascinante tavolozza.

La semplice tavoletta costituita da un grande unico occhio, novello Polifemo, è pronta a donarsi completamente al volere del pittore.

Pennelli mescolano colori spremuti da variopinti tubetti, giallo limone, ocra dorata, verde smeraldo e… il blu oltremare, già sanno la posizione che toccherà loro assumere, mentre gioiscono di essere elaborati ed inseriti nel dipinto.

L’opera è terminata, e, finalmente, in una variopinta stratificazione cromatica, la tavolozza stanca, ma felice, riposa, fluttuando e mollemente dondolando resta in attesa di iniziare una nuova avventura artistica.

L’arte di Enzo Maniscalco si nutre di  lontani orizzonti, e sognanti ricordi, ricordi rivisitati e rielaborati in frammenti di quotidianità, che si evolvono in una  nostalgica interpretazione congelata in un non tempo, un non tempo irreale che  l’artista riesce a captare, e quindi a trasferire con abilità, supportata da una buona  tecnica, nelle sue opere.

Sono opere avvolte da una latente cinetica-staticità, che avvolte in enormi spazi, quasi monocromi, si evolvono in visioni metafisiche, e, che insieme al contrastato, ma equilibrato cromatismo, unito ad un disegno pulito, efficace ed a una solida  composizione, contraddistinguono in questo artista uno stile personale e inconfondibile.

Vacancy

In memoria di Massimo Pacetti

di Lidia Popa


Era il 9 novembre 2016. Eravamo usciti dalla Biblioteca Renato Nicolini a Corviale che era stata una giornata intensa perché oltre me erano state presentate le autrici Tiziana Marini e Stefania Di Lino. Massimo veniva spesso a partecipare a questi eventi organizzati dalla biblioteca. Ogni tanto cambiavamo delle opinioni tra noi.
Quella sera ci siamo fermati in quattro Massimo Pacetti, Sabino Caronia, io e Giuseppe Tacconelli davanti alla biblioteca a discutere sulla poesia, perché dentro e sempre poco il tempo che ti viene assegnato per presentarti ad altri. Parlavamo sulle modalità di scrittura e la concezione di analisi attraverso l’osservazione. Una riflessione di lui che mi ha particolarmente colpita, che lui aveva intravisto tra le mie qualità poetiche, essendo intervenuto nell’evento del giorno. Massimo Pacetti aveva letta una delle sue poesie appena scritte a matita particolarmente bella, ma che descriveva molto la verità di questo tempo che ci appartiene, che non sappiamo più dare un valore a cose che veramente valgono. Diceva allora che bisognava uscire a sentire la gente il polso delle strade, osservare, discutere con le persone che incontriamo anche se fossero dei barboni, cercare di capire quella gente spesso umile e trasandata. Perché in quella gente troveremo parte di ognuno di noi da scoprire e da raccontare persino con i versi. Perché anche la poesia può fare molto per portare alla luce il sommerso.
Mi trovai perfettamente d’accordo con i suoi punti di vista e lo espressi anche. Come al solito abbiamo finito la discussione con qualche sua battuta scherzosa. Diceva, parlando delle donne e uomini di strada: “Una zingara mi ha predetto che entro alla fine del mese non ci sarò. Però in tanto vivo e non penso.”. E abbiamo iniziato tutti a ridere, per quanto era inverosimile. Poi ci siamo separati ognuno per andare a casa perché aspettato a cena dalla famiglia. Era ultimo giorno che l’ho incontrato. E mi manca.

Roma 22 aprile 2017 alla FUIS

Vacancy

In memoria di Massimo Pacetti

di Antonella Rizzo

 

Io di Massimo ricordo il modo gentile con cui cercava di non ferire la sensibilità di nessuno. La sua tempra forte di uomo venuto dalla terra, dolori come zolle da rimestare. Così in difetto con la sua sopraggiunta posizione di autorevolezza da dover scontare in ogni momento con atti garbati. Eravamo  contenti di incontrarci agli eventi di poesia per dissacrare bonariamente gli intellettuali ingessati e la politica mondiale giocando a fare i nostalgici del comunismo reale, tu,  vero ragazzone politicamente scorretto e generoso fino al midollo.
Sono felice di aver presentato il tuo libro La terra di tutti a Velletri insieme al caro amico comune Marco Onofrio e di aver ricevuto le tue belle parole alla mia presentazione solo qualche mese fa, da Lettere Caffè.  Era autentico il tuo entusiasmo verso l’arte degli altri e il tuo bisogno di essere in pace con tutti, tu che avevi perso il bene più prezioso e ti scandalizzava di certe conseguenze del narcisismo umano. 

Ci mancherai, sul serio stavolta.

Vacancy

Omaggio a Bud Spencer

Alla presenza della Famiglia Pedersoli e di Marco Tullio Barboni – Il M° Franco Micalizzi e la sua big orchestra all’Auditorium Parco della Musica

 

a cura di Lisa Bernardini

 

Da sx_ Franco Micalizzi e Marco Tullio Barboni durante l omaggio a Bud Spencer (Small)

Da sinistra il Maestro Franco Micalizzi con lo sceneggiatore e autore Marco Tullio Barboni

L’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con il M° Franco Micalizzi, è stato lieto di presentare presso la Sala Petrassi di Roma, lo scorso 28 Aprile, un concerto unico e raffinato, iniziato puntualissimo alle ore 21.00 come da programma, che ha guardato  con un filo di nostalgia e anche di ironia ai memorabili temi musicali che il celebre compositore e direttore d’orchestra ha creato negli anni ‘70 e ‘80 per tanti film di successo (Lo chiamavano Trinità – L’ultima neve di Primavera – Italia a Mano Armata …).

A riproporre questi temi sono per l’occasione stati chiamati  cantanti che all’epoca li eseguirono con successo, come ad esempio EDOARDO VIANELLO e WILMA GOICH (Roma parlaje tu); tra i grandi  interpreti di Musica da Cinema, ospite della serata  una  concertista unica come GILDA BUTTA’; si sono susseguite durante lo spettacolo, infine, altre autorevoli presenze canore che corrispondono ai nomi di VALENTINA DUCROS, MIKEE INTRONA, DOUGIE MEAKIN e del tenore internazionale GIANLUCA PAGANELLI.

Considerato che i temi musicali destinati al cinema e composti da Micalizzi hanno suscitato un forte interesse perfino nel mondo dell’hip hop, che ha attinto a larghe mani nel suo repertorio musicale, campionando e rappando sulla sua musica, durante il concerto si sono fatti  cenni a queste partecipazioni.

A sostenere il concerto, una grande orchestra dal vivo, composta da musicisti tra i migliori del panorama italiano,  e la partecipazione come pubblico di tanti fedelissimi appassionati.  Per gran parte della serata  ha presenziato anche una troupe di RAI3 capitanata da Antonella Pallante.

Tra gli ospiti in platea, Giuseppe Pedersoli (figlio di Bud Spencer – salito poi anche sul palco durante il momento omaggio riservato al celebre attore durante la serata) accompagnato dalla moglie Zoila Maria Guadalupe Barriga Costa (soprannominata Lupita),   Maria Amato, vedova di Bud, e  lo sceneggiatore e scrittore  Marco Tullio Barboni, figlio del mitico regista Enzo Barboni, alias E.B. Clucher.

Molto emozionato, Giuseppe dal palco : “Credo che questa serata sia il modo migliore per ricordare papa’ a 10 mesi dalla sua scomparsa. Papa’ amava molto la musica, e nel tempo libero si dilettava a cantare e scrivere canzoni”.

Barboni, invece, ha tenuto a sottolineare l’importanza del Film che unisce tutti i protagonisti de “Lo chiamavano Trinita’”, ancora oggi dopo decenni. Di Bud Spencer ha detto: “Per me, appena diciottenne, Bud con i suoi trascorsi sportivi, era un mito assoluto e lavorare con lui era parte della magia di quel film“.

Si sono riconosciuti altri volti noti, tra cui Maria Lucia De Sica, vedova del compianto compositore Manuel; il celebre bandoneonista noto in tutto il mondo, Héctor Ulises Passarella, arrivato in teatro con  Tania Colangeli del Centro del Bandoneón di Roma;    la cantante Nancy Cuomo; il regista e direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori (che è stato all’inizio del concerto anche la prestigiosa voce fuori campo che ha presentato il Maestro Micalizzi al pubblico prima che lo stesso entrasse in scena); il Presidente dell’ordine degli avvocati di Caltagirone, Walter Pompeo, giunto in serata con la sua signora appositamente dalla Sicilia; la Presidente A.I.S.L_O. Maria Grazia De Angelis; Simona Tuliozzi Sabene (direttrice editoriale della casa editrice VIOLA EDITRICE, che pubblicherà prossimamente una completa autobiografia del M° Micalizzi).

E poi, in ordine casuale,  presenze provenienti dagli universi piu’ disparati: Carlo Marino, Angelo Martini, Antonio Ranalli, Ruggero Po, Paola Zanoni,  Gerry MottolaAndrea Marchegiani, Federica Pansadoro (campo del Giornalismo); Anthony Peth, Sabina Fattibene, Eleonora Altamore, Sergio Bartalucci, Floriana Rignanese, Davide Mottola,  Tony Malco, Maurizio Gaudio, Andrea Arriga, Giancarlo Sirolesi (Cultura e Spettacolo). E tantissimi altri.

A sigillo della serata, sicuramente le parole pronunciate dal M°  Micalizzi :”Bud, l’amico piu’ sincero, spiritoso, a cui devo un grande successo. Grazie, Bud“.

Appuntamento al prossimo concerto!

 

Vacancy

EscaMontage pubblica “Oltre la linea dell’emozione”

ciurleo

EscaMontage
Associazione Culturale No Profit
Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta

ha presentato il libro

“Oltre la linea dell’emozione”
poesie e pensieri

di Valentina Ciurleo

sabato 6 maggio, dalle h. 18.00
Centro Artistico Culturale Il Leone
Diretto dal Prof. Ginco Portacci
Roma, Via Aleardo Aleardi 12
Ingresso libero

 

In una serata vibrante di emozione partecipata e condivisa, EscaMontage ha presentato, nella magnifica scenografia del Centro Artistico Culturale Il Leone nel cuore di Roma, diretto dal Prof. Ginco Portacci, l’opera “Oltre la linea dell’emozione”, poesie e pensieri, esordio letterario di Valentina Ciurleo, edizione EscaMontage (in copertina foto di Stefano Bonazzi).

“Questa sua prima raccolta di poesie può essere magnificamente descritta direttamente dalle parole dell’autrice: ‘Esterno emozioni e stati d’animo mettendoli in versi in una composizione tutta personale, accompagnata da immagini. Una penna mi ha insegnato a sentire: la parola è parte di me, ciò che sento, l’essenza che dà voce alla profondità’. Ne nasce una sorta di diario intimo, una parata di emozioni, di desideri, di considerazioni, in composizioni costruite per immagini, per flashes emozionali, per frammenti accostati e giustapposti. Se la parola trasmette emozione, allora è veramente poesia. Ed è, chiaramente, il caso dell’autrice, capace di intuizioni notevoli nella creazione di immagini di rara efficacia… (dalla prefazione di Giacomo Caruso)

Biografia di Valentina Ciurleo

Valentina Ciurleo è nata a Roma il 12/10/1973 e insegna alla scuola primaria in una classe terza – ha cominciato a insegnare all’età di diciotto anni – e svolge il suo lavoro con passione e dedizione. Si dedica alla lettura e ai gruppi letterari on line: Libri che passione, Leggo Letteratura Contemporanea. Appassionata di poesia e scrittura, da ottobre 2015 partecipa al laboratorio di poesia “…in bilico sui versi”, presso il caffè letterario Mangiaparole. Ha pubblicato alcune poesie con “Poeti e Poesia” nell’opera Impronte67. Scrive sulla rivista letteraria “La Recherche” in un suo spazio gratuito. Ha pubblicato scritti grazie alla rivista on-line Diwali Rivista Contaminata. Ha pubblicato poesie e racconti nelle antologie di Giulio Perrone Editore: “Fermarti non posso”, ispirata al tema tempo, “Un’estate a Roma”, nell’ambito del concorso letterario letti di notte, “Non solo bianco è il Natale”.
Esterno emozioni e stati d’animo mettendoli in versi in una composizione tutta personale, accompagnata da immagini. Una penna mi ha insegnato a sentire: la parola è parte di me, ciò che sento, l’essenza che dà voce alla profondità.

https://www.youtube.com/channel/UCr55K4DCqvjxUV6AYQ-GDoQ

Hanno partecipato i poeti Giacomo Caruso, Gloria Imparato, Laura Pezzola, Marcello Soro, Lidia Popa, Marzia Spinelli, Giuseppe Tacconelli, Alessandra Carnovale, Diana Cavorso, con interventi e letture. Grande entusiasmo per l’EscaMusicLive del cantautore Amedeo Morrone per il Cd-Antologia “PoesiCanzone” 

 

Tra le News EscaMontaEditorial

– Gelati al pistacchio (ovvero, scritture che si apprezzano da grandi) esordio letterario del giovane talento Luca Masculo Legato

– I° numero Cd-Antologia PoesiCanzone, con prefazione del musicologo ed antropologo Alexian Santino Spinelli
a cura del cantautore Amedeo Morrone

– anteprima del progetto “EscaMontage Magazine n°0” n°.3
in collaborazione con la FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori)

INFO EscaMontaEditorial:
https://escamontage.wordpress.com/category/escamontaeditorial/

Sarà possibile acquistare copie delle pubblicazioni del catalogo EscaMontaEditorial scrivendo a escamontage.escamontage@gmail.com

Presente EscaMontage Blog&WebTV
https://escamontage.wordpress.com/

EscaMontage – Chi siamo

EscaMontage Associazione Culturale No Profit nasce nel 2012 dall’unione delle esperienze professionali di Iolanda La Carrubba (filmmaker – autrice) e Sarah Panatta (giornalista – autrice), un excursus attraverso eventi, reportage, interviste, rubriche, format, laboratori e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale e internazionale, che hanno conferito pregio alle attività svolte dal Blog&WebTV, al Film Festival Itinerante omonimi, fino ai progetti editoriali. Le attività EscaMontage che intraprendendo divenute un vero e proprio viaggio nelle diverse forme d’espressione creativa, attraverso location del Lazio e non solo, tra le quali: lo studiolo ARTECOM onlus Accademia in Europa di Studi Superiori diretto da Eugenia Serafini e Nicolò Brancato, la sede FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) di Roma, l’Isola del Cinema di Roma a cura di Giorgio Ginori, la Stazione del Cinema di Anguillara Sabazia.

https://escamontage.wordpress.com/category/chi-siamo/

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno arricchito le diverse attività EscaMontage tra gli altri: Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Silvia Scola, Stefano Fresi, Alessandro Benvenuti, Fulvio Grimaldi, Mariella Anziano, Nicola Acunzo, Silvano Agosti, Aureliano Amadei, Mario Carbone, Davide Demichelis, Giuseppe Bonito, Mauro Casciari, Eleonora Mazzoni, Agostino Raff, Fabio De Luigi, Lisa Bernardini, Ginco Portacci, Iole Chessa Olivares, Emanuele Carioti, Massimo Pacetti, Anita Tiziana Napolitano, Gianni “Marok” Maroccolo, Fabio D’Alessio, Giovanni Cavaliere, Francesco Del Grosso, Roberto Piperno, Lina Morici, Stefano Grossi, Gaetano Di Vaio, Daniele Ferrari, Mario La Carrubba, Marco Onofrio, Davide Cortese, Franco Grattarola, Ilaria Iovine, Giorgio Ginori, Roberto Mariotti, Angela Donatelli, Massimo Lauria, Amedeo Morrone, Dona Amati, Ciro De Caro, Alessandro greyVision, Fiore Leveque, Fabio Traversa, Antonio Natale Rossi, Tiziana Lucattini, Serena Maffìa, Ugo Magnanti, Tomaso Binga, Luigi Sardiello Tiziana Marini, Francesco Spagnoletti, Monica Martinelli, Cinzia Marulli Ramadori, Debora La Monaca, Antonella Rizzo, Matteo Mingoli, Alessandro Da Soller, Domenico Sacco, Simone Di Conza, Nicola Macchiarlo, Mauro Morucci, Chiara Mutti, Giuseppe Nibali, Alessandro Salvioli, Mauro Corona, Luigi Corsi, Fernando Della Posta, Patrizia Nizzo, Alcidio, Davide Matera, Marcello Matera, Plinio Perilli, Lucia Pompili, Tommaso Putignano, Daniela Quieti, Iago, Laura Quinzi, Cosimo Ruggieri, Silvana Baroni, Marzia Spinelli, Maurizio Stasi, Angelo Onorato, Patrizia Stefanelli, Nina Maroccolo, Fabio Morici, Renato Fiorito, Luca Benassi, Antonella Covatta, Valerio D’Angelo, Valentina Ciurleo

News

RINO GAETANO DAY

“Raduno Nazionale” 2 giugno 2017 – Roma

a cura dell’Associazione culturale italiana “Rino Gaetano”

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L’Associazione culturale italiana “Rino Gaetano” è MOLTO FELICE DI ANNUNCIARE che, in questa VII edizione del RINO GAETANO DAY, saliranno a cantare anche @iSeiOttavi e i nipoti del cantautore – Alessandro e Danilo – già noti a questo palco.

Il RINO GAETANO DAY è il CONCERTONE in omaggio al giovane cantautore prematuramente scomparso il 2 giugno 1981, in seguito a un incidente stradale.

Il RINO GAETANO DAY è un APPUNTAMENTO FISSO, il raduno nazionale annuale di fan, colleghi musicisti, amici, parenti e chiunque voglia conoscere un po’ della discografia del cantautore, riproposta – LIVE – dalla RINO GAETANO BAND.

Il RINO GAETANO DAY è – e rimane – l’unico evento nazionale e ufficiale DEDICATO A RINO GAETANO ed è ormai alla sua VII EDIZIONE.

UN OMAGGIO alla memoria di un cantautore semplice e geniale, nella piazza del quartiere ove visse con la sua famiglia, trasferitasi dalla Calabria a Roma, in cerca di lavoro.

Il RINO GAETANO DAY – oltre a essere un omaggio al cantautore, nel giorno della sua scomparsa – è sempre legato a uno SCOPO BENEFICO-SOLIDALE, grazie ad Associazioni e Onlus per il sociale, presenti all’evento, sul palco e tra la gente in piazza, per informare su temi sempre estremamente delicati e sentiti.

✔️VI ASPETTIAMO, COME SEMPRE, PIÙ DI SEMPRE!

📌INGRESSO LIBERO • STREET FOOD AND DRINK • RINO GAETANO BAND • AMICI • OSPITI • MUSICA E CANZONI DI RINO GAETANO

 

Dalle h. 20.00

Piazza Sempione, 00141 Roma RM, Italia

Poesia

Caro Isidoro
di Vanda Morbilli

Se tu mi guardi con quegli occhi chiari

Dimentico i momenti brutti e amari

Quando miagoli piano a me vicino

Ho voglia di baciare il tuo musino

Quando mi tocchi con la tua zampetta

La mia felicità è quasi perfetta

Se penso al giorno in cui io t’ho trovato

Eri magro tremante assiderato

Ti ho portato al riparo in un borsone

Correndo come pazza al mio portone

Sotto il letto ti sei presto accasato

Ed io col latte ti ho rifocillato

Ora sei grande grosso e tutto rosso

E ti mangi le pappe a più non posso

La mattina mi vieni a risvegliare

Ti accarezzo ma ti vorrei cacciare

Ti dico Dai fammi dormire ancora

Ma tu ormai sei sveglio da qualche ora

Certo di compagnia me ne fai tanta

Ma ci vuol la pazienza di una santa

Quando mi graffi tutte le poltrone

E del mio letto ti senti il padrone

Si la tua cuccia l’ho ancora vicino

Anche se non ci sei più dolce micino

Mi hai lasciata da un po’ caro Isidoro

Ma anche nel ricordo Io ti adoro

Poesia

Ricordarti Massimo

di Anna Avelli

(poesia in ricordo di Massimo Pacetti, autore, poeta, giornalista, uomo politico)

 

E ricordarti nei momenti
migliori
d’assonanza quasi
palpabile
di sincronìe poetiche…

Di quei tuoi saluti sinceri al telefono…
subito vero,
subito tu,
subito amico…
Ti definivi subito
con la tua franchezza,
presenza tangibile
di disponibilità autentica…

Il frutto di un lungo cammino,
troppo breve…
di un bel viaggio variegato
fitto di responsabilità
assunte,
mai negate
di sensibilità ferite,
ma mai odiate!
Frutto di una umanità
così pregnante
da potersi cogliere tutta
nei tuoi occhi
in un istante…
O nei tuoi versi
in una vita…

E ricordarti nelle tue
presenze discrete
e nei tuoi saluti
senza pretese
In punta di piedi
dove lasci il cuore
Senza parere…
In punta di piedi
Senza parere…
Ciao Massimo
so che volevi solo
riposare…
Questo certo
so che lo meriti…
Per il tuo vivere d’amore!
Ciao!

Diritti riservati 2016.

Poesia

Sparta

di Flaminia Cruciani

 

Non sai a Sparta come si piangeva in silenzio
sulla somma degli antenati Dori
dai sepolcri affollati quando
si sposava un cielo inferiore
si malediva il padre e il suo
vangelo di bestemmie
screpolato dall’uso
ingoiati nel caos teologico
sporco di circo equestre.
Il cronometro scattava e si era già in ritardo
sull’addestramento guerriero
le catene da fissare con le
mani paralizzate dal freddo
per assaggiare la rovina di un miracolo
diventare forte come un esercito
una donna forte come un esercito
con l’orchidea schiacciata in pugno
a un passo dall’immortalità.
La pietà nucleare chiedevo
di poter piangere e gridare “riposo!”.
Avrei voluto una zattera di mandorle
ricoverarmi in un bacio.
Ma a portata di voce solo il silenzio
marciavo, la testa bassa
c’era un nemico da sconfiggere,
ero io.

 

Tratto dal libro “Semiotica del male” pubblicato da Campanotto nel 2016.