Interviste

VideoIntervista

EscaMontage incontra Nicola Acunzo

A bordo palco dello spettacolo “…Una festa esagerata!” di e con Vincenzo Salemme

 

 

Sarah Panatta intervista Nicola Acunzo
in occasione di “Una festa esagerata…!” spettacolo teatrale scritto diretto e interpretato da Vincenzo Salemme

https://www.youtube.com/watch?v=ZPHpA…

Nicola Acunzo si racconta attraverso il teatro, ma anche nel mondo del cinema con il suo prossimo lavoro.

Riprese e montaggio: Iolanda La Carrubba

VideoInterviste

Emanuele Carioti, dalla macchina da scrivere al tablet

Come è cambiato il modo di fare comunicazione

 

 

Emanuele Carioti, “dalla macchina da scrivere al tablet”, come cambia il modo di fare informazione, la cronaca, la spettacolarizzazione della notizia, le nuove frontiere.

Intervista a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta
Riprese, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba

http://www.ematube.it/
https://www.youtube.com/user/cortonotte

Link EscaMontage Blog&WebTV
https://www.youtube.com/user/Iolandal…
https://escamontage.wordpress.com

 

 

VideoIntervista

Incontro con Vincenzo Salemme. “Una festa esagerata…!”

EscaMontage incontra Vincenzo Salemme
“Una festa esagerata…!”

Spettacolo teatrale
scritto, diretto e interpretato VINCENZO SALEMME

e con NICOLA ACUNZO, VINCENZO BORRINO, ANTONELLA CIOLI, SERGIO D’AURIA, TERESA DEL VECCHIO, ANTONIO GUERRIERO, GIOVANNI RIBÒ E MIREA FLAVIA STELLATO

Scene ALESSANDRO CHITI

Costumi FRANCESCA ROMANA SCUDERI

Musiche ANTONIO BOCCIA

Luci FRANCESCO ADINOLFI

Da martedì 14 febbraio 2017 a domenica 19 marzo 2017 al Teatro Diana di Napoli

Intervista a cura di Sarah Panatta e Iolanda La Carrubba
Riprese e montaggio di Iolanda La Carrubba


Recensione

Sentimenti e gag nel magico mondo di Vincenzo Salemme
di Iolanda La Carrubba

Torniamo a teatro, dove con uno spettacolo che trascrive in scena uno spaccato di vita, Salemme coinvolge il pubblico rendendolo partecipe. Siamo in “Una festa esagerata…!” un luogo fatto di comicità all’interno della dura oggettività della vita. La storia è ambientata in una casa per caso  situata nel luogo cult della borghesia di oggi, con un terrazzo panoramico forse simbolo di una dimensione altra che sfocia sulla realtà degli altri.
Qui una moglie e madre (Teresa Del Vecchio) caparbia, capricciosa, prettamente concentrata sulle apparenze, è completamente assorta nell’organizzazione della festa che presenterà sua figlia Mirea (Mirea Flavia Stellato) in società, coordinando caoticamente accanto ad un improbabile maggiordomo (Vincenzo Borrino) la disposizione dei tavoli e l’assegnazione delle bomboniere.
Lei, la figlia è il ritratto della madre non vuole altro se non riuscire ad emergere, attraverso i beni materiali, per paura di smarrirsi in un anonimato collettivo. Cardine sono le beghe condominiali, immancabili, immutabili, asfissianti tra le quali si aggira il vice – portiere (Antonio Guerriero) che tutto vede e tutto sente filtrando attraverso il suo solipsistico punto di vista, i fatti che corrono su e giù per le scale, che si affacciano ai balconi, che prendono l’ascensore il quale ingordamente intrappola i condomini in un vortice di fraintendimenti assillanti.
Il corteggiatore aspirante fidanzato di Mirea (Sergio D’Auria) è una presenza estenuante per il mal capitato Gennaro Palascandalo (Vicenzo Salemme) il quale tenta per amor della pace domestica ma non “addomesticata”, di trovare in lui un lato da apprezzare ma si ritroverà a cercare nella sua coscienza la soluzione al cubo di Rubik, senza riuscire a risolvere l’enigma.
Altri accadimenti si accaniscono sulla tranquillità anelata da Palascandalo rendendolo vittima in un complesso e intricato sistema di eventi, scritti ed interpretati magistralmente. Nella trama si aggira una presenza ostile, la vicina di casa (Antonella Cioli) la quale con la sua personalità disturbata, bipolare, detta regole e brama vendetta nascondendosi dietro l’ombra di suo padre (Giovanni Ribò) un uomo apparentemente mite e tranquillo.
Nulla è lasciato al caso ed il meccanismo comico si aggroviglia all’amara realtà con le sue ambiguità, gli affreschi imprevedibili, istantanei e simultanei dove le maschere della commedia dell’arte si contaminano tra loro simbolicamente quasi fossero una decodificazione del surrealismo intangibile. Mentre le ore vengono inghiottite dagli abissi del Tempo, implacabile e insaziabile, ancora altri giochi di ruoli si presentano in scena ed a cavallo di una motocicletta giunge il prete (Nicola Acunzo) dispensatore di consigli sottoforma di inutili luoghi comuni, buffi, arzigogolati e non-sense.
Ogni personaggio qui è vero, a tal punto da risultare grottesco, un ritratto iperreale di quei volti ostinati e contorti che soggiornano nella quotidianità, con i loro pensieri piccoli, arresi alla volontà di una società consumistica.
Straordinari, loro i personaggi di tutti i giorni, indossati da interpreti talentuosi, di forte impatto caratteriale ed è attraverso essi che viene descritto il sogno della realtà e la realtà del sogno, trasformando il tutto in un incubo incessante; c’è chi brama la fama, chi nasconde la sua identità, chi è stalker, chi  si finge qualcun altro, un via vai di personalità multiple all’interno di multi-dimensioni dove anche l’invisibile è protagonista.
Gli attori si protendono verso il capo comico d’eccezione, vulcanico, matador del palco e dell’oltre palco che travolge e sconvolge l’attenzione rivolgendosi a Lui, il mito, il mentore, il fautore del percorso artistico di Vincenzo Salemme, Eduardo De Filippo un uomo fatto per essere teatro, per essere voce e corpo, anima e ruah di un luogo immaginifico portato in scena.
In questo spettacolo si vive il lavoro completo e colto di Vincenzo Salemme il quale in ogni sua Opera non dimentica di dare spazio ad una morale efficace, accattivante che dona empaticamente spunto di riflessione, le gag che lasciano senza fiato e colmano gli occhi di lacrime gioiose, di colpo spiazzano tramutando quelle stesse lacrime in patos travolgente che si aggrappa all’emotività portandola nelle oscure profondità di un inconscio collettivo junghiano.
Vincenzo Salemme con la sua poesia ritmata ed efficace, si fa carico di filtrare attraverso una profonda comprensione e compassione della vita, la ricerca di una nuova, plausibile collettività, fatta di riflessione, amicizia, risoluzione, facendo sperare per un momento almeno, in un mondo migliore.
Nel suo lavoro tra cinema e teatro, questo è la costante e nella completezza rimangono nella memoria, indelebili messaggi conduttori di complessità artistica tra i quali il meraviglioso monologo nel film “Cose da pazzi” rivolgendosi a Maurizio Casagrande riferisce :
– … mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto, altrimenti diventerò un delinquente! E si ricordi signor Cocuzza, che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue!!!-
Salemme regista, attore, autore è amico del suo pubblico.

Intervista

“Il Professor Cenerentolo”, un film di Leonardo Pieraccioni

 

 

Conferenza Stampa
Il professor Cenerentolo
un film di Leonardo Pieraccioni

Intervista di Sarah Panatta
video di Iolanda La Carrubba

DATA USCITA: 07 dicembre 2015
GENERE: Commedia
ANNO: 2015
REGIA: Leonardo Pieraccioni
ATTORI: Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini, Davide Marotta, Flavio Insinna, Sergio Friscia, Nicola Acunzo, Manuela Zero, Lorena Cesarini, Nicola Nocella
SCENEGGIATURA: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi, Domenico Costanzo
FOTOGRAFIA: Fabrizio Lucci
MONTAGGIO: Patrizio Marone
MUSICHE: Gianluca Sibaldi
PRODUZIONE: prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min

per la fruizione al video: minuto 5:31 Trailer del film – minuto 11:00 Spezzone del film “la lettera” – 18:59 spezzone del film “lo scoccare della mezza notte” – minuto 19:55 intervista a Leonardo Pieraccioni – minuto 21:36 Saluti EscaMontage – minuto 23:27 sigla dance de Il professor Cenerentolo – minuto 23:53 mail escamontage.escamontage@gmail.com –

 

 

Fiaba metropolitana diretta da Leonardo Pieraccioni

recensione di Iolanda La Carrubba

A distanza di 20 anni dopo I Laureati, anni trascorsi lungo il fiume in piena di una ricca e riconosciuta carriera, Leonardo Pieraccioni con Il professor Cenerentolo  realizza come lui stesso dichiara –il film della sua svolta- nella meravigliosa location dell’isola di Ventotene.

Qui si anima una storia che vive a cavallo tra due linguaggi cardine, da un lato una commedia amara fatta di quei fatti della vita che potrebbero appartenere a chiunque, dall’altro una commedia d’amore dai risvolti ironici e pieni di brio. Riassumendo la percezione emotiva ed intellettuale che si assapora nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, si ha come la forte impressione di rientrare con grande pregio artistico, nella cara e vecchia “Commedia all’italiana”.

Anche se il protagonista questa volta è disincantato, schietto e meno impacciato rispetto alla linea narrativa dei personaggi fin qui interpretati dallo stesso Leonardo, si percepisce tuttavia un vivido senso di continuare a vivere in una fiaba metropolitana elargita al fruitore fin dal titolo.

Il tutto prende vita con un soggetto brioso, mai statico e dal forte imprintig empatico proprio del regista. E’ un film questo che non è semplicemente (laddove possa essere considerato semplice il mestiere del cinema) realizzato per i botteghini, ma si può finalmente ammirare nell’interezza del lavoro, la collaborazione corale da parte degli autori, della produzione e di tutto il cast sia tecnico che artistico che hanno saputo rendere Opera la pienezza del film. L’incipit dona immediatamente un omaggio alla commedia di Monicelli I soliti ignoti con Umberto (Leonardo Pieraccioni) che ormai pieno di debiti decide di fare una rapina in banca. Di notte nel silenzio calmo tra le vie dell’isola, dove solo una voce fuori campo accompagna dolcemente amara la carrellata, una forte esplosione racconta che il colpo è tristemente fallito. Prontamente sul posto giunge la polizia che impugnando le pistole, intima Umberto di poggiare in terra il trapano che tiene ancora stretto tra le mani, dicendo con tono affermativo:

– altrimenti spariamo!-

lui ricoperto dai detriti del muro, quasi rassegnato risponde:

-e va bene, sparite…-

Ecco dunque che via-via il percorso della storia prende vita, lui ormai in prigione dove con tono sensibile viene descritta l’umanità che si nasconde dentro la realtà di un penitenziario, decide di realizzare un film all’interno del carcere stesso.

Esuberante, riflessivo, dagli sketch che conducono con ritmo crescente una storia tutta da gustare, gli ingredienti? Un pizzico d’amore, le nuove tecnologie, il riavvicinamento di padre e figlia, le coincidenze, l’amicizia, le disabilità, la giustizia e la follia umana che tutto determina.

E’ un film che mentre fa riflettere sa far ridere, in grado di decontestualizzare uno stereotipo stravolgendolo completamente ed il tutto diventa così una perfetta fusione dei due principali elementi della buona commedia, il fantastico e il drammatico, posti in perfetto equilibrio sulle note ironiche del film.

“La vita è una tragedia se vista in primo piano, una commedia se vista in campo lungo.” (Charlie Chaplin)

Ne Il professor Cenerentolo il cast ha qualcosa di magico, sembra vivere in perfetta simbiosi tra lo stilema registico e la deliziosa coreografia dell’insieme, ad esempio Morgana (Laura Chiatti) che da principio viene presentata come un nuovo (ma obsoleto) sex symbol, durante lo svolgimento del film acquisirà uno spessore ben diverso, dal carattere etico e frizzante, un vero e proprio passepartout per le mille peripezie.

Sotto ogni aspetto c’è cura per i dettagli, anche per quegli angoli di vita vissuta dentro una diversità sia fisica che mentale, il tutto viene affrontato con un tono nostalgico ma mai ridondante, accattivante e riflessivo accompagnato da una meravigliosa fotografia al ricordo dell’iperealismo che regala allo sguardo scorci di un’isola incantata

Bellissima la colonna sonora che conduce armoniosamente lo scorrere del film e sulle battute conclusive, chiude con la canzone scritta ed interpretata dallo stesso Leonardo Pieraccioni Sono il Re dei regali sbagliati, una canzone emotivamente coinvolgente, ricca appunto degli ingredienti della vita.

DATA USCITA: 07 dicembre 2015

GENERE: Commedia

ANNO: 2015

REGIA: Leonardo Pieraccioni

ATTORI: Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini, Davide Marotta, Flavio Insinna, Sergio Friscia, Nicola Acunzo, Manuela Zero, Lorena Cesarini, Nicola Nocella

SCENEGGIATURA: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi, Domenico Costanzo

FOTOGRAFIA: Fabrizio Lucci

MONTAGGIO: Patrizio Marone

MUSICHE: Gianluca Sibaldi

PRODUZIONE: prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia

DURATA: 90 Min

 

“Il re dei regali sbagliati”, regista “quasi innocente”, Pieraccioni by comedy 20 anni dopo

recensione di Sarah Panatta

Un pagliaccio in gabbia. E le sue orbite stralunate. Una donna allunata ad una vita di mervaiglie al 25%. Con loro, in mezzo a loro, senza di loro. Un drone per pizzini fraintesi. Una biblioteca di destini incartati. Un’impresa di filmini “in capo” a youtube. Un paradiso di gialli flou, tra carcerieri che si sognano vip e detenuti a passo di musical naif. E ancora tutt’intorno gli asciugamani dei turisti, le guide sub scambiate per rami secchi e i maghinani dell’archiviazione in mega bytes.

20 anni dopo I laureati Leonardo Pieraccioni (impenitente, cincicamente morbido, dolcemente privo di gravità e gravido di insonnie, con il modo “suo” regista, sceneggiatore, attore, insieme compositore ma anche interprete canoro disarmante) arpeggia per i suoi personaggi “oversound” le “rime sbagliate” di una nuova sfida al botteghino, esplosa sulla soglia di un crimine consumato a metà. Da oggi al cinema Il Professor Cenerentolo, l’ultimo “colpo” del toscano dagli occhi appesi alle incertezze (in)tollerabili della realtà.

Marchiato dal proprio stesso ciclone, campione di incassi nel 1996 con quello che ancor oggi è il risultato più fecondo della storia del cinema italiano. Sempre in bilico tra gergo del principe scalzo ed etichetta del pirata romantico, sempre alla ricerca malinconica e pungente delle particelle elementari della felicità. Quella “all’improvviso”, quella improvvisata, quella aggrappata alla sincerità irrefrenabile di un sorriso. Un altro “fantastico via vai” allora, fatto dei suoi eterni grulli, disarcionati per caso e per necessità, a nuoto o su gommone, travestiti di identità grottesche, nella bocca abborracciate “tutte le lingue del mondo”. Idioti kafkiani quasi innocenti ma lucidamente incastrati nella loro mezzanotte sempre in scadenza. Pieraccioni più scaltro nella più classica commedia di pane amore fantasia ed equivoci.

Un ingegnere (Pieraccioni), detto “il professore”, arrestato per una rapina appena (s)commessa, che ogni giorno esce grazie ad un permesso di lavoro. Un muro da “25” centimetri tra la figlia adolescente e il papà finepena, detenuto fuori tempo massimo. Un viaggio sospeso tra attori apparentemente sbagliati, dispersi su un’isola carcere, ammucchiati senza trovare posto. Una fata Morgana che si rivela parzialmente de-ficiente e quindi magnificamente pronta all’avventura brancaleonica (Laura Chiatti) col professore menzognero. Compagni di brigata, pietre zigane, spose spericolate, cani rubati, prole ritrovata.

All about the bass. Suonano i “ricordi bagnati” del matt-attore, che si stende al sole agostano per un racconto di formazione, fumetto alla Frank Capra, tradotto da commedia nostrana, confessandosi tra butade e maturità “re di quei cinema vuoti dove crescono i rami e non trovo mai posto”. Se il film si scioglie in gola, gelato frizzante e bevanda dissetante tra gli scogli aguzzi e corrosi di tanta produzione deteriore dello Stivale, tra le pareti delle sue gag discendenti e dei suoi topos telefonati, il cuore di Pieraccioni si apre immutato, vivido e capace, di stare sullo “sfondo del niente” piangendo sugli asfalti di un cinema mercato inflazionato e di una vita fatta di indifferenze “a forfait”, nella struggente e sì esilarante canzone colonna sonora del film.

Così ci benedice a “piccoli salti”, ripartendo da “un rutto”, il “re”.


Sono il re di me stesso e stasera ho trovato il coraggio di parlarti di me/ Ma sono il re delle rime sbagliate e sottovoce ti dico/ Ho bisogno di te

Intervista

“In Confidence” – “Ridendo e scherzando” di Paola e Silvia Scola

“Ridendo e scherzando. Ritratto di un regista all’italiana”

un film su Ettore Scola

scritto e diretto da Paola e Silvia Scola

documentario 82′ – Ita 2015

Sarah Panatta intervista Silvia Scola

Riprese, regia e montaggio video intervista, di Iolanda La Carrubba

Video

Incontro con Vincenzo Salemme

EscaMontage incontra a teatro Vincenzo Salemme con:
“Sogni e Bisogni, Incubi e Risvegli”

Regia Vincenzo Salemme

Attori in ordine alfabetico
Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Susy Del Giudice, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Vincenzo Salemme.
Cast tecnico Scene: Alessandro Chiti
Costumi: Mariano Tufano
Musiche: Antonio Boccia
Disegno Luci: Umile Vainieri
Produzione Diana Or.I.S. e Chi è di Scena

Al Teatro Olimpico di Roma fino al 25 gennaio 2015

VideoIntervista

“Oltre la linea dell’emozione”

L’esordio letterario della poetessa Valentina Ciurleo

 

 
“Oltre la linea dell’emozione”
raccolta di poesie e pensieri di
Valentina Ciurleo
ed. EscaMontage a cura di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

La pagina Youtube della poetessa:
https://www.youtube.com/watch?v=feowK…

Il blog del libro Oltre la line dell’emozione:
https://sites.google.com/site/valenti…

VideoIntervista a cura di EscaMontage

regia e riprese Iolanda La Carrubba

montaggio Sarah Panatta