Lisa Bernardini

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Marco Tullio Barboni all’Isola del Cinema di Roma

31 agosto 2017, spazio Q8

a cura di Lisa Bernardini

Da non perdere il prossimo appuntamento letterario a Roma di  Marco Tullio Barboni: sceneggiatore, regista, scrittore all’esordio letterario con “…E lo chiamerai destino”, un percorso suggestivo tra conscio, inconscio, visioni, cinema e altre dimensioni del reale, Marco Tullio sarà presente ancora una volta nella sua Roma, dove e’ tornato piu’ volte durante l’anno di itineranza italiana della sua opera prima.

Come dice egli stesso, Marco Tullio, “appartiene ad una famiglia di cinematografari”. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia ed il padre Enzo prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher. Frequentatore di set fin da bambino, molto spesso nelle vesti di comparsa. Come, ad esempio, in occasione delle lavorazioni di “La baia di Napoli”, “Beh Hur”, “Barabba”. Il primo incarico ufficiale arriva come aiutoregista per “Lo chiamavano Trinità”, poi una folta e fortunatissima carriera da sceneggiatore e soggettista anche di prodotti a diffusione internazionale. Diventando anche autore di narrativa e regista di raffinati cortometraggi. Marco Tullio racconta la sua storia, la sua nuova strada da narratore e i nuovi progetti.

Il prossimo 31 Agosto, dalle ore 19.00 alle 20.15, sara’ lo Spazio Q8 dell’Isola del Cinema a vederlo protagonista indiscusso con il suo volume “…e lo chiamerai destino” (Kappa Edizioni).  A curare l’incontro di fine agosto sarà Plinio Perilli, con letture di Nina MaroccoloPadrino per l’occasione, che consiste nel contest “Un libro per il Cinema” che vede anche “…e lo chiamerai destino” tra le opere in concorso, sara’ il grande compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi, amico da sempre della Famiglia Barboni.

Ingresso libero.

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Omaggio a Bud Spencer

Alla presenza della Famiglia Pedersoli e di Marco Tullio Barboni – Il M° Franco Micalizzi e la sua big orchestra all’Auditorium Parco della Musica

 

a cura di Lisa Bernardini

 

Da sx_ Franco Micalizzi e Marco Tullio Barboni durante l omaggio a Bud Spencer (Small)

Da sinistra il Maestro Franco Micalizzi con lo sceneggiatore e autore Marco Tullio Barboni

L’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con il M° Franco Micalizzi, è stato lieto di presentare presso la Sala Petrassi di Roma, lo scorso 28 Aprile, un concerto unico e raffinato, iniziato puntualissimo alle ore 21.00 come da programma, che ha guardato  con un filo di nostalgia e anche di ironia ai memorabili temi musicali che il celebre compositore e direttore d’orchestra ha creato negli anni ‘70 e ‘80 per tanti film di successo (Lo chiamavano Trinità – L’ultima neve di Primavera – Italia a Mano Armata …).

A riproporre questi temi sono per l’occasione stati chiamati  cantanti che all’epoca li eseguirono con successo, come ad esempio EDOARDO VIANELLO e WILMA GOICH (Roma parlaje tu); tra i grandi  interpreti di Musica da Cinema, ospite della serata  una  concertista unica come GILDA BUTTA’; si sono susseguite durante lo spettacolo, infine, altre autorevoli presenze canore che corrispondono ai nomi di VALENTINA DUCROS, MIKEE INTRONA, DOUGIE MEAKIN e del tenore internazionale GIANLUCA PAGANELLI.

Considerato che i temi musicali destinati al cinema e composti da Micalizzi hanno suscitato un forte interesse perfino nel mondo dell’hip hop, che ha attinto a larghe mani nel suo repertorio musicale, campionando e rappando sulla sua musica, durante il concerto si sono fatti  cenni a queste partecipazioni.

A sostenere il concerto, una grande orchestra dal vivo, composta da musicisti tra i migliori del panorama italiano,  e la partecipazione come pubblico di tanti fedelissimi appassionati.  Per gran parte della serata  ha presenziato anche una troupe di RAI3 capitanata da Antonella Pallante.

Tra gli ospiti in platea, Giuseppe Pedersoli (figlio di Bud Spencer – salito poi anche sul palco durante il momento omaggio riservato al celebre attore durante la serata) accompagnato dalla moglie Zoila Maria Guadalupe Barriga Costa (soprannominata Lupita),   Maria Amato, vedova di Bud, e  lo sceneggiatore e scrittore  Marco Tullio Barboni, figlio del mitico regista Enzo Barboni, alias E.B. Clucher.

Molto emozionato, Giuseppe dal palco : “Credo che questa serata sia il modo migliore per ricordare papa’ a 10 mesi dalla sua scomparsa. Papa’ amava molto la musica, e nel tempo libero si dilettava a cantare e scrivere canzoni”.

Barboni, invece, ha tenuto a sottolineare l’importanza del Film che unisce tutti i protagonisti de “Lo chiamavano Trinita’”, ancora oggi dopo decenni. Di Bud Spencer ha detto: “Per me, appena diciottenne, Bud con i suoi trascorsi sportivi, era un mito assoluto e lavorare con lui era parte della magia di quel film“.

Si sono riconosciuti altri volti noti, tra cui Maria Lucia De Sica, vedova del compianto compositore Manuel; il celebre bandoneonista noto in tutto il mondo, Héctor Ulises Passarella, arrivato in teatro con  Tania Colangeli del Centro del Bandoneón di Roma;    la cantante Nancy Cuomo; il regista e direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori (che è stato all’inizio del concerto anche la prestigiosa voce fuori campo che ha presentato il Maestro Micalizzi al pubblico prima che lo stesso entrasse in scena); il Presidente dell’ordine degli avvocati di Caltagirone, Walter Pompeo, giunto in serata con la sua signora appositamente dalla Sicilia; la Presidente A.I.S.L_O. Maria Grazia De Angelis; Simona Tuliozzi Sabene (direttrice editoriale della casa editrice VIOLA EDITRICE, che pubblicherà prossimamente una completa autobiografia del M° Micalizzi).

E poi, in ordine casuale,  presenze provenienti dagli universi piu’ disparati: Carlo Marino, Angelo Martini, Antonio Ranalli, Ruggero Po, Paola Zanoni,  Gerry MottolaAndrea Marchegiani, Federica Pansadoro (campo del Giornalismo); Anthony Peth, Sabina Fattibene, Eleonora Altamore, Sergio Bartalucci, Floriana Rignanese, Davide Mottola,  Tony Malco, Maurizio Gaudio, Andrea Arriga, Giancarlo Sirolesi (Cultura e Spettacolo). E tantissimi altri.

A sigillo della serata, sicuramente le parole pronunciate dal M°  Micalizzi :”Bud, l’amico piu’ sincero, spiritoso, a cui devo un grande successo. Grazie, Bud“.

Appuntamento al prossimo concerto!

 

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“L’Isola dei fiori” grandi emozioni alla serata di beneficienza

Premiata alla carriera Simona Marchini

Simona Marchini.jpgAll’Auditorium San Leone Magno di Roma, lo scorso 19 Febbraio, lo  spettacolo solidale di Danza ed Arti visive “L’Isola dei Fiori”, basato sull’ultimo disco del Maestro Franco Micalizzi, ha avuto la straordinaria collaborazione artistica di Simona Marchini. Premiata nell’occasione alla carriera, la Marchini si è mostrata al pubblico visibilmente emozionata per il riconoscimento e molto sensibile ai progetti dell’A.I.R.C., l’ associazione beneficiaria dei  fondi della serata. 

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gianluca-paganelliA rendere internazionale l’evento, condotto con grande professionalità da Lorenza Mario, è stato il tenore Gianluca Paganelli, reduce da una tournée in Giappone.   Coinvolte importanti scuole di Danza, tutte del Lazio (SCUOLA DI DANZA TERSICORE di Ostia; SCUOLA SANTINELLI Sede – IALS di Roma; BALLET CENTER di Maria Luisa Rubulotta in Civitaveccchia; IL PROSCENIO di Paloma Farinosi a Bracciano; ARTE E BALLETTO a Frosinone; BALLETTO DI ROMA di Flaminia Buccellato) all’infuori di  SPAZIO DANZA, di Casal di Principe.   Tra i volti  presenti, nomi come   Sara Santostasi, Adriana Russo, Giovanni Brusatori, Marco Tullio Barboni,  Anthony Peth, Cinzia Carcione, Matilde Tursi, Maria Grazia De Angelis .   

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Direttore artistico Stefano Bontempi; autore dei testi Raffaello Fusaro. Nell’organizzazione: Niccolò Petitto e Lisa Bernardini.         

(Comunicato a cura dello staff organizzativo de “L’Isola dei Fiori”) 
Foto di Giovanna Onofri 

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“Storie di Donne,” Una Kermesse tutta in Rosa

Tra gli ospiti EscaMontage e il progetto PoesiCanzone, 25 novembre, Hotel Villa Eur Roma

a cura di Lisa Bernardini

invitoLa kermesse sul mondo femminile dal titolo “Storie di Donne”, organizzata dall’Associazione Occhio dell’Arte e giunta al secondo anno di vita, si inaugurerà con una mostra artistica  il  prossimo 25 novembre a Roma,  alle ore 17:30, presso  l’Hotel Villa Eur Parco dei Pini, con il taglio del nastro effettuato da  una madrina di grande prestigio: la Responsabile Culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, Dottoressa Sylvia Irrazabal.
Come nella Prima Edizione, la rassegna inizierà   nella giornata internazionale contro la Violenza femminile, il 25 Novembre, e terminerà il giorno 8 Dicembre, ultimo giorno in cui sara’ possibile visionare le opere prescelte ed in esposizione per questa edizione.
Gli artisti protagonisti sono  Gino Di Prospero (con una splendida personale con tema il Mare) e una collettiva a tema libero di tutte donne: Roberta Gulotta, Daniela Prata, Eugenia Serafini, Sabrina Falasca, Mapi, Malisa Longo, Loredana Giannuzzi, Tatèv Hakobyan (nazionalità armena), Natalia Cojocari (nazionalità moldava).

Solo nel giorno della inaugurazione esporranno anche lo scultore Valerio Capoccia ed il Presidente di associazioni umanitarie Giorgio Ceccarelli, con alcuni quadri raffiguranti importanti temi come  l’Infanzia rubata e l’importanza della bi-genitorialità in caso di separazione.

“Storie di Donne” e’ un progetto culturale (anche interculturale) senza scopo di lucro che ha come fine il raggiungimento di un omaggio spontaneo al Mondo Femminile nelle sue variegate e molteplici sfaccettature; un inno  visivo e sensoriale che possa essere semplice narrazione di esistenza quotidiana oppure sottolineatura di profondità introspettive oppure testimonianza di amore per il mondo femminile. Si vuole al contempo porre l’attenzione, attraverso una tematica attuale che si apre a numerose interpretazioni anche sociali, sull’importanza delle possibilità espressive, estetiche, comunicative e costruttive dei vari elaborati artistici,nel parlare di Contemporaneità.

Tante novità attendono gli amanti dell’Arte e della Cultura, che potranno accedere liberamente alla mostra a Villa Eur. Molti gli ospiti presenti e provenienti dai campi più disparati, fra cui, in ordine casuale: Giuseppina Iannello, storica top model internazionale; Romano Benini, giornalista economico e docente di Politiche del Lavoro e di Sociologia del Made in Italy presso l’Università La Sapienza di Roma; il Duca Carlo D’Abenantes; l’ex Uomo Nero della RAI Lino Bon; l’attore e cantante Angelo Sorino; la critica d’arte Loredana Finicelli; la giornalista e speaker radiofonica  Roberta Beta; la manager Aurora Colladon; l’attore, regista e doppiatore Giovanni Brusatori; l’attrice Adriana Russo; il giornalista nonché Presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro; la Presidente dell’Associazione culturale La Casa Boliviana in Italia Susana Mamani Machaca; Maria Grazia De Angelis Presidente AISL_O; Franco Micalizzi noto compositore e direttore d’orchestra; lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni; Pierfrancesco Campanella regista e produttore; la cantante e ballerina Gisela Josefina Lopez Montilla ed il pianista e compositore Giovanni Caruso; il Prof. Luca Filipponidello Spoleto Art Festival; la poetessa Simonetta Bumbi.

A rappresentare EscaMontage, Associazione Culturale no-profit ideata e diretta dalla regista  Iolanda La Carrubba (Presidente) e dalla critica cinematografica Sarah Panatta (Vicepresidente), saranno presenti, giusto per citare qualcuno tra i loro ospiti  che presenzieranno,  anche poetesse come Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Terry Olivi, Massimo Pacetti ed il cantautore Amedeo Morrone.

A rappresentare la scuderia del press agent Massimo Meschino,  invece, saranno Giulia Pietrosanti (Ragazza Occhio dell’Arte e finalista nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016), Ilenia Pisicchio (Finalista del Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2016 nonché Concorso nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016) e Giorgia Succu (Finalista del Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2016 nonché Concorso nazionale Una Ragazza per il Cinema 2016).

L’Architetto Ugo De Angelis, infine,  interverrà con il tema dal titolo: “La Violenza di genere nella Mitologia attraverso l’Arte Figurativa”.

Attese tante altre figure e personalità; l’Ingresso è libero, ma il  momento conviviale del vernissage sarà destinato ai soli invitati.

Ancora segreti i dettagli della  serata dedicata alla Donna dell’Anno, che si svolgerà il prossimo 2 dicembre ad Anzio,  con la collaborazione dell’imprenditore locale Mauro Boccuccia.

Ulteriori info: storiedidonneblog.wordpress.com

Responsabile Comunicazione:  Occhio dell’arte e Bumbi Mediapress

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…e lo chiamerai destino

Continua il tour letterario di Marco Tullio Barboni

e-lo-chiamerai-destinoSi e’ svolta con grande attenzione di  pubblico  l’ennesima tappa italiana del tour letterario  di …e lo chiamerai destino – edizioni Kappa.
Il 26 Ottobre scorso, nella Sala Teresina Degan a Pordenone, il circolo della Cultura e delle Arti di Pordenone, in collaborazione con il Lions Club Naonis, hanno curato un interessante incontro con l’autore, lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni, che ha ripercorso la sua vita tra Cinema e Letteratura.
Ricordato, con la collaborazione del conduttore Max Rizzotto, anche l’attore Bud Spencer, che ha dato il via ad un chiacchierata sull’indimenticabile attore, amico di famiglia da sempre, che è stato  ricordato con affetto tra profilo pubblico e privato.  
I presenti hanno anche gradito molto la proiezione de  “Il Grande Forse”, prodotto da Roberto Andreucci, con Barboni che ne ha curato la regia e la sceneggiatura. Tra gli interpreti di questo cortometraggio, un incisivo Philippe Leroy.

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Da sin Vera Casagrande, Pietro Tropeano, Marco Tullio Barboni, Lisa Bernardini

L’assessore alla Cultura Pietro Tropeano ha presenziato sia all’incontro pomeridiano che alla cena serale offerta dal Lions Club Naonis. Soddisfatto dell’incontro tutto il direttivo del Circolo della Cultura e delle Arti di Pordenone, ed in primis la Presidente Vera Casagrande, ed anche il Club Lions Naonis ed il suo Presidente, Alessandro Pazzaglia.

Durante il momento conviviale serale hanno recitato alcuni passi del volume Antonio Rocco (che ha rappresentato l’Inconscio del protagonista del romanzo)  e Francesco Bressan (che ne ha invece rappresentato la  parte cosciente), a cui Marco Tullio Barboni ha esternato i complimenti per la  performance eseguita.
…e lo chiamerai destino tratta infatti un dialogo impossibile quanto affascinante: Conscio vs. Inconscio. Come due celebrati personaggi dello spettacolo. Del più celebrato degli spettacoli: quello della vita. E’ un faccia a faccia raccontato come mai nessuno prima. I lettori trovano nel volume un dialogo animato, sorprendente, sfrontato e finanche rivelatore tra due entità cui e’ affidata la più grande delle responsabilità: quella di scegliere. Come ribadisce ad ogni tappa letteraria Marco Tullio Barboni : “Se parlare o tacere, amare od odiare, combattere o fuggire. Oscar e Felix danno voce al Conscio e all’Inconscio di George Martini in un botta e risposta serrato e senza esclusioni di colpi. Ne deriva il racconto di una vita, metafora di milioni di altre vite, anche della nostra”.

al-tavolo-presidenziale-durante-la-cena-del-lions-club-naonisAl termine dell’incontro, che dal tardo  pomeriggio nella Sala della Biblioteca Civica è di fatto continuato per molti ospiti anche a  cena in un noto locale della Citta’,  l’Autore ha ringraziato di cuore  tutti i presenti, esprimendo il desiderio di ritornare a Pordenone in occasione del suo prossimo romanzo. Tra gli intervenuti:  Lisa Bernardini in qualita’ di  Presidente dell’Occhio dell’Arte che sta curando il tour letterario italiano di Marco Tullio Barboni; colei che ha contribuito molto alla diffusione conoscitiva di questo appuntamento culturale a Pordenone, Franca Benvenuti (ex Presidente del Circolo delle Arti e della Cultura); il noto fotografo internazionale  Euro Rotelli, presente all’incontro in compagnia della sua signora, Daria Collovini; la giornalista Clelia Delponte


L’Associazione Occhio dell’Arte, il Circolo della Cultura e delle Arti ed il Lions Club Naonis si sono vicendevolmente scambiati omaggi ricordo in occasione del  gradito incontro.

Credits foto di Angelo Simonella

A cura di Lisa Bernardini
Presidente Occhio dell’Arte
Direttore Artistico
http://www.occhiodellarte.org
http://www.attraversolepieghedeltempo.it

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VERSO LE FINALI DEL MUSA D’ARGENTO

I EDIZIONE

a cura di Lisa Bernardini

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Lucia Aparo con Antony Peth

Resa finalmente nota ai media l’intera commissione della Sezione Arte delle finali nazionali a Ragusa del Musa d’Argento.

La siciliana  Lucia Aparo,  Presidente della Associazione culturale Academy Stars e  fondatrice del Premio Nazionale Musa D’Argento,  sta rivelando via via i dettagli sulla prima edizione di questo importante evento. 

Quattro membri autorevoli giudicheranno gli artisti rimasti in gara: il giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Gianpaolo Balsamo; la critica d’Arte Loredana Finicelli;  l’Artista dell’Arte dei Led Francesca Guidi ed il fotografo e calligrafo Amjed Al Rifaie.

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Elizabeth Missland

Questi illustri professionisti vanno ad aggiungersi – come annunci dati alla stampa finora dalla direzione del Festival – ai  membri componenti della giuria della sezione Cinema:  un Presidente del calibro della grande giornalista Elizabeth Missland, che è stata per 22 anni Direttore Artistico e Presidente Onorario dei Globi D’Oro dell’Associazione Stampa Estera in Italia e dal  2000 fa parte del Comitato Artistico del fortunato Monte-Carlo Film Festival de la Comedie di Ezio Greggio;  una Madrina come il Premio David di Donatello Barbara Enrichi; l’attrice e regista Lucia Sardo; il grande compositore e direttore d’Orchestra Franco Micalizzi, autore di alcune delle piu’ indimenticabili musiche da Film del Cinema italiano; il regista e  sceneggiatore nonché scrittore Marco Tullio Barboni, figlio del mitico E.B. Clucher re degli spaghetti western; il regista Pierfrancesco Campanella.

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Franco Micalizzi

Prossimamente, verrà rivelata anche la giuria della sezione Talenti, di cui sappiamo il nome della madrina: la giovanissima attrice e ballerina  Sara Santostasi.  

Il Premio Musa d’Argento, con il patrocinio straordinario della Camera Nazionale Moda e Costume,  è alla sua prima edizione ed in dirittura di finale nazionale nei giorni  21-22-23 Ottobre in quel di Ragusa, presso l’  Athena Resort (Kastalia);   e’ nato circa un anno fa per valorizzare l’arte ed il talento in tutte le sue sfaccettature. Obiettivo principale del Premio e’ quello di creare una rete di collegamento tra Produttori – Registi – Distributori e Artisti vari, favorendo una rilevante visibilità per tutti i partecipanti.  Una nota che contraddistingue in senso sicuramente meritorio questa kermesse itinerante  e’ la possibilità che anche i Diversamente Abili, purché dotati di talento, possano accedervi. Tutti gli artisti selezionati in giro per l’Italia e che hanno avuto accesso alla finale, in ciascuna categoria in gara, potranno dire di avere esperti  di prima qualità che li esamineranno.

A presentare l’evento, il conduttore radiofonico e televisivo Anthony Peth.

Info a: www.musadargento.it     Direzione Musa: luciaaparo2010@hotmail.it
Tel.   377-1346233

Stampa Nazionale Lisa Bernardini
Presidente Occhio dell’Arte  occhiodellarte@gmail.com  –  347-1488234 

Stampa Locale Lucio Di Mauro

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Il Maestro Franco Micalizzi incanta il pubblico a Frosinone


Una platea foltissima e attenta ha seguito, in una affollatissima sera di mezza estate, a luglio, l’intervento del Maestro Franco Micalizzi dal palco di piazzale Vittorio Veneto, la panoramica location selezionata per la quarta edizione del Festival Nazionale dei conservatori  – Città di Frosinone.

Il momento della premiazione

A sin. il Maestro Franco Micalizzi durante la premiazione

Compositore e direttore d’orchestra noto a livello internazionale, il Maestro, intervistato dalla bravissima Mary Segneri, ex gieffina ed attualmente brava presentatrice tv,  ha ripercorso una carriera lunghissima. A riannodare i fili di una vita professionale costellata di soddisfazioni, le foto che sono apparse sullo schermo dietro i due protagonisti: Micalizzi e Bud Spencer (foto accolta da un caloroso applauso), Micalizzi con Renato Cestiè all’epoca della composizione della colonna sonora de “L’ultima neve di primavera”, il maestro con il gotha degli autori italiani (tra cui Mogol), con la Big Bubbling Band e circondato da un manipolo di breakdancer (il Maestro è, infatti, rispettatissimo nel circuito hip hop nazionale).

In serata sono stati rivelati molti particolari della vita di una dei compositori più amati di sempre: la strana sensazione di ascoltare “Lo chiamavano Trinità”, suo primo lavoro, utilizzata da tanti come suoneria del cellulare; la stima di Quentin Tarantino nei suoi confronti; la voglia di mettersi sempre in gioco, affrontando nuove sfide artistiche. Sempre guidato, in questo, dall’ispirazione e nient’altro.

Mary Segneri durante l intervista a Micalizzi

Mary Segneri in un momento dell’intervista a Franco Micalizzi

Il consiglio che il Maestro ha voluto dare ai tanti giovani: “Seguire il proprio cuore, la propria ispirazione. Perché, come disse il grande produttore Quincy Jones durante un’intervista, “Quando insegui la musica per i soldi, Dio esce dalla stanza”.
Il Maestro ha ricevuto un riconoscimento dalla parte della città di Frosinone da Riccardo Mastrangeli, assessore al bilancio e alle finanze nonché presidente del premio “Città del Leone”. 

Una veduta parziale della plateaPresenti  anche gli assessori Gianpiero Fabrizi (cultura) e Rossella Testa (centro storico), oltre che il direttore del conservatorio “Refice”, Raffaele Ramunto. In piazzale Vittorio Veneto si sono poi diffuse le note di “L’isola dei fiori”, che hanno accompagnato la lunga fila formatasi per ottenere un autografo da parte del Maestro. 

 (Uff. Stampa Lisa Bernardini)
 

Intervista

“…e lo chiamerai destino”


intervista di Lisa Bernardini

 

coverlibro

Ho  incontrato a Roma, in una assolata mattina di febbraio, Marco Tullio Barboni, noto  regista e sceneggiatore la cui famiglia ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo,  prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da  Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western. Frequentatore di set fin da bambino, Marco Tullio e’ stato  lui stesso regista e  sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbieta’ e notevole talento. Uomo di profonda  cultura e variegati interessi, vede pero’  il suo prossimo  futuro come scrittore ed Autore di futuri, nuovi testi teatrali, da tradurre anche in lingua inglese e magari  da esportare in America. E’ appena uscito il suo primo libro, “…e lo chiamerai destino”, edito da Edizioni Kappa.

marco tullio barboni

La presentazione ufficiale del volume avverra’ a Roma, presso il Teatro La Salette, il prossimo 9 marzo. Organizzazione promozionale dell’evento a cura dell’Occhio dell’Arte e della sottoscritta.

Una famiglia di grandi autori cinematografici, la tua. Una vita spesa nel cinema. I vostri successi più grandi quali sono stati, brevemente?

Non è facilissimo essere brevi in quanto stiamo parlando di oltre mezzo secolo di cinema e di, come preferisco chiamarlo, cinema per la televisione. Di mio zio Leonida posso dire che è stato uno dei più grandi direttori della fotografia degli anni ’50 e ’60. Prediletto da Anna Magnani, ha lavorato per delle autentiche leggende, da De Sica a Bolognini, da Monicelli a Lattuada, da Blasetti a Germi. Mio padre ha cominciato a lavorare come assistente operatore insieme con lui per poi continuare e risalire la carriera, dal “versante fotografia” si potrebbe dire, fino a diventare regista nel ’70 e ottenere un successo clamoroso con “Lo chiamavano Trinità” prima e “Continuavano a chiamarlo Trinità” poi. Per quello che mi riguarda, dopo una breve esperienza come aiuto regista proprio in occasione di quei due film, mi sono orientato sulla scrittura cinematografica e, al termine degli studi universitari e dopo molti corsi di,appunto, scrittura creativa e cinematografica, ho stabilito una sorta di “sodalizio familiare” per cui scrivevo tutti i film che mio padre dirigeva, collaborando poi con lui anche sui set. Sono stati anni particolarmente ricchi di straordinarie esperienze perché ciò ha significato seguire tutte le fasi, dall’ideazione alla realizzazione alla diffusione dei film sia in Italia che all’estero: prevalentemente negli Stati Uniti ma anche in Brasile e Spagna. Collaborando, per giunta, con straordinari interpreti: Terence Hill e Bud Spencer, prima di tutti, ma anche con Giuliano Gemma, Robert Vaughn, Vincent Gardenia e tanti altri. Dopo la scomparsa di mio padre, ho continuato con la scrittura, prevalentemente di serie televisive: una per tutte, che ricordo con particolare piacere, è stata Extralarge che ha rappresentato due stagioni di fiction di ottima fattura, tanto da conseguire un grande successo internazionale. Il desiderio di trattare tematiche diverse da quelle consentite dalla fiction commerciale mi ha indotto poi anche a scrivere e dirigere due cortometraggi. Uno di essi, in particolare, che, con esplicito riferimento ad uno scritto di Rabelais ho intitolato “Il grande forse”, ha ottenuto, anche grazie ad una magistrale interpretazione di Philippe Leroy, un notevole successo nei festival specializzati di diversi paesi del mondo.

Una esperienza lavorativa così variegata ed intensa, la tua che poi è servita ad introiettare cultura ed interessi a 360° ed a deviare verso strade che oggi sembrano maggiormente interessarti, come quella di scrivere nuovi testi che paiono adatti per un teatro d’autore.

Sì, è così. Il problema è che si tende spesso, ed il più delle volte impropriamente, ad operare, soprattutto ma non solo nello spettacolo, una omologazione tra la persona ed il suo lavoro. Come se non potessero esistere interessi, passioni e desideri di approfondimento in settori diversi da quello. Ricordo che una volta, molti anni fa, dopo la fine degli studi universitari e l’inizio dell’attività da sceneggiatore per la coppia Terence-Bud, un giovane collega conosciuto nel corso la mia breve attività di assistente di Istituzioni di diritto e procedura penale mi disse: “ Certo che da le analisi sulla personalità del reo ai fini della valutazione della repressione penale ai cazzotti in testa…hai fatto un bel salto mortale!”. Analogamente, adesso, in occasione dell’uscita del libro, persone che ne sono venute a conoscenza e che non sentivo da tanti anni, si sono sorprese del fatto che, seppur nel modo originale e fruibile in cui l’ho fatto, abbia voluto e potuto trattare il tema del rapporto tra conscio ed inconscio, in quanto in qualche scomparto della loro mente mi avevano catalogato sotto il cliché di scrittore di film d’azione. Io, viceversa, credo che sia proprio coniugando il mestiere con la passione e quindi con interessi che magari sono nati e si sono alimentati successivamente alla scelta di quella professione, che si possa produrre qualcosa di veramente originale ed interessante. “…e lo chiamerai destino” è nato così.

“…e lo chiamerai destino” e’ un libro edito dalle edizioni Kappa. Quali sono le letture che lo hanno ispirato?

Sono tante, per la verità. Dai libri di Bruce Lipton sulla biologia delle credenze a quelli di Robert Williams, il creatore del metodo Psych-k per favorire l’allineamento tra conscio ed inconscio; da scritti di Daniel Goleman come “Intelligenza emotiva” ad altri del decano degli psicologi statunitensi David Hawkins come “Il potere dei condizionamenti”…ma quello che forse, più di tutti, mi ha ispirato è stato “Pensieri lenti e veloci” del premio Nobel Daniel Kahneman. Tutto il libro è una perla ma in particolare mi ha colpito il passaggio in cui definisce il rapporto tra l’inconscio ed il sé conscio come, letteralmente, uno psicodramma con due personaggi, nel quale uno è un comprimario che crede di essere il protagonista. E’ stato allora che ho pensato: raccontiamolo questo psicodramma, mettiamolo in scena.

La struttura è dialogica per l’intero corpo della narrazione ed è cosa rarissima. Come ti è venuto in mente di partorire un prodotto letterario così particolare? E perché? Lo tradurrai in altre lingue?

L’occasione è stata…tanto per rimanere in argomento…la sincronicità tra stesura da parte di mia figlia della sua tesi di laurea su “Il codice di Perelà” di Palazzeschi e la contemporanea lettura da parte mia di “Due pinte di birra” di Roddy Doyle. Due testi per molti versi agli antipodi ma accumunati dall’utilizzare la struttura dialogica rispettivamente per quasi tutta o tutta la narrazione. Nell’un caso e nell’altro da quei dialoghi emergeva un mondo, non solo e non tanto in senso geografico ma un mondo di emozioni, di sentimenti, di atmosfere… E perciò, anche in forza del mestiere di cui parlavamo poco fa, ho pensato fosse particolarmente appropriato strutturare così “…e lo chiamerai destino”. Una scelta, insomma, che mi è sembrata giusta e congeniale. Se lo tradurrò in altre lingue? In questo momento, con il libro in uscita, è prematuro considerare questa possibilità ma…certo: non mi dispiacerebbe affatto. La tematica, oltre ad essere universale, non smetterà mai di essere attuale. Ed il modo molto poco convenzionale in cui l’ho affrontata credo possa rappresentare un ulteriore elemento di curiosità. Del resto, è stato Freud a dire: “Scherzando si può dire tutto. Anche la verità.”

La prima presentazione al pubblico del tuo lavoro dove avverrà? E chi hai coinvolto in questa presentazione?

La prima presentazione avverrà al teatro “Le Salette”, un piccolo, delizioso teatro del quartiere Borgo il cui direttore artistico è Alfonso Di Vito, un mio vecchio amico con esperienze nell’editoria e con una viscerale passione per il teatro di Eduardo di cui è anche un eccellente interprete. Non solo devo a lui la conoscenza con Riccardo Cappabianca che ha aperto la strada alla pubblicazione del libro ma gli devo anche gratitudine per i mille consigli che mi ha dispensato aiutandomi ad orientarmi in un settore che era per me territorio ignoto. Inoltre, nella sua veste grafica, “…e lo chiamerai destino”, è stato immaginato nel teatro “Le Salette”, tra una prova e l’altra della compagnia amatoriale di Alfonso o prima della rappresentazione di una delle altre che utilizzano il suo teatro. Pensare al teatro “Le Salette” come sede della presentazione è stato quindi consequenziale. Quanto alle persone che verranno coinvolte, conto di, per così dire, “miscelare” personaggi di cinema e televisione…sceneggiatori, maestri di musica, direttori di fotografia, attori…magari anche gli stessi Bud Spencer, se non sarà in giro per il mondo come spesso gli capita, o Terence Hill, se non sarà impegnato full-immersion con Don Matteo…con altri più vicini alla materia che il libro tratta, a cominciare dal professor Domenico Mazzullo, uno dei più noti psichiatri italiani che ha apprezzato “…e lo chiamerai destino” al punto che, con l’editore, abbiamo pensato di inserire la sua recensione nella retrocopertina del libro.

Che rapporto ti lega oggi a Bud Spencer e Terence Hill? Bud Spencer ha addirittura scritto nel volume, a suo modo, una piccola recensione.

Il libro è dedicato ad E.B. Clucher -che era lo pseudonimo di mio padre- ed alle sincronicità. Ebbene, io penso che Bud Spencer e Terence Hill abbiano giocato un ruolo da assoluti protagonisti anche in quelle sincronicità cui mi riferisco. Dalle quali sono stati, a loro volta, coinvolti e, visti gli esiti della collaborazione con mio padre, favoriti. “Lo chiamavano Trinità” è stato frutto di una magica alchimia che, per un niente, avrebbe potuto svanire. Viceversa si è realizzata cambiando le vite di tante persone: non solo quelle di E.B. Clucher, di Bud Spencer, di Terence Hill, del il produttore Italo Zingarelli o del sottoscritto. Anche quelle delle molte, moltissime altre persone che, in molte parti del mondo, hanno avuto opportunità di lavoro dal filone che si è generato: una circostanza questa che rappresentava grande motivo di soddisfazione per mio padre. E’ in quest’ottica che considero Terence e Bud, più che semplicemente degli amici, una sorta di fratelli maggiori, tanto sono parte della mia vicenda personale.

Edizioni Kappa è una importante casa editrice. Come pensate di collaborare per far capire l’importanza letteraria di questo volume al lettore.

Ho avuto la fortuna di instaurare subito un ottimo rapporto personale con Riccardo Cappabianca il quale ha condiviso l’opportunità di affiancare agli strumenti tradizionali…dalle presentazioni, alle interviste come questa…anche forme meno convenzionali come un sito che descrive le intenzioni, lo stile e la chiave narrativa del libro ed una sorta di promo, piccola concessione alla mia anima “cinematografara”, che suggerisce i motivi per cui “…e lo chiamerai destino” merita di essere letto. Sappiano entrambi che un libro con le caratteristiche del nostro rappresenta una scommessa ma intendiamo giocarla con convinzione ed entusiasmo.

Sito Ufficiale di Marco Tullio Barboni: http://marcotulliobarboni.com/

Per info sul suo primo libro: http://www.elochiameraidestino.com/

 

 

Interviste: “Deadstar”, al secolo Enrico Petrelli

a cura di Lisa Bernardini

 

Un vulcano. Un ciclone.

Carismatico nonostante una giovane eta’, a dimostrazione che per avere stoffa non serve molto: basta esserci davvero dentro,  personaggio. E poi lavorarci su per esserlo al meglio. Ecco  di seguito un “face to face” breve, ma intenso, durante una pausa dai suoi tanti impegni di lavoro. Sono andata a trovarlo a Roma, su un set.

 Deadstar: un nome “curioso” che apre a tante domande. Come è nato questo nome d’arte?

Dead è il lato “scuro”, meditativo; “star” è luce, il lato solare, allegro (nelle mia canzoni ci sono melodie allegre (I feel happy e I’m no more impressed, in “maggiore”, e altre melanconiche come “They want to take me back home”). Devo darti un cd per farti scoprire il mondo musicale Deadstar (n.d.r.: sorride mentre finisce la frase).

La tua storia biografica in breve; cosa vuoi che la gente sappia assolutamente di te?

Sono cantante prima di tutto, produttore e autore di musica , in linea di massima pop, ed ho un’etichetta discografica.

Hai avuto collaborazioni importanti: Boy George, Amanda Lear… nomi che hanno un posto importante nella storia dello show-biz. Il tuo ruolo come lo vedi identificato? E soprattutto… cosa vuoi che il pubblico scopra di te grazie ad una intervista come questa?

Sono stato per tanto tempo produttore esecutivo ed artistico di progetti miei per altri. Nel caso della Lear anche autore dei brani ed ho duettato con lei. L’aspetto “cantautoriale pop” (canto e scrivo pop, per dirla in termini “elementari”) e quello del personaggio “glam” e dei video si sono potuti vedere di meno e vorrei metterli in risalto.

La musica come viene vissuta per un artista come te che si occupa anche di produzioni?

Come un progetto “completo”. La musica oggi andrebbe fatta come si faceva prima: i cantautori facevano tutto, suonavano (anche piu’ strumenti in un disco), arrangiavano e cantavano. Oggi il concetto è piu’ ampio: devono anche sapere fare “altro”. Anche se invece quello che viene passato è che la musica sono i reality, che sono l’antitesi della buona musica.

Progetti importanti in vista. Ce ne parli brevemente?

Un video di un inedito,  “The lady”, che sarà colonna sonora di una serie tv web con un personaggio pubblico di cui non posso svelare il nome… ed è un progetto per cui stiamo facendo molti casting; The naked band, una band di ragazzi che cantano live … e in un video, completamente nudi!

Il tuo sogno più grande nel campo della musica, sia come cantante che come produttore.

Avere quella che gli inglesi chiamano… recognition!

 

Altre info su Deadstar:

www.deadstaronline.net

www.justgoodmusic.info

www.amanda-lear-brief-encounters.com

canale youtube www.youtube.com/user/JustGoodMusicVideos

Vacancy

Un nuovo atelier “giovane” a Roma

Una serata all’insegna della moda, della musica, della solidarietà e dell’arte l’inaugurazione, lo scorso 15 dicembre, nel quartiere Mazzini di Roma, del nuovo atelier Daniela Di Francesco.

Da sx Maurizio Pizzuto direttore Prima Pagina News, Maria Grazia De Angelis, Daniela Di Francesco, Lisa Bernardini, Anthony Peth

Da sx Maurizio Pizzuto direttore Prima Pagina News, Maria Grazia De Angelis, Daniela Di Francesco, Lisa Bernardini, Anthony Peth

È stata presentata la nuova collezione di Daniela Di Francesco attraverso una sfilata, poi è stato il momento del “Calendario Solidale 2015″, a favore dell’Avis di Anzio – Nettuno che contiene i testi di Ezio Alessio Gensini e con gli “artisti dipinti” che hanno la firma di Leonardo Santoli. Artisti e nonsoloartisti noti hanno aderito gratuitamente al calendario: Franco Battiato, Gianni Morandi,, Claudia Zanella, Fondazione Lucio Dalla, Steve Rogers Band, Pia Tuccitto, Alessandro Paci, Leonardo Pieraccioni, Barbara Enrichi, Luca Carboni, Marinella & Roberto Ferri, Leonard Bundu, Francesco Guccini, Stefano Bonaga, Marco Alemanno, Cristian “Cicci” Bagnoli, Cristina Gardumi, Fio Zanotti, Angela Baraldi, Saturnino.

Altra presenza di rilievo è stata quella dell’U.N.I.T.A.L.S.I. che ha parlato ai presenti di importanti progetti solidali attraverso Anna Rubini, Presidente delle Sottosezioni degli Aziendali.

Da sx, Maria Grazia De Angelis, Lando Buzzanca, Daniela Di Francesco

Da sx, Maria Grazia De Angelis, Lando Buzzanca, Daniela Di Francesco

Daniela Di Francesco è infatti sensibile come stilista al tema dell’ importanza di contribuire con il proprio lavoro anche a sostenere cause importanti.

Un momento musicale originale ha intrattenuto gli ospiti presenti grazie alla maestria di Alessandro greyVision, nipote di Rino Gaetano, nonché leader della Rino Gaetano Band, che ha fatto un omaggio acustico estemporaneo con la sua chitarra al celebre ed indimenticato zio, di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario dell’uscita dal suo primo LP.

In esposizione gli ospiti hanno potuto ammirare anche alcune foto tratte dalla serie “Sguardo su Wonderland” di Lisa Bernardini.

La serata è stata condotta da Maria Grazia De Angelis presidente AISLO(Associazione Italiana Sviluppo Lavoro Organizzativo) insieme a Lisa Bernardini, che ha presentato l’azienda di Daniela Di Francesco e i motivi per cui la sta supportando per l’internazionalizzazione. E’ stato poi presentato, a sua volta presente, il pluripremiato testimonial Anthony Peth, che ha parlato dell’importanza del Made Italy e della valorizzazione delle piccole realtà di eccellenza Italiane tra cui Daniela Di Francesco che ne è un esempio mirabile; Anthony è infatti attualmente impegnato in un Tour Internazionale del Made in Italy che sta girando il mondo.

La Daniela Di Francesco MODA trova origine da una lunga tradizione familiare, di stampo prettamente artigianale, iniziata nella prima metà del Novecento. Nel tempo si è trasformata coniugando appieno la modernità e la tecnologia con la tradizionale manualità italiana.

Ogni creazione nasce da un’idea di Daniela Di Francesco la cui vena artistica è creare tessuti per poi trasformarli in capi finiti. La passione, l’esperienza e la voglia di stupire con capi esclusivi per originalità del taglio e la qualità pregiata dei suoi tessuti, sono alla base dell’attività sartoriale della produzione della Daniela Di Francesco Moda. Realizzare il tessuto degli abiti con filati di alta qualità. Tagliare ed assemblare il modello, tutto rigorosamente a mano, consente alla azienda Daniela Di Francesco Moda di realizzare capi unici, esclusivi e di gran pregio.

Il tutto secondo la più antica tradizione della moda italiana. Il tessuto dei capi della azienda Daniela Di Francesco Moda è realizzato con filati di cachemire, lana merinos, alpaca, seta, lino, canapa, viscosa.

Il filato viene lavorato con molteplici torsioni tali da rendere l’incastro dell’ordito e della trama particolarmente in simbiosi tra loro, per renderlo peculiare alla vista e al tatto. Da qui, il disegno creativo diventa il capo unico che rende unica la donna che l’indossa.

Alessandro greyvisionAll’evento sono intervenute numerose personalità dal mondo dell’Imprenditoria, Moda, Cultura, Spettacolo.

Presenti: il testimonial Anthony Peth, l’Ambasciatore della Repubblica dell’Iraq presso la Santa Sede, ANIL WICKRAMATILLAKE, Massimiliano De Toma (presidente Federmoda Lazio), Giorgio Palumbi (critico d’arte), il già console onorario di Malta, Consuelo Priasco, Franca Pace (presidente “Roma Caput Mundi), U.N.I.T.A.L.S.I. (presente Anna Rubini, Presidente delle Sottosezioni degli Aziendali, ed altra rappresentante), Francesca e Sandro Rinaldi della sezione Avis Comunale Anzio-Nettuno, Giuseppina Iannello (ex top model ed esperta di moda), Alessandro greyVision (nipote Rino Gaetano e leader della Rino Gaetano Band), Daniela Chessa (press agent ed addetta stampa), Sonia Casella (Maison Gattinoni), Maurizio Pizzuto (Direttore Prima Pagina News), Emanuela Corsello (titolare Agenzia modelle Yourwaymanagement), Antonella Salvucci (conduttrice), Demetra Hampton (attrice e testimonial No Violence), Giò Di Giorgio (giornalista editore e direttore della testatawww.inciucio.it), Antonello De Pierro (Presidente Movimento Nazionale Italia dei Diritti – Ufficio Stampa), Kyra Ruffo (Attrice), Lino Patruno (musicista), Marcia Sedoc (Attrice e Presentatrice, nonchè Presidente Ass. Fajaloby Italia Olanda Suriname), Mary Amato (moglie di Tony Gentile, famoso al mondo per la foto di Falcone e Borsellino sorridenti ad un convegno poco prima di essere entrambi uccisi, simbolo della lotta alla Mafia, nonchè celebre fotografo staff Reuters), Marco Scorza (creative editor nel mondo dello spettacolo), Angelo Mellone (dirigente RAI), Erika Gottardi (Woman & Bride – fresca vincitrice del Look of the Year 2014 Fashion Award), Massimiliano Piccinno (Woman &Bride), Carmine Ciccarini (Artista internazionale), Andrea Pacanowski (Artista internazionale), la Principessa Sirena Monica Imelda Lambertini, il Principe Giovannelli, Maria Monsè (attrice ed esperta di Moda), Ilaria Moscato (conduttrice ed annunciatrice televisiva), Roberta Beta (conduttrice radiofonica ed ex concorrente del Grande Fratello), Massimo Pacetti (scrittore), Elisabetta Viaggi (da Miss Italia), Silvana Lazzarino (poetessa e giornalista), Camilla Nata (inviata de La Vita in Diretta e presentatrice), Sara Galimberti (cantante), la giornalista Manuela Scanu, Virginia Barrett (attrice e presentatrice), Lando Buzzanca (attore), Gaspare Maniscalco (violinista RAI), Stefano Delle Cave (CNO WEBTV), Marco Montingelli (attore), Romina Goffi (Miss America Latina ed Italia 2014), Gisela Josefina Lopez Montilla (cantante), Toni Santagata (rientrato apposta da Foggia per assistere alla serata), Paulina Alexandra Obando, Danijela Babic, Carola Assumma (nota Addetta Stampa della capitale, e anche di quest’evento), l’onorevole Antonio Paris Pagina Due, Pietro Paternò (General Manager), il parrucchiere dei Vip Natalino Candido, l’attrice Milena Stornaiuolo,l’attrice Claudia Cavalcanti, la cantante Gabriella Rea, l’ex Amministratore Fendi – Onix Enzo Zanderigo….e tantissimi, tantissimi altri, fino ad arrivare ad almeno 300 persone intervenute..

Deliziose modelle hanno sfilato per Daniela Di Francesco, ed un eccezionale catering ha allietato la serata con il buffet ed il beverage.

L’organizzazione è stata curata da Maria Grazia de Angelis presidente AISLO e dall’Associazione l’Occhio dell’Arte.

Intervista: La Moda secondo Massimiliano De Toma

Intervista a cura di Lisa Bernardini

A tu per tu con Massimiliano De Toma, sposato con due figli, esperto di un settore che rappresenta il vanto per antonomasia del made in Italy. De Toma lavora da oltre trent’anni nell’attività familiare nel campo dell’abbigliamento uomo e donna di medio e alto livello; entra a far parte del mondo di Confcommercio alla fine degli anni 90 e dal 2008 entra a far parte del Consiglio Direttivo di Federazione Moda Italia Roma; nel 2012 ne diventa Presidente ed anche Consigliere nazionale di Federazione Moda Italia; nel 2013 viene fondata Federazione Moda Italia Lazio e viene eletto Presidente. Attualmente e’ anche membro di Giunta di Confcommercio Roma.

Massimiliano De Toma

Massimiliano De Toma


Massimiliano De Toma, lei nel 2013 da Presidente dell’Associazione Commercio è stato nominato Presidente dell’organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso Federmoda Italia Roma. Un grandissimo successo, importanti responsabilità. Poi la nascita di Federmoda Lazio, l’associazione di categoria che rappresenta i negozi di abbigliamento, accessori e calzature della Confcommercio del Lazio, una rete che costituisce circa il 40% dell’area commerciale no food della regione. Quando è avvenuta questa nuova carica e come ha vissuto fino ad oggi il suo ruolo? Meno di un anno fa abbiamo potuto chiudere un percorso iniziato anni prima, la costituzione di Federazione Moda Italia Lazio, insieme alle altre province, oltre Roma, di Rieti (Vice Presidenza) Viterbo e Latina in attesa di inserire anche Frosinone.

Come sempre vivo con entusiasmo tutto quello che mi vede coinvolto, dalla più piccola cosa a quella più importante, con grande responsabilità e serietà, grazie ad una “squadra” di livello.

Abbiamo creato, insieme ai referenti delle altre province, una rete che sia nel tempo di riferimento e contributo sia a Confcommercio Lazio che alla Regione Lazio per migliorare il tessuto economico e commerciale ed anche di assistenza, per tutte quelle, piccole e medie imprese, che decidano di diventare protagoniste insieme a noi in questa progettualità e che ruotino all’interno del nostro comparto di riferimento, attraverso continui scambi di informazioni e progetti, questo non è il traguardo ma solo l’inizio, LA PARTENZA.

La nascita di Federmoda Lazio è stata fortemente voluta dal sistema Confcommercio in quanto rappresenta un’articolazione territoriale che razionalizza l’attività di tutte le associazioni provinciali e rafforza l’azione di rappresentanza sui principali temi di settore, in primis l’abusivismo commerciale, l’azione anticontraffazione, l’obbligo di una corretta etichettatura, il codice del consumo. Ci parla dei più importanti successi ottenuti fino ad oggi in questo campo di normative dalla Federmoda Lazio?

Per i “successi” aspettiamo ancora qualche momento, ma possiamo sicuramente dire che ci stiamo muovendo in perfetta sinergia sia con Confcommercio Lazio che con Federazione Moda Italia, le “Reti di Impresa” e quindi anche la nostra “Rete Territoriale” sono viste come obbiettivi da perseguire e valorizzare anche quando e sopratutto si tratti di argomenti vitali, come ad esempio, il nuovo testo unico sul commercio della Regione Lazio, che nel prossimo anno vedrà finalmente la luce, cioè quello che legifererà in merito al commercio per le nostre imprese e non solo, per i prossimi anni e andrà a sostituire, e migliorare, quello passato dei primi anni ’90.

Per quanto concerne l’abusivismo, la contraffazione, questa federazione pone fra i suoi primi obbiettivi il contrasto a questo atavico problema in varie forme, anche nel nuovo testo unico questo argomento verrà trattato in maniera esaustiva, ma anche attraverso forme di prevenzione verso i consumatori e i commercianti, per citarne uno su tutti che riguarda il nostro settore, attraverso FedermodaItalia abbiamo organizzato seminari sull’etichettatura “SOS ETICHETTATURA” rivolti ai nostri associati, che si vedono multati fino a € 3.000,00 se all’interno del capo non si trovi la corretta etichetta, ma la domanda che io faccio al Legiferatore è: non dovrebbe essere multato il produttore vero e unico anello iniziale di questa filiera?

La nascita di Federmoda Lazio dimostra che sull’esempio di quanto sta avvenendo in altre regioni come la Lombardia anche nel Lazio si va verso un accorpamento delle funzioni della rappresentanza di categoria, per mettere in atto azioni sempre più incisive e mirate che tengano conto delle esigenze di tutta la rete commerciale regionale, attore fondamentale del tessuto produttivo territoriale, sempre più coinvolto nei processi decisionali e legislativi. Oggi viviamo un momento di grande crisi del tessuto economico. Come vedi lei il panorama futuro della Moda italiana in Italia? E all’estero?

La Moda italiana sia nei nostri confini e di conseguenza oltre questi, rimarrà sempre un punto di riferimento del nostro e “unico” MADE IN ITALY, si devono incentivare sempre di più e quindi valorizzare federazioni come la nostra o quelle della Lombardia, Toscana, Veneto e Liguria per citarne alcune, augurandoci che altre regioni prendano spunto da queste e insieme possano accrescere e valorizzare la nostra “casa madre” che è e rimane FEDERAZIONE MODA ITALIA a tutela e difesa di quel made in che rimane il terzo brand mondiale, solo noi di Confcommercio abbiamo creato queste uniche federazioni territoriali come “Laboratori di Arti e Mestieri” di idee, progettualità e sinergie.

Ha premiato recentemente a Roma una stilista emergente, Daniela Di Francesco, specializzata nel tessuto di maglia, a cui stanno guardando molte realtà settoriali e non solo. Il riconoscimento che lei è stato incaricato di consegnare al teatro Ghione di Roma riguardava infatti non un evento prettamente dell’Alta Moda, bensì un variegato contenitore artistico di livello, tra l’altro a sfondo solidaristico, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’Alta Moda, pertanto, può essere vista anche come veicolo importante di messaggi sociali sulla femminilità. Ci parla di questa interessante e talentuosa stilista, che sappiamo avere con Federmoda Lazio dei progetti da realizzare in altre nazioni?

Daniela Di Francesco rappresenta per noi “l’Eccellenza”, così come altre realtà presenti nella nostra regione, ma la capacità di questa azienda sta sè nella familiarità d’impresa, quindi nelle tradizioni e lavorazioni tramandate da generazioni in generazioni, ma si basa anche su profonde conoscenze sia dei vari tessuti che dei vari processi di lavorazione, quindi ogni capo realizzato da Daniela lo possiamo paragonare ad una “creazione” così come un’artista fa della propria opera.

Il nostro obbiettivo è quello di valorizzare e accompagnare in questa crescita le imprese come quella di Daniela Di Francesco, attraverso promozioni che portino lei e non solo in tutti quei luoghi che apprezzino queste eccellenze del nostro Made in Italy, e Daniela sicuramente già ne fa parte a pieno titolo.

 

News: Il fotografo Michele Simolo racconta il progetto “NO VIOLENCE”

Il fotografo Michele Simolo annuncia i suoi nuovi progetti.

Il fotografo Michele Simolo con Lisa Bernardini

Il fotografo Michele Simolo con Lisa Bernardini

“La Fotografia è entrata nella mia vita un po’ tardi, ma poiché la si può considerare una passione senza tempo, per me è arrivata in ogni caso al momento giusto”: così parla di sé Michele Simolo alla stampa, annunciando la sua presenza ad Agosto a Nettuno (Roma), durante il NettunoPhotoFestival ed. 2014, la nota rassegna italiana di musica, poesia, fotografia organizzata da ben quattro anni dal Comune di Nettuno con l’Associazione “Occhio dell’Arte”.

Il campo di lavoro principale di Michele per tanti anni è stato quello dell’informatica, ma la fotografia col tempo da semplice passione è diventata qualcosa di più.

Inizia a fotografare nei primi anni ’70 con una Canon ftb; il suo primo obiettivo un Vivitar 70-300 serie 1. Dopo aver passato per qualche anno a fare concorsi fotografici per hobby ed  ottenuto anche  grandi riconoscimenti, questo passatempo ad un certo punto ha subito un forte cambiamento: abbandonava la sua vecchia macchina fotografica per passare alle video riprese. Qualche anno più tardi  una  ulteriore “svolta”: la nuova tecnica digitale lo faceva  ritornare alla vecchia passione, la fotografia. Nel 1995 costituiva, nel dopolavoro Atac, la “Sezione Cine Foto”, di cui diventava Presidente, carica che ha ricoperto fino al 2013.

Considerato da sempre un autodidatta, la voglia di far conoscere a tutti  la fotografia  lo ha portato a organizzare tanti workshops fotografici; tra i più significativi: “Luci e Ombre sotto le Stelle” .

Dal momento che Cultura è anche Fotografia, è sempre stata sua premura scegliere locations che potessero rivestire un particolare interesse proprio in tal senso:  non potevano mancare pertanto le scelte del castello Theodoli  di Ciciliano (Rm), ad esempio, nell’anno 2007; oppure  il Castello Theodoli di Sambuci (Rm), nel 2009 -2010; la chiesa sconsacrata del Bernini di Ariccia nel 2009; le bionde rive del Tevere nel 2004-2007, ecc.

Nel 2010 Michele Simolo fonda “Studio Photo Art ”, un gruppo fotografico specializzato in eventi di cui  il coordinatore.

Sempre nel 2010 organizza per Sara Favarò il progetto “Gocce” – presentato alla fiera internazionale del libro di Torino 14 maggio 2010 – e all’auditorium di Palermo il 23 Maggio 2010, con la partecipazione di Don Luigi Ciotti e a Roma presso il museo Canonico di Villa Borghese.

Fotografo per quotidiani e riviste nazionali, tra i suoi tanti altri importanti lavori eseguiti sono da ricordare: dal 2000 al 2009 fotografo ufficiale di  “Parole in corsa “; conferenza internazionale  “UITP” sul trasporto pubblico; fotografo ufficiale per ATAC dal 2001 al 2013; presidente dal 1995 al 2013 della Sezione Cine Foto Atac; organizzatore di mostre fotografiche in collaborazione con Carlo Riccardi; backstage  per cataloghi di moda; organizzatore di  collettivi fotografici; principali sfilate di moda della capitale; 2011 fotografo del calendario – No alla Violenza sulle Donne; congressi – eventi sportivi – pugilato; corsi di video e fotografia; fotografo ufficiale rivista MY TIME;  fotografo al Festival del Cinema di Roma 2012/13; Festival della Fiction 2012/13; fotografo al 70° Anniversario Sbarco Anzio-Nettuno 2014; prime cinematografiche – Teatro – maggiori eventi della capitale.

Foto di Michele Simolo, tratta da "No Violence"

Foto di Michele Simolo, tratta da “No Violence”

In anteprima a Reset Italia, Michele Simolo annuncia che sarà il prossimo 23 giugno 2014 nello staff operativo  di un grande  evento di carattere umanitario dal titolo “NO VIOLENCE”, una giornata di fortissimo impatto mediatico a Roma dedicata a combattere la sempre più crescente violenza sulle donne.

L’intera campagna fotografica,  che ha il medesimo titolo del progetto, “NO VIOLENCE”, è effettuata con le sue fotografie e la mostra fotografica annessa è a cura del coordinamento logistico della Associazione culturale Occhio dell’Arte.

Nella mostra fotografica “NO VIOLENCE”, diretta dalla collega Lisa Bernardini (che di “Occhio dell’Arte è il Presidente e del NettunoPhotoFestival il direttore artistico) verranno rappresentate ricostruzioni di sofferenze femminili in seguito a violenza. Alla mostra hanno collaborato attrici ma anche persone dal lavoro più comune.

Maglietta "No Violence"

Maglietta “No Violence”

“Questa  mostra avrà nelle mie intenzioni  itineranza italiana e potrà  essere prenotata  tramite  l’Occhio dell’Arte per essere ospitata in cornici di accoglienza  culturale che possano continuare ovunque   a  lanciare il messaggio sotteso: NO VIOLENCE! Una tematica a me molto cara – continua Michele Simolo.

Dal 19 Agosto al 31 Agosto 2014, pertanto, potrete trovare questo poliedrico fotografo anche al PhotoFestival “Attraverso le Pieghe del Tempo” presso il Forte Sangallo di Nettuno, ed il giorno 20 Agosto il progetto verrà spiegato ad un numeroso pubblico in una cornice serale di una  piazza di quella Città, avvalendosi anche dell’aiuto di un video dal backstage.

Appuntamento intanto alla prima nazionale di “NO VIOLENCE” a Roma, in una cornice che ancora non è stata resa nota alla stampa ma di cui si occuperanno i media con grande diffusione.

Per tutte le informazioni sulla Mostra, rivolgervi a www.occhiodellarte.org e al suo Presidente.

Per contatti diretti con Lisa Bernardini: info@lisabernardini.comocchiodellarte@gmail.com

Partner promozionale “NO VIOLENCE” ( T-Shirts) : Gioielleria Amleto di Cori

 

 

News: Premio La Medusa D’Oro, prima edizione, Artena 2014

IMG-20140507-WA0004La Medusa d’Oro”, un evento culturale nato da una idea di Antonio Palone, per la direzione artistica di Lisa Bernardini.

Con la collaborazione e il supporto logistico-organizzativo della nota Associazione Occhio dell’Arte, questo nuovo riconoscimento annuale riservato a Giornalismo, Musica, Spettacolo (televisione, teatro, cinema, sport, arte e cultura) porta la firma della Gioielleria Amleto Di Cori.

Le fotografie dell’evento sono ad opera di Michele Simolo.

Domenica 18 Maggio, in Piazza Valle Fini – Artena (Roma), dalle ore 21.00.

Il premio nazionale “Medusa d’Oro” nasce nel gennaio di quest’anno per idea di Antonio Palone, priore della Confraternita Maria Ss.ma delle Grazie di Artena; la denominazione del premio deriva dal fatto che nel paese di Artena, e precisamente a Palazzo Borghese, esiste un salone denominato “del Camino”, dove si trova un camino con una testa di medusa attribuita al Bernini.

Ogni anno, partendo da questa prima edizione 2014, in una serata dedicata ai protagonisti del mondo della televisione, del teatro, del cinema, della musica, del giornalismo e della cultura,  verranno  assegnati i premi “Medusa d’Oro” ad artisti che secondo il parere dello staff si saranno in qualche modo contraddistinti nel proprio campo.

premiati michele cucuzza 10 copiaSono stati finalmente rivelati i premiati dell’Edizione 2014.

Al noto giornalista Michele Cucuzza andrà la Medusa d’Oro Giornalismo; consegnerà il premio il  giornalista de Il Tempo DanieleDi Mario.

Alessandro Serra, celebre comico di trasmissioni come Zelig e Colorado, riceverà invece la Medusa d’Oro Spettacolo direttamente dalle mani di Gio’ Di Giorgio.

Infatti la testata www.inciucio.it sarà presente all’evento; in rete dal 1996, con oltre centomila click al giorno, è il più autorevole portale in Italia specializzato in notizie di Cronaca Rosa, Gossip e Costume; Gio’ Di Giorgio è il noto giornalista editore e direttore di questa testata.

Infine, per la Medusa d’Oro Musica, lo staff organizzativo ha deciso di assegnare per questa prima edizione un premio ufficiale alla Memoria: sarà omaggiato il grande talento di Rino Gaetano. A ritirare il premio,  direttamente il nipote dell’amato cantautore prematuramente scomparso ma mai dimenticato: Alessandro, nome d’arte Alessandro greyVision. Sarà  la Principessa Nike Arrighi Borghese ad effettuare la consegna del prezioso pezzo d’arte.

premiati rino gaetano10 copiaSempre domenica 18 Maggio verranno assegnati anche i premi locali Meduse “Artenesi”: destinate ai cittadini che si sono affermati nei vari campi della televisione, teatro, cinema, giornalismo, musica, sport, arte e cultura. I premiati artenesi  2014 sono  Luciano Lanna, e  consegnerà il premio il direttore di testata Bruno Iorillo; Luca Trolli, e consegnerà  il dj internazionale Angelus Marino; Simone Lorenzo Prosperi sarà invece premiato dal Presidente dell’A.C.A.H. (All Cops Are Heroes)  Francesco Paolo Russo; infine, a Giuseppe Carocci  consegneranno  il riconoscimento la regista Iolanda La Carrubba e la critica cinematografica Sarah Panatta.

Presenterà la serata l’attrice ed ex miss Italia Nadia Bengala.

Il pubblico sarà allietato, oltre che dalla presenza attiva dei premiati, anche da un concerto de “La Rino Gaetano Band (cover band ufficiale)” – Acoustic Version, così composta:

Federico D’Angeli – voce e chitarra acustica; Andrea Ravoni – chitarra acustica; Yuri Carapacchi – cajon e percussioni ; Alessandro greyVision (nipote di Rino Gaetano) – voce, chitarra acustica e percussioni. Per info sulla band: http://www.rinogaetano.it/index.php

La brava Tania Frison, cantante e vocal coach, ad oggi considerata la mascotte di Ivana Spagna poiché la supporta e la affianca vocalmente in quasi tutti i suoi concerti, improvviserà in serata un brano live di Rino Gaetano con la Rino Gaetano Band.

Ogni anno farà parte integrante del Premio La Medusa d’Oro anche una mostra d’arte; quest’anno, seppure posticipata come data di inizio rispetto alla serata del premio, la mostra d’arte prescelta è stata  quella di Albino Ripani detti ARi.  All’ Ex Granaio di Palazzo Borghese, infatti, dal 27 Maggio fino al  2 Giugno 2014, sarà possibile ammirare i suoi splendidi quadri, in una esposizione tra Arte e Moda secondo uno stile personalizzato e che fa di lui un artista quotato, eclettico e di tendenza.

Il Patrocinio all’iniziativa è del Comune di Artena; la parte artistica del programma è effettuata dalla Confraternita Maria Ss.ma delle Grazie di Artena in collaborazione con l’Occhio dell’Arte e la direzione artistica è di Lisa Bernardini.

Per info sull’intero programma: antoniopalone@alice.itantoniopalone@virgilio.itinfo@confraternitamadonnadellegrazie.it Per contatti diretti con Lisa Bernardini: info@lisabernardini.com Per info su ARi: www.ariarte.it – www.albinoripani.it  

News: anticipazioni dal Nettuno PhotoFestival

Il sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta

Il sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta

Scopriamo  la veste della prossima edizione del “Nettuno PhotoFestival”, gemellato con “EscaMontage a corto”, in una intervista al Sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta.

Ad agosto la nuova edizione del NettunoPhotoFestival. Che cosa rappresenta per la cittadina questo appuntamento?

La nostra Città ospita questo prestigioso festival ormai da quattro anni, registrando sempre un interesse maggiore, che viene esplicitato ogni anno di più dall’affluenza di pubblico che nel tempo è cresciuta costantemente, segno questo che la popolazione apprezza manifestazioni come questa, capaci di offrire importanti spunti di riflessione su tematiche culturali ma anche sociali, toccando talvolta argomenti forti come la violenza sulle donne, il femminicidio, il mobbing e la ludopatia, fenomeno derivante dalla dipendenza del gioco d’azzardo.

Multimedialità e gemellaggi. Anche con queste nuove realtà come EscaMontage a corto, un concorso anagraficamente giovane. Quale spazio destinate alle nuove generazioni e alle nuove idee, appunto come “EscaMontage”?

La nostra intenzione è stata da sempre quella di dare spazio e risalto ai giovani che, come ho avuto modo di ribadire in tante occasioni, sono una risorsa fondamentale per il futuro del Paese, perciò anche in questa occasione credo che sia doveroso lasciare che abbiano il loro spazio. Inoltre, il modo dei cortometraggi in questi ultimi anni ha avuto un considerevole sviluppo e bene ha fatto il direttore artistico del PhotoFestival, Lisa Bernardini, ad invitare alla manifestazione un’associazione giovane come la vostra, che apre le porte a molti ragazzi, dando loro la possibilità di esprimersi e fare pratica.

Qualche anticipazione ghiotta, ci saranno guest star?

Anche quest’anno il NettunoPhotoFestival ospiterà personaggi di una certa caratura, un nome su tutti è quello del fotografo Oliviero Toscani, nuovo Premio Gensini Immagine 2014, ma anche altre personalità di spicco arriveranno a Nettuno per prendere parte al Festival e dare il loro contributo, come ad esempio l’indimenticata campionessa sportiva Novella Calligaris, il cantautore Roberto Ferri e Franco Battiato, il produttore cinematografico Enrico Vanzina, il giornalista e dirigente della Rai Angelo Mellone e tanti altri professionisti del settore, che riceveranno i numerosi riconoscimenti previsti in ogni edizione.