Interviste

Fuori le Ali

Ideata da Marta Rizzo e Silvia Scola

senza titolo-1

L’Associazione Culturale Fuori Le Ali, unisce cineasti, personalità impegnate nella lotta alle disuguaglianze e alle ingiustizie, intellettuali italiani e professionisti dello spettacolo, allo scopo di portare i mestieri del cinema laddove diritti civili e dignità personali sono limitati o negati. Nei luoghi di disagio sociale, fisico, psicologico. Ai margini: carceri minorili come scuole di periferia, in un momento storico-politico in cui l’Italia appare quanto mai priva di attivismo concreto e di impegno progressista, in cui il silenzio degli intellettuali fa patire più che mai l’assenza di voci come quella di Pier Paolo Pasolini. Ideata da Marta Rizzo e Silvia Scola, Fuori Le Ali ha trovato la sua definizione grazie al contributo imprescindibile di Giuliano Montaldo, Roberto Perpignani, Daniele Vicari, Mimmo Calopresti, Wilma Labate; del CSC-Cineteca Nazionale e di Felice Laudadio, di Annalisa Forgione; e degli allievi diplomandi e dei docenti del CSC e della Scuola d’Arte Cinematografica G.M. Volonté; del SNGCI e di Laura Delli Colli; di Amnesty International Italia e di Gianni Rufini; del Ministero della Giustizia e del magistrato Giacomo Ebner; della Regione Lazio e di Lidia Ravera; di Libera contro le Mafie e Archivio Disarmo; dell’Agis Scuola; dell’ APT – Associazione Produttori Televisivi; e della consulenza legale dell’Avv. Natalia Paoletti. Il Consiglio dei Garanti di F.L.A. è composto da Paolo Taviani, Gigliola Scola, Dacia Maraini, Luciana Castellina, Giuliano Montaldo e Altan, il quale ha voluto regalare il logo all’Associazione. Il ruolo del Consiglio dei Garanti è vigilare sulla buona condotta e riuscita di ciascuno dei progetti di cinema nel sociale che si intende portare avanti negli anni. Tutto questo, accanto a Ettore Scola, al quale Fuori le Ali si ispira e a lui è dedicata, nonostante la sua rivendicazione di “diritto all’oblio” che però non possiamo garantirgli, perché il cinema continuerà sempre a parlare con lui e di lui. Fuori le Ali intende far conoscere il Cinema non come arte inarrivabile e privilegiata, ma come lavoro collettivo, artigianale, dove l’oggetto d’arte, il film, è frutto di mestieri e professionalità diversi e peculiari, concertati tra loro. Scrittura, regia, recitazione, fotografia, scene, costumi, trucco, parrucco, montaggio, suono, musica. Lavoratori del cinema, magistrati e intellettuali impegnati nella lotta alla legalità, porteranno il loro contributo di professionalità e talento dove più ce n’è bisogno: nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole di periferia, nelle case famiglia, nei centri antiviolenza e di accoglienza… Per testimoniare, se non per realizzarle e percorrerle, l’esistenza di nuove strade e soluzioni oltre la devianza, il dolore, il disagio mentale, fisico, psicologico, sociale. Nata nel novembre 2017, Fuori le Ali entrerà dunque nell’IPM di Casal del Marmo a Roma, dove, tra l’ 11 giugno e il 15 luglio 2018, porterà le maestranze e i professionisti del cinema tra i ragazzi, con incontri settimanali specifici per ciascuna competenza della settima arte. Giovani tra i 14 e i 25 anni che vivono in reclusione dopo aver commesso reati che, evidentemente, li precedono per (in)cultura, degrado, disperazione. Ragazzi provenienti da luoghi di povertà e guerre come l’Africa del nord; o da culture complesse come quella Rom; da quella parte d’Italia più povera, emarginata, violenta e abbandonata, che rimane tragicamente nascosta tra le pieghe della società. L’Associazione darà inoltre modo ai giovani detenuti di venire in contatto con il grande cinema italiano, attraverso film quali La banda degli onesti, Il Sorpasso, Dramma della gelosia, Amici miei, Ricomincio da tre. E a conclusione di questo breve percorso formativo, l’incontro tra i detenuti e Antoine Doinel, il giovane protagonista sofferente e ribelle de I 400 colpi di François Truffaut, da proiettare a chiusura della manifestazione. Fuori le Ali sarà presente all’nell’Istituto Penitenziario Minorile di Airola (BN) tra il 24 aprile e il 29 maggio 2018, come unico partner del progetto Il Palcoscenico della Legalità dell’Associazione CO2 di Giulia Minoli e Giulia Agostini; parteciperà, inoltre, alla programmazione dell’Estate Romana della Casa delle Donne, con il film Io la conoscevo bene, il 10 luglio prossimo alle ore 21.00 e porterà con sé la protagonista del capolavoro di Pietrangeli, Stefania Sandrelli.

Annunci