Davide Cortese

VideoPoesia

“Lettere da Eldorado”

 

 

poesia di Davide Cortese tratta da “Lettere da Eldorado” ed. Progetto Cultura 2016

video di Iolanda La Carrubba

Annunci

Recensioni

Darkana
di Davide Cortese Edizioni Lietocolle

Recensione a cura di Luciana Raggi

davide-cortese-darkana-copertinapiatta

A pag. 21 l’autore scrive: “Ti prometto […] di ruggire luce”.

La promessa dell’autore è stata mantenuta. Dopo aver letto questo libro di poesie si può ben dire che il poeta ha urlato parole capaci di ruggire luce. Una luce simbolica e una luce forte e vera che nella sua isola natale colora tutto e ha impregnato i suoi ricordi che s’infilano nel presente, in mezzo al nero e al grigio. Accanto alle parole che ricorrono più frequentemente- arcano, nero, notte, buio, ombre…-c’è spesso un riferimento alla luce. Nel titolo, DARKANA, troviamo insieme nero (dark ) e arcano declinato al femminile, a formare un unico nome proprio che pare s’addica alla donna che vediamo in copertina (disegno dell’autore stesso intitolato Odessa ) Qualche esempio:
il buio non è che una luce acerba (pag. 71 ) ; luce nera (pag 41), Il buio mi dona (pag 40); La mia gondola di tenebra lucente (pag. 34)¸ “oscuro è il sapere del poeta”. “intingo la penna nel mio buio/per scrivere un ultimo verso di luce” (pag 76); La descrizione di questa realtà arcana, misteriosa, oscura, ci mostra un’inquietudine irrisolta. Il suo volto che emerge dall’acqua, punta di un iceberg sepolto dall’abisso, è un’isola arcana; anche il bosco, dove nelle fiabe ci si perde, è oscuro, arcano… Nera non è solo la notte, ma anche la giostra, la lancetta del tempo …e nero è il carnevale e l’abito, le città sono nere…ecc.; poi…c’è una burrasca di luce, un pianto di luce, una goccia di luce, un verso di luce… Nel libro troviamo molte poesie brevi: una composta di 1 solo verso (“ Il buio mi dona”), 5 di 2 versi, 5 di 3 versi, 5 di 4 versi, 7 di 5 versi…). E’ una poesia essenziale, una poesia priva di enfasi e di sentimentalismi, mai banale né ovvia. Ama le immersioni nel profondo e attinge energia dall’inconscio per portare alla luce immagini e simboli, parole e metafore che arricchiscono i significanti di molteplici significati. La sua voce è potente proprio per questo, perché nelle sue parole sono cristallizzati messaggi dell’es. Quando scrive poesie Davide Cortese opera al di fuori delle consuete categorie logiche e perciò quello che leggiamo, pur essendo legato strettamente al reale, sia nella sua concretezza che nella sua connotazione emotiva, lo supera e lo pone in una dimensione atemporale.Vera poesia!

Poesia

Risveglio

di Davide Cortese

 

Una mattina mi son svegliato

e non c’era più nulla da temere.

Una mattina mi son svegliato

e potevo essere semplicemente chi ero,

senza che nessuno mi negasse il suo sorriso,

senza essere percosso e offeso,

né maltrattato, né deriso, né ucciso

per ciò che ero senza averlo deciso.

Una mattina mi son svegliato

ed ero fiero di essere chi ero.

Ero nero senza apparire diverso,

ero gay senza apparire perverso,

ero ebreo, musulmano, senza aver perso

la gioia di essere ospite dell’universo.

Una mattina mi son svegliato

e per tutti ero semplicemente un uomo.

E per ciò che io ero: umano,

non c’era affatto da chiedere perdono.

News: Poesie dal VII “Premio Internazionale di poesia Don Luigi Di Liegro”

EscaMontage pubblica in esclusiva alcune poesie e videopoesie premiate al “VII Premio Internazionale Don Luigi Di Liegro” (Cerimonia di Premiazione del 31 gennaio 2015 press il Campidoglio – Musei Capitolini, Roma).

 

Videopoesia “Salomè”

realizzata da Iolanda La Carrubba con la poesia “Salomè” di Antonella Rizzo

(Primo premio per la Videopoesia)

 

Non è solo una rosa di maggio

Di Davide Cortese

 

Non è solo una rosa di maggio

il fiore che ti dono adesso.

Nasconde tra i petali di velluto

paesi incantati che ho abitato,

grandi un granello di sole.

Parla i profumi del mio arcano popolo

che ti dice “ti amo” da troppo lontano

perché tu lo possa sentire.

Parla il profumo di un silenzio

che è solo il lungo viaggio di una voce.

Nasconde tra petali di tenerezza

l’innocenza di paesi sospesi sul pericolo:

sullo stelo della mia rosa

guizzano mille pinne di squalo.

(Primo premio per la poesia inedita)

 

Il senso ultimo e vero del reale

Di Mauro Corona

 

Scavo con le dita

porto alla luce pietre e

segreti

 

Sul sentiero tra due finestre

crescono alberi.

Di là dal vetro li guardo

muoversi di notte

 

Nell’atto del guardare

vedo me stesso riflesso

e sono visto

immagine ancora accesa

su uno sfondo nero

 

Ed io di qua sconto la vita

come un incerto andare

con soste lunghe anni

e balzi di leopardo in caccia

 

Non c’è scampo a questo

silenzio che si agita irrequieto

a questa spossatezza che

non mi lascia per tutto il giorno

e nemmeno il pensiero che tu esisti

mi consola, vita

 

Era questo il segno che cercavo?

Ciò che a inizio marzo a volte accade,

come un’improvvisa fioritura

su prati verdi fino al giorno prima.

Era come ciò che rimane

dopo aver lasciato tutto

dopo essere scesi nel profondo

o aver guardato troppo a lungo il cielo,

solo il senso ultimo e vero del reale

(Menzione speciale con medaglia)

 


Oltre la siepe

Di Lorenzo Poggi

 

Mi raccomando

copriti bene stasera.

 

Dobbiamo andare oltre la siepe

del nostro sconforto,

in fondo alla strada

che porta al lago salato.

 

Ci sarà molto vento dal nord

e gli scialli si agiteranno

come pipistrelli sulle nostre teste.

Molte foglie voleranno placide

a schiantarsi a terra.

 

Passando, avremo modo di lanciare

sguardi d’invidia all’erba del vicino

e ammirare le rose

che non sono mai nate.

 

Non portarti nulla del tuo dolore,

ne troveremo bastante per strada

quando i passi diventeranno pesanti

su orme lasciate nel fango del pianto.

 

Non serve neanche

minacciare con l’indice

chi è ancora vivo di speranze

o chi ancora si crede innocente.

 

Alla fine

entreremo nel lago salato

per lasciare sporchi vestiti

e battezzarci di nuovo.
(Menzione speciale)