Antonella Putignano

Rubrica

Esca’Antologica. Bridget, “ Austen Power”

di Antonella Putignano

 

Risultati immagini per bridget's jones babyAbbiamo amato da subito l’eroina moderna Bridget Jones. Sin dal primo film, abbiamo colto i riferimenti alla scrittrice Jane Austen in una Londra da cartolina moderna.

Per la ultra quarantenne Jones, arriva la gravidanza e… novità per noi italiani: la gravidanza è un fatto normale. In tutto il film, la protagonista affronta la gravidanza non piena di imprevisti ma inserita in un contesto normale di lavoro, vita. Rapporti sociali. Si, perché da che mondo è mondo, i figli si sono sempre fatti. O anche no.  Una donna è donna prima, dopo e durante la propria maternità. Insomma, la “mistica “da concepimento è una cosa che non riguarda altri paesi, giustamente civilizzati e che sanno che per mantenere un figlio ci sono costi. E forse, chissà, se il nostro paese adottasse regole meno severe sull’adozione, impareremmo che l’amore si può moltiplicare.
Chicca del film è l’interpretazione di Emma Thompson nei panni di una ginecologa anticonformista e sarcastica. Ecco, se pensiamo che da noi è possibile che nelle scuole l’educazione sessuale, possa essere sostituita dall’educazione alla fertilità, è facile rendersi conto del contesto culturale che è anni lontano dal vedere la luce. E vissero tutti.. Orgoglioni e pieni di pregiudizi. Può-Darcy.

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Esca’Antologica. BILLY EU-LLIOT

di Antonella Putignano

 

Billy Elliot è stato un Film di successo Internazionale. Per la regia di Stephen Daldry e scritto da Lee Hall, la pellicola che scatenò i piedi di tutto il mondo uscì nel 2000.

billy-elliot-jamie-bellAd una prima lettura, la storia di Billy Elliot è quella di un promesso grande danzatore che lotta contro i pregiudizi culturali verso il mondo della danza, a suon di musica e libertà. Vero. Si, ma solo in parte. Billy Elliot è stato molto più di questo. Il contesto in cui il protagonista muove i suoi primi “battements tendus” è l’Inghilterra degli anni Ottanta: quella del dolorosissimo sciopero dei minatori inglesi contro le restrizioni ed i provvedimenti neoliberisti della Lady di Ferro, Margaret Thatcher. Il padre ed il fratello di Billy, non a caso, sono due minatori in sciopero che vivranno la protesta con modalità e risoluzioni diverse: il primo, il padre, alla fine – per ragioni economiche e per aiutare Billy, ostacolato nel suo sogno all’inizio – piegherà la testa, indebolendo come tanti altri il ruolo Sindacato, e sarà reintegrato al lavoro. Il secondo, il fratello, proseguirà lo sciopero e sarà protagonista di scontri violenti con le autorità.

Billy danza la sua energia. La voglia che emerge nel film è quella che vive l’Inghilterra di allora, che forse sognava un’Europa accogliente: una casa dove fare albergare le proprie speranze ed immaginare un futuro più eguale per le classi sociali. Questo testo ha avuto grande successo anche nelle sue versioni teatrali. Billy Elliot non ha una sola colonna sonora, ma tutte le tracce che accompagnano il film sono un disegno; un racconto dell’Inghilterra che grida le sue contraddizioni come: “London Calling” dei Clash o “Children of the Revolution”, suonata dai T-Rex. Il Post-Brexit di questi giorni, sta scatenando le più o meno divertenti vignette sugli inglesi, oramai “extracomunitari”. Ma anche noi, senza Inghilterra, siamo un po’ più tutti stranieri. Almeno nei luoghi delle nostra memoria.
Nel Boschetto della “nostra” Fantasia.

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Esca’Antologica. Marilyn per Sempre

di Antonella Putignano

Marilyn_Monroe_Based_On.jpgUn interessante articolo di Emiliano Morreale su Repubblica, in occasione della Mostra torinese dedicata agli oggetti appartenuti alla Diva, ci rimanda ad un privato ma collettivo e universale pensiero: come sarebbe Marilyn Monroe oggi? Cosa farebbe? Avrebbe fatto pubblicità? E avrebbe un account Facebook e uno twitter? Sulla sua tragica morte è stato detto tanto e molti sono stati gli intellettuali che hanno immaginato, celebrato e tenuto in vita questa donna dalla sensualità prorompente e dalla fragilità disarmante. Una cosa la immagino sorridendo: Marilyn, forse, avrebbe adorato i Selfie. Si, ne avrebbe fatti a rotta di collo: in piedi, seduta, sdraiata. Sorridendo, piangendo. Sorridendo disperatamente. Ma non avrebbe fatto sicuramente foto a: tramonti, piatti di pasta, giardini, micetti, spiagge al tramonto, piatti di pasta al tramonto, giardini al tramonto. Micetti all’alba. Marilyn non avrebbe condiviso il suo protagonismo con nessuno. E per lei Zuckerberg, avrebbe inventato lo “StraLike”. Probabilmente, se Marilyn, avesse creato qualche evento su Facebook, i “Partecipa”, sarebbero stati veri.

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Esca’Antologica. “Women De-Vote”

di Antonella Putignano

imagesSuffragette di Sarah Gavron con: Anne-Marie Duff – Grace Stottor – Geoff Bell – Carey Mulligan e Meryl Streep: un film giusto al momento giusto. Nell’Inghilterra di inizio novecento, alcune coraggiosissime donne lottano per il diritto al voto e il riconoscimento dei propri diritti. Il film, soprattutto, racconta di un movimento coraggioso, ribelle, estremo. Necessario. Quando otterranno le donne davvero la piena libertà di espressione? Aspettiamo per saperlo una regista di fantascienza. Nel frattempo: “Vota Antonia, vota Antonia, vota Antonia”.

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