Anita Napolitano

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Addio a Peppe ‘o Cricco, alias Giacomo Furia

Articolo testimonianza a cura del giornalista A.Tortora 

Roma, 9 giugno 2015

Il 7 giugno presso la chiesa di San Saturnino situata nell’omonima piazza del quartiere Trieste alle ore 10:15 dove da anni risiedeva l’attore, si sono svolti i funerali di Giacomo Furia.

A trentanni dalla morte del suo grande maestro Eduardo De Filippo, Giacomo Furia attore, caratterista, generico di nobile talento sacrificato in parti secondarie che però lui sempre incarnava pienamente per dono d’estro e semplice umanità si è spento il 5 giugno 2015 presso la clinica “Villaverde” di Roma all’ età di novanta anni.

Il feretro, dopo le esequie, è stato trasportato al cimitero di Arienzo (Caserta) nella cappella di famiglia.

Vero nome dell’ attore è Giacomo Matteotti Foria, patronimico fermamente voluto dal padre antifascista in riferimento alla grande figura dell’oppositore Benito Mussolini – socialista anch’egli, incorrotto USQUE AD MORTEM. Nome che “ope legis” cinque giorni dopo quella nascita fu censurato e modificato con sentenza del tribunale in Giacomo Matteo Furia.

Diplomatosi ragioniere presso l’Istituto A. Diaz di Napoli Giacomo Furia decise di iscriversi all’università per frequentare Economia e Commercio. Il suo sogno era quello di diventare direttore di banca. Invece per buffa fatalità, anche se fin da ragazzo aveva frequentato l’ambiente teatrale dilettantistico partenopeo, ebbe l’occasione di dare ripetizioni di matematica a Luigi De Filippo, figlio di Peppino iscritto al quarto anno di liceo. Frequentando casa De Filippo in Via Vittoria Colonna incontrò Eduardo che notando la sue briose qualità caratteriste gli propose il ruolo di Peppe ‘o cricco nella commedia “Napoli milionaria” in sostituzione dell’ attore che si ammalò di tubercolosi.

A proseguire le orme del padre è stato il suo unico figlio Filippo, che attualmente è direttore di banca.

Nessun omaggio è stato reso da parte delle Istituzioni e dagli altisonanti personaggi del mondo dello spettacolo, solo qualche telefonata affettuosa da amici intimi e vari post di sentite condoglianze sulla bacheca di facebook. A celebrare solennemente l’attore con un’orazione è stato l’intimo amico medico chirurgo vascolare Dott. Attilio Naddeo già sindaco del comune di San Cipriano Picentino che gli aveva per altro conferito la cittadinanza onoraria.

Durante lo svolgimento della funzione il sacerdote lo ha rievocato con una sua battuta dal film “L’oro di Napoli” a proposito della messa. L’era della tecnologia impazza, le telefonate e i telegrammi non sono più in uso ad onorare la morte l’inclemenza del lutto virtuale.

ADDIO A UN GRANDE CHE AVREBBE MERITATO MOLTO DI PIU’.

 

FotoReportage dalle esequie, di Anita Napolitano

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