POESIA

Una sensazione forte…

di Matteo Castorino

 

Una sensazione forte:

il gatto grigio che mangia un pipistrello

nel giardino di casa.

Un tremore spaventoso:

il fischio della metropolitana.

Quando arriva il treno e può succedere di tutto.

Puoi cadere giù,

possono spingerti giù,

puoi spingere qualcuno giù,

puoi fare un salto lungo

e andare giù.

Voi non ve ne rendete conto,

ma è una situazione di altissima tensione.

Una parola tremenda:

tendenzialmente.

Che la usano sempre gli stronzi come me.

Che è un modo per pararsi il culo.

Significa:

io sto facendo di tutto per farvi sorridere.

Ma, se mi dovesse capitare

di rovinarvi le domeniche pomeriggio

e gli altri giorni della settimana,

ricordatevi che vi avevo avvertito.

Tendenzialmente voglio stare con te e

tendenzialmente mi piaci.

Significa: stai un pochetto lì

e fai tutte le cose belle che ami fare.

Se poi un giorno

dovessi incontrarti

mi piacerebbe un botto sudare con te

sul pavimento freddo.

La storia è più o meno questa:

non apprezzo nessun tipo di moralità.

Non mi piacciono le frasi di circostanza

e le cose che non cambiano mai.

La parte più bella del telegiornale

è la storia di quello che si sveglia a mezzogiorno

e va in giro a prendere a martellate i passanti.

La parte più brutta sono i discorsi effimeri dei presidenti

e dei ministri.

E i servizi sugli animali

e quelli sulle malattie e la ricerca medica.

Penso funzioni così: cresci in una cesta d’ovatta profumata

e decidi di iniziare a combattere

tutto ciò che è rassicurante.

Ho cominciato a spaccare i soldatini americani

per un sentimento di estrema afflizione

nei confronti della loro omogeneità.

E sono andato a giocare con i sassi.

Giocavo con i sassi

e avevo sempre le mani sporche

e le nocche sanguinanti.

Giocavo sempre con questi sassi

e la cosa più bella di tutte è il rumore

di un sasso piccolo che sbatte

contro un sasso grande.

Io

quando vedo il gatto grigio

che si mangia i pipistrelli morti

voglio essere come lui.

E banchettare con lo schifo.
Ma manco per il cazzo.

Scappo

da tutte le cose e da tutte le persone.

E la parola tendenzialmente,

secondo le nostre dettagliate statistiche,

è ancora la parola più utilizzata

da chi ha paura.

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