RECENSIONI

La Moda dei Suicidi

Tra denuncia, pathos e ironia, per non “buttarsi” giù

Da un atroce quanto misconosciuto evento di cronaca nera avviluppato alle maglie del neocapitalismo e sue derive, un gioco ironico e sconvolgente di volti, storie e ruoli. Una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale e sempre diversa.

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“La Moda dei Suicidi” uno spettacolo scritto da Marco Avarello, con la regia di Linda Di Pietro e in collaborazione con Solco srl e Vox Communication srl.

Date e orari:
9-10-11 | 16-17-18 Dicembre
Venerdì e Sabato spettacoli ore: 20.00 e 21.30
Domenica spettacoli ore: 18.00 e 19.30

Con Marius Bizău, Vittorio Ciardo, Antonella Civale, Giuseppe Grifasi, Letizia Letza, Fabio Morici, Marta Nuti,Tiziana Scrocca, Marco Zingaro e con: Valentina Daneo, Sabina Mancusi, Uberta Paoluzzi, Piergiorgio Petrilli, Loretta Di Chio.

Ispirato alla storia vera di France Télécom, la Moda dei suicidi è una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale e sempre diversa.

La storia:

Tra il 2008 e il 2010, 58 dipendenti della società di telefonia France Telecom si sono tolti la vita. Nel mirino l’attività dei manager durante il piano di riorganizzazione.
Il pubblico è introdotto e guidato nei luoghi dove possiamo immaginare che i fatti avvennero. Nel percorso, attraverso le storie di alcuni dipendenti, si ricostruisce la vicenda della privatizzazione del colosso di telefonia francese attuata con un uso spietato e sistematico del mobbing. Realtà e finzione si confondono. I personaggi si rivelano, nell’intimità di una stanza, ripercorrono il passaggio dalla normalità al momento in cui si frantuma. E a tratti le parole dei personaggi si mescolano con quelle realmente scritte, lasciate sotto una finestra dai dipendenti che si tolsero la vita.
Morire di lavoro è inaccettabile, eppure la follia a quanto pare resta una tentazione forte laddove le leggi del mercato hanno reso il rapporto tra una grande organizzazione e le persone che lavorano al suo interno mostruoso e a tratti addirittura ridicolo. La follia diventa liberazione da un ordine che è profondamente disumano, perchè esige la perdita dell’uomo. La salvezza sembra impossibile da trovare eppure è vicinissima.
Lo scontro non voluto tra due personaggi agli estremi produrrà una situazione grottesca e perfino comica, in un continuo ribaltamento di ruoli destinato a condurci verso un finale imprevedibile.
“Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi lo abbiamo smarrito…” (Charlie Chaplin)

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