Intervista

“Immergendoci” con la rock band Dasvidania

Dalle origini al nuovo album, passando per la contemporaneità

di Iolanda La Carrubba e Sarah Panatta

 

dasvidania

Dasvidania in concerto


Dasvidania un nome che suggerisce  influenze geografiche ma anche emotive con suggestioni reali e surreali da dove proviene la scelta di questo “epiteto” e come nasce il gruppo?

Si tratta di un input derivato dalla nostra prima canzone: Leningrado, ispirata e dedicata al poeta russo Sergej Aleksandrovič Esenin. “Mi sono innamorato prestissimo di questo poeta contadino (parla Davide Matera), in particolare di Confessioni di un teppista e di  Arrivederci, amico mio, arrivederci

Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Tu sei nel mio cuore.
Una predestinata separazione
.
Un futuro incontro promette.
Arrivederci, amico mio,
 senza strette di mano, senza parole.
Non rattristarti e niente
Malinconia sulle ciglia:
Morire in questa vita non è nuovo
Ma più nuovo non è nemmeno vivere.

La band nacque nel modo più naturale possibile poiché il primo nucleo era formato da amici perlopiù studenti di conservatorio, quindi musicisti che si stavano formando e che cominciavano ad esplorare le infinite possibilità del fare musica. Non avendo problemi tecnici siamo passati subito alla fase creativa.

 

marcellino-matera-e-davide-matera

(da sin.) Marcellino Matera e Davide Matera (foto di Giuseppe Tagliavia)


La band siciliana esordisce con il cd Leningrado, nello stesso anno la vittoria a Chianciano Rock e Anagrumba a Firenze. Si susseguono quindi le vittorie di altri concorsi e editano lavori con importanti etichette discografiche tra le quali BMG, Cleverhead Production, Un viaggio intenso ricco di prestigiose collaborazioni, quali le motivazioni e le scelte che portano a decidere le etichette con cui collaborare? Ora in uscita il nuovo singolo Noi ci immergeremo, come nasce?

Noi ci immergeremo è un pezzo la cui origine risale agli anni ’80. Nasce dalla collaborazione con Luigi Armetta, autore palermitano. L’ispirazione è legata a letture ed incontri di filosofia indiana, ma comunque è pur sempre un gioco semi-serio, sulla scia di tormentoni estivi che andavano in voga allora, come Vamos A La Playa o Un’estate al mare. Col tempo ha acquistato caratteristiche più punk-rock.

Come avete approcciato al “mercato” musicale, quale identità avete scelto e quali i lati positivi e quelli negativi nell’intraprendere un percorso musicale ?

I lati negativi sono infiniti, quello della discografia è un mondo veramente terribile, che poco ha a che fare con la musica. Quello positivo è il non aver avuto pressioni, avendo scelto, col tempo, di rimanere liberi da contratti discografici e sposando una concezione della musica “artigianale”: faccio la musica, la produco, e lo faccio per il mio pubblico, senza l’ansia di raggiungere a qualsiasi costo la notorietà, malattia inaspritasi nell’ultimo decennio a causa dell’illusione del successo facile data dai vari Talent.

Il vostro è un pop, alternativo, sperimentale, che tipo di evoluzione, studio, esplorazione ha caratterizzato il vostro “fare musica”?

Alla  vena “classica” dovuta alla nostra formazione si è innestato un misto di influenze folk, rock e punk, non dimenticando la tradizione dei più illustri cantutori italiani. Tutto qui.

Una vibrante carica di impegno critico ed attivo nell’attualità sociale, ricordiamo ad esempio  il concerto in diretta nazionale per l’anniversario della morte del giudice Borsellino a Palermo, a fianco di Franco Battiato e Carmen Consoli,  il videoclip l’Aquila per  l’associazione Amnesty International  e ancora il concerto al Derby di Milano, “Live for Iran” a sostegno degli studenti iraniani in rivolta, come avete scelto di procedere verso “l’impegno civile” e cosa significa secondo i Dasvidania oggi approcciarsi a questo genere di lavoro per un musicista?

E’ impossibile restare “calmi e indifferenti” davanti a quello che succede intorno a noi. Quindi è una necessità quella di dichiarare il nostro pensiero su certi temi.
Ci tengo a sottolineare che questi impegni vanno sempre accompagnati dal senso del pudore, non ci piace sfruttare il malessere della società per tornaconto personale, per pubblicità. Si aiuta una causa nel modo più delicato possibile. Mettendo un po’ da parte l’Ego che tutto divora.

Molte le tournée e i concerti, potete raccontare qualche aneddoto del “dietro le quinte?”

Sarebbero davvero tanti, forse il più eclatante è quello di quando fummo costretti ad improvvisare un pezzo con Piero Pelù dietro le richieste insistenti del pubblico. Provammo davanti a loro prima di eseguire il suo pezzo Bomba Boomerang.

dalla-sessione-di-registrazione-del-coro-di-voci-bianche-per-noi-ci-immergeremo

Dalla sessione di registrazione del coro di voci bianche del nuovo singolo “Noi ci immergeremo”

 

Qualche anticipazione sui progetti in corso?

Il nuovo cd in preparazione, lo stiamo finendo e conterrà molti nuovi brani, molte ballads in perfetto stile Dasvidania.

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