Rubrica

Prosa Blues. Social Mum, il libro-caso di Giula la Face

a cura di Laura Bonelli

 

«Tesoro e quanti anni ha Seby?»

«Mmm… mah… sui 17, sembra… Mi pare».

E così non è sicura nemmeno dell’età!

«Sì, ma è bellissimo, mamma!»

social mum cover.jpgIntanto la guardo e noto che indossa i suoi short più vistosi, completando il tutto con top e trucco dark‐post punk‐post atomic bomb. Mentre penso alla mia cardiologa e al da fare che le darò, lei mi saluta con il suo sorriso migliore, quello degli eventi catastrofici (per me). Poi sorrido e penso “Poveretto, non sa cosa lo aspetta”. Sulla mia spalla hanno pianto già un paio di ragazzotti in rigorosa tenuta hip hop, visiera retro cranica e bulbo verticalizzato. Che tenerezza, vederli piangere per una ragazza. No, un attimo, stiamo parlando dell’Adolescente, hanno pianto per lei che senza pietà me li ha scaricati in salotto, a parlare di sentimenti cuore amore e tutto il resto. Lei con l’amica del cuore in camera e io a consolare l’ennesimo cuore infranto. Occhi rossi, bulbo momentaneamente sulle ventitré, ti spiega come «Cioè, cazzo… Cioè si… no, mi ha detto che mi ama, però non lo sa… cazzo chattavamo 18 ore al giorno…» (ah, quindi chattava con te, brutto scarrafone, invece di studiare)

In un mondo social anche uno dei passaggi più delicati della vita, l’adolescenza, viene vissuta sulle “piattaforme sociali virtuali”, un non luogo in cui un quattordicenne naviga come un pesce nel mare, mentre i genitori annaspano nel tentativo di seguirlo. L’età in cui si comincia a crescere è sempre stata sfuggente per tutte le generazioni di genitori, ma adesso, con l’avvento del virtuale, sembra si sia aggiunta una complicazione in più.

Il libro d’esordio di Giulia La Face, Sociam Mum (Graphofeel Edizioni) è tratto dall’omonima pagina facebook che l’autrice ha deciso di aprire nella “notte buia e tempestosa” della presa di coscienza che la propria figlia, da bambina tenera e affettuosa, si stava trasformando, e aveva preso le sembianze de l’Adolescente.

La pagina nasce come sfogo e i post rivelano subito una caratteristica che la contraddistingue: l’ironia. Piace, e sono molti i genitori che cominciano a seguirla e a scriverle perché si ritrovano ad affrontare le stesse problematiche e la medesima realtà. Da questo esordio il passo verso la carta stampata è stato breve. Nel libro, piacevole e spiritoso, la formazione dell’autrice è molto evidente: Giulia La Face per vent’anni è stata educatrice professionale in area psichiatrica, con minori e soggetti a rischio e attualmente fa counseling e colloqui d’aiuto.

L’autrice fa riflettere, in modo divertente, sulla necessità di capire a fondo il tessuto social(e) in cui i propri figli crescono, cercando di non tralasciare nulla, anche se si tratta di imparare a conoscere realtà virtuali nuove; più che mai, in questo momento, le distanze tra genitori e figli devono essere azzerate perché troppi pericoli, ideologici e devianti, rischiano di affascinare la loro personalità ancora morbida e fragile, proprio perché è in formazione.

 

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