Rubrica

Esca’Antologica. BILLY EU-LLIOT

di Antonella Putignano

 

Billy Elliot è stato un Film di successo Internazionale. Per la regia di Stephen Daldry e scritto da Lee Hall, la pellicola che scatenò i piedi di tutto il mondo uscì nel 2000.

billy-elliot-jamie-bellAd una prima lettura, la storia di Billy Elliot è quella di un promesso grande danzatore che lotta contro i pregiudizi culturali verso il mondo della danza, a suon di musica e libertà. Vero. Si, ma solo in parte. Billy Elliot è stato molto più di questo. Il contesto in cui il protagonista muove i suoi primi “battements tendus” è l’Inghilterra degli anni Ottanta: quella del dolorosissimo sciopero dei minatori inglesi contro le restrizioni ed i provvedimenti neoliberisti della Lady di Ferro, Margaret Thatcher. Il padre ed il fratello di Billy, non a caso, sono due minatori in sciopero che vivranno la protesta con modalità e risoluzioni diverse: il primo, il padre, alla fine – per ragioni economiche e per aiutare Billy, ostacolato nel suo sogno all’inizio – piegherà la testa, indebolendo come tanti altri il ruolo Sindacato, e sarà reintegrato al lavoro. Il secondo, il fratello, proseguirà lo sciopero e sarà protagonista di scontri violenti con le autorità.

Billy danza la sua energia. La voglia che emerge nel film è quella che vive l’Inghilterra di allora, che forse sognava un’Europa accogliente: una casa dove fare albergare le proprie speranze ed immaginare un futuro più eguale per le classi sociali. Questo testo ha avuto grande successo anche nelle sue versioni teatrali. Billy Elliot non ha una sola colonna sonora, ma tutte le tracce che accompagnano il film sono un disegno; un racconto dell’Inghilterra che grida le sue contraddizioni come: “London Calling” dei Clash o “Children of the Revolution”, suonata dai T-Rex. Il Post-Brexit di questi giorni, sta scatenando le più o meno divertenti vignette sugli inglesi, oramai “extracomunitari”. Ma anche noi, senza Inghilterra, siamo un po’ più tutti stranieri. Almeno nei luoghi delle nostra memoria.
Nel Boschetto della “nostra” Fantasia.

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