Poesia. “Impronta” di Marco Onofrio

Appare e scompare, ruota
dietro il muro lontano del sogno
velario evanescente della terra
isola – Sfinge – montagna:
palazzo di nuvole in salita
teatro ascensionale di espressioni
simboliche, figure
mute evoluzioni.

Ecco la perla rosata del tramonto:
cade nel buco della notte
per il viaggio interno
verso l’alba
dagli estremi confini del cerchio
all’orizzonte
dove trattiene, costantemente attesa
la voce acustimantica del mare
che dice al cielo il racconto eterno
di un fatto misterioso e primordiale.

Ogni cosa al mondo reca questa Impronta.

Hanno le stelle, il ricordo inciso:
ancora ne risplendono il bagliore.

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