Rubrica

Salt Peanuts. Altri mondi musicalmente possibili.

di Cosimo Ruggieri

 

Brill Building. Parte I

Le strade sono strade e sono quasi tutte uguali, ma negli Stati Uniti precisamente a New York ce n’è una fatta di stagno e musica, mattoni e spartiti musicali: la 28ªStrada, più precisamente il tratto   tra la 5ª e la 6ªavenue. Questo angolo di New York veniva chiamato Tin Pan Alley, cioè “La via delle padelle di stagno”, soprannome affibbiatogli dopo che nel 1903 un giornalista dell’Herald Tribune la definì così riferendosi al suono prodotto da molti pianoforti che suonavano canzoni diverse. Probabilmente era  esattamente come lo sbattere di molte padelle di latta in un vicolo. Secondo altre fonti il termine di Tin Pan Alley era riferito alla qualità del suono metallico dei  pianoforti verticali economici utilizzati negli uffici. Prima dell’invenzione della registrazione fonografica, della radio e del cinema,  la musica popolare non aveva altra diffusione che la riproduzione ripetuta per poter far in modo che un motivo musicale avesse successo. E per lanciare un successo bisognava trovare gli interpreti disposti a diffonderlo. Gli autori si trovavano certamente nella necessità di rinnovare il loro repertorio continuamente, pertanto il quartiere degli editori era la sede di un’industria di motivi musicali. Ne venivano creati a decine, di generi diversi, adatti a moltissime richieste che potevano andare dall’accompagnamento al canto. I direttori e gli impresari non facevano altro che entrare in questi negozi e scegliere il motivo più  utile per  loro. In questi negozi c’erano delle cabine chiamate  professional parlor, dove un pianista della casa editrice, il song plugger, aveva l’incarico di suonare più volte il motivo che aveva attratto l’attenzione del cliente. Per attirare il cliente di solito il song plugger stava sulla porta del negozio; le sue peculiarità erano il talento e la personalità ma soprattutto, per il funzionamento del sistema, era importante la capacità di vendere. Molte volte erano privi di cultura e senso estetico o completamente ignoranti di musica, seguivano una routine e non avevano alcuna aspirazione. Ma altre volte no. Tra i song plugger va ricordato George Gershwin che fu assunto dalla Casa  Remick, dove presto si impose per le sue doti di pianista.

Nel film del 1946 intitolato The Al Jolson Story, diretto da Alfred E. Green, un esordiente soubrette è nel panico, il coro ha già cantato la strofa e intona il ritornello  della canzone Liza (All the Clouds’ll Roll Away) composta da George Gerswin con le parole di Ira Gerswi . La soubrette oltre a non riuscire a cantare, non riesce nemmeno a ballare, allora suo marito si alza in piedi e canta in  sua vece. La leggenda vuole che Al Jolson nel 1929 cantò il coro di Liza  dalla terza fila della platea per aiutare la protagonista del musical Ruby Keller,  che aveva appena sposato. Pare che il tutto non fosse improvvisato, ma orchestrato da Florenz Ziegfeld per promuovere lo show. In tutte le date successive Al Jolson si alzerà in aiuto della moglie. George Gershwin ricorderà la composizione e la commissione affidatagli come la corsa più affannosa che abbia mai fatto su una partitura. Lo sforzo di Al Jolson fece entrare Liza (All the Clouds’ll Roll Away) tra le 40 canzoni più registrate tra il 1900 e il 1950.

A New York situato all’angolo nord ovest di Broadway e la 49 strada, al numero 1619, c’è un palazzo, ma non è un palazzo come tanti. Abraham E. Lefcourt era un immobiliarista newyorkese  degli anni 20  con una sfrenata passione per l’Art Decò. Egli  inizia la sua carriera come strillone e  lustra scarpe, entra, poi, nel settore dell’abbigliamento, quindi si dà al settore immobiliare dal 1910 costruendo un loft di 12 piani sulla 25th west. Oltre a questo costruì molte altre strutture nella zona iniziando il Garment District, il distretto della moda situato a Manhattan. Lefcourt cominciò a “pensare” il Brill Building dopo la morte, per anemia nel febbraio del 1930,  del figlio adolescente, Alan Elias. Sopra la porta del palazzo in stile Art decò c’è un busto di bronzo raffigurante il figlio di Lefcourt, ma  nel  palazzo non c’è traccia del nome dei Lefcourt. Il terreno che diventò la sede del Brill Building era stato di proprietà dal 1910 dei Russell Pyne, una famiglia di spicco di New York, i quali affittarono la proprietà situata a nord-ovest di Broadway, alla catena di abbigliamento maschile Brill Brothers, fondata nel 1880.

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Brill Building

Nel 1929 la catena Brills subaffittò la proprietà di Lefcourt con l’impegno di costruire un edificio da completare entro il novembre del 1930. Lefcourt annunciò il suo piano per la costruzione del palazzo nell’ ottobre del 1929.Voleva costruire il palazzo più  alto del mondo al costo di 30 milioni di dollari; doveva essere molto più alto del Chrysler Building e dell’ Empire State Building, allora  in costruzione, e che fu inaugurato il 1 maggio del  1931 con una  cerimonia  solenne. Nella crisi del 1929, Lefcourt, come altri agenti immobiliari, riuscì a individuare un risvolto positivo, pensò che gli azionisti avrebbero abbandonato le carte  di Wall Street per dedicarsi all’acquisto più solido di terreni. Tuttavia dopo la  morte del figlio nel 1930, egli consegnò velocemente le carte del progetto dell’architetto Victor Bark Jr. per un palazzo di soli 10 piani. Victor Bark Jr che lavorò frequentemente con Lefcourt, nacque a New York da genitori svedesi nell’ottobre del 1884. Il suo primo progetto conosciuto è del  1912, si tratta di un’ aggiunta ad  un magazzino di stile neo-rinascimentale nel quartiere Tribeca al 415-419 di Greenwich Street. Dal 1927 al 1929 si associò con l’architetto Erhard Djorup, durante la breve collaborazione tra i due progettarono, l’edificio in stile neo-gotico di 23 piani chiamato  Lefcourt-Normandie,e altre strutture commerciali. Quando la sua collaborazione con Djorup finì, mantenne comunque i contatti con Lefcourt …..BRILL BUILDING 2

continua

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