CineRecensione

“A Blast”, dalla Grecia con furore

Crisi letterale nel tilt temporale e intimistico del greco Tzoumerkas

 di Sarah Panatta

blastMiseria in radiofrequenza. Soggettiva di sobbalzi fuori percorso. Lenzuola stravolte dall’odore del futuro. Compagni di viaggio per accampate solitudini. Rincorsa invalida al progresso destata da svolte ebbre. Sportelli muti, tutti in coda per aspettare.

Cronaca non annunciata di una vita ridicola. Flash discontinuo di desideri coriacei ma atrocemente umiliati. Di degrad-azioni senza bandiera (ideologica, sociale, se non sentimentale). Di progetti familiari confusi arraffati disgregati. Una notte sterrata rovinata in basso, tra scintille dolose, da un olimpo sempre meno equo, ancor meno solidale. Maria madre amante outsider improvvisata. Anima(le) braccata da se stessa e da ideali sociali “esplosi”. Siamo tutti schegge di un ordigno caricato dalla nostra stessa incapacità di conservarci. Perché non possiamo conoscere davvero le cose per ciò che sono, a meno che non usciamo da noi stessi e interrompiamo un flusso di menzogna che è parte inconscia di un intero sistema (genetico cerebrale sociale). Oppure la divoriamo e digeriamo, nell’incendio del nostro scontento.

Un colpo al fegato e l’altro al basso ventre. Interiors di un cinema che trasuda ellittico adrenalina intellettuale e apocalisse troppo umana, in un tecnico groviglio carnale. In sala con A Blast Syllas Tzoumerkas, classe 1978 (icastico esordio a Venezia nel 2010 con Hora Proelefsis) non lascia la terra madre, figlio enigmatico e vigoroso, personalizza il proprio tracciato nella cosiddetta new wave della cinematografia greca guidata dall’altrettanto giovane e sperimentale alfiere Yorgos Lanthimos (noto al grande pubblico per Alps e per il recentissimo e internazionale The lobster, fantascientifico e antiutopico apologo sulla civiltà, premiato a Cannes 2015).

una scena del film

una scena del film

Quanto Lanthimos attratto o meglio votato alla speculazione concettuale e linguistica sui modelli di relazione umana (tra vita privata e sovrastruttura pubblica) e alla rielaborazione ironica ma drammatica, quasi grottesca, attraverso la messa in scena fictionale, dei rituali sociali, tra ripetizioni s-torture e illusioni, Tzoumerkas imbastisce un vortice, imponendo ad un canovaccio classico, peripezie di un antieroe moderno, una forza centrifuga multipla. Che scardina l’unità narrativa, e depista le linee temporali pur mantenendo statici i punti di vista. Alla dialettica bidimensionale retorica e isterica tra moti di piazza e rovelli familiari/personali del lavoro precedente, Tzoumerkas preferisce stavolta un montaggio ontologico senza soluzione di continuità, dove il manichesimo di valori e affetti è affogato nella fragilità dei caratteri e del loro microcosmo in perenne mutamento. Anzichè desacralizzare monolitico la mitopoiesi del suo Paese, tenta una decomposizione, atomizzando il conflitto in dissidio intimo insanabile. Che si espande nel fuoco e brucia nelle pupille oscuramente vive e sincere di Maria/ Aggeliki Papoulia.

Nella sezione Concorso Internazionale alla 67esima edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno in sala dal 27 agosto, giorno storico in cui la prima donna premier della storia della nazione greca ha ricevuto l’incarico di guidare il governo tecnico fino a fine settembre, A Blast cronologicamente prende le mosse da prima della debacle di Tsipras, del balletto in&out con l’Europa, dei nuovi accordi dopo il referendum dell'”Oxi”, del “No”, che ha innescato per poco la fuga dall’eurogabbia.

a_blast_3Maria, la protagonista, è figlia di una negoziante invalida e sorella di una ragazzona goffa. Mollata l’università per occuparsi degli affari di famiglia, Maria sfoga i suoi sentimenti libertari frustrati nel rapporto appassionato con un capitano di navi merce, dal quale ha due figli, in un divenire di debiti e rabbia. La sociologia in riva al mare nell’incipit del film cita che “tutti gli uomini nascono liberi ed eguali…hanno diritto alla libertà e alla sicurezza della persona… e devono agire verso gli altri in spirito di fratellanza…” si sfalda nell’eccitazione consapevolmente vuota dei capodanni infiniti, nelle pratiche amministrative coercitive, nell’austerità nevrotizzata e gracile, nelle vene sclerotiche di famiglie afasiche.

Ma l’opera di Tzoumerkas non è la fiaba nera della Grecia attuale, bensì sineddoche caotica in cui la Storia resta ai margini, mescolandosi alle vite comuni come linfa velenosa. Una sessione rock-jazz di una via crucis come tante, orribilmente conformista, violentemente instabile. A Blast.

CAST&CREW

Regia Syllas Tzoumerkas

Sceneggiatura Syllas Tzoumerkas e Youla Boudali

Montaggio Kathrin Dietzel

Fotografia Pantelis Mantzanas

Una Produzione Homemade Films, UnaFilms, PRPL, Bastide Films

Germania, Francia, Grecia, Italia, Olanda, Bosnia-Erzegovina 2015 – Durata 83′

Cast: Aggeliki Papoulia, Vassilis Doganis, Maria Filini, Themis Bazaka

Uscita 27 agosto 2015

Distribuzione Microcinema

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