CineRecensione

Acid Space, il primo film completamente in stop motion

di Sarah Panatta

 

Fanta-battaglia per la libertà, tutta su carta

Big depression senza music sessions. Gli arti cadono, i sogni si smontano, i concerti si autosabotano, i ragazzi svogliatamente scivolano tra skateboard e orizzonti opachi. Le città rullano di fumi e traffico sordo. Big depression nel villaggio di roccia oltre il fiume, tra i grattacieli color della pioggia e crateri mitici forgiati da colonizzazione aliena. Big depression nella galassia della porta accanto, dove i colori impazzano ma la musica non vibra più. Unico rimedio inatteso, lotta “giovane” contro ogni forma di dittatura che ingabbi e seppellisca la libertà d’espressione. Ma un braccio meccanico e un multietnico gruppo di antieroi potranno segnare il cambiamento?

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Figure geometriche e ripetitive, paesaggi spezzati, movimenti lineari, tra una Lego adventure e una toy story, fiaba di piani bidimensionali e paralleli, “primavera” romantica con un epilogo critico-politico che sorprende. Vita indipendente e missione da primato per Acid Space. Il primo film interamente animato su carta, opera in stop motion firmata da Stefano Bertelli e dalla Seen Film.

E’ tempo di rock e di trasformazioni. Uscito dalla gattabuia dopo tre giorni uno dei mebri della Paperback band si riunisce ai suoi, venduta la “rockmobile”, e a bordo di un yellow bus sostitutivo pericolante, partono insieme per l’ultimo concerto della loro carriera. Pronti a recarsi in quella che dovrebbe essere la “nuova Woodstock”, trovano un’unica desolata piattaforma per skate acrobatico e due ragazzini delusi dall’isolamento delle loro routine. Un terremoto incrina quella routine e partorisce dalla terra un alieno piovra dalla voce infantile e intraprendente, DoreMi, che trascina la band senza fatica in una dimensione cosmica parallela e simbolica, sul suo pianeta non troppo lontano, anzi così vicino da non accorgersi delle “differenze”.

Musicisti e alieni dai mille volti, uniti in un’armata Brancaleone indomita e policromatica, nella migliore tradizione interculturale; un piccolo pianeta sopraffatto dalla dittatura, un leader invidioso del talento e della bellezza dei suoi pari, tra Stranamore e altri stereotipi occidentali; gallerie sotterranee, covi ribelli, pub anarchici, arene clandestine, music club pirata, mostri custodi, prigionieri e discariche, strumenti discaricati e libertà “diverse” in cella. Una guerra non senza sangue per ripristinare una musica del popolo, incubi premonitori e complotti transnazionali in agguato.

In bilico tra apologo fantastico per bambini e cruda seppur verbosa allegoria dei nostri tempi, tra terrori terroristici e terrorismo intestino di democrazie fasulle, Acid Space viaggia tra equilibri giocattolo e deliri di potere, con soluzioni visive, totalmente artigianali, spesso divertenti e un cupo sarcastico epilogo. Paper made.

CAST

Regia Stefano Bertelli

Musiche Francesco Tresca, Japanese But Goodies, Fuck You Guitars, Stefano Bertelli

Sound Stefano Bertelli

Produzione Seen Film

ITA 2015

Durata 70′

Animazione/Stop motion

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