Rubrica

Salt Peanuts. Altri mondi musicalmente possibili.

 

di Cosimo Ruggieri

 

GTO’S (parte I)

 

Le Groupies probabilmente esistono sin dai tempi antichi. Il termine cominciò ad essere usato negli anni Sessanta con l’affermarsi della musica rock. Di solito le groupies erano devote ad una band in particolare o anche ad un singolo musicista, li accompagnavano nei tour assecondandone spesso le fantasie e le voglie sessuali. Il fenomeno è antico, come detto, ed è stato descritto anche nel libro di Mary McCarthy, del 1942, intitolato Gli uomini della sua vita (The Company She Keeps). La rivista musicale Rolling Stones dedicò al fenomeno il numero di febbraio del 1969 intitolandolo “Groupies: The Girls of Rock”, in cui si analizzava il comportamento sia dei musicisti che delle stesse groupies. Jenny Fabian insieme al giornalista Johnny Byrne, nel 1969, scrisse un libro autobiografico intitolato Groupie in cui descrive la sua vita e le sue avventure al seguito delle band. Jenny Fabian era una starfucker, come cantavano i Rolling Stones nella canzone Star Star (contenuta nel disco Goats Head Soup del 1973), originalmente intitolata starfucker, ma gli fu cambiato il titolo dopo le insistenti pressioni del proprietario della Atlantic Records distributrice della Rolling Stones Records, Ahmet Ertegün. Il testo faceva esplicitamente riferimento a pratiche sessuali, Mick Jagger cantava: “Yeah, I heard about you Polaroid’s Now that’s what I call obscene/ Your tricks with fruit was kind a cute I bet you keep your pussy clean/ Honey, I miss your two tongue kisses Legs wrapped around me tight If I ever get back to New York, girl Gonna make you scream all night Yeah! You’re a star fucker, star fucker, star fucker, star fucker, star Yeah, a star fucker, star fucker, star fucker”. Nel libro Jenny Fabian racconta che il loro unico obbiettivo erano le rockstar, usando nomi fittizi racconta dei suoi incontri con musicisti del calibro di Pink Floyd , Syd Barrett, Jimi Hendrix, Andy Summers dei Police, i Soft Machine, i New Animals di Eric Burdon, e molti altri. Scrive che all’epoca era molto più semplice avvicinarsi alle rockstar, non c’era bisogno di permessi per i backstage dei concerti, era molto più facile incontrarli e passare del tempo con loro, non come adesso che i musicisti sono sempre scortati.

Racconta l’epoca della swinging London attraverso i locali, come lo Speak Easy amato dall’industria del rock; il Middle Earth preferito dagli hippie o come la stilista Thea Porter e la sua boutique a Soho che con i suoi tessuti di raso vestì i Pink Floyd per la copertina del disco “The Piper Gates at Dawn”, oppure i Beatles per la copertina di Sgt Pepper’ s Lonely Hearts Club Band. Secondo Jenny si diventava groupie perché era eccitante e possibile, e le ragazze non se ne vergognavano, per loro era un gioco. Ma non erano delle galline, dice Jenny, la quale tira una frecciatina anche al film Almost Famous di Cameron Crowe, del 2005, nel quale si racconta la storia del timido adolescente di San Diego, William Miller. Per Jenny i personaggi del film sono nauseanti. La rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, scrive Jenny, si può vedere anche come un fenomeno riconducibile all’appagamento del solo uomo, anche se la pillola aveva dato delle libertà alla donna. In fondo era anche un modo con cui gli uomini si toglievano dai guai, che si portavano dietro, appiccicati, ad una immagine posticcia delle donne; le chiamavano “pupe” e si aspettavano che loro stessero a guardarli con aria sognante, con vesti svolazzanti in stile preraffaellita intente a rollare spinelli e a cucinare riso.

ALMOST-FAMOUS_1024Le femministe aborrivano le groupie. Germaine Greer ad esempio era risentita perché nel suo libro Jenny aveva dipinto il suo alter ego, Katie, come una che perpetuava il mito patriarcale. In L’eunuco femmina afferma che Groupie, con il personaggio di Grant, propone lo stereotipo romantico dell’uomo virile e autoritario. Kris Kristofferson cantava nella canzone Me and Bobby McGee: “Freedom’s just another word for nothin’ left to lose, And nothin’ ain’t worth nothin’ but it’s free”. Gli anni Sessanta sono stati l’inizio di nuove forme d’arte e di sperimentazione, molti non sono arrivati in fondo perché vittime di queste sperimentazioni. Nei recessi del rock and roll troviamo l’ammiratrice sfrenata che usa tutti i modi per avvicinarsi alle rockstar. Le stesse che per i rocker sono una dimostrazione di potere espresso attraverso il sesso e diventato il simbolo del successo. Ronnie Hawkins disse a Robbie Robertson, per cercare di farlo entrare nel suo gruppo: “non farai tanti soldi, ma avrai più fighe di Frank Sinatra”. Marianne Faithfull, ad esempio, che era una ragazza di buona famiglia, educata in collegio, come molte credeva nel mito del rock and roll ed aveva una ostinazione per “avere” un Rolling Stones per amante. Così andò a letto con tre dei componenti per poi affermare che il cantante era il migliore.

All’inizio erano conosciute come “pollastrelle dei gruppi”, per i musicisti country erano le “regine del tabacco da fiuto”, dagli anni Sessanta sono state definite le ragazze dei gruppi o “groupies”. I primi ad “usufruirne” sono stati i Beatles, le fan dei Beatles-Apple Scruffs, che prendono il nome dagli spessi cappotti e maglioni che indossavano contro il freddo di Londra; in inglese, scruffs significa persona sciatta, trasandata. Li aspettavano all’uscita di servizio dei teatri ma anche davanti all’ edificio della Apple-da qui prendono il nome appunto – e agli esordi della band davanti agli studi di registrazione della EMI in Abbey Road. Il 15 aprile del 2015 il colosso informatico Google ha presentato sul web un avvincente viaggio virtuale negli interni degli Abbey Road Studios (https://insideabbeyroad.withgoogle.com/en) che consente agli utenti di esplorare ogni angolo dei tre studi principali. Nel sito ci sono più di 150 diverse immagini panoramiche a 360 °. Mentre si cammina attraverso gli studi si possono vedere i video e le immagini storiche di Abbey Road da Elgar e la London Symphony Orchestra, agli inizi degli studi nel 1931, fino a Jay Z che parla del suo album Magna Carta con Zane Lowe. Si può anche giocare con le apparecchiature in modo interattivo come ad esempio il registratore J37 a 4 tracce che fu utilizzato per registrare l’album dei Beatles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Durante le registrazioni del White Album, le ragazze rimasero davanti agli studi della EMI con costanza, anche sotto la neve.

Due di loro furono chiamate per registrare le parti dei cori nella canzone Across the Universe, la versione con i loro cori può essere sentita nel disco di beneficenza per il WWF del 1969 intitolato No One’s Gonna Change Our World, ma non in un disco ufficiale della band. Le Apple Scruffs pubblicarono nel 1970 una rivista periodica ricca di notizie a volte sconosciute anche al personale della Apple. Carol Bedford una Apple Scruff americana, ha scritto un libro con le sue esperienze intitolato Waiting for the Beatles: An Apple Scruff’s Story, in cui racconta ad esempio quando George Harrison le diede un passaggio in mercedes o anche che la canzone She Came In Through the Bathroom Window si riferisce ad un episodio un cui alcune Apple Scruffs entrarono di nascosto in casa di Paul McCartney attraverso una finestra del bagno e rubarono oggetti personali come foto e diapositive che Paul riuscì ad avere indietro grazie alla mediazione della stessa Carol. Negli anni Sessanta l’atmosfera del rock and roll era carica di tensione sessuale e per le ragazze che fino ad allora avevano avuto esperienze goffe l’immagine mondana della rockstar aveva un fascino profondo, le groupies volevano penetrare nel modo dorato che circondava le rockstar, cosa che avvenne con l’avvento della blues invasion inglese con cui si diede via al fenomeno. Molte erano di buona famiglia, alcune invece sfruttavano il momento, come racconta una groupies conosciuta con il nome di Patti Cakes. “Puoi scopare con i ragazzi più carini, fumi marijuana di prima qualità e conosci la gente più straordinaria del mondo”.

Il “lavoro” della groupies è quello di servire e rendersi allo stesso momento disponibile, una ragione di questa spiegazione è che la fellatio è il rapporto sessuale preferito dalle groupie dietro le quinte, e quindi la giusta rappresentazione del servizio sessuale. Ogni città aveva la sua specialità; racconta Jimmy Page chitarrista dei Led Zeppelin: “in certe città si cercano alcune cose….Chicago, per esempio è famosa per un paio di cose, come scopare due o tre ragazze in varie combinazioni”. Quando la rivista Rolling Stones pubblicò il numero sulle groupies, furono sollevate delle critiche perché nell’articolo non venivano menzionate le groupies di New York che si narrava fossero “di una razza diversa”. Sempre secondo Page, le groupies di San Francisco erano “come amiche” mentre quelle di New York e Los Angeles pensavano solo a collezionare il più ampio numero di scopate con divi e popstar. Eric Clapton ricorda di aver partecipato ad uno show insieme agli Who a New York nel 1967, il Murray K the Show, e raccontò che c’erano ragazze bruttissime, alcune molto belle, e anche ragazzine che non si rendevano conto di quello che facevano ed erano molto simpatiche. Affermava Country Joe Mc Donald negli anni Sessanta: “a volte vengono in cerca di qualcosa, e anche tu stai cercando qualcosa, e allora vi mettete insieme e tutti sono contenti. In genere sono le persone più affettuose del mondo… se ti va di fare l’amore, fanno l’amore con te. Se sei stanco e non vuoi farlo allora ti preparano qualcosa da mangiare e ti fanno sentire a tuo agio”. “Erano veramente un rifugio per noi”, aggiunge Eric Clapton. Alcune pensavano di essere privilegiate a frequentare rockstar ma a volte ne dovevano anche pagare le conseguenze. Anita Pallenberg riuscì a salvarsi a malapena dalle sue frequentazione dei Rolling Stones, la relazione con Brian Jones era tempestosa, Brian era capace di picchiare Anita a sangue, e lei assecondava sempre Brian nelle sue fantasie più strane; come ad esempio la volta che Brian indossò una divisa da nazista e si fece fotografare con una bambola sotto al tacco degli stivali. Anita gli suggerì di inviare la foto ai giornali dicendo che si “trattava di una protesta anti-nazista”. Anita lasciò Brian per Keith Richards al quale rimase legata dal 1967 al 1977 e da cui ebbe tre figli. La canzone Angie, del 1973, contenuta nel disco Goats Head Soup, fu scritta dal tandem Jagger/Richards. Dice una leggenda metropolitana che sia dedicata alla prima moglie di David Bowie, Angela, o anche alla attrice Angela Dickinson, altre fonti sostengono invece che la canzone parlasse della figlia di Keith Richards, Dandelion, più nota come Angela Richards. Nella sua autobiografia, intitolata Life, Keith Richards racconta che mentre stava in clinica in Svizzera, a Vevey, con Anita, lui per curare la sua dipendenza dagli stupefacenti e lei per partorire, aveva con sé una chitarra e scrisse Angie in un pomeriggio. Racconta : “..ero di nuovo in grado di muovere le dita e metterle al posto giusto … Attaccai , semplicemente “Angie ,Angie. Non si trattava di una persona in particolare, era solo un nome, tipo “Ohh Diana”. Quando scrissi quella canzone allora non si sapeva a che sesso appartenesse la cosina fino al momento in cui sbucava fuori”. In realtà Anita la chiamò Dandelion. Le venne aggiunto il nome Angela solo perché era nata in un ospedale cattolico e avevano insistito che venisse aggiunto un nome “appropriato”.

Appena crebbe un po’ la bambina disse “non chiamatemi più Dandy”. Le groupie seguono il motto : “se non suona la chitarra e se non canta come un maniaco sessuale non conta niente”, mettendo insieme le due cose tutti posso essere qualcuno. La groupie, quindi, colleziona musicisti come i ragazzini collezionano trenini o francobolli. Alcune come, ad esempio, le Plaster-Caster di Chicago (esperte in calchi di gesso) hanno elevato la loro smania di collezionismo ad alti livelli artistici, le componenti di questa associazione, Cynthia, Dianne e Marylin, raccolsero una collezione di membri maschili sotto forma di calchi di gesso, ma di loro parleremo più avanti.

Il problema delle groupie è che tutti ti lasciano, tra i loro idoli non c’è nessuno che vuole rimanere, sono solo loro a desiderare la stabilità e anche la rassicurazione di essere ancora desiderabili. Secondo Gail Zappa c’erano due tipi di groupie: quelle che volevano sposare una popstar inglese e vivere in una grande casa di campagna e quelle che definivano loro stesse groupie e si erano votate ad adorare la gente dell’ambiente musicale. A New York, la band dei Mothers of Invention era pedinata di giorno e di notte dalle groupie, la seguivano passo passo. A loro però non piaceva Gail Zappa. Frank confidò a Rolling Stone di possedere un nastro in cui una quattordicenne confessa una sua fantasia: pur di averlo avrebbe ucciso sua moglie incinta. Frank affermò che la cosa era inquietante, ma anche abbastanza lusinghiera. Zappa passando molto tempo in tour, era sempre scortato da una enorme guardia del corpo, John Smothers. Con il passare del tempo, Zappa era diventato di vedute sempre più ristrette, dopo i concerti si rilassava nel backstage o in albergo, le groupie erano spaventate dalla sua guardia del corpo e anche scoraggiate dalla sua forte avversione verso la droga. In più veniva anche considerato piuttosto vecchio con i suoi trentacinque anni d’età. Le poche groupie che riuscivano ad avvicinarlo avevano dei gusti estremi. Le dicerie su Zappa erano parecchie, una di queste riguardava una gara di volgarità nel corso della quale, si diceva avesse mangiato escrementi sul palco. La calunnia era partita da Ed Sanders dei Fugs, il quale aveva raccontato a delle groupie che Zappa era amante della coprofagia. La storia era falsa, ma molte volte Zappa fu avvicinato da ragazze che conservavano le loro feci per portarle ai suoi concerti. I Mothers of Invention erano attratte da queste ragazze, come ad esempio la groupie masochista della canzone Carolina Hard Core Ecstasy che dice nel testo: “coulda swore her hair was made of rayon, she wore a milton bradley crayon, but she was something I could lay on, can’t remember what became of me. Carolina hardcore ecstasy”.

Continua…

 

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