Rubrica

Salt Peanuts: altri mondi musicalmente possibili

di Cosimo Ruggieri

 

 

I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
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“Rock And Roll All Nite” – Kiss

Rock and roll (rock’n’roll) genere musicale, nato intorno al 1955 negli USA e di qui diffuso in Europa e nella maggior parte degli altri paesi assumendo, soprattutto presso i più giovani, anche il valore di un fenomeno di costume, come simbolo di malessere e manifestazione di protesta e ribellione. Questa è la definizione della parola rock and roll che troverete sull’enciclopedia Treccani. E’ una parola che ormai è di uso comune ma che fu coniata tantissimo tempo fa, circa 64 anni fa….

Erano gli anni di Blackboard Jungle di Richard Brooks che nel 1955 rese famosa la canzone Rock Around the Clock di Bill Haley & His Comets ma anche di The Wild One (il selvaggio) con Marlon Brando capo di una gang di motociclisti vestiti di jeans e giubbotti di pelle. Ma soprattutto il film musicale intitolato Rock Around the Clock (Senza tregua) di Sam Katzman del 1956 con Bill Haley and His Comets e Alan Freed e i Platters. Il film ha generato scontri sia negli Stati Uniti come in altri paesi europei, in Italia a parte alcuni episodi non ci fu molta tensione. Sandro De Feo riferisce con soddisfazione del poco entusiasmo con cui Roma ha accolto la prima del film, anche se molti giovani erano andati a vederlo, ma in definitiva non si ripeterono le scene che si videro a Londra e Stoccolma.

La rivista marxista Cinema Nuovo parla di “sottinteso sessuale”; il critico del P.C.I, Ugo Casiraghi, ne faceva valutazioni positive : “e quando ad apertura e chiusura del suo film Richard Brooks pone come commento d’atmosfera il ritmo frenetico e assurdo dello strombazzatissimo Rock and Roll, noi sentiamo che una vera potenza di evocazione ‘morale’ è raggiunta, e che il senso dell’indomita battaglia perseguita dal bravo maestro è anche quella quella di strappare la gioventù all’influenza di una musica che ha il solo merito di contribuire alla denuncia di uno stato di esasperazione e di follia collettiva”. Al film partecipa anche Alan Freed conosciuto anche come “Moondog”, nato a Johnstown il 15 dicembre del 1921 da padre russo-ebreo immigrato, e madre gallese americana; vi chiederete, che cosa c’entra questo americano figlio di immigrati con la musica Rock? Verso la fine del 1940 Leo Mintz, proprietario della Record Rendezvous, incontra un giovane brillante disc jockey della stazione WAKR-AM di Akron di nome Alan Freed. Mintz aveva notato che gli adolescenti bianchi oltre a guardare tra le sue scatole di dischi, ascoltavano e ballavano musica rhythm and blues come quella di Fats Domino, che veniva prevalentemente acquistata dagli afro-americani ed erano marchiati in un certo senso come “race records”.

Le case discografiche la scoprirono dopo il successo di Mamie Smith con il disco del 1920, inciso per la Okeh, intitolato Crazy Blues/It’s Right Here for You, e crearono una serie speciale, a poco prezzo, dapprima chiamata colored records, poi ,successivamente nel 1922 ,race records. Nel maggio del 1923 lo slogan pubblicitario della Okeh per consacrare la serie 8000 era: “The World’s greatest Race Artists on the World’s Greatest Race Records”. Mintz riuscì a convincere Alan Freed a trasmettere questi dischi come novità sulla stazione radiofonica WAKR-AM, e poi successivamente nel 1951 sulla WJW-AM a Cleveland. Mintz sponsorizzava le trasmissioni di Freed, gli forniva i dischi. E fu Mintz a proporre a Freed di dare un nome a quella musica.

C’è da dire che Mintz fu il primo ad usare la parola Rock and Roll, nome che veniva usato abbondantemente nei dischi per descrivere la musica ma anche usata anche per promuoverla verso l’audience bianca. La leggenda vuole che una sera Freed disse a Mintz: “Leo, this music is so exciting, we’ve got to call it something.” Mintz replied, “Alan, you are rolling tonight…you’re rocking and rolling…call it ‘rock and roll. Mintz sponsorizzò anche il primo concerto Rock, forse il primo in assoluto, chiamato Moondog Coronation Ball, si tenne alla Cleveland Arena il 21 marzo del 1952. Il New York Times chiamò questa musica una istigatrice alla delinquenza giovanile e Alan Freed ne era il delinquente capo. Nel 1950, c’erano circa 250 disc jockey negli Stati Uniti, con il passare degli anni il numero era cresciuto oltre i 5.000. La grande crescita era dovuta in parte alla enorme produzione di nuovi dischi sia da parte di grandi case discografiche sia da quelle indipendenti. Avevano una grande influenza sui giovani la rivista Times li chiamava i poo-bahs della moda musicale ed anche i pilastri della cultura bassa e conformista. La carriera di Alan Freed venne stroncata dall’accusa di payola. Con Il termine payola si indica nel mondo del business musicale, una pratica che consiste nella corruzione di un dj o di un direttore radiofonico da parte di società di edizioni (es. ASCAP, BMI, SIAE ecc.) o di etichette discografiche in cambio della messa in onda dei brani da loro licenziati. Il nome payola deriva dalla contrazione e unione delle parole inglesi “pay” (pagare) e, alternativamente “pianola” (nome desueto per indicare un pianoforte elettrico), o “victrola” (una famosa marca di riproduttori sonori, RCA Victor). Quindi in pratica significa aver accettato denaro per agevolare la messa in onda di brani di particolari case discografiche. Questa pratica, esisteva sin dall’inizio delle radio commerciali, ma si cominciò a ritenerla illegale a partire dal 1960.

Alan Freed venne incriminato dopo un azione legale della ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) per aver accettato 2.500 dollari dalla BMI (Broadcast Music Incorporated), sebbene il disc jockey abbia sempre dichiarato che quei soldi erano un “premio di gratitudine” e che non avrebbero influenzato la programmazione. C’è da aggiungere, tuttavia,che tra la ASCAP e la BMI c’era una guerra perché l’ASCAP voleva “distruggere” la BMI in quanto questa aveva cominciato a diffondere musica di genere folk, and hillbilly, mentre l’ASCAP si era rifiutata di promuovere questi generi fino a quando non si accorse che spopolavano tra i giovani. Allora cercò in tutti modi di mettere in ginocchio la BMI. Freed pagò la cauzione, ma lo scandalo distrusse la sua carriera quanto quella di molti altri dj di rock & roll. La quantità di denaro elargita ai disc jockey è inedita, anche se il disc jockey Phil Lind della WAIT (AM) di Chicago, quando fu ascoltato dal Congresso disse che gli erano stati versati 22.000 dollari per suonare un disco.

Per Alan Freed ci fu anche un caso di conflitto di interessi in quanto aveva co-composto la canzone di Chuck Berry, intitolata Maybellene, per la quale ottenne il diritto a ricevere le royalties; cosa che potrebbe averlo spinto a promuovere il disco nel suo stesso programma. Leonard Chess ad esempio diede ad Alan Freed accrediti di per aver co-scritto Maybellene, e anche dei soldi cash per suonare la canzone alla radio, (questi tipi di affari portarono poi allo scandalo payola).

Marshall Chess figlio di Leonard Chess ricorda in un intervista al giornale The Independent, del 27 maggio del 2008, che Alan Freed suonò tantissimo il disco di Chuck Berry perchè suo padre aveva fatto un accordo con lui e mentre Leonard andava a Pittsburgh, che era ad un giorno di viaggio con la macchina, lo zio tornò a casa urlando : “Che cosa sta succedendo? Stiamo avendo tutte queste chiamate per migliaia di copie di questo disco?”. Offerte del genere all’epoca erano legali e comuni, ma Freed rifiutò di ammettere di prendere soldi e insisteva più sul fatto che agiva come consulente per l’industria musicale.

Al contrario invece il disc jockey Dick Clark ammise di prendere denaro e regali, e semplicemente smise di farlo quando questa pratica è stata dichiarata illegale. Come conduttore, dal 1956 fino alla sua conclusione, della trasmissione American Bandstand, ospitò molti musicisti e fece conoscere il rock and roll a molti americani. Fece esibire per la prima volta Ike e Tina Turner, Smokey Robinson, Stevie Wonder , Talking Heads e anche Simon & Garfunkel. Inoltre Clark spesso durante la trasmissione intervistava i ragazzi su cosa pensavano delle canzoni suonate attraverso un “Rate-a-Record”; i due gruppi dovevano essere classificati in una scala da 35 a 98. Clark intervistava i ragazzi chiedendo ai membri dei due gruppi di ragazzi di giustificare i loro punteggi, questa parte dello show ha fatto nascere la frase “Ha un buon ritmo e ci si può ballare sopra”.

Tra i gruppi di ragazzi valutatori figurarono anche il duo comico Cheech e Chong, citati dal gruppo rap Beastie Boys nella canzone Slow And Low nel verso : “On the Gong Show we won’t get gonged We’re the Beastie Boys not Cheech and Chong.

La FCC (Federal Communications Commission) definisce “payola” una violazione della regola di identificazione delle sponsorizzazioni, e nel 2005-2006 ha multato con decine di milioni di dollari le società via cavo di New York. La FCC ha stabilito che i dipendenti delle stazioni di trasmissione, produttori e fornitori di programmi che in cambio della messa in onda, accettino di ricevere i pagamenti, servizi o altro a titolo oneroso, debbono dichiararlo. La divulgazione dei compensi fornisce alle emittenti le informazioni di cui hanno bisogno per informare il loro pubblico se il materiale è stato pagato, e da chi, e debbono divulgare queste informazioni prima della messa in onda del programma.

Alan Freed dopo lo scandalo Payola perse il suo show alla radio WABC, il suo saluto di commiato alla WABC lo potete sentire su questo sito http://www.history.com/topics/1950s/videos/alan-freed-ends-final-broadcast.

Fu anche licenziato dal suo show televisivo “Big Beat” al Paramount Theatre che per un certo periodo proseguì con un altro conduttore. Nel 1962, Alan Freed fu dichiarato colpevole di due accuse di corruzione commerciale, che comportarono una multa e una sospensione condizionale della pena. Ne ebbe una tale pubblicità negativa che nessuna stazione lo voleva impiegare, e così si trasferì nella West Coast, dove riuscì a trovare lavoro in varie emittenti. Morì a 43 anni all’ospedale di Palm Spring in California il 20 gennaio del 1965 a causa di un’uremia e di cirrosi causata dall’alcolismo.

Nel marzo del 2002 la figlia di Alan Freed, Judith Fisher Freed, portò le ceneri di suo padre alla Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland (la Rock and Roll Hall of Fame Foundation creata il 20 aprile 1983 dal fondatore e presidente della Atlantic Records Ahmet Ertegun insieme all’avvocato Suzan Evans, all’ editor and publisher del Rolling Stone Jann S. Wenner, e all’avvocato Allen Grubman. Non avendo ancora una sede, il comitato di ricerca della Fondazione prese in considerazione diverse città, tra cui Memphis (sede dei Sun Studios e della Stax Records), Detroit (sede della Motown Records), Cincinnati (sede della King Records), New York, e Cleveland. Cleveland fece pressioni per avere la sede del museo perché il disc jockey Alan Freed aveva coniato il termine “rock and roll” e aveva fortemente promosso il nuovo genere musicale; inoltre Cleveland era il posto dove si era tenuto il Moondog Coronation Ball). Ironia della sorte le ceneri di Alan Freed non sono più le benaccette nel museo President. Il figlio di Alan Freed, Lance Freed ha ricevuto una telefonata dal Chief Executive Officer, Greg Harris, nella quale gli ha chiesto di rimuovere le ceneri del padre, esposte museo dal 2002.

Così si espresse Greg Harris : “Guarda Lance, c’è qualcosa di strano, la gente visita il museo, passa davanti alle ceneri di tuo padre e si gratta la testa non capendo cosa è, ci piacerebbe che tu venga riprendere le ceneri”. La vetrina che conteneva le ceneri di Alan Freed, conteneva anche un paio di suoi microfoni. La chiamata di Harris fu un vero colpo per la famiglia di Freed. Il figlio in un’intervista dice : “Stiamo cercando un cimitero a Cleveland per i suoi resti… voglio fare in modo che egli ottenga il rispetto che si merita…. voglio proteggere la sua eredità e la memoria”. La sua figura è ricordata in molte canzoni e in molti i film tra cui Rock, Rock, Rock! (1956 ) di Will Price con Freed, Chuck Berry, Terry Randazzo, Tuesday Weld, Frankie Lymon and the Teenagers, Johnny Burnette, La Vern Baker, The Flamingos, The Moonglows. La sua figura è ricordata in modo trasversale in parecchi generi musicali: dai Ramones nella canzone Do You Remember Rock ‘n’ roll Radio, a They Used to Call it Dope dei Public Enemy, passando da Skip Battin ex membro dei Byrds nella canzone The Ballad of Dick Clark e per Neil Young che nella canzone Payola Blues (tratta dal disco Rockin del 1983) apre dicendo : “Questo è per voi Alan Freed” e poi aggiunge: “Perché le cose che stanno facendo oggi farebbe un santo di te”.

Lo scandalo della payola fu oggetto anche di satira da parte della musica come ad esempio nella canzone dei Dead Kennedys Pull My Strings, parodia della canzone My Sharona dei The Knack, nella strofa “I won’t offend Or rock the boat Just sex and drugs And rock and roll Drool, drool, drool, drool, drool, drool My Payola! Drool, drool, drool, drool, drool, drool My Payola! oppure, anche, nella canzone del gruppo They Might Be Giants Hey, Mr. DJ, I Thought You Said We Had a Deal.

Il rock and Roll non è morto o meglio morì il 3 febbraio del 1959 (giorno che viene ricordato da tutti come The Day the Music Died o anche The Day the Rock Died) quando in uno incidente aereo persero la vita tre icone del Rock dell’epoca: Buddy Holly, The Big Bopper e Ritchie Valens. Ma il rock rinasce proprio come una Fenice, anche perché, come canta Neil Young nella canzone tratta dal disco Rust Never Sleeps del 1979, “My My, Hey Hey (Out Of The Blue) Hey hey, my my Rock and roll can never die !!!

https://www.youtube.com/watch?v=EuK6XfyDOBo

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