Rubrica: Prosa Blues. Intervista ai “Camillas”

di Laura Bonelli

la-rivolta-dello-zuccherificio-9788842820734-camillas-libroIl termine più adatto per definire l’esordio letterario dei Camillas è “rutilante”.
La rivolta dello zuccherificio (Il Saggiatore) è il romanzo con cui il duo musicale pesarese passa, senza nessuna ansia apparente, dalle note musicali alla carta stampata. I Camillas surfano sulle onde del nonsense e giocano a curling con le trame, spazzolando dettagliattamente le storie, facendole scivolare, senza toccarle mai.

Ne esce un libro in cui i giochi di parole fanno da padrone, attraverso un viaggio dove la cosa più saggia da fare è prendere il cervello con i suoi percorsi mentali standardizzati, posarlo con delicatezza sul comodino e cominciare a leggere, lasciando ogni speranza di ritrovarsi uguali a prima, una volta terminato.

D’altronde, come cita uno dei biglietti della fortuna, di cui è costellato il romanzo “esagerando un poco le misure, possiamo impossessarci di porzioni di mondo immense”.
Per la loro biografia è d’uopo affidarsi alle loro parole, perchè è chiaro che nessuno meglio dei Camillas sia in grado di spiegare chi veramente sono.

E’ ormai certo ed involontario che “I Camillas” nascano a Pordenone nel 1964 come duo formato da Ruben Camillas (chitarra e canta) e Zagor Camillas (tastiera e canta). Spinti poi da un istinto irresistibile, si sono stanziati sulla Costa Est d’Italia e per 40 anni non hanno prodotto niente. Ma nel 2004 succede qualcosa di straordinario, il rock’n’roll li vuole e loro accettano! Concerti, festival, matrimoni, occupazioni, strade, centri anziani, centri sociali, centri aggregazione, teatri.

Pubblicano questi album: Everybody in the palco (2007), Le politiche del prato (2009), Costa brava (2012) e nel 2013 un 45giri con XMARY.

received_10152871538993284In rete si trovano molte delle loro produzioni musicali, ma per comprenderli appieno e per leggerli ancora meglio, bisogna rivedere la loro divertentissima performance a Italia Got Talent 2015. Imperdibile.

Come è nata l’idea de La rivolta dello zuccherificio?

Come tutte le idee, abbiamo desiderato fare un libro un po’ di tempo dopo aver iniziato a scriverlo, e ce ne siamo resi conto appena è comparso il Saggiatore, vestito in quel momento da Giuseppe Genna (era fine estate inoltrata… lui indossava virtualmente una cannottiera bianca e si era appena tolto la camicia, tutta sudata sulla schiena, che rifletteva il sole ed i muscoli dorsali erano calanchi degli entroterra appenninici, virtuosi come vasai del Peloponneso e glabri di virtù ed orgoglio). Da quel momento è stato un attimo ed un anno abbondante di lavoro e scambi e aggiustamenti e brividi, così l’idea diventava adulta, prendeva casa da sola, faceva un mutuo, si pettinava i capelli all’indietro. E noi le volevamo sempre più bene…

Nel libro ci sono anche delle poesie che, in realtà, sembrano proprio dei testi di canzoni. Quanto del vostro percorso musicale avete messo in questo esperimento letterario?

Difficile definirlo dal punto di vista quantitativo. Si è provato, si è provato… ma non torna… c’è sempre qualcosa che slitta via e quando ti abbassi a raccoglierlo, ti cadono tutte le cose che avevi sistemato già e avanti così, senza fine apparente. Quindi diciamo che la dimensione letteraria è infilzata, come candela di compleanno, nel grosso scatolone che sono I Camillas e la fiammella scioglie la cera, che a volte fa prendere fuoco allo scatolone (ed allora tutti fuggono in tutte le direzioni e non capisci più chi è e chi non è), mentre altre volte illumina lo spazio, facendo arrivare falene giganti e moschini. Posti questi termini della questione, io partirei…

E comunque si, ci sono le parole suono, ci sono testi di canzoni diventati monti, ci sono ritmi quadrato. Nel leggerlo potreste ritrovarvi a San Remo inconsapevolmente.

Vi piace più giocare con le parole o con le note musicali?

Non abbiamo mai dovuto scegliere. E non lo faremo adesso.
Giochiamo con tutto insieme, senza distinguere i peluche dalle costruzioni, e quel che conta sono le mani e gli occhi e la furia, il pensiero che si fa corpo e suono. Ed ogni tanto, ma con cautela, anche significato. UUHHHH… l’abbiamo detto!

Che progetti avete in cantiere sia dal punto di vista musicale che letterario?

Naturalmente tutto è segreto, nascosto, camuffato da noia, mescolato all’indaffararsi, cellulari che non vengono utilizzati e lunghi tour che non finiscono mai, Sardegna Calabria Roma Milano, un disco nuovo già registrato che uscirà a fine anno, e tanta, tanta televisione, dove abbiamo scoperto il temporaneo disperdersi del controllo e l’affidarsi a gambe e braccia robuste e ragazze con le cartelline e gli auricolari.

 

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