Intervista: Francesco Ciccotti, grandangoli del “presente”

(esca) Intervista: Francesco Ciccotti, grandangoli del “presente”

Una visione “wide” del mondo. Il culto dell’esplorazione totale, attraverso l’immagine fotografica che sia “funzione” e scoperta. La fotografa e organizzatrice culturale Lisa Bernardini intervista il fotografo-architetto Francesco Ciccotti, che ci racconta i suoi progetti, tra fotografia, design e…

IMG_2497Francesco Ciccotti presenta Francesco Ciccotti: in poche parole, se dovessi descriverti, chi sei ?

Sono uno che cerca di fare al meglio le cose… un curioso e soprattutto un entusiasta che cerca la piacevolezza nelle cose che vive…e cerca di viverle con semplicità…se fossi nato in Giappone, potrei definirmi un tipo “WABI-SABI”…

Quando nasce il tuo amore per il mondo dell’immagine ?

Più o meno da quando sono nato…ho sempre amato guardare le vecchie foto di famiglia riposte in un cassetto, che sistematicamente mettevo a soqquadro…poi, come tutti gli adolescenti, cominciai ad usare una macchina fotografica per fare gli scatti delle vacanze (una Lubitel 6×6 che regalarono a mio padre…); ma fu all’età di 17 anni, quando un amico mi coinvolse a frequentare un corso di fotografia, che naque il grande amore per questa arte. Tanto è che, fin dall’età di 14 anni, tutti i periodi di vacanze scolastiche me ne andavo a lavorare per racimolare i soldi per poter partire per le vacanze, ma l’estate del mio diciottesimo compleanno rinunciai alle vacanze con gli amici e mi comperai la prima reflex analogica, una Nikon FM…ne ricordo ancora l’odore di quando la tolsi dalla scatola.

IMG_4008Quanto la tua lunghissima carriera di architetto influenza il fotografo che è in te, e quanto il contrario ?

Beh…ho sempre pensato che le due attività fossero state influenzate l’una dall’altra…entrambe mi stimolavano il gusto per la composizione, l’uso attento della luce ed infine, ma non per ultimo, la voglia di comporre non solamente per un mero gusto estetico, ma per rendere entrambe “funzione”…

Hai viaggiato in molti luoghi del mondo: quale ti è rimasto più nel cuore, e perché?

Ogni luogo ha il proprio fascino e punto di interesse; ho visitato la modernità Occidentale e la ruralità dei cosiddetti Paesi del terzo Mondo…due faccie della stessa medaglia…la nostra esistenza. Con il passare degli anni, ho sempre di più spostato il mio fuoco di interesse sui secondi e questo è coinciso con una mia maturità interiore…mi è sempre di più interessato l’uomo nei suoi fabbisogni primordiali, denudato da qualsiasi sovrastruttura; fatto di semplicità, di naturalezza, di profondità negli sguardi e nei rituali quotidiani. Quanto più lontane sono state le culture che ho incontrato, tanto più intense sono state le emozioni che ne sono scaturite…quanto più sorpresa si manifestava nella scoperta delle diverse sfumature che l’uomo ci presenta, tanto più entusiasmo animavano e animano i click della mia macchina fotografica.

DSC_1352Nel 2015 hai una sfida professionale da realizzare: presentare in tutta Italia il tuo ultimo progetto, “PanoramicaMente”. Un lavoro splendido, a metà tra la Fotografia ed il Design, che è stato recensito dal grande critico Enzo Carli e che presenterai a tutti gli amanti dell’Arte Moderna. Parlacene.

Per quanto l’essere umano rappresenti per me uno dei maggiori interessi a livello emotivo, cerebrale e professionale, nel tempo ho collezionato frames di varie tipologie di immagini…di foto e soprattutto di vita vissuta. Le mie esperienze fotografiche hanno esplorato in vari campi, spaziando in diversi settori… dalla natura allo sport, dal ritratto alla moda, dallo spettacolo alla foto d’architettura…ed è proprio in questo ambito, in simbiosi con la mia anima parallela, spinto dalla mia vena di progettista specializzato negli “interni”, che la fotografia panoramica, trova il suo comune denominatore, a metà tra arte, architettura e fotografia. Ho sempre auspicato ad una visione “wide” del Mondo e di conseguenza ho sofferto la visione costretta della lente fotografica; negli anni, ho attraversato le mie fasi da fotografo utilizzando i vari strumenti offerti dal mercato e nel tempo mi sono ritrovato a preferire sempre meno ottiche spinte con le quali avvicinavo i soggetti come ad una bizzarra forma di vojeurismo, per poi arrivare a scegliere lenti grandangolari con angoli sempre più ampi, che mi permettevano di entrare a far parte della scena stessa. Così, dal supergrandangolo, sono approdato ad utilizzare delle sequenze multiscatti da accoppiare, al fine di ottenere una visione delle cose più ampia possibile e che non lasciasse nulla fuori dalla scena; in una sequenza compositiva stravagante ed al limite del reale.

Come ti vedi tra dieci anni ? Come uomo e come artista.

Non ho mai vissuto pensando al futuro, ne tantomeno al passato…mi è sempre venuto naturale pensare al presente come a qualcosa che non dovesse finire mai…anche se poi mi sono sempre sorpreso di aver realizzato ciò che mi sono trovato a desiderare. Perciò, con pacato realismo e grande entusiasmo d’animo, mi sforzo ad immaginare un futuro fatto di cose utili per se ma soprattutto per gli altri…che non siano ossessionate nella edificazione di una immortalità della propria anima, ma che risultino come tracciato di una vita vissuta al meglio delle proprie possibilità.

Intervista di Lisa Bernardini (Presidente Associazione Culturale “Occhio dell’Arte” e Direttore Artistico del Nettuno Photo Festival)

(Foto di Francesco Ciccotti)

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