Recensione: Assaporando Il pasticciere

Assaporando Il pasticciere un film di Luigi Sardiello

di Iolanda La Carrubba

Come in una favola moderna le atmosfere si posano sulla vita dei protagonisti, in questo luogo non-luogo al disopra di ogni previsione, dove il surreale ed il grottesco si fondono, l’overture avvolge calda e dolce, un fatto, un posto, un oltre dell’immaginario di Luigi Sardiello.

Onestamente semplice è il protagonista Achille (Antonio Catania) nelle vesti del figlio, il figlio di un sincero pasticciere (Emilio Solfrizzi) alle prese con la quotidianità.

Achille spesso rammenta il forte sentimento nei confronti del padre, suo mentore, rinforzatosi proprio nella pasticceria di famiglia, un posto al disopra delle difficoltà e della crudeltà che si riversa nella vita di tutti i giorni, una vita di abitudini umili che per un distratto momento di malinconia, può tramutarsi in rimpianto, in disonestà rasentando quasi la ferocia.

Gli ambienti abitati dai personaggi, rappresentano un legame con l’interiorità di ogni singolo individuo, un mondo sommerso ed inconscio come fosse quello di Alice nel paese delle meraviglie. Infatti in alcuni specifici momenti si può avvertire la stessa atmosfera che si vive nell’ora del tè con il Cappellaio matto. Ed è proprio la pazzia che vuole uscire dalle profondità recondite dei personaggi, è colei che svela il vero carattere dei singoli individui, una danza tribale di alter-eghi e di quelle maschere tipiche delle commedia dell’arte italiana.

Il Dottore (Antonio Stornaiolo) sarà il primo vero involontario omicidio dell’ancora innocente Achille? Un uomo al limite del paradosso, posto in costante confronto con quel Sé bambino, che prematuramente ha dovuto sostituire il padre. Dunque la continua negazione della normalità, di un equilibrio interrotto da una vertigine di eventi imprevedibili, conducono Achille ad affrontare l’abbandono che è evidentemente radicato nella sua psiche, dato che fino alla fine non si saprà mai dov’è sua madre.

E’ forse questo il movente che lo spinge ad incastrarsi sempre di più, in quella anormalità asfittica?

Tuttavia in questo esistere nell’egocentrico riflettersi di identità, Achille ancora una volta, desidera, brama, quella normalità di una vita semplice e genuina, una vita fatta di dolci preparati per regalare la felicità a chi sarà fortunato ad assaggiarli, ma a questo “mangiami” si sovrappongono continuamente la tranquillità e la lotta, la fiaba e l’incubo, un ritmo Karmico, un battito cardiaco, uno yng-yang, che perpetuamente ritorna.

Emozionante il confronto tra i due volti femminili, Sara D’Amario che rappresenta la legge e Rosaria Russo il volto oscuro della luna, ed Achille sembra l’unico a possedere la chiave di comprensione di questi due complessi volti della donna, la giustizia che null’altro desidera più di ogni cosa, se non riuscire a creare la torta perfetta, accogliente dimora della maternità, mentre dall’altro capo si trova la perdizione che disperatamente cerca la libertà.

Sapori e miti, leggende e cronache, il tutto avviene in un territorio senza confini reali, posto con acume in uno spazio altro, celato tra il ricordo ed il futuro.

Il grammofono, elegante cardine tra la danza dei fantasmi italiani e l’ovvietà di un disperso senso etico di oggi, suona e piange mentre l’albero del ciliegio, si riempie di frutti. Ma è proprio questo il legno di cui è fatto il burattino, il pinocchio che nonostante gli sforzi del genitore, si perde in questo labirinto di Cnosso senza possedere la capacità di costruire delle ali per sorvolare il pericolo.

In questa opera, vi è racchiusa la ricetta della vita fatta di ingredienti segreti, tra i quali la dolce nostalgia di saper ritrovare la gioia perduta della propria infanzia.

 

Regia Soggetto Sceneggiatura: Luigi Sardiello

Produttore: Alessandro Contessa

Interpreti e personaggi

Antonio Catania: Achille Franzi

Luca Cirasola: Garzone

Sara D’Amario: Lara

Ennio Fantastichini: Avvocato

Rosaria Russo: Angela Bashes

Emilio Solfrizzi: Padre di Achille

Antonio Stornaiolo: Dottore

Ivan Zerbinati: Malko

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