Rubrica

Salt Peanuts: altri mondi musicalmente possibili

di Cosimo Ruggieri

 

Viva la Vinyl

Nel  1935 Walter Benjamin vedeva nella riproducibilità tecnica la possibilità di liberare l’opera d’arte dalla sua “aurea”, dal suo radicamento mitico e religioso. Benjamin parlava della fotografia e del cinema ma la sua analisi si sposa bene anche con la diffusione della musica.

Dall’invenzione del fonografo da parte di Edison nel  1877 al passaggio al Long Playing (inventato dalla Columbia nel 1948) di strada ne è stata fatta. L’industria fonografica, non bisogna nasconderlo, ha avuto periodi di crisi: la prima durante gli anni venti del ‘900 dopo aver conosciuto un periodo di grande fama, simbolo di gran modernità con l’arrivo dell’elettricità e del microfono.

Questa nuova modernità fu appoggiata anche dal successo e dalla diffusione della radio  che hanno dato fama anche al pop e al jazz. Ciò permise anche alle majors di consolidarsi. Victor e Columbia negli Stati Uniti, Pathè-Marconi in Francia, la Gramophone Company (che successivamente diventerà la EMI) la Deteusche Grammophon in Germania.

Il crollo in borsa del 1928 e la successiva crisi non farà uscire dall’indebolimento l’industria fonografica fino alla fine della seconda guerra mondiale. Ci fu un riassetto delle case discografiche negli anni ottanta del ‘900; la Emi si lega nel 1980 a Thorn Electrical Industries, Limited; la Decca viene venduta anch’essa nel 1980 alla PolyGram  e forma una forte triade con DGG (Deutsche Grammophon ) e la Philips.

La RCA e la Columbia passano nelle mani della tedesca BMG e della Sony. L’arrivo del Compat Disc sancisce  in un certo senso la risurrezione delle case discografiche. I grandi colossi hanno prevalentemente svuotato le cantine attingendo ai propri archivi e anche quanto avevano acquistato nel corso degli anni. Secondo alcuni si tratta di uno dei motivi della crisi di fine millennio. Un altro motivo di questa crisi è la pirateria.

Il giornalista inglese Grahm Jones teorizzò sul  nel suo libro “Last Shop Standing: Whatever Happened to Record Shops?”  che la fine del vinile fu voluta dalle case discografiche stesse per favorire l’ascesa dei Cd. “Negli anni ’80”, ricorda Jones, “il vinile era tutto riciclato, e dunque la qualità delle registrazioni aveva cominciato a diminuire. I dischi erano più sottili e più fragili. Tutto era stato ideato per convincerci a convertire la nostra collezione di musica su cd”.

Il Record Store Day è nato ufficialmente nel 2007, è una giornata celebrata, a livello internazionale,  ogni anno ad aprile. Con essa si vogliono celebrare gli oltre 700 negozi, negli Usa, di dischi indipendenti assieme alle centinaia di migliaia di negozi musicali indipendenti in tutto il globo. La giornata viene festeggiata  anche con registrazioni di artisti che vi partecipano  con apparizioni speciali, performance, e  con l’organizzazione di mostre d’arte, stampa di vinili  e di CD in edizione speciale.

Sul sito ufficiale http://recordstoreday.com/Home si possono trovare le informazioni sui negozi di  dischi che prendono parte all’evento e molte altre notizie. Il vinile è stato celebrato in molti molti campi anche nella musica stessa. Nel 1994 i Pearl Jam incisero una canzone  intitolata Spin the Black Circle dove si  parla di vinili o di droghe (la canzone gioca sulle affinità tra la dipendenza da droghe e quella da dischi e musica ) e  secondo Jon Pareles del “New York Times” ha fatto riferimento a “Spin the Black Circle” come a “una delle poche canzoni provenienti da Seattle in cui l’ago non ha nulla a che fare con l’eroina.”

Nel 2013 lo scrittore Micheal Chabon fa uscire un libro intitolato Telegraph Avenue: è la storia del Brokeland records, il negozio di dischi usati di Archy Stallings e Nat Jaffe a Telegraph avenue. Archy e Nat sono amici da una vita ed insieme, sono collezionisti professionali. Gibson “G-Bad” Goode vuole costruire nel quartiere
 un grande centro commerciale e un negozio di dischi, a pochi isolati da Brokeland records. Come viene descritto  nel documentario Last Shop Standing.

l’amore per il vinile e la musica sopratutto è un amore sconfinato che non si estinguerà mai e che continuerà ad esistere nonostante le grandi catene. spin…spin the black circle spin, spin…spin the black, spin the black…
spin, spin…spin the black circle
spin, spin..

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